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Gianluca Pagliuca

allenatore di calcio ed ex calciatore italiano
Gianluca Pagliuca
Gianluca Pagliuca - UC Sampdoria 1988-89.jpg
Pagliuca con la Sampdoria nel 1988
Nazionalità Italia Italia
Altezza 190 cm
Peso 87 kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex portiere)
Ritirato 2007 - giocatore
Carriera
Giovanili
1984-1986[1]Bologna
1986-1987Sampdoria
Squadre di club1
1987-1994Sampdoria198 (-183)
1994-1999Inter165 (-165)
1999-2006Bologna248 (-310)
2006-2007Ascoli23 (-38)
Nazionale
1989 Italia Italia U-21 1 (-1)
1988-1996 Italia Italia olimpica 3 (-5)
1990-1998 Italia Italia 39 (-27)
Carriera da allenatore
2014-2015BolognaGiovan. Naz.
2016-BolognaPortieri Primavera
Palmarès
Coppa mondiale.svg Mondiali di calcio
Bronzo Italia 1990
Argento Stati Uniti 1994
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Gianluca Pagliuca (Bologna, 18 dicembre 1966) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo portiere, vicecampione del mondo con la nazionale italiana nel 1994.

Spesso annoverato tra i migliori portieri italiani di sempre,[2][3][4][5] nonché tra i primi al mondo nel corso degli anni 1990,[3][6][7][8] ha trascorso le annate più brillanti della propria carriera con le maglie di Sampdoria e Inter: con il club genovese ha conquistato tre Coppe Italia (1987-1988, 1988-1989 e 1993-1994), una Coppa delle Coppe (1989-1990), uno scudetto (1990-1991) e una Supercoppa italiana (1991), mentre con i milanesi ha vinto una Coppa UEFA (1997-1998). Successivamente si è trasferito al Bologna, trascorrendovi sei stagioni in Serie A e una in B, per poi concludere l'attività agonistica con la maglia dell'Ascoli, nel 2007.

Nella nazionale maggiore ha totalizzato 39 presenze, disputando due Mondiali da titolare (Stati Uniti 1994 e Francia 1998) e uno da terzo portiere (Italia 1990); con l'Italia olimpica ha preso parte a due edizioni dei Giochi (riserva a Seul 1988, titolare ad Atlanta 1996), scendendo in campo in tre occasioni.

Detentore del record di rigori parati in Serie A (24),[9] tra il 2006[10] e il 2016 è stato l'estremo difensore con più incontri disputati nella massima serie (592), prima di essere scavalcato da Gianluigi Buffon.[11] Nel 1991 è giunto 21º nella corsa al Pallone d'oro, premio al quale è stato candidato anche nel 1997 e nel 1998;[12] l'IFFHS lo ha inoltre classificato tra i più forti portieri europei del XX secolo e tra i migliori a livello mondiale del periodo 1987-2011, collocandolo rispettivamente in 34ª[13] e 16ª[14] posizione.

Indice

BiografiaModifica

Originario di Ceretolo, frazione di Casalecchio di Reno,[15] è membro della Fondazione Virtus,[16] che nel 2012 ha acquisito la Virtus Pallacanestro Bologna.[17]

Caratteristiche tecnicheModifica

 
Pagliuca all'Inter nella stagione 1994-1995

Portiere atletico,[18][19][20] robusto[21] e tecnicamente completo,[3][18][22] Pagliuca dava il meglio di sé tra i pali[18] — in virtù di doti acrobatiche,[23][24] riflessi[20][21] e senso della posizione[23][25] —, ma si faceva apprezzare anche nelle uscite,[26][27] seppur in misura minore;[23][24][28] tra i suoi pregi spiccavano, inoltre, l'abilità nel controllo di palla[19][26][29] e la precisione nel rinvio,[19][20] frutto di un eccellente piede sinistro[30][31] che faceva da contraltare a un destro meno efficace.[30] Adatto al gioco a zona, all'occorrenza era in grado di agire da «libero aggiunto»,[32] estendendo il proprio raggio d'azione oltre l'area di rigore:[33][34] questa caratteristica gli consentì di adeguarsi con profitto alle innovazioni tattiche e regolamentari dei primi anni 1990,[32] facilitando peraltro la sua ascesa a numero uno della nazionale.[33] Elegante negli interventi,[35][36][37] con una tecnica simile a quella di Enrico Albertosi,[18][38][39] in giovane età tendeva a concedersi «qualche stravaganza» tra i pali;[40] negli anni seguenti mostrò uno stile più concreto,[41] restando comunque avvezzo a compiere parate plastiche.[42] Si distinse come uno dei migliori portieri d'Italia anche in prossimità dei quarant'anni,[41][43][44] supportato da una notevole tenuta fisica che gli permise, per buona parte della carriera, di disputare interi campionati senza saltare nessun incontro:[45][46][47][48] degna di nota è la striscia di 247 partite consecutive giocate dal 2000 al 2007 tra Serie A e B.[49]

Abile nell'opporsi ai calci di rigore[23][50][51] — è il recordman della Serie A per penalty neutralizzati (24 su 91)[9] —, durante la sua militanza nella Sampdoria fu determinante nelle sfide di Coppa Italia risoltesi dagli undici metri;[52][53][54] con le maglie dell'Inter e della nazionale, invece, i tiri dal dischetto gli furono spesso avversi:[55][56][57] pur parandone alcuni,[55][57] riuscì solo in poche occasioni a evitare la sconfitta della propria squadra.[58][59] Dotato di forte personalità,[23][24][31] aveva un rendimento costante e quasi sempre adeguato all'importanza della posta in palio[60][61]Vujadin Boškov lo riteneva «una sicurezza, decisivo nelle partite cruciali»[62] —, sebbene incappasse occasionalmente in periodi di flessione.[63][64][65] Mircea Lucescu, che lo allenò per alcuni mesi all'Inter, lo definì «il migliore al mondo» nell'uno contro uno con la punta avversaria;[66] Pagliuca, al contrario, reputava di non eccellere in tale circostanza.[28]

CarrieraModifica

ClubModifica

Inizi, SampdoriaModifica

«Pagliuca? Lo abbiamo comprato gratis dal cielo.[12]»

(Paolo Mantovani, presidente della Sampdoria dal 1979 al 1993)

Mosse i primi passi da giocatore nella Polisportiva Ceretolese e nel Casteldebole,[67] giocando come mezzala;[68] divenuto portiere all'età di 12 anni,[12] proseguì la sua carriera giovanile nel Bologna, su segnalazione di Pietro Battara.[67] Nel 1986 passò in prestito alla Sampdoria, con la quale fu finalista del Torneo di Viareggio;[69] le qualità messe in mostra durante la competizione convinsero il presidente Paolo Mantovani ad acquistarlo a titolo definitivo per 300 milioni di lire.[70]

1987-1991Modifica
 
Pagliuca in blucerchiato nel 1989

Inizialmente destinato a un prestito in Serie C per la stagione 1987-1988, entrò invece in prima squadra su indicazione di Battara[71] — divenuto nel frattempo preparatore dei portieri della Sampdoria —, facendo da riserva a Guido Bistazzoni.[28] Dopo aver debuttato, il 6 settembre 1987, nel girone eliminatorio di Coppa Italia contro il Torino,[72] esordì in Serie A l'8 maggio 1988, nella partita Sampdoria-Pisa conclusasi 0-0.[73] Fu poi preferito a Bistazzoni nella doppia finale di Coppa Italia contro il Torino,[74] segnalandosi per un'ottima prova nella gara di ritorno che vide la Sampdoria prevalere ai supplementari.[75]

Promosso titolare da Vujadin Boškov — convinto che il giocatore avesse un notevole potenziale inespresso[76] —, Pagliuca si erse in breve tempo a pilastro della squadra,[61][77][78] ampliando il proprio palmarès con la Coppa Italia 1988-1989, la Coppa delle Coppe 1989-1990 e lo storico scudetto del 1991, epilogo di una stagione che lo vide protagonista di numerosi interventi decisivi: su tutti, il rigore respinto a Lothar Matthäus nella vittoriosa trasferta contro l'Inter,[79] in cui il portiere della Sampdoria salvò a più riprese il risultato.[80] Il rendimento profuso nel corso della stagione gli valse la 6ª posizione nella classifica IFFHS dei migliori portieri del 1991,[81] la candidatura al Pallone d'oro (21º posto)[12] e l'esordio in nazionale.

Oltre a vincere i suddetti trofei, con Pagliuca in porta la Sampdoria fu finalista di Coppa delle Coppe nel 1989 e di Coppa Italia nel 1991, venendo sconfitta rispettivamente da Barcellona e Roma.

1991-1994Modifica

Nella stagione 1991-1992, iniziata con la conquista della Supercoppa italiana, la Sampdoria partecipò per la prima volta nella sua storia alla Coppa dei Campioni, giunta alla sua ultima edizione prima della rinomina in UEFA Champions League: il debutto di Pagliuca e del club nella massima competizione europea avvenne il 18 settembre 1991 in occasione del 5-0 inflitto al Rosenborg. Globalmente, il portiere non si confermò sui livelli dell'annata precedente,[82][83] né la Sampdoria riuscì a lottare per lo scudetto, classificandosi sesta in campionato; tuttavia, i genovesi approdarono in finale di Coppa dei Campioni, nella quale furono sconfitti per 1-0 dal Barcellona a Wembley: nell'occasione, Pagliuca risultò tra i migliori in campo, producendosi in una serie di interventi che contribuirono a mantenere la parità per 111 minuti, prima di essere battuto da un calcio di punizione di Ronald Koeman che decise l'incontro.[84]

 
Pagliuca festeggia la vittoria della Coppa Italia 1993-1994

Dopo le prestazioni discontinue della passata stagione, Pagliuca risalì la china durante l'annata 1992-1993 (terminata anzitempo a causa di un serio incidente stradale),[85] riaffermandosi tra i migliori numeri uno della Serie A[32] e battendo la concorrenza di Luca Marchegiani per il posto da titolare in nazionale.[33] Chiuse il ciclo in maglia blucerchiata al termine della stagione 1993-1994, dopo aver contribuito in modo determinante alla vittoria di una terza Coppa Italia.[53][54][86][87] La sua ultima stagione nella Sampdoria, cui fece seguito il campionato del mondo 1994 disputato da titolare con l'Italia, gli varrà un altro 6º posto nella classifica dei migliori portieri dell'anno stilata dall'IFFHS.[88]

Nelle file del club genovese conta 198 presenze in campionato — che lo rendono il portiere doriano con più apparizioni in Serie A[89] — e 286 complessive.

InterModifica

1994-1997Modifica

Fortemente voluto da Ottavio Bianchi ed Ernesto Pellegrini,[90] Pagliuca passò all'Inter per la stagione 1994-1995, al termine di una trattativa lunga e complessa:[91] alla Sampdoria andarono 8 miliardi di lire più i cartellini di Walter Zenga (ceduto, come Pagliuca, in «prestito con diritto di riscatto») e Riccardo Ferri (svincolatosi dai milanesi),[92] per un totale di circa 12 miliardi.[93] Esordì in maglia nerazzurra il 22 agosto 1994, nel 3-0 esterno sulla Lodigiani valido per i turni eliminatori di Coppa Italia.[94] Con il difficile compito di non far rimpiangere Zenga, il portiere disputò sul piano personale «un ottimo campionato»,[26] ma la stagione si rivelò complessivamente scialba: l'Inter fu eliminata dalla Coppa UEFA già a settembre, battuta dall'Aston Villa dopo i tiri di rigore nonostante la parata di Pagliuca sul penalty di Guy Whittingham;[95] il sesto posto in Serie A valse comunque la qualificazione alla successiva Coppa UEFA.[96]

All'inizio dell'annata seguente, caratterizzata dal precoce esonero del tecnico Bianchi, sostituito prima dal traghettatore Luis Suárez e poi da Roy Hodgson, l'Inter fu nuovamente eliminata al primo turno della Coppa UEFA, questa volta dal Lugano: la sconfitta contro il club svizzero combaciò con una prova negativa dello stesso Pagliuca, che sul finire del 1995 attraversò il periodo più difficile della sua militanza in nerazzurro,[65][97] peraltro coinciso con la perdita del posto in nazionale.[26][96] Il campionato fu concluso al settimo posto, piazzamento che consentì la qualificazione tramite ripescaggio alla Coppa UEFA 1996-1997,[98] mentre in Coppa Italia l'Inter si arrese in semifinale alla Fiorentina.

Nella stagione 1996-1997 i risultati furono più brillanti: terza classificata in Serie A, l'Inter compensò le precoci eliminazioni europee dei due anni precedenti raggiungendo la finale di Coppa UEFA, che si concluse con la sconfitta ai tiri di rigore contro i tedeschi dello Schalke 04.[56] Anche il cammino in Coppa Italia si interruppe ai rigori, nella semifinale contro il Napoli.[99] Pur non riuscendo a conquistare alcun trofeo, Pagliuca ebbe un rendimento molto elevato,[100][101][102][103] che gli valse il ritorno in nazionale[104] e la vittoria del Guerin d'oro,[105] nonché le nomination per il titolo di Migliore portiere AIC e per il Pallone d'oro.[12]

1997-1999Modifica
 
Pagliuca (terzo da sinistra) abbraccia il compagno di squadra Recoba dopo il gol della vittoria segnato da quest'ultimo contro il Brescia, il 31 agosto 1997.

Agli ordini del nuovo tecnico Luigi Simoni, l'Inter si presentò ai nastri di partenza dell'annata 1997-1998 forte dell'acquisto di Ronaldo, che si adattò senza troppi patemi al calcio italiano e consentì ai milanesi di competere per lo scudetto. I nerazzurri chiusero il campionato al secondo posto dopo un lungo testa a testa con la Juventus, culminato in uno scontro diretto ricco di polemiche e perso per 1-0, nonostante un rigore parato da Pagliuca ad Alessandro Del Piero.[106] Nuovamente finalista di Coppa UEFA, il 6 maggio 1998 l'Inter sconfisse per 3-0 la Lazio al Parco dei Principi:[107] nell'occasione, Pagliuca sollevò da capitano l'unico trofeo vinto nella sua esperienza milanese.[108] A suggello di prestazioni eccellenti,[109][110] Pagliuca sarà candidato per la seconda volta di fila al premio di Migliore portiere AIC[111] e al Pallone d'oro,[12] ottenendo inoltre il 5º posto nella classifica IFFHS dei migliori portieri dell'anno.[112]

Nell'annata 1998-1999, Pagliuca esordì in UEFA Champions League, scendendo in campo nel 4-0 contro lo Skonto del 12 agosto 1998, partita valida per il secondo turno preliminare. Nonostante il prestigioso acquisto di Roberto Baggio[113] e il buon andamento nella competizione europea (conclusosi ai quarti di finale contro il Manchester Utd, vincitore del trofeo) e in Coppa Italia (terza semifinale negli ultimi quattro anni), la stagione dell'Inter non fu all'altezza delle aspettative, rivelandosi pesantemente negativa: dopo l'avvicendarsi di quattro allenatori (Simoni, Lucescu, Hodgson e Castellini), i meneghini si classificarono ottavi in Serie A e mancarono l'accesso alle coppe europee. Reduce, sul piano personale, da un ottimo girone d'andata[57] — che contribuì a renderlo il miglior giocatore del 1998 nelle pagelle della Gazzetta dello Sport[110] —, Pagliuca rimase poi coinvolto nel calo generale della squadra[46][66] e, pur mantenendo un discreto rendimento,[66][114] non fu riconfermato per l'anno successivo,[115][116] concludendo la sua militanza nell'Inter con due prove incerte nello spareggio-UEFA perso contro il Bologna.[116][117]

Lasciò il club dopo aver totalizzato 165 presenze in campionato (di cui 162 consecutive)[47] e 234 fra tutte le competizioni, sostituito da Angelo Peruzzi tra i pali nerazzurri; in vista del suo congedo, fu definito dalla Gazzetta dello Sport «il miglior giocatore dell'Inter delle ultime cinque stagioni».[116] Di grande spessore furono, in particolare, le sue prestazioni nei derby di Milano: con lui in porta, l'Inter non perse nessuna delle 10 sfide di campionato disputate contro il Milan dal 1994 al 1999;[118] la sua parata su un tiro ravvicinato di Oliver Bierhoff, nella stracittadina dell'8 novembre 1998, è annoverata fra le più belle nella storia del calcio italiano.[119]

BolognaModifica

Per la stagione 1999-2000 Pagliuca fece ritorno nella propria città, trasferendosi a titolo gratuito al Bologna,[70] con cui esordì il 28 agosto 1999 nello 0-0 casalingo contro il Torino. In rossoblù disputò sei annate in Serie A e una in B: sconfitto nello spareggio-salvezza contro il Parma nonostante la vittoria nella gara d'andata,[120] il Bologna retrocedette nel 2005, a dispetto della buona tenuta difensiva (36 reti subite) e dell'elevato rendimento del portiere — nel frattempo divenuto capitano[121] —, che disputò una delle sue migliori stagioni[43] e vinse per la seconda volta il Guerin d'oro.[105] La discesa nella serie cadetta è stata definita dallo stesso Pagliuca la più cocente delusione della sua carriera.[68]

Pagliuca lasciò il Bologna al termine della stagione 2005-2006, dopo aver disputato il suo unico torneo di Serie B. Con il club emiliano arrivò a disputare 226 partite di campionato consecutive (228 contando anche il suddetto spareggio contro il Parma), stabilendo un nuovo record per un giocatore rossoblù: il precedente primato apparteneva a un altro estremo difensore, Mario Gianni, che si fermò a quota 172.[49]

AscoliModifica

Conclusa l'esperienza al Bologna, Pagliuca firmò per l'Ascoli, ritrovando la massima serie alle soglie dei 40 anni. Debuttò il 19 agosto 2006 nel 6-0 esterno sul Cervia, valido per il primo turno preliminare di Coppa Italia. Il 17 settembre, alla seconda giornata di campionato, toccò quota 571 presenze in Serie A scendendo in campo contro il Messina: in tal modo superò Dino Zoff e divenne il portiere con più apparizioni nel massimo campionato italiano;[10] il record verrà battuto dieci anni dopo da Gianluigi Buffon.[11] In seguito allungò fino a 247 incontri la sua striscia di partite disputate consecutivamente,[49] prima di essere bloccato da problemi alla schiena; fu poi colpito da un virus influenzale prima della sfida contro il Livorno, valida per la 25ª giornata, e una volta ristabilitosi non ritrovò posto in squadra, poiché di lì in avanti il tecnico Nedo Sonetti gli preferì Dīmītrios Eleutheropoulos, portiere di riserva fino a quel momento.[122] Scaduto il contratto con l'Ascoli, con cui disputò 23 partite di campionato e 2 di Coppa Italia, Pagliuca terminò la propria carriera agonistica, dopo aver totalizzato 592 presenze in Serie A e 42 in B.

NazionaleModifica

Nazionali giovaniliModifica

Sul finire del 1987, in concomitanza con la sua prima stagione in Serie A, fu convocato nell'Under-21 di Cesare Maldini per due gare di qualificazione al campionato d'Europa 1988 (Svizzera-Italia del 16 ottobre e Italia-Svezia del 12 novembre), senza scendere in campo.[123] Il 14 novembre 1989 disputò, da fuoriquota, la sua unica partita con gli azzurrini, un'amichevole contro l'Inghilterra B conclusasi 1-1.[124]

Con l'Italia olimpica prese parte a due edizioni dei Giochi: nel 1988 fu convocato da Francesco Rocca come rincalzo di Stefano Tacconi e Giuliano Giuliani,[125] chiudendo il torneo al quarto posto; nel 1996, fuoriquota, fu titolare della selezione guidata da Maldini,[126] esordendo il 21 luglio nella sconfitta contro il Messico (1-0). Nonostante il buon rendimento del portiere, tra i migliori elementi della spedizione azzurra, l'Italia non andò oltre la fase a gironi.[127][128]

Nazionale maggioreModifica

1989-1994Modifica

Entrò nel giro della nella nazionale maggiore nel 1989, quando il CT Azeglio Vicini lo convocò per l'amichevole del 20 settembre contro la Bulgaria, in sostituzione dell'infortunato Tacconi.[129] In seguito fu chiamato come terzo portiere, dietro Walter Zenga e lo stesso Tacconi, per il campionato del mondo 1990, concluso al terzo posto. L'anno seguente scavalcò Tacconi nel ruolo di vice di Zenga,[40] debuttando il 16 giugno 1991 nell'ultimo atto del Torneo Scania 100, vinto ai tiri di rigore contro l'URSS grazie anche alla sua parata sul tentativo di Vasilij Kul'kov.[58]

 
Pagliuca (in piedi, terzo da destra) in nazionale nel 1991

Sul finire dello stesso anno, le gerarchie dei portieri furono scosse dalla mancata qualificazione al campionato d'Europa 1992 e dalla conseguente sostituzione di Vicini con Arrigo Sacchi: la prima uscita dell'Italia con Sacchi in panchina (13 novembre 1991, ininfluente 1-1 contro la Norvegia), vide Pagliuca — all'esordio da titolare — tra i pali,[130] ma Zenga riuscì comunque a mantenere il posto fino all'anno successivo, quando fu congedato e sostituito dall'emergente Luca Marchegiani;[131] una prestazione mediocre di quest'ultimo contro la Svizzera, durante le qualificazioni al campionato del mondo 1994, determinò infine la promozione di Pagliuca, che dal 18 novembre 1992 (Scozia-Italia 0-0) divenne il nuovo numero uno azzurro.[19] Nel successivo impegno contro Malta parò un rigore a Kristian Laferla, contribuendo a una sofferta vittoria per 2-1.[132]

Dopo aver concorso alla qualificazione dell'Italia con una serie di prove convincenti,[133][134] nel corso del Mondiale Pagliuca offrì prestazioni inferiori alle attese:[135] colto fuori posizione da un tiro di Ray Houghton nel match inaugurale perso contro l'Irlanda (1-0),[136] nel successivo impegno con la Norvegia fu espulso per aver toccato il pallone con una mano fuori dall'area di rigore, divenendo il primo portiere a ricevere un cartellino rosso durante la fase finale di un Mondiale; nell'occasione, passò alla storia la polemica di Roberto Baggio nei confronti di Sacchi, che sostituì il numero 10 azzurro per far posto al portiere di riserva Marchegiani.[137]

Squalificato per due turni, Pagliuca fu sostituito dallo stesso Marchegiani nell'ultimo incontro del girone contro il Messico e nell'ottavo di finale contro la Nigeria. Rientrato dalla sospensione, risultò determinante nel 2-1 sulla Spagna ai quarti di finale, impedendo a Julio Salinas di portare in vantaggio gli iberici a pochi minuti dalla fine,[138][139] ma incappò in una prova incerta nella finale contro il Brasile:[140] degno di nota l'errore commesso alla mezz'ora del secondo tempo, quando un tiro dalla lunga distanza di Mauro Silva gli sfuggì di mano e si infranse sul palo, al quale il portiere azzurro mandò un simbolico bacio per aver impedito che il pallone finisse in rete.[141][142] Dopo 120 minuti senza gol, l'Italia si arrese ai rigori: Pagliuca parò quello di Márcio Santos, il secondo della sequenza che si concluse con la sconfitta degli azzurri (2-3).[140]

1994-1998Modifica

Al termine di un Mondiale «non esaltante»,[26][96] la titolarità di Pagliuca iniziò a scricchiolare: alcune insicurezze mostrate nelle prime gare di qualificazione al campionato d'Europa 1996 indebolirono la sua posizione e rafforzarono quella di Sebastiano Rossi,[143][144] ritenuto in quel momento il suo più autorevole concorrente;[145][146][147] Pagliuca fu comunque impiegato fino all'ultima gara del 1994, un'amichevole contro la Turchia in cui indossò per la prima volta la fascia da capitano.[148] Nei mesi successivi, tuttavia, crebbero le quotazioni dell'emergente Angelo Peruzzi, che a discapito di Rossi divenne il principale candidato alla successione di Pagliuca:[149] approfittando di un infortunio del bolognese nel marzo 1995, Peruzzi lo sostituì nei successivi impegni con Estonia e Ucraina,[149] e il «gran rientro» di Pagliuca contro la Lituania[150] non impedì al contendente di scavalcarlo definitivamente a partire dal match di settembre con la Slovenia.[151] Non ritenendo opportuno che l'ex titolare facesse da secondo al più giovane collega[148] — «Pagliuca è una prima scelta, non posso chiamarlo a far panchina»[152] —, Sacchi lo estromise dal giro della nazionale, non convocandolo per l'Europeo.

A distanza di due anni dall'ultima convocazione, Pagliuca tornò in azzurro durante la gestione di Cesare Maldini — che già in precedenza lo aveva convocato nell'Under-21 e nella nazionale olimpica —, in occasione del Tournoi de France,[104] e risultò tra i migliori in campo nel 3-3 contro il Brasile dell'8 giugno 1997,[153][154] gara annoverata fra le più belle amichevoli mai disputate dalla nazionale italiana.[153][155] Divenuto la prima alternativa a Peruzzi, lo sostituì per infortunio nell'andata del decisivo spareggio con la Russia, valido per le qualificazioni al campionato del mondo 1998, ma dovette abbandonare il campo dopo 32' a causa di uno scontro di gioco con Andrej Kančel'skis, lasciando spazio all'esordiente Gianluigi Buffon.[156] Ottenuto il pass per il Mondiale, Pagliuca fu inizialmente selezionato come secondo portiere, e poi promosso titolare a causa dello stiramento occorso a Peruzzi pochi giorni prima dell'inizio della competizione.[157]

A differenza del Mondiale precedente, dove aveva avuto un rendimento altalenante, in Francia Pagliuca fu uno dei migliori elementi della spedizione azzurra e si distinse per ottimi interventi, in particolar modo nell'ottavo di finale contro la Norvegia, vinto per 1-0: nei minuti finali dell'incontro fermò sulla linea di porta un colpo di testa da distanza ravvicinata di Tore André Flo, con una parata che richiamò alla memoria quella compiuta da Dino Zoff contro il Brasile durante il campionato del mondo 1982.[158][159][160] Il cammino dell'Italia si interruppe nel successivo quarto di finale contro i padroni di casa della Francia: il persistente 0-0 portò la sfida ai rigori, e la parata di Pagliuca sul penalty di Bixente Lizarazu non bastò a evitare agli azzurri la terza eliminazione consecutiva dal dischetto.[161] Pochi giorni prima della finale, la FIFA rese noto l'elenco dei 38 migliori giocatori del torneo, nel quale il bolognese risultò uno dei quattro portieri inclusi, nonché l'unico italiano insieme a Christian Vieri.[162]

Non confermato dal nuovo commissario tecnico Zoff,[163] Pagliuca concluse la propria carriera in nazionale con 39 presenze (2 delle quali da capitano)[164] e 27 reti subite. Singolare sarà la sua presenza nella formazione FIFA World Stars in un'amichevole disputata contro l'Italia nel dicembre 1998, per celebrare il centenario della FIGC.[165]

Dopo il ritiroModifica

Ritiratosi, ha intrapreso una carriera da opinionista per le emittenti Sky e Mediaset Premium,[166] e nel 2009 ha conseguito il patentino di allenatore.[167] In seguito ha coordinato la preparazione dei portieri delle giovanili del Bologna, per poi allenare, nella stagione 2014-2015, i Giovanissimi Nazionali della compagine felsinea.[166] Dal 2016 è il preparatore dei portieri della Primavera rossoblù.[168]

Ha inoltre giocato, sempre come portiere, nella nazionale italiana di beach soccer.[169][170]

StatisticheModifica

Presenze e reti nei clubModifica

Statistiche aggiornate al 27 maggio 2007.

Stagione Squadra Campionato Coppa Italia Coppe continentali Altre coppe Totale
Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Pres Reti
1987-1988   Sampdoria A 2 -1 CI 5 -4 - - - - - - 7 -4
1988-1989 A 33 -25 CI 11 -7 CdC 9 -9 SI 1 -3 43 -37
1989-1990 A 34 -26 CI 4 -3 CdC 9 -4 SI 1 -2 44 -30
1990-1991 A 32 -22 CI 10 -10 CdC 6 -6 SU 2 -3 50 -41
1991-1992 A 34 -31 CI 8 -7 CC 11 -10 SI 1 -0 46 -41
1992-1993 A 29 -39 CI 0 -0 - - - - - - 29 -39
1993-1994 A 34 -39 CI 10 -6 - - - - - - 44 -44
Totale Sampdoria 198 -183 48 -37 35 -29 5 -8 286 -257
1994-1995   Inter A 34 -34 CI 7 -5 CU 2 -1 - - - 43 -40
1995-1996 A 34 -30 CI 6 -6 CU 2 -2 - - - 42 -38
1996-1997 A 34 -35 CI 7 -6 CU 12 -8 - - - 53 -49
1997-1998 A 34 -26 CI 4 -8 CU 11 -8 - - - 49 -42
1998-1999 A 29+2[171] -40 + -4[171] CI 6 -8 UCL 10[172] -9[173] - - - 47 -57
Totale Inter 165+2 -165 + -4 30 -33 37 -28 - - 234 -230
1999-2000   Bologna A 32 -39 CI 3 -5 CU 6 -7 - - - 41 -51
2000-2001 A 34 -53 CI 2 -3 - - - - - - 34 -53
2001-2002 A 34 -40 CI 0 -0 - - - - - - 34 -40
2002-2003 A 34 -47 CI 0 -0 Int 6 -7 - - - 40 -54
2003-2004 A 34 -53 CI 0 -0 - - - - - - 34 -53
2004-2005 A 38+2[174] -36 + -2[174] CI 0 -0 - - - - - - 40 -38
2005-2006 B 42 -42 CI 2 -1 - - - - - - 44 -43
Totale Bologna 248+2 -310 + -2 7 -9 12 -14 - - 269 -335
2006-2007   Ascoli A 23 -38 CI 2 -1 - - - - - - 25 -39
Totale carriera 634+4 -696 + -6 87 -80 84 -71 5 -8 814 -861

Cronologia presenze e reti in nazionaleModifica

Cronologia completa delle presenze e delle reti in nazionale ― Italia
Data Città In casa Risultato Ospiti Competizione Reti Note
16-6-1991 Stoccolma Italia   1 – 1 dts
(3-2 dcr)
  URSS Scania Cup -   46’
25-9-1991 Sofia Bulgaria   2 – 1   Italia Amichevole -1   46’
13-11-1991 Genova Italia   1 – 1   Norvegia Qual. Euro 1992 -1
19-2-1992 Cesena San Marino   0 – 4   Italia Amichevole -   46’
18-11-1992 Glasgow Scozia   0 – 0   Italia Qual. Mondiali 1994 -
19-12-1992 La Valletta Malta   1 – 2   Italia Qual. Mondiali 1994 -1
20-1-1993 Firenze Italia   2 – 0   Messico Amichevole -
24-2-1993 Oporto Portogallo   1 – 3   Italia Qual. Mondiali 1994 -1
24-3-1993 Palermo Italia   6 – 1   Malta Qual. Mondiali 1994 -1   83’
14-4-1993 Trieste Italia   2 – 0   Estonia Qual. Mondiali 1994 -
1-5-1993 Berna Svizzera   1 – 0   Italia Qual. Mondiali 1994 -1
22-9-1993 Tallinn Estonia   0 – 3   Italia Qual. Mondiali 1994 -
13-10-1993 Roma Italia   3 – 1   Scozia Qual. Mondiali 1994 -1
17-11-1993 Milano Italia   1 – 0   Portogallo Qual. Mondiali 1994 -
16-2-1994 Napoli Italia   0 – 1   Francia Amichevole -1
23-3-1994 Stoccarda Germania   2 – 1   Italia Amichevole -2
3-6-1994 Roma Italia   1 – 0   Svizzera Amichevole -
11-6-1994 New Haven Italia   1 – 0   Costa Rica Amichevole -
18-6-1994 New York Italia   0 – 1   Irlanda Mondiali 1994 - 1º turno -1
23-6-1994 New York Italia   1 – 0   Norvegia Mondiali 1994 - 1º turno -   21’
9-7-1994 Boston Italia   2 – 1   Spagna Mondiali 1994 - Quarti di finale -1
13-7-1994 New York Italia   2 – 1   Bulgaria Mondiali 1994 - Semifinale -1
17-7-1994 Los Angeles Brasile   0 – 0 dts
(3-2 dcr)
  Italia Mondiali 1994 - Finale - 2º posto
7-9-1994 Maribor Slovenia   1 – 1   Italia Qual. Euro 1996 -1
8-10-1994 Tallinn Estonia   0 – 2   Italia Qual. Euro 1996 -
16-11-1994 Palermo Italia   1 – 2   Croazia Qual. Euro 1996 -2
21-12-1994 Pescara Italia   3 – 1   Turchia Amichevole - cap.   46’
26-4-1995 Vilnius Lituania   0 – 1   Italia Qual. Euro 1996 -
19-6-1995 Losanna Svizzera   0 – 1   Italia Centenario Fed.Svizzera - cap.   46’
21-6-1995 Zurigo Italia   0 – 2   Germania Centenario Fed.Svizzera -2
8-6-1997 Lione Italia   3 – 3   Brasile Torneo di Francia -3
11-6-1997 Parigi Italia   2 – 2   Francia Torneo di Francia -2
29-10-1997 Mosca Russia   1 – 1   Italia Qual. Mondiali 1998 -   32’
2-6-1998 Göteborg Svezia   1 – 0   Italia Amichevole -1
11-6-1998 Bordeaux Italia   2 – 2   Cile Mondiali 1998 - 1º turno -2
17-6-1998 Montpellier Italia   3 – 0   Camerun Mondiali 1998 - 1º turno -
23-6-1998 Saint-Denis Italia   2 – 1   Austria Mondiali 1998 - 1º turno -1
27-6-1998 Marsiglia Italia   1 – 0   Norvegia Mondiali 1998 - Ottavi di finale -
3-7-1998 Parigi Italia   0 – 0 dts
(3-4 dcr)
  Francia Mondiali 1998 - Quarti di finale -
Totale Presenze (71º posto) 39 Reti -27
Cronologia completa delle presenze e delle reti in nazionale ― Italia olimpica
Data Città In casa Risultato Ospiti Competizione Reti Note
21-7-1996 Birmingham Messico olimpica   1 – 0   Italia olimpica Olimpiadi 1996 -1
23-7-1996 Washington Ghana olimpica   3 – 2   Italia olimpica Olimpiadi 1996 -3
25-7-1996 Birmingham Italia olimpica   2 – 1   Corea del Sud olimpica Olimpiadi 1996 -1
Totale Presenze 3 Reti -5
Cronologia completa delle presenze e delle reti in nazionale ― Italia Under-21
Data Città In casa Risultato Ospiti Competizione Reti Note
14-11-1989 Brighton Inghilterra B   1 – 1   Italia Under-21 Amichevole -1
Totale Presenze 1 Reti -1

RecordModifica

  • Portiere col maggior numero di rigori parati in Serie A (24).[9]
  • Portiere col maggior numero di presenze con la maglia della Sampdoria in Serie A (198).[89]
  • Giocatore col maggior numero di presenze consecutive in campionato con il Bologna (226).[49]

PalmarèsModifica

ClubModifica

Competizioni nazionaliModifica

Sampdoria: 1987-1988, 1988-1989, 1993-1994
Sampdoria: 1990-1991
Sampdoria: 1991

Competizioni internazionaliModifica

Sampdoria: 1989-1990
Inter: 1997-1998

IndividualeModifica

Inter: 1996-1997
Bologna: 2004-2005

OnorificenzeModifica

NoteModifica

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  9. ^ a b c Matteo Brega, Inter, Handanovic sempre più decisivo: rigori e rinnovo per la storia, su gazzetta.it, 22 settembre 2017. URL consultato il 18 febbraio 2019.
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  12. ^ a b c d e f Giorgio Dell'Arti e Stefano Tironi, Biografia di Gianluca Pagliuca, su cinquantamila.it, 17 luglio 2014.
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  14. ^ Mario Calabresi, Buffon miglior portiere degli ultimi 25 anni, su repubblica.it, 25 gennaio 2012. URL consultato il 18 febbraio 2019.
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  28. ^ a b c Nicola Calzaretta, Amarcord: Pagliuca, in Guerin Sportivo, novembre 2013.
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  89. ^ a b Il record precedente spettava al suo preparatore Pietro Battara, che disputò 190 partite, cfr. Lorenzo Mangini, Un cinghialone per El Chiquito, in la Repubblica, 26 luglio 2012, p. 18, sez. Genova.
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BibliografiaModifica

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  • Fabio Monti, PAGLIUCA, Gianluca, in Enciclopedia dello sport, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2002.
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  • Vito Galasso, L'Inter dalla A alla Z, Roma, Newton Compton Editori, 2015, ISBN 978-88-541-8224-0.
  • Luca Baccolini, Il Bologna dalla A alla Z, Roma, Newton Compton Editori, 2017, ISBN 978-88-227-0805-2.

VideografiaModifica

  • Gol Parade: episodio 13, Le parate più belle di sempre, La Gazzetta dello Sport, Logos TV, RCS Quotidiani, 2002.

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