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Corrado (conduttore televisivo)

conduttore televisivo, autore televisivo e conduttore radiofonico italiano
(Reindirizzamento da Corrado Mantoni)
Corrado
Corrado Mantoni 1951.png
Corrado nel 1951
NazionalitàItalia Italia
GenerePop
Musica per bambini
Sigla musicale
Periodo di attività musicale1944 – 1999
Album pubblicati4
Studio4

Corrado, all'anagrafe Corrado Mantoni, noto anche con lo pseudonimo di Corima (Roma, 2 agosto 1924Roma, 8 giugno 1999), è stato un conduttore televisivo, autore televisivo e conduttore radiofonico italiano.

Ha lasciato la sua firma, sia come presentatore sia come autore, su molti dei più memorabili programmi televisivi italiani a partire dagli anni cinquanta, divenendo una presenza fissa e familiare del piccolo schermo e uno dei personaggi televisivi più amati di sempre.

È per questo considerato uno dei padri fondatori della televisione in Italia, insieme a Mike Bongiorno e Raimondo Vianello[1].

Prima che in televisione, fu molto attivo in radio (è considerato infatti il primo conduttore ufficiale della radio italiana), dove lavorò per oltre quarant'anni, divenendo anche qui uno dei personaggi più popolari ed apprezzati (fu lui ad esempio che annunciò eventi storici come la fine della seconda guerra mondiale[2] o la vittoria della repubblica al referendum del 2 giugno 1946).

Svolse, pur se con minore intensità, anche l'attività di attore e doppiatore, sulla scia del fratello maggiore Riccardo, con il quale per anni condivise anche lo pseudonimo Corima (ottenuto dalle iniziali dei loro nomi e cognome, in seguito utilizzato solo da Corrado), con il quale firmò molti dei suoi più famosi show radiofonici e televisivi.

Indice

BiografiaModifica

 
Corrado con il fratello Riccardo Mantoni, regista di molti programmi di Radio Rai

GioventùModifica

Nacque a Roma il 2 agosto 1924 da genitori di origine marchigiana (provenivano da Fano in Provincia di Pesaro e Urbino); il padre era tipografo e pubblicista, mentre la madre era maestra di scuola elementare. Dopo aver conseguito la maturità al liceo classico Mamiani di Roma, si iscrisse alla facoltà di Giurisprudenza dell'università, che abbandonò dopo poco tempo perché attratto dal palcoscenico, già calcato dal fratello maggiore Riccardo Mantoni, regista e doppiatore. Nel 1944 fece parte dei partigiani del Comitato di Liberazione Nazionale per liberare Roma dal nazifascismo.

EsordiModifica

Agli inizi degli anni quaranta iniziò a lavorare per la radio americana in Italia, lo Psychological Warfare Branch (PWB), poi per l'EIAR, che in seguito divenne la Rai. Grazie alla buona cultura e all'ottima pronuncia, venne scelto come annunciatore (come annunciatore radiofonico diffuse notizie storiche come quelle della fine della seconda guerra mondiale, della nascita della Repubblica Italiana e della morte di Trilussa). Collaboratore dei cinegiornali dell'epoca, lavorò al fianco di giornalisti come Luca Di Schiena e Sergio Zavoli. Parallelamente alla carriera radiofonica, mosse i primi passi come attore e doppiatore, seguendo le orme del fratello Riccardo. Come nome d'arte scelse "Corrado", suggeritogli da Carlo Romano, anch'egli attore e doppiatore, e dopo poco tempo era già popolarissimo, grazie alla sua eleganza e ironia. Da questa sua scelta di utilizzare il solo nome (senza cognome) derivò il soprannome "lo scognomato", datogli da Totò nella scenetta Il premio Nobel. Grazie alla sua popolarità, nel 1949 venne scelto come primo presentatore a comparire in TV, alla Triennale di Milano, quando le trasmissioni, ancora sperimentali, duravano pochi minuti. Portò nel 1953 sul grande schermo il suo personaggio di divo dello spettacolo nel film Café Chantant. In quegli anni si sposò con Luciana Guerra, dalla quale ebbe un figlio, Roberto, e dalla quale divorziò nel 1972, anno in cui iniziò la relazione con la sua futura seconda moglie, Marina Donato.

Negli anni cinquanta, per un decennio, fu l'unico presentatore ufficiale, categoria nata con lui, della radio italiana. Contribuì a lanciare Alberto Sordi e lavorò con Nino Manfredi, definì "reuccio della canzone italiana" Claudio Villa. Portò i suoi spettacoli nelle piazze e nei teatri italiani. Nella sua compagnia vi furono, fra gli altri, Alberto Talegalli, Nilla Pizzi, Tino Scotti, Oreste Lionello, Teddy Reno, Mario Scaccia, Fiorenzo Fiorentini. Partecipò inoltre a molti film, interpretando se stesso per Luchino Visconti e altri famosi registi, lavorando anche con Marcello Mastroianni, Aldo Fabrizi e Walter Chiari. Fra i successi radiofonici vi fu Oplà, in cui sostituì Mario Riva e ne fu subito indicato come erede, per rivelarsi poi nella conduzione del programma considerato il padre dei varietà radiotelevisivi italiani: Rosso e nero.

Anni sessantaModifica

 
Corrado con il Trio Junior al Festival di Bellaria nel 1967
 
Corrado con Don Jaime de Mora y Aragón nel 1960

Passò in televisione prima degli anni sessanta, presentando Un due tre nel 1955 e Music Hall nel 1956, al sabato sera. La TV trasmise sperimentalmente i suoi programmi radiofonici, tra cui lo storico Rosso e nero, in cui aveva come valletta Sophia Loren, e ospitò tra gli altri Danny Kaye e Gregory Peck. Diventò il conduttore ufficiale delle più importanti manifestazioni italiane: concerti, premiazioni, Miss Italia. Condusse numerose trasmissioni, di cui alcune entrate di diritto nella storia della televisione, fra cui L'amico del giaguaro e Controcanale, in cui lavorò con Guglielmo Zucconi ed ebbe come partner Abbe Lane e l'orchestra di Xavier Cugat. Nel 1964 iniziò, in contemporanea, a lavorare per la TV della Svizzera italiana con Un'ora per voi. Nel 1965 presentò La prova del nove, abbinata alla Lotteria di Capodanno. A seguire: Il tappabuchi (1967) con Raimondo Vianello, Su e giù (1968), A che gioco giochiamo? (1969).

Anni settantaModifica

Presentò Canzonissima nel 1970 e nel 1971, lanciando Raffaella Carrà. Il sodalizio artistico con la show-girl, che Corrado contribuì a render popolare, si ricostituì per volontà di lei nel 1982 per la terza edizione di Fantastico, la cui finale, da lui presentata in diretta, è una delle ultime con il massimo ascolto raggiunto. Per questa trasmissione Corrado ricevette a Chianciano il Premio della Critica radiotelevisiva come miglior presentatore televisivo.

Nel 1974 condusse il Festival di Sanremo, dove fu affiancato da Gabriella Farinon, nonché Un disco per l'estate. Ideò e condusse per tre edizioni, dal 1976, Domenica in. Domenica in permise a Corrado di dimostrare le proprie capacità nella recitazione, grazie alle scenette in cui fece di volta in volta da spalla, in diretta, ad attori quali Klaus Kinski, Georges Descrières, Robert Powell, Vittorio Gassman; ospitò artisti come Sergio Leone, cantanti come Franco Califano, Domenico Modugno, i Matia Bazar, i Village People, i Pooh, Rino Gaetano, i Kraftwerk, introdusse eventi culturali nell'intrattenimento puro, ospitando le compagnie teatrali, per la prima volta in studio, e attori come Carmelo Bene, ballerini come Elettra Morini, cantautori come Tony Cucchiara, divulgatori scientifici come Piero Angela e tanti altri. Lanciò da questa trasmissione, in Italia, Julio Iglesias e rimane storica la sua intervista al dottor Christiaan Barnard, chirurgo che eseguì il primo trapianto cardiaco su un uomo.

Il 13 luglio 1978, mentre faceva ritorno a Roma da Civitavecchia, dove il Rally canoro aveva fatto tappa, perse il controllo della sua Lancia Gamma, uscendo di strada in una curva all'altezza di Santa Marinella, a causa della velocità eccessiva. Corrado riportò una frattura del collo del femore destro, guarita in 40 giorni[3], mentre gravissime risultarono le condizioni della soubrette Dora Moroni.[4].

Anni ottanta e novantaModifica

 
Raffaella Carrà e Corrado a Fantastico 3 (1982)

Continuò a lavorare, fino alla fine degli anni settanta, anche per la TV della Svizzera italiana (TSI). Da aprile 1982 Corrado passò al gruppo Fininvest (all'epoca composto da Canale 5 ed Italia 1) e ne inaugurò gli studi di Roma. Tra i suoi programmi più celebri sono da ricordare Il pranzo è servito e La corrida: quest'ultimo remake televisivo della fortunata omonima trasmissione radiofonica condotta e ideata dallo stesso Corrado dalla fine degli anni sessanta fino alla fine degli anni settanta sul Secondo Programma (poi divenuto Radio 2), è considerato il suo cavallo di battaglia.

Subì un intervento alle corde vocali nel febbraio 1985[5] e un intervento ai polmoni all'inizio del 1990[6]: quest'ultimo intervento lo costrinse a cedere il posto nella conduzione de Il pranzo è servito a Claudio Lippi. Tutti questi problemi di salute sono stati brevemente elencati dallo stesso Corrado durante la trasmissione I tre tenori del 1998[7].

La corrida fu programmato in tutte le stagioni, dall'estate fino alla grande sfida autunnale. In due edizioni (1995 e 1997) Corrado, presentandolo, riuscì a vincere la guerra degli ascolti nel confronto con il varietà di Raiuno abbinato alla Lotteria Italia[8]: i sorpassi furono storici e indussero la Rai a correre ai ripari e i critici a studiare il fenomeno. Non vanno, poi, dimenticate trasmissioni come Ciao Gente e Buona domenica. È stato, oltre che l'ideatore di alcune fra le storiche trasmissioni della radio e della televisione, un talent scout: ha portato al successo Dario Ballantini, Neri Marcorè, senza contare le numerose soubrette che lo hanno affiancato nei 55 anni di carriera. Ideò il Rally canoro, che portò in giro per l'Italia, ove scoprì diversi talenti, fra cui Dora Moroni. Corrado è stato anche autore di quasi tutte le sue trasmissioni, per le quali, in tale veste, usava lo pseudonimo Corima (acronimo di "Corrado e Riccardo Mantoni"). Fu il primo presentatore a diventare dunque anche autore dei propri testi e regista in campo dei propri programmi.

 
Corrado con Vittorio Marsiglia e la valletta Cinzia Petrini, il cast de Il pranzo è servito nella seconda metà degli anni ottanta

Nel corso della carriera ricevette numerosi complimenti da parte di celebri addetti ai lavori: fu apprezzato da Vittorio De Sica e da Totò, che lo soprannominò Lo scognomato a causa del solo nome di battesimo usato come nome d'arte; venne stimato da Umberto Eco, che di lui disse: Corrado è l'Italia, perciò l'Italia lo ama, e fu difeso da Indro Montanelli sul Corriere della Sera quando vi furono interpellanze parlamentari a causa della frase che pronunciò in TV, ovvero L'Italia è una repubblica fondata sulle cambiali.

Negli anni novanta condusse per sette anni consecutivi il Gran Premio Internazionale dello spettacolo, di cui rimane ancora il presentatore del maggior numero di edizioni. Indimenticabili i suoi duetti con Mike Bongiorno, suo amico rivale.

Il 27 giugno 1996, dopo 23 anni di convivenza, sposò in Campidoglio Marina Donato, la sua compagna di sempre, facendone la sua seconda moglie dopo Luciana Guerra.

Si congedò dalla conduzione televisiva durante l'ultima puntata della sua Corrida, il 20 dicembre 1997, quando recitò una poesia di commiato con gli occhi visibilmente lucidi, all'insaputa di tecnici, autori e produttori.

Nel 1998 venne ancora celebrato, come ospite d'onore insieme a Mike Bongiorno e Raimondo Vianello, quali tre maggiori pionieri della televisione italiana, con la serata dal titolo I tre tenori, condotta da Maurizio Costanzo ed Enrico Mentana.

Accanito fumatore, Corrado morì l'8 giugno 1999, a 74 anni, nella clinica Villa Margherita di Roma, dove era ricoverato da qualche settimana per un acutizzarsi del carcinoma del polmone che gli era stato diagnosticato a gennaio[9][10]. È sepolto nel cimitero Flaminio di Roma. Nel 2004 la città di Roma gli ha intitolato una via nella zona di Casale Nei (vicino a Porta di Roma).

FilmografiaModifica

AttoreModifica

 
Corrado nel film Bellissima di Luchino Visconti (1951)

NarratoreModifica

DoppiaggioModifica

Spettacoli e tournéeModifica

RadioModifica

Trasmissioni

TelevisioneModifica

TrasmissioniModifica

Trasmissioni televisive scritte da Corima

PubblicitàModifica

DiscografiaModifica

AlbumModifica

SingoliModifica

Brani scritti per altri artistiModifica

Anno Titolo Autori Interpreti
1965 Anche se tu Aldo Buonocore, Corima, Giulio Perretta Marisa Del Frate
1966 Deve Essere La Nostra Estate Corima, Marcello De Martino, Giulio Perretta Paul Anka
1966 Come una trottola Corima, Giulio Perretta, Edoardo Vianello Sandra Mondaini
1967 'A Canzona Corima Robertino e Bruno Venturini
1967 Ci vuole poco Corima, Giulio Perretta, Franco Pisano Rita Pavone
1968 Tante Prossime Volte Corima, Marcello De Martino, Giulio Perretta Little Tony
1968 Non prenderla sul serio Corima, Marcello De Martino, Giulio Perretta Carmen Villani
1969 A che gioco giochiamo? Guido Castaldo, Corima, Marcello De Martino, Franco Torti Jimmy Fontana
1977 Ma... Se... Nello Ciangherotti, Corima, Giulio Perretta Dora Moroni
1977 Felice Nello Ciangherotti, Corima, Giulio Perretta Dora Moroni
1980 M'ama no Corima, Gianni Meccia, Stefano Jurgens, Vici, Zambrini, Milena Caso
1981 Beng!!! Pino Calvi, Corima, Stefano Jurgens, Sergio Paolini, Stelio Silvestri Patrizia Pellegrino
1996 Eo Eo Stefano Jurgens, Corima, Stefano Santucci, Danilo Aielli, Massimo Calabrese, Marco Rinalduzzi Luca Laurenti

PubblicazioniModifica

  • ... E non finisce qui (con Piero Magi), Mondadori, 1999.

Premi e riconoscimentiModifica

Trasmissioni su CorradoModifica

CuriositàModifica

  • Corrado è stato definito dall'Enciclopedia Treccani un "antidivo". Il presentatore ha sapientemente costruito il suo personaggio utilizzando in modo impareggiabile la tecnica dell'autoironia.
  • Corrado, oltre ad avere una voce inconfondibile e una dizione quasi perfetta, era un fine dicitore di alta classe, ineguagliato tra i conduttori di varietà. Iniziò, infatti, con Arnoldo Foà, come speaker del Giornale Radio, prima di essere affiancato da Marco Raviart, Luigi Carrai ed altre voci famose della Rai, finché non divenne il presentatore ufficiale della radio. Molti aneddoti su questa attività compaiono nel libro autobiografico ... E non finisce qui scritto con Piero Magi.
  • Corrado era un appassionato tifoso del Bologna. Durante un'edizione di Domenica in, l'intera squadra di calcio volle rendere un omaggio al presentatore intervenendo, in trasmissione, a sorpresa negli studi Rai di via Teulada a Roma.
  • Il cantante rap Piotta ha reso omaggio a Corrado con una canzone La mossa del giaguaro. Già il musicista Bruno Zambrini aveva definito Corrado il primo rapper italiano, per il senso ritmico con cui aveva realizzato Il leone nel 1978 e Charlie è una lenza nel 1979, che entrarono nelle classifiche discografiche e precedettero Carletto (su musica di Romano Bertola), successo discografico del 1982 che gli fruttò persino un Disco d'Oro. Un aspetto curioso del suo modo autoironico di porsi era che fingesse di essere stonato e negato per la musica e per la ritmica. Corrado, in realtà, aveva studiato pianoforte a buoni livelli e aveva una creatività musicale che lo aveva portato a intervenire spesso nella creazione degli arrangiamenti delle sue trasmissioni, diventati a volte successi, grazie a musicisti come Tony De Vita, Pino Calvi e Roberto Pregadio. Indimenticabili le gag musicali con il direttore d'orchestra Franco Pisano.
  • Corima è, in primo luogo, lo pseudonimo di Corrado, il padre dei presentatori televisivi. Questa sigla, che comprende le iniziali del nome di Corrado e del fratello Riccardo Mantoni, regista radiofonico e autore radiotelevisivo, è stata utilizzata, tuttavia, esclusivamente da Corrado, mentre il fratello si firmava senza utilizzare pseudonimi. Ad esempio: Il pranzo è servito, 1982, di Corima, Stefano Jurgens, Riccardo Mantoni, Jacopo Rizza.
  • Oltre ad essere un fumatore accanito, Corrado aveva l'hobby di collezionare pacchetti di sigarette e ne accumulò una raccolta vastissima, inoltre aveva una collezione di 500 tappi di acqua minerale.
  • Nel 1983 uno spettatore fan di Corrado per omaggiarlo dal suo paese effettua il percorso a piedi per andare a trovarlo in studio a Roma (studi Dear) a Ciao Gente.
  • Nel 1986 interpreta se stesso in due episodi di Love Me Licia, il fortunato telefilm con protagonista una giovanissima Cristina D'Avena.
  • Nel 2016 Paolo Ruffini per omaggiare il padre dei presentatori si tatua sulla pelle l'immagine di Corrado in smoking col Telegatto.
  • Fabrizio Frizzi ha dichiarato in molte occasioni di essersi ispirato principalmente allo stile di conduzione di Corrado.
  • A Tivoli è dedicata una piazzetta a Corrado, che ha ideato e condotto per 50 anni spettacoli natalizi di beneficenza al Villaggio Don Bosco con grandi orchestre e artisti.
  • Maurizio Costanzo, in un'intervista rilasciata poco dopo la morte del conduttore, rivelò che Corrado, tempo prima, gli disse: "Io sono più grande di te: se ti dovesse capitare di commemorarmi, ti prego, fallo senza fronzoli...".

OnorificenzeModifica

  • Cittadinanza onoraria Tiburtina (1983)

NoteModifica

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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