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L'Età delle scoperte, o Età dell'esplorazione età moderna (avente inizio approssimativamente dai primi anni del XV secolo fino alla fine del XVIII secolo), è un termine informale e vagamente definito per indicare il periodo della storia europea in cui un'ampia esplorazione oltreoceano è emersa come un potente fattore nella cultura europea dando inizio alla globalizzazione. Segna inoltre l'avvio di un periodo durante il quale si fece diffusa l'adozione in Europa del colonialismo e del mercantilismo come politiche nazionali. Molte terre precedentemente sconosciute agli europei furono scoperte durante questo periodo, sebbene la maggior parte fosse già abitata. Dal punto di vista di molti 'non europei', l'Età delle scoperte ha segnato l'arrivo di invasori provenienti da continenti precedentemente sconosciuti.

L'esplorazione del globo iniziò con le scoperte portoghesi degli arcipelaghi atlantici di Madeira e delle Azzorre nel 1419 e nel 1427, con la navigazione lungo la costa dell'Africa dopo il 1434 e a seguito dell'apertura della rotta marittima in India nel 1498, grazie ai viaggi transatlantici di Cristoforo Colombo nelle Americhe tra il 1492 e il 1502 e alla prima circumnavigazione del globo nel 1519-1522. Queste scoperte portarono a numerose spedizioni navali attraverso gli oceani Atlantico, Indiano e Pacifico e spedizioni terrestri nelle Americhe, in Asia, in Africa e in Australia che continuarono fino alla fine del XIX secolo e si conclusero con l'esplorazione delle regioni polari nel XX secolo.

L'esplorazione europea ha portato all'aumento del commercio globale e del numero di imperi coloniali europei, con il contatto tra il Vecchio Mondo (Europa, Asia e Africa) e il Nuovo Mondo (le Americhe e l'Australia) che avviarono lo scambio colombiano, un ampio trasferimento di piante, animali, cibo, popolazioni umane (inclusi schiavi), malattie trasmissibili e cultura tra emisferi orientali e occidentali. Questo rappresentò uno degli eventi globali più significativi riguardanti l'ecologia, l'agricoltura e la cultura nella storia. L'Età delle scoperte e la successiva esplorazione europea permise inoltre la mappatura del mondo nella sua interezza, con il risultato di una nuova visione globale del pianeta e di civiltà lontane con cui il Vecchio Mondo era ormai entrato in contatto, ma portò anche alla diffusione di malattie che decimarono popolazioni precedentemente isolate dall'Eurasia e dall'Africa. Permise anche l'espansione del cristianesimo in tutto il mondo: grazie anche all'attività missionaria, finì per diventare la religione più grande del mondo.

La scoperta di un 'Nuovo Mondo'Modifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Esplorazione § L'Età moderna.
 
Mappa con i principali viaggi dell'Età delle scoperte.

I portoghesi iniziarono sistematicamente a esplorare la costa atlantica dell'Africa dal 1418, con il patrocinio del principe Enrico. Sotto la direzione di Enrico il Navigatore, il regno portoghese sviluppò una nuova nave, molto più leggera: la caravella. Essa poteva navigare sempre più velocemente, e, soprattutto, era altamente manovrabile e poteva navigare secondo o contro vento. Nel 1488 Bartolomeu Dias raggiunse l'Oceano Indiano. Nel 1492 i monarchi cattolici di Castiglia e Aragona finanziarono il piano di Cristoforo Colombo di navigare verso ovest per raggiungere le Indie attraversando l'Atlantico. Colombo raggiunse però un continente inesplorato dagli europei e, per evitare il probabile conflitto tra Portogallo e Castiglia (la corona sotto la quale Colombo aveva compiuto il viaggio), sotto l'egida di papa Alessandro VI venne firmato il trattato di Tordesillas, che divideva il mondo in due regioni di esplorazione, entro ognuna della quali o la Spagna o il Portogallo avevano il diritto esclusivo di rivendicare le terre appena scoperte.

Nel 1498, una spedizione portoghese comandata da Vasco da Gama raggiunse l'India navigando lungo la costa africana, aprendo così una rotta diretta per l'Asia. Mentre altre flotte esplorative venivano inviate dal Portogallo in Nord America, negli anni seguenti l'Armata portoghese d'India estese anche questa rotta oceanica orientale, riuscendo ad arrivare in Sud America e aprendo così un circuito dal Nuovo Mondo all'Asia (a partire dal 1500, sotto il comando di Pedro Alvares Cabral), esplorando isole nell'Oceano Atlantico meridionale e nell'Oceano Indiano meridionale. Ben presto, i portoghesi si spinsero più a est, verso le preziose Isole delle Spezie nel 1512, sbarcando in Cina un anno dopo. Nel 1513, lo spagnolo Vasco Núñez de Balboa attraversò l'i stmo di Panama. Se nel 1522 le esplorazioni orientali e occidentali erano considerate in due ottiche differenti, il quadro complessivo mutò quando una spedizione castigliana guidata dal navigatore portoghese Ferdinando Magellano e in seguito dal navigatore spagnolo basco Juan Sebastián Elcano, navigando verso ovest, completò la prima circumnavigazione del mondo.

Dal 1495, Francia e Inghilterra e, solo molti anni dopo, gli olandesi entrarono nella 'corsa all'esplorazione' sfidando il monopolio iberico sul commercio marittimo alla ricerca di nuove rotte, prima verso le coste occidentali del Nord e del Sud America (iniziando con la prima spedizione di Giovanni Caboto nel 1497 a nord, al servizio dell'Inghilterra, seguita dalle spedizioni francesi in Sud America e in seguito in Nord America) e nell'Oceano Pacifico, scoprendo l'Australia nel 1606, la Nuova Zelanda nel 1642 e le Hawaii nel 1778. Nel frattempo, dal 1580 al 1640, i russi esplorarono e conquistarono quasi l'intera Siberia e l'Alaska negli anni 30 del '700.

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