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1leftarrow blue.svgVoce principale: provincia di Novara.

Basso Novarese
zona geografica
Basso Novarese – Veduta
panorama del Basso Novarese alle porte di Novara
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
ProvinciaProvincia di Novara-Stemma.svg Novara
Amministrazione
CapoluogoNovara
Territorio
Coordinate
del capoluogo
45°27′00″N 8°37′00.12″E / 45.45°N 8.6167°E45.45; 8.6167Coordinate: 45°27′00″N 8°37′00.12″E / 45.45°N 8.6167°E45.45; 8.6167
Abitanti130 000 (2011)
ComuniNovara, Biandrate, Casalbeltrame, Casalino, Granozzo con Monticello, Tornaco, Borgolavezzaro, San Pietro Mosezzo, San Nazzaro Sesia, Recetto, Nibbiola, Vespolate, Garbagna Novarese, Sozzago, Vinzaglio, Casalvolone e Landiona.
Altre informazioni
Lingueitaliano, dialetto novarese, dialetto lombardo occidentale
Cod. postale28xxx
Fuso orarioUTC+1
Cartografia

Il Basso Novarese[1] è una zona geografica posta a sud della provincia di Novara, al confine con quelle di Pavia e di Vercelli. È delimitata a nord dal medio novarese, a sud dalla provincia di Pavia (la Lomellina) e a est dalla quella di Vercelli, con confine naturale sul fiume Sesia.

Geografia fisicaModifica

 
Il torrente Terdoppio
 
il torrente Agogna

La pianura del Basso Novarese è solcata dal fiume Sesia e dai torrenti Agogna, Terdoppio, Arbogna, Neralo, Sparso e il Marcova novarese; inoltre sono numerosissimi i canali artificiali che percorrono la zona. I principali sono il canale Cavour e il Canale Quintino Sella, oltre che i cavi Dassi, Panizzina e Cattedrale, che danno origine ad altri canaletti, più piccoli, importantissimi per trasportare l'acqua nelle risaie e, un tempo, per azionare i mulini (ormai quasi tutti dismessi o sostituiti dalle grandi traverse fluviali). Il Canale Regina Elena, invece, scorre nel medio novarese, ma porta acqua anche nella bassa provincia, tramite i diramatori. Esso trae origine dal Ticino, altro fiume importante ed emissario del Lago Maggiore.
Una zona "anormale" del Basso Novarese è, invece, il paesaggio a sud di Novara: la cosiddetta Valle dell'Arbogna, antico terrazzo fluvio - glaciale, le cui collinette sono coltivate sempre a riso.

 
le risaie a Vespolate, il cuore del Basso Novarese

Il territorio confinante con il fiume SesiaModifica

Il territorio posto immediatamente a est del Sesia, presenta la morfologia di tutto il Basso Novarese ma con differenti e uniche caratteristiche dovute alle non poco frequenti inondazioni del fiume e ai numerosi spostamenti d'alveo del fiume stesso, il cui corso ha delimitato anomale variazioni territoriali.
Possiamo perciò dire che tale territorio aveva un aspetto molto differente da quello attuale. Tenendo conto dei suddetti spostamenti possiamo ipotizzare che il Sesia abbia lasciato svariati paleoalvei, successivamente utilizzati per far scorrere corsi d'acqua artificiali come la roggia Busca o la roggia Bolgora.

Geografia antropicaModifica

L'area del Basso Novarese conta numerosi comuni: il più importante è sicuramente Novara che è anche capoluogo di provincia. Seguono poi, altri comuni minori, i quali, negli ultimi anni, si stanno ampliando.

La zona di Novara conta la seconda densità abitativa della regione, dopo Torino. Lì si concentrano le maggiori industrie; un "mix" di primario, secondario e terziario. Inoltre, a differenza delle altre città del nord Italia, lo stacco tra la zona abitata e le risaie è nettissimo.

ComuniModifica

 
Panoramica di Novara

Il Basso Novarese comprende 17 comuni; nella tabella di seguito vengono inseriti i primi tre per popolazione:

Stemma Comune In dialetto B.S. Superficie Abitanti
Novara Nuara 103,02 km² 105.052 ab.
Borgolavezzaro Burglavsàr 21,21 km² 2 100 ab.
Vespolate Vispulàa 17,84 km² 2.085 ab.

StoriaModifica

La zona, situata nell'estremo oriente piemontese, venne abitata prima dai Liguri e dopo dai Celti (IV secolo a.C.), che nel Basso Novarese fondarono il centro di Aria. La tribù gallica stanziatasi nell'attuale Basso Novarese fu quella dei Vertamocori che secondo Plinio il Vecchio furono i fondatori di Novara, anche se attuali scoperte indichino che il centro più importante fosse situato più a Nord.

Nel 196 a.C. giunsero i Romani che conquistarono la zona, accampandosi ad Aria, e rinominandola in Novaria.

Circa 150 anni dopo, Giulio Cesare concesse al piccolo centro il Titolo di Municipium, unico vero insediamento della zona.

Le antiche famiglieModifica

La storia del territorio è strettamente legata a quella delle nobili famiglie che vi si insediarono anche in tempi molto antichi ed influenzarono la vita economica, politica, religiosa ed sociale.

I BlanderateModifica

La prima figura storica della casata dei Conti di Blanderate è quella di Alberto di Blanderate, nato presumibilmente dopo la metà dell'XI secolo e discendente dalla famiglia che estendeva il suo dominio su Varallo Pombia, la Val d'Ossola e la Valsesia.
Il matrimonio di Guido, figlio di Alberto, con la sorella del Marchese Guglielmo di Monferrato fu molto importante poiché univa due delle più importanti e potenti famiglie di fede imperiale dell'Italia Settentrionale.
A partire dall'ingresso di Novara nella Lega Lombarda dei Comuni (1167), la potenza dei Blanderate venne molto ridimensionata ed iniziò un confronto, durato secoli, con la potenza di Novara. In seguito i Blanderate furono vassalli dei Gonzaga e dei Savoia e si legarono pure alla Chiesa grazie ai diversi ruoli ed incarichi di Gianfrancesco di Blanderate, membro del catasto, all'interno della diplomazia papale.

I GautieriModifica

All'inizio del Settecento molte terre del Basso Novarese (in particolare Casalbeltrame), vennero comprate dalla famiglia Gautieri, la quale partecipò attivamente all'amministrazione del borgo, rimanendovi sino al XX secolo.

I GualoneModifica

Il nome di Casalvolone deriva probabilmente dalla presenza nella regione delle corti e dei casali longobardi, con l'aggiunta del proprietario casale di Gualone e compare in un documento datato 11 maggio 944.
Da un diploma di Corrado il Salico datato nel 1039, risulta presente in Casalvolone la famiglia Guaia, che detiene il borgo sino all'anno 1356, quando Casalbeltrame passò ai Visconti.

I TornielliModifica

I Tornielli furono una delle più importanti e antiche famiglie di Novara che si alternarono nel dominio della città con i Brusati e i Cavallazzi.
I membri di questa importante famiglia svolsero un ruolo di primo piano nella storia del Basso Novarese e, soprattutto, di Novara, nei secoli XII, XIII e XIV. I Tornielli furono a capo della fazione ghibellina (Pars Rotunda) contrapposta a quella guelfa (Pars Sanguigna) capeggiata dai Brusati e dai Cavallazzi.
A partire dal XII secolo, numerosi furono i Tornielli che ricoprirono le più prestigiose cariche cittadine sia civili che religiose.
Particolarmente Giuseppe Maria Tornielli (1764-1846) fu chiamato gentiluomo da camera da Vittorio Amedeo II. Nel 1816 venne nominato intendente generale di Savoia e nel 1824 vicere di Sardegna.
Un ramo di questa nobile famiglia si spostò poi a Borgolavezzaro.[2]

I grandi tenimenti delle antiche famiglieModifica

Tra il 1600 ed il 1700 si registrò da una parte l'ampliamento della rete irrigua e dall'altra l'organizzazione delle terre agricola in grandi proprietà strettamente legate alle più importanti famiglie novaresi.
Di estremo interesse sono le terre dell'Abbazia di San Nazzaro Sesia, dei Gautieri, dei Lodi Cusani e dei Tornielli.

Terre dell'abbazia di San Nazzaro SesiaModifica

Con la soppressione delle corporazioni religiose voluta fortemente da Napoleone, l'Abbazia di San Nazzaro Sesia e altri beni furono ceduti dalla Repubblica Francese alla famiglia Isnard, che forniva il vestiario all'Armata Italiana.
Oggi le terre dell'Abbazia di San Nazzaro Sesia si identificano con il Tenimento Catello di proprietà Vercellotti, con alcuni fondi delle cascine Dossi e Ronchi.

Terre GautieriModifica

Il 16 gennaio 1804 l'avvocato Michele Gautieri acquistò dal marchese Cesare Grimaldi il mulino del Bosco ed alcune terre di Casalbeltrame. Questa proprietà passò prima in successione al ramo dei Marenco di Moriondo e poi con atto 27 luglio 1961 alla Società Cartiere Ambrogio Binda. Con atto 20 dicembre 1973 le terre sono state cedute al dottor Mario Rubatto, che in onore ed in ricordo di sua madre ha mutato il nome in Baraggia Gautieri Santa Rosa. La tenuta ha un'estensione di oltre 321 ettari ed è oggi l'azienda più grande del Basso Novarese.

Terre Lodi CusaniModifica

Il tenimento cosiddetto Lodi Cusani ha avuto nel passato stretti legami con il territorio chiamato Devesio, che inglobava non solo il podere noto con tale nome, ma anche alla sinistra del Sesia, che si estendeva dal Santuario Madonna della Fontana (San Nazzaro Sesia) alla cascina Risi (Villata).
Questi vasti territori, donati il 18 marzo 1596 al Collegio dei Padri della compagnia di Gesù di Vercelli da Giovan Francesco Biambino (religioso della stessa compagnia e membro della casata di Arborio), nel 1744 erano passati al cav.Carlo Ignazio Cusani tranne la cascina Risi, la cui proprietà restava alla compagnia di Gesù.
Le tenute della famiglia 'Cusani comprendevano le cascine Nuova, Economia, Corte Grande di Villata, Mirabello, Roatella ecc. oltre ad altri tenimenti sparsi sul territorio di Villata. Alla famiglia Lodi Cusani, subentrarono, L'Ospedale di San Giovanni di Torino. Intorno al 1920 le terre sono state cedute ad altri proprietari ed acquirenti.

Terre TornielliModifica

Con l'invasione di Napoleone fu soppressa (per volere dello stesso Napoleone) la corporazione religiosa della Commenda dei Santi Maurizio e Lazzaro di Borgo Vercelli ed i loro beni passarono a Giuseppe Monicault ed al conte Gaudenzio Tornielli.
Quest'ultima famiglia diventò poi la più grande possedente del territorio in questione. Nel 1933 il marchese Luigi Tornielli era proprietario in Casalvolone di circa 436 ettari. Oggigiorno, queste terre, sono frazionate fra diversi proprietari[3]

EconomiaModifica

 
Pianta di riso allo stato di maturazione

La zona si configura come un interessante incontro geo-economico fra l'industrializzazione e terziarizzazione lombarda, e la trainante produzione agricola piemontese.

La zona (assieme al Vercellese ed alla Lomellina) è famosa per la coltivazione del riso; infatti la zona ha un'economia quasi completamente agricola, seppur negli anni del secondo dopoguerra si è assistito ad un ampliamento dei centri abitati e ad un incremento della produzione industriale (specie nella zona di San Pietro Mosezzo e Novara), anche se la crisi si è fatta (e si fa) sentire.

Questo possiamo notarlo non solo dalle statistiche, ma anche dalle numerose fabbriche fallite nella zona della stazione di Novara.

La storia del risoModifica

Verso l'anno 1000 i monaci Benedettini cominciarono a disboscare e a dissodare i terreni, recuperando alle colture i terreni selvosi o baraggivi.
Da alcuni documenti del 1350 relativi alle imposizioni fiscali di Biandrate risulta che si coltivavano frumento, segale, miglio, meliga, uva e canapa. A partire dal XVI secolo, grazie alle prime irrigazioni, si sviluppò la coltura del riso, che ancora oggi viene praticata.
A Casalvolone la coltura di questo cereale è attestata dal 1578, ma è a Biandrate che si ebbe la maggior diffusione del riso. All'epoca il riso occupava ben il 41% della superficie coltivata, contro il 15-18% del restante Novarese.[2]

Aziende principaliModifica

  • A Novara vi era un polo chimico e industriale legato alla Montecatini, sede principale dell'industria dell'ammoniaca con il procedimento Fauser e dell'istituto di ricerca dedicato a Guido Donegani. Altre aziende conosciute in ambito nazionale ed internazionale sono la De Agostini, operante nel campo dell'editoria/cartografia/multimedialità e scommesse sportive attraverso il controllo della società SNAI; nel campo alimentare vi sono le sedi della Pavesi e della PAI; sempre a Novara hanno sede l'Autogrill S.p.a. nel campo della ristorazione mentre nel settore finanziario vi è la Banca Popolare di Novara.
  • A Landiona ha sede la Mirato, azienda operante nel settore cosmetici.

CulturaModifica

DialettoModifica

In gran parte della zona si parlano dialetti appartenenti al gruppo lombardo occidentale, con influenze piemontesi sempre più evidenti man mano che ci si avvicina alla sinistra orografica della Sesia. I dialetti dei Comuni compresi tra il corso del fiume Sesia e quello dell'Agogna sono, in effetti, considerati piemontesi.

Chiese ed edifici storiciModifica

Nel territorio sono presenti numerose chiese ed edifici storici; alcuni di questi sono stati risanati nel corso degli anni, mentre altri sono in stato di semi abbandono o di rovine (es. il Castello di Monticello, sulla collina sotto il torrente Neralo).

 Lo stesso argomento in dettaglio: Basilica di San Gaudenzio.
 
la cupola col campanile

L'elemento architettonico più significativo di Novara è la sua maestosa cupola, alta 121 metri, progettata dall'architetto-ingegnere Alessandro Antonelli, assurta a simbolo della città e segno distintivo del suo panorama, osservabile da tutte le arterie stradali che conducono in città.

La chiesa parrocchiale di San Bartolomeo e Gaudenzio (XIX secolo), progettata nel 1858 dall'architetto Alessandro Antonelli e terminata nel 1862, si trova nella piazza al centro del borgo. In stile neoclassico, ha una sola navata ed è preceduta da un pronao con quattro colonne in granito e capitelli corinzi che sostengono un architrave con timpano. Il campanile è antecedente e risale al seicento.

 Lo stesso argomento in dettaglio: Duomo di Novara.

Il duomo di Novara, assieme agli altri edifici sacri ad esso connessi, si trova nel cuore della città, in Piazza della Repubblica, dove sorgeva una precedente cattedrale romanica dell'XI-XII secolo, abbattuta dall'Antonelli per fare posto al nuovo edificio

ReligioneModifica

La religione maggiormente praticata è quella cattolica; gli stranieri invece sono in prevalenza musulmani. Sulla zona sono presenti anche diversi nuclei di Testimoni di Geova: nel comune di Novara sorge un centro di ritrovo chiamato Sala del Regno che attrae numerose persone anche dalle province vicine.

DiocesiModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Diocesi di Novara.

Tutta l'area del Basso Novarese appartiene oggi alla diocesi di Novara.

 
La sede del Vescovo a Novara

NoteModifica

  1. ^ Comune di Novara Archiviato il 29 luglio 2012 in Internet Archive. biblioteca basso Novarese
  2. ^ a b Rivista Est Sesia, ottobre 2005
  3. ^ rivista Est Sesia, ottobre 2005
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