Apri il menu principale

Nazionale di calcio della Croazia

Rappresentativa calcistica maschile croata
Croazia Croazia
Croatia football federation.png
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Sport Football pictogram.svg Calcio
Federazione HNS
Hrvatski Nogometni Savez
Confederazione UEFA
Codice FIFA CRO
Soprannome Vatreni (I Focosi)
Kockasti (Gli Scaccati)
Selezionatore Croazia Zlatko Dalić
Record presenze Darijo Srna (134)
Capocannoniere Davor Šuker (45)
Ranking FIFA (25 luglio 2019)[1]
Sponsor tecnico Nike
Esordio internazionale
Flag of Banate of Croatia (1939-1941).svg Croazia 4 - 0 Svizzera Svizzera
Zagabria, Croazia; 2 aprile 1940
Migliore vittoria
Croazia Croazia 10 - 0 San Marino San Marino
Fiume, Croazia; 4 giugno 2016
Peggiore sconfitta
Spagna Spagna 6 - 0 Croazia Croazia
Elche, Spagna; 11 settembre 2018
Campionato del mondo
Partecipazioni 5 (esordio: 1998)
Miglior risultato Argento Secondo posto nel 2018
Campionato d'Europa
Partecipazioni 5 (esordio: 1996)
Miglior risultato Quarti di finale nel 1996, 2008
Nations League
Partecipazioni 1 (esordio: 2018-2019)
Miglior risultato 9º posto nella Lega A 2018-2019

La nazionale di calcio della Croazia (cr. Hrvatska nogometna reprezentacija) è la rappresentativa calcistica della Croazia, posta sotto l'egida della federazione calcistica croata (HNS). Disputa la maggior parte delle partite casalinghe nello Stadio Maksimir di Zagabria.

La nazionale è nata nel 1990 dopo l'ottenimento dell'indipendenza dalla Jugoslavia ed è entrata a far parte della FIFA nel 1992 e dell'UEFA nel 1993. Ciononstante rappresentative croate erano attive già dal 1939 al 1941 (Banovina di Croazia) e dal 1941 al 1944 (Stato Indipendente di Croazia). Per molti decenni i calciatori croati erano invece selezionabili dalla nazionale di calcio della Jugoslavia. La nazionale croata propriamente detta esordì in gare ufficiali nel 1994, nelle eliminatorie del campionato d'Europa 1996.

La Croazia è, tra le nazionali nate dalla dissoluzione dello stato jugoslavo, la migliore sia in termini di risultati ottenuti nel campionato del mondo (finalista nel 2018, con Luka Modrić eletto miglior giocatore del torneo, e terza classificata nel 1998, edizione in cui issò Davor Šuker a capocannoniere del torneo) e nel campionato d'Europa (raggiunti i quarti di finale nel 1996 e nel 2008, quando fu eliminata ai tiri di rigore), sia come numero di partecipazioni nelle fasi finali di entrambe le competizioni (5 europei e 5 mondiali). Ha mancato solo due qualificazioni alle fasi finali dei grandi tornei internazionali: al campionato d'Europa 2000 e al campionato del mondo 2010.

I calciatori della Croazia sono soprannominati Vatreni ("i focosi") o Kockasti ("scaccati"). Sulla divisa sono raffigurati i tradizionali scacchi di colore bianco e rosso, in riferimento allo stemma nazionale.

Nella classifica mondiale FIFA, in vigore dall'agosto 1993, la Croazia ha raggiunto il miglior piazzamento nel gennaio 1999 con il 3º posto; il peggiore è stato invece il 125º posto toccato nel marzo 1994. Occupa attualmente il 7º posto della graduatoria.[1] Insieme alla Colombia è una delle due nazionali nominate per due volte Best Mover of the Year del ranking FIFA, avendo ottenuto il riconoscimento nel 1994 e nel 1998.

StoriaModifica

Pre-Jugoslavia (1940-1945)Modifica

La nazionale croata debuttò contro la Svizzera il 2 aprile 1940, vincendo 4-0. Successivamente all'invasione militare delle forze italo-tedesche ed alla istituzione, il 10 aprile 1941, dello Stato Indipendente di Croazia, la selezione nazionale giocò 16 incontri nel periodo 1940-1944, tra cui uno perso 4-0 con l'Italia nel 1942.[2]

Nazionale iugoslava (1945-1990)Modifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Nazionale di calcio della Jugoslavia.

Dopo la seconda guerra mondiale la Croazia entrò a far parte della Jugoslavia e la nazionale croata non giocò quindi più alcuna partita fino all'indipendenza del 1990.

Ricomparsa (1990-1994)Modifica

La Croazia disputò la prima gara ufficiale dopo la separazione dalla Jugoslavia il 17 ottobre 1990 allo Stadio Maksimir contro gli Stati Uniti, vincendo per 2-1 sotto la guida del traghettatore Dražan Jerković. Il match contro gli statunitensi segnò l'introduzione della tradizionale divisa a scacchi bianchi e rossi. Sebbene l'indipendenza della Croazia sarebbe stata sancita ufficialmente solo un anno più tardi (l'8 ottobre 1991), questa compagine era di fatto la nazionale di calcio croata. Sotto la gestione Jerković furono disputate altre due amichevoli non ufficiali: contro la Romania nel dicembre 1990 e contro la Slovenia nel giugno 1991.

Il 3 luglio 1992 la Croazia fu riammessa alla FIFA e giocò le prime tre partite da affiliata alla FIFA contro l'Australia, a Melbourne, Adelaide e Sydney. Questa nazionale era allenata da Stanko Poklepović. Nell'aprile 1993 fu nominato commissario tecnico Vlatko Marković e nel giugno 1993 la Croazia fu ammessa alla UEFA, troppo tardi per partecipare alle qualificazioni al mondiale 1994, già iniziate l'anno prima. Marković guidò la nazionale solo in una partita, quella vinta in casa contro l'Ucraina nel giugno 1993. Nel febbraio 1994 fu esonerato e rimpiazzato un mese dopo da Miroslav Blažević.

I risultati ottenuti dalla Croazia prima dell'indipendenza del 1991 non furono tenuti in considerazione dalla FIFA, ragion per cui la Croazia fece il proprio ingresso nel ranking FIFA al 125º posto.

Generazione d'oro (1994-1999)Modifica

 
La Croazia prima della vittoriosa partita contro l'Italia del 16 novembre 1994 a Palermo, valida per le qualificazioni al campionato d'Europa 1996

Nella seconda metà degli anni 1990 la Croazia si affermò come una delle migliori nazionali calcistiche del mondo, potendo contare su una fitta schiera di talenti quali Zvonimir Boban, Robert Prosinečki, Aljoša Asanović, Robert Jarni, Slaven Bilić, Igor Štimac, Davor Šuker, Mario Stanić, Goran Vlaović, Igor Tudor e Dario Šimić, molti dei quali si erano laureati campioni del mondo 1987 con la Jugoslavia Under-20 e avevano giocato il campionato del mondo 1990 con la Jugoslavia[3].

Il 4 settembre 1994 la Croazia esordì nelle qualificazioni al campionato europeo 1996 ottenendo la prima vittoria dopo l'indipendenza, un 2-0 contro l'Estonia. La prima sconfitta dopo l'indipendenza avvenne l'11 giugno 1995 in casa dell'Ucraina, nel corso delle stesse qualificazioni, durante le quali la Croazia affrontò l'Italia di Arrigo Sacchi, vice-campione del mondo in carica, rimanendo imbattuta nelle due gare con gli azzurri (vittoria per 2-1 a Palermo[4] il 16 novembre 1994 e pareggio per 1-1 a Spalato l'8 ottobre 1995). La Croazia vinse il girone di qualificazione. Nel 1994 fu eletta FIFA Best Mover of the Year, essendosi issata al 62º posto del ranking FIFA alla fine dell'anno.

Ottenuto l'accesso alla fase finale di Euro '96, in Inghilterra la formazione croata bagnò il debutto con una vittoria, grazie ad un gol di Goran Vlaović che piegò la Turchia. Poi sconfisse i campioni d'Europa in carica della Danimarca (3-0) e perse l'ultimo match contro il Portogallo (3-0). Si qualificò così per i quarti di finale, dove fu battuta per 2-1 ed eliminata dalla Germania poi vincitrice del torneo.

 
Zvonimir Boban, capitano e trascinatore della competitiva nazionale croata degli anni 1990

Raggiunta la qualificazione al mondiale 1998 dopo aver concluso il girone dietro la Danimarca e aver vinto lo spareggio contro l'Ucraina (2-0 in casa e 1-1 in trasferta), trascinata dai gol del cannoniere Šuker (miglior realizzatore della competizione con 6 gol in 7 partite), la Croazia fu la rivelazione di Francia '98[5][6]. Entrata tra le prime 8 (secondo posto nel girone dopo il 3-1 alla Giamaica, l'1-0 al Giappone e la sconfitta per 1-0 contro l'Argentina)[7], estromise dal torneo proprio i tedeschi, all'epoca secondi nel ranking FIFA[8]. Sconfitta in semifinale dalla Francia[9], non si lasciò sfuggire il terzo posto battendo i Paesi Bassi[10].

L'exploit della Croazia a Francia '98 fu una delle migliori prestazioni di una debuttante ai mondiali (fu eguagliato il risultato del Portogallo, che da esordiente si piazzò terzo a Inghilterra 1966). Nel gennaio 1999 la Croazia si elevò al terzo posto della classifica della FIFA, miglior posizionamento di sempre nella graduatoria.

Gestioni Jozić e Barić (2000-2004)Modifica

Malgrado gli ottimi risultati ottenuti nei primi due grandi tornei cui partecipò, la nazionale croata non riuscì a qualificarsi per il campionato d'Europa 2000, giungendo terza nel proprio girone di qualificazione dietro Jugoslavia e Irlanda. Blažević rimase in sella, ma si dimise nell'ottobre 2000 dopo due pareggi nelle prime due partite di qualificazione al campionato mondiale 2002 contro Belgio e Scozia. Gli subentrò Mirko Jozić, laureatosi campione del mondo nel 1987 con la nazionale jugoslava Under-20.

Nonostante il ritiro dall'attività agonistica di molti campioni della "generazione d'oro" croata, la nazionale rimase imbattuta nelle qualificazioni (5 vittorie e 3 pareggi in 8 partite) e si qualificò per Corea del Sud-Giappone 2002 in qualità di vincitrice del proprio raggruppamento. Nella fase finale del mondiale non riuscì a superare il primo turno, anche se la vittoria contro gli azzurri di Giovanni Trapattoni (2-1), vicecampioni d'Europa in carica, nella seconda partita[11] aveva fatto ben sperare. Fu fatale la sconfitta rimediata contro il già eliminato Ecuador (1-0) nella terza e decisiva partita della fase a gironi. La Croazia, già sconfitta all'esordio dal Messico (1-0), lasciò all'Italia il secondo posto e la qualificazione.

Jozić si dimise e fu sostituito, nel luglio 2002, da Otto Barić, il quale dovette ricostruire un organico che aveva perso molte delle sue stelle per sopraggiunti limiti d'età. Il ricambio generazionale diede i suoi frutti. La Croazia si classificò seconda nel suo girone di qualificazione a Euro 2004, con un punto in meno della Bulgaria e a pari merito con il Belgio, ma avvantaggiata negli scontri diretti. Nello spareggio contro la Slovenia dovette sudare per avere la meglio, dato che, dopo il pareggio per 1-1 in Croazia, la partita di ritorno si stava per concludere sullo 0-0 e arridere agli sloveni per la regola dei gol fuori casa. Fu un gol nel finale di Dado Pršo a consentire ai biancorossi di staccare il biglietto per il Portogallo. Dopo i pareggi per 0-0 contro la Svizzera e per 2-2 contro la Francia campione del mondo, la Croazia perse per 4-2 contro l'Inghilterra e fu eliminata[12]. Il contratto biennale di Barić, che terminava nel giugno 2004, non fu rinnovato.

La gestione Kranjčar (2004-2006)Modifica

 
Darijo Srna, detentore del record di presenze con la maglia croata, ha giocato in nazionale dal 2002 al 2016, indossandone la fascia di capitano dal 2008 al 2016

Sotto la guida del nuovo CT Zlatko Kranjčar la Croazia si qualificò per il campionato del mondo 2006 da imbattuta, giungendo prima nel girone di qualificazione davanti a Svezia e Bulgaria. Non mancarono le polemiche attorno al commissario tecnico, accusato di nepotismo per la convocazione del figlio Niko Kranjčar.

Il 4 giugno 2006 la Croazia conseguì la vittoria più larga della propria storia battendo per 10-0 San Marino in amichevole a Fiume.

A Germania 2006 la squadra uscì di scena al primo turno, dopo una sconfitta (1-0 contro il Brasile, con un rigore fallito dal croato Darijo Srna) e 2 pari (0-0 contro il Giappone e 2-2, con tre espulsi tra i croati, contro l'Australia)[13]. Nel match contro l'Australia l'arbitro britannico Graham Poll fu protagonista di una svista storica, ammonendo per tre volte Josip Šimunić, che non fu mandato via dal campo dopo il secondo cartellino giallo. Poll dichiarò che aveva scambiato Šimunić per un calciatore australiano per via del suo accento australiano. Fortemente criticato per la direzione di quella partita, Poll si ritirò dall'attività di arbitro poco dopo[14].

La gestione Bilić (2006-2012)Modifica

 
Un'immagine di Croazia-Inghilterra dell'11 ottobre 2006, giocata a Zagabria e vinta per 2-0 dai padroni di casa.

Dopo il Mondiale tedesco, la panchina fu affidata a Slaven Bilić il quale esordì battendo - in amichevole - l'Italia campione del mondo: il 16 agosto 2006, a Livorno, finì 2-0.[15] Guidò poi la squadra a qualificarsi per il campionato d'Europa 2008, primeggiando nel suo girone con ben 29 punti.[16] Tra i risultati spiccarono, in particolare, le due vittorie contro l'Inghilterra (2-0 a Zagabria[17][18], 2-3 a Londra) che comportarono l'eliminazione dei britannici.[19] Anche nella fase finale, i croati non lesinarono sorprese vincendo a punteggio pieno (fatto, questo, senza alcun precedente) il girone nel quale vennero inseriti.[20] Nei quarti si arresero alla Turchia ai rigori, dopo aver terminato i 120 minuti di gioco sul risultato di 1-1.[21] La formazione risultò - tra le finaliste - quella ad aver subìto il minor numero di reti, 2.[21]

Mancata la qualificazione al campionato del mondo 2010 per aver chiuso il girone al terzo posto, dietro l'Inghilterra e l'Ucraina[22], nella fase eliminatoria del campionato d'Europa 2012 si consumò la rivincita contro i turchi, battuti nello spareggio.[23] La Croazia fu poi eliminata al primo turno, in cui conseguì 4 punti: battuta l'Eire per 3-1[24], pareggiò con l'Italia e perse contro la Spagna nella terza giornata.[25] Al termine della rassegna, Bilić - già accordatosi in precedenza con la Lokomotiv Mosca - lasciò l'incarico di allenatore.[26]

Era Štimac ed era Kovač (2012-2015)Modifica

Il nuovo corso partì con le nomine di Igor Štimac a CT e Davor Šuker a nuovo presidente della federcalcio croata (HNS) dopo la morte di Vlatko Marković, alla guida dell'istituzione da 14 anni.

Dopo un sofferto secondo posto nel girone di qualificazione, Štimac fu sollevato dall'incarico e rimpiazzato da Niko Kovač, già capitano della Croazia e già tecnico dell'Under-21. Un altro spareggio, stavolta con l'Islanda, portò i croati al mondiale 2014[27]. Le sconfitte per 3-1 con il Brasile padrone di casa (molto criticata la direzione di gara del giapponese Yūichi Nishimura) e il Messico, inframmezzate dalla vittoria per 4-0 contro il Camerun, eliminarono la formazione croata[28].

La nuova generazione d'oro (2015-oggi)Modifica

 
La Croazia finalista al campionato del mondo 2018, miglior piazzamento della sua storia.

Durante le qualificazioni a Euro 2016 Kovač fu esonerato dopo due risultati deludenti (pareggio esterno senza reti contro l'Azerbaigian e sconfitta esterna contro la Norvegia) e sostituito da Ante Čačić, che assunse le redini della squadra il 21 settembre 2015. Pur subendo una penalità di un punto dalla UEFA per i fatti di Spalato nel match contro l'Italia, ma alla fine rivelatasi inerme[29], la Croazia si piazzò seconda alle spalle degli azzurri di Antonio Conte (contro cui entrambi i match finirono con il risultato di 1-1) e si qualificò per la fase finale dell'europeo. In Francia la Croazia primeggiò nel proprio raggruppamento, sconfiggendo la Turchia (1-0, gol di Modrić), pareggiando contro la Rep. Ceca (2-2) e sconfiggendo la Spagna (2-1 in rimonta, gol di Kalinić e Perišić), cui bastava un pari per vincere il girone, nello scontro diretto[30]. Agli ottavi di finale la nazionale croata, indicata da molti come una possibile candidata per la vittoria finale del torneo, perse per 1-0 contro il Portogallo subendo un gol nei tempi supplementari e venendo così eliminata dalla competizione. Al termine del torneo il capitano Darijo Srna si ritirò dalla nazionale. Con 68 presenze da capitano e 134 totali, è il primatista di presenze con la nazionale croata.

Il 7 ottobre 2017 Čačić fu esonerato dopo il pari contro la Finlandia e una striscia di 4 partite con soli 4 punti ottenuti, con la squadra scesa dal primo al secondo posto nel girone di qualificazione al campionato del mondo 2018. Al suo posto subentrò Zlatko Dalić, che guidò i suoi al secondo posto nel girone (vincendo 2-0 in casa dell'Ucraina),[31] valevole per l'accesso ai play-off, dove la Croazia ottenne la qualificazione al mondiale eliminando con autorevolezza la Grecia (4-1 in casa e 0-0 in trasferta).

Al mondiale di Russia la squadra croata compì un ottimo percorso, il migliore della propria storia in un grande torneo internazionale. Batté agilmente Nigeria (2-0) e Argentina (3-0), ottenendo la certezza della qualificazione al turno successivo, prima di sconfiggere anche l'Islanda (2-1) e di chiudere così a punteggio pieno la fase a gironi. Agli ottavi di finale batté per 3-2 ai tiri di rigore la Danimarca (1-1 dopo 120 minuti di gioco) e ai quarti di finale sempre ai tiri di rigore (per 4-3) la Russia padrona di casa (2-2 dopo 120 minuti di gioco), accedendo alla semifinale di un mondiale dopo vent'anni. Opposta all'Inghilterra, la Croazia passò in svantaggio di un gol quasi cinque minuti dopo il calcio d'inizio, ma pervenne al pareggio nel secondo tempo e siglò nei tempi supplementari il gol del definitivo 2-1, qualificandosi così per la finale del mondiale per la prima volta nella propria storia. A Mosca fu sconfitta per 4-2 dalla Francia. Il croato Luka Modrić fu eletto miglior giocatore del torneo. Un mese dopo la finale del mondiale Mario Mandžukić annunciò il proprio ritiro dalla nazionale[32].

All'esordio in gare ufficiali dopo la finale del mondiale di Russia, l'11 settembre 2018 la Croazia incappò nella peggiore sconfitta della sua storia, perdendo per 6-0 all'esordio nella Lega A di UEFA Nations League 2018-2019 ad Elche contro la Spagna. Si tratta della peggiore sconfitta in gare ufficiali per una nazionale che ha giocato una finale di Coppa del mondo[33]. Nelle successive gare interne del girone i croati colsero un pari (0-0 contro l'Inghilterra) e una vittoria (3-2 contro la Spagna), prima di subire contro gli inglesi a Wembley una sconfitta (2-1) che ha determinato la retrocessione della nazionale balcanica in Lega B.

StruttureModifica

La Croazia non ha uno stadio nazionale predisposto per le proprie partite, ma gli impianti non vengono neanche scelti a rotazione come per Italia, Francia o Spagna che cambiano città continuamente.

La maggior parte delle sfide ufficiali vengono disputate allo Stadio Maksimir di Zagabria, ma è stato a volte sostituito da stadi di altre città come lo Stadio di Poljud di Spalato, lo Stadio Cantrida di Fiume e lo Stadio Gradski vrt di Osijek.

Per i ritiri e le sessioni di allenamento la nazionale ha sede nel centro di allenamento di Čatež in Slovenia.

Colori e simboliModifica

DiviseModifica

 
Lo stemma croato col suo famoso motivo a scacchi che ha ispirato da sempre anche le divise della nazionale.

La prima maglia indossata dalla nazionale croata nell'esordio assoluto con la Svizzera del 2 aprile 1940 era di colore rosso, con pantaloncini bianchi e calzettoni blu. I colori furono scelti ispirandosi alla bandiera dell'allora Banovina di Croazia.

Dalla rinascita della nazionale (1990), viene utilizzata una maglia piuttosto particolare, ovvero bianca a scacchi rossi. Questa combinazione stilistica e cromatica richiama il simbolo patrio per eccellenza croato, il Grb o šahovnica, adottato anche come stemma nazionale e introdotto al centro dell'attuale bandiera croata. La maglia è unica nel suo genere tra le nazionali, che solitamente indossano maglie monocromatiche tradizionalmente o a strisce, ed è molto amata dai propri tifosi. Solitamente è accompagnata da pantaloncini bianchi e calzettoni azzurri, o anche con tutto azzurro ma più desueto.

 
Il Maksimir durante un Croazia-Inghilterra, con una coreografia a scacchi.

La prima divisa croata ha creato notevoli problemi per gli accostamenti cromatici con gli avversari ed è stato il principale oggetto di varie regole FIFA riguardo l'abbigliamento tecnico nelle massime competizioni ufficiali. La maglia del 1994 e quella degli Europei 1996 avevano dei quadrati bianchi per nome e numero. Una regola del 2002 vieta, ad esempio, l'utilizzo di una quantità superiore al 30% di bianco in maglie di altri colori. Questo ha portato a varie rettifiche delle divise croate in corsa, oltre che a parti di materiale plastico esteticamente discutibili sulle quali applicare i numeri, solitamente azzurri, che secondo FIFA e UEFA si confondevano con gli scacchi. Emblematica fu la situazione del campionato del mondo 2006 quando la Nike, produttrice dell'abbigliamento tecnico della nazionale, fu costretta a cambiare design in prossimità della manifestazione per ottemperare a tale obbligo[34]. Da allora il produttore tecnico realizza maglie con il retro completamente bianco o rosso per i numeri e uno spazio davanti racchiuso in quadrato espressamente pensato per il numero di divisa. Le maglie pertanto oscillano tra una colorazione prevalentemente rossa e una prevalentemente bianca. Una delle divise più famose e rimaste impresse nell'immaginario collettivo è quella del campionato del mondo 1998 fornita dalla Lotto, una maglia interamente bianca con degli scacchi inseriti soltanto nella parte destra e disegnati come se fossero una bandiera al vento.[35] Per gli Europei di Francia 2016, Nike ha rivisitato la fantasia classica della maglia con un design dinamico, riproponendo l'effetto bandiera al vento, e ha optato per la prima volta per calzettoni interamente a scacchi.[36]

La divisa da trasferta croata è solitamente tutta blu, con inserti più o meno marcati coi tradizionali motivi a scacchi bianco-rossi. Soltanto una volta la Croazia vestiva completamente bianca in trasferta, non senza problemi dato che anche la prima era sostanzialmente bianca e rossa. Altre versioni della seconda maglia sono state indossate in occasione degli Europei 2016, con scacchi blu tono su tono,[36], e ai Mondiali 2018, con scacchi nero-blu.[37]

Nel 1990 Uhlsport fu il primo fornitore tecnico della nazionale, a cui nel 1992 subentrò Lotto, che rimase fino al 2000. Da allora il fornitore ufficiale è Nike.[38]

Divise storicheModifica

1940
Casa Trasferta
Nessun fornitore
1990
Casa Trasferta
Uhlsport
Europei 1996
Casa Trasferta
Lotto
Mondiali 1998
Casa Trasferta
Lotto


2000-2002
Casa Trasferta
Nike
Mondiali 2002
Casa Trasferta
Nike
Europei 2004
Casa Trasferta
Nike
Mondiali 2006
Casa Trasferta
Nike


Europei 2008
Casa Trasferta
Nike
2010-2012
Casa Trasferta
Nike
Europei 2012
Casa Trasferta
Nike
Mondiali 2014
Casa Trasferta
Nike


Europei 2016
Casa Trasferta
Nike
Mondiali 2018
Casa Trasferta
Nike

Modifica

Fornitore Periodo
  Uhlsport 1990-1991
  Lotto 1992-1994
  Kappa 1994
  Lotto 1994-2000
  Nike 2000-oggi

Simboli ufficialiModifica

Sulle maglie croate è sempre stato apposto uno stemma ispirato ai simboli nazionali. Nel 1940, in occasione della prima amichevole ufficiale, venne cucito al petto lo stemma della Banovina di Croazia, ovvero uno scudo scaccato di bianco e di rosso (šahovnica) sormontato dalla corona reale. Dopo la rinascita della nazionale nei primi anni novanta, fu usato lo scudo nazionale, privato della corona, inserito in un campo bianco circondato da una cornice rosso-blu perché fosse visibile sulla maglia a scacchi. Fu poi la volta dello stemma della federazione croata, tutt'oggi utilizzato, che presenta la trama a scacchi con una banda centrale blu recante la sigla «HNS» e in basso un vecchio pallone da calcio.[39]

RivalitàModifica

SerbiaModifica

La maggiore rivalità della Croazia, carica di connotazioni politiche,[40] è con la Serbia. La contrapposizione risale alla dissoluzione della Jugoslavia e alle guerre di secessione ed è annoverata da alcuni esperti tra le 10 rivalità più sentite nella storia del calcio.[41] Le due squadre si sono sinora affrontate 4 volte, con un bilancio di una vittoria croata e 3 pareggi.[42]

ItaliaModifica

Un'altra rivalità di rilievo è quella con la vicina Italia,[43][44][45] contro cui la Croazia è imbattuta dal suo esordio come nazionale di uno stato indipendente (1990). Il match è noto come "derby dell'Adriatico".[46][47] Il bilancio delle 9 partite tra le due squadre è di 3 vittorie croate, 5 pareggi e una vittoria italiana (risalente al 1942 in amichevole, quando la Croazia non era ancora uno stato autonomo).[48]

GermaniaModifica

Negli anni si è sviluppata anche una rivalità con la Germania,[49] contro cui la Croazia è imbattuta dal 1996.

Contro i tedeschi la Croazia perse ai quarti di finale di Euro 1996 e vinse ai quarti di finale del mondiale di Francia 1998 e nella fase a gironi di Euro 2008.

TurchiaModifica

La Croazia vive una rivalità anche con la Turchia.[50][51][52][53]

Contro i turchi la Croazia vinse nella fase a gironi di Euro 1996 (1-0) e perse nei quarti di finale di Euro 2008, eliminata ai tiri di rigore[54] al termine di una partita molto emozionante. Il risultato fu sbloccato da un gol di Ivan Klasnić a un minuto dalla fine dei tempi supplementari, gol pareggiato da Semih Şentürk nei minuti di recupero dei supplementari.[55][56] Nel mezzo ci furono due amichevoli, nel 1997 e nel 2004, terminate entrambe in pareggio (1-1 la prima, 2-2 la seconda).

Le due compagini si sono riaffrontate negli spareggi per la qualificazione a Euro 2012, con i croati che hanno vinto per 3-0 all'andata in trasferta a Istanbul;[23][57] nella partita di ritorno la Croazia, pareggiando a reti bianche in casa, ha ottenuto la propria rivincita sui turchi, qualificandosi al campionato d'Europa in programma in Polonia e Ucraina.[58]

Al campionato d'Europa 2016 entrambe le squadre si sono qualificate e si sono ritrovate insieme nel girone; a prevalere è stata ancora la Croazia, per 1-0 con gol di Luka Modrić.[59]

Pochi mesi più tardi, in occasione delle qualificazioni al campionato del mondo 2018, le due squadre (entrambe nel girone I) si sono riaffrontate: l'andata è terminata 1-1 a Zagabria il 5 settembre 2016,[60] mentre un anno esatto più tardi, a Eskişehir, i turchi hanno vinto per 1-0.[61] A qualificatsi al mondiale sono stati, però, i croati all'ultima giornata, vincendo per 2-0 in casa dell'Ucraina,[31] mentre i turchi, che hanno raccolto solo un punto nelle ultime due partite con Islanda (sconfitta per 0-3) e Finlandia (2-2), sono finiti al quarto posto dietro Islanda, Croazia e Ucraina.[62]

Il bilancio delle partite tra le due nazionali è di 3 vittorie croate, 4 pareggi e 2 vittorie turche.[63]

RecordModifica

Record individualiModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Calciatori della Nazionale croata.
 
Alen Halilović è divenuto il più giovane debuttante in nazionale croata, scendendo in campo contro il Portogallo, il 10 giugno 2013, all'età di 16 anni e 357 giorni

Dario Šimić fu il primo calciatore della nazionale croata a raggiungere le 100 presenze, prima di ritirarsi nel 2008. Egli superò Robert Jarni, che deteneva il precedente record con 81 presenze.[64][65][66]

Il 6 febbraio 2013 anche il capitano della Croazia Darijo Srna, Josip Šimunić e Stipe Pletikosa tagliarono il traguardo delle 100 presenze in nazionale nella partita amichevole vinta per 4-0 contro la Corea del Sud a Londra. Il trio stabilì poi un record congiunto di 101 presenze nel marzo 2013, quando scese in campo nella partita vinta contro la Serbia a Zagabria, valida per le qualificazioni al campionato del mondo 2014. Srna si portò poi a quota 134 presenze in nazionale (record) prima di ritirarsi nel 2016.

Il più giovane esordiente nella nazionale croata è Alen Halilović, che il 10 giugno 2013, contro il Portogallo, debuttò a 16 anni, 11 mesi e 22 giorni.[67] Il calciatore più anziano sceso in campo con la Croazia è Dražen Ladić, che nel maggio 2000 giocò la sua ultima partita in nazionale all'età di 37 anni, 4 mesi e 27 giorni.[68]

Con 45 gol segnati, Davor Šuker, attuale presidente della federazione calcistica della Croazia, è il primatista di reti realizzate con la nazionale croata. Nel 2004 fu nominato "calciatore croato del cinquantennio 1954-2003" agli UEFA Jubilee Awards.[69] Mladen Petrić detiene invece il primato di gol con la Croazia in una sola partita, avendo segnato una quaterna nella gara vinta per 7-0 in casa contro Andorra il 7 ottobre 2006.[70]

Dati aggiornati al 13 ottobre 2019.
Il grassetto e il celeste indicano giocatori ancora in attività in nazionale
.

PresenzeModifica

 
Darijo Srna, primatista di presenze con la nazionale croata nonché capitano della squadra dal 2008 al 2016
# Nome Periodo Presenze Reti
1 Darijo Srna 2002–2016 134 22
2 Luka Modrić 2006- 126 16
3 Stipe Pletikosa 1999-2014 114 0
4 Josip Šimunić 2001-2013 105 3
Ivan Rakitić 2007- 106 15
6 Ivica Olić 2002-2015 104 20
7 Vedran Ćorluka 2006-2018 103 4
8 Dario Šimić 1996-2008 100 3
9 Mario Mandžukić 2007-2018 89 33
10 Ivan Perišić 2011- 86 24

RetiModifica

 
Davor Šuker, miglior marcatore di tutti i tempi della Croazia
# Nome Periodo Reti Presenze
1 Davor Šuker[69] 1991-2002 45 69
2 Mario Mandžukić 2007-2018 33 89
3 Eduardo da Silva 2004-2014 29 64
4 Ivan Perišić 2011- 24 86
5 Darijo Srna 2002-2016 22 134
6 Ivica Olić 2002-2015 20 104
7 Niko Kranjčar 2004-2013 16 81
Luka Modrić 2006- 16 126
8 Goran Vlaović 1992-2002 15 52
Nikola Kalinić 2008- 42
Ivan Rakitić 2007- 106

Record di squadraModifica

La vittoria più larga della Croazia risale al 4 giugno 2016, quando la compagine biancorossa batté per 10-0 San Marino in amichevole a Fiume. La sconfitta più larga della Croazia risale all'11 settembre 2018, quando la Spagna batté i croati, alla prima gara ufficiale dopo la finale del campionato del mondo 2018, per 6-0 in una partita della UEFA Nations League 2018-2019. Si tratta della peggiore sconfitta in gare ufficiali per una nazionale che ha giocato una finale di Coppa del mondo[33].

Il precedente record di peggiori sconfitte della Croazia risalivano a prima dell'indipendenza del paese: contro la Germania, che per due volte vinse per 5-1 contro i croati negli anni '40, e contro l'Italia, che vinse per 4-0 a Genova contro i croati nel 1942.

Come nazionale di uno stato indipendente, la seconda sconfitta più larga di sempre della Croazia risale, invece, al 9 settembre 2009 contro l'Inghilterra allo Stadio di Wembley di Londra, dove gli inglesi si imposero per 5-1 in una partita di qualificazione al campionato del mondo 2010.[71]

Le partite della Croazia in cui in totale sono stati segnati più gol (10) risalgono al 9 aprile 1944 (a Zagabria, Croazia-Slovacchia 7-3) e al 4 giugno 2016 (a Fiume, Croazia-San Marino 10-0).

Commissari tecniciModifica

La nazionale croata, dall'indipendenza, è stata guidata da 13 commissari tecnici. Il primo fu Dražan Jerković, che la guidò dal 1990 al 1991. Slaven Bilić è l'allenatore che vanta ancor oggi il maggior numero di vittorie nella storia della nazionale.

Questa è la lista completa dei commissari tecnici che si sono succeduti alla guida della nazionale croata dal 1990 a oggi.

Dati aggiornati al 13 ottobre 2019.

 
Slaven Bilić, l'allenatore che ha ottenuto il maggior numero di vittorie alla guida della nazionale.
Nome Periodo Partite Vittorie Pareggi Sconfitte % Vitt.
Jerković, Dražan Dražan Jerković 1990-1991 3 3 0 0 100
Poklepović, Stanko Stanko Poklepović 1992 4 1 1 2 25
Marković, Vlatko Vlatko Marković 1993 1 1 0 0 100
Blažević, Miroslav Miroslav Blažević 1994-2000 72 33 24 15 45,83
Ivić, Tomislav Tomislav Ivić 16/11/1994 1 1 0 0 100
Jozić, Mirko Mirko Jozić 2000-2002 18 9 6 3 50
Barić, Otto Otto Barić 2002-2004 24 11 8 5 45,83
Kranjčar, Zlatko Zlatko Kranjčar 2004-2006 25 11 8 6 44
Bilić, Slaven Slaven Bilić 2006-2012 65 42 15 8 64,61
Štimac, Igor Igor Štimac 2012-2013 15 8 2 5 53,33
Kovač, Niko Niko Kovač 2013-2015 19 10 5 4 52,63
Čačić, Ante Ante Čačić 2015-2017 25 15 6 4 60,00
Dalić, Zlatko Zlatko Dalić 2017-oggi 28 14 7 7 50

Confronti con le altre nazionaliModifica

Tutti i confrontiModifica

Questi sono i saldi della Croazia nei confronti delle altre nazionali dal 1992 ad oggi.[72]

Tabella aggiornata al 13 ottobre 2019.

Legenda
Bilancio positivo (più vittorie)
Bilancio neutro (stesso numero di vittorie e sconfitte)
Bilancio negativo (più sconfitte)
  • Nota bene: come previsto dai regolamenti FIFA, le partite terminate ai rigori dopo i tempi supplementari sono considerate pareggi.

Confronti più frequentiModifica

Questi sono i saldi della Croazia nei confronti delle nazionali contro cui sono stati disputati almeno 10 incontri. I dati includono i match disputati dalla rappresentativa dello Stato Indipendente di Croazia (1940-1945).

Saldo positivoModifica

Nazionale Giocate Vinte Pareggiate Perse Reti fatte Reti subite Differenza reti Ultima vittoria Ultimo pari Ultima sconfitta
  Inghilterra 10 3 2 5 13 21 -8 11 luglio 2018 12 ottobre 2018 18 novembre 2018
  Slovacchia 14 9 3 2 37 17 +20 6 settembre 2019 11 agosto 2010 29 maggio 1998
  Ungheria 12 4 6 2 19 10 +9 10 ottobre 2019 26 marzo 2016 24 marzo 2019

Partecipazioni ai tornei internazionaliModifica

Fino al 1992 la Croazia non aveva una propria nazionale in quanto lo stato croato era inglobato nella Jugoslavia. Esisteva, quindi, un'unica nazionale che rappresentava tutta la Jugoslavia.

Campionato del mondo
Edizione Risultato
1998 Terzo posto  
2002 Primo turno
2006 Primo turno
2010 Non qualificata
2014 Primo turno
2018 Secondo posto  
Campionato europeo
Edizione Risultato
1996 Quarti di finale
2000 Non qualificata
2004 Primo turno
2008 Quarti di finale
2012 Primo turno
2016 Ottavi di finale
Giochi olimpici[74]
Edizione Risultato
Confederations Cup
Edizione Risultato
1995 Non invitata
1997 Non qualificata
1999 Non qualificata
2001 Non qualificata
2003 Non qualificata
2005 Non qualificata
2009 Non qualificata
2013 Non qualificata
2017 Non qualificata


Legenda: Grassetto: Risultato migliore, Corsivo: Mancate partecipazioni


Statistiche dettagliate sui tornei internazionaliModifica

Campionato del mondoModifica

Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
1998   Francia Terzo posto   5 0 2 11:5
2002   Corea del Sud /   Giappone Primo turno 1 0 2 2:3
2006   Germania Primo turno 0 2 1 2:3
2010   Sudafrica Non qualificata - - - -
2014   Brasile Primo turno 1 0 2 6:6
2018   Russia Secondo posto   4 2 1 14:9

Campionato europeoModifica

Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
1996   Inghilterra Quarti di finale 2 0 2 5:5
2000   Belgio /   Paesi Bassi Non qualificata - - - -
2004   Portogallo Primo turno 0 2 1 4:6
2008   Austria /   Svizzera Quarti di finale 3 1 0 5:2
2012   Polonia /   Ucraina Primo turno 1 1 1 4:3
2016   Francia Ottavi di finale 2 1 1 5:4

Confederations CupModifica

Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
1995   Arabia Saudita Non invitata - - - -
1997   Arabia Saudita Non qualificata - - - -
1999   Messico Non qualificata - - - -
2001   Corea del Sud /   Giappone Non qualificata - - - -
2003   Francia Non qualificata - - - -
2005   Germania Non qualificata - - - -
2009   Sudafrica Non qualificata - - - -
2013   Brasile Non qualificata - - - -
2017   Russia Non qualificata - - - -

Nations LeagueModifica

Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
2018-2019   Portogallo 9° in Lega A. Retrocessa in Lega B 1 1 2 4:10

Tutte le roseModifica

Campionato del mondoModifica

Coppa del Mondo FIFA 1998
Ladić, 2 Krpan, 3 Šerić, 4 Štimac, 5 Jurić, 6 Bilić, 7 Asanović, 8 Prosinečki, 9 Šuker, 10 Boban, 11 Marić, 12 Mrmić, 13 Stanić, 14 Soldo, 15 Tudor, 16 Kozniku, 17 Jarni, 18 Mamić, 19 Vlaović, 20 Šimić, 21 Jurčić, 22 Vasilj, CT: Blažević
Coppa del Mondo FIFA 2002
Pletikosa, 2 Šerić, 3 Šimunić, 4 Tomas, 5 Rapaić, 6 Živković, 7 Vugrinec, 8 Prosinečki, 9 Šuker, 10 N. Kovač, 11 Bokšić, 12 Butina, 13 Stanić, 14 Soldo, 15 Šarić, 16 Vranješ, 17 Jarni, 18 Olić, 19 Vlaović, 20 Šimić, 21 R. Kovač, 22 Balaban, 23 Vasilj, CT: Jozić
Coppa del Mondo FIFA 2006
Pletikosa, 2 Srna, 3 Šimunić, 4 R. Kovač, 5 Tudor, 6 Vranješ, 7 Šimić, 8 Babić, 9 Pršo, 10 N. Kovač, 11 Tokić, 12 Didulica, 13 Tomas, 14 Modrić, 15 I. Leko, 16 J. Leko, 17 Klasnić, 18 Olić, 19 N. Kranjčar, 20 Šerić, 21 Balaban, 22 Bošnjak, 23 Butina, CT: Z. Kranjčar
Coppa del Mondo FIFA 2014
Pletikosa, 2 Vrsaljko, 3 Pranjić, 4 Perišić, 5 Ćorluka, 6 Lovren, 7 Rakitić, 8 Vukojević, 9 Jelavić, 10 Modrić, 11 Srna, 12 Zelenika, 13 Schildenfeld, 14 Brozović, 15 Badelj, 16 Rebić, 17 Mandžukić, 18 Olić, 19 Sammir, 20 Kovačić, 21 Vida, 22 Eduardo, 23 Subašić, CT: Kovač
Coppa del Mondo FIFA 2018
Livaković, 2 Vrsaljko, 3 Strinić, 4 Perišić, 5 Ćorluka, 6 Lovren, 7 Rakitić, 8 Kovačić, 9 Kramarić, 10 Modrić, 11 Brozović, 12 L. Kalinić, 13 Jedvaj, 14 Bradarić, 15 Ćaleta-Car, 16 N. Kalinić, 17 Mandžukić, 18 Rebić, 19 Badelj, 20 Pjaca, 21 Vida, 22 Pivarić, 23 Subašić, CT: Dalić

Campionato europeoModifica

Campionato d’Europa UEFA 1996
Ladić, 2 Jurčević, 3 Jarni, 4 Štimac, 5 Jerkan, 6 Bilić, 7 Asanović, 8 Prosinečki, 9 Šuker, 10 Boban, 11 Bokšić, 12 Mrmić, 13 Stanić, 14 Soldo, 15 Pavličić, 16 Mladenović, 17 Pamić, 18 Brajković, 19 Vlaović, 20 Šimić, 21 Cvitanović, 22 Gabrić, CT: Blažević
Campionato d'Europa UEFA 2004
Vasilj, 2 Tokić, 3 Šimunić, 4 Tomas, 5 Tudor, 6 Živković, 7 Rapaić, 8 Srna, 9 Pršo, 10 N. Kovač, 11 Šokota, 12 Butina, 13 Šimić, 14 Neretljak, 15 Leko, 16 Babić, 17 Klasnić, 18 Olić, 19 Mornar, 20 Roso, 21 R. Kovač, 22 Bjelica, 23 Didulica, CT: Barić
Campionato d'Europa UEFA 2008
Pletikosa, 2 Šimić, 3 Šimunić, 4 R. Kovač, 5 Ćorluka, 6 Vejić, 7 Rakitić, 8 Vukojević, 9 Kalinić, 10 N. Kovač, 11 Srna, 12 Galinović, 13 Pokrivač, 14 Modrić, 15 Knežević, 16 Leko, 17 Klasnić, 18 Olić, 19 Kranjčar, 20 Budan, 21 Petrić, 22 Pranjić, 23 Runje, CT: Bilić
Campionato d'Europa UEFA 2012
Pletikosa, 2 Strinić, 3 Šimunić, 4 Buljat, 5 Ćorluka, 6 Pranjić, 7 Rakitić, 8 Vukojević, 9 Jelavić, 10 Modrić, 11 Srna, 12 Kelava, 13 Schildenfeld, 14 Badelj, 15 Vrsaljko, 16 Dujmović, 17 Mandžukić, 18 Kalinić, 19 Kranjčar, 20 Perišić, 21 Vida, 22 Eduardo, 23 Subašić, CT: Bilić
Campionato d'Europa UEFA 2016
Vargić, 2 Vrsaljko, 3 Strinić, 4 Perišić, 5 Ćorluka, 6 Jedvaj, 7 Rakitić, 8 Kovačić, 9 Kramarić, 10 Modrić, 11 Srna, 12 L. Kalinić, 13 Schildenfeld, 14 Brozović, 15 Rog, 16 N. Kalinić, 17 Mandžukić, 18 Ćorić, 19 Badelj, 20 Pjaca, 21 Vida, 22 Čop, 23 Subašić, CT: Čačić


Rosa attualeModifica

Presenze e reti aggiornate all'11 giugno 2019.

N. Pos. Giocatore Data nascita (età) Pres. Reti Squadra
12 P Lovre Kalinić 3 aprile 1990 (29 anni) 18 -25   Aston Villa
1 P Dominik Livaković 9 gennaio 1995 (24 anni) 7 -4   Dinamo Zagabria
23 P Simon Sluga 17 marzo 1993 (26 anni) 1 -2   Rijeka
21 D Domagoj Vida 29 aprile 1989 (30 anni) 78 4   Beşiktaş
6 D Dejan Lovren 5 luglio 1989 (30 anni) 56 3   Liverpool
16 D Tin Jedvaj 28 novembre 1995 (23 anni) 21 2   Bayer Leverkusen
3 D Borna Barišić 10 novembre 1992 (26 anni) 7 1   Rangers
22 D Marin Leovac 07 agosto 1988 (31 anni) 5 0   Dinamo Zagabria
D Antonio Milić 10 marzo 1994 (25 anni) 3 0   Anderlecht
5 D Duje Ćaleta-Car 17 settembre 1996 (23 anni) 3 0   Olympique Marsiglia
D Karlo Bartolec 20 aprile 1995 (24 anni) 2 0   Nordsjælland
10 C Luka Modrić 9 settembre 1985 (34 anni) 125 16   Real Madrid (capitano)
7 C Ivan Rakitić 10 marzo 1988 (31 anni) 105 15   Barcelona
8 C Mateo Kovačić 6 maggio 1994 (25 anni) 53 1   Chelsea
11 C Marcelo Brozović 16 novembre 1992 (26 anni) 50 6   Inter
19 C Milan Badelj 25 febbraio 1989 (30 anni) 48 2   Lazio
17 C Marko Rog 19 luglio 1995 (24 anni) 16 0   Siviglia
15 C Mario Pašalić 9 febbraio 1995 (24 anni) 11 0   Atalanta
14 C Filip Bradarić 11 gennaio 1992 (27 anni) 6 0   Cagliari
13 C Nikola Vlašić 4 ottobre 1997 (22 anni) 8 1   CSKA Mosca
4 A Ivan Perišić 2 febbraio 1989 (30 anni) 85 24   Bayern Munchin
9 A Andrej Kramarić 19 giugno 1991 (28 anni) 46 13   Hoffenheim
18 A Ante Rebić 21 settembre 1993 (26 anni) 31 3   Milan
2 A Josip Brekalo 23 giugno 1998 (21 anni) 6 0   Wolfsburg
20 A Bruno Petković 16 settembre 1994 (25 anni) 6 4   Dinamo Zagabria

StaffModifica

Dal sito web ufficiale della HNS:[75]

Staff
  • Commissario tecnico: Zlatko Dalić
  • Team manager: Iva Olivari
  • Assistente allenatore: Dražen Ladić
  • Assistente allenatore: Ivica Olić
  • Preparatore dei portieri: Marijan Mrmić
  • Preparatore atletico: Luka Milanović
  • Medico: Zoran Bahtijarević
  • Medico: Saša Janković
  • Medico: Boris Nemec
  • Fisioterapista: Nenad Krošnjar
  • Fisioterapista: Mario Petrović
  • Fisioterapista: Nderim Redžaj

NoteModifica

  1. ^ a b (EN) Men's Ranking, su fifa.com.
  2. ^ Italia-Croazia 4-0, su athlet.org, 5 aprile 1942.
  3. ^ The cult World Cup teams we loved: Croatia 1998, the42.ie, 12 giugno 2014
  4. ^ Fabrizio Bocca, Palermo fischia solo dopo i gol, in la Repubblica, 17 novembre 1994.
  5. ^ Una cinica Croazia spegne il Giappone (repubblica.it), 20 giugno 1998.
  6. ^ Suker qualifica la Croazia, in la Repubblica, 21 giugno 1998.
  7. ^ Emilio Marrese, Incredibile Croazia tra le migliori otto, in la Repubblica, 1º luglio 1998.
  8. ^ Corrado Sannucci, Croazia, impresa storica tre gol, Germania fuori (repubblica.it), 5 luglio 1998.
  9. ^ Pietro Veronese, Al fronte con Mr. Blazevic La Croazia vuole il mondo (repubblica.it), 8 luglio 1998.
  10. ^ Ancora la Croazia Olanda battuta (repubblica.it), 11 luglio 1998.
  11. ^ Massimo Vincenzi, Italia battuta dai croati Annullati due gol: 1-2 (repubblica.it), 8 giugno 2002.
  12. ^ Luca Taidelli, Super Rooney, l'Inghilterra vola (gazzetta.it), 21 giugno 2004.
  13. ^ Croazia e Giappone, quanti errori Il pareggio non serve a nessuno (repubblica.it), 18 giugno 2006.
  14. ^ Graham Poll philosophical about yellow card error, cbc.ca, 25 maggio 2010
  15. ^ Non va la nuova Italia di Donadoni La Croazia è più avanti: 0-2 a Livorno, su repubblica.it, 16 agosto 2006.
  16. ^ Male l'Inghilterra Bloccata sullo 0-0, in La Gazzetta dello Sport, 8 ottobre 2006.
  17. ^ Calcio, Europei 2008: Croazia-Inghilterra 2-0, su sport.repubblica.it, 11 ottobre 2006.
  18. ^ Jacopo Gerna, Robinson apre la crisi inglese, su gazzetta.it, 11 ottobre 2006.
  19. ^ Claudio Lenzi, Dramma Inghilterra: fuori Passano Svezia e Turchia, su gazzetta.it, 21 novembre 2007.
  20. ^ La Croazia centra il tris di vittorie Nei quarti affronterà la Turchia, su repubblica.it, 16 giugno 2008.
  21. ^ a b Alessandro Ruta, La favola Turchia continua Croazia beffata ai rigori, su gazzetta.it, 20 giugno 2008.
  22. ^ Missione compiuta per l'Ucraina, su it.uefa.com, 14 ottobre 2009.
  23. ^ a b Emiliano Pozzoni, Trap, il gatto è nel sacco Ronaldo impantanato, su gazzetta.it, 11 novembre 2011.
  24. ^ Luca Calamai, Sorpresa Croazia: affossa l'Irlanda e vola al comando, in La Gazzetta dello Sport, 11 giugno 2012.
  25. ^ Valerio Clari, La Spagna non conosce biscotti Rischia, ma elimina la Croazia, su gazzetta.it, 18 giugno 2012.
  26. ^ Bilic lascia la nazionale "Sei anni bellissimi", su repubblica.it, 20 giugno 2012.
  27. ^ Brasile 2014: qualificate Grecia e Croazia, eliminate Romania e Islanda (gazzetta.it), 19 novembre 2013.
  28. ^ Ivan Palumbo, Mondiali, Croazia-Messico 1-3. Tricolor agli ottavi con l'Olanda (gazzetta.it), 23 giugno 2014.
  29. ^ Euro 2016, l'UEFA conferma un punto di penalizzazione per la Croazia, corrieredellosport.it, 18 settembre 2015
  30. ^ Valerio Clari, Euro 2016, Croazia-Spagna 2-1, Perisic ribalta il gruppo (gazzetta.it), 21 giugno 2016.
  31. ^ a b (EN) Shaky Croatia grab World Cup playoff place with 2-0 win over Ukraine, in Reuters, 9 ottobre 2017. URL consultato il 21 aprile 2019.
  32. ^ Mandzukic annuncia l'addio alla nazionale croata: "Il mio orgoglio più grande", su it.eurosport.com, 14 agosto 2018.
  33. ^ a b L'Ungheria, finalista perdente al campionato del mondo 1938, perse per 7-0 contro la Germania il 6 aprile 1941, ma si trattava di partita amichevole.
  34. ^ CNN.com - Croatians change World Cup jerseys - Jun 2, 2006
  35. ^ Profilo della Nazionale croata, euro2008.uefa.com (archiviato dall'url originale il 2 giugno 2008).
  36. ^ a b Il design dinamico di Nike per le maglie della Croazia a Euro 2016, su soccerstyle24.it, 18 marzo 2016. URL consultato il 30 giugno 2018.
  37. ^ Matteo Perri, Scacchi extra large, le nuove maglie della Croazia ai Mondiali 2018, su soccerstyle24.it, 22 marzo 2018. URL consultato il 30 giugno 2018.
  38. ^ (EN) Nike Sign Deal to be Croatia’s Official Kit Sponsor Until 2026, su croatiaweek.com, 16 novembre 2016. URL consultato il 30 giugno 2018.
  39. ^ (EN) Photo Tour of the Croatian Football 'Museum', su croatiaweek.com, 16 novembre 2015. URL consultato il 30 giugno 2018.
  40. ^ (EN) International Football's 10 Most Politically-Charged Football Rivalries (Bleacher Report). URL consultato il 15 ottobre 2014 (archiviato dall'url originale il 7 gennaio 2016).
  41. ^ (EN) Football's 10 Greatest International Rivalries; Argentina – Brazil, Portugal – Spain, Algeria – Egypt, Japan – South Korea And More (Goal.com). URL consultato il 17 novembre 2010.
  42. ^ (EN) Croatia v Serbia, head-to-head football results, su eu-football.info. URL consultato il 20 aprile 2019.
  43. ^ Quanti incroci: Italia e Croazia, la storia infinita (Sky Sport Italia), 12 giugno 2012. URL consultato il 20 giugno 2018.
  44. ^ Parla Boban: "Italia, riscopri l'arte di Rivera e Baggio" (La Gazzetta dello Sport), 14 novembre 2014. URL consultato il 20 giugno 2018.
  45. ^ (DE) Kroatien bleibt Italiens Angstgegner (Tiroler Tageszeitung), 14 giugno 2012. URL consultato il 20 giugno 2018.
  46. ^ Jadranski derbi završio remijem u sjeni svastike (Index.hr), 13 giugno 2015. URL consultato il 20 giugno 2018.
  47. ^ (HR) Vatreni duel jadranskih susjeda (N1), 12 giugno 2015. URL consultato il 20 giugno 2018.
  48. ^ https://www.panorama.it/sport/calcio/italia-croazia-precedenti-20-anni-primo-match-16-novembre
  49. ^ (DE) Deutschland-Kroatien: Vom Aufbaugegner zum Rivalen (Spiegel), 12 giugno 2012. URL consultato il 20 giugno 2018.
  50. ^ (EN) Croatia and Turkey resume old European rivalry in Paris (Daily Mail), 10 giugno 2016. URL consultato il 20 giugno 2018.
  51. ^ (EN) Turkey 0 Croatia 1: Was Luka Modrić the star player in Euro 2016 meeting? (The Independent), 12 giugno 2016. URL consultato il 20 giugno 2018.
  52. ^ (BS) Nastavlja se rivalstvo Turske i Hrvatske, saznat ćemo koliko mogu Njemci (Radio Sarajevo), 12 giugno 2016. URL consultato il 20 giugno 2018.
  53. ^ (TR) Hırvatlara maç öncesi 'Semih Şentürk' göndermesi! (Cumhuriyet), 10 giugno 2016. URL consultato il 20 giugno 2018.
  54. ^ (EN) uefa.com, UEFA EURO 2008 - History - Croatia-Turkey – UEFA.com, in Uefa.com, 20 giugno 2008. URL consultato il 1º luglio 2018.
  55. ^ Croatia national football team: record v Turkey, su www.11v11.com. URL consultato il 1º luglio 2018.
  56. ^ (EN) History - Croatian Football Federation, su hns-cff.hr. URL consultato il 1º luglio 2018.
  57. ^ uefa.com, UEFA EURO 2012 - Storia - Turchia-Croazia, su Uefa.com, 11 novembre 2011. URL consultato il 20 aprile 2019.
  58. ^ uefa.com, UEFA EURO 2012 - Storia - Croazia-Turchia, su Uefa.com, 15 novembre 2011. URL consultato il 20 aprile 2019.
  59. ^ Euro 2016: Dominio Croazia, 1-0 alla Turchia con perla di Modric dai 25 metri, su Eurosport, 12 giugno 2016. URL consultato il 20 aprile 2019.
  60. ^ (EN) World Cup (Sky Sports), su SkySports. URL consultato il 21 aprile 2019.
  61. ^ (EN) 2018 FIFA World Cup Qualifiers: Turkey 1-0 Croatia, su Croatia Week. URL consultato il 21 aprile 2019.
  62. ^ (EN) F.I.F.A. World Cup Qualifying Tournament 2016-2017 match reports, Group I, su eu-football.info. URL consultato il 21 aprile 2019.
  63. ^ (EN) Croatia v Turkey, head-to-head football results, su eu-football.info. URL consultato il 21 aprile 2019.
  64. ^ (EN) Šimić ends playing career, Union of European Football Associations (UEFA.com), 5 giugno 2008.
  65. ^ (EN) Zoran Milosavljevic, Croatia`s Dario Simic Eyes 100th Cap, su uk.reuters.com, 5 giugno 2008.
  66. ^ (HR) Tomislav Pacak, Šimić završio sa stotkom, Sportnet.hr, 15 settembre 2008.
  67. ^ (EN) Alen Halilović player profile, Hrvatski Nogometni Savez (Federazione calcistica della Croazia).
  68. ^ (HR) Statistike Hrvatskog Nogometa, HR Nogomet.
  69. ^ a b (EN) Elvir Islamović, Suker: a man with the Midas touch, Union of European Football Associations (UEFA.com), 1º aprile 2008 (archiviato dall'url originale il 23 maggio 2008).
  70. ^ (EN) Elvir Islamović, Petric inspires Croatian record, Union of European Football Associations (UEFA.com), 7 ottobre 2006.
  71. ^ (EN) England 5-1 Croatia (BBC), 9 settembre 2009.
  72. ^ https://www.11v11.com/teams/croatia/tab/opposingTeams
  73. ^ compresi 2 pareggi contro la Jugoslavia.
  74. ^ Come da regolamento FIFA vengono considerate le sole edizioni comprese tra il 1908 ed il 1948 in quanto sono le uniche ad essere state disputate dalle Nazionali maggiori. Per maggiori informazioni si invita a visionare questa pagina.
  75. ^ (EN) Croatian National Team, su hns-cff.hr. URL consultato il 19 luglio 2018.

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica