Società Sportiva Dilettantistica Calcio San Donà

S.S.D. Calcio San Donà
Calcio Football pictogram.svg
Biancocelesti
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Colori sociali Bianco e Celeste.svg Bianco e celeste
Dati societari
Città San Donà di Piave
Nazione Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Seconda Categoria
Fondazione 1922
Rifondazione 1936
Rifondazione 2001
Rifondazione 2010
Rifondazione 2013
Presidente Italia Daniele Dorigo
Allenatore Italia Luca Tuis
Stadio Stadio M. Davanzo
( posti)
Palmarès
Si invita a seguire il modello di voce

La Società Sportiva Dilettantistica Calcio San Donà, noto semplicemente come Calcio San Donà o San Donà, è una società calcistica italiana di San Donà di Piave. Dalla stagione 2010-2011 alla stagione 2012-2013 si chiamava SandonàJesolo Calcio, dopo che l'Unione Sportiva Città di Jesolo si era trasferita a San Donà di Piave. Nel 2013, la società rinuncia ad iscriversi al campionato di Serie D e nel settembre dello stesso anno viene iscritta in Terza Categoria San Donà di Piave con il nome di A.S.D. Città di San Donà di Piave. Nella stagione 2014-2015 vince il suo girone di Terza Categoria e viene quindi promossa in Seconda Categoria.

Indice

StoriaModifica

Dalle origini al 1945Modifica

 
Celeste Bastianetto, secondo presidente del San Donà

La storia biancoceleste inizia nel lontano 1922. Sono anni pionieristici dove il gioco prevale sullo sport e solo in un secondo tempo si pensa all'organizzazione dei campionati. Così che solo nel 1929 alla costituzione del Comitato U.L.I.C. del Basso Piave inizia il vero corso sportivo del calcio sandonatese. In quello stesso anno viene costruito anche lo Stadio del Littorio, dedicato nel secondo dopoguerra a Verino Zanutto, e che sarà sempre il giusto palcoscenico delle gare del San Donà. Dopo due campionati U.L.I.C. i biancocelesti entrano nei campionati federali della FIGC. Anni comunque difficili, dopo quattro stagioni la società biancoceleste si scioglie per problemi economici. La società però si ricostituisce nel 1936 partecipando al campionato Propaganda.

 
Arturo Silvestri, 4 stagioni in biancoceleste, di cui 2 in Serie C

La stagione seguente è in Seconda Divisione iniziando un'ascesa che la porta a conquistare la serie C nel campionato 1938-1939 grazie anche all'esperienza di un giocatore come Gastone Prendato che guida il San Donà nella doppia veste di allenatore e giocatore. Brillante la prima stagione in Serie C dove si mette in mostra il portiere Guerrino Striuli, poi passato in Serie A alla Triestina assieme al difensore Pavan.[1] In quella stagione i biancocelesti ebbero anche la soddisfazione di battere il Vicenza, vero dominatore del campionato e vincitore delle finali nazionali.[2] Più difficile è stata la stagione seguente. Dopo un girone di andata vissuto ai vertici, gli eventi bellici portarono molti dei suoi giocatori sui fronti di guerra tanto che la società fu costretta al ritiro.[3] Al termine di questa stagione Arturo Silvestri si trasferì prima alla Fiorentina e successivamente al Pisa per poi essere brillante protagonista nel dopoguerra in Serie A con la maglia del Modena e soprattutto del Milan. Con i rossoneri conquistò due Scudetti, 1 Coppa Latina e debuttò nella Nazionale Italiana.

Dopoguerra e anni 1950Modifica

 
Bruno Alfier, giocatore del San Donà tra 1948 e 1950 e 1959 e 1960

Nel dopoguerra la ripartenza è ancora in Serie C. Le prime annate non sono propriamente del livello di quelle vissute in precedenza, i gironi sono formati a base regionale. Tra le file biancocelesti si mette in luce Giovanni Perissinotto che successivamente giocherà in Serie A con Udinese e Roma. Dopo una retrocessione al termine del campionato 1947-48 in Promozione causa riordino dei campionati, i biancocelesti riconquistano immediatamente la Serie C per giocarvi per un ulteriore triennio. Per il calcio sandonatese fu un periodo importante nel quale si confrontò con realtà calcistiche rilevanti e dove si misero in luce molti giovani che saranno poi ceduti nelle categorie maggiori come Bruno Alfier al Palermo, Rino Carlini e Ivan Firotto al Genoa, Sergio Mion al Legnano.

 
Giovanni Perissinotto, miglior marcatore della storia del San Donà

Con l'adozione del Lodo Barassi venne riformata la Serie C e istituita la IV Serie, già all'inizio della stagione 1951-52 il San Donà sapeva di non essere in grado di mantenere la Serie C. Si diede dunque spazio ai giovani mentre in panchina debuttò Guerrino Striuli che, dopo essere diventato un giocatore simbolo della Triestina smessi i guanti da portiere iniziò la carriera da allenatore.[4] Le stringenti difficoltà economiche del sodalizio biancoceleste si ripercossero anche nella stagione seguente, con la retrocessione dalla IV Serie e il ritorno ai campionati regionali. Il periodo fu talmente difficile che nel 1954 il la dirigenza sandonatese sottoscrisse una convenzione con il Venezia. La squadra neroverde avrebbe sostenuto economicamente il San Donà ed in cambio ogni anno gli elementi migliori sarebbero approdati alla squadra veneziana.[5] In questo periodo passarono in laguna tra gli altri giocatori del calibro di Francesco Canella, Adriano Maschietto e Bruno Visentin. Nel 1957 venne meno l'accordo con il Venezia ma questo coincise con la rinascita sportiva del San Donà grazie ai presidenti Egidio Teso e Luigi Ferrari. In quegli anni vi è anche il ritorno in maglia biancoceleste di Giovanni Perissinotto nella doppia veste di allenatore e giocatore. Nonostante la vittoria nel Campionato Dilettanti 1958-59 i biancocelesti non vennero ammessi nella nuova serie D a causa dell'entrata in vigore della riforma Zauli.[6] Così che solamente l'anno seguente il San Donà riuscì a conquistare la serie D dopo aver vinto nuovamente il campionato.

Anni 1960 e 1970Modifica

 
Celestino Celio, allenatore del San Donà in Serie D tra 1969 e 1971

Gli anni sessanta sono un momento magico per il calcio biancoceleste che in questo periodo vide crescere tra le sue fila giocatori del calibro di Elvio Salvori, Angelo Cereser ed Enzo Ferrari. A questi possiamo aggiungere anche il concittadino Gianfranco Bedin che però mai giocò in maglia biancoceleste trasferendosi presto all'Inter con la quale vinse 3 Scudetti, 1 Coppa dei Campioni e 2 Coppe Intercontinentali.

 
Humberto Rosa, allenatore del San Donà nel 1970-1971 e nel 1979-1980

Lungo diviene il percorso sandonatese in serie D tanto che la militanza in questa categoria continuò ininterrotta fino al 1972-73 per poi proseguire anche successivamente. Dopo i primi anni di serie D sotto la presidenza di Luigi Ferrari, seguì un periodo di incertezza che terminò con l'arrivo di Flaviano Mucelli. Se a livello societario le cose decisamente migliorarono i risultati non videro mai i biancocelesti lottare per la promozione. Pur tuttavia anche in questo periodo si misero in luce dei giocatori come Giacomo Vianello, Giancarlo Galdiolo e Maurizio Memo che successivamente arrivarono anche alla serie A.

Nel 1972-1973 non va a buon fine un campionato dove trovano molto spazio i giovani. La retrocessione in Promozione è di quelle pesanti da accettare. Ci vorranno due campionati per riconquistare la categoria perduta. A guidare dalla panchina i biancocelesti fu Francesco Canella che dopo aver iniziato la sua carriera da calciatore con il San Donà, iniziò con i biancocelesti anche quella da allenatore. Seguirono quattro campionati di serie D dove il San Donà non riuscì ad inserirsi nella lotta promozione per una serie C che nel frattempo si era divisa in serie C1 e serie C2. Le difficoltà arrivarono poi con l'abbandono della presidenza di Mucelli e nonostante qualche timido tentativo di riassetto societario, non da ultimo la creazione di una Società per azioni[7], la retrocessione arrivò inesorabile nel 1978-79.

Anni 1980Modifica

 
Giorgio Zamuner, calciatore del San Donà dal 1982 al 1987 e dal 2000 al 2001

L'inizio degli anni ottanta regalarono al San Donà delle annate piuttosto buie che videro i biancocelesti sprofondare sino alla Prima Categoria, settima categoria nazionale. Solo nella stagione 1983-1984 ricominciò la risalita che nel giro di tre campionati vide i biancocelesti tornare in Interregionale. Una rinascita fondata sui giovani tra i cui protagonisti troviamo Giorgio Zamuner e Massimo Pavanel, ceduti entrambi al Forlì e che si misero poi lungamente in luce in serie C. Il ritorno in Interregionale è legato all'arrivo a San Donà della famiglia Agnoletto. I numerosi fratelli occuparono non solo i ruoli dirigenziali ma trovarono spazio anche in campo come in panchina. Ad allenare i biancocelesti per un triennio fu Andrea Agnoletto. Dopo due ottime stagioni di Interregionale giocate nelle posizioni di testa, al termine del campionato 1987-88 vi è un cambio al vertice societario con l'ascesa alla presidenza di Orfeo Granzotto. Grandi le ambizioni del presidente non sempre ripagate dai risultati sul campo. Legato nelle prime annate al tecnico Giorgio Belligrandi solo nella stagione 1989-90 la squadra sandonatese si confronterà per la vittoria del campionato, vinto poi dalla Pievigina.

Gli anni 1990 e l'avventura tra i professionistiModifica

 
Luigi Russo, calciatore del San Donà in Serie C2 tra 1996 e 1998

Dopo aver rischiato la retrocessione nella stagione 1990-1991, dove le retrocessioni furono ben sei, il San Donà fu parte di quell'Interregionale che lentamente si avviava a divenire prima il Campionato Nazionale Dilettanti e poi la Serie D. Nel 1992-1993 sotto la guida di Elvio Salvori nonostante un'ottima rosa i biancocelesti vennero inseriti in un girone complicato che li vide giocare anche in Toscana ma soprattutto li contrappose a quel Crevalcore che, dopo aver perso gli spareggi finali della stagione precedente, dominò anche questa stagione.[8] La svolta vera per il San Donà arrivò nel campionato 1993-1994. Sotto la guida di Ezio Glerean e grazie alle reti di Adriano Meacci i biancocelesti vennero promossi in Serie C2 dopo un lungo duello con il Valdagno e il Bassano Virtus. Grazie ad un modulo di gioco molto offensivista e degli opportuni innesti nella stagione seguente il San Donà sfiorò addirittura la promozione diretta in Serie C1.[9] La sconfitta a due giornate dalla fine con il Montevarchi condannò il San Donà ai play-off con il Fano, che vide poi i biancocelesti subito eliminati. Tanti i giocatori che si misero in evidenza in questo periodo come Ivone De Franceschi, Stefano Polesel, Mauro Mayer che poi seppero arrivare nelle serie maggiori, ma non da meno altri come Andrea Caverzan, Giulio Giacomin, Davide Zanon che alla pari del tecnico Ezio Glerean riproposero il modello vincente iniziato in biancoceleste al Cittadella arrivando sino alla Serie B.

La promozione in Serie C1

Mantova, 13 giugno 1999, Stadio Danilo Martelli
Finale
Triestina – San Donà  
0 – 1



  • San Donà: Furlan, Bari (87' Facchini), Scantamburlo, Stampetta, Vecchiato, Sandrin, Damiani (58' Temporini, 65' Mestriner), Piovesan, Barban, Ciullo , Vascotto.
    Allenatore: Rocchi.

Dopo due annate di serie C2 Ezio Glerean lascia il Sandonà mentre iniziò il disimpegno progressivo di Orfeo Granzotto dalla presidenza. Per i biancocelesti tornò l'incertezza che li vide comunque salvarsi nella stagione 1996-1997 inizialmente sotto la guida di Mauro Tossani. È questa la stagione dove fece il suo debutto tra i professionisti anche Fabio Bazzani poi brillante giocatore in serie A tanto da riuscire anche a debuttare in Nazionale.[10]

Nel 1997 sale alla presidenza Piergiuseppe Simonetto e affidò la panchina a Bruno Tedino. Poi come sempre accade i migliori risultati si ottengono quando meno si spera. E così è solo nella stagione 1998-1999 che i biancocelesti riuscirono a mettere a segno un'impresa incredibile ottenendo la promozione in Serie C1. A guidare i biancocelesti fu Renzo Rocchi, alle sue dipendenze tantissimi giocatori giovani che riuscirono a stupire tutti arrivando a disputare i play-off. Dopo aver eliminato il Rimini in semifinale, nella finale di Mantova il San Donà sconfisse nei supplementari grazie ad un rigore trasformato da Sandrin la Triestina a cui sarebbe stato sufficiente anche il pareggio per ottenere la promozione.[11]

Gli anni duemilaModifica

 
Andrea Manzo, allenatore del San Donà nella stagione 2000-2001

Era dagli anni cinquanta che il San Donà non si cimentava nella terza categoria nazionale ma ovviamente ciò mise di fronte la squadra biancoceleste ad un campionato di rilevante livello tecnico dove si ritrovò a mal partito una formazione sandonatese che ancora una volta puntava sui giovani. Persi gli elementi di maggior qualità come Francesco Ciullo e Evans Soligo per gli uomini del riconfermato allenatore Rocchi non fu un torneo semplice, tanto che alla fine arrivò la retrocessione diretta.[12] Iniziò così una parabola discendente a cui si abbinarono rilevanti problemi economici. Sotto la guida del nuovo allenatore Andrea Manzo venne costruita una rosa formata da giovani e da giocatori provenienti dalla serie inferiore. La serie C2 si rivelò un torneo irto di difficoltà e al termine vi fu la seconda retrocessione consecutiva, anche questa volta da ultimo in classifica.[13]

La doppia retrocessione riportava tra i dilettanti i biancocelesti dopo sette anni tra i professionisti. La situazione finanziaria non lasciava troppe speranze tanto che la dirigenza optò per la cessione del titolo alla squadra del Lido di Jesolo. Questi dunque ereditò la matricola 46220 del Sandonà[14], adottando i colori sociali neroazzurri e con la denominazione di Città di Jesolo partecipò al campionato di Serie D. Quanto al calcio sandonatese trovò comunque la forza di ripartire occupando quel posto lasciato libero dal Lido di Jesolo in Promozione e assumendo il nome di Associazione Calcio Sandonà 1922.

 
Maurizio Rossi, allenatore del San Donà nella stagione 2009-2010

Quella del 2001-2002 fu una ripartenza all'insegna della storia sandonatese. Grazie ad un gruppo di dirigenti tra i quali gli ex presidenti Orfeo Granzotto e Flaviano Mucelli si costituì una dirigenza forte che riuscì a mettere a disposizione del tecnico Mauro Tossani un gruppo di giocatori di buon livello, la maggior parte dei quali con un passato biancoceleste. La prima stagione non fu facile ma si concluse con la vittoria del campionato. L'anno seguente in Eccellenza i biancocelesti ancor più rafforzati sfiorarono la promozione in Serie D. Dopo aver perso il campionato nelle ultime giornate, vennero sconfitti nello spareggio per l'accesso ai play-off. E non andò meglio nemmeno nella stagione successiva quando sulla panchina biancoceleste sedette l'allenatore Giovanni Colella, subentrato a campionato in corso. Conquistati i play-off, nel doppio confronto con il Casalserugo avvenne una nuova eliminazione. Seguirono un paio di campionati in tono minore che videro comunque l'arrivo di giocatori dall'ottimo passato come l'ex Stefano Polesel e Walter Mirabelli. Nel campionato 2006-2007 arriva la tanto inseguita promozione alla serie D dopo un duello con l'Asolo Fonte arrivato sino ad uno spareggio finale.

Dopo sette anni il Sandonà 1922 raggiunge quella categoria che i biancocelesti non avevano potuto disputare in precedenza per la cessione del titolo e qui ritrova anche il Città di Jesolo. Nonostante tanti proclami per il Sandonà 1922 la nuova categoria quasi diviene un incubo con una situazione societaria quantomai complicata. Ancora una volta furono i problemi finanziari a caratterizzare il campionato dei biancocelesti. A novembre venne completamente rivoluzionata la squadra che nonostante le difficoltà riuscì quasi a salvarsi. Il Sandonà 1922 perse lo spareggio salvezza con la Sanvitese per poi uscir sconfitto anche dai play-out con il Montecchio. Nonostante la retrocessione i biancocelesti riuscirono ad ottenere il ripescaggio e a partecipare ad un nuovo campionato di Serie D. La situazione finanziaria non migliorò tanto che la squadra venne composta da tantissimi giovani, pur se con qualche giocatore esperto come Cristiano Masitto e Matteo Capecchi. Classifica che ancora una volta non premiò gli sforzi dei biancocelesti e alla fine il penultimo posto valse una nuova retrocessione. Nel 2009 dopo due retrocessioni consecutive e un peso debitorio rilevante si decise comunque di disputare il campionato di Eccellenza. Sulla panchina biancoceleste venne chiamato Maurizio Rossi e sono ancora una volta tanti i giovani impiegati, pur se con qualche elemento di grande esperienza come Simone Pavan o Andrea Boscolo. Ciò però non fu sufficiente tanto che arrivò una nuova retrocessione attraverso i play-out, doppia sconfitta contro la Miranese (0-1, 2-4). Sotto il fardello di una situazione finanziaria incredibilmente difficile la storia del Sandonà 1922 sembrò essere giunta al capolinea.

Gli anni duemiladieciModifica

Nel frattempo conosce qualche difficoltà anche il Città di Jesolo tanto che nell'estate 2010 la storia prende un percorso a ritroso. Stante le difficoltà economiche che portano alla non iscrizione del Sandonà 1922, il Città di Jesolo riporta a San Donà quel titolo sportivo acquisito dieci anni prima, adotta la denominazione SandonàJesolo Calcio e con essa i colori biancocelesti, mentre lo Stadio Zanutto torna a riassaporare la serie D. I programmi sono ambiziosi e nella prima stagione grossi sono gli investimenti. Sotto la guida di Bruno Tedino, tecnico che in passato ha allenato sia il Sandonà che il Città di Jesolo, i biancocelesti conquistano l'accesso ai play-off. Dopo aver eliminato Tamai e Venezia accedono alla fase nazionale venendo eliminati solo in semifinale dalla Turris, pur non avendo perso mai alcuna gara dei play-off. La stagione seguente nonostante un ridimensionamento nella rosa, la squadra coglie importanti soddisfazioni nella Coppa Italia riuscendo a raggiungere la finale, poi vinta dal Sant'Antonio Abate (1-2). Grazie al piazzamento in Coppa il SandonàJesolo viene ammesso ai play-off e i biancocelesti riescono a migliorare la semifinale raggiunta nella stagione precedente accedendo alla finale. Ma in una stagione dal sapore dolce e amaro la formazione di Bruno Tedino conquista una nuova piazza d'onore venendo sconfitta sul neutro di Arezzo dal Cosenza (2-3).

Nella terza stagione i biancocelesti ringiovaniscono ancor di più la formazione. Partiti con obiettivi di salvezza gli uomini di Tedino si mantengono sempre ben lontani dalla zona pericolo cogliendo degli ottimi risultati anche contro le squadre più quotate del girone. Numerosi i giovani messi in mostra con relative convocazioni nella Nazionale Dilettanti come nelle varie rappresentative. Pur tuttavia i problemi sorgono nell'estate a seguire quando i biancocelesti rinunciano all'iscrizione. A differenza delle precedenti occasioni non è una situazione debitoria a segnare la storia biancoceleste, ma questo non muta il destino, con il calcio sandonatese ancora alle prese con il fatto di non avere più una propria rappresentate in lizza in un qualsiasi campionato.

Dopo tre ottimi campionati la non iscrizione del SandonàJesolo ha portato ad una nuova riscrittura del corso storico del calcio sandonatese. Trascorsa un'intera estate nell'incertezza l'unica via per dare una continuità alla storia biancoceleste è il ripartire dal gradino più basso del calcio italiano. Alla Terza Categoria viene iscritto il Città di San Donà di Piave che in precedenza aveva curato il settore giovanile del Sandonà 1922 e successivamente collaborato sempre a livello giovanile anche con il SandonàJesolo Calcio. Un debutto in una prima squadra ma nel segno della tradizione sandonatese. La giovane formazione biancoceleste non è troppo fortunata nel suo primo campionato di Terza Categoria. In campionato arriva al quinto posto sfiorando l'accesso ai play-off, mentre nella finale del Trofeo Veneto Orientale la cui vittoria vale il ripescaggio viene sconfitta ai rigori dal Team Biancorossi davanti a 2 000 spettatori. Pur tuttavia con rinnovate ambizioni anche nella stagione 2014-2015 si presenta ai nastri di partenza della Terza Categoria. Con la vittoria per 2-0 contro il Ciprianocatron del 19 aprile 2015 vince il girone A di San Donà di Piave della Terza Categoria veneta e viene promossa in Seconda Categoria. Nell'estate 2015 cambia la denominazione in Società Sportiva Dilettantistica Calcio San Donà. Nella stessa estate nasce a San Donà, dal cambio di denominazione dell'A.C.D. Passarella 93, squadra di Eccellenza, l'A.C. Sandonà 1922, che nonostante il nome che richiama la società biancoceleste non ha a che fare con la storia del San Donà. Alla prima stagione di sempre in Seconda Categoria il San Donà conclude con un 8º posto, senza essere stata mai in corsa per i play-off, e con l'eliminazione al primo turno dalla Coppa Veneto di categoria. L'anno successivo migliora leggermente, terminando quinto, ma anche in questo caso non partecipa ai play-off per la troppa distanza della seconda classificata sulla terza. Nell'estate 2017 viene attuato un accordo tra le due società sandonatesi primo passo per una possibile fusione. Rimangono tali le due società con le rispettive matricole, le prime squadre e i titoli sportivi della stagione precedente, ampio invece l'accordo a livello giovanile.[15]

CronistoriaModifica

Cronistoria della Società Sportiva Dilettantistica Calcio San Donà
  • 1922 - Per iniziativa di un gruppo di appassionati nasce la Società Calcistica Ardita con colori sociali bianco-nero.
  • 1922/24 - Attività calcistica a livello locale.
  • 1924 - Nell'aprile viene fondata l'Associazione Ginnico Sportiva e alla fine di quell'anno confluisce con l'Ardita in una Polisportiva la cui componente calcistica viene chiamata San Donà Football Club di cui diviene presidente l'Avvocato Celeste Bastianetto.
  • 1924-25 - Attività calcistica a livello locale.
  • 1925 - Viene inaugurato il nuovo Campo Sportivo di Via XX Settembre. La squadra adotta la maglia azzurra.
  • 1925/29 - Attività calcistica a livello locale.
  • 1929 - L'8 dicembre 1929 viene inaugurato il nuovo Campo Sportivo del Littorio in Via Pralongo che successivamente dal 1945 prenderà il nome di Stadio Verino Zanutto. È istituito il Comitato U.L.I.C. Basso Piave di San Donà di Piave alla cui presidenza vi è il Comm. Costanzo Bortolotto allora Podestà di San Donà di Piave.
  • 1929-30 - Disputa il primo campionato della sua storia partecipando alla 1ª Categoria U.L.I.C. del Comitato Basso Piave di San Donà di Piave. La sua prima gara è stata il 22 dicembre 1929 San Donà-Libertas Ceggia 2-1. Si ritira dal campionato all'ultima giornata.

  • 1930-31 - 3º nel campionato 1ª Categoria U.L.I.C. del Comitato Basso Piave di San Donà.
  • 1931 - Si affilia al Direttorio Regionale Veneto della F.I.G.C. con la denominazione Società Sportiva San Donà di Piave.
  • 1931-32 - 5º nel girone C della 3ª Divisione Veneta. A novembre vince la Coppa Basso Piave organizzata dal Comitato U.L.I.C. Basso Piave (San Donà) battendo in finale lo Jesolo ai supplementari.
  • 1932-33 - 5º nel girone B della 3ª Divisione Veneta.   Ammesso l'anno dopo alla Seconda Divisione Veneta. Cambia denominazione in Polisportiva Sandonatese riadottando la maglia bianca ufficiale.
  • 1933-34 - 6º nel girone A della 2ª Divisione Veneta.
  • 1934-35 - 8º nel girone A della 2ª Divisione Veneta. A fine campionato è inattivo ed è radiato dai ruoli federali FIGC.
  • 1935-36 - Non partecipa ai campionati Veneti del Direttorio III Zona.
  • 1936 - Si riaffilia al Direttorio III Zona (Veneto) con la denominazione Associazione Calcio San Donà.
  • 1936-37 - 4º nel girone B della 2ª Categoria della Sezione Propaganda (S.P.) di Venezia. Nella stagione seguente torna a disputare i campionati F.I.G.C..
  • 1937-38 - 1º nel girone unico di Seconda Divisione Veneta. Vince lo spareggio con il Saffa Este 2-1, mentre perde la finale con il Venezia (C) (1-3) per il titolo regionale di Seconda Divisione. Vince la Coppa Basso Piave.   Promosso in Prima Divisione.
  • 1938-39 - 3º nel girone B della 1ª Divisione Veneta,[16], 1º nel girone finale.   Promosso in Serie C.
  • 1939-40 - 9º nel girone A della Serie C. Eliminato al secondo turno eliminatorio di Coppa Italia dalla Fiumana (0-4).

  • 1940-41 - Si ritira alla 23ª giornata del girone A della Serie C a causa delle alte defezioni causate dalla chiamata alle armi dei propri giocatori.   Retrocesso in Prima Divisione Veneta.
  • 1941-42 - Partecipa al girone A della Prima Divisione Veneta, si ritira dopo quattro giornate.
  • 1942-43 - 1º nel girone D della Prima Divisione Veneta. Rinuncia a disputare il girone finale.
  • 1943 - Cambia denominazione in A.C. Sandonatese "G.Ancillotto".
  • 1943-44 - Nel girone A di 1ª Divisione del Torneo Misto indetto dal Direttorio III Zona (Veneto).
  • 1944-45 - Attività sospesa a causa del conflitto bellico.
  • 1945 - Cambia denominazione in A.C. San Donà.   Riammessa in Serie C come misura risarcitoria antifascista.
  • 1945-46 - 10º nel girone B della Serie C della Lega Nazionale Alta Italia.
  • 1946-47 - 5º nel girone H della Serie C della Lega Interregionale Nord.
  • 1947-48 - 4º nel girone H della Serie C della Lega Interregionale Nord.   Retrocesso nella nuova Promozione.
  • 1948-49 - 1º nel girone F della Promozione.   Promosso in Serie C.
  • 1949-50 - 8º nel girone B di Serie C.


  • 1960-61 - 8º nel girone C di Serie D.
  • 1961-62 - 10º nel girone C di Serie D.
  • 1962-63 - 16º nel girone C della Serie D. Perde lo spareggio-salvezza con il Faenza (0-4), ma in seguito è riammesso in Serie D a completamento degli organici.
  • 1963-64 - 13º nel girone C della Serie D.
  • 1964-65 - 13º nel girone B della Serie D.
  • 1965-66 - 6º nel girone C della Serie D.
  • 1966-67 - 8º nel girone B della Serie D.
  • 1967-68 - 14º nel girone C della Serie D.
  • 1968-69 - 12º nel girone C della Serie D.
  • 1969-70 - 13º nel girone C della Serie D.


  • 1980-81 - 15º nel girone B della Promozione Veneta.   Retrocesso in Prima Categoria Veneta.
  • 1981-82 - 6º nel girone F della Prima Categoria Veneta.
  • 1982-83 - 1º nel girone F della Prima Categoria Veneta, perde lo spareggio-promozione con il Crea.[17] (0-1).
  • 1983-84 - 1º nel girone F della Prima Categoria Veneta.   Promosso in Promozione Veneta. Vince finali categoria battendo in finale il Soave (2-1). Perde la finale di Coppa Veneto con il Villafranca (0-3).
  • 1984-85 - 5º nel girone B della Promozione Veneta. Cambia denominazione in A.C. San Donà Pulloveria.
  • 1985-86 - 1º nel girone B della Promozione Veneta.   Promosso nel Campionato Interregionale. Vince le finali Promozione con lo Schio (1-0, 5-0)
  • 1986-87 - 4º nel girone D dell'Interregionale. La denominazione torna ad essere A.C. San Donà.
  • 1987-88 - 5º nel girone D dell'Interregionale.
  • 1988-89 - 9º nel girone D dell'Interregionale.
  • 1989-90 - 3º nel girone D dell'Interregionale.



  • 2010 - Il Città di Jesolo si trasferisce a San Donà di Piave mutando il proprio nome in SandonàJesolo Calcio, adottando i colori sociali biancocelesti.
  • 2010-11 - 4º nel girone C della Serie D. Nei play-off viene eliminato nelle semifinali dalla Turris (2-2;0-0).
  • 2011-12 - 7º nel girone C della Serie D; ammesso alla Quarta Fase dei playoff nazionali in quanto finalista della Coppa Italia Serie D. Perde la finale contro il Cosenza (2-3). Finalista di Coppa Italia Serie D, perde la finale con il Sant'Antonio Abate (1-2).
  • 2012-13 - 7º nel girone C della Serie D.
  • 2013 - Il SandonàJesolo non si iscrive al campionato.
  • 2013 - Assume la denominazione di A.S.D. Città di San Donà di Piave e si iscrive alla Terza Categoria di San Donà di Piave, girone unico.
  • 2013-14 - 5º nel girone A di San Donà di Piave della Terza Categoria veneta. Finalista del Trofeo Veneto Orientale, perde la finale con il Team Biancorossi ai rigori (1-1).
  • 2014-15 - 1º nel girone A di San Donà di Piave della Terza Categoria veneta.   Promosso in Seconda Categoria.
  • 2015 - Assume la denomazione di Società Sportiva Dilettantistica Calcio San Donà.
  • 2015-16 - 8º nel girone O della Seconda Categoria Veneto. Primo turno della Coppa Veneto di Seconda Categoria.
  • 2016-17 - 5º nel girone O della Seconda Categoria Veneto. Primo turno della Coppa Veneto di Seconda Categoria.
  • 2017-18 - Nel girone O della Seconda Categoria Veneto. Primo turno della Coppa Veneto di Seconda Categoria.

Colori e simboliModifica

ColoriModifica

La prima maglia è a righe verticali bianco-celesti, i pantaloncini e i calzettoni sono celesti. Lo sponsor tecnico è Macron, lo sponsor sulla maglia è Dorigo Servizi. La seconda maglia è di colore rosso amaranto, con pantaloncini e calzettoni rosso amaranto.

Simboli ufficialiModifica

 
Un caimano, uno dei simboli del passato del San Donà

Uno dei simboli principali del Calcio San Donà è stato il caimano, principalmente per il nome di un gruppo di tifosi, i Caimani del Piave, nati nel 1994 e scioltisi nel 2011.

StruttureModifica

StadioModifica

La squadra gioca allo Stadio "M. Davanzo" di San Donà di Piave, nelle vicinanze dello Stadio Romolo Pacifici, stadio casalingo del Rugby San Donà.

 
Lo Stadio Verino Zanutto, ha ospitato le gare interne del San Donà dal 1929 al 2017
 Lo stesso argomento in dettaglio: Stadio Verino Zanutto.

Fino al 2017 i biancocelesti hanno disputato le loro gare allo Stadio Verino Zanutto. Inaugurato l'8 dicembre del 1929[18] come Stadio del Littorio, fu intitolato, a partire dal secondo dopoguerra, a Verino Zanutto ex calciatore e membro della resistenza impiccato a Meolo il 22 aprile 1945.

SocietàModifica

Organigramma societarioModifica

Organigramma societario del Calcio San Donà.;

Staff dell'area amministrativa
  •   Daniele Dorigo - Presidente
  •   Ermanno Meret - Vicepresidente
  •   Lorenzo Perissinotto - Segretario generale, Responsabile Area Tecnica e Responsabile Settore Giovanile
  •   Gabriella Visentin - Segretario Settore Giovanile

Settore giovanileModifica

La società gestisce 4 squadre giovanili : Juniores Regionali, Allievi Elite, Giovanissimi Provinciali e Giovanissimi Regionali.

Allenatori e presidentiModifica

Presidenti[19]
  • 1922-1924   Alessandro Janna
  • 1924-1926   Celeste Bastianetto
  • 1926-1933   Alessandro Janna
  • 1933-1939   Carmelo Fiorentino
  • 1939-1940   Antonio Pietropoli
  • 1940-1941   Carlo Janna
  • 1941-1945 ???
  • 1945-1946   Farina
  • 1946-1950   Nino Perissinotto
  • 1950-1951   Fabrizio Gorghetto
  • 1951-1954   Giovanni Pavan
  • 1954-1957   Giuseppe Dell’Armi
  • 1957-1959   Egidio Teso
  • 1959-1963   Luigi Ferrari
  • 1963-1964 Consiglio di reggenza
  • 1964-1966   Giacomo Vittorio Giannello
  • 1966-1967   Ambrogio Terzi
  • 1967-1977   Flavio Mucelli
  • 1977-1978   Ambrogio Terzi
  • 1978-1980   Rodolfo Gallo
  • 1980-1984   Egidio Galimberti
  • 1984-1986   Mario Agnoletto
  • 1986-1988   Pio Agnoletto
  • 1988-1992   Orfeo Granzotto
  • 1992-1993   Domenico Finotti
  • 1993-1996   Alfio Granzotto
  • 1996-1997   Armando Cancian
  • 1997-2001   Pier Giuseppe Simonetto
  • 2001-2007   Orfeo Granzotto
  • 2007-2009   Graziano Masiero
  • 2009-2010   Gianni Bugno
  • 2010-2013   Enzo Pavanetto
  • 2013-in carica   Daniele Dorigo
Allenatori[19]

CalciatoriModifica

  Le singole voci sono elencate nella Categoria:Calciatori della S.S.D. Calcio San Donà

PalmarèsModifica

Statistiche e recordModifica

Partecipazioni ai campionatiModifica

Campionati nazionali
Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Serie C 8 1939-1940 1951-1952 9
Serie C1 1 1999-2000
Serie C2 6 1994-1995 2000-2001 24
Promozione 1 1948-1949
IV Serie 1 1952-1953
Serie D 16 1960-1961 1977-1978
Interregionale 6 1986-1987 1991-1992 14
Serie D 6 1978-1979 2012-2013
Campionato Nazionale Dilettanti 2 1992-1993 1993-1994

Prospetto delle 47 stagioni disputate nelle leghe interregionali. A norma delle NOIF della FIGC, sono considerate professionistiche e concorrono alla tradizione sportiva cittadina le annate in Serie C, C1 e C2.

Campionati regionali
Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Seconda Divisione 2 1933-1934 1934-1935 5
Prima Divisione 3 1938-1939 1942-1943
Terza Divisione 2 1931-1932 1932-1933 12
Seconda Divisione 1 1937-1938
Promozione 4 1953-1954 1956-1957
Campionato Dilettanti 2 1957-1958 1958-1959
Prima Categoria 1 1959-1960
Promozione 2 1973-1974 1974-1975
Promozione 4 1979-1980 1985-1986 10
Eccellenza 6 2002-2003 2009-2010
Prima Categoria 3 1981-1982 1983-1984 4
Promozione 1 2001-2002
Seconda Categoria 3 2015-2016 2017-2018 3
Terza Categoria 1 2014-2015 1
10° Terza Categoria 1 2013-2014 1

Statistiche individualiModifica

Record di presenze in campionato
  • 322   Roberto Cecconi (1985-1995)
  • 220   Roberto Capiotto (1967-1976)
  • 219   Alberto Rizzetto (1988-1996)
  • 209   Mirko Castellan (1985-1993)
  • 205   Giovanni Perissinotto (1945-1948;1957-1963)
  • 201   Massimiliano Striuli (1986-1995)
  • 200   Giampaolo Drigo (1973-1983)
  • 196   Giovanni Guerrato (1965-1974)
  • 190   Marino Scattolin (1973-1980)
  • 189   Antonio Cornaviera (1953-1963)
Record di reti in campionato

TifoseriaModifica

StoriaModifica

La tifoseria del S.S.D. Calcio San Donà è stata rappresentata per 17 anni dal gruppo dei Caimani del Piave, nome che ricordava l'omonimo gruppo di nuotatori dell'esercito italiano impegnato durante la Prima guerra mondiale. I Caimani sorsero il 22 dicembre 1994 e si sono sciolti il 1º ottobre 2011.[20] Altri gruppi che formavano la curva del San Donà erano New Generation (formato prevalentemente da ragazzi provenienti da Jesolo), nato nel 1996, Banda Casta, GTC, Nuove Leve, Razza del Piave, Tipi Strani, Gruppo Pampers, Alti Spalti (gli ultimi due composti esclusivamente da sandonatesi).[21] Attualmente la tifoseria si riconosce dietro lo striscione storico "Sandonà" ed è composta da supporters provenienti da San Donà e frazioni, Jesolo ed Eraclea. Nel 2015 la curva decide di non seguire l'A.C. Sandonà 1922 in Eccellenza, squadra sorta dal cambio di denominazione dell'A.C.D. Passarella '93, ma di continuare a sostenere il Calcio San Donà in Seconda Categoria.[22]. Nell'estate 2017 a seguito dell'accordo tra le due società ritenuto insoddisfacente in particolare per il mantenimento di entrambe le prime squadre, la Curva Sud ha deciso per la propria autosospensione. [23].

Gemellaggi e rivalitàModifica

La tifoseria sandonatese ha diverse amicizie, la più importante è quella con la Curva Sud VeneziaMestre, gruppo ultras del Venezia, ma ci sono rapporti anche con la curva del ClodiaSottomarina (che dal 2011 non segue più la società nel frattempo diventata Clodiense), con le tifoserie di Viterbese (con cui in passato c'è stato un gemellaggio e Castel San Pietro (quest'ultima squadra non esiste più avendo cessato la sua attività nel 2012)

La maggiore rivalità è quella con i tifosi del Treviso, soprattutto per l'amicizia con i tifosi del Venezia, storici rivali di quelli trevigiani.[24] Altre rivalità sono quelle con le tifoserie di Cittadella, Mantova, Montevarchi, Rimini e Giorgione .[21]

NoteModifica

  1. ^ Almanacco illustrato del calcio 1941, pag.58.
  2. ^ Almanacco illustrato del calcio 1941, pag.206.
  3. ^ Monforte-Pasqualato, pag.61.
  4. ^ Storia dello sport sandonatese, Gianni Colosetti, pag.81
  5. ^ Monforte-Pasqualato, pag.121.
  6. ^ Almanacco illustrato del calcio 1960, pag.214.
  7. ^ Monforte-Pasqualato, pag.261.
  8. ^ Almanacco illustrato del calcio 1994, Edizioni Panini, pag.384.
  9. ^ Monforte-Pasqualato, pag.369, stagione 1994-1995.
  10. ^ Tabellino Polonia-Italia 3-1, www.italia1910.com, 17 aprile 2016.
  11. ^ Monforte-Pasqualato, pag.398, stagione 1998-1999.
  12. ^ Almanacco illustrato del calcio 2001, Edizione Panini, pag.362.
  13. ^ Almanacco illustrato del calcio 2002, Edizione Panini, pag.381
  14. ^ Almanacco illustrato del calcio 2001, pag.420.
  15. ^ Calcio Sandonà, «Progetto il Calcio per San Donà di Piave», su drive.google.com, 11 agosto 2017.
  16. ^ La prima classificata il Venezia B (squadra B = Riserve) non fa classifica e non disputa le finali per la promozione in Serie C.
  17. ^ Squadra minore della città di Spinea
  18. ^ Monforte-Pasqualato, pag.18.
  19. ^ a b Monforte-Pasqualato, pag.527-528.
  20. ^ Triste comunicato: si sciolgono i “Caimani del Piave” del Sandonà, ultrasbelluno.wordpress.com, 9 ottobre 2011.
  21. ^ a b Sandonà-Jesolo Calcio, http://ultras.wikia.com/.
  22. ^ «Questa non è la nostra squadra» Tifosi contrari al nuovo San Donà, nuovavenezia.gelocal.it, 19 agosto 2015.
  23. ^ Comunicato Curva Sud Sandonà, su drive.google.com, 11 agosto 2017.
  24. ^ Un conto aperto con i trevigiani. Questa è l'aria che tira tra gli ultrà, ilgazzettino.it, 4 novembre 2014. URL consultato il 4 novembre 2014.

BibliografiaModifica

  • Gianni Colosetti, Storia dello sport sandonatese, Mazzanti Editori, 2007.
  • Giovanni Monforte e Stefano Pasqualato, A.C. San Donà: 90 anni di Calcio Biancoceleste, Empoli (FI), Geo Edizioni S.r.l., 2012.

Collegamenti esterniModifica