Sandro Mazzola

dirigente sportivo ed ex calciatore italiano
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando l'ex calciatore di ruolo centrocampista, vedi Alessandro Mazzola (1969).
Alessandro Mazzola
Sandro mazzola inter.jpg
Mazzola con l'Inter negli anni 1970
Nazionalità Italia Italia
Altezza 179 cm
Peso 74 kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Centrocampista, attaccante
Ritirato 1977
Carriera
Giovanili
1957-1961Inter
Squadre di club1
1961-1977Inter417 (116)[1]
Nazionale
1964Italia Italia U-212 (3)
1963-1974Italia Italia70 (22)
Palmarès
Julesrimet.gif Mondiali di calcio
Argento Messico 1970
UEFA European Cup.svg Europei di calcio
Oro Italia 1968
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al dicembre 2008

Alessandro Mazzola, detto Sandro (Torino, 8 novembre 1942) è un dirigente sportivo ed ex calciatore italiano, di ruolo centrocampista e attaccante, campione d'Europa nel 1968 e vicecampione del mondo nel 1970 con la nazionale italiana.

Considerato uno dei migliori calciatori italiani di sempre,[2][3][4] figlio di Valentino, ha legato il proprio nome a quello dell'Inter, con la quale ha giocato dal 1960 al 1977 collezionando in totale 565 presenze e 158 reti. Con la maglia nerazzurra ha vinto quattro campionati nazionali, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali. Dell'Inter è stato anche capitano per sette stagioni (dal 1970 al 1977) succedendo a Mario Corso. Terminata la carriera agonistica, ha ricoperto diversi ruoli dirigenziali all'interno del club nerazzurro, l'ultimo dei quali lo ha visto occupare l'incarico di direttore sportivo dal 1995 al 1999.

Nazionale dal 1963 al 1974, ha disputato il vittorioso campionato d'Europa 1968, unico successo dell'Italia nella competizione, e partecipato a tre edizioni del campionato del mondo (Inghilterra 1966, Messico 1970 e Germania Ovest 1974). Celebre fu la rivalità in maglia azzurra con Gianni Rivera, giocatore simbolo del Milan e suo antagonista principale per un posto da titolare,[5] sebbene tra i due intercorresse un rapporto di stima reciproca.[6][7]

A livello individuale, si è laureato miglior marcatore della massima competizione europea per club nel 1964 e miglior marcatore del campionato italiano nel 1965, giungendo secondo alle spalle di Johan Cruijff nella classifica del Pallone d'oro (1971). Nel 2014 è stato inserito nella Hall of fame del calcio italiano in virtù del contributo offerto allo stesso come calciatore.

Caratteristiche tecnicheModifica

Mazzola è stato un giocatore versatile, capace di ricoprire diverse posizioni sul terreno di gioco: in giovane età era solito agire nella zona mediana del campo, ma sotto la guida tecnica di Helenio Herrera divenne attaccante,[8][9] ruolo in cui si affermò come campione di caratura internazionale.[2] Successivamente arretrò il proprio raggio d'azione, tornando a vestire i panni del centrocampista.[2] Dotato di notevole abilità tecnica – celebri le sue «serpentine»[10] –, si distingueva per le qualità atletiche, acrobatiche e caratteriali,[3][11] nonché per una spiccata propensione ai ripiegamenti difensivi.[12]

CarrieraModifica

GiocatoreModifica

ClubModifica

 
Il capitano del Torino, Enzo Bearzot (a sinistra), consegna nel 1963 a un giovane Mazzola (a destra) la maglia del Grande Torino indossata da suo padre Valentino.
1961-1963: dall'esordio al primo scudettoModifica

Figlio di Valentino e fratello maggiore di Ferruccio, fu scoperto dall'ex calciatore interista Benito Lorenzi[13]: portato in nerazzurro, trovò come allenatore Giuseppe Meazza.[13] L'esordio in Serie A con l'Inter avvenne il 10 giugno 1961, quando l'undici milanese sfidò la Juventus nella ripetizione di una gara di campionato sospesa in precedenza[14]: il presidente Angelo Moratti, in segno di protesta, aveva ordinato al tecnico Herrera di schierare la formazione giovanile.[14] L'esito fu una scontata vittoria dei bianconeri per 9-1, con il punto della bandiera siglato — su calcio di rigore — proprio dal diciottenne attaccante.[15] Nella stagione 1961-62, Mazzola raccolse un'altra presenza.[13]

Al terzo anno di Herrera, la squadra incappò in un difficile avvio di campionato cogliendo soltanto due vittorie in sette turni.[16] Criticato dalla dirigenza[17], l'argentino procedette ad alcune innovazioni: Mazzola fu lanciato stabilmente tra i titolari — assieme al coetaneo Facchetti — sostituendo Maschio in posizione di interno offensivo.[17] Con Picchi schierato da libero anziché terzino e Suárez arretrato da mezzala a regista, la formazione trovò un assetto vincente[17]: in attacco, Mazzola si ritrovò quindi ad affiancare l'ala destra Jair e il centravanti Di Giacomo (acquistati nel mercato autunnale in luogo di Bicicli e Hitchens).[17] Il reparto arretrato mostrò un'inattesa solidità (tanto da incassare appena 20 gol nell'intero torneo) mentre le punte conferirono sostanza alla manovra offensiva, portando spesso la Beneamata ad imporsi con varie reti di scarto.[18][19] Recuperato terreno sulla Juventus — che pure si aggiudicò il titolo d'inverno malgrado la sconfitta nel derby d'Italia —, i nerazzurri si mantennero ai vertici anche nel girone di ritorno[20]: a marzo, conquistarono infine la vetta della classifica.[21] Il crocevia fondamentale per lo scudetto si rivelò la quartultima giornata, quando vincendo sul campo dei bianconeri (con rete dello stesso Mazzola) l'Inter poté vantare un margine di 6 punti sui rivali[22]: l'aritmetica certezza del tricolore giunse una settimana più tardi, allorché il pareggio dei piemontesi col Mantova rese i meneghini irraggiungibili.[23] L'Inter tornò quindi campione d'Italia dopo 9 anni, qualificandosi per la prima volta alla Coppa dei Campioni.[17]

In questa stagione, esattamente il 24 febbraio 1963, il giocatore segnò dopo 13" nel derby la rete più veloce nella storia delle stracittadine.[24]

1964-1967: la Grande InterModifica

Il ventenne Mazzola fu confermato nel ruolo di interno, mentre Milani e Cappellini si alternavano da centravanti per sostituire l'assente Di Giacomo: grazie alla velocità ed all'abilità nel dribbling, Mazzola fu spesso il finalizzatore nonostante il teorico schieramento in campo.[25] La squadra lombarda si aggiudicò al primo tentativo la Coppa Campioni, con il giocatore che diede un decisivo contributo segnando 7 reti: determinante risultò la doppietta in finale al Real Madrid, battuto per 3-1 a Vienna.[26] Al termine dell'incontro, secondo quanto raccontato da Mazzola, l'attaccante del Real Madrid Ferenc Puskás gli si avvicinò dicendogli: «Una volta ho giocato contro tuo padre. Complimenti, hai onorato la sua memoria», e gli regalò la propria maglietta.[27]

L'Inter non fu però capace di ripetersi in campionato[25], al termine di una stagione caratterizzato da polemiche circa l'uso di sostanza dopanti da parte dei calciatori bolognesi.[28] Nerazzurri e felsinei conclusero il torneo in vetta a pari merito, rendendo necessario uno spareggio che vide gli emiliani imporsi per 2-0.[29]

Nel settembre 1964, l'undici di Herrera trionfò in Coppa Intercontinentale avendo la meglio sull'Independiente dopo tre incontri: nella sfida di ritorno, vinta per 2-0 e che valse la «bella», Mazzola segnò il primo gol.[30] L'attaccante fu poi capocannoniere del campionato con 17 centri — in coabitazione col fiorentino Orlando — fornendo un importante contributo allo scudetto nerazzurro, vinto in rimonta sul Milan che a febbraio vantava 7 lunghezze di margine sui cugini.[31] La Beneamata si confermò inoltre sul tetto d'Europa, aggiudicandosi nuovamente la Coppa Campioni con la vittoria sul Benfica in finale.[14]

All'inizio della stagione 1965-66, fu poi bissato il titolo mondiale ancora ai danni dell'Independiente: nell'incontro di andata, risoltosi con un 3-0 in favore dei milanesi, Mazzola siglò una doppietta.[32] Con la squadra ormai divenuta nota tramite l'appellativo di Grande Inter, anche il campionato registrò un'ulteriore affermazione: l'Inter si aggiudicò il titolo con una giornata d'anticipo, conquistando il decimo alloro nazionale e la stella d'oro.[14] L'epilogo giunse tuttavia un anno più tardi, con i milanesi condannati da una crisi primaverile che sul fronte della Serie A comportò l'aggancio della Juventus[14]; pervenuti a disputare — per la terza volta in quattro anni — la finalissima europea, i meneghini cedettero allo scozzese Celtic (2-1) nonostante l'iniziale vantaggio messo a segno su rigore proprio da Mazzola.[14] All'ultima giornata di campionato, crollando in casa del Mantova per una rete dell'ex Di Giacomo, la compagine di Herrera fu superata per un punto dai bianconeri terminando al secondo posto.[14]

1968-1972: il periodo di transizione e il ritorno al successoModifica

Dopo un'anonima stagione 1967-68 — che vide l'Inter classificarsi quinta in campionato senza acuti — Moratti cedette la società all'imprenditore tessile Ivanoe Fraizzoli.[33] Ormai lontana dai fasti degli anni precedenti, la squadra visse un periodo di transizione durante il quale Mazzola fu nominato capitano.[13]

Nell'autunno 1970, dopo una partenza stentata in campionato — che richiamò, per certi versi, la situazione di 8 anni prima — Fraizzoli licenziò Heriberto Herrera (ingaggiato l'anno prima) puntando sul tecnico della Primavera Giovanni Invernizzi.[34] Come avvenuto per Herrera nel 1962, il nuovo allenatore operò modifiche all'undici titolare: Mazzola agì da centrocampista avanzato — o «numero 10» — in appoggio alla punta Boninsegna, con Jair e Corso sulle fasce esterne.[34] L'Inter compì un'altra rimonta a spese del Milan, soffiando a quest'ultima il primato nel mese di marzo e aggiudicandosi lo Scudetto con due gare di anticipo sulla conclusione del torneo.[34] La vittoria significò il ritorno in Coppa dei Campioni, con la squadra che nel 1971-72 raggiunse la quarta finale della propria storia: nel corso della manifestazione, i nerazzurri si erano sbarazzati del Borussia Mönchengladbach in un episodio passato agli annali come "partita della lattina".[35] L'atto conclusivo contro l'Ajax di Johan Cruijff premiò tuttavia gli olandesi, prevalsi con una doppietta dello stesso Tulipano.[36]

1973-1977: gli ultimi anni e il ritiroModifica

Gli anni a venire fecero registrare l'addio di colonne della Grande Inter come Jair, Corso, Burgnich e Bedin.[13] Al contrario, Mazzola e Facchetti continuarono a reggere l'ossatura della squadra[13]: alle prese con un ricambio generazionale i nerazzurri vissero stagioni altalenanti, senza conquistare alcun trofeo.[13]

L'ultimo acuto si ebbe nel 1977, quando l'Inter contese ai rivali cittadini la Coppa Italia: per il trentaquattrenne capitano, il derby avrebbe rappresentato l'ultima apparizione con la maglia interista.[13] Ad avere la meglio fu il Milan, che trionfò per 2-0.[13] All'uscita dal campo, annunciando il ritiro dall'attività agonistica, Mazzola si rivolse alla stampa citando Dante Alighieri: «Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole, e più non dimandare».[37]

NazionaleModifica

 
Pelé (a sinistra) e un Mazzola al suo esordio in nazionale (a destra), prima dell'amichevole tra Italia e Brasile del 12 maggio 1963.

Il debutto in Nazionale maggiore avvenne il 12 maggio 1963, con l'attaccante che segnò peraltro una rete (su rigore) nell'amichevole contro il Brasile (vinta per 3-0).[38] Alla terza apparizione, il 10 novembre successivo, fallì invece un tiro dagli undici metri nel retour match con l'Unione Sovietica (valido per le qualificazioni al campionato d'Europa): il portiere Jašin neutralizzò la sua conclusione, impedendo la vittoria degli azzurri e contribuendo all'eliminazione degli stessi.[39] Nel 1966 partecipò ai Mondiali inglesi, realizzando un gol al Cile[13]; nel 1968 fece poi parte della rosa che si aggiudicò il titolo continentale.[40]

 
Mazzola in maglia azzurra nella sfida contro la Svizzera del 20 ottobre 1973, valevole per le qualificazioni al campionato del mondo 1974

Divenne poi celebre la sua partecipazione ai Mondiali 1970, contraddistinta dalla «staffetta» con Rivera[41]: l'interista veniva solitamente schierato da titolare, mentre l'utilizzo del rossonero era circoscritto alla ripresa nel tentativo di sorprendere gli avversari.[12] Pur senza andare in gol, Mazzola contribuì al raggiungimento della finale dove giocò l'intera partita (Rivera entrerà solo all'84' al posto di Boninsegna): il Brasile s'impose col punteggio di 4-1.[42] L'ultima presenza in Nazionale si verificò il 23 giugno 1974, quando la squadra venne sconfitta dalla Polonia (2-1) abbandonando i Mondiali al primo turno.[13]

Ha inoltre disputato una gara con la selezione "Resto del Mondo" nel 1967, segnando su rigore alla Spagna: il match si svolse in forma di amichevole, per festeggiare i 65 anni dell'iberico Ricardo Zamora.[43]

Dopo il ritiroModifica

 
Mazzola con Suárez alla presentazione del neoacquisto interista Ronaldo nel 1997.

A seguito del ritiro dall'attività agonistica ha svolto mansioni dirigenziali, dapprima all'Inter (1977-1984) e successivamente al Genoa.[44] Con l'arrivo di Massimo Moratti in nerazzurro tornò a far parte della società meneghina, lavorando come direttore sportivo e responsabile di mercato.[45] Dal 2000 al 2003 entrò invece nei quadri dirigenziali del Torino.[46]

Ha poi svolto il ruolo di commentatore tecnico e opinionista per Rai Sport, comparendo in varie trasmissioni.[47] Affiancò inoltre Luigi Colombo a Telemontecarlo nel 1982 e Marco Civoli alla Rai nel 2006, in veste di commentatore tecnico per le finali mondiali vinte dall'Italia.[48]

StatisticheModifica

Presenze e reti nel clubModifica

Stagione Squadra Campionato Coppe nazionali Coppe continentali Altre coppe Totale
Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Pres Reti
1960-1961   Inter A 1 1 CI 0 0 CdF 0 0 - - - 1 1
1961-1962 A 1 0 CI 0 0 CdF 0 0 - - - 1 0
1962-1963 A 23 10 CI 1 1 - - - - - - 24 11
1963-1964 A 29+1[49] 9+0 CI 0 0 CC 9 7 - - - 39 16
1964-1965 A 33 17 CI 2 0 CC 6 3 CInt 2 1 43 21
1965-1966 A 30 19 CI 1 0 CC 4 1 CInt 2 2 37 22
1966-1967 A 30 17 CI 2 2 CC 10 3 - - - 42 22
1967-1968 A 28 6 CI 9 2 - - - - - - 37 8
1968-1969 A 29 7 CI 3 0 - - - - - - 32 7
1969-1970 A 28 4 CI 5 1 CdF 10 1 - - - 43 6
1970-1971 A 29 7 CI 3 2 CdF 1 0 CAI+TP 3+2 1+1 38 11
1971-1972 A 28 7 CI 9 2 CC 9 2 - - - 46 11
1972-1973 A 26 2 CI 9 4 CU 6 0 - - - 41 6
1973-1974 A 26 4 CI 10 3 CU 2 0 - - - 38 7
1974-1975 A 23 3 CI 7 0 CU 4 0 - - - 34 3
1975-1976 A 25 2 CI 10 4 - - - - - - 35 6
1976-1977 A 28 1 CI 9 3 CU 2 0 - - - 39 4
Totale carriera 417+1 116+0 80 24 63 17 9 5 570 162

Cronologia presenze e reti in nazionaleModifica

Cronologia completa delle presenze e delle reti in nazionale ― Italia
Data Città In casa Risultato Ospiti Competizione Reti Note
12-5-1963 Milano Italia   3 – 0   Brasile Amichevole 1
9-6-1963 Vienna Austria   0 – 1   Italia Amichevole -   46’
10-11-1963 Roma Italia   1 – 1   Unione Sovietica Qual. Euro 1964 -
14-12-1963 Torino Italia   1 – 0   Austria Amichevole -   60’
11-4-1964 Firenze Italia   0 – 0   Cecoslovacchia Amichevole -
10-5-1964 Losanna Svizzera   1 – 3   Italia Amichevole 1
4-11-1964 Genova Italia   6 – 1   Finlandia Qual. Mondiali 1966 2
13-3-1965 Amburgo Germania Ovest   1 – 1   Italia Amichevole 1
18-4-1965 Varsavia Polonia   0 – 0   Italia Qual. Mondiali 1966 -
16-6-1965 Malmö Svezia   2 – 2   Italia Amichevole 1
23-6-1965 Helsinki Finlandia   0 – 2   Italia Qual. Mondiali 1966 2
27-6-1965 Budapest Ungheria   2 – 1   Italia Amichevole 1
1-11-1965 Roma Italia   6 – 1   Polonia Qual. Mondiali 1966 1
9-11-1965 Glasgow Scozia   1 – 0   Italia Qual. Mondiali 1966 -
7-12-1965 Napoli Italia   3 – 0   Scozia Qual. Mondiali 1966 -
19-3-1966 Parigi Francia   0 – 0   Italia Amichevole -
14-6-1966 Bologna Italia   6 – 1   Bulgaria Amichevole 1   46’
22-6-1966 Torino Italia   3 – 0   Argentina Amichevole -   46’
29-6-1966 Firenze Italia   5 – 0   Messico Amichevole 1
13-7-1966 Sunderland Italia   2 – 0   Cile Mondiali 1966 - 1º turno 1
16-7-1966 Sunderland Unione Sovietica   1 – 0   Italia Mondiali 1966 - 1º turno -
19-7-1966 Middlesbrough Corea del Nord   1 – 0   Italia Mondiali 1966 - 1º turno -
1-11-1966 Milano Italia   1 – 0   Unione Sovietica Amichevole -
26-11-1966 Napoli Italia   3 – 1   Romania Qual. Euro 1968 2
27-3-1967 Roma Italia   1 – 1   Portogallo Amichevole -
1-11-1967 Cosenza Italia   5 – 0   Cipro Qual. Euro 1968 2
23-12-1967 Cagliari Italia   4 – 0   Svizzera Qual. Euro 1968 1
6-4-1968 Sofia Bulgaria   3 – 2   Italia Qual. Euro 1968 -
20-4-1968 Napoli Italia   2 – 0   Bulgaria Qual. Euro 1968 -
5-6-1968 Napoli Italia   0 – 0 dts   Unione Sovietica Euro 1968 - Semifinale -
10-6-1968 Roma Italia   2 – 0   Jugoslavia Euro 1968 - Finale - 1º titolo europeo
23-10-1968 Cardiff Galles   0 – 1   Italia Qual. Mondiali 1970 -   52’
29-3-1969 Berlino Est Germania Est   2 – 2   Italia Qual. Mondiali 1970 -
24-5-1969 Torino Italia   0 – 0   Bulgaria Amichevole -
4-11-1969 Roma Italia   4 – 1   Galles Qual. Mondiali 1970 1   46’
22-11-1969 Napoli Italia   3 – 0   Germania Est Qual. Mondiali 1970 1
10-5-1970 Lisbona Portogallo   1 – 2   Italia Amichevole -   46’
3-6-1970 Toluca Italia   1 – 0   Svezia Mondiali 1970 - 1º turno -
6-6-1970 Puebla Italia   0 – 0   Uruguay Mondiali 1970 - 1º turno -
11-6-1970 Toluca Italia   0 – 0   Israele Mondiali 1970 - 1º turno -
14-6-1970 Toluca Italia   4 – 1   Messico Mondiali 1970 - Quarti di finale -   46’
17-6-1970 Città del Messico Italia   4 – 3 dts   Germania Ovest Mondiali 1970 - Semifinale -   46’
21-6-1970 Città del Messico Brasile   4 – 1   Italia Mondiali 1970 - Finale - 2º posto
17-10-1970 Berna Svizzera   1 – 1   Italia Amichevole 1
31-10-1970 Vienna Austria   1 – 2   Italia Qual. Euro 1972 1
8-12-1970 Firenze Italia   3 – 0   Irlanda Qual. Euro 1972 -
20-2-1971 Cagliari Italia   1 – 2   Spagna Amichevole -
10-5-1971 Dublino Irlanda   1 – 2   Italia Qual. Euro 1972 -
9-6-1971 Stoccolma Svezia   0 – 0   Italia Qual. Euro 1972 -
25-9-1971 Genova Italia   2 – 0   Messico Amichevole -
9-10-1971 Milano Italia   3 – 0   Svezia Qual. Euro 1972 -   81’
4-3-1972 Atene Grecia   2 – 1   Italia Amichevole -
29-4-1972 Milano Italia   0 – 0   Belgio Qual. Euro 1972 -
13-5-1972 Bruxelles Belgio   2 – 1   Italia Qual. Euro 1972 -
17-6-1972 Bucarest Romania   3 – 3   Italia Amichevole -
21-6-1972 Sofia Bulgaria   1 – 1   Italia Amichevole -
20-9-1972 Torino Italia   3 – 1   Jugoslavia Amichevole -   46’
7-10-1972 Lussemburgo Lussemburgo   0 – 4   Italia Qual. Mondiali 1974 -
21-10-1972 Berna Svizzera   0 – 0   Italia Qual. Mondiali 1974 -
25-2-1973 Istanbul Turchia   0 – 1   Italia Qual. Mondiali 1974 -
31-3-1973 Genova Italia   5 – 0   Lussemburgo Qual. Mondiali 1974 -
9-6-1973 Roma Italia   2 – 0   Brasile Amichevole -
14-6-1973 Torino Italia   2 – 0   Inghilterra Amichevole -
29-9-1973 Milano Italia   2 – 0   Svezia Amichevole -
20-10-1973 Roma Italia   2 – 0   Svizzera Qual. Mondiali 1974 -
26-2-1974 Roma Italia   0 – 0   Germania Ovest Amichevole -
8-6-1974 Vienna Austria   0 – 0   Italia Amichevole -   46’
15-6-1974 Monaco Italia   3 – 1   Haiti Mondiali 1974 - 1º turno -
19-6-1974 Stoccarda Italia   1 – 1   Argentina Mondiali 1974 - 1º turno -
23-6-1974 Stoccarda Polonia   2 – 1   Italia Mondiali 1974 - 1º turno -
Totale Presenze (21º posto) 70 Reti (11º posto) 22
Cronologia completa delle presenze e delle reti in nazionale ― Italia B
Data Città In casa Risultato Ospiti Competizione Reti Note
20-3-1963 Firenze Italia B   1 – 0   Bulgaria B Amichevole -
Totale Presenze 1 Reti 0
Cronologia completa delle presenze e delle reti in nazionale ― Italia Under-21
Data Città In casa Risultato Ospiti Competizione Reti Note
11-3-1964 Bergamo Italia Under-21   7 – 1   Turchia Under-21 Olimpiadi 2
18-6-1964 Roma Italia Under-21   3 – 0   Polonia Under-21 Olimpiadi 1
25-6-1964 Poznań Polonia Under-21   0 – 1   Italia Under-21 Olimpiadi -
Totale Presenze 2 Reti 3

RecordModifica

 
Mazzola realizza il gol più veloce nella storia delle stracittadine, in Milan-Inter (1-1) del 24 febbraio 1963.
  • Unico calciatore interista a vincere la classifica dei marcatori in Coppa Campioni (7 reti nella stagione 1963-64)[13];
  • Marcatore più veloce nella storia del derby di Milano: 13" (Milan-Inter 1-1, 24 febbraio 1963)[24];
  • Miglior marcatore interista ed italiano nella Coppa Intercontinentale: 3 reti (1964 e 1965).[32]

PalmarèsModifica

ClubModifica

Competizioni giovaniliModifica

Inter: 1962

Competizioni nazionaliModifica

Inter: 1962-1963, 1964-1965, 1965-1966, 1970-1971

Competizioni internazionaliModifica

Inter: 1963-1964, 1964-1965
Inter: 1964, 1965

NazionaleModifica

Italia 1968

IndividualeModifica

1963-1964 (7 gol)
1964-1965 (17 gol)
Italia 1968
1987

OpereModifica

  • Sandro Mazzola, La prima fetta di torta. I problemi, le speranze, le delusioni di un ragazzo con voglia di pallone, a cura di Luciano Falsiroli, Rizzoli, 1977.
  • Sandro Mazzola, Marco Civoli, Ho scelto di stare davanti alla porta, Limina, 2012.

NoteModifica

  1. ^ 418 (116) includendo nel computo lo spareggio del campionato 1963-64.
  2. ^ a b c Garanzini, pp. 758-759.
  3. ^ a b Dario Pelizzari, Mazzola fa 70. Suarez: 'Sandro, sei rovinato', su panorama.it, 8 novembre 2012. URL consultato il 5 luglio 2016.
  4. ^ Elena Lisa, Nella casa di Valentino Mazzola, due camere e cucina per un mito, su www3.lastampa.it, 4 settembre 2011. URL consultato il 5 luglio 2016 (archiviato dall'url originale il 27 maggio 2012).
  5. ^ Maurizio Crosetti, Esce Mazzola, entra Rivera. Così la staffetta ha fatto storia, in la Repubblica, 3 novembre 2005. URL consultato il 5 luglio 2016.
  6. ^ Riccardo Vetere, 70 anni di Rivera: gli auguri di Mazzola, su panorama.it, 14 agosto 2013. URL consultato il 5 luglio 2016.
  7. ^ Aldo Cazzullo, Sandro Mazzola: «Dopo Superga fui rapito dalla compagna di papà. Nei miei sogni gioco con lui», su corriere.it, 27 febbraio 2017.
  8. ^ Bovolenta, p. 109.
  9. ^ Alessandro Bocci e Fabio Monti, Sandro Mazzola, 70 anni: «Dicevano che non sarei mai stato come papà», su corriere.it, 1º novembre 2012. URL consultato il 5 luglio 2016.
  10. ^ "Noi abbiamo Totti, loro no", su it.eurosport.com, 1º luglio 2006.
  11. ^ Carlo Baroni, Sandro Mazzola, quando il calcio era un dribbling alla malinconia, su milano.corriere.it, 6 novembre 2012. URL consultato il 5 luglio 2016.
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BibliografiaModifica

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  • Filippo Grassia e Gianpiero Lotito, Inter. Il calcio siamo noi, Sperling & Kupfer, 2010, ISBN 9788820049676.

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