Nazionale di calcio della Serbia

rappresentativa nazionale serba di calcio maschile
Serbia Serbia
FSS.png
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Sport Football pictogram.svg Calcio
Federazione FSS
Fudbalski savez Srbije Фудбалски савез Србије
Confederazione UEFA
Codice FIFA SRB
Soprannome Бели Орлови
(Aquile Bianche)
Selezionatore Serbia Dragan Stojković
Record presenze Branislav Ivanović (105)
Capocannoniere Aleksandar Mitrović (41)
Ranking FIFA 25º[1] (7 aprile 2021)
Esordio internazionale
Brasile Brasile 2 - 0 Jugoslavia Jugoslavia
Porto Alegre, Brasile; 23 dicembre 1994
Serbia e Montenegro Serbia e Montenegro 1 - 2 Bulgaria Bulgaria
Kruševac, Serbia e Montenegro; 27 marzo 2003
Rep. Ceca Rep. Ceca 1 - 3 Serbia Serbia
Uherské Hradiště, Rep. Ceca; 16 agosto 2006
Migliore vittoria
Azerbaigian Azerbaigian 1 - 6 Serbia Serbia
Baku, Azerbaigian; 17 ottobre 2007
Serbia Serbia 6 - 1 Bulgaria Bulgaria
Belgrado, Serbia; 19 novembre 2008
Serbia Serbia 5 - 0 Romania Romania
Belgrado, Serbia; 10 ottobre 2009
Serbia Serbia 6 - 1 Galles Galles
Novi Sad, Serbia; 11 settembre 2012
Serbia Serbia 5 - 0 Russia Russia
Belgrado, Serbia; 18 novembre 2020
Peggiore sconfitta
Argentina Argentina 6 - 0 Serbia e Montenegro Serbia e Montenegro
Gelsenkirchen, Germania; 16 giugno 2006
Campionato del mondo
Partecipazioni 4 (esordio: 1998)
Miglior risultato Ottavi di finale nel 1998
Nations League
Partecipazioni 2 (esordio: 2018-2019)
Miglior risultato 11º posto nella Lega B 2020-2021

La nazionale di calcio della Serbia (in serbo: Фудбалска репрезентација Србије?, Fudbalska reprezentacija Srbije) è la rappresentativa calcistica nazionale della Serbia. È posta sotto l'egida della Fudbalski savez Srbije la Federazione calcistica serba (FSS). Disputa le gare interne più importanti allo Stadio Rajko Mitić, conosciuto anche come Marakana, allo Stadio Partizan di Belgrado o in alternativa allo Stadio Karađorđe di Novi Sad.

La nazionale serba trae le proprie origini dalla nazionale iugoslava, costituendosi dalla disciolta Federazione calcistica di Serbia e Montenegro e rappresentando la sola Serbia dal 28 giugno 2006. È considerata sia dalla UEFA che dalla FIFA come unica erede della Jugoslavia.

Nella classifica mondiale della FIFA la Serbia ha ottenuto come miglior piazzamento il 6º posto del dicembre 1998, mentre la posizione peggiore è il 101º posto del dicembre 1994; in ambo i casi era nota ancora come nazionale jugoslava. Occupa il 25º posto della classifica.[1]

StoriaModifica

Gli anni della JugoslaviaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Nazionale di calcio della Jugoslavia.

Dal 1920 al 1992 fu attiva la nazionale di calcio della Jugoslavia (denominata nazionale di calcio del Regno dei Serbi, Croati e Sloveni fino al 1929) in rappresentanza del Regno dei Serbi, Croati e Sloveni fino al 1929, del Regno di Jugoslavia fino al 1941 e della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia fino al 1992. In quell'arco di tempo esistette, quindi, un'unica nazionale che rappresentò quelle entità politiche unitarie che comprendevano gli odierni Stati di Slovenia, Croazia, Bosnia ed Erzegovina, Serbia, Montenegro, Kosovo e Macedonia del Nord.

La nuova JugoslaviaModifica

Nel 1992 nacque la nuova nazionale di calcio della Jugoslavia, in rappresentanza della Repubblica Federale di Jugoslavia, comprensiva degli odierni stati della Serbia e del Montenegro. Non bisogna confondere questa nuova nazionale con la Nazionale di calcio della Jugoslavia, soppressa nello stesso anno.

La nuova nazionale di calcio della Jugoslavia, sebbene fondata nel 1992, non disputò una gara ufficiale prima del 23 dicembre 1994, quando fu sconfitta in amichevole per 2-0 dal Brasile. La Jugoslavia non poté giocare le qualificazioni al campionato del mondo del 1994 negli Stati Uniti a causa delle sanzioni internazionali applicate dalla FIFA, così come dalla UEFA per il campionato d'Europa del 1996 in Inghilterra, sanzioni dovute ai conflitti bellici nei Balcani. Con tale denominazione (mantenuta fino al 2003) si qualificò al campionato del mondo del 1998 e al campionato d'Europa del 2000.

La Jugoslavia esordì nel gruppo F del campionato mondiale del 1998 sconfiggendo l'Iran per 1-0; nelle due partite successive del girone pareggiò con la Germania per 2-2 (dopo essere stata in vantaggio per 2-0) e sconfisse per 1-0 gli Stati Uniti: ebbe così accesso agli ottavi di finale, dove fu sconfitta dai Paesi Bassi per 2-1 (subendo la seconda rete al 90º minuto di gioco) e venne così eliminata.

Nel gruppo C del campionato d'Europa 2000 pareggiò la prima gara per 3-3 con la Slovenia, rimontando tre reti, poi vinse per 1-0 con la Norvegia e perse per 4-3 con la Spagna (subendo prima il pari al 90º minuto su calcio di rigore e poi la rete della sconfitta nei minuti finali della fase di recupero); grazie a questi risultati riuscì a superare il turno, ma ai quarti di finale subì un pesante 6-1 contro i Paesi Bassi.

Serbia e MontenegroModifica

Nel 2002 il Parlamento federale di Belgrado raggiunse un accordo per una ristrutturazione della Federazione che attenuasse i legami fra Serbia e Montenegro: lo Stato si trasformò da federazione a confederazione. Il Parlamento decise di cambiare anche il nome dello stato, che divenne Unione Statale di Serbia e Montenegro. Il cambiamento divenne esecutivo il 4 gennaio 2003 e così anche la Federazione calcistica cambiò il proprio nome in Federazione calcistica di Serbia e Montenegro. Di conseguenza cambiò anche il nome della rappresentativa calcistica del paese, che divenne nazionale di calcio di Serbia e Montenegro. La nazionale mantenne il nome di Serbia e Montenegro fino al 2006 e con tale denominazione si qualificò al campionato del mondo del 2006.

 
Il calcio di rigore realizzato dalla Costa d'Avorio nella partita vinta dagli africani per 3-2 contro la Serbia e Montenegro al Mondiale del 2006.

Il 21 maggio 2006 il Montenegro approvò con un referendum l'indipendenza dalla Serbia, decretando così la fine dell'Unione Statale di Serbia e Montenegro; la divisione effettiva avvenne il 3 giugno dello stesso anno, con la cessazione dell'esistenza di Serbia e Montenegro e la creazione della Serbia e del Montenegro come unità statali distinte. Nonostante ciò Serbia e Montenegro decisero temporaneamente di mantenere un'unica nazionale, in modo da poter partecipare al campionato del mondo del 2006: la nazionale serbo-montenegrina fu eliminata al primo turno, dove fu sconfitta in tutte le tre partite del girone: per 1-0 dai Paesi Bassi, per 6-0 dall'Argentina e per 3-2 in rimonta dalla Costa d'Avorio.

Il cambiamento ufficiale di nome ebbe luogo il 28 giugno 2006, a seguito della nascita della nazionale di calcio del Montenegro come selezione autonoma. La nazionale serbo-montenegrina sin qui descritta assunse allora l'attuale denominazione di nazionale di calcio della Serbia, in rappresentanza della sola Serbia. La FIFA considera la nazionale serba come unica erede della nazionale serbo-montenegrina, in quanto nella Costituzione di Serbia e Montenegro era previsto che, nel caso in cui il Montenegro avesse ottenuto l'indipendenza, solo la Serbia sarebbe stata considerata come l'unica erede della nazione di Serbia e Montenegro.

La Serbia dal 2006Modifica

La nazionale di calcio della Serbia esordì ufficialmente in campo internazionale il 18 agosto 2006 nell'incontro amichevole disputato a Uherské Hradiště e vinto per 3-1 contro la Repubblica Ceca, mentre il debutto nelle gare interne avvenne allo stadio Stella Rossa di Belgrado, in un incontro valevole per le qualificazioni al campionato d'Europa del 2008 vinto per 1-0 contro l'Azerbaigian. La nazionale serba concluse al terzo posto il girone di qualificazione a Euro 2008, a tre punti dal Portogallo, non qualificandosi alla fase finale del torneo.

Nelle qualificazioni al campionato del mondo del 2010 perse per 2-1 contro la Francia il 10 settembre 2008, ma si qualificò vincendo il proprio girone con 22 punti e costringendo i Bleus (a quota 21 punti) allo spareggio.

 
La Serbia schierata in campo, nella prima gara del girone dei Mondiali 2010.

Alla fase finale del Mondiale 2010, disputato in Sudafrica (il primo cui la Serbia prese parte con il nuovo nome), la squadra allenata da Radomir Antić fu eliminata al primo turno: dopo essere rimasta in dieci uomini ed aver subito una sconfitta per 1-0 (a causa di un calcio di rigore) all'esordio contro il Ghana, la Serbia batté con lo stesso punteggio la Germania, grazie anche al portiere Vladimir Stojković, che parò un altro rigore assegnato contro la squadra serba, ma nel terzo incontro fu sconfitta 2-1 dall'Australia e non poté accedere al turno successivo.

Il 12 ottobre 2010 una frangia di tifosi serbi si rese protagonista di un grave episodio di vandalismo. Allo stadio Luigi Ferraris di Genova, dove la Serbia stava per affrontare l'Italia in una gara di qualificazione a Euro 2012, gli ultrà serbi iniziarono a scagliare fumogeni verso il terreno di gioco, rompendo una rete di protezione e alcune vetrate. L'arbitro dapprima rinviò l'inizio della gara, mentre il capitano Dejan Stanković tentava di calmare i propri tifosi; quando sembrava che il settore ospiti si fosse calmato, l'arbitro fischiò il calcio d'inizio, ma fu costretto ad interrompere la partita dopo sei minuti a causa di un nuovo lancio di fumogeni in campo.[2] L'UEFA punì la Serbia con la sconfitta a tavolino per 3-0. La nazionale balcanica giunse terza nel girone, dietro all'Italia e all'Estonia, e non si qualificò alla fasie finale del campionato d'Europa 2012, tenutosi in Polonia e Ucraina.

Il 26 maggio 2012 Siniša Mihajlović[3] esordì sulla panchina della Serbia nell'incontro amichevole disputato all'AFG Arena di San Gallo in Svizzera, perdendo per 2-0 contro la Spagna. Alle qualificazioni al campionato mondiale del 2014 la Serbia concluse il girone in terza posizione a 14 punti, dietro al Belgio (26) e alla Croazia (17), venendo eliminata dopo una concitata gara di ritorno contro i rivali della Croazia terminata con il punteggio di 1-1.[4] Alla fine del 2013 Mihajlović lasciò la guida della nazionale serba a Ljubinko Drulović, subentrato ad interim, poi, nel luglio 2014, la Federazione calcistica della Serbia affidò l'incarico di commissario tecnico all'olandese Dick Advocaat.

Alle qualificazioni a Euro 2016 la Serbia fu inserita nel gruppo I, lo stesso di Portogallo e Danimarca.[5] Nel secondo incontro delle qualificazioni, il 14 ottobre 2014 la Serbia incontrò l'Albania allo Stadion Partizana di Belgrado: dopo 41 minuti l'arbitro sospese la gara a seguito del volo sul terreno di gioco di un drone con una bandiera nazionalista albanese; dopo che questa veniva strappata dal difensore serbo Stefan Mitrović, ne seguiva la reazione dei giocatori albanesi e un parapiglia generale con lancio di petardi, fumogeni e invasione di campo da parte della tifoseria serba, fino alla definitiva sospensione dell'incontro per motivi di sicurezza, mentre il risultato era ancora fermo sullo 0-0. Quando l'arbitro decise di far riprendere la gara, i giocatori albanesi si rifiutarono di rientrare in campo, dove la Serbia era in attesa di riprendere il gioco.[6] La partita fu segnalata alla Commissione disciplinare dell'UEFA,[7] che il 24 ottobre 2014 accordò alla Serbia la vittoria per 3-0 a tavolino sull'Albania, ma sanzionò la Serbia con tre punti di penalizzazione nel girone del gruppo I di qualificazione al campionato d'Europa 2016 e due turni da disputare a porte chiuse, oltre a infliggere ad entrambe le federazioni un'ammenda di 100 000 euro per i fatti avvenuti allo stadio Partizan di Belgrado durante Serbia-Albania.[8][9] I successivi ricorsi delle due federazioni furono respinti dalla Commissione d'Appello dell'UEFA,[10] finché, il 10 luglio 2015, il Tribunale Arbitrale dello Sport con sede a Losanna ribaltò la sentenza dell'UEFA del 24 ottobre 2014, penalizzando la Serbia di sei punti e accordando all'Albania la vittoria a tavolino per 3-0,[11] compromettendo di fatto la qualificazione dei serbi al campionato d'Europa 2016. Proprio grazie alla vittoria a tavolino l'Albania ottenne la qualificazioni a scapito dei serbi.

Intanto, dopo la sconfitta nel terzo incontro delle qualificazioni con la Danimarca allo stadio Partizan di Belgrado, gara disputata a porte chiuse, il tecnico olandese Advocaat decise di presentare le proprie dimissioni, accettate dalla Federazione serba;[12] la nazionale fu dunque affidata all'allenatore dell'Under-21 Radovan Ćurčić, che già aveva allenato la nazionale maggiore tra l'ottobre 2011 e il maggio 2012.[13] Dopo la mancata qualificazione al campionato europeo del 2016 in Francia, nel maggio 2016 la selezione serba passò nelle mani di Slavoljub Muslin, cui spettò il compito di condurre la nazionale al Mondiale 2018.[14]

Il sorteggio per le qualificazioni al Mondiale di Russia 2018 vide la Serbia nel girone D con, tra le altre, Galles, Austria e Irlanda. L'accesso al Mondiale fu garantito dalla vittoria per 1-0 ottenuta a Belgrado contro la Georgia, con un gol di Aleksandar Prijović, nonostante la sconfitta rimediata in Austria quattro giorni prima. Il 29 ottobre il c.t. Muslin fu tuttavia esonerato; il suo posto fu assunto da Mladen Krstajić.[15]

 
La Serbia ai Mondiali 2018.

La Serbia, inserita nel gruppo E del Mondiale russo con Brasile, Svizzera e Costa Rica, ottenne un successo per 1-0 contro i costaricani, mentre nel secondo incontro, pur essendo passata in vantaggio contro gli svizzeri, subì nel secondo tempo della gara la rimonta degli elvetici, che si imposero per 2-1 grazie a un gol segnato al 90º minuto di gioco. A causa di un rigore non assegnato alla Serbia ed al non utilizzo del VAR, la federcalcio serba presentò invano un reclamo presso la FIFA per denunciare l'arbitraggio, ritenuto scorretto.[16] Nell'ultimo incontro la Serbia affrontò il Brasile, da cui fu sconfitta per 2-0, non riuscendo quindi a superare la fase a gruppi.

A causa degli scarsi risultati ottenuti negli anni precedenti, la nazionale serba si ritrovò nella Lega C della neonata UEFA Nations League 2018-2019, in un girone con Montenegro, Lituania e Romania. Vincendo il girone con autorevolezza, ottenne la promozione nella Lega B della manifestazione e contestualmente un posto agli spareggi per il campionato d'Europa 2020, piazzando nel contempo il proprio attaccante Aleksandar Mitrović al primo posto della classifica dei marcatori della Nations League, con 6 reti segnate.

Nel girone di qualificazione all'Europeo del 2020 la Serbia affrontò, tra le altre, il Portogallo campione d'Europa in carica e l'Ucraina. Pur avendo iniziato le eliminatorie pareggiando per 1-1 contro il Portogallo, la compagine allenata da Krstajić subì poi una clamorosa sconfitta per 5-0 in Ucraina, la peggiore nella storia della nazionale serba. L'allenatore non riuscì a conservare il proprio posto in panchina neanche dopo la vittoria per 4-1 ottenuta in casa contro la Lituania e dovette cedere l'incarico a Ljubiša Tumbaković, che iniziò perdendo per 4-2 contro i portoghesi. Vincendo le successive due partite contro Lussemburgo, la Serbia mantenne viva una tenue speranza di qualificazione diretta all'Europeo, che svanì dopo il 2-2 interno contro gli ucraini. La squadra chiuse, infatti, al terzo posto il girone. Ciononostante, la vittoria del girone della Nations League 2018-2019 permise ai serbi di cercare la qualificazione tramite gli spareggi, dove la squadra di Tumbaković superò in semifinale la Norvegia vincendo per 2-1 a Oslo dopo i tempi supplementari, ma fu poi sconfitta ai tiri di rigore a Belgrado dalla Scozia, impostasi dal dischetto dopo l'1-1 dei tempi supplementari.

Partecipazioni ai tornei internazionaliModifica

Fino al 1992 la Serbia non aveva una propria nazionale in quanto lo stato serbo era inglobato nella Jugoslavia. Esisteva, quindi, un'unica nazionale che rappresentava tutta la Jugoslavia.

Campionato del mondo
Edizione Risultato
1994 Non partecipante[17]
1998 Ottavi di finale
2002 Non qualificata
2006 Primo turno
2010 Primo turno
2014 Non qualificata
2018 Primo turno
Campionato europeo
Edizione Risultato
1996 Non partecipante[18]
2000 Quarti di finale
2004 Non qualificata
2008 Non qualificata
2012 Non qualificata
2016 Non qualificata
Giochi olimpici[19]
Edizione Risultato
Confederations Cup
Edizione Risultato
1995 Non invitata
1997 Non qualificata
1999 Non qualificata
2001 Non qualificata
2003 Non qualificata
2005 Non qualificata
2009 Non qualificata
2013 Non qualificata
2017 Non qualificata


Legenda: Grassetto: Risultato migliore, Corsivo: Mancate partecipazioni


Statistiche dettagliate sui tornei internazionaliModifica

MondialiModifica

Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
1994   Stati Uniti Non partecipante[17] - - - -
1998   Francia Ottavi di finale 2 1 1 5:4
2002   Corea del Sud /   Giappone Non qualificata - - - -
2006   Germania Primo turno 0 0 3 2:10
2010   Sudafrica Primo turno 1 0 2 2:3
2014   Brasile Non qualificata - - - -
2018   Russia Primo turno 1 0 2 2:4

EuropeiModifica

Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
1996   Inghilterra Non partecipante[18] - - - -
2000   Belgio /   Paesi Bassi Quarti di finale 1 1 2 8:13
2004   Portogallo Non qualificata - - - -
2008   Austria /   Svizzera Non qualificata - - - -
2012   Polonia /   Ucraina Non qualificata - - - -
2016   Francia Non qualificata - - - -
2021[20]   Europa Non qualificata - - - -

Nations LeagueModifica

Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
2018-2019   Portogallo 1° in Lega C[21] 4 2 0 11:4
2020-2021   Italia 11° in Lega B 1 3 2 9:7

Confronti con le altre NazionaliModifica

Questi sono i saldi della Serbia nei confronti delle Nazionali con cui è stato disputato almeno 1 incontro a partire dal 2006.

Saldo generaleModifica

Aggiornato al 27 giugno 2018.

Nazionale G. V. Pa. Pe. RF RS DR Ultima vittoria Ultimo pareggio Ultima sconfitta
  Belgio 4 2 0 2 5 7 -2 22 agosto 2007 7 giugno 2013
  Azerbaigian 3 3 0 0 11 2 +9 7 giugno 2015
  Polonia 5 0 3 2 3 3 0 2 giugno 2010 23 marzo 2016
  Armenia 5 3 2 0 8 1 +7 4 settembre 2015 11 ottobre 2014
  Portogallo 4 0 2 2 4 6 -2 25 marzo 2021 11 ottobre 2015
  Macedonia del Nord 3 1 1 1 6 3 +3 15 ottobre 2013 6 febbraio 2008 16 ottobre 2012
  Irlanda 5 2 3 0 6 4 +2 5 settembre 2017 5 settembre 2016
  Russia 4 0 2 2 3 5 -2 5 giugno 2016 10 agosto 2011
  Fær Øer 4 4 0 0 10 1 +9 6 settembre 2011
  Francia 5 0 2 3 4 8 -4 31 maggio 2014 7 settembre 2015
  Cipro 4 3 1 0 7 2 +5 25 maggio 2016 29 febbraio 2012
  Irlanda del Nord 3 3 0 0 4 1 +3 2 settembre 2011
  Rep. Ceca 2 1 0 1 4 5 -1 18 agosto 2006 13 novembre 2015
  Norvegia 1 0 1 0 1 1 0 15 novembre 2006
  Kazakistan 2 1 0 1 2 2 0 24 novembre 2007 24 marzo 2007
  Finlandia 2 1 1 0 2 0 +2 2 giugno 2007 8 settembre 2007
  Ucraina 2 0 0 2 0 4 -4 15 novembre 2016
  Germania 2 1 0 1 2 2 0 18 giugno 2010 31 marzo 2008
  Lituania 3 2 0 1 6 2 +4 7 settembre 2018 14 ottobre 2009
  Austria 4 3 0 1 9 6 +3 9 ottobre 2016 6 ottobre 2017
  Bulgaria 2 2 0 0 7 1 +6 17 novembre 2010
  Romania 2 2 0 0 8 2 +6 10 ottobre 2009
  Svezia 2 1 0 1 3 2 +1 1º aprile 2009 5 giugno 2012
  Sudafrica 1 1 0 0 3 1 +2 12 agosto 2009
  Corea del Sud 3 1 1 1 3 3 0 18 novembre 2009 14 novembre 2017 3 giugno 2011
  Algeria 1 1 0 0 3 0 +3 3 marzo 2010
  Giappone 2 2 0 0 5 0 +5 11 ottobre 2013
  Nuova Zelanda 1 0 0 1 0 1 -1 29 maggio 2010
  Camerun 1 1 0 0 4 3 +1 5 giugno 2010
  Ghana 1 0 0 1 0 1 -1 13 giugno 2010
  Australia 1 0 0 1 1 2 -1 23 giugno 2010
  Grecia 2 1 0 1 2 1 +1 18 novembre 2014 8 ottobre 2010
  Slovenia 2 0 1 1 1 2 -1 7 settembre 2010 11 ottobre 2011
  Estonia 3 1 1 1 3 4 -1 29 marzo 2016 29 marzo 2011 11 ottobre 2011
  Italia 2 0 1 1 tav 1 4 -3 7 ottobre 2011 12 ottobre 2010
  Israele 2 2 0 0 5 1 +4 31 maggio 2016
  Messico 1 0 0 1 0 2 -2 11 novembre 2011
  Honduras 1 0 0 1 0 2 -2 15 novembre 2011
  Spagna 1 0 0 1 0 2 -2 26 maggio 2012
  Scozia 2 1 1 0 2 0 +2 26 marzo 2013 8 settembre 2012
  Galles 4 2 2 0 11 3 +8 10 settembre 2013 11 giugno 2017
  Cile 2 1 0 1 3 2 +1 14 novembre 2012 4 giugno 2018
  Croazia 2 0 1 1 1 3 -2 6 settembre 2013 22 marzo 2013
  Colombia 1 0 0 1 0 1 -1 14 agosto 2013
  Giamaica 1 1 0 0 2 1 +1 26 maggio 2014
  Panama 1 0 1 0 1 1 0 31 maggio 2014
  Brasile 2 0 0 2 0 3 -3 27 giugno 2018
  Albania 2 1 0 1 tav 2 3 -1 8 ottobre 2015 14 ottobre 2014
  Danimarca 2 0 0 2 1 5 -4 13 giugno 2015
  Moldavia 2 2 0 0 6 0 +6 2 settembre 2017
  Stati Uniti 1 0 1 0 0 0 0 29 gennaio 2017
  Georgia 2 2 0 0 4 1 +3 9 ottobre 2017
  Cina 1 1 0 0 2 0 +2 10 novembre 2017
  Marocco 1 0 0 1 1 2 -1 23 marzo 2018
  Nigeria 1 1 0 0 2 0 +2 27 marzo 2018
  Bolivia 1 1 0 0 5 1 +4 9 giugno 2018
  Costa Rica 1 1 0 0 1 0 +1 17 giugno 2018
  Svizzera 1 0 0 1 1 2 -1 22 giugno 2018

Tutte le roseModifica

MondialiModifica

Coppa del Mondo FIFA 1998
Kralj, 2 Mirković, 3 Đorović, 4 Jokanović, 5 Đukić, 6 Brnović, 7 Jugović, 8 Savićević, 9 Mijatović, 10 Stojković, 11 Mihajlović, 12 Leković, 13 Komljenović, 14 Saveljić, 15 Drulović, 16 Petrović, 17 Milošević, 18 Govedarica, 19 Stević, 20 Stanković, 21 Ognjenović, 22 Kovačević, CT: Santrač
Coppa del Mondo FIFA 2006
Jevrić, 2 Ergić, 3 Dragutinović, 4 Duljaj, 5 Vidić, 6 Gavrančić, 7 Koroman, 8 Kežman, 9 Milošević, 10 Stanković, 11 P. Đorđević, 12 Kovačević, 13 Basta, 14 N. Đorđević, 15 Dudić, 16 D. Petković, 17 Nađ, 18 Vukić, 19 Žigić, 20 Krstajić, 21 Ljuboja, 22 Ilić, 23 Stojković, CT: I. Petković
Coppa del Mondo FIFA 2010
Stojković, 2 Rukavina, 3 Kolarov, 4 Kačar, 5 Vidić, 6 Ivanović, 7 Tošić, 8 Lazović, 9 Pantelić, 10 Stanković, 11 Milijaš, 12 Isailović, 13 Luković, 14 Jovanović, 15 Žigić, 16 Obradović, 17 Krasić, 18 Ninković, 19 Petrović, 20 Subotić, 21 Mrđa, 22 Kuzmanović, 23 Đuričić, CT: Antić
Coppa del Mondo FIFA 2018
Stojković, 2 Rukavina, 3 Tošić, 4 Milivojević, 5 Spajić, 6 Ivanović, 7 Živković, 8 Prijović, 9 Mitrović, 10 Tadić, 11 Kolarov, 12 Rajković, 13 Veljković, 14 Rodić, 15 Milenković, 16 Grujić, 17 Kostić, 18 Radonjić, 19 Jović, 20 Milinković-Savić, 21 Matić, 22 Ljajić, 23 Dmitrović, CT: Krstajić

EuropeiModifica

Campionato d'Europa UEFA 2000
Korać, 2 Dudić, 3 Đorović, 4 Jokanović, 5 Đukić, 6 D. Stanković, 7 Jugović, 8 Mijatović, 9 Milošević, 10 Stojković, 11 Mihajlović, 12 Cicović, 13 Komljenović, 14 Saveljić, 15 Bunjevčević, 16 Govedarica, 17 Drulović, 18 Kovačević, 19 J. Stanković, 20 Kežman, 21 Nađ, 22 Kralj, CT: Boškov

Giochi olimpiciModifica

NOTA: per le informazioni sulle rose successive al 1948 visionare la pagina della Nazionale olimpica.

Rosa attualeModifica

Lista dei giocatori convocati per le sfide di qualificazione ai mondiali 2022 contro Irlanda, Portogallo e Azerbaigian del 24, 27 e 30 marzo 2021.

Presenze e reti aggiornate al 30 marzo 2021

N. Pos. Giocatore Data nascita (età) Pres. Reti Squadra
P Predrag Rajković 31 ottobre 1995 (25 anni) 19 0   Stade Reims
P Marko Dmitrović 24 gennaio 1992 (29 anni) 18 0   Eibar
P Đorđe Nikolić 13 maggio 1997 (23 anni) 0 0   Basilea
D Nikola Milenković 12 ottobre 1997 (23 anni) 28 1   Fiorentina
D Stefan Mitrović 22 maggio 1990 (30 anni) 24 0   Strasburgo
D Filip Mladenović 15 agosto 1991 (29 anni) 16 1   Legia Varsavia
D Uroš Spajić 13 febbraio 1993 (28 anni) 15 0   Feyenoord
D Miloš Veljković 26 settembre 1995 (25 anni) 9 0   Werder Brema
D Strahinja Pavlović 24 maggio 2001 (19 anni) 7 0   Cercle Brugge
D Marko Petković 3 settembre 1992 (28 anni) 2 0   TSC Bačka Topola
D Milan Gajić 28 gennaio 1996 (25 anni) 1 0   Stella Rossa
C Dušan Tadić 20 novembre 1988 (32 anni) 76 16   Ajax (Capitano)
C Filip Kostić 1º novembre 1992 (28 anni) 38 3   Eintracht Francoforte
C Nemanja Gudelj 16 novembre 1991 (29 anni) 36 1   Siviglia
C Filip Đuričić 30 gennaio 1992 (29 anni) 31 4   Sassuolo
C Nemanja Maksimović 26 gennaio 1995 (26 anni) 29 0   Getafe
C Nemanja Radonjić 15 febbraio 1996 (25 anni) 22 4   Hertha Berlino
C Sergej Milinković-Savić 27 febbraio 1995 (26 anni) 22 3   Lazio
C Saša Lukić 13 agosto 1996 (24 anni) 18 0   Torino
C Andrija Živković 11 luglio 1996 (24 anni) 18 0   PAOK
C Darko Lazović 15 settembre 1990 (30 anni) 16 0   Hellas Verona
C Marko Grujić 13 aprile 1996 (25 anni) 10 0   Porto
C Mihailo Ristić 31 ottobre 1995 (25 anni) 7 0   Montpellier
C Nenad Krstičić 3 luglio 1990 (30 anni) 4 0   AEK Atene
C Ivan Ilić 17 marzo 2001 (20 anni) 0 0   Hellas Verona
C Uroš Račić 17 marzo 1998 (23 anni) 1 0   Valencia
A Aleksandar Mitrović 16 settembre 1994 (26 anni) 64 41   Fulham
A Luka Jović 23 dicembre 1997 (23 anni) 14 5   Eintracht Francoforte
A Dušan Vlahović 28 gennaio 2000 (21 anni) 7 2   Fiorentina
A Đorđe Despotović 4 marzo 1992 (29 anni) 0 0   Rubin Kazan

Record individualiModifica

Statistiche aggiornate al 30 marzo 2021.

I giocatori in grassetto sono ancora in attività con la nazionale.

Record presenzeModifica

Pos. Giocatore Presenze Reti Periodo
1 Branislav Ivanovic 105 13 2005-2018
2 Dejan Stankovic 103 15 1998-2013
3 Savo Milošević 102 37 1994-2008
4 Aleksandar Kolarov 94 11 2008-
5 Dragan Stojković 84 15 1983-2001
Vladimir Stojkovic 0 2006-2018
7 Zoran Tošić 76 11 2007-2016
Dusan Tadic 16 2008-
9 Predrag Mijatović 73 26 1990-2003
10 Slavisa Jokanovic 64 10 1991-2002
Aleksandar Mitrović 41 2013-

Record retiModifica

Pos. Giocatore Reti Presenze Periodo
1 Aleksandar Mitrović 41 64 2013-
2 Savo Milosevic 37 103 1994-2008
3 Predrag Mijatović 26 73 1990-2003
4 Nikola Zigic 20 57 2004-2011
5 Dejan Savicevic 19 56 1986-1999
6 Mateja Kežman 17 49 2000-2006
7 Dusan Tadic 16 76 2008-
8 Dejan Stankovic 15 103 1998-2013
9 Branislav Ivanovic 13 105 2005-2018
10 Aleksandar Kolarov 11 94 2008-

Commissari tecniciModifica

Commissario tecnico Periodo Gare V P S % V % P % S Annotazioni
  Slobodan Santrač 1994-1998 43 26 10 7 60,46 23,25 16,28 Ottavi di finale al Mondiale 1998
  Milan Živadinović 1998-1999 6 3 2 1 50,00 33,33 16,66
  Vujadin Boškov 1999-2000 15 6 5 4 40,00 33,33 26,66 Quarti di finale a Euro 2000
  Ilija Petković 2000-2001 4 2 1 1 50,00 25,00 25,00
  Milovan Đorić 2001 3 0 2 1 00,00 66,66 33,33
  Dejan Savićević   Vujadin Boškov   Ivan Ćurković 2001 8 4 2 2 50,00 25,00 25,00
  Dejan Savićević 2001-2003 17 4 3 10 23,53 17,65 58,82
  Ilija Petković 2003-2006 30 11 10 9 36,66 33,33 30,00 Primo turno al Mondiale 2006
  Javier Clemente 2006-2007 16 7 7 2 43,75 43,75 12,50
  Miroslav Đukić 2007-2008 5 0 2 3 00,00 40,00 60,00
  Radomir Antić 2008-2010 28 17 3 8 60,71 10,71 28,57 Primo turno al Mondiale 2010
  Vladimir Petrović 2010-2011 13 5 3 5 38,46 23,08 38,46
  Radovan Ćurčić 2011-2012 5 2 1 2 40,00 20,00 40,00
  Siniša Mihajlović 2012-2013 19 7 4 8 36,84 21,05 42,10
  Ljubinko Drulović 2014 4 2 1 1 50,00 25,00 25,00
  Dick Advocaat 2014 4 1 2 1 25,00 50,00 25,00
  Radovan Ćurčić 2014-2016 11 5 0 6 45,45 00,00 54,54
  Slavoljub Muslin 2016-2017 14 8 5 2 53.33 33.33 13.33 Qualificazione al Mondiale 2018
  Mladen Krstajić 2017 9 4 1 4 44.44 11.11 44.44 Primo turno al Mondiale 2018

Staff tecnicoModifica

Organigramma aggiornato al 4 giugno 2018.[22]

 
Staff dell'area tecnica
  • Allenatore:   Dragan Stojković
  • Collaboratore tecnico:   Ljubiša Ranković
  • Collaboratore tecnico:   Milan Obradović
  • Collaboratore tecnico:   Milan Rastavac
  • Preparatore portieri:   Nemanja Jovšić
  • Preparatore atletico:   Marko Stojanović
  • Preparatore tecnico:   Nemanja Milinčić
  • Direttore medico:   Miodrag Mladenović
  • Fisioterapista:   Slobodan Branković
  • Fisioterapista:   Zoran Vujić
  • Fisioterapista:   Viktor Vujošević
  • Fisioterapista:   Dejan Bogdanović

Divise storicheModifica

A luglio 2014 è stato siglato un contratto fino al 2016 con il brand britannico Umbro che a partire da settembre 2014 è il nuovo sponsor tecnico della nazionale di calcio della Serbia, che ha concluso il pluriennale rapporto con Nike. La squadra ha debuttato con le nuove divise a Belgrado il 7 settembre 2014, nella gara amichevole con la Francia.[23] Nel 2018, dopo la qualificazione al campionato mondiale in Russia, la nazionale di calcio della Serbia ha stipulato un contratto a lungo termine con il brand tedesco Puma.[24]

JugoslaviaModifica

1930 WC
1950-1962
1974 WC
1982 WC
1984 Euro
1990 WC

FR Jugoslavia / Serbia e MontenegroModifica

1998 WC
2000 Euro
2006 WC

SerbiaModifica

2006-2008
2008-2010
2010 WC
2012-2014
2014–2016
2016–2017
2018 WC
2020–

NoteModifica

  1. ^ a b (EN) Men's Ranking, su fifa.com.
  2. ^ 12.10.2010 Italy - Serbia (Group C) Euro 2012 Qualification, su youtube.com. URL consultato il 15 giugno 2014.
  3. ^ TAJNI RUČAK: Mihajlović ponovo selektor Srbije!, su kurir-info.rs. URL consultato il 19 giugno 2014.
  4. ^ Serbia 1-1 Croatia (06.09.2013) HD Goals and match highlights, su youtube.com. URL consultato il 15 giugno 2014.
  5. ^ UEFA EURO 2016 QUALIFYING COMPETITION, su fss.rs. URL consultato il 21 giugno 2014.
  6. ^ Sospesa Serbia-Albania, rissa e invasione di campo, su corrieredellosport.it. URL consultato il 14 ottobre 2014 (archiviato dall'url originale il 19 ottobre 2014).
  7. ^ Serbia-Albania sospesa, su it.uefa.com. URL consultato il 15 ottobre 2014.
  8. ^ Serbia-Albania, sentenza Uefa: tutti sconfitti, su gazzetta.it. URL consultato il 24 ottobre 2014.
  9. ^ Disciplinary decision on Serbia-Albania match, su uefa.com. URL consultato il 24 ottobre 2014.
  10. ^ Uefa respinge appelli Serbia e Albania, su tuttomercatoweb.com. URL consultato il 18 dicembre 2014.
  11. ^ Serbia-Albania 0-3 a tavolino: il Tas ribalta il verdetto, su it.eurosport.com. URL consultato il 10 luglio 2015.
  12. ^ Serbia, Advocaat si dimette, su tuttomercatoweb.com. URL consultato il 15 novembre 2014.
  13. ^ Radovan Ćurčić nuovo Ct della Serbia, su it.uefa.com. URL consultato il 18 dicembre 2014.
  14. ^ Copia archiviata, su sportnotizie24.it. URL consultato il 6 maggio 2016 (archiviato dall'url originale il 2 giugno 2016).
  15. ^ Serbia, ct Muslin lascia guida nazionale, su ansa.it. URL consultato il 30 ottobre 2017.
  16. ^ Serbia-Svizzera, polemica per l'esultanza dei 'kosovari' Xhaka e Shaqiri, su lapresse.it. URL consultato il 25 giugno 2018 (archiviato dall'url originale il 25 giugno 2018).
  17. ^ a b Sospesa per sanzioni UEFA e FIFA
  18. ^ a b Non iscritta alle qualificazioni per decisione dell'UEFA
  19. ^ Come da regolamento FIFA vengono considerate le sole edizioni comprese tra il 1908 ed il 1948 in quanto sono le uniche ad essere state disputate dalle Nazionali maggiori. Per maggiori informazioni si invita a visionare questa pagina.
  20. ^ Originariamente previsto per il 2020, fu posticipato al 2021 in seguito alla pandemia di COVID-19 del 2019-2021
  21. ^ Promossa in Lega B
  22. ^ National Team Techhnical Staff, su fss.rs. URL consultato il 30 marzo 2017.
  23. ^ Diamanti nei Balcani, la Serbia annuncia il passaggio a Umbro, su passionemaglie.it. URL consultato il 4 luglio 2014.
  24. ^ La Serbia ai Mondiali 2018 insieme al nuovo sponsor tecnico PUMA, su soccerstyle24.it. URL consultato il 25 marzo 2017.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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