Serie C

terzo campionato italiano di calcio
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Serie C
Logo della competizione
Sport Football pictogram.svg Calcio
Tipo Club
Federazione FIGC
Paese Italia Italia
Organizzatore Lega Italiana Calcio Professionistico[1]
Cadenza Annuale
Apertura agosto-settembre
Chiusura giugno
Partecipanti 58 (attualmente)
da 18 a più di 200 (storicamente)
Formula 3 gironi all'italiana con play-off e play-out
Promozione in Serie B
Retrocessione in Serie D
Sito Internet lega-pro.com
Storia
Fondazione 1935 come Serie C
(rifondata nel 2014 come Lega Pro e dal 2017 nuovamente denominata Serie C)
Soppressione dal 1978 al 2014
Numero edizioni 45
Detentore Cremonese
Venezia
Foggia
(Lega Pro)
Record vittorie Prato (5)
Edizione in corso Serie C 2017-2018

La Serie C è il terzo livello del campionato italiano di calcio, il più basso a carattere professionistico.

Dal 2014 è l'unico campionato organizzato dalla Lega Italiana Calcio Professionistico, dopo l'unificazione tra Prima e Seconda Divisione in una divisione unica denominata Lega Pro fino al 2017, che ha ripristinato il formato esistente fra il 1935 e il 1978 (anno in cui la C si scisse nelle Serie C1 e C2).

Il 25 maggio 2017 l'assemblea di Lega Pro ha approvato all'unanimità il ritorno alla denominazione originaria, in quanto ritenuto il nome originario e soprattutto quello più rappresentativo per tifosi e appassionati[2].

Indice

RegolamentoModifica

La Lega Pro è tornata nel 2014 al formato della storica Serie C, abbandonato nel 1978, di tre gironi da 19 squadre cadauno. La FIGC ha delegato la Lega Italiana Calcio Professionistico a determinare la composizione geografica dei raggruppamenti. Per quanto riguarda le promozioni in Serie B, salgono fra i cadetti le vincitrici dei gironi e quella dei play-off, ai quali accedono le squadre piazzate dal secondo al decimo posto di ciascun girone più la vincitrice della Coppa Italia di Lega Pro. Per ciò che concerne le retrocessioni in Serie D si disputano i play-out tra le squadre classificatesi all'ultimo, penultimo, terzultimo e quartultimo posto secondo la seguente formula:

  • la squadra quartultima classificata disputa una gara di andata ed una gara di ritorno con la squadra ultima classificata; la gara di andata viene disputata sul campo della squadra ultima classificata;
  • la squadra terzultima classificata disputa una gara di andata ed una gara di ritorno con la squadra penultima classificata; la gara di andata viene disputata sul campo della squadra penultima classificata;
  • a conclusione delle due gare di cui ai punti a) e b), in caso di parità di punteggio, dopo le gare di ritorno, per determinare la squadra vincente si tiene conto della differenza reti; in caso di ulteriore parità viene considerata vincente la squadra in migliore posizione di classifica al termine del campionato; le squadre che risultano perdenti nelle gare di cui ai punti a) e b), verranno classificate, rispettando l’ordine acquisito nella graduatoria al termine del campionato, al penultimo ed ultimo posto e, conseguentemente, retrocederanno in Serie D.
  • Se la squadra 19ª classificata al termine della regular season ha un distacco in classifica dalla squadra 16ª superiore a 8 punti retrocederà direttamente in Serie D. Parimenti la squadra 18ª classificata retrocederà direttamente in Serie D, qualora il distacco dalla squadra 17ª classificata sia superiore a 8 punti.

I requisiti richiesti alle squadre partecipanti sono:

  • 600 000 euro di fideiussione bancaria + 90 000 euro di iscrizione al campionato;
  • stadi aventi una capienza di almeno 3000 spettatori;
  • controlli trimestrali sul budget finanziario, con obbligo di ripianare ogni sconfinamento entro 30 giorni dall'accertamento.

Inoltre dal 2013-2014 l'Assocalciatori (AIC) ha ottenuto la cancellazione dell'obbligatorietà dell'utilizzo dei due giovani.[3]

StoriaModifica

Nascita e allargamento del numero di gironiModifica

Fu introdotto nel 1935, a continuazione di una riforma dei campionati nazionali iniziata nel 1929 con la creazione del girone unico nazionale per le prime due divisioni, denominate Serie A e Serie B.

Inizialmente fu costituito da 4 gironi da 16 squadre suddivise su base geografica, che diventarono 5 dall'anno successivo per riportare la serie cadetta a 18 squadre.

Nel 1938 i gironi, formati da un numero variabile da 11 a 14 squadre, diventarono ben 8 e fu perciò necessario il ricorso a due gironi di finale affinché le vincitrici dei gironi si contendessero i quattro posti per la promozione. La formula rimase immutata fino al 1942 (con l'unica nota che quasi tutti i gironi furono portati allo standard di 16 squadre), quando i gironi diventarono 12, sempre con quattro promozioni determinate da due gironi di finale.

Allargamento del dopoguerraModifica

Dopo la seconda guerra mondiale vi fu una situazione anomala per tutti i campionati nazionali della stagione 1945-1946, che furono separati fra una Lega Nazionale Alta Italia, che per quanto riguarda le squadre di Serie C ne aggregò un gruppo d'élite alla Serie B mentre strutturò le restanti su 9 gironi con una lunga serie di spareggi per la determinazione delle promozioni, e una Lega Nazionale Centro-Sud che invece inserì tutte le sue società di C in 6 gironi.

Nel campionato successivo la Serie C passò invece sotto l'organizzazione di tre nuove leghe interregionali: la Lega Interregionale Centro formata da 6 gironi, la Lega Interregionale Sud suddivisa in 3 gironi, e la Lega Interregionale Nord che fu conservata in 9 gironi nonostante l'Emilia-Romagna fosse stata scorporata dal calcio settentrionale. Fu quindi raggiunto il record di 18 gironi complessivi, che durò per due stagioni.

Riorganizzazione in 4 gironiModifica

Nel 1948 vi fu una riforma della Serie C portata alla formula originaria dei quattro gironi su base interregionale, che raccoglieva le squadre in questa maniera:

  • Girone A: Nord-Ovest
  • Girone B: Nord-Est
  • Girone C: Centro e Sardegna
  • Girone D: Sud e Sicilia

Le vincitrici di ciascuno di questi gironi erano promosse in Serie B.

Scandali del girone D 1948-1952Modifica

Gli scandali del girone D della Serie C furono una serie di casi di corruzione avvenuti a ripetizione nel girone meridionale di Serie C durante il periodo di attivazione dello stesso fra il 1948 e il 1952.

Caso Catania-AvellinoModifica

Il caso Catania-Avellino fu lo scandalo che turbò l'esito del campionato meridionale di Serie C nella stagione 1948-1949. Ad una giornata dal termine del torneo, infatti, la Federazione accolse in ritardo un ricorso avverso al Catania per la gara contro l'Igea Virtus del girone d'andata, nella quale era stato schierato un giocatore squalificato. Ciò permise all'Avellino di agganciare gli etnei e di vincere poi il conseguente spareggio per la promozione. Se non che i siciliani si rivolsero alla questura di Catania perché indagasse su voci di corruzione accusanti gli irpini. Le indagini diedero ragione ai rossazzurri, ma a questo punto intervenne la Lega Calcio che dichiarò invalido tutto il girone meridionale, in quanto affetto da molteplici irregolarità sia da parte dei corruttori avellinesi, sia da parte dei siciliani per la violazione della clausola compromissoria per aver adito alla questura, sia da parte delle varie squadre corrotte. Contro la deliberazione della Lega, che in pratica cancellava sia le promozioni che le retrocessioni, fece ricorso alla CAF il Catania, che vinse in appello. Ciò comportò quindi la rovina dell'Avellino, che se dalla Lega si era visto sì cancellare la promozione, ma almeno confermare la permanenza in C, dalla CAF si vide retrocesso in Promozione. Anche per i campani, tuttavia, nel 1950 arriverà un'amnistia con il conseguente ripescaggio.

Caso Messina-CosenzaModifica

Il caso Messina-Cosenza fu lo scandalo che turbò l'esito del campionato meridionale di Serie C nella stagione 1949-1950. Come l'anno precedente, anche questa edizione del girone meridionale di terza serie si concluse con uno scandalo di corruzione. Stavolta fu protagonista il Messina, che dopo la fine del torneo fu accusato di aver pagato il Cosenza per perdere lo spareggio. La Lega Nazionale intervenne in maniera draconiana, decretando il 31 agosto la squalifica e la retrocessione dei siciliani.[4] L'esito di questa vicenda fu poi però diverso, in quanto la CAF cassò la sentenza per insufficienza di prove.

Casi Reggina e FoggiaModifica

I casi della Reggina e del Foggia furono gli scandali che turbarono l'esito del campionato meridionale di Serie C nella stagione 1951-1952. Nel primo episodio, risalente al 2 dicembre 1951, la Lega Calcio accertò l'avvenuto tentativo di corruzione del giocatore del Catanzaro, Luigi Ziletti, da parte di un tesserato della Reggina, Lorenzo Labate, e del suo conoscente Eugenio Gaggiotti, stante la denunzia fatta dallo stesso sportivo catanzarese. Anche nel secondo caso, datato 16 dicembre, fu determinante la testimonianza del portiere della Casertana, Furio Scarpellini, contro il tentativo foggiano di alterare il regolare svolgimento della gara per il tramite dell'allenatore della Paganese, Silvio Brioschi. Le decisioni della Lega, emanate il 27 dicembre,[5] comportarono la squalifica dei truffatori e l'azzeramento dei punti conseguiti fino a quel momento dai due club, che comunque continuarono il campionato ripartendo però da zero. Stante tuttavia la ristrutturazione dei campionati prevista in quella stagione dal Lodo Barassi, fu impossibile a quel punto per le due squadre evitare a maggio la retrocessione in Quarta Serie.

La Serie C a girone unicoModifica

Una svolta epocale per la categoria giunse dal lodo Barassi il quale, perseguendo l'obiettivo di trasformare la Lega Nazionale in un organismo totalmente ed integralmente professionistico, operò un radicale sfoltimento degli organici della terza serie, giudicati del tutto eccessivi per sostenere i gravosi impegni finanziari derivanti da questo storico cambiamento.

Nel 1952 vi fu quindi l'unificazione dei quattro gironi in un unico campionato di terza divisione a carattere nazionale[6]. Standardizzando in tutto e per tutto i tornei della Lega, anche per la Serie C si optò per un numero di 18 partecipanti, esattamente come accadeva per le due categorie superiori. Per quanto riguarda i movimenti divisionali, invece, si definirono due promozioni in cadetteria e quattro retrocessioni in IV Serie. Fu solo nel 1957 che, nel quadro della riforma della categoria sottostante, si scese a sole tre retrocessioni, mentre nel 1958 ci fu addirittura un blocco delle retrocessioni, in vista di una riorganizzazione più ampia.

Tavola di confronto dei titoli sportivi della Serie C 1952-1958 nella piramide calcistica nazionale
Serie C 1952-1953 Lega Pro 2016-2017
Categorie superiori Serie A e Serie B
36 squadre
Serie A e Serie B
42 squadre
Posizionamento nella piramide
del miglior titolo sportivo della categoria
37° posto 43° posto
Numero di squadre
afferenti alla categoria
18 squadre a girone unico 60 squadre in 3 gironi
Posizionamento nella piramide
del peggior titolo sportivo della categoria
54° posto 102° posto
Categoria inferiore
e numero di promozioni
IV Serie
4 promosse
Serie D
9 promosse

Passaggio alla formula a tre gironiModifica

A partire dal 1958 si tornò ad una formula a più gironi (inizialmente due e l'anno successivo tre). Il primo anno vennero prese le 16 squadre che avevano disputato la Serie C la stagione precedente con l'esclusione delle due promosse in serie B, più 23 dalla IV Serie, per un totale di 39 squadre che furono suddivise in due gironi, uno da 21 squadre al Nord e uno da 18 al Centro-Sud.

Nel 1959 vi furono poi due promozioni e nessuna retrocessione, dalla B arrivarono due squadre e 8 furono promosse dalla IV Serie (che diventò poi Serie D), più altre 7 ripescate a completamento dei quadri. Il campionato di Serie C era così organizzato in tre gironi di 18 squadre ciascuno, per un totale di 54 compagini.

Da questo momento, la storia del torneo sarà ricchissima di modifiche e ritocchi, che hanno avuto un notevole influsso, spesso anche radicale, sulla sua composizione.

Per la stagione 1959-60, dunque, si costituì la Lega Nazionale Semiprofessionisti, con sede a Firenze, che aveva il compito di riorganizzare e armonizzare i campionati di Serie C e Serie D (ex IV Serie).

Ogni girone promuoveva una squadra in Serie B e ne retrocedeva 2 in Serie D (3 a partire dal 1968, in seguito all'allargamento dei quadri a 60 squadre).

La prima modifica avvenne nel 1967-68: la Serie C viene allargata a 60 squadre, suddivise in tre gironi da venti squadre ciascuno. Il meccanismo per le promozioni restò però invariato.

La divisione in due serieModifica

La Serie C scomparve come campionato unico nel 1978, quando fu divisa in due serie successive:

  • Campionato di Serie C1 (poi Lega Pro Prima Divisione) con due gironi.
  • Campionato di Serie C2 (poi Lega Pro Seconda Divisione) con quattro gironi, poi ridotti a tre nel 1991, e infine a due nel 2011.

La classifica finale del campionato 1977-78 servì per la suddivisione delle squadre nelle due nuove categorie secondo questo schema:

  • la prima classificata di ciascun girone fu promossa in Serie B,
  • le squadre classificate dal secondo al dodicesimo posto furono inserite nel campionato di Serie C1 insieme alle tre retrocesse dalla Serie B, per un totale di 36 squadre suddivise in due gironi da 18 ciascuno,
  • le squadre classificate dal tredicesimo al ventesimo diedero invece vita al campionato di Serie C2 insieme alle squadre promosse dalla Serie D, per un totale di 72 squadre suddivise in quattro gironi da 18 ciascuno.

La riforma del 1993Modifica

Nel 1993, limitatamente alla Serie C1, venne introdotta una riforma, che portò all'istituzione di play-off e play-out, e alla sperimentazione dei 3 punti a vittoria (poi introdotti in tutte le serie).

In Serie C1 è prevista la promozione diretta in Serie B solo per la prima classificata di ogni girone, mentre le squadre piazzate dal 2º al 5º posto si giocano la seconda promozione nei playoff, affrontandosi in semifinali con partite di andata e ritorno, secondo lo schema 2ª vs 5ª e 3ª vs 4ª. Gioca la partita di ritorno in casa la squadra con il miglior piazzamento in classifica durante la stagione regolare, che passa alla finale anche nel caso di parità complessiva nelle due partite, se persiste dopo i tempi supplementari. La finale si svolge in campo neutro, ed in caso di parità sono previsti i calci di rigore.

Per i playout valgono regole simili a quelle dei playoff, in quanto solo l'ultima squadra classificata retrocede direttamente. Le squadre che si piazzano dal 14º al 17º posto si scontrano fra loro: la 17ª affronta la 14ª, mentre la 16ª sfida la 15ª. Non è prevista la finale, chi perde retrocede direttamente.

In Serie C2 continuano ad essere promosse direttamente le prime due classificate. I gironi, stabiliti in base a criteri di vicinanza geografica, vengono ridotti da 4 a 3.

Evoluzione successiva e nascita della Lega ProModifica

Nel 1994 i play-off ed i play-out vengono introdotti anche in Serie C2, con lo stesso regolamento dell'anno precedente: finale unica in campo neutro per i play-off e retrocessione diretta per i play-out. Nel 2000 viene istituita la Supercoppa di Lega Serie C1, un trofeo che vede di fronte le vincenti dei due gironi di Serie C1. Nel 2001 la Lega cambia il regolamento della finale dei play-off, che si disputa anch'essa con partite di andata e ritorno. Nel 2006 viene istituita anche la Supercoppa di Lega Serie C2, un torneo triangolare che vede di fronte le vincenti dei tre gironi di Serie C2.

Nel luglio 2008 la Lega Professionisti Serie C diviene Lega Italiana Calcio Professionistico, primo passo di un processo di rinnovamento dell'ex Serie C. All'inaugurazione della nuova sede a Firenze era presente anche il presidente dell'UEFA, Michel Platini.

Il 7 maggio 2012 il Consiglio federale della FIGC ha deliberato un blocco dei ripescaggi che avrebbe potuto consentire, nell'ipotesi di numerose defezioni fra le società di Lega Pro, la restaurazione del campionato di Serie C a 60 squadre fin dalla stagione successiva.[7] Una successiva trattativa fra la Federcalcio e l'Associazione Italiana Calciatori ha posticipato la restaurazione dell'antico campionato al 2014.[8]

La riforma del 2012 e il ritorno della Serie CModifica

Il 21 novembre 2012 il Consiglio Federale della FIGC ha approvato la riforma dei campionati di Lega Pro a partire dalla stagione 2014-2015.

La stagione 2013-14, in vista dell'entrata in vigore della riforma nella stagione successiva, ha previsto un formato eccezionale per il passaggio da 69 a 60 squadre:

  • Per la Lega Pro Prima Divisione 2013-2014 non è stata prevista alcuna retrocessione: le 29 squadre non promosse in Serie B sono state ammesse al nuovo campionato; per salvaguardare la competitività, i play-off sono stati ampliati a otto squadre per girone (dalla seconda alla nona classificata), con quarti di finale in gara unica (in casa delle meglio piazzate) e semifinali e finale con gare di andata e ritorno. Nei vari turni non si è tenuto conto dei goal in trasferta e della classifica della stagione regolare: in caso di parità nel punteggio, le partite sono terminate ai tempi supplementari e - in ultima analisi - con i calci di rigore.
  • Per la Lega Pro Seconda Divisione 2013-2014 non è stata prevista alcuna promozione, mentre vi sono state ben 18 retrocessioni in Serie D, a fronte delle 9 usuali, con le ultime 6 di ogni girone che sono retrocesse direttamente e le altre 3 retrocesse per girone determinate tramite play-out. Le 18 squadre non retrocesse sono state ammesse al nuovo campionato: non essendoci alcun vantaggio sportivo nel classificarsi nelle prime posizioni, per salvaguardare la competitività, sono stati previsti montepremi in denaro.

Dal 2014 la Lega Pro è l'unico campionato organizzato dalla Lega Italiana Calcio Professionistico, dopo l'unificazione tra Prima e Seconda Divisione, che ha ripristinato il format della Serie C, esistita fra il 1935 e il 1978 (anno in cui si scisse nelle serie C1 e C2). Il 25 maggio 2017 l'Assemblea di Lega Pro ha approvato all'unanimità il ritorno alla denominazione originaria "Serie C", in quanto ritenuto il nome originario e soprattutto quello più rappresentativo per tifosi ed appassionati.

Albo d'oroModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Albo d'oro del campionato di Serie C.

Squadre partecipantiModifica

Sono 329 le società calcistiche che hanno preso parte alle 38 edizioni della Serie C giocate dal 1935-36 al 1977-78, alle 3 della Lega Pro disputate dal 2014-15 al 2016-17 e alla Serie C 2017-18. Sono escluse dal conteggio le partecipazioni alle edizioni del 1945-46, 1946-47 e 1947-48, campionati che a causa della seconda guerra mondiale appena conclusa vennero eccezionalmente suddivisi in due leghe completamente indipendenti. In grassetto sono riportate le squadre militanti in Serie C 2017-18, mentre in corsivo quelle per le quali la Serie C o la Lega Pro costituiscono il più alto livello raggiunto nella piramide calcistica italiana a partire dall'istituzione della Serie B.

NoteModifica

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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