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Galles Galles
Football Association of Wales logo.png
Uniformi di gara
Manica sinistra
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Maglietta
Maglietta
Manica destra
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Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
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Casa
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Calzettoni
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Trasferta
Sport Football pictogram.svg Calcio
Federazione FAW/CBDC[1][2]
inglese: Football Association of Wales
gallese: Cymdeithas Bêl-droed Cymru
Confederazione UEFA
Codice FIFA WAL
Soprannome Dreigiau (Dragoni)
Selezionatore Galles Ryan Giggs
Record presenze Neville Southall (92)
Capocannoniere Gareth Bale (30)
Ranking FIFA 19º (16 agosto 2018)
Esordio internazionale
Scozia Scozia 4 - 0 Galles Galles
Glasgow, Regno Unito; 25 marzo 1876
Migliore vittoria
Galles Galles 11 - 0 Irlanda Irlanda
Wrexham, Regno Unito; 3 marzo 1888
Peggiore sconfitta
Scozia Scozia 9 - 0 Galles Galles
Glasgow, Regno Unito; 23 marzo 1878
Campionato del mondo
Partecipazioni 1 (esordio: 1958)
Miglior risultato Quarti di finale nel 1958
Campionato d'Europa
Partecipazioni 1 (esordio: 2016)
Miglior risultato Bronzo Semifinali nel 2016
Nations League
Partecipazioni 1 (esordio: 2018-2019)
Miglior risultato 7º posto nella Lega B 2018-2019

La nazionale di calcio del Galles (gall. Tîm pêl-droed cenedlaethol Cymru, ingl. Wales national football team) è la selezione calcistica rappresentativa del Galles, posta sotto l'egida della Football Association of Wales (FAW).

Il Galles vanta una partecipazione ai Mondiali (1958) ed una agli Europei (2016): nel Mondiale del 1958 la Nazionale gallese, trascinata dall'attaccante della Juventus John Charles, giunse fino ai quarti di finale, dove venne eliminata dal Brasile di Pelé, poi campione, mentre nell'Europeo del 2016 è arrivata in semifinale, arrendendosi soltanto al Portogallo, poi vincitore del torneo. La squadra vanta nel suo palmarès anche 12 vittorie nel Torneo Interbritannico, la più antica competizione tra squadre nazionali.

Il Galles è attualmente capitanato dal difensore dell'Everton Ashley Williams, mentre il commissario tecnico è Ryan Giggs. Il primatista di presenze è Neville Southall, che ha disputato 92 incontri tra il 1982 e il 1997, seguito da Chris Gunter (85) e Gary Speed (85); quest'ultimo, che ha giocato con la Nazionale gallese dal 1990 al 2004, è considerato una delle bandiere del calcio gallese insieme a Ryan Giggs. Capocannoniere della selezione è Gareth Bale (30).

Occupa attualmente il 19º posto nel Ranking FIFA.[3]

Indice

StoriaModifica

IniziModifica

Il Galles giocò il suo primo incontro ufficiale il 25 marzo 1875 a Glasgow contro la Scozia, diventando così la terza nazionale di calcio più "vecchia" nella storia.[4] Gli scozzesi vinsero per 4-0 questo incontro, ma fu comunque organizzata una rivincita per l'anno successivo: il 5 maggio 1877, presso il The Racecourse Ground di Wrexham, si giocò il primo incontro calcistico della storia su suolo gallese, che si concluse con la vittoria per 2-0 sempre degli ospiti.[5] Due anni più tardi fu organizzato anche il primo match contro l'Inghilterra: la partita fu disputata al Kennnington Oval di Londra e vide la vittoria per 2-1 degli inglesi;[6] nel 1882 il Galles sfidò anche l'Irlanda Unita, vincendo per 7-1 nello stadio di casa di Wrexham.

Il 6 dicembre 1882 le federazioni calcistiche delle quattro Home Nations (Inghilterra, Irlanda, Scozia e Galles) si riunirono presso Manchester per definire delle regole del gioco valide per tutto il mondo e fondando così l'International Football Association Board (IFAB), ancora oggi in funzione seppur con una composizione in parte alterata. Successivamente, nel corso della stagione 1883-1884, queste quattro federazioni fondarono anche il Torneo Interbritannico (in inglese British Home Championship), che si svolse fino al 1984 e che i gallesi vinsero nella loro storia per 12 volte.[7].

La Federazione calcistica del Galles (FAW) aderì inizialmente alla FIFA nel 1906, ma, poiché le relazioni tra il massimo organo governativo del calcio e le associazioni calcistiche britanniche non erano delle migliori e s'incrinarono presto, nel 1928 i gallesi ne uscirono per una disputa sul pagamento dei giocatori dilettanti. Come conseguenza, ai Dragoni fu impedito di partecipare alle prime tre edizioni del mondiale.[8]

Nel 1932 il Galles giocò la sua prima partita contro una nazionale non britannica: quella dell'EIRE; un anno dopo venne l'ora anche del primo incontro lontano dalle isole britanniche: a Parigi giocarono contro la Francia pareggiando per 1-1.

Dopo la Seconda guerra mondiale, insieme alle altre Home Nations, anche i Gallesi rientrarono nella FIFA e presero parte alle qualificazioni ai Mondiali del 1950. I Dragoni finirono però ultimi nel loro raggruppamento e mancarono la qualificazione alla fase finale in Brasile.[9] Gli anni 1950, tuttavia, furono l'epoca d'oro del calcio gallese: nella nazionale scesero in campo giocatori del calibro di Ivor Allchurch, Cliff Jones, Alf Sherwood, Jack Kelsey, Trevor Ford, Ron Burgess, Terry Medwin e, soprattutto, John Charles.

Gli anni d'oro: il Mondiale 1958Modifica

 
John Charles nel 1954, in campo per il Galles in un match contro la Scozia

Il Galles partecipò per la sua prima, e finora unica, volta a un campionato mondiale di calcio nel 1958, quando la competizione iridata era ospitata dalla Svezia. Il cammino per la qualificazione fu comunque alquanto complesso e inusuale: i Dragoni avevano infatti concluso il loro girone preliminare al secondo posto, dietro alla Cecoslovacchia e non avevano dunque ottenuto il pass per la fase finale.[10] Intervennero però a quel punto le difficoltà politiche nel Medio Oriente: l'Egitto e il Sudan si rifiutarono di giocare la loro partita di qualificazione contro l'Israele per la Crisi di Suez, nonostante la FIFA si fosse impegnata a promettere che tali incontri si sarebbero giocati in campo neutro. La FIFA fu costretta a dare le due partite vinte a tavolino per gli israeliani, ma impedì loro di ottenere subito il pass per il mondiale, senza aver mai giocato nemmeno un incontro di qualificazione, optando per organizzare uno spareggio alquanto insolito proprio contro il Galles.[11]

I Dragoni vinsero facile sia all'andata che al ritorno: 2-0 al Ramat Gan Stadium e sempre 2-0 al Ninian Park di Cardiff ottenendo così la loro prima qualificazione al Campionato mondiale di Calcio. In Svezia il Galles fu inserito nel gruppo C con i padroni di casa, l'Ungheria e il Messico: i gallesi figurarono molto bene, riuscendo a passare il turno grazie al secondo posto conquistato nel raggruppamento, pur arrendendosi poi ai quarti di finale contro il Brasile, futuro campione del torneo. In quest'ultima gara comunque i Dragoni, già sfavoriti ad armi pari, dovettero sostenere anche l'assenza del loro più forte giocatore: John Charles e subirono un'onorevole sconfitta per 1-0, unica rete siglata da un diciassettenne Pelé, alla sua prima marcatura con la casacca verdeoro.[12]

Il memorabile cammino del Galles al mondiale del 1958 fu di ispirazione per il libro When Pele Broke Our Hearts: Wales and the 1958 World Cup scritto da Mario Risoli ed edito da St David's Press,[13] opera dalla quale fu anche tratto un documentario che ricevette una nomination ai Bafta Cymru Awards.

Anni 1970 e 1980: tra gioie e delusioniModifica

Dalla fondazione del Campionato europeo di calcio nel 1960 fino alla partecipazione all'edizione del 2016, il Galles non aveva mai disputato il Campionato europeo di calcio. Nonostante ciò anche nel 1976 la squadra, allenata da Mike Smith, riuscì a qualificarsi, vincendo il proprio gruppo di qualificazione, formato dall'Ungheria, dall'Austria e dal Lussemburgo; prima del 1980, tuttavia, partecipavano alla fase finale del torneo solamente quattro nazionali, per cui i Dragoni dovettero affrontare in uno spareggio con gara di andata e ritorno, la Jugoslavia. Il match d'andata, disputatosi in Zagabria, vide la vittoria per 2-0 dei padroni di casa. Per aggiudicarsi lo spareggio i gallesi sarebbero stati costretti a vincere con tre goal di scarto nel ritorno, ma al Ninian Park si fermarono sull'1-1, vedendo così sfumare l'obiettivo sogno della partecipazione agli Europei.[14]

L'anno successivo il Galles riuscì nell'impresa, per la prima volta dopo quarantadue anni, a sconfiggere l'Inghilterra su suolo inglese, collezionando per altro la sua prima vittoria a Wembley, grazie a una rete su rigore di Leighton James.[15] Tre anni dopo i gallesi bissarono il successo, questa volta sul campo casalingo di Wrexham, sconfiggendo gli inglesi per 4-1, grazie alle marcature di Mickey Thomas, Ian Walsh, Leighton James e a un autogol di Phil Thompson; questa vittoria impedì peraltro agli inglesi di vincere il Torneo Interbritannico di quell'anno, consegnandolo all'Irlanda del Nord.[16]

 
Mark Hughes, stella della nazionale gallese tra gli anni 1980 e 1990 successivamente anche CT dei Dragoni

Durante le qualificazioni a Spagna 1982 il Galles, allenato da Mike England, sfiorò il passaggio del turno, venendo eliminato soltanto per differenza reti dopo aver perso l'ultimo incontro per 3-0 contro l'URSS, nonostante il motivo dell'eliminazione sia da attribuire più che a questa sconfitta al clamoroso pareggio casalingo per 2-2 nella penultima gara del girone contro la modesta Islanda.[17]

Simile se non uguale fu il destino dei Dragoni alle qualificazioni per il mondiale successivo: trainati dai goal di Mark Hughes prima schiantarono la Spagna con un risultato di 3-0 e poi sconfissero la Scozia ad Hampden Park per 1-0, ma nuovamente i sogni gallesi furono fermati dall'Islanda che li sconfisse per 1-0 a Reykjavík, sancendone nuovamente l'eliminazione.[18]

Gli anni 1990 e la crisiModifica

Sotto la guida di Terry Yorath il Galles raggiunse quello che allora era il suo massimo piazzamento nel ranking FIFA, ovvero la ventisettesima posizione (attualmente il record è stato battuto con il 21° ottenuto nel maggio 2015, e il 17° nel luglio 2016). I Dragoni sfiorarono nuovamente l'accesso alla fase finale dei mondiali: nell'ultima giornata delle qualificazioni a USA '94 i gallesi, obbligati a vincere contro la Romania, persero per 2-1, con Paul Bodin che, sul risultato di parità, sbagliò anche un calcio di rigore.[19]

In seguito a questa mancata qualificazione la FAW decise di non rinnovare il contratto a Yorath, optando per ingaggiare part-time John Toshack, già allenatore del Real Sociedad. Toshack però rassegnò le proprie dimissioni dopo un solo match (sconfitta per 3-1 contro la Norvegia) portando come motivazione di ciò l'insorgere di alcuni problemi con la Federazione.[20] Mike Smith prese per la seconda volta la guida dei Dragoni con l'obbiettivo di raggiungere la qualificazione a Euro '96, ma i gallesi giocarono un girone preliminare molto deludente, finendo sconfitti da Moldavia e Georgia.[21] Smith fu quindi esonerato e al suo posto subentrò Bobby Gould.

Sotto la sua guida il Galles dovette affrontare un periodo di grandissima difficoltà: i tre principali giocatori della squadra (Nathan Blake, Robbie Savage e Mark Hughes), entrati in collisione con l'allenatore, lasciarono la nazionale;[22][23] mentre i risultati furono più che deludenti: arrivarono infatti sotto tale gestione la sconfitta in amichevole per 2-1 contro la squadra di club (non certo blasonata) del Leyton Orient[24] e l'umiliazione, 7-1, nel match contro i Paesi Bassi.[25] Nel 1999, in seguito a una sconfitta per 4-0 contro l'Italia, Gould consegnò le proprie dimissioni e la FAW scelse di assegnare la guida della squadra, almeno per il match contro la Danimarca che si sarebbe tenuto quattro giorni dopo, alle due ex-stelle della nazionale Mark Hughes e Neville Southall.[26]

Anni 2000: da Hughes al Toshack-bisModifica

Hughes fu confermato poi come ct della nazionale, andando vicino a portarla alla qualificazione a Euro 2004: il Galles fu infatti eliminato nello spareggio contro la Russia. Questa sfida non fu comunque priva di controversie, in quanto al centrocampista russo Yegor Titov, in seguito a un controllo antidoping dopo la gara d'andata (0-0 a Mosca), fu trovata in corpo una sostanza vietata. Nonostante questo fatto, la UEFA decise di non procedere con controlli più specifici su tutta la squadra, limitandosi solamente a squalificare Titov.[27] Nella gara di ritorno, a Cardiff, gli ospiti vinsero per 1-0, spegnendo i sogni di partecipazione all'europeo al Galles.

 
Carl Fletcher in campo per il Galles in un match di qualificazione a Sudafrica 2010

Dopo una brutta partenza nel torneo di qualificazione ai mondiali del 2006, Hughes decise di dimettersi per andare ad allenare i Blackburn in Premier League, e quindi la FAW scelse di riaffidare la squadra a John Toshack.[28][29] Nelle qualificazioni a Euro 2008 il Galles, inserito nel Gruppo D con Germania, Rep. Ceca. Slovacchia, Irlanda, Cipro e San Marino, finì al quinto posto nel proprio raggruppamento, mescolando buoni risultati (un pari in Germania o un roboante 5-2 alla Slovacchia) con cocenti delusioni, tra cui le sconfitte contro Cipro e Slovacchia, quest'ultima addirittura per 5-1.[30] Nonostante la qualificazione mancata di molto, arrivò anche qualche segnale positivo per il movimento calcistico gallese, come per esempio l'inserimento in squadra di molti giovani promettenti prelevati dall'Under-21 come Gareth Bale e Aaron Ramsey.

Nelle qualificazioni al mondiale sudafricano del 2010 il Galles partì bene, mettendo in fila due buone vittorie contro Azerbaigian e Liechtenstein. Successivamente però i Dragoni persero 2-1 a Mosca contro la Russia e 1-0 a Mönchengladbach contro la Germania (in quest'ultima partita comunque la prestazione dei gallesi fu notevole, in quanto riuscirono a resistere per oltre settanta minuti contro i ben più forti tedeschi[31]) e le speranze di qualificazioni si affievolirono notevolmente, per poi essere totalmente annientate dopo due sconfitte in casa, entrambe per 2-0, contro Finlandia e Germania.

Toshack rassegnò le proprie dimissioni da allenatore del Galles il 9 settembre 2010 mentre la squadra era impegnata nelle qualificazioni a Euro 2012, in seguito alla sconfitta in trasferta contro il Montenegro per 1-0 nella gara inaugurale del girone preliminare.[29] Al suo posto la Federazione scelse l'allenatore dell'Under-21 Brian Flynn, Flynn durò però soltanto due partite sulla panchina gallese e venne esonerato nel dicembre di quello stesso anno dopo le sconfitte con Bulgaria e Svizzera.[32]

Anni 2010: da Speed a ColemanModifica

Il 14 dicembre 2010 fu nominato CT dei Dragoni Gary Speed[33], già giocatore per il Galles, il quale esordì l'8 febbraio 2011 per il match inaugurale della prima Nations Cup, perdendo per 3-0 contro la Irlanda di Trapattoni.[34] Il 26 maggio di quello stesso anno Speed esordì col Galles nelle qualificazioni a Euro 2012, il ct nominò capitano Aaron Ramsey, facendolo diventare dati i suoi ventidue anni, il più giovane capitano della storia della nazionale gallese. Il Dragoni nell'agosto del 2011, in seguito alla sconfitta per 2-0 contro l'Inghilterra, finirono al 117º posto del ranking FIFA, raggiungendo così il loro peggior risultato nella storia.[35] Nei mesi successivi il Galles mise in fila un discreto numero di successi (2-1 al Montenegro, 2-0 alla Svizzera e 1-0 alla Bulgaria) e risalì entro ottobre di quello stesso anno al 49º posto,[36] ricevendo il premio, non ufficiale, di big mover nel ranking (riconoscimento ufficioso destinato alla nazionale che compie il maggior numero di passi in avanti nel ranking FIFA nel tempo posto tra un aggiornamento e l'altro dello stesso[37]).

 
Una formazione del Galles nel 2016, semifinalista all'Europeo di Francia.

L'ultimo incontro di Speed sulla panchina dei gallesi fu un'amichevole contro la Norvegia, il 12 novembre 2011, gara vinta per 4-1. L'uomo fu poi trovato morto nel proprio appartamento il 27 di quel mese, secondo la polizia dopo essersi suicidato impiccandosi.[38] La FAW scelse di affidare la squadra a Chris Coleman, che entrò in attività come CT il 19 gennaio 2012.[39] Il cammino di qualificazione al mondiale del 2014 fu molto difficile: i Dragoni persero all'esordio 2-0 contro il Belgio, mentre nella partita successiva subirono un'umiliante sconfitta per 6-1 contro la Serbia.[40] Coleman decise di cambiare capitano, affidando la fascia ad Ashley Williams[41], ma la squadra non riuscì a recuperare nel girone di qualificazione, ma una sconfitta per 2-1 contro la Croazia precluse ogni speranza di qualificazione.

Nell'aprile del 2013 la federazione decise di aprire Dragon Park, un centro per lo sviluppo delle giovanili gallesi, oltre che del calcio femminile, presso Newport.[42]

Il Galles, inserito nel gruppo B delle qualificazioni ad Euro 2016, partì nel modo migliore: nel maggio 2015 la squadra raggiunse anche la propria miglior posizione di sempre nella classifica mondiale della FIFA (21º posto)[43] e, nelle prime cinque partite, mise a referto tre vittorie e due pareggi. Il 9 luglio 2015 la nazionale, in virtù degli ottimi risultati (come la vittoria per 1-0 sul Belgio, all'epoca secondo nel ranking FIFA), entrò per la prima volta tra le migliori dieci di tale classifica, con uno storico 10º posto. Dopo l'aggiornamento del 6 agosto 2015 la squadra ottenne posizioni ancora migliori, accreditandosi come una delle migliori squadre del mondo.

Il 10 ottobre 2015, nonostante la sconfitta per 2-0 con la Bosnia ed Erzegovina, si qualificò con un turno d'anticipo per Euro 2016. Si trattò della prima partecipazione alla fase finale di un campionato europeo per la selezione gallese. L'11 giugno 2016 la compagine allenata da Coleman vinse all'esordio nella fase finale del torneo contro la Slovacchia (2-0), il 16 giugno perse contro l'Inghilterra (1-2) e il 20 giugno batté la Russia, chiudendo il proprio raggruppamento al primo posto. Il 25 giugno eliminò l'Irlanda del Nord negli ottavi di finale (1-0) e il 1º luglio il favorito Belgio nei quarti di finale (3-1). La squadra concluse il suo memorabile cammino in semifinale, dove fu sconfitta dal Portogallo (2-0).

Nel settembre 2016 il Galles aprì la sua campagna di qualificazione al campionato del mondo 2018 con grandi aspettative e conseguì una larga vittoria in casa (4-0) contro la Moldavia. Seguirono, tuttavia, cinque pareggi consecutivi, che rallentarono la marcia verso la qualificazione. Dopo tre vittorie consecutive, la sconfitta interna subita contro l'Irlanda sancì il terzo posto finale nel girone e dunque l'eliminazione del Galles[44].

Strutture calcisticheModifica

 
Il Millenium Stadium di Cardiff, casa della nazionale di calcio del Galles fino al 2010

La nazionale di calcio del Galles dal 2000 al 2010 ha giocato la maggior parte delle proprie partite casalinghe nel Millenium Stadium di Cardiff, impianto che condivideva con la nazionale di rugby ed edificato nel 1999 per ospitare la Coppa del Mondo di rugby 1999.[45] Prima di quell'anno i Dragoni giocarono prima le loro partite in diversi stadi, principalmente quelli di Cardiff, Swansea e Wrexham e successivamente nel Cardiff Arms Park.

Il primo match del Galles nel Millenium Stadium fu contro la Finlandia il 29 marzo 2000. I Finlandesi vinsero l'incontro per 2-1: il primo goal in assoluto segnato nello stadio fu di Jari Litmanen, mentre il primo di un gallese fu firmato da Ryan Giggs.[46]

Quando nel 2009 fu inaugurato il Cardiff City Stadium, la FAW decise di organizzare alcune amichevoli in questo nuovo impianto, alternando invece i match ufficiali tra i Millenium Stadium, il Liberty Stadium di Swansea e il Racecourse Ground di Wrexham. Il Millenium Stadium fu però sempre meno usato in quanto era molto raro che, dato anche gli scarsi risultati della squadra in quel periodo, venisse riempito per più del 50% della sua capienza. Durante le qualificazioni a Euro 2012 i Dragoni giocarono o a Swansea o al Cardiff City Stadium, fuorché il derby contro l'Inghilterra unico incontro giocato al Millenium. Tale alternanza rimase anche per le qualificazioni a Brasile 2014, mentre dall'inizio del torneo di qualificazione a Euro 2016, dopo l'ampliamento a 33.000 posti di quest'impianto, il Galles si è trasferito definitivamente al Cardiff City Stadium.[47]

Colori e simboliModifica

Lo stemmaModifica

Il primo stemma usato sulle casacche dei Dragoni per i primissimi match ufficiali era l'emblema del Principe del Galles, rappresentante tre penne di struzzo in una corona e ora, in maniera stilizzata, utilizzato dalla nazionale di rugby. Successivamente la federazione utilizzò diversi emblemi, che introdussero la figura del dragone.[48]

Evoluzione
 
Lo stemma del Principe del Galles utilizzato sulle divise dei Dragoni per i primi match della sua storia
 
Lo stemma in uso fino dal 1951 al 2010
 
Lo stemma adottato nel 2011

L'attuale stemma della Federazione calcistica del Galles deriva da un precedente scudo disegnato nel 1951 da H. Ellis Tomilson per festeggiare i 75 anni di esistenza della stessa FAW. Esso presentava il dragone rosso che campeggia anche al centro della bandiera nazionale posto al centro di uno scudo bordato di verde, nel bordo erano posti undici porri (pianta simbolo nazionale del Galles) colorati di giallo che rappresentano gli undici giocatori in campo. In basso si trovava la scritta in lingua gallese "Gorau Chwarae Cyd Chwarae" (in inglese Best play is team play), ovvero "il miglior gioco è quello di squadra".[49]

Nel 2011 questo logo è stato rinnovato: lo scudo presenta forme meno squadrate e più curvilinee, i porri sono semplificati fino a sembrare narcisi e il motto in basso è stato inscritto su un nastro rosso e verde. Inoltre la testa del dragone è stata girata, e ora sembra più volta verso l'esterno, quasi in avanti, a indicare come la Federazione e la nazionale puntino a un progresso in quanto soprattutto a risultati sportivi.[50]

Le diviseModifica

Non esistono testimonianze inerenti all'aspetto della divisa del Galles il giorno dell'esordio assoluto, nel match del 25 marzo 1875 contro la Scozia; la prima divisa dei Dragoni di cui si hanno notizie fu quella indossata nel 1877 (bianca, con il classico stemma del Principe del Galles cucito sul petto, e pantaloncini blu). Questo stesso completo è attestato anche per quanto riguarda il match contro l'Inghilterra del 1881. Due anni più tardi invece i Gallesi mutarono la loro divisa, scegliendo per una maglia completamente magenta accoppiata a dei pantaloncini bianchi. Dal 1895 al 1900 invece si assistette a un nuovo cambio: casacca partita bianco-verde (colori che rimandano allo sfondo della bandiera nazionale) e pantaloncini neri.
Nel 1901 subentrò il classico completo rosso (colore derivante dal dragone simbolo sia della nazione che della FAW[51]), eventualmente bordato con particolari bianchi, con pantaloncini bianchi, che segnerà la storia della nazionale.[48]

 
Una divisa gallese di Billy Meredith risalente al 1908

Dal 1946 le divise dei Dragoni furono prodotte dalla Umbro e nel 1949 abbiamo attestazione della presenza, per la prima volta di un completo di riserva, utilizzato in un'amichevole in trasferta contro il Portogallo in quanto i padroni di casa scendevano in campo anche loro con una divisa rossa, tale completo era composto da casacca gialla bordata in verde e pantaloncini neri, con i calzettoni a righe giallo-verdi. Il Galles si presentò ai mondiali del 1958, unici giocati nella sua storia, con una divisa rossa bordata in bianco come prima maglia, e una gialla con rifiniture verdi come seconda.[52]

Nel 1972, in occasione di un match contro l'Inghilterra il Galles permise, per un'iniziativa di carattere pubblicitario, all'azienda inglese Bukta di disegnare la divisa per l'incontro: che si presentò molto simile a quella classica, con la sola particolarità di aver escluso completamente il bianco nelle bordature della casacca, colorate di giallo. La stessa Bukta disegnò le divise dei Dragoni per un anno nel 1975, mentre dal '76 l'azienda di riferimento fu la Admiral. I completi delle stagioni dal 1976 al 1979 presentavano delle bande orizzontali, leggermente curvate verso l'interno, giallo-verdi sulla prima divisa e rosso-verdi su quella di riserva.[53]

Dal 1980, per sette anni, le divise gallesi furono disegnate dalla Adidas, in quanto la FAW dovette terminare il proprio contratto con la precedente azienda che era entrata in crisi finanziaria. Il design dei completi, tuttavia, rimase simile a quello delle stagioni precedenti. Per vedere grandi cambiamenti è necessario attendere il ritorno della Umbro, avvenuto nel 1990 dopo una breve parentesi di contratto con la Hummel: già dalla stagione 1990 furono inseriti dei particolari stilistici alla prima divisa, nel tentativo di renderla utilizzabile anche come vestito casual per i tifosi fuori dallo stadio e non solamente per i giocatori. Nel 1996 subentrò l'azienda italiana Lotto che apportò importanti modifiche inserendo nel completo del 2006 un dragone in trasparenza al centro della maglia.[54]

Dal 2000 al 2008 le divise gallesi sono state disegnate dalla Kappa, che non ha apportato grandi cambiamenti ai primi due completi, ma ha introdotto una terza divisa: giallo-blu nel 2000-2001, gialla nel 2001-2002, azzurra dal 2003 al 2005, nera con una banda bianco-rossa nel 2005-2006 e infine bianca con finiture e maniche rosso-verdi nel 2007. Dal 2008 al 2010 la sponsorizzazione tecnica è stata affidata all'azienda statunitense Champion Sportswear, che ha reintrodotto il dragone in trasparenza sulla prima e sulla seconda divisa.[55]

Dopo una breve parentesi segnata da un nuovo contratto con la Umbro (tra il 2010 e il 2013), la sponsorizzazione tecnica è passata nelle mani dell'Adidas.[56]

Evoluzione della divisaModifica

Casa
1876
1883
1895
1901
1905
1939
1943
Mondiali 1958
1972
1976
1980
2003
2006
2012
2015
Trasferta
1949
1956
1973
1974
1976
1980
2002
2012
2015

Modifica

Cronologia degli sponsor tecnici

Tutte le roseModifica

Rosa attualeModifica

Presenze e reti aggiornate al 24 marzo 2019.

N. Pos. Giocatore Data nascita (età) Pres. Reti Squadra
1 P Wayne Hennessey 24 gennaio 1987 (32 anni) 82 -76   Crystal Palace
12 P Danny Ward 22 giugno 1993 (25 anni) 4 -4   Leicester City
21 P Adam Davies 17 luglio 1992 (26 anni) 1 0   Barnsley
2 D Chris Gunter 21 luglio 1989 (29 anni) 94 0   Reading
6 D Ashley Williams   23 agosto 1984 (34 anni) 85 2   Stoke City
4 D Ben Davies 24 aprile 1993 (26 anni) 44 0   Tottenham
3 D Paul Dummett 26 settembre 1991 (27 anni) 3 0   Newcastle Utd
5 D James Chester 23 gennaio 1989 (30 anni) 35 1   Aston Villa
19 D Tom Lockyer 3 dicembre 1994 (24 anni) 5 0   Bristol Rovers
5 D Chris Mepham 5 novembre 1997 (21 anni) 5 0   Brentford
14 D Connor Roberts 23 settembre 1995 (23 anni) 9 1   Swansea City
16 C Joe Ledley 23 gennaio 1987 (32 anni) 77 4   Derby County
10 C Aaron Ramsey 26 dicembre 1990 (28 anni) 58 14   Arsenal
8 C Andy King 29 ottobre 1988 (30 anni) 50 2   Leicester City
18 C Harry Wilson 22 marzo 1997 (22 anni) 9 2   Derby County
15 C Ethan Ampadu 14 settembre 2000 (18 anni) 6 0   Chelsea
13 C David Brooks 8 luglio 1997 (21 anni) 10 0   Bournemouth
23 C Matt Smith 22 novembre 1999 (19 anni) 5 0   Twente


7 C Joe Allen 24 marzo 1997 (22 anni) 49 2   Stoke City
9 A Sam Vokes 21 ottobre 1989 (29 anni) 61 11   Burnley
17 A Tom Lawrence 13 gennaio 1994 (25 anni) 15 3   Derby County
11 A Gareth Bale 16 luglio 1989 (29 anni) 75 31   Real Madrid
22 A Tyler Roberts 12 gennaio 1999 (20 anni) 5 1   Leeds Utd

Record individualiModifica

Statistiche aggiornate al 24 marzo 2019[57]

Record di presenzeModifica

Pos. Nome Periodo Presenze
1 Chris Gunter 2007- 94
2 Neville Southall 1982-1998 92
3 Ashley Williams 2008- 85
3 Gary Speed 1990-2004 85
5 Craig Bellamy 1998-2013 78
6 Gareth Bale 2006- 75
6 Dean Saunders 1986-2001 75
8 Peter Nicholas 1979-1991 73
8 Ian Rush 1980-1996 73
10 Mark Hughes 1984-1999 72
10 Joey Jones 1975-1986 72

Record di retiModifica

Pos. Nome Reti Presenze
1 Gareth Bale 31 75
2 Ian Rush 28 73
3 Trevor Ford 23 38
= Ivor Allchurch 23 68
4 Dean Saunders 22 75
5 Craig Bellamy 19 78
6 Robert Earnshaw 16 59
= Cliff Jones 16 59
= Mark Hughes 16 72
10 John Charles 15 38

CalciatoriModifica

Giocatori notevoliModifica

 
Ian Rush, secondo miglior marcatore della nazionale gallese, in un'immagine del 2008
 
Ryan Giggs, giocatore simbolo della nazionale gallese tra gli anni 1990 e 2000, fotografato durante un match contro il Brasile
 
Bale, Bellamy, Ramsey ed Earnshaw durante il riscaldamento prima di una partita della nazionale
Inseriti nella Hall of Fame dello sport gallese[58]
Inseriti nella Hall of Fame del calcio britannico[59]
Inseriti tra le Football League 100 Legends[60]
Vincitori del premio Calciatore dell'anno (FWA)[61]
Vincitori del premio Calciatore dell'anno (PFA)[62]
Inseriti in una Squadra dell'anno della PFA[62]

Commissari tecniciModifica

Allenatori

Confronti con le altre nazionaliModifica

Sono prese in considerazione le nazionali contro cui il Galles ha disputato nella sua storia almeno dieci incontri. Le partite terminate ai calci di rigore sono contate come pareggio.[63]

Saldo positivoModifica

Nazionale Giocate Vinte Pareggiate Perse Reti Fatte Reti Subite Differenza reti Ultima vittoria Ultimo pareggio Ultima sconfitta
  Irlanda del Nord 57 28 15 14 92 69 +23 27 maggio 2011 6 febbraio 2007 23 maggio 1980
  Irlanda 35 17 7 11 96 62 +34 15 marzo 1924 18 aprile 1925 13 febbraio 1926
  Ungheria 10 5 2 3 15 14 +1 9 febbraio 2005 20 marzo 1963 16 ottobre 1985

Saldo nulloModifica

Nazionale Giocate Vinte Pareggiate Perse Reti Fatte Reti Subite Differenza reti Ultima vittoria Ultimo pareggio Ultima sconfitta
  Belgio 13 5 3 5 20 17 +3 1º luglio 2016 16 novembre 2014 7 settembre 2012
  Finlandia 12 4 4 4 17 12 +5 7 settembre 2002 16 novembre 2013 10 ottobre 2009

Saldo negativoModifica

Nazionale Giocate Vinte Pareggiate Perse Reti Fatte Reti Subite Differenza reti Ultima vittoria Ultimo pareggio Ultima sconfitta
  Scozia 107 23 23 61 124 243 -117 22 marzo 2013 10 settembre 1985 25 maggio 2011
  Inghilterra 102 14 21 67 91 247 -156 2 maggio 1984 20 maggio 1981 16 giugno 2016
  Germania 17 2 6 9 10 26 -16 14 maggio 2002 21 novembre 2007 1º aprile 2009
  Cecoslovacchia 12 3 3 6 10 15 -5 19 novembre 1980 8 settembre 1993 11 novembre 1987
  Norvegia 11 3 4 4 15 14 +1 12 novembre 2011 27 maggio 2004 5 settembre 2001
  Brasile 10 1 1 8 5 20 -15 10 settembre 1991 12 giugno 1983 5 settembre 2006

PalmarèsModifica

Partecipazioni ai tornei internazionaliModifica

Campionato del mondo
Edizione Risultato
1930 Non partecipante
1934 Non partecipante
1938 Non partecipante
1950 Non partecipante
1954 Non partecipante
1958 Quarti di finale
1962 Non qualificata
1966 Non qualificata
1970 Non qualificata
1974 Non qualificata
1978 Non qualificata
1982 Non qualificata
1986 Non qualificata
1990 Non qualificata
1994 Non qualificata
1998 Non qualificata
2002 Non qualificata
2006 Non qualificata
2010 Non qualificata
2014 Non qualificata
2018 Non qualificata
Campionato europeo
Edizione Risultato
1960 Non partecipante
1964 Non qualificata
1968 Non qualificata
1972 Non qualificata
1976 Non qualificata
1980 Non qualificata
1984 Non qualificata
1988 Non qualificata
1992 Non qualificata
1996 Non qualificata
2000 Non qualificata
2004 Non qualificata
2008 Non qualificata
2012 Non qualificata
2016 Semifinali
Giochi olimpici[64]
Edizione Risultato
Confederations Cup
Edizione Risultato
1992 Non invitata
1995 Non invitata
1997 Non qualificata
1999 Non qualificata
2001 Non qualificata
2003 Non qualificata
2005 Non qualificata
2009 Non qualificata
2013 Non qualificata
2017 Non qualificata


Legenda: Grassetto: Risultato migliore, Corsivo: Mancate partecipazioni


Statistiche dettagliate sui tornei internazionaliModifica

MondialiModifica

Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
1930   Uruguay Non partecipante - - - -
1934   Italia Non partecipante - - - -
1938   Francia Non partecipante - - - -
1950   Brasile Non partecipante - - - -
1954   Svizzera Non partecipante - - - -
1958   Svezia Quarti di finale 1 3 1 4:4
1962   Cile Non qualificata - - - -
1966   Inghilterra Non qualificata - - - -
1970   Messico Non qualificata - - - -
1974   Germania Ovest Non qualificata - - - -
1978   Argentina Non qualificata - - - -
1982   Spagna Non qualificata - - - -
1986   Messico Non qualificata - - - -
1990   Italia Non qualificata - - - -
1994   Stati Uniti Non qualificata - - - -
1998   Francia Non qualificata - - - -
2002   Corea del Sud /   Giappone Non qualificata - - - -
2006   Germania Non qualificata - - - -
2010   Sudafrica Non qualificata - - - -
2014   Brasile Non qualificata - - - -
2018   Russia Non qualificata - - - -

EuropeiModifica

Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
1960   Francia Non partecipante - - - -
1964   Spagna Non qualificata - - - -
1968   Italia Non qualificata - - - -
1972   Belgio Non qualificata - - - -
1976   Jugoslavia Non qualificata - - - -
1980   Italia Non qualificata - - - -
1984   Francia Non qualificata - - - -
1988   Germania Ovest Non qualificata - - - -
1992   Svezia Non qualificata - - - -
1996   Inghilterra Non qualificata - - - -
2000   Belgio /   Paesi Bassi Non qualificata - - - -
2004   Portogallo Non qualificata - - - -
2008   Austria /   Svizzera Non qualificata - - - -
2012   Polonia /   Ucraina Non qualificata - - - -
2016   Francia Semifinali 4 0 2 10:6

Confederations CupModifica

Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
1992   Arabia Saudita Non invitata - - - -
1995   Arabia Saudita Non invitata - - - -
1997   Arabia Saudita Non qualificata - - - -
1999   Messico Non qualificata - - - -
2001   Corea del Sud /   Giappone Non qualificata - - - -
2003   Francia Non qualificata - - - -
2005   Germania Non qualificata - - - -
2009   Sudafrica Non qualificata - - - -
2013   Brasile Non qualificata - - - -
2017   Russia Non qualificata - - - -

NoteModifica

  1. ^ Football Association of Wales: About The FAW The FAW
  2. ^ L'acronimo della federazione è FAW in inglese, mentre l'acronimo in gallese è CBDC.
  3. ^ Fifa World Ranking, fifa.com, su fifa.com.
  4. ^ About Wales: Football, su wales.com. URL consultato il 20 Maggio 2015.
  5. ^ Mon 05 Mar 1877 Wales 0 Scotland 2, su londonhearts.com. URL consultato il 20 Maggio 2015.
  6. ^ England match No.8: England Wales 2-1, su englandfootballonline.com. URL consultato il 20 Maggio 2015.
  7. ^ Birtish Home Championships, su MyFootballFacts.com. URL consultato il 20 Maggio 2015.
  8. ^ BRITISH FOOTBALL AND FIFA, 1928-46:GOING TO WAR OR PEACEFUL COEXISTENCE?, su Fifa.com.
  9. ^ World Cup 1950 Qualifying, su rsssf.com. URL consultato il 20 Maggio 2015.
  10. ^ World Cup 1958 Qualifying, su rsssf.com. URL consultato il 20 Maggio 2015.
  11. ^ World Cup 1958 - Qualifications, su planetworldcup.com. URL consultato il 20 Maggio 2015.
  12. ^ WorldCup archive - Sveden 1958, su fifa.com. URL consultato il 20 Maggio 2015.
  13. ^ (EN) Mario Risoli, When Pele Broke Our Hearts: Wales and the 1958 World Cup, 1998.
  14. ^ European Championship 1976 - Qualifying Stage, su rsssf.com. URL consultato il 20 Maggio 2015.
  15. ^ BBC Sport archive: 1977 - England 0-1 Wales, su news.bbc.co.uk. URL consultato il 20 Maggio 2015.
  16. ^ Wales 4 England 1 - day the Welsh ran Greenwood's men ragged, su dailymail.co.uk. URL consultato il 20 Maggio 2015.
  17. ^ World Cup 1982 Qualifying, su rsssf.com. URL consultato il 20 Maggio 2015.
  18. ^ World Cup 1986 Qualifying, su rsssf.com. URL consultato il 20 Maggio 2015.
  19. ^ Paul Bodin on when Wales were a spot-kick away from the World Cup, su news.bbc.co.uk. URL consultato il 20 Maggio 2015.
  20. ^ Dewi Hughes, Time for Toshack to deliver, su news.bbc.co.uk. URL consultato il 21 Maggio 2015.
  21. ^ European Championship 1996 qualifications, su rsssf.com. URL consultato il 21 Maggio 2015.
  22. ^ An Englishman over the border, su news.bbc.co.uk. URL consultato il 21 Maggio 2015.
  23. ^ Wales reprieve for Savage, su news.bbc.co.uk. URL consultato il 21 Maggio 2015.
  24. ^ 1996 MATCHES, su rsssf.com. URL consultato il 21 Maggio 2015.
  25. ^ Paul Abbandonato, Holland 7-1 Wales...the day the world caved in on Hartson, Saunders Vinnie and the rest of Bobby Gould's Dragons, su walesonline.co.uk. URL consultato il 21 Maggio 2015.
  26. ^ Hughes and Southall fill in for Wales, su news.bbc.co.uk. URL consultato il 21 Maggio 2015.
  27. ^ Wales consider Euro 2004 appeal, su news.bbc.co.uk. URL consultato il 21 Maggio 2015.
  28. ^ Michael Walker, Hughes leaves Wales at crossroads of fear, su theguardian.com. URL consultato il 21 Maggio 2015.
  29. ^ a b John Toshack departs as Wales boss, su news.bbc.co.uk. URL consultato il 21 Maggio 2015.
  30. ^ European Championship 2008 - Qualifiying Stage, su rsssf.com. URL consultato il 21 maggio 2015.
  31. ^ Peter Shuttleworth, Germany 1-0 Wales, su news.bbc.co.uk. URL consultato il 21 Maggio 2015.
  32. ^ Youth coach Brian Flynn to leave Wales coaching role, su news.bbc.co.uk. URL consultato il 21 Maggio 2015.
  33. ^ Wales unveil ex-captain Gary Speed as new manager, su news.bbc.co.uk. URL consultato il 22 Maggio 2015.
  34. ^ Nations Cup: Republic of Ireland 3-0 Wales, su news.bbc.co.uk. URL consultato il 22 Maggio 2015.
  35. ^ Netherlands overtake Spain to top Fifa world rankings, su news.bbc.co.uk. URL consultato il 22 Maggio 2015.
  36. ^ Wales rise in world rankings 45 places to 45th, su news.bbc.co.uk. URL consultato il 22 Maggio 2015.
  37. ^ Best/Worst Movers, su fifa.com. URL consultato il 22 Maggio 2015.
  38. ^ Nick Szczepanik, Gary Speed - Obituary, su theguardian.com. URL consultato il 22 Maggio 2015.
  39. ^ Chris Coleman - New Wales National Team Manager, su faw.org.uk. URL consultato il 22 Maggio 2015.
  40. ^ Serbia 6 - 1 Wales, su news.bbc.co.uk. URL consultato il 22 Maggio 2015.
  41. ^ Aaron Ramsey replaced as Wales captain by Ashley Williams, su news.bbc.co.uk. URL consultato il 22 Maggio 2015.
  42. ^ Wales open new £5m development centre in Newport, su news.bbc.co.uk. URL consultato il 22 Maggio 2015.
  43. ^ (EN) The FIFA/Coca-Cola World Ranking - Ranking Table, FIFA.com. URL consultato il 5 ottobre 2016.
  44. ^ Qual. Russia 2018, Girone D: Serbia ok, Galles eliminato, tuttomercatoweb.com, 9 ottobre 2017
  45. ^ HISTORY OF THE MILLENNIUM STADIUM, su millenniumstadium.com. URL consultato il 29 maggio 2015 (archiviato dall'url originale l'8 giugno 2011). Testo "22 Maggio 2015" ignorato (aiuto)
  46. ^ Wales flop in Cardiff, su news.bbc.co.uk. URL consultato il 22 Maggio 2015.
  47. ^ Wales will not switch Euro 2016 qualifiers to Millennium Stadium, su news.bbc.co.uk. URL consultato il 22 Maggio 2015.
  48. ^ a b Wales - 1876-1939, su historicalkits.co.uk. URL consultato il 24 Maggio 2015.
  49. ^ The Message on our Chest, su faw.org.uk. URL consultato il 22 Maggio 2015.
  50. ^ Chris Wathan, New badge of honour for Welsh football, su walesonline.co.uk. URL consultato il 22 Maggio 2015.
  51. ^ S. Salvi e A. Savorelli, Tutti i colori del calcio, Firenze, Le Lettere, 2008.
  52. ^ Wales - 1946-1963, su historicalkits.co.uk. URL consultato il 24 Maggio 2015.
  53. ^ Wales - 1964-1979, su historicalkits.co.uk. URL consultato il 25 Maggio 2015.
  54. ^ Wales - 1980-2000, su historicalkits.co.uk. URL consultato il 25 Maggio 2015.
  55. ^ Wales - 2000-2010, su historicalkits.co.uk. URL consultato il 25 Maggio 2015.
  56. ^ Wales - 2010-2019, su historicalkits.co.uk. URL consultato il 25 Maggio 2015.
  57. ^ Wales - Record International Players, Rsssf.com.
  58. ^ Inductees to Roll Of Honour, su welshsportshalloffame. URL consultato il 29 maggio 2015 (archiviato dall'url originale il 22 luglio 2011). Testo "26 Maggio 2015" ignorato (aiuto)
  59. ^ HALL OF FAME - Player profiles, su nationalfootballmuseum.com. URL consultato il 26 Maggio 2015.
  60. ^ Sport: Football Legends list in full, su news.bbc.co.uk. URL consultato il 26 Maggio 2015.
  61. ^ Football Writers' Association - Awards, su footballwriters.co.uk. URL consultato il 29 maggio 2015 (archiviato dall'url originale il 19 agosto 2010). Testo "26 Maggio 2015" ignorato (aiuto)
  62. ^ a b The PFA - Awards, su thepfa.com. URL consultato il 26 Maggio 2015.
  63. ^ MATCHES → Wales national football team v all opponents in all times, su eu-football.info.
  64. ^ Come da regolamento FIFA vengono considerate le sole edizioni comprese tra il 1908 ed il 1948 in quanto sono le uniche ad essere state disputate dalle Nazionali maggiori. Per maggiori informazioni si invita a visionare questa pagina.

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