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Edoardo Reja

allenatore di calcio ed ex calciatore italiano
Edoardo Reja
Edoardo Reja 2014.jpg
Reja nel 2014
Nazionalità Italia Italia
Altezza 175 cm
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex centrocampista)
Ritirato 1977 - giocatore
2017 - allenatore
Carriera
Giovanili
1961Giallo e Rosso.svg San Lorenzo di Mossa[1]
1961-1963SPAL
Squadre di club1
1963-1968SPAL70 (2)
1968-1973Palermo124 (1)
1973-1976Alessandria76 (1)
1976-1977Benevento7 (0)
Carriera da allenatore
1979-1980Molinella
1980-1981Monselice
1981Pordenone
1982-1983Monselice
1983-1984Pro Gorizia
1984-1985Treviso
1985-1986Mestre
1987Varese
1987-1989PescaraPrimavera
1989-1990Pescara
1990-1992Cosenza
1992-1993Verona
1993-1994Bologna
1994-1995Lecce
1996-1997Brescia
1997-1998Torino
1999-2001Vicenza
2001-2002Genoa
2003Catania
2003-2004Cagliari
2005-2009Napoli
2009-2010Hajduk Spalato
2010-2012Lazio
2014Lazio
2015-2016Atalanta
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 15 luglio 2018

Edoardo Reja, detto Edy (Gorizia, 10 ottobre 1945), è un ex allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo centrocampista.

Come allenatore ha conseguito 4 promozioni in Serie A.

Indice

CarrieraModifica

GiocatoreModifica

Nato a Lucinico, frazione di Gorizia, da famiglia di origine slovena,[2][3] fu portato ancora giovane da Paolo Mazza a Ferrara tra le file della SPAL. Esordì giovanissimo in Serie A e, insieme a compagni di squadra come Fabio Capello, Luigi Pasetti e Adriano Zanier vinse, nel 1965, il Campionato Primavera. Nella sua carriera di calciatore, che durò dal 1963 al 1977, oltre a quella della SPAL, vestì le maglie del Palermo, dell'Alessandria e del Benevento con cui chiuse la carriera di giocatore.

AllenatoreModifica

Gli inizi e le esperienze nelle serie minoriModifica

A partire dal 1979 iniziò una lunga carriera di allenatore che lo portò alla guida di numerose squadre di serie minori nel corso degli anni ottanta, fino ad arrivare in Serie B alla guida del Pescara nella stagione 1989-1990, subentrando all'esonerato Ilario Castagner, dopo esser stato per due anni allenatore della squadra Primavera del club abruzzese.

Ha ottenuto ben quattro promozioni in Serie A: la prima con il Brescia nel 1997, la seconda con il Vicenza nel 2000, la terza con il Cagliari nel 2004 e la quarta con il Napoli nel 2007. Nella stagione 1991-1992 sfiora con il Cosenza la promozione nella massima serie, svanita solo nell'ultima giornata di campionato allo Stadio "Via del Mare" di Lecce; difatti Reja ha ottenuto i primi successi proprio con la formazione calabrese, con la quale ha conquistato la permanenza in Serie B nello spareggio vinto contro la Salernitana e nella stagione successiva ha mancato la promozione nella massima serie per un solo punto in classifica.

Anche nell'annata 1997-1998, quando subentrò alla coppia Souness-Camolese sulla panchina del Torino, Reja andò vicino alla promozione in Serie A: i granata furono sconfitti ai calci di rigore dal Perugia di Castagner nella gara di spareggio giocata allo Stadio Giglio di Reggio Emilia.

NapoliModifica

Dopo l'esperienza di Cagliari culminata con la promozione in Serie A, nel 2005 arriva a Napoli come sostituto di Gian Piero Ventura, primo allenatore del Napoli di Aurelio De Laurentiis e riesce a raggiungere i play-off persi poi con l'Avellino in due partite di finale. Nella stagione successiva il tecnico goriziano domina il campionato e riesce ad ottenere la promozione in Serie B.

Nel 2006, in Serie B, il Napoli chiude la stagione al secondo posto dietro la Juventus e davanti il Genoa, ottenendo la promozione diretta. Nel 2007, durante la quarta stagione consecutiva alla guida del Napoli, ritrova la massima serie. Nelle prime giornate il Napoli di Reja batte due volte l'Udinese vincendo 5-0 ad Udine e 3-1 a Napoli, pareggia 4-4 all'Olimpico contro la Roma e batte sul proprio terreno la Juventus (3-1), la Fiorentina (2-0), il Palermo (1-0), il Milan (3-1) e l'Inter (1-0), che allo Stadio San Paolo rimedierà la prima sconfitta stagionale.

I partenopei chiudono la stagione 2007-2008 all'ottavo posto con 50 punti, guadagnandosi l'accesso in Coppa Intertoto. Il 10 novembre 2007 in occasione della sfida allo Stadio Renzo Barbera contro il Palermo, Reja raggiunge le 700 panchine in carriera. Detiene, insieme ad Ottavio Bianchi, il record di allenatore che ha seduto per più stagioni consecutive sulla panchina del Napoli (cinque, dal febbraio 2005 al marzo 2009).

Viene confermato alla guida della squadra partenopea anche nella stagione 2008-2009. Superata con successo l'Intertoto sconfiggendo i greci del Panionios sia al San Paolo che al Nea Smyrni, entrambe per 1-0, il tecnico goriziano esordisce in Coppa UEFA dove, dopo aver vinto i preliminari contro gli albanesi del Vllaznia per 3-0 allo Stadio Loro-Boriçi e per 5-0 al San Paolo, viene eliminato al primo turno dal Benfica, vincendo per 3-2 in casa, ma perdendo per 2-0 all'Estádio da Luz.

In campionato, la squadra ha un avvio brillante (raggiunge la testa della classifica a pari punti con l'Udinese). Poi il tecnico ottiene 13 punti in dieci gare e chiude il girone d'andata al quinto posto a due punti dalla zona Champions. Il 10 marzo 2009, alle 23:20 circa, dopo la sconfitta casalinga contro la Lazio (settima in nove partite) e dopo un cammino disastroso nel girone di ritorno in cui la squadra partenopea raccoglie appena 2 punti, viene esonerato (dopo cinque anni e 188 panchine tra campionato e coppe) e sostituito da Roberto Donadoni. Il presidente De Laurentiis, parlando della decisione di avvicendarlo, lo definisce «un amico, uno di famiglia, uno che avrà sempre la porta aperta al Napoli».[4]

Hajduk SpalatoModifica

Il 18 agosto 2009 diventa allenatore dell'Hajduk Spalato subentrando ad Ivica Kalinić (già sostituto del dimissionario Ante Miše) costretto a lasciare la panchina croata per problemi di salute.[5][6] Viene ingaggiato dopo 4 giornate di campionato e firma un contratto biennale a 400 mila euro l'anno. Rimane sulla panchina dei croati fino al febbraio 2010.

LazioModifica

Il 10 febbraio 2010, a seguito dell'esonero di Davide Ballardini, diventa allenatore della Lazio, rescindendo consensualmente il contratto che lo legava ai croati dell'Hajduk Spalato.[7][8] Esordisce sulla panchina dei biancocelesti nella partita contro il Parma, vinta per 2-0 grazie alle reti di Guglielmo Stendardo e Mauro Zárate, facendo ritrovare il successo alla squadra capitolina dopo un lungo periodo. Dopo una lunga rincorsa verso la salvezza, conquistata solo alla penultima giornata battendo in trasferta il Livorno per 2-1, la Lazio chiude il campionato vincendo allo Stadio Olimpico contro l'Udinese per 3-1, attestandosi così al dodicesimo posto finale a 46 punti di cui 24 fatti dal suo subentro.

Alla sua seconda stagione, all'inizio in campionato la Lazio perde all'esordio in casa della Sampdoria per 2-0, per poi inanellare una serie di risultati positivi a partire dal turno successivo, il primo allo Stadio Olimpico, in cui batte per 3-1 il Bologna. Complice il pareggio tra Inter e Juventus, la Lazio raggiunge il primato solitario alla sesta giornata, confermandolo al settimo turno battendo il Bari e all'ottavo battendo il Cagliari in casa. Prosegue con una vittoria in casa del Palermo. In queste circostanze Reja ottiene per la Lazio anche il record di punti (22) dopo 9 giornate che non era riuscito neanche nelle due "stagioni-scudetto" della formazione romana.

I risultati ottenuti dalla squadra spingono molte famiglie biancocelesti a sostenerlo nel finale di campionato.[9] Perde i tre derby capitolini stagionali riuscendo a portare la Lazio al quinto posto e in Europa League con ben 66 punti (record a quel momento per la Serie A a venti squadre). La situazione cambia all'inizio della stagione 2011-2012; dopo la sconfitta per 2-1 in casa contro il Genoa subita il 18 settembre 2011, infatti, l'ambiente laziale inizia a contestarlo ed il presidente Claudio Lotito, nella giornata successiva, dichiara di aver respinto le dimissioni del tecnico friulano da allenatore della Lazio, confermandolo al timone della squadra romana.[10]

Il 16 ottobre vince il suo primo derby di Roma quando i suoi superano i giallorossi per 2-1. Nuovi dissidi con il presidente fanno sì che l'allenatore rassegni nuovamente le dimissioni il 22 febbraio 2012, assumendo l'impegno di guidare per l'ultima volta la squadra in vista del ritorno dei sedicesimi di finale di Europa League contro l'Atlético Madrid: esse però vengono nuovamente respinte dal massimo dirigente laziale.[11][12] Dopo il chiarimento tra i due, il tecnico friulano decide di rimanere sulla panchina biancoceleste fino al termine della stagione,[13] riuscendo a vincere anche il derby di ritorno e a condurre i capitolini al quarto posto, centrando per il secondo anno consecutivo la qualificazione in Europa League.[14] L'11 aprile 2012 allo Juventus Stadium taglia il traguardo delle cento panchine con la Lazio tra campionato, coppa nazionale e coppe europee. A fine stagione decide di non continuare la sua esperienza sulla panchina del club romano.[15]

Il 4 gennaio 2014 ritorna alla Lazio dopo il licenziamento per giusta causa del tecnico Vladimir Petković,[16] anche se già qualche giorno prima Reja aveva diretto gli allenamenti della squadra in attesa delle dimissioni di Petković dal 30 dicembre 2013.[17]

Il 12 giugno 2014 lascia la panchina della Lazio dopo averla classificata al nono posto con 56 punti (di cui 36 punti fatti in 21 partite).[18]

AtalantaModifica

Il 4 marzo 2015 viene assunto come allenatore dell'Atalanta, al posto dell'esonerato Stefano Colantuono.[19] Guida i bergamaschi alla salvezza, ottenendo 14 punti (frutto di 2 vittorie, 8 pareggi e 3 sconfitte) in 13 partite, grazie ai quali la squadra chiude il campionato al quartultimo posto in classifica. Viene riconfermato anche per la stagione 2015-2016, nella quale i nerazzurri arrivano tredicesimi in classifica. Questa sarà la sua ultima stagione sulla panchina atalantina, alla luce della scelta della società bergamasca di ingaggiare Gian Piero Gasperini per l'inizio della nuova, e più in generale sarà l'ultima esperienza di Reja come allenatore, che annuncerà il suo ritiro nell'estate del 2017.[20]

StatisticheModifica

Carriera da allenatoreModifica

Statistiche aggiornate al 15 maggio 2016. In grassetto le competizioni vinte.

Stagione Squadra Campionato Campionato Coppe Nazionali Coppe continentali Altre coppe Totale % vittorie
G V N P Comp. G V N P Comp. G V N P Comp. G V N P G V N P
1979-1980   Molinella D 29 6 11 12 29 6 11 12 20,68
1980-1981   Monselice C2 34 7 15 12 34 7 15 12 20,58
1981-1982   Pordenone C2 10 1 5 4 10 1 5 4 10,00
1982-1983   Monselice C2 26 9 6 11 26 9 6 11 34,61
Totale Monselice 60 16 21 23 60 16 21 23 26,66
1983-1984   Pro Gorizia C2 34 9 12 13 34 9 12 13 26,47
1984-1985   Treviso C1 28 3 11 14 28 3 11 14 10,71
1985-1986   Mestre C2 23 7 11 5 23 7 11 5 30,43
1986-1987   Varese C2 11 2 3 6 11 2 3 6 18,18
1989-1990   Pescara B 33 13 10 10 CI 4 1 1 2 37 14 11 12 37,83
1990-1991   Cosenza B 31 11 11 9 CI 4 1 1 2 35 12 12 11 34,28
1991-1992 B 38 13 16 9 CI 2 0 1 1 40 13 17 10 32,50
Totale Cosenza 69 24 27 18 6 1 2 3 75 25 29 21 33,33
1992-1993   Hellas Verona B 38 10 15 13 CI 4 1 1 2 42 11 16 15 26,19
1993-1994   Bologna C1 24 14 3 7 CIC 24 14 3 7 58,33
1994-1995   Lecce B 9 2 2 5 CI 9 2 2 5 22,22
1995-1996   Brescia B 14 5 4 5 CI 14 5 4 5 35,71
1996-1997 B 38 18 12 8 CI 1 0 1 0 39 18 13 8 46,15
Totale Brescia 52 23 16 13 1 0 1 0 53 23 17 13 43,39
1997-1998   Torino B 33+1 15 11+1 7 CI 34 15 12 7 44,11
1998-1999   Vicenza A 15 5 2 8 CI 15 5 2 8 33,33
1999-2000 B 38 20 7 11 CI 6 2 2 2 44 22 9 13 50,00
2000-2001 A 34 9 9 16 CI 2 1 0 1 36 10 9 17 27,77
Totale Vicenza 87 34 18 35 8 3 2 3 95 37 20 38 38,94
2001-2002   Genoa B 8 0 4 4 CI 8 0 4 4 0,00
2002-2003   Catania B 9 2 3 4 CI 9 2 3 4 22,22
2003-2004   Cagliari B 30 17 9 4 CI 30 17 9 4 56,66
2004-2005   Napoli C1 19+4 11+1 6+2 2+1 23 12 8 3 52,17
2005-2006 C1 34 19 11 4 CI+CIC 5+4 3+3 0+0 2+1 SSC 2 0 2 0 45 25 13 7 55,55
2006-2007 B 42 21 16 5 CI 5 3 1 1 47 24 17 6 51,06
2007-2008 A 38 14 8 16 CI 5 3 1 1 43 17 9 17 39,53
2008-2009 A 27 10 5 12 CI 2 1 1 0 Int.+CU 2+4 2+3 0+0 0+1 35 16 6 13 45,71
Totale Napoli 164 76 48 40 21 13 3 5 6 5 0 1 2 0 2 0 193 94 53 46 48,70
2009-2010   Hajduk Spalato 1. HNL 17 8 4 5 CC 17 8 4 5 47,05
feb.-giu. 2010   Lazio A 15 7 3 5 CI UEL SI 15 7 3 5 46,66
2010-2011 A 38 20 6 12 CI 3 2 0 1 41 22 6 13 53,65
2011-2012 A 38 18 8 12 CI 2 1 0 1 UEL 10 4 3 3 50 23 11 16 46,00
gen.-giu. 2014 A 21 10 6 5 CI 2 1 0 1 UEL 2 0 1 1 SI 25 11 7 7 44,00
Totale Lazio 112 55 23 34 7 4 0 3 12 4 4 4 131 63 27 41 48,09
mar.-giu. 2015   Atalanta A 13 2 8 3 CI 13 2 8 3 15,38
2015-2016 A 38 11 12 15 CI 2 1 0 1 40 12 12 16 30,00
Totale Atalanta 51 13 20 18 2 1 0 1 53 14 20 19 26,41
Totale Carriera 916 336 287 293 53 24 10 19 18 9 4 5 2 0 2 0 989 369 303 317 37,31

PalmarèsModifica

GiocatoreModifica

Competizioni giovaniliModifica

SPAL: 1964-1965

Competizioni nazionaliModifica

Alessandria: 1973-1974

AllenatoreModifica

Competizioni nazionaliModifica

Brescia: 1996-1997
Vicenza: 1999-2000
Napoli: 2005-2006

NoteModifica

  1. ^ Figurine Calciatori Campionato italiano di calcio 1965-1966, Modena, Panini, 1965.
  2. ^ La rivincita del 'vecchio' Reja Quanto è bello stare in testa
  3. ^ A Edy Reja il premio Maqôr Rusticitas
  4. ^ La prima domenica di Reja senza il Napoli Solonapoli.com
  5. ^ Calcio: Reja nuovo allenatore dell'Hajduk, corriere.it
  6. ^ (HR) Reja: Vratit ću Hajduk gdje mu je mjesto!, hajduk.hr
  7. ^ Calcio, Lazio: esonerato Ballardini, squadra a Reja Reuters.com
  8. ^ La S.S.Lazio comunica che Edoardo Reja, nato a Gorizia il 10 ottobre 1945, è il nuovo allenatore della squadra biancoceleste Sslazio.it
  9. ^ Formello: i bambini chiamano la Lazio. Reja apre i cancelli![collegamento interrotto] Cittaceleste.it
  10. ^ Lazio, Lotito: "Ho respinto le dimissioni di Reja" Tuttomercatoweb.com
  11. ^ Reja sbatte la porta. Lotito respinge le dimissioni Repubblica.it
  12. ^ Giallo Lazio: Reja si è dimesso sportmediaset.mediaset.it
  13. ^ Reja: "Resto alla Lazio" sportmediaset.mediaset.it
  14. ^ Candreva e Mauri domano l'Inter:Niente Champions, ma Lazio quarta, gazzetta.it, 13 maggio 2012.
  15. ^ "Lascio la Lazio e non cambio idea" sportmediaset.mediaset.it
  16. ^ Comunicato Sslazio.it
  17. ^ Lazio, primo allenamento per Reja in attesa delle dimissioni di Petkovic Repubblica.it
  18. ^ Edy Reja saluta la Lazio Sslazio.it
  19. ^ Copia archiviata, su atalanta.it. URL consultato il 4 marzo 2015 (archiviato dall'url originale il 6 marzo 2015). Comunicato Atalanta B.C.
  20. ^ Edy Reja: “Il mio futuro? Dico basta, largo ai giovani” mediagol.it

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

  • Statistiche su Emozionecalcio.it, su emozionecalcio.it. URL consultato l'8 novembre 2009 (archiviato dall'url originale il 4 aprile 2011).
  • Edoardo Reja, su TuttoCalciatori.Net, Ascoli Piceno, Norz Srl.
  • (DEENIT) Edoardo Reja, su Transfermarkt.it, Transfermarkt GmbH & Co. KG.