Nazionale di calcio della Bosnia ed Erzegovina

La nazionale di calcio della Bosnia ed Erzegovina (in bosniaco Nogometna reprezentacija Bosne i Hercegovine) è la rappresentativa calcistica della Bosnia ed Erzegovina ed è posta sotto l'egida della Federazione calcistica bosniaca.

Bosnia ed Erzegovina Bosnia ed Erzegovina
BosniaFF.gif
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Sport Football pictogram.svg Calcio
Federazione FSBiH/NSBiH
bosniaco: Nogometni Savez Bosne i Hercegovine
croato: Nogometni Savez Bosne i Hercegovine
serbo: Фудбалски Савез Босне и Херцеговине (Fudbalski Savez Bosne i Hercegovine)
Confederazione UEFA
Codice FIFA BIH
Soprannome Zmajevi (I Dragoni)
Selezionatore Bulgaria Ivajlo Petev
Record presenze Edin Džeko (126)
Capocannoniere Edin Džeko (64)
Ranking FIFA 57º[1] (25 agosto 2022)
Esordio internazionale
Albania Albania 2 - 0 Bosnia ed Erzegovina Bosnia ed Erzegovina
Tirana, Albania; 30 novembre 1995
Migliore vittoria
Bosnia ed Erzegovina Bosnia ed Erzegovina 7 - 0 Estonia Estonia
Zenica, Bosnia ed Erzegovina; 10 settembre 2008
Liechtenstein Liechtenstein 1 - 8 Bosnia ed Erzegovina Bosnia ed Erzegovina
Vaduz, Liechtenstein; 7 settembre 2012
Peggiore sconfitta
Argentina Argentina 5 - 0 Bosnia ed Erzegovina Bosnia ed Erzegovina
Córdoba, Argentina; 14 maggio 1998
Campionato del mondo
Partecipazioni 1 (esordio: 2014)
Miglior risultato Primo turno nel 2014
Nations League
Partecipazioni 2 (esordio: 2018-2019)
Miglior risultato 15º posto nella Lega A 2020-2021

Nata dopo la dissoluzione della Jugoslavia, esordì in gare riconosciute dalla FIFA nel 1995. Conta una partecipazione alla fase finale della Coppa del mondo, a Brasile 2014, quando uscì al primo turno. In cinque occasioni è giunta a disputare le gare di spareggio per la qualificazione al mondiale e all'europeo, uscendo sconfitta dai play-off per il campionato del mondo 2010, il campionato d'Europa 2012, il campionato d'Europa 2016 e il campionato d'Europa 2020.

Nel ranking FIFA, istituito nell'agosto 1993, vanta quale miglior piazzamento il 13º posto dell'agosto 2013, mentre il peggior piazzamento della Bosnia è il 173º posto del settembre 1996. Occupa ad aprile 2021, la 55ª posizione della graduatoria.[1]

Negli ultimi decenni, la Nazionale bosniaca vanta diversi giocatori di livelli molto alti. Tra questi abbiamo il centrocampista del Beşiktaş Miralem Pjanić, l’attaccante dell'Inter, nonché capitano della Nazionale, Edin Džeko e l'ex centrocampista della Lazio Senad Lulić, ritiratosi dalla Nazionale nel 2017.

StoriaModifica

EsordiModifica

Dal 1920 al 1992 la nazionale bosniaca non esisteva in quanto era attiva la nazionale jugoslava.

Dopo la proclamazione d'indipendenza dello stato bosniaco, nel marzo 1993 la prima selezione bosniaca, capitanata da Blaž Slišković, giocò degli incontri benefici in trasferta contro Genk e Kaiserslautern. Il 6 giugno 1993 la prima nazionale bosniaca, guidata da Fuad Muzurović e composta essenzialmente da calciatori del Sarajevo, disputò allo Stadio Azadi di Teheran contro l'Iran il suo primo incontro con un'altra nazionale, imponendosi per 3-1[2].

Il 22 luglio 1995 i bosniaci giocarono in casa del Fortuna Düsseldorf un altro match benefico, grazie all'allenatore del Fortuna, il bosniaco Aleksandar Ristić, e ad Enver Marić, allenatore dei portieri della compagine tedesca. Haris Škoro segnò due gol nella gara pareggiata per 2-2. L'esordio ufficiale della Bosnia ed Erzegovina, riconosciuto dalla FIFA, avvenne però a Tirana solo il 30 novembre 1995, in amichevole contro l'Albania, vittoriosa per 2-0. Questi gli undici schierati da Fuad Muzurović per l'incontro con gli schipetari: Ismir Pintol, Vedin Musić, Ibrahim Duro, Muhamed Konjić, Senad Begić, Nedžad Fazlagić, Esmir Džafić, Enes Demirović, Husref Musemić, Asim Hrnjić, Almir Turković.

La squadra non poté prendere parte alle eliminatorie del campionato del mondo 1994 dato che la federcalcio locale divenne membro della FIFA non prima del luglio 1996. L'affiliazione alla UEFA avvenne nel 1998 a Dublino, per cui la squadra bosniaca non poté partecipare neanche alle eliminatorie del campionato d'Europa 1996. Il 6 novembre 1996 la Bosnia ed Erzegovina colse la sua prima vittoria dopo l'affiliazione alla FIFA, imponendosi per 2-1 in un'amichevole di prestigio allo Stadion Koševo di Sarajevo contro l'Italia di Arrigo Sacchi, che all'epoca era vice-campione del mondo[3] (gol di Hasan Salihamidžić ed Elvir Bolić). Si trattò del primo successo nella storia della nazionale, giunta a disputare in quell'occasione la quinta partita[4]. L'Italia, che dopo quella sconfitta esonerò il tecnico di Fusignano, era all'epoca quinta nella classifica mondiale della FIFA, mentre la Bosnia ed Erzegovina centosettantesima[5].

Ingresso nella UEFA e miraggio mondiale ed europeoModifica

Ammessa a partecipare alle qualificazioni internazionali da Francia '98 in avanti, la Bosnia mancò le successive qualificazioni a mondiali ed europei, non cogliendo risultati di rilievo per oltre un decennio[6].

Nelle eliminatorie del mondiale del 1998 fu inserita in un girone con Grecia, Danimarca, Croazia e Slovenia. Il 1º settembre 1996 la Bosnia allenata da Fuad Muzurović e capitanata da Mehmed Baždarević esordì in partite ufficiali UEFA perdendo per 3-0 in Grecia. Concluse poi il cammino al quarto posto nel girone, con 3 vittorie (due con la Slovenia e una per 3-0 in casa contro la Danimarca). La Croazia avrebbe poi conseguito il terzo posto ai mondiali, mentre la Danimarca sarebbe stata eliminata ai quarti di finale del torneo francese.

Sotto la guida di Mišo Smajlović, la Bosnia mancò poi la qualificazione a campionato d'Europa 2000. Nelle eliminatorie ottenne solo tre vittorie su dieci partite giocate. I tre successi arrivarono contro Fær Øer e Lituania in casa e contro l'Estonia in trasferta, mentre nelle altre partite arrivarono cinque sconfitte (due contro la Rep. Ceca, due contro la Scozia, una in trasferta contro la Lituania) e due pareggi (uno in casa contro l'Estonia e uno in casa delle Isole Fær Øer). La squadra chiuse al terzo posto, a sette punti dalla Scozia seconda e a pari punti con Lituania ed Estonia, ma in vantaggio negli scontri diretti contro le nazionali baltiche.

Il 25 aprile 2000 Bosnia ed Erzegovina giocò contro le FIFA World Stars una partita benefica di fronte a 25.000 spettatori allo Stadio Koševo di Sarajevo, per raccogliere fondi per gli orfani di guerra bosniaci. L'incontro si concluse con la vittoria delle World Stars con gol di Roberto Baggio su calcio di rigore. Nella squadra della FIFA figuravano anche Dunga e Ali Daei.

 
La nazionale bosniaca nel 2002

Nelle qualificazioni al campionato del mondo 2002 la Bosnia si piazzò quarta nel proprio girone eliminatorio, dietro Spagna, Austria e Israele e davanti al modesto Liechtenstein, con un bilancio di due sole vittorie, ottenute contro il Liechtenstein, due pareggi e quattro sconfitte. Nel marzo 2002 a Mišo Smajlović subentrò dunque Blaž Slišković.

La campagna di qualificazione al campionato d'Europa 2004 vide la Bosnia compiere dei progressi notevoli. Malgrado un inizio negativo, infatti, la squadra ebbe financo l'occasione di chiudere il girone al primo posto nel caso di vittoria all'ultima giornata. Dopo aver cominciato il percorso con due sconfitte (in casa contro la Romania e a Oslo contro la Norvegia), gli uomini di Blaž Slišković inaugurarono il 2003 con una vittoria casalinga sul Lussemburgo e batterono la Danimarca per 0-2 a Copenaghen. La Romania, tuttavia, si rivelò un ostacolo insormontabile e i bosniaci capitolarono per 2-0 a Craiova. Nel settembre 2003, grazie ad un gol di Zlatan Bajramović all'87º minuto di gioco, la Bosnia sconfisse la Norvegia a Zenica, per poi battere il Lussemburgo nella gara successiva, salendo così al terzo posto in classifica con 12 punti. A Sarajevo, contro la Danimarca, ebbe la possibilità di concludere il girone in vetta con una vittoria, ma la partita terminò 1-1 e i bosniaci chiusero quarti.

 
I tifosi bosniaci assistono al match contro il Belgio nel 2005 allo stadio Re Baldovino di Bruxelles valevole per le qualificazioni ai mondiali del 2006

Nelle eliminatorie del campionato del mondo 2006 la qualificazione ai play-off svanì per quattro punti. Sorteggiati nel girone con Spagna, Belgio, Serbia e Montenegro, Lituania e San Marino, i bosniaci ottennero due pareggi contro gli spagnoli (contro i quali allo Stadio Mestalla di Valencia si portarono in vantaggio al 39º minuto grazie a Zvjezdan Misimović, ma subirono il pari al 96º minuto, quando erano ridotti in nove per via di due espulsioni), una vittoria e una sconfitta contro i belgi, un pareggio e una sconfitta esterna contro i serbi, due vittorie contro i sammarinesi e una vittoria e un pareggio contro i lituani. Pur avendo chiuso il girone con l'imbattibilità casalinga, i bosniaci dissero così addio al mondiale a causa del terzo posto nel girone, a quattro punti dalla Spagna e cinque dalla Serbia e quattro punti sopra il Belgio.

Nel girone di qualificazione al campionato d'Europa 2008 la Bosnia iniziò battendo per 5-2 in casa Malta, ma le sconfitte interne contro Ungheria e Grecia, unite al pari contro la Moldavia a Chișinău, provocarono la sostituzione di Blaž Slišković con Fuad Muzurović, ingaggiato ad interim. Inoltre tredici calciatori si rifiutarono di giocare per la nazionale, causando le dimissioni di quattro dirigenti della federazione calcistica della Bosnia: Milan Jelić, Iljo Dominković, Sulejman Čolaković e Ahmet Pašalić.

In questo periodo Edin Džeko, Vedad Ibišević, Sejad Salihović, Senijad Ibričić e Boris Pandža, che con la Bosnia Under-21 avevano giocato i play-off del campionato europeo di categoria del 2007, iniziarono a giocare per la nazionale maggiore, che andò incontro ad un profondo rinnovamento e svecchiamento della rosa. Poco dopo la Bosnia sconfisse la Norvegia per 1-2 ad Oslo. Nell'agosto 2007 la nazionale giocò a Sarajevo un'amichevole contro la Croazia e perse per 3-5 (tripletta di Zlatan Muslimović). Dopo la partita con la Norvegia arrivarono due vittorie interne, una per 3-2 contro la Turchia e una di misura contro Malta. Edin Džeko ed Elvir Rahimić esordirono con la nazionale contro i turchi a Sarajevo. Nelle due successive partite giunsero due sconfitte contro Ungheria e Moldavia, seguite da altre disfatte contro Grecia, Norvegia e Turchia. La nazionale chiuse al quarto posto il girone.

Nel 2008 Meho Kodro assunse la conduzione tecnica subentrando a Fuad Muzurović[7], venendo però sollevato dall'incarico in breve tempo per il suo rifiuto ad affrontare in amichevole Iran e Azerbaigian[7][8]: tale licenziamento suscitò un generico disappunto nella tifoseria[7], tanto che alla gara contro gli azeri si presentarono appena un centinaio di sostenitori.[7]

L'ascesa della Bosnia (2009-2014)Modifica

 
Miroslav Blažević condusse la Bosnia per la prima volta ai play-off per l'accesso ad un grande torneo continentale.

In panchina giunse quindi Miroslav Blažević[9], già selezionatore croato nella seconda metà degli anni 1990[10]: i frutti del nuovo corso tecnico maturarono nell'immediato[11], col secondo posto dietro la Spagna campione d'Europa nelle qualificazioni ai Mondiali 2010 valso l'approdo ai play-off.[12] Sconfitto col minimo scarto dal Portogallo in entrambi gli incontri[13][14], Blazević lasciò posto all'ex calciatore Safet Sušić nel dicembre 2009.[15]

Ancora i lusitani risultarono fatali alle ambizioni slave nello spareggio per la partecipazione all'Europeo 2012[16], con una vittoria per 6-2 in quel di Lisbona facente seguito allo 0-0 di Zenica.[17][18]

Ormai assurta a rivelazione calcistica del periodo — tanto da raggiungere l'ottavo posto nel ranking FIFA durante l'agosto 2013 —[19] la Bosnia vide i suoi progressi premiati dalla qualificazione diretta ai Mondiali 2014[20], beneficiando di una miglior differenza-gol a parità di punti con la Grecia[21]: lo status di assoluta matricola in una rassegna iridata concorse all'inserimento in un «girone di ferro» per la contestuale presenza di Argentina e Nigeria[22], avversarie che decretarono l'eliminazione balcanica già dopo 180'.[23][24] Il 3-1 inflitto all'Iran nella giornata conclusiva contribuì poi al passaggio del turno da parte degli africani, spegnendo al contempo le residue speranze mediorientali.[25]

Nuova fase del calcio bosniaco (2015-oggi)Modifica

 
La formazione bosniaca che sfidò l'Austria in amichevole il 31 marzo 2015.

Nel luglio 2014 Sušić, dopo essersi dimesso, tornò sui propri passi e rinnovò il contratto per altri due anni. Gli scarsi risultati ottenuti nelle prime quattro partite di qualificazione al campionato d'Europa 2016 causarono l'esonero dell'allenatore, all'indomani della sconfitta contro Israele. Il percorso verso l'Europeo 2016 vide i bosniaci sconfitti ancora una volta ai play-off[26], stavolta per mano dell'Irlanda[27].

L'accesso al campionato del mondo 2018 svanì per soli due punti, con il secondo posto che andò alla Grecia: alla formazione slava costò cara la sconfitta contro il Belgio (vincitore del gruppo), subita a Sarajevo nell'ottobre 2017[28].

Nel gennaio 2018 la panchina bosniaca fu affidata all'ex nazionale croato Robert Prosinečki. Inserita nel gruppo 3 della Lega B della UEFA Nations League 2018-2019, la Bosnia ottenne tre vittorie di fila contro la Irlanda del Nord a Belfast, contro l'Austria a Zenica e contro l'Irlanda del Nord a Sarajevo. Grazie al pareggio nella quarta partita in casa dell'Austria, nel novembre 2018 la squadra bosniaca conseguì la promozione nella Lega A del torneo[29]. Malgrado l'ottima UEFA Nations League disputata (uno solo il gol concesso), le qualificazioni al campionato d'Europa 2020, al termine delle quali si chiuse la gestione Prosinečki, videro i bosniaci chiudere solo al quarto posto il girone eliminatorio dominato dall'Italia, ma accedere ai play-off in virtù della vittoria del girone di Nations League.

Nel dicembre 2019 il ruolo di c.t. passò a Dušan Bajević, che in UEFA Nations League 2020-2021 affrontò Italia, Paesi Bassi e Polonia. Il nuovo allenatore esordì in Nations League il 4 settembre 2020 con un pari a Firenze contro gli azzurri, per poi essere sconfitto in casa dai polacchi. Dopo aver fallito la qualificazione al campionato d'Europa, a causa della sconfitta patita a Sarajevo per 4-3 contro l'Irlanda del Nord ai tiri di rigore (1-1 dopo i tempi supplementari) nel play-off dell'8 ottobre, la squadra bosniaca pareggiò a reti bianche in casa contro gli olandesi, ma tra ottobre e novembre conobbe quattro sconfitte di fila (compresa un'amichevole), chiudendo all'ultimo posto il girone di Nations League e retrocedendo così nella Lega B del torneo.[30]

Partecipazioni ai tornei internazionaliModifica

Campionato del mondo
Edizione Risultato
1994 Non partecipante
1998 Non qualificata
2002 Non qualificata
2006 Non qualificata
2010 Non qualificata
2014 Primo turno
2018 Non qualificata
2022 Non qualificata
Campionato europeo
Edizione Risultato
1996 Non partecipante
2000 Non qualificata
2004 Non qualificata
2008 Non qualificata
2012 Non qualificata
2016 Non qualificata
2020 Non qualificata
Giochi olimpici[31]
Edizione Risultato
Confederations Cup
Edizione Risultato
1997 Non partecipante
1999 Non qualificata
2001 Non qualificata
2003 Non qualificata
2005 Non qualificata
2009 Non qualificata
2013 Non qualificata
2017 Non qualificata


Legenda: Grassetto: Risultato migliore, Corsivo: Mancate partecipazioni


Statistiche dettagliate sui tornei internazionaliModifica

MondialiModifica

Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
1994   Stati Uniti Non partecipante - - - -
1998   Francia Non qualificata - - - -
2002   Corea del Sud /   Giappone Non qualificata - - - -
2006   Germania Non qualificata - - - -
2010   Sudafrica Non qualificata - - - -
2014   Brasile Primo turno 1 0 2 4:4
2018   Russia Non qualificata - - - -
2022   Qatar Non qualificata - - - -

EuropeiModifica

Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
1996   Inghilterra Non partecipante - - - -
2000   Belgio /   Paesi Bassi Non qualificata - - - -
2004   Portogallo Non qualificata - - - -
2008   Austria /   Svizzera Non qualificata - - - -
2012   Polonia /   Ucraina Non qualificata - - - -
2016   Francia Non qualificata - - - -
2020[32]   Europa Non qualificata - - - -

Confederations CupModifica

Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
1995   Arabia Saudita Non partecipante - - - -
1997   Arabia Saudita Non qualificata - - - -
1999   Messico Non qualificata - - - -
2001   Corea del Sud /   Giappone Non qualificata - - - -
2003   Francia Non qualificata - - - -
2005   Germania Non qualificata - - - -
2009   Sudafrica Non qualificata - - - -
2013   Brasile Non qualificata - - - -
2017   Russia Non qualificata - - - -

Nations LeagueModifica

Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
2018-2019   Portogallo 1° in Lega B[33] 3 1 0 5:1
2020-2021   Italia 15° in Lega A[34] 0 2 4 3:11

Tutte le roseModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Calciatori della Nazionale bosniaca.

MondialiModifica

Coppa del Mondo FIFA 2014
Begović, 2 Vršajević, 3 Bičakčić, 4 Spahić, 5 Kolašinac, 6 Vranješ, 7 Bešić, 8 Pjanić, 9 Ibišević, 10 Misimović, 11 Džeko, 12 Fejzić, 13 Mujdža, 14 T.S. Sušić, 15 Šunjić, 16 Lulić, 17 Ibričić, 18 Medunjanin, 19 Višća, 20 Hajrović, 21 Hadžić, 22 Avdukić, 23 Salihović, CT: S. Sušić

Rosa attualeModifica

Lista dei giocatori convocati per le gare di UEFA Nations League 2022-2023 di settembre 2022.

Presenze e reti aggiornate al 26 settembre 2022, al termine della sfida contro la Romania.

N. Pos. Giocatore Data nascita (età) Pres. Reti Squadra
P Ibrahim Šehić 2 settembre 1988 (34 anni) 46 0   Konyaspor
P Kenan Pirić 7 luglio 1994 (28 anni) 6 0   AEK Larnaca
P Nikola Vasilj 2 dicembre 1995 (26 anni) 6 0   St.Pauli
D Sead Kolašinac 20 giugno 1993 (29 anni) 51 0   Olympique Marsiglia
D Eldar Čivić 28 maggio 1996 (26 anni) 25 1   Ferencváros
D Dennis Hadžikadunić 9 luglio 1998 (24 anni) 19 0   Malmö FF
D Siniša Saničanin 24 aprile 1995 (27 anni) 19 0   Partizan
D Mateo Sušić 18 novembre 1990 (32 anni) 11 0   APOEL
D Adnan Kovačević 9 settembre 1993 (29 anni) 11 0   Ferencvaros
D Hrvoje Miličević 20 aprile 1993 (29 anni) 4 0   AEK Larnaca
D Amar Dedić 18 agosto 2002 (20 anni) 3 0   Red Bull Salisburgo
D Besim Šerbečić 1º maggio 1998 (24 anni) 1 0   Aalesund
C Miralem Pjanić 2 aprile 1990 (32 anni) 108 18   Sharjah
C Muhamed Bešić 10 settembre 1992 (30 anni) 47 0   Ferencváros
C Gojko Cimirot 19 dicembre 1992 (29 anni) 39 0   Standard Liegi
C Amer Gojak 13 febbraio 1997 (25 anni) 35 4   Ferencváros
C Haris Duljević 16 novembre 1993 (29 anni) 28 1   Hansa Rostock
C Miroslav Stevanović 29 luglio 1990 (32 anni) 27 2   Servette
C Amir Hadžiahmetović 8 marzo 1997 (25 anni) 21 0   Konyaspor
C Sanjin Prcić 20 novembre 1993 (29 anni) 14 0   Strasburgo
C Vladan Danilović 27 luglio 1999 (23 anni) 7 0   CD Nacional
C Dino Hotić 26 luglio 1995 (27 anni) 4 0   Cercle Brugge
C Dario Šarić 30 maggio 1997 (25 anni) 1 0   Palermo
A Edin Džeko 17 marzo 1986 (36 anni) 126 64   Inter
A Smail Prevljak 10 maggio 1995 (27 anni) 22 6   Eupen
A Ermedin Demirović 25 marzo 1998 (24 anni) 15 1   Augsburg
A Kenan Kodro 19 agosto 1993 (29 anni) 11 2   MOL Fehervar

Record individualiModifica

Tabelle aggiornate al 26 settembre 2022.

  • Il grassetto indica giocatori ancora in attività in Nazionale.

Classifica presenzeModifica

Pos. Giocatore Presenze Reti Periodo
1 Edin Džeko 126 64 2007-
2 Miralem Pjanić 108 18 2008-
3 Emir Spahić 94 6 2003-2018
4 Zvjezdan Misimović 85 25 2004-2018
5 Vedad Ibišević 83 28 2007-2018
6 Asmir Begović 63 0 2009-
7 Haris Medunjanin 60 9 2009-2018
8 Senad Lulić 57 4 2008-2017
9 Edin Višća 55 10 2010-2020
10 Sead Kolašinac 51 0 2013-
Elvir Bolić 22 1996-2006

Classifica retiModifica

Pos. Giocatore Reti Presenze Periodo
1 Edin Džeko 64 126 2007-
2 Vedad Ibišević 28 83 2007-2018
3 Zvjezdan Misimović 25 85 2004-2018
4 Elvir Bolić 22 51 1996-2006
5 Miralem Pjanić 18 108 2008-
6 Sergej Barbarez 17 48 1998-2006
7 Elvir Baljić 14 38 199-2005
8 Zlatan Muslimović 12 30 2006-2011
9 Edin Višća 10 55 2010-2021
10 Haris Medunjanin 9 60 2009-2018

NoteModifica

  1. ^ a b (EN) Men's Ranking, su fifa.com. URL consultato il 23 dicembre 2021 (archiviato dall'url originale il 15 luglio 2018).
  2. ^ https://www.footballdatabase.eu/en/match/summary/1043114-iran-bosnieherzegovine
  3. ^ Gianni Mura, Sacchi fa felice Sarajevo, in la Repubblica, 7 novembre 1996, p. 1.
  4. ^ Gianni Mura, Quando Bolic sorprende Toldo, in la Repubblica, 7 novembre 1996, p. 41.
  5. ^ (EN) John Ashdown, Has a team ever scored twice without the opposition touching the ball?, The Guardian, 26 novembre 2014.
  6. ^ O.R., Anche Mutu in gol Muslimovic ne fa tre, in La Gazzetta dello Sport, 23 agosto 2007.
  7. ^ a b c d Dario Saltari, Guerra senza spari, su ultimouomo.com, 3 giugno 2015.
  8. ^ (EN) Bosnia sack coach Kodro over refusal to play Iran, su reuters.com, 17 maggio 2008.
  9. ^ Calcio, Bosnia: Blazevic nuovo ct della nazionale, su sport.repubblica.it, 11 luglio 2008.
  10. ^ (EN) Blazevic confident of full strength Bosnia team, su timesofmalta.com, 25 luglio 2008.
  11. ^ Pierfrancesco Archetti, Olanda e Germania senza ostacoli, in La Gazzetta dello Sport, 2 aprile 2009.
  12. ^ Alessandro Di Maria, Francia per l'Irlanda del Trap, Portogallo contro la Bosnia, in la Repubblica, 20 ottobre 2009, p. 67.
  13. ^ Maurizio Crosetti, Bosnia, una partita per la storia, in la Repubblica, 18 novembre 2009, p. 69.
  14. ^ Angelo Carotenuto, La Slovenia sbatte fuori la Russia, in la Repubblica, 19 novembre 2009, p. 57.
  15. ^ (EN) Fuad Krvavac, Bosnian acclaim for Džeko and Blažević, su uefa.com, 29 dicembre 2009.
  16. ^ Piotr Kozminski, Spareggio bis due anni dopo, su it.uefa.com, 13 ottobre 2011.
  17. ^ José Nuno Pimentel, Tempesta portoghese sulla Bosnia-Erzegovina, su it.uefa.com, 15 novembre 2011.
  18. ^ Filippo Grimaldi, Grande Ronaldo, sei qualificato, in La Gazzetta dello Sport, 16 novembre 2011.
  19. ^ Ranking Fifa, Spagna saldamente al comando, l'Italia resta sesta, su repubblica.it, 8 agosto 2013.
  20. ^ Bosnia ai mondiali: festa grande per la "prima volta", su video.repubblica.it, 16 ottobre 2013.
  21. ^ Luca Pisapia, La Bosnia ai Mondiali per la prima volta. E Sarajevo va di nuovo a fuoco (di passione), su ilfattoquotidiano.it, 16 ottobre 2013.
  22. ^ Le teorie del complotto sul sorteggio dei Mondiali, su ilpost.it, 10 dicembre 2013.
  23. ^ Aldo Cangemi, Mondiali 2014, Argentina-Bosnia 2-1: magia di Messi al Maracanà!, su gazzetta.it, 16 giugno 2014.
  24. ^ Jacopo Manfredi, Nigeria-Bosnia 1-0, Pjanic e compagni tornano a casa, su repubblica.it, 22 giugno 2014.
  25. ^ Marco Gaetani, Bosnia-Iran 3-1, Dzeko e Pjanic lanciano agli ottavi la Nigeria, su repubblica.it, 25 giugno 2014.
  26. ^ Marco Gaetani, Euro 2016: Turchia e Croazia qualificate, Bosnia ai playoff, flop Olanda, su repubblica.it, 13 ottobre 2015.
  27. ^ Festa Irlanda, Bosnia out e i tifosi fischiano Parigi, in la Repubblica, 17 novembre 2015, p. 60.
  28. ^ Calcio, Mondiali 2018: Bosnia-Belgio 3-4, Italia ai playoff, su repubblica.it, 7 ottobre 2017.
  29. ^ (EN) Bosnia promoted to Nations League top tier with Austria draw, Channel New Asia, 16 novembre 2018.
  30. ^ (EN) Italy beat Bosnia to seal ticket to Nations League finals, France24, 18 novembre 2020.
  31. ^ Come da regolamento FIFA vengono considerate le sole edizioni comprese tra il 1908 ed il 1948 in quanto sono le uniche ad essere state disputate dalle Nazionali maggiori. Per maggiori informazioni si invita a visionare questa pagina.
  32. ^ Originariamente previsto per il 2020, fu posticipato al 2021 in seguito alla pandemia di COVID-19 del 2019-2021
  33. ^ Promossa in Lega A
  34. ^ Retrocessa in Lega B

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