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Il Syllabus antirazzista è un documento di condanna delle leggi razziali volute dal regime fascista, elaborato dalle Università Cattoliche su invito del Papa Pio XI e pubblicato il 3 maggio 1938.[1]

Indice

GenesiModifica

Alla pubblicazione delle Leggi razziali da parte del regime fascista di Benito Mussolini che estromettevano tutti gli italiani di origine ebraica dalla vita pubblica la reazione del Vaticano e del Papa Pio XI non si fece attendere[2]. Tra le varie iniziative in cui in discorsi pubblici ,documenti e omelie veniva rigettata la politica razzista del regime[3], vi fu quella del cosiddetto Syllabus antirazzista (in richiamo del "Sillabo " ovvero il "Syllabus complectens praecipuos nostrae aetatis errores" in italiano "Elenco contenente i principali errori del nostro tempo", che papa Pio IX pubblicò insieme all'enciclica Quanta cura nella ricorrenza della solennità dell'Immacolata Concezione, l'8 dicembre 1864 e che era un elenco di ottanta proposizioni contenente i principali errori di quel tempo secondo la chiesa cattolica) .Nell'aprile del 1938 Pio XI invitò tutte le università cattoliche a elaborare un documento di condanna delle tesi razziali,una sorta di "contromanifesto" dell'intellighènzia cattolica in risposta al Manifesto degli scienziati razzisti prodotto dai professori delle università statali in ossequio al regime. Il Papa aveva pensato ad una confutazione , in nome della verità e "contro l'imperversare di quegli errori".[4],delle idee razziali che si sostenevano per giustificare l'introduzione delle norme sulla razza.

ContenutoModifica

Nel documento, ribattezzato " Syllabus antirazzista", si condannavano otto proposizioni, di cui sei razziste contrargomentando dal punto di vista scientifico le proposizioni esposte dai fascisti sulla razza. Venivano destrutturate le idee sulle quali si basavano le tesi razziali dell'epoca ,molte delle quali prendevano come spunto il darwinismo sociale. Fecero seguito a questa elaborazione diversi articoli pubblicati sulle grandi riviste teologiche internazionali e comparvero studi in proposito.

La pubblicazioneModifica

La dichiarazione di smentita delle tesi razziali volute dal regime ,sviluppata dagli studiosi cattolici e organizzata nel "Syllabus antirazzista" ,datata 13 aprile, venne resa pubblica il 3 maggio[5], un giorno non scelto a caso da Papa Ratti .Era quello infatti il giorno della visita ufficiale di Hitler a Roma, volendo con ciò il papa «opporsi frontalmente a quello che riteneva il cuore stesso della dottrina del nazionalsocialismo».[6].Era questo un chiaro gesto di sfida e disapprovazione sottolineato anche dal fatto che il Santo Padre decideva quel giorno di trasferirsi a Castel Gandolfo dopo aver disposto la chiusura dei Musei Vaticani, della Basilica di S.Pietro, fatto spegnere tutte le luci e proibito al nunzio e ai vescovi di partecipare a qualsiasi cerimonia ufficiale in onore del Führer.Diede poi istruzioni all'"Osservatore Romano" di non fare alcun accenno all'incontro dei due capi di stato (come già avvenuto in occasione della visita di Mussolini in Germania nel settembre del 1937); infatti in quei giorni neanche vi appare il nome di Hitler.Già il giorno precedente era apparso, sempre in prima pagina con tanto d'immagine l'annuncio: "Il Santo Padre a Castelgandolfo". Il Santo Padre ha lasciato Roma sabato 30 aprile alle ore 17 poiché l'aria di Roma gli "faceva male"[7]."Quale "accoglienza", Pio XI fece invece pubblicare in prima pagina un articolo sulle false dottrine dell'ideologia razzista che presentava appunto il "Syllabus antirazzista"

NoteModifica

  1. ^ in Annali della Fondazione Ugo La Malfa XXVI-2011 Di Aa.Vv. pag 152 ,V.De Cesaris "Le reazioni della Chiesa Cattolica all'antisemitismo fascista"
  2. ^ Valerio De Cesaris, Malgrado gli accordi, sul razzismo Pio XI non tacque mai
  3. ^ Vilipendere gli ebrei è una bestemmia
  4. ^ in Annali della Fondazione Ugo La Malfa XXVI-2011 Di Aa.Vv. pag 152 ,art.cit
  5. ^ Due papi contro il razzismo - Città nuova n.2 , 2009, http://editrice.cittanuova.it/FILE/PDF/articolo714.pdf
  6. ^ Yves Chiron, Pie XI (1857–1939), Paris, Perrin, 2004., pp. 446-447
  7. ^ La Civiltà cattolica, Edizioni 3679-3684 p.10- 11

BibliografiaModifica

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