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Serie A 1997-1998

edizione del torneo calcistico
Serie A 1997-1998
Competizione Serie A
Sport Football pictogram.svg Calcio
Edizione 96ª (66ª di Serie A)
Organizzatore Lega Calcio
Date dal 31 agosto 1997
al 16 maggio 1998
Luogo Italia Italia
Partecipanti 18
Formula Girone all'italiana A/R
Risultati
Vincitore Juventus
(25º titolo)
Retrocessioni Brescia
Atalanta
Lecce
Napoli
Statistiche
Miglior marcatore Germania Oliver Bierhoff (27)
Incontri disputati 306
Gol segnati 847 (2,77 per incontro)
Juventus FC 1997-1998.jpg
La Juventus campione d'Italia
Cronologia della competizione
Left arrow.svg 1996-1997 1998-1999 Right arrow.svg

La Serie A 1997-1998 è stata la 96ª edizione della massima serie del campionato italiano di calcio (il 66º a girone unico), disputato tra il 31 agosto 1997 e il 16 maggio 1998. Il campionato è stato vinto dalla Juventus, al suo venticinquesimo titolo, il secondo consecutivo.

Capocannoniere del torneo è stato il tedesco Oliver Bierhoff (Udinese) con 27 reti.

Indice

StagioneModifica

CalciomercatoModifica

Sessione estivaModifica

 
Ronaldo dell'Inter, e Roberto Baggio del Bologna, due tra i maggiori cambi di casacca della stagione: il brasiliano confermò il soprannome di Fenomeno siglando 25 gol al debutto in Serie A,[1] mentre il Divin Codino si rigenerò in Emilia tornando su alti livelli sottorete.

Protagonista del mercato estivo fu l'Inter di Massimo Moratti, che al termine di un'estenuante trattativa protrattasi per mesi,[1] per la cifra di 50 miliardi di lire — all'epoca un record per il calciomercato — acquistò dal Barcellona l'attaccante brasiliano Ronaldo, considerato tra i maggiori fuoriclasse dell'epoca;[2] la società nerazzurra, pur a fronte della cessione del nazionale inglese Ince, mise in mano al nuovo allenatore Luigi Simoni[3] un organico comunque ampliato dal difensore West,[4] dai centrocampisti Cauet,[4] Moriero e Simeone,[4] e dal giovane fantasista Recoba pescato in Uruguay.[4]

I detentori della Juventus inserirono Birindelli nella propria retroguardia[4][5] mentre in attacco, rispedito Bokšić alla Lazio[5][6] e, soprattutto, ceduto a peso d'oro all'Atlético Madrid l'emergente Vieri,[4][5] rivoluzionarono il reparto puntando sulla voglia di riscatto di Fonseca,[4] da tempo in crisi con l'ambiente romanista,[5] e sul capocannoniere uscente Filippo Inzaghi,[5] il quale andò a formare con Del Piero il nuovo tandem offensivo dei piemontesi — e smentendo presto a suon di gol una certa critica estiva sull'«eccessiva leggerezza fisica»[5] della coppia.[7]

 
Dopo 15 anni alla Sampdoria, il fantasista Roberto Mancini approdò alla Lazio per la parte conclusiva della sua carriera.

Il Milan, che richiamò da Madrid Fabio Capello con l'obiettivo di cancellare le delusioni della precedente e tribolata annata,[8] optò per rinforzi quali il portiere Taibi e il terzino Ziege[4] in difesa, e Ba[4] e Leonardo[4] in mezzo al campo, mentre in avanti sostituì l'impalpabile Dugarry con l'olandese Kluivert; tornò inoltre a Milano, dopo una stagione oltreoceano, la bandiera Donadoni.[9] Il Parma di Ancelotti, pronto a lanciare l'ennesimo assalto dell'era Tanzi allo scudetto, riaccolse in pianta stabile tra le sue file il jolly di centrocampo Fiore, mentre la Fiorentina, che destò curiosità soprattutto per l'ingaggio di Alberto Malesani, tecnico esordiente in massima serie,[10] offrì una chance al trequartista Morfeo.[4]

La Roma allenata dall'ex biancoceleste Zdeněk Zeman si potenziò in ogni reparto, con Cafu[4][11] e Candela in difesa, Di Francesco a centrocampo[12] e Paulo Sérgio in avanti.[11] I concittadini della Lazio, affidatisi a loro volta all'ex giallorosso Sven-Göran Eriksson,[13] si rinnovarono in mediana con gli innesti di Almeyda e Jugović, mentre in attacco, oltre al già citato Bokšić si segnalò l'approdo di Mancini, bandiera doriana che lasciò Genova dopo un quindicennio.[13]

Tra le piazze con ambizioni di secondo piano, la Sampdoria accolse in mezzo al campo Boghossian e sopperì alla partenza del succitato Mancini affiancando a Montella una vecchia conoscenza del calcio italiano come Klinsmann. Novità in attacco anche per un Napoli ormai sempre più lontano dai fasti dell'epoca maradoniana, che chiamò sotto al Vesuvio Bellucci[14] e Protti, e per un Bologna di contro deciso a rinverdire il suo blasone con l'altisonante ingaggio di Roberto Baggio, in cerca di rilancio in chiave azzurra dopo due stagioni in chiaroscuro in maglia milanista.[15]

 
I tecnici Alberto Malesani della Fiorentina e Luciano Spalletti dell'Empoli, esordienti in Serie A e autori di due positive stagioni per il calcio toscano.

In provincia la rampante Udinese, ormai sempre più solidà realtà nella Serie A di fine decennio, si rinforzò sottotraccia in mezzo al campo, con elementi forse non di richiamo ma tecnicamente dotati quali Bachini, Jørgensen e Walem.[16] Il Vicenza, rivelazione della precedente stagione, affidò il reparto avanzato alla coppia Di Napoli-Luiso, e ridisegnò il centrocampo con Schenardi e Zauli, oltreché col promettente azzurrino Ambrosini. Mentre il Piacenza «degli italiani» si appigliò a veterani del campionato quali Stroppa e Vierchowod,[17] l'Atalanta sostituì il partente Inzaghi con Cristiano Lucarelli.

Tra le neopromosse, il Bari inserì in squadra il giovane esterno offensivo Zambrotta e l'attaccante Masinga. Il Brescia investì definitivamente nel suo astro nascente Pirlo e diede fiducia a Hübner, prolifico attaccante delle serie minori e nell'occasione al suo debutto nel grande calcio. L'Empoli, di nuovo in Serie A dopo un decennio e allenato dall'emergente Luciano Spalletti, accolse Bisoli e Tonetto. Infine al Lecce arrivarono Conticchio, Cozza e l'esperto Sakić.

Sessione autunnaleModifica

Tra le formazioni di vertice, il mercato di riparazione venne sfruttato maggiormente dalla Juventus che, onde riequilibrare un centrocampo in cui si erano rivelati nulli gli innesti estivi di semplici mestieranti quali Ametrano e Pecchia,[5] prelevò l'olandese Davids[18] ormai ai margini nel Milan,[19] per farne con successo il nuovo «collante» della mediana bianconera;[5] a rimpolpare l'attacco, arrivò a Torino anche il giovane ariete Zalayeta.[20]

 
Il centrocampista Edgar Davids, passato in dicembre dal Milan alla Juventus, darà ordine e dinamismo alla mediana bianconera, rivelandosi decisivo nella corsa allo scudetto.[21]

L'Inter lasciò andare la bandiera Berti, il quale dopo un decennio a Milano emigrò verso il Tottenham, e sfoltì l'attacco con la cessione delle punte Branca[22] e Ganz, quest'ultimo ai rivali milanisti;[23] arrivarono invece in nerazzurro i difensori Colonnese e Milanese, mentre a centrocampo ci fu l'inserimento del portoghese Paulo Sousa prelevato dai campioni d'Europa in carica del Borussia Dortmund.[4]

La Lazio chiuse a sorpresa il rapporto col suo leader delle precedenti stagioni, Signori, ormai entrato in rotta col nuovo tecnico Eriksson;[24] l'ex bomber biancoceleste si accasò alla Sampdoria,[24] che contestualmente cedette Klinsmann agli Spurs, e sacrificò anche il centrocampista francese Karembeu finito nel frattempo nelle mire del blasonato Real Madrid. I concittadini della Roma, invece, puntellarono la difesa con il brasiliano Zago.[4] Un Milan già in crisi cercò di rinforzare il reparto avanzato, oltreché col succitato Ganz, con l'ex parmense Maniero;[4] tra i partenti, oltre a Davids, ci fu il deludente difensore olandese Bogarde il quale prese la via di Barcellona.[19]

Nella parte bassa della classifica, il Piacenza mise sotto contratto la mezzapunta Buso, mentre il Lecce prelevò da un già disastrato Napoli il trequartista Giannini avviato verso l'epilogo della sua carriera.

AvvenimentiModifica

Girone di andataModifica

 
L'Inter festeggia il giovane Álvaro Recoba (secondo da sinistra), inaspettato protagonista — peraltro con reti di pregevole fattura — nell'esordio stagionale contro il Brescia.[25]

Il torneo antecedente al mondiale francese cominciò il 31 agosto 1997. L'Inter partì con quattro vittorie nelle prime quattro gare,[26] prendendo subito la testa della classifica grazie anche al roboante esordio del giovane Recoba, rivelatosi fin dalla prima giornata con una decisiva doppietta al Brescia.[25]

In questa fase la squadra di Simoni, pur non entusiasmando particolarmente[27][28] e anzi aggrappandosi sovente alle giocate dei suoi solisti, su tutti Djorkaeff e un Ronaldo in crescendo,[27] seppe rimanere stabilmente in vetta per molte domeniche consecutive controllando il gruppo delle inseguitrici, da cui via via emersero quali più accreditati rivali i campioni uscenti della Juventus.[28][29] Nel turno precedente la sosta natalizia maturò la prima sconfitta dei meneghini, al Friuli contro l'Udinese, proponendo nell'occasione l'undici di Alberto Zaccheroni, votato a un calcio offensivo ma al tempo stesso estremamente concreto, e sorretto dall'affiatato trio d'attacco Amoroso-Bierhoff-Poggi, quale possibile outsider nella lotta allo scudetto.[16]

 
La provinciale Udinese fu la «grande sorpresa» della stagione, inserendosi nella lotta scudetto e chiudendo la classifica al 3º posto anche grazie ai 27 gol dell'«ariete» tedesco Oliver Bierhoff (in piedi, secondo da sinistra),[16] miglior marcatore del campionato.[30]

Sul finire dell'anno solare la Juventus si avvicinò sempre più, complice un Del Piero fin lì mai tanto prolifico sottorete, nonché l'apporto a campionato iniziato dell'olandese Davids, apparso completamente rigenerato dall'ambiente bianconero rispetto alla scialba esperienza milanista;[21] tuttavia il 4 gennaio 1998 l'Inter parve rimarcare le distanze, facendo cinicamente suo il derby d'Italia al Meazza grazie a un lampo di Djorkaeff (1-0).[31]

I nerazzurri non seppero però gestire il vantaggio accumulato: verso la fine del mese due passi falsi contro due neopromosse, dapprima una sconfitta interna contro il Bari e poi un pari sul campo dell'Empoli, frenarono la corsa meneghina[32] e rilanciarono le ambizioni dei torinesi[33] che il 25 gennaio, battendo l'Atalanta al Delle Alpi, guadagnarono il primo posto laureandosi sul filo di lana campioni d'inverno.[28][34]

Girone di ritornoModifica

La tornata conclusiva non iniziò nel migliore dei modi per la Juventus, che nella trasferta di Lecce del 1º febbraio perse il perno difensivo Ferrara per il resto della stagione, causa una grave frattura di tibia e perone.[5] Ciò nonostante tra febbraio e marzo i bianconeri riuscirono ad allungare ancora sull'Inter, colpevole di battute d'arresto sui campi di Lazio e Parma, e a sorpresa a San Siro contro il Bologna;[5] in questa fase i nerazzurri dovettero guardarsi anche dal ritorno dei biancocelesti di Eriksson che, da par loro, con la succitata vittoria nello scontro diretto del 22 febbraio appaiarono i milanesi al secondo posto, a quattro punti dalla vetta.[35] I capitolini cullarono speranze tricolori fino al 5 aprile, allorché una Juventus corsara all'Olimpico li superò con un guizzo di Inzaghi, mentre nel frattempo si rifecero sotto i nerazzurri che, traendo vantaggio da una serie di pareggi raccolti dalla capolista, si presentarono al big match di Torino del 26 aprile, quart'ultima di campionato, con una sola lunghezza di ritardo sui bianconeri.

 
Dario Hübner del Brescia, bomber di provincia, esordì 30enne in Serie A con 16 gol.

La gara fu decisa da un contropiede di Del Piero (1-0), ma venne segnata soprattutto da un body-check[36][37] nell'area juventina tra Iuliano e Ronaldo: le decisioni in merito dell'arbitro Piero Ceccarini[N 1] fecero montare il malcontento dei nerazzurri, provocando di riflesso le stizzite repliche dei bianconeri, e scatenando così nei giorni seguenti accese discussioni sui media italiani e finanche in parlamento,[42] sfiorando una crisi istituzionale ai vertici della Federcalcio.[43]

Fatto sta che il verdetto del campo, per la squadra di Lippi, si rivelò lo scatto decisivo verso il titolo:[28] neanche il successivo e inatteso pari di Vicenza ebbe ripercussioni, poiché l'Inter non seppe approfittarne impattando a sua volta in casa col Piacenza.[44] Alla penultima giornata, il 10 maggio, come all'andata gli uomini di Simoni caddero contro la bestia nera Bari; contemporaneamente al Delle Alpi, grazie a una tripletta di Inzaghi, la Juventus superò il Bologna per 3-2 andando a conquistare il venticinquesimo scudetto della sua storia.[45] Con l'Inter seconda e qualificata in Champions League, la terza piazza fu appannaggio dell'Udinese che colse il suo miglior risultato in Serie A da quarantatré anni a quella parte; a suggellare la positiva annata dei friulani, Bierhoff fece suo il titolo di capocannoniere con 27 gol.[30]

 
Il neoacquisto Filippo Inzaghi e Alessandro Del Piero, con 18 e 21 gol rispettivamente, composero il prolifico tandem offensivo[7] della Juventus riconfermatasi campione d'Italia.

Delusione della stagione, il Milan replicò l'anonimo andamento del campionato precedente totalizzando appena un punto in più, classificandosi decimo e rimanendo fuori dall'Europa per la seconda volta consecutiva, pur a fronte delle continue riforme volute dall'UEFA che qualificarono, in quest'annata, un record di ben nove società italiane alle coppe confederali — e nonostante i rossoneri avessero tentato, invano, la strada di una wild card.[N 2] Oltre alle romane, alla Fiorentina, e a un Parma che pur disattese le premesse estive, a negare l'Europa al Milan furono anche il Bologna trascinato da un Baggio rivitalizzato dall'ambiente rossoblù, e che emergendo quale miglior marcatore italiano della stagione ottenne in extremis una maglia azzurra per i successivi mondiali,[50] e la Sampdoria che, pur tra alti e bassi, vide la conferma sottoporta di un Montella ormai definitivamente affermatosi.

In coda, oltre alle due lombarde Atalanta e Brescia che si arresero solo nel finale, caddero in Serie B un Lecce da tempo arenatosi[5] e, abbastanza clamorosamente, un Napoli alla deriva: ancorati all'ultimo posto fin dalle giornate iniziali, i partenopei chiusero il campionato raggranellando appena 14 punti, lasciando la massima serie per la prima volta dopo trentatré anni e chiudendo di fatto un capitolo della storia del club, dopo aver cambiato invano ben quattro tecnici nell'arco della stagione e aver collezionato «brutte figure» in sequenza,[51] talvolta con vere e proprie sconfitte tennistiche. Si salvarono il neopromosso Empoli, il Piacenza e un Vicenza in calo rispetto all'anno precedente ma giustificato dall'impegno, nel corso della stagione, in una Coppa delle Coppe dove raggiunse a sorpresa le semifinali.

Squadre partecipantiModifica

AllenatoriModifica

Allenatori e primatistiModifica

Squadra Allenatore Calciatore più presente[52] Cannoniere
Atalanta   Emiliano Mondonico   Marco Sgrò (33)   Nicola Caccia (6)
Bari   Eugenio Fascetti   Francesco Mancini (33)   Phil Masinga (9)
Bologna   Renzo Ulivieri   Carlo Nervo (33)   Roberto Baggio (22)
Brescia[53][54]   Giuseppe Materazzi (1ª-10ª)
  Paolo Ferrario (11ª-31ª)
  Egidio Salvi e   Adriano Bacconi (D.T.) (32ª-34ª)
  Daniele Adani (33)   Dario Hübner (16)
Empoli   Luciano Spalletti   Alessandro Pane (33)   Carmine Esposito (14)
Fiorentina   Alberto Malesani   Francesco Toldo (34)   Gabriel Batistuta (21)
Inter   Luigi Simoni   Gianluca Pagliuca (34)   Ronaldo (25)
Juventus   Marcello Lippi   Alessandro Del Piero,
  Zinédine Zidane (32)
  Alessandro Del Piero (21)
Lazio   Sven-Göran Eriksson   Luca Marchegiani (34)   Pavel Nedvěd (11)
Lecce[55][56]   Cesare Prandelli (1ª-18ª)
  Angelo Pereni (19ª-21ª)
  Nedo Sonetti (22ª-34ª)
  Fabrizio Lorieri (33)   Francesco Palmieri (10)
Milan   Fabio Capello   Marcel Desailly (33)     George Weah (10)
Napoli[57][58][59]   Bortolo Mutti (1ª-5ª)
  Carlo Mazzone (6ª-9ª)
  Giovanni Galeone (10ª-19ª)
  Vincenzo Montefusco (20ª-34ª)
  Francesco Baldini (30)   Claudio Bellucci (10)
Parma   Carlo Ancelotti   Enrico Chiesa (33)   Hernán Crespo (12)
Piacenza   Vincenzo Guerini   Matteo Sereni (34)   Davide Dionigi,
  Roberto Murgita,
  Gianpietro Piovani (5)
Roma     Zdeněk Zeman   Paulo Sérgio (34)   Francesco Totti (13)
Sampdoria[60]   César Luis Menotti (1ª-8ª)
  Vujadin Boškov (9ª-34ª)
  Fabrizio Ferron,
  Vincenzo Montella (33)
  Vincenzo Montella (20)
Udinese   Alberto Zaccheroni   Oliver Bierhoff,
  Alessandro Pierini (32)
  Oliver Bierhoff (27)
Vicenza   Francesco Guidolin   Pierluigi Brivio (32)   Pasquale Luiso (8)

Classifica finaleModifica

Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
  1. Juventus 74 34 21 11 2 67 28 +39
2. Inter 69 34 21 6 7 62 27 +35
3. Udinese 64 34 19 7 8 62 40 +22
4. Roma 59 34 16 11 7 67 42 +25
5. Fiorentina 57 34 15 12 7 65 36 +29
6. Parma 57 34 15 12 7 55 39 +16
[61] 7. Lazio 56 34 16 8 10 53 30 +23
8. Bologna 48 34 12 12 10 55 46 +9
9. Sampdoria 48 34 13 9 12 52 55 -3
10. Milan 44 34 11 11 12 37 43 -6
11. Bari 38 34 10 8 16 30 45 -15
12. Piacenza 37 34 7 16 11 29 38 -9
13. Empoli 37 34 10 7 17 50 58 -8
14. Vicenza 36 34 9 9 16 36 61 -25
  15. Brescia 35 34 9 8 17 45 63 -18
  16. Atalanta 32 34 7 11 16 25 48 -23
  17. Lecce 26 34 6 8 20 32 72 -40
  18. Napoli 14 34 2 8 24 25 76 -51

Legenda:

      Campione d'Italia e qualificata alla fase a gironi della UEFA Champions League 1998-1999.
      Qualificata al secondo turno di qualificazione della UEFA Champions League 1998-1999.
      Qualificate ai trentaduesimi di finale di Coppa UEFA 1998-1999.
      Qualificata ai sedicesimi di finale di Coppa delle Coppe 1998-1999.
      Ammesse alla Coppa Intertoto 1998.
      Retrocesse in Serie B 1998-1999.

Note:

Tre punti a vittoria, uno a pareggio, zero a sconfitta.

Squadra campioneModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Juventus Football Club 1997-1998.
Formazione tipo Giocatori (presenze)
  Angelo Peruzzi (31)
  Alessandro Birindelli (29)
  Paolo Montero (26)
  Mark Iuliano (25)
  Moreno Torricelli (20)
  Angelo Di Livio (30)
  Didier Deschamps (25)
  Antonio Conte (28)
  Zinédine Zidane (32)
  Filippo Inzaghi (31)
  Alessandro Del Piero (32)
Altri giocatori: Alessio Tacchinardi (23), Dimas (21), Fabio Pecchia (21), Gianluca Pessotto (21), Edgar Davids (20), Ciro Ferrara (17), Daniel Fonseca (15), Nicola Amoruso (10), Michelangelo Rampulla (5), Marcelo Zalayeta (5), Salvatore Aronica (1), Michele Padovano (1), Marco Zamboni (1).

RisultatiModifica

TabelloneModifica

ATA BAR BOL BRE EMP FIO INT JUV LAZ LEC MIL NAP PAR PIA ROM SAM UDI VIC
Atalanta –––– 2-0 4-2 0-1 1-0 1-0 1-2 1-1 0-0 0-0 1-2 1-0 0-0 2-2 0-1 0-2 1-1 1-3
Bari 0-0 –––– 0-0 2-1 2-0 0-1 2-1 0-5 0-2 2-2 1-0 2-0 0-2 0-0 1-3 0-1 0-0 0-0
Bologna 0-0 4-3 –––– 2-1 2-2 2-2 2-4 1-3 2-1 2-0 3-0 5-1 1-2 3-0 0-0 2-2 2-0 3-1
Brescia 2-2 1-1 1-3 –––– 3-1 1-3 0-1 1-1 1-1 3-2 2-2 2-1 2-1 2-0 1-1 3-3 0-4 4-0
Empoli 1-0 2-3 0-0 3-1 –––– 1-1 1-1 0-1 1-0 5-1 0-1 5-0 2-0 2-3 1-3 4-1 1-0 3-2
Fiorentina 5-0 3-1 1-1 5-1 1-2 –––– 1-1 3-0 1-3 5-0 2-0 4-0 1-1 1-1 0-0 1-1 1-0 1-1
Inter 4-0 0-1 0-1 2-1 4-1 3-2 –––– 1-0 1-1 5-0 2-2 2-0 1-0 0-0 3-0 3-0 2-0 2-1
Juventus 3-1 1-0 3-2 4-0 5-2 2-1 1-0 –––– 2-1 2-0 4-1 2-2 2-2 2-0 3-1 3-0 4-1 2-0
Lazio 0-2 3-2 1-0 1-0 3-1 1-4 3-0 0-1 –––– 4-0 2-1 2-0 1-2 0-0 2-0 3-0 2-3 4-0
Lecce 1-1 0-1 1-1 2-0 2-2 1-1 1-5 0-2 1-0 –––– 0-0 2-0 0-2 1-3 1-3 1-3 1-2 0-1
Milan 3-0 2-0 0-0 2-1 3-1 0-2 0-3 1-1 1-1 1-2 –––– 0-0 1-1 1-0 0-0 1-0 0-0 0-1
Napoli 0-1 2-2 0-0 0-3 2-1 1-1 0-2 1-2 0-0 2-4 1-2 –––– 0-4 1-2 0-2 0-2 1-3 2-0
Parma 2-2 1-0 2-0 1-3 2-0 1-2 1-0 2-2 1-1 2-1 3-1 3-1 –––– 1-1 0-2 2-2 4-0 2-1
Piacenza 3-0 0-1 0-0 0-0 0-0 0-0 0-1 1-1 0-0 1-0 1-1 1-0 1-3 –––– 3-3 1-0 0-2 1-1
Roma 3-0 2-1 2-1 5-0 4-3 4-1 1-2 0-0 1-3 3-1 5-0 6-2 2-2 1-1 –––– 2-0 1-2 2-2
Sampdoria 2-0 1-0 2-3 2-1 3-0 2-0 1-1 1-1 0-4 1-1 0-3 6-3 5-2 3-1 1-1 –––– 0-3 2-1
Udinese 1-0 2-0 4-3 3-1 2-2 2-3 1-0 1-1 0-2 6-0 2-1 1-1 1-1 2-0 4-2 3-2 –––– 3-0
Vicenza 1-0 1-2 3-2 2-1 1-0 1-5 1-3 0-0 2-1 1-3 1-4 1-1 0-0 3-2 1-1 1-1 1-3 ––––

CalendarioModifica

Il calendario fu sorteggiato il 31 luglio 1997.[62] Le soste per la nazionale erano in programma il 7 settembre e il 12 ottobre.[62] Il 28 dicembre si osservò invece la pausa natalizia.[62]

La partecipazione degli azzurri ai play-off per l'accesso al campionato del mondo 1998, costrinse a 2 ulteriori soste, il 26 ottobre e 15 novembre: il calendario slittò, pertanto, in avanti di una settimana. Fu anche inserito un turno infrasettimanale, l'11 febbraio 1998.

andata (1ª) 1ª giornata ritorno (18ª)
31 ago. 4-2 Atalanta-Bologna 0-0 1º feb.
0-2 Bari-Parma 0-1
1-3 Empoli-Roma 3-4
2-1 Inter-Brescia 1-0
2-0 Juventus-Lecce 2-0
2-0 Lazio-Napoli 0-0
1-1 Piacenza-Milan 0-1
2-1 Sampdoria-Vicenza 1-1
2-3 Udinese-Fiorentina 0-1
andata (2ª) 2ª giornata ritorno (19ª)
14 set. 2-4 Bologna-Inter 1-0 8 feb.
3-3 Brescia-Sampdoria 1-2
3-1 Fiorentina-Bari 1-0
1-2 Lecce-Udinese 0-6
1-1 Milan-Lazio 1-2
2-1 Napoli-Empoli 0-5
2-2 Parma-Atalanta 0-0
0-0 Roma-Juventus 1-3
3-2 Vicenza-Piacenza 1-1


andata (3ª) 3ª giornata ritorno (20ª)
21 set. 0-2 Atalanta-Sampdoria 0-2 11 feb.
0-0 Bari-Bologna 3-4
1-0 Empoli-Lazio 1-3
3-2 Inter-Fiorentina 1-1
4-0 Juventus-Brescia 1-1
1-3 Piacenza-Parma 1-1
3-1 Roma-Lecce 3-1
2-1 Udinese-Milan 0-0
1-1 Vicenza-Napoli 0-2
andata (4ª) 4ª giornata ritorno (21ª)
28 set. 0-0 Bologna-Roma 1-2 15 feb.
2-0 Brescia-Piacenza 0-0
1-2 Fiorentina-Empoli 1-1
3-2 Lazio-Bari 2-0
1-5 Lecce-Inter 0-5
0-1 Milan-Vicenza 4-1
0-1 Napoli-Atalanta 0-1
4-0 Parma-Udinese 1-1
1-1 Sampdoria-Juventus 0-3


andata (5ª) 5ª giornata ritorno (22ª)
5 ott. 0-1 Atalanta-Brescia 2-2 22 feb.
0-1 Empoli-Milan 1-3
1-1 Inter-Lazio 0-3
2-1 Juventus-Fiorentina 0-3
0-1 Lecce-Bari 2-2
0-0 Piacenza-Bologna 0-3
6-2 Roma-Napoli 2-0
3-2 Udinese-Sampdoria 3-0
0-0 Vicenza-Parma 1-2
andata (6ª) 6ª giornata ritorno (23ª)
19 ott. 0-5 Bari-Juventus 0-1 1º mar.
4-0 Brescia-Vicenza 1-2
0-0 Fiorentina-Roma 1-4
0-2 Lazio-Atalanta 0-0
1-2 Milan-Lecce 0-0
0-2 Napoli-Inter 0-2
2-0 Parma-Bologna 2-1
3-1 Sampdoria-Piacenza 0-1
2-2 Udinese-Empoli 0-1


andata (7ª) 7ª giornata ritorno (24ª)
2 nov. 1-3 Atalanta-Vicenza 0-1 8 mar.
5-1 Bologna-Napoli 0-0
2-3 Empoli-Bari 0-2
1-0 Inter-Parma 0-1
4-1 Juventus-Udinese 1-1
2-0 Lecce-Brescia 2-3
0-0 Piacenza-Fiorentina 1-1
1-3 Roma-Lazio 0-2
0-3 Sampdoria-Milan 0-1
andata (8ª) 8ª giornata ritorno (25ª)
9 nov. 1-2 Atalanta-Inter 0-4 15 mar.
1-3 Bari-Roma 1-2
5-0 Fiorentina-Lecce 1-1
3-0 Lazio-Sampdoria 4-0
2-1 Milan-Brescia 2-2
1-2 Napoli-Juventus 2-2
2-0 Parma-Empoli 0-2
2-0 Udinese-Piacenza 2-0
3-2 Vicenza-Bologna 1-3


andata (9ª) 9ª giornata ritorno (26ª)
23 nov. 2-2 Bologna-Fiorentina 1-1 22 mar.
0-4 Brescia-Udinese 1-3
1-0 Empoli-Atalanta 0-1
2-2 Inter-Milan 3-0
2-2 Juventus-Parma 2-2
2-0 Lecce-Napoli 4-2
0-0 Piacenza-Lazio 0-0
2-2 Roma-Vicenza 1-1
1-0 Sampdoria-Bari 1-0
andata (10ª) 10ª giornata ritorno (27ª)
30 nov. 0-0 Atalanta-Lecce 1-1 29 mar.
2-1 Bari-Brescia 1-1
2-2 Bologna-Sampdoria 3-2
2-3 Empoli-Piacenza 0-0
2-3 Lazio-Udinese 2-0
1-1 Milan-Juventus 1-4
1-1 Napoli-Fiorentina 0-4
0-2 Parma-Roma 2-2
1-3 Vicenza-Inter 1-2


andata (11ª) 11ª giornata ritorno (28ª)
7 dic. 3-1 Brescia-Empoli 1-3 5 apr.
1-1 Fiorentina-Parma 2-1
2-1 Juventus-Lazio 1-0
0-1 Lecce-Vicenza 3-1
2-0 Milan-Bari 0-1
1-0 Piacenza-Napoli 2-1
3-0 Roma-Atalanta 1-0
1-1 Sampdoria-Inter 0-3
4-3 Udinese-Bologna 0-2
andata (12ª) 12ª giornata ritorno (29ª)
14 dic. 1-2 Atalanta-Milan 0-3 11 apr.
0-0 Bari-Udinese 0-2
2-0 Bologna-Lecce 1-1
4-1 Empoli-Sampdoria 0-3
3-0 Inter-Roma 2-1
1-0 Lazio-Brescia 1-1
0-4 Napoli-Parma 1-3
1-1 Piacenza-Juventus 0-2
1-5 Vicenza-Fiorentina 1-1


andata (13ª) 13ª giornata ritorno (30ª)
21 dic. 0-0 Bari-Piacenza 1-0 19 apr.
1-1 Brescia-Roma 0-5
5-0 Fiorentina-Atalanta 0-1
5-2 Juventus-Empoli 1-0
4-0 Lazio-Vicenza 1-2
0-0 Milan-Bologna 0-3
2-1 Parma-Lecce 2-0
6-3 Sampdoria-Napoli 2-0
1-0 Udinese-Inter 0-2
andata (14ª) 14ª giornata ritorno (31ª)
4 gen. 2-2 Atalanta-Piacenza 0-3 26 apr.
2-1 Bologna-Brescia 3-1
1-1 Fiorentina-Sampdoria 0-2
1-0 Inter-Juventus 0-1
2-2 Lecce-Empoli 1-5
1-2 Napoli-Milan 0-0
1-1 Parma-Lazio 2-1
1-2 Roma-Udinese 2-4
1-2 Vicenza-Bari 0-0


andata (15ª) 15ª giornata ritorno (32ª)
11 gen. 0-0 Bari-Atalanta 0-2 3 mag.
1-3 Brescia-Fiorentina 1-5
0-0 Empoli-Bologna 2-2
2-0 Juventus-Vicenza 0-0
4-0 Lazio-Lecce 0-1
0-0 Milan-Roma 0-5
0-1 Piacenza-Inter 0-0
5-2 Sampdoria-Parma 2-2
1-1 Udinese-Napoli 3-1
andata (16ª) 16ª giornata ritorno (33ª)
18 gen. 1-1 Atalanta-Udinese 0-1 10 mag.
1-3 Bologna-Juventus 2-3
1-3 Fiorentina-Lazio 4-1
0-1 Inter-Bari 1-2
1-3 Lecce-Sampdoria 1-1
0-3 Napoli-Brescia 1-2
3-1 Parma-Milan 1-1
1-1 Roma-Piacenza 3-3
1-0 Vicenza-Empoli 2-3


andata (17ª) 17ª giornata ritorno (34ª)
25 gen. 2-0 Bari-Napoli 2-2 16 mag.
2-1 Brescia-Parma 3-1
1-1 Empoli-Inter 1-4
3-1 Juventus-Atalanta 1-1
1-0 Lazio-Bologna 1-2
0-2 Milan-Fiorentina 0-2
1-0 Piacenza-Lecce 3-1
1-1 Sampdoria-Roma 0-2
3-0 Udinese-Vicenza 3-1

StatisticheModifica

SquadreModifica

Capoliste solitarieModifica

————————————————————————————————————————————————————————————————————
InterJuventus
10ª11ª12ª13ª14ª15ª16ª17ª18ª19ª20ª21ª22ª23ª24ª25ª26ª27ª28ª29ª30ª31ª32ª33ª34ª

RecordModifica

  • Maggior numero di partite vinte: 21 (Inter, Juventus)
  • Minor numero di partite perse: 2 (Juventus)
  • Massimo dei pareggi: 16 (Piacenza)
  • Minor numero di partite vinte: 2 (Napoli)
  • Maggior numero di partite perse: 24 (Napoli)
  • Minimo dei pareggi: 6 (Inter)
  • Miglior attacco: 67 (Juventus, Roma)
  • Miglior difesa: 27 (Inter)
  • Miglior differenza reti: 39 (Juventus)
  • Peggior attacco: 25 (Atalanta, Napoli)
  • Peggior difesa: 76 (Napoli)
  • Peggior differenza reti: −51 (Napoli)

IndividualiModifica

Classifica marcatoriModifica

Fonte[63]

Gol Rigori Giocatore Squadra
27 2   Oliver Bierhoff Udinese
25 7   Ronaldo Inter
22 11   Roberto Baggio Bologna
21     Gabriel Batistuta Fiorentina
21 4   Alessandro Del Piero Juventus
20 4   Vincenzo Montella Sampdoria
18     Filippo Inzaghi Juventus
16 5   Dario Hübner Brescia
15 1   Luís Oliveira Fiorentina
14 3   Carmine Esposito Empoli
14 3   Abel Balbo Roma
13 1   Francesco Totti Roma
12     Kennet Andersson Bologna
12 1   Hernán Crespo Parma
12     Paulo Sérgio Roma

SpettatoriModifica

Media spettatori della Serie A 1997-98: 31.161[64]

Club Pos. Media
Inter 1 67.825
Milan 2 54.432
Roma 3 52.813
Juventus 4 47.347
Lazio 5 46.058
Napoli 6 37.600
Fiorentina 7 34.174
Bologna 8 32.270
Bari 9 26.415
Sampdoria 10 24.482
Udinese 11 23.492
Parma 12 22.385
Atalanta 13 18.709
Lecce 14 17.097
Vicenza 15 17.004
Brescia 16 13.779
Empoli 17 12.523
Piacenza 18 12.477

NoteModifica

EsplicativeModifica

 
L'arbitro Piero Ceccarini circondato dai giocatori interisti nel convulso derby d'Italia del 26 aprile 1998
  1. ^ L'episodio del body-check tra Iuliano e Ronaldo, per il quale l'Inter reclamò veemente l'assegnazione di un calcio di rigore, al contrario non venne ritenuto meritevole di sanzione da parte dell'arbitro Ceccarini; massima punizione che pochi istanti dopo la giacchetta nera, sul capovolgimento di fronte, accordò invece a favore della Juventus per uno scomposto intervento di West su Del Piero — lo stesso Del Piero fallirà poi la trasformazione di quest'ultimo rigore, facendosi parare la conclusione da Pagliuca.[38] Ritornando negli anni seguenti sull'episodio principale, Ceccarini dichiarò di essere incappato sul momento in un'erronea valutazione del body-check — un'incauta condotta di gioco, ma non un fallo volontario — tra Iuliano e Ronaldo, avendo perso l'avvio dell'azione che portò allo scontro nell'area juventina tra i due giocatori,[39] ma chiarì che ciò nonostante a posteriori avrebbe assegnato unicamente un calcio di punizione indiretto per ostruzione:[40] «...Ronaldo va su Iuliano, non viceversa: lo juventino cade infatti all'indietro, dato che riceve un corpo in corsa. [...] L'intenzione del difensore è di interrompere la corsa dell'attaccante, che però sposta la palla e non la segue. Iuliano è fermo al momento del contatto [...]. A Pagliuca dissi che nel basket sarebbe stato un fallo di sfondamento», spingendosi a dire che «forse avrei dovuto fischiare una punizione a favore della Juventus».[41]
  2. ^ La proposta di wild card — nei piani, «utilizzabile una sola volta in cinque anni» — era volta a concedere uno slot in Coppa UEFA a quelle società che, rimaste escluse dalle coppe europee attraverso il piazzamento in campionato, avevano conquistato almeno una Champions League nel precedente quinquennio; una norma che, visti i risultati della stagione 1997-98, si sarebbe applicata ai tedeschi del Borussia Dortmund, decimi classificati in Bundesliga ma vincitori della Champions League 1996-97, e agli italiani del Milan, anch'essi decimi in Serie A ma trionfatori nella Champions League 1993-94. Tale possibilità venne sottoposta alla confederazione europea[46][47] — dalla quale venne rigettata[48][49] — da Adriano Galliani e Franco Carraro, all'epoca rispettivamente amministratore delegato della società rossonera e presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio.

BibliograficheModifica

  1. ^ a b Panini, 2005, Il big, p. 7.
  2. ^ Giovanni Scotto, Calciomercato Story - 1997: Ronaldo all'Inter. Il Fenomeno, quello vero, su gianlucadimarzio.com, 23 settembre 2014 (archiviato dall'url originale il 26 ottobre 2014).
  3. ^ Nicola Cecere, Simoni, prima lezione all'Inter, in La Gazzetta dello Sport, 3 luglio 1997.
  4. ^ a b c d e f g h i j k l m n o Panini, 2012, p. 10.
  5. ^ a b c d e f g h i j k Panini, 2005, I campioni, p. 6.
  6. ^ Piero Serantoni, Boksic, una stella a valore zero, in La Stampa, 28 dicembre 1998, p. 29.
  7. ^ a b Inzaghi-Del Piero, la coppia vale 49 gol, in Corriere della Sera, 30 marzo 1998, p. 41 (archiviato dall'url originale il 15 luglio 2014).
  8. ^ "Guarda che l'Inter vende Roberto Carlos". E Capello lo portò a Madrid, su foxsports.it, 23 dicembre 2016.
  9. ^ Donadoni è tornato, su www2.raisport.rai.it, 13 ottobre 1997. URL consultato il 2 giugno 2018 (archiviato dall'url originale il 12 marzo 2016).
  10. ^ Alessio Da Ronch e Daniela Talini, Malesani guarda in faccia Firenze, in La Gazzetta dello Sport, 10 giugno 1997, p. 9.
  11. ^ a b Fabio Monti, Roma alla brasiliana, arrivano Cafu e Paulo Sergio, in Corriere della Sera, 19 giugno 1997.
  12. ^ Marco Sicari, Sport Roma, in Sensi, tutto in 48 ore, la Repubblica, 19 giugno 1997, p. 7.
  13. ^ a b A volte ritornano: Si riparla di Boksic, in la Repubblica, 3 giugno 1997.
  14. ^ Benedetto Ferrara, Barcellona, il dopo Ronaldo sarà Batistuta, in la Repubblica, 12 giugno 1997.
  15. ^ Baggio ha scelto il Bologna, su www2.raisport.rai.it, 19 luglio 1997. URL consultato il 2 giugno 2018 (archiviato dall'url originale il 6 settembre 2003).
  16. ^ a b c Panini, 2005, Il boom, p. 7.
  17. ^ Vierchowod va a Piacenza. Nuovo contratto a 38 anni, in la Repubblica, 6 settembre 1997, p. 45.
  18. ^ Juve, ecco Davids: "Non deluderò", in la Repubblica, 13 dicembre 1997, p. 52.
  19. ^ a b Alberto Costa, E Davids diventa bianconero per 10 miliardi, in Corriere della Sera, 1º dicembre 1997, p. 39 (archiviato dall'url originale il 29 novembre 2014).
  20. ^ Carlo Nesti, Juve: presentati i cuccioli, su www2.raisport.rai.it, 18 novembre 1997. URL consultato il 29 maggio 2018 (archiviato dall'url originale il 30 maggio 2018).
  21. ^ a b Stefano Olivari, Solo Davids ha spostato qualcosa, su blog.guerinsportivo.it, 4 gennaio 2013 (archiviato dall'url originale l'8 ottobre 2016).
  22. ^ Carlo Laudisa, Branca saluta l'Inter, "Grazie a Moratti", in La Gazzetta dello Sport, 17 febbraio 1998.
  23. ^ Carlo Laudisa, Bruno Bartolozzi e Andrea Masala, Ganz al Milan fino al 2000, in La Gazzetta dello Sport, 16 dicembre 1997.
  24. ^ a b Giulio Cardone, Signori: "Lazio arrivederci, tornerò presto", 3 dicembre 1997.
  25. ^ a b Enrico Currò, Si è fermato Ronaldo, ma tanto c'è Recoba, in la Repubblica, 2 settembre 1997.
  26. ^ Gianni Mura, Roma e Juve attaccano l'Inter, in la Repubblica, 6 ottobre 1997.
  27. ^ a b Enrico Currò, "Siamo primi, basta critiche", in la Repubblica, 23 settembre 1997.
  28. ^ a b c d Panini, 2005, La storia, p. 6.
  29. ^ Maurizio Crosetti, Zidane lancia l'inseguimento, in la Repubblica, 20 ottobre 1997, p. 43.
  30. ^ a b Panini, 2005, Il capocannoniere, p. 7.
  31. ^ Lodovico Maradei e Nicola Cecere, È un'Inter spietata, in La Gazzetta dello Sport, 5 gennaio 1998.
  32. ^ Gianni Mura, Si fa presto a stroncare questi Campioni, in la Repubblica, 27 gennaio 1998, p. 46.
  33. ^ Salvatore Lo Presti e Lodovico Maradei, Questa Juventus mette paura, in La Gazzetta dello Sport, 19 gennaio 1998.
  34. ^ Gianni Mura, Juventus, mezzo scudetto, in la Repubblica, 26 gennaio 1998, p. 31.
  35. ^ Gianni Mura, La Lazio ha il ritmo per vincere lo scudetto, su repubblica.it, 9 marzo 1998.
  36. ^ (EN) Adam Digby, The hate-filled Derby of Italy, su espn.in, 23 marzo 2012.
  37. ^ (EN) Mark Neale, Juventus v Inter: how two penalty calls in one minute inflamed a rivalry, su theguardian.com, 5 febbraio 2017.
  38. ^ Panini, 2005, Il caso, p. 7.
  39. ^ Ceccarini: "Su Ronaldo ho sbagliato", in Corriere della Sera, 2 agosto 1998, p. 29 (archiviato dall'url originale il 1º luglio 2012).
  40. ^ "Nel 1998 su Ronaldo era fallo". Ceccarini: punizione a due, non rigore, su sportmediaset.mediaset.it, 20 aprile 2009.
  41. ^ Gianni Tacchi, L'arbitro Ceccarini su Juve-Inter del '98: «Su Ronaldo non era rigore: cari interisti io non mi pento», su iltirreno.gelocal.it, 2 marzo 2016.
  42. ^ Marco Nese, Il caso Juve Inter finisce in Parlamento, in Corriere della Sera, 28 aprile 1998, p. 6 (archiviato dall'url originale il 21 settembre 2015).
  43. ^ Luca Caioli, Fallo su Ronaldo: Iuliano espulso al debutto, in Corriere della Sera, 24 gennaio 2005, p. 41 (archiviato dall'url originale il 15 luglio 2012).
  44. ^ Gianni Mura, Ronaldo si arrende, il fenomeno è Sereni, in la Repubblica, 4 maggio 1998, p. 38.
  45. ^ Giancarlo Padovan e Stefano Agresti, Super Pippo si fa in tre per lo scudetto, in Corriere della Sera, 11 maggio 1998, p. 37 (archiviato dall'url originale il 12 settembre 2011).
  46. ^ L'Uefa ripesca il Milan?, su www2.raisport.rai.it, 15 giugno 1998. URL consultato il 5 marzo 2015 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  47. ^ Galliani e Carraro sul Milan, "La wild card Uefa è giusta", in La Gazzetta dello Sport, 20 giugno 1998.
  48. ^ Milan: niente Europa, su www2.raisport.rai.it, 26 giugno 1998. URL consultato il 5 marzo 2015 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  49. ^ Porte chiuse al Milan, non può fare la Uefa, in la Repubblica, 27 giugno 1998.
  50. ^ Licia Granello, Maldini pronto a dire sì: "Ma scelgo dopo la Juve", in la Repubblica, 18 maggio 1998, p. 39.
  51. ^ Panini, 2005, Il flop, p. 7.
  52. ^ Melegari, p. 565.
  53. ^ "Brescia, ti lascio" ritorna Lucescu, in la Repubblica, 3 dicembre 1997.
  54. ^ Malesani, bell'addio. Il Brescia è una farsa, in la Repubblica, 4 maggio 1998.
  55. ^ Tocca a Pereni la panchina di Prandelli, in la Repubblica, 3 febbraio 1998.
  56. ^ Lecce, via Sereni panchina a Sonetti, in la Repubblica, 17 febbraio 1998.
  57. ^ Fulvio Bufi, E' Mazzone il salva Napoli, in Corriere della Sera, 11 ottobre 1997, p. 44 (archiviato dall'url originale il 17 luglio 2013).
  58. ^ Giuseppe Toti e Vanni Zagnoli, Galeone inverte la rotta del Napoli, in Corriere della Sera, 26 novembre 1997, p. 42 (archiviato dall'url originale il 17 luglio 2013).
  59. ^ Napoli, via Galeone ecco Montefusco, su repubblica.it, 9 febbraio 1998.
  60. ^ Renzo Cerboncini, La Samp manda in panchina la nostalgia di Boskov, in Corriere della Sera, 13 novembre 1997, p. 43 (archiviato dall'url originale il 17 luglio 2013).
  61. ^ Vincitrice della Coppa Italia.
  62. ^ a b c Via all'anno Mondiale Ed è subito Roma - Juve, in la Repubblica, 1º agosto 1997, p. 40.
  63. ^ Serie A 1997/98 - Classifica Marcatori /top scorers, su www2.raisport.rai.it. URL consultato il 26 marzo 2018 (archiviato dall'url originale il 27 marzo 2018).
  64. ^ (EN) Attendance Statistics of Serie A - 1986-87 to 1997-98, su stadiapostcards.com.

BibliografiaModifica

  • Fabrizio Melegari (a cura di), Almanacco illustrato del calcio - La storia 1898-2004, Modena, Panini, 2004.
  • Calciatori 1997-98, edizione speciale per La Gazzetta dello Sport, Modena, Panini, 2005.
  • Calciatori ‒ La raccolta completa Panini 1961-2012, vol. 14 (1997-1998), Modena, Panini, 2012.