Stadio Artemio Franchi

impianto calcistico di Firenze
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Stadio Artemio Franchi
  • Stadio Giovanni Berta (1931-43)
  • Stadio Comunale (1945-91)
Firenze, stadio artemio franchi, campo da gioco, 10,0.jpg
Informazioni
StatoItalia Italia
UbicazioneViale Manfredo Fanti 4, I-50137 Firenze
Inizio lavori1930
Inaugurazione13 settembre 1931
StrutturaPianta a D, cemento armato
CoperturaTribuna centrale
Costo6500000 L.
Ristrutturazione1989-90, 2013
Costi di ricostr.76000000000 L. (1989-90)
Mat. del terrenotappeto erboso
Dim. del terreno105 × 68 m
Area totale50 000 m²
ProprietarioComune di Firenze
ProgettoAlessandro Giuntoli
Prog. strutturalePier Luigi Nervi e Gioacchino Luigi Mellucci
Intitolato aArtemio Franchi
Uso e beneficiari
CalcioFiorentina
Capienza
Posti a sedere43 147
Mappa di localizzazione

Coordinate: 43°46′50.96″N 11°16′56.13″E / 43.780822°N 11.282258°E43.780822; 11.282258

Lo stadio Artemio Franchi è un impianto sportivo italiano di Firenze. Si trova nel quartiere cittadino di Campo di Marte ed è la sede degli incontri interni del club calcistico Fiorentina.

Progettato nel 1929 dagli ingegneri Pier Luigi Nervi e Gioacchino Luigi Mellucci[1] su iniziativa del marchese Luigi Ridolfi da Verrazzano e iniziato nel 1930 sull'area in cui sorgeva il dismesso aerodromo di Campo di Marte sotto la direzione dei lavori dell'architetto Alessandro Giuntoli, che progettò anche l'ingresso principale, costò oltre 6500000 L. e fu inaugurato il 13 settembre 1931 con un'amichevole contro gli austriaci dell'Admira[2] e intitolato, per volontà del regime, a Giovanni Berta, giovane fascista rimasto ucciso durante uno scontro con alcuni militanti comunisti. Nel dopoguerra cambiò nome in Stadio comunale e nel 1991 fu intitolato alla memoria di Artemio Franchi, dirigente sportivo già presidente della FIGC[3].Nel 1973 viene eletto Presidente della UEFA, l'anno successivo diviene vicepresidente della FIFA.

Esempio di architettura razionalista, la struttura è ricca di elementi innovativi e avveniristici per l'epoca, come la pensilina priva di sostegni intermedi, le scale elicoidali e la torre di Maratona.[4] Il drenaggio del terreno di gioco è considerato tra i migliori d'Europa.[5] Lo stadio, che può ospitare 43 147 spettatori (sebbene nel corso della sua storia si sia arrivati anche a una capienza di oltre 70 000 posti), è il più capiente impianto sportivo di Firenze e il quinto stadio italiano per capienza.

Lo stadio ha ospitato diverse partite di calcio internazionali, in particolare durante la Coppa del Mondo del 1934, le Olimpiadi del 1960, il campionato europeo del 1968, e la Coppa del Mondo del 1990, in vista della quale, alla fine degli anni ottanta, fu ristrutturato tramite abbassamento del terreno di gioco ed eliminazione della pista di atletica.[4] Oltre al calcio, l'impianto è stato utilizzato per altri sport, come il baseball, il pugilato, l'atletica leggera, il ciclismo e il rugby, fungendo da arrivo per alcune tappe del Giro d'Italia; lo stadio fu inoltre teatro della strage dei martiri del Campo di Marte e delle visite pastorali di papa Giovanni Paolo II nel 1986 e di papa Francesco nel 2015.[6]

StoriaModifica

PremesseModifica

 
Luigi Ridolfi da Verrazzano

Agli inizi del XX secolo, nel capoluogo toscano il calcio veniva giocato dalle varie squadre della città presso il parco delle Cascine, in particolare nel prato del Quercione;[7] dal 1917, tuttavia, palazzo Vecchio decise di vietare la pratica calcistica nella maggiore zona verde della città.[5] I club si videro così costretti a trovare nuovi terreni di gioco; in particolare, il Club Sportivo Firenze si trasferì nel vicino velodromo, mentre la Palestra Ginnastica Fiorentina Libertas si spostò in un impianto situato tra via Paisiello e la Ferrovia.[5] Quest'ultimo si rivelò tuttavia insufficiente a sostenere il gran numero di tifosi della Libertas, i cui soci scelsero così un appezzamento di terra tra via Maragliano e via Bellini, al tempo nella periferia della città, dove poter costruire il loro nuovo stadio.[5]

Lo Stadio Velodromo Libertas, inaugurato il 22 aprile 1922, divenne presto anch'esso incapace di far fronte alle esigenze dell'Associazione Calcio Fiorentina — società calcistica nata nel 1926 con la fusione tra il Club Sportivo e la Libertas[8] — che giocava le proprie partite interne in tale struttura.[7] Il primo presidente della Fiorentina fu il marchese Luigi Ridolfi Vay da Verrazzano; appartenente a una delle più antiche famiglie nobili della città, il marchese, che all'epoca era anche segretario generale del Fascio di Firenze, ritenne necessaria, ancora prima di fondare la società, la costruzione di un grande impianto cittadino, che potesse competere con le altre strutture calcistiche dell'epoca.[9]

Il progettoModifica

 
L'ingegner Pier Luigi Nervi

Un primo progetto per la costruzione di un nuovo stadio nel parco delle Cascine, già fornito di strutture sportive,[4] fu proposto nel 1920 dal Collegio toscano degli Architetti e degli Ingegneri e nel 1929, nei pressi di via Tartini, dall'Impresa Anonima Cementi Armati di Genova.[10] Alla fine dello stesso anno il podestà fiorentino, Giuseppe Della Gherardesca, accolse favorevolmente l'acquisto di un'area posta tra via Faentina e via della Palancola, per la realizzazione di uno stadio, funzionale sia al calcio che all'atletica, con tribune in cemento armato; il 7 febbraio 1930 la decisione sulla sede divenne ufficiale, tuttavia le trattative con la Cappellania di San Giuseppe e Sant'Ignazio, proprietaria del terreno, si bloccarono e si decise così di cercare un'altra sistemazione.[8] Vi fu poi la richiesta del gruppo rionale fascista "Giovanni Berta" di dotare le Cure, nel quartiere di Campo di Marte, di un campo sportivo regolamentale.[4]

L'opera venne progettata nel 1929 dagli ingegneri Pier Luigi Nervi e Gioacchino Luigi Mellucci.[1] Il marchese Ridolfi aveva conosciuto Nervi qualche anno prima, quando gli aveva commissionato la costruzione della tribuna dello stadio d'atletica dell'Assi Giglio Rosso, lungo Viale dei Colli.[11] Il 16 marzo 1930 Nervi presentò ufficialmente il progetto, concordato con lo stesso Ridolfi,[12] per la realizzazione del primo lotto, attraverso la società romana "Nervi e Nebbiosi".[13] Nel luglio dello stesso anno il Comune ottenne dal Ministero della Guerra una porzione della piazza d'armi[4] nell'area di Campo di Marte, attraverso la mediazione svolta dal marchese Ridolfi — pluridecorato della prima guerra mondiale — presso le istituzioni politiche, sportive e militari.[8] L'area forniva le necessarie garanzie per realizzare a Firenze uno stadio che rispondesse ai requisiti richiesti dalle federazioni sportive internazionali;[5] tale quartiere infatti offriva notevole spazio, oltre ad avere maggiore facilità di comunicazione rispetto ad altre zone proposte, essendo vicino a una stazione ferroviaria.[4]

 
Plastico dello stadio Berta, nel quale è riconoscibile la forma a "D" dell'impianto

La zona concessa dai tecnici militari fu delimitata da alcuni paletti; pare tuttavia che Ridolfi, probabilmente insieme ad alcuni dirigenti della Fiorentina, si recasse di notte nella zona per ampliare le superfici del futuro stadio, spostando i paletti di diversi metri,[8] al fine di disporre di una superficie ancora più congrua al suo programma, cambiando notevolmente il progetto iniziale del 1929, quando il Comune aveva operato il primo stanziamento.[14] Il 17 ottobre 1930 fu ufficializzata la costruzione, nel quartiere orientale di Firenze, di «110 metri lineari di tribune in cemento armato completamente coperte» sul «progetto presentato dalla Società di Costruzioni Ing. Nervi e Nebbiosi, che con completa soddisfazione di questo Comune ha eseguito recentemente le tribune in cemento armato al campo sportivo della Società Atletica Giglio Rosso».[4] I pagamenti per la costruzione della tribuna avvenivano «per avanzamento lavori, con un importo non inferiore a 50 000 lire»; la durata dei lavori fu stabilità a 180 giorni, con una penale di 500 lire per ogni giorno di eventuale ritardo.[12] Solo nel maggio 1931 fu altresì stipulato il contratto per la sistemazione dei locali posti sotto la tribuna, i cui lavori dovevano essere «condotti in economia».[12]

L'ingresso principale fu progettato da Alessandro Giuntoli, architetto capo dell'Ufficio edilizia del Comune;[8][10] all'Ufficio Tecnico di Palazzo Vecchio, diretto dall'ingegner Pelleschi, e a Fiorenzo De Reggi spettò inoltre la disposizione generale del campo da gioco, le sistemazioni interne e la distribuzione dei locali sotto le tribune[4] dove erano previste due palestre, di cui una di 1400 m², che aveva anche corsie per l'allenamento invernale delle corse podistiche, oltre allo studio del medico sportivo, agli spogliatoi, ai servizi igienici e ad alcune abitazioni per gli atleti con camere e soggiorno.[10] Il contratto d'appalto fu firmato nel dicembre 1930 e di esso erano parte integrante il Disciplinare redatto dalla Direzione dei Servizi Tecnici del Comune, l'Estratto dei calcoli di stabilità e cinque tavole di elaborati grafici.[4] Secondo quanto stabilito dal Disciplinare i lavori comprendevano gli scavi di fondazione per i pilastri portanti e la struttura in cemento armato fino alla profondità di 2,50 metri, le opere di fondazione, pilastri, gradinate, mensoloni e solette laterizi della copertura, un solaio per tutta la lunghezza delle tribune delle dimensioni stabilite nei disegni, i solettoni delle rampe delle scale di accesso sia alle gradinate che alla tribuna reale e gli intonaci di cemento ai gradoni.[4][15]

La costruzioneModifica

 
Lavori su una scala elicoidale

A causa delle difficoltà nell'ottenimento dei finanziamenti richiesti, lo stadio fu realizzato in due fasi distinte tra il 1930 e il 1932, facendo in modo di avere un impianto funzionale il prima possibile qualora non fossero ancora state completate tutte le strutture.[13] Il Giornale dei lavori del primo lotto, intestato all'impresa Nervi e Nebbiosi e alla Pelagatti e Vignoli, riporta al 25 luglio 1930 i saggi di fondazione e dal 3 dicembre 1930 al 1º giugno 1931 i lavori per la costruzione della tribuna, mentre in contemporanea si poneva mano alle strutture delle scale di accesso; in particolare, il getto della scala elicoidale della tribuna d'onore viene registrato nel febbraio 1931.[4] La ditta Pelagatti e Vignoli invece aveva iniziato dal luglio 1930 a sterrare e a drenare il campo.[12] Tra marzo e aprile dello stesso anno furono eseguiti il getto dei pilastri della copertura della tribuna, la posa in opera delle mensole di copertura e l'armatura del solaio;[4] a maggio iniziò il disarmo della pensilina in cemento armato della tribuna d'onore,[4] priva di sostegni intermedi che avrebbero ostruito la visuale del pubblico.[12]

 
La torre di Maratona in costruzione.

Nello stesso mese fu commissionata alla ditta Nervi e Nebbiosi anche la costruzione di altre due strutture ricettive per i tifosi, lunghe 60 metri, di fronte alla tribuna coperta, tra le quali fu in seguito eretta la torre di Maratona, strutture costruite per il desiderio dei gerarchi fascisti di avere un grande impianto; nonostante non fosse nel progetto del primo lotto, la torre fu ultimata rapidamente.[13] La tribuna coperta fu dichiarata compiuta il 1º giugno 1931;[4] sotto di essa furono ricavati due piani, dove vennero sistemati i servizi per gli atleti e per il pubblico e anche un atrio d'onore per l'accesso delle autorità allo stadio.[8] Il 13 luglio Nervì inviò una lettera al Comune di Firenze con la quale minacciava la sospensione dei lavori qualora il Comune non avesse provveduto a saldare le spettanze.[12] La torre di Maratona e le tribune scoperte furono completate il 19 settembre 1931,[12] data in cui venne redatto il verbale di ultimazione dei lavori.[16]

Tra l'11 settembre e il 24 ottobre 1931 si svolsero i collaudi di alcuni tratti delle gradinate scoperte, alla presenza di De Reggi, in qualità di direttore dei lavori, e di Nervi, con un carico di prova pari a 500 kg/m² su richiesta dell'impresa (rispetto ai 400 kg/m² richiesti dai committenti).[4] I test per gli ultimi settori delle gradinate, della scala elicoidale centrale e del ripiano a sbalzo avvennero tra il 20 novembre 1931 e l'8 gennaio 1932.[4] Le prove di collaudo delle tribune scoperte proseguirono ancora fino all'11 giugno mentre il certificato di collaudo definitivo delle strutture della tribuna coperta lato ovest fu redatto dall'ing. Tognetti l'11 luglio successivo.[4] L'ingegnere proseguì comunque il suo lavoro per tutto il resto dello stadio, terminandolo completamente solo nel 1934.[16]

«Dalla lettura dei verbali (…) si ricava come la procedura di collaudo delle tribune rientrasse in schemi sufficientemente noti da non creare particolari difficoltà ai tecnici collaudatori; al contrario il collaudo delle scale elicoidali richiese un vero e proprio "progetto" delle modalità di prova, per rendere congruente il tipo di prova da eseguirsi (…) con le caratteristiche assai inconsuete della struttura in esame[17]»

(Franco Nuti)
 
La costruzione della Curva Ferrovia

La pista, di 500 metri di lunghezza, fu omologata secondo le norme della Federazione Italiana di Atletica Leggera;[4] fu anche costruito un rettilineo lungo 220 metri.[12][18] Contemporaneamente, il ripiano del parterre previsto a un'altezza di 8,60 m fu elevato di altri 2,65 m per permettere la circolazione e l'accesso del pubblico sotto le gradinate.[4] La preparazione del fondo per il terreno di gioco, affidata alla ditta torinese Ing. De Bernardi e avviata nell'estate del 1930, si dimostrò «qualitativamente eccezionale».[8] Come testimoniato da una lettera inviata a Ridolfi nel maggio del 1932, l'azienda disse di aver ottenuto tale risultato attraverso l'uso di «terre vegetali scelte ed opportunamente mescolate ad altro materiale per correggerne la natura in modo da renderle perfettamente adatte a un campo di foot-ball. Le suddette terre seminate con le opportune miscele di varie ottime semenze hanno prodotto un tappeto erboso consistente e uniforme il quale garantisce il regolare salto della palla, cosa questa indispensabile perché possa essere svolto un gioco tecnico e d'intesa».[8] Fu inoltre inserito un doppio strato di sottofondo, alto oltre due metri e realizzato con pietre del fiume Arno, che consentì al terreno un drenaggio tra i migliori in Europa.[5] Venne poi collocato nell'ingresso alla tribuna dello stadio una statua in bronzo di Mario Moschi detta Il Calciatore, donata poi dal Regno d'Italia alla Germania in occasione dei Giochi della XI Olimpiade.[19]

Il 13 giugno 1932, al termine del campionato di calcio, l'Ufficio Tecnico comunale trasmise al podestà di Firenze Giuseppe Della Gherardesca la richiesta di avvio dello secondo lotto,[4] relativa alla costruzione delle tribune delle curve e alla sistemazione definitiva dei locali sotto i parterre.[16]

«L'impresa dell'Ing. Nervi, che ha progettato ed eseguito i lavori della tribuna coperta e di quella scoperta di fronte alla prima, ha presentato il progetto di completamento di quello a suo tempo studiato dalla ditta suddetta, in modo da formare un complesso armonico con quanto finora è stato eseguito.»

(Fiorenzo De Reggi[5])
 
Panorama dello Stadio Berta completato

A favorire la seconda fase di lavori furono sia la visita nel nuovo impianto del podestà, che rimase affascinato dall'opera,[5] sia la tramontana, che soffiava sull'impianto per diversi mesi dell'anno;[8] solamente la costruzione delle curve avrebbe potuto chiudere le aperture esistenti tra le due tribune parallele esistenti, favorendo così il regolare svolgimento del gioco ed eliminando i disagi per il pubblico.[8] I lavori ripresero il 18 luglio 1932 e si conclusero il 15 dicembre dello stesso anno. Fra il 22 ottobre e il 19 novembre, alla presenza di Tognetti, De Reggi e Piero Melucci, rappresentante della ditta di Nervi, si svolsero i collaudi di alcuni tratti delle tribune scoperte e della scala elicoidale sud.[4]

Fu inoltre completata la facciata monumentale dal lato delle tribune, sul progetto di Giuntoli.[5] Dopo varie discussioni si optò per una versione estremamente semplificata: «una serie di paraste raccordate alla sommità dell'aggetto dell'ultima fila di gradinate che nell'avancorpo dell'ingresso d'onore si trasformano in veri e propri pilastri conferendo al prospetto stesso un maggiore aspetto di monumentalità che non contraddice eccessivamente la grande modernità dell'edificio, dove la coerenza costruttiva si fa linguaggio espressivo».[8] I collaudi sulle restanti parti delle gradinate, sulla scala elicoidale centrale e sul ripiano a sbalzo prospiciente la torre di Maratona si effettuarono tra il 20 novembre e il 24 dicembre e proseguirono dal 3 al 7 gennaio 1933. I difetti riscontrati all'impianto furono tutti di lieve entità e generalmente dovuti alla velocità con cui questo era stato terminato; l'incidente più significativo che si registrò nei primi tempi fu la caduta di alcuni pezzi di intonaco della pensilina, durante una gara di atletica leggera, che però non ferirono nessuno per «scarsità di pubblico».[16]

Il costo complessivo dell'opera, il cui progetto prevedeva una capienza massima di 45 000 spettatori, di cui 6 000 nella tribuna coperta, fu di oltre 6 500 000 lire,[8] per un costo per spettatore pari a circa 145 lire, molto basso rispetto ai fondi che furono necessari per costruire altri stadi europei[16] (lo stadio di Wembley costò circa 560 lire per persona, mentre il Littoriale di Bologna, costruito nel 1925, 370 lire[16]). Il marchese Ridolfi si sostituì in parte alle casse pubbliche, che non poterono offrire la copertura finanziaria al completamento dei lavori, pagando con i propri mezzi circa un terzo del valore dell'opera, comprendente parte del secondo lotto e gli apparecchi per l'illuminazione e la diffusione audio.[8] Ridolfi finanziò i lavori attraverso la vendita a Egidio Favi, allora proprietario del quotidiano La Nazione, del castello di Verrazzano e della villa di Vitigliano, nel Chianti fiorentino.[5][8]

L'originalità, il carattere innovativo e la pregevolezza dell'opera nel suo coniugare la raffinatezza estetica e il rigore strutturale con le eleganti e ardite strutture in cemento armato furono apprezzate dagli addetti ai lavori; i giornali definirono lo stadio «un'opera ricca, poderosa e coraggiosa».[20] Nella Prolusione all'anno accademico 1931-32, Raffaello Brizzi, direttore della Scuola Superiore di Architettura di Firenze, lodava la «nuova fabbrica dello stadio che intesa nel suo carattere, ha pregi notevoli di volumi ritmicamente disposti e composti in un ardito e solenne organismo costruttivo».[4] Anche la Rassegna del Comune sottolineava la «bellezza» della costruzione[21] mentre, dalle pagine di Architettura, Giovanni Michelucci ne esaltava lo «schietto carattere moderno».[4] Ritenuto un capolavoro dell'architettura italiana degli anni trenta,[4] se ne evidenzia anche l'assoluta eccezionalità nel panorama della produzione architettonica fiorentina dell'epoca.[4] Uno dei maggiori allenatori degli anni venti e trenta, Hugo Meisl, tecnico del Wunderteam austriaco, descrisse il nuovo impianto fiorentino come «il migliore stadio del mondo sia dal punto di vista strettamente estetico che da quello della funzionalità delle sue attrezzature sportive e della comodità per il pubblico: un'opera all'altezza di Firenze».[8]

I primi anniModifica

 
La Fiorentina nell'incontro inaugurale dello Stadio Giovanni Berta contro l'Admira Vienna.[22]

L'impianto, il cui nome originario era "Stadio Giovanni Berta",[23][7] in onore dello squadrista fiorentino, evidenziando così «la natura ed il significato dei rapporti tra sport e metodo fascista»,[16] venne ufficialmente inaugurato il 13 settembre 1931 con la partita tra Fiorentina e Admira Vienna, terminata 1-0 in favore della Viola con un gol di Petrone, di fronte a circa 12 000 spettatori.[8] In quella circostanza, l'impianto non era ancora stato edificato completamente, mancando ancora le strutture del secondo lotto dei lavori. Le cronache dell'epoca ricordano che il pallone dell'incontro venne lanciato da un aeroplano, pilotato dal pilota acrobatico fiorentino Vasco Magrini, che sorvolò lo stadio prima dell'inizio della partita.[24] Per l'occasione Mario Moschi ideò una medaglia commemorativa che raffigura da una parte un calciatore e, sull'altra faccia, la città stilizzata di Firenze e il nuovo impianto sportivo. Prima del fischio d'inizio fu previsto, com'era consuetudine nel ventennio, il saluto romano alle autorità presenti in tribuna; per l'occasione, quel giorno allo stadio Berta erano presenti anche il podestà fiorentino Della Gherardesca e altri gerarchi fascisti. Quando l'arbitro fischiò, i giocatori viola sollevarono il braccio destro per omaggiare i rappresentanti del regime: tutti meno che uno, Bruno Neri.[25]

In realtà, il primo incontro che si era tenuta nel nuovo stadio, era stato tra Fiorentina e Montevarchi, giocato il precedente 10 settembre e vinto dalla squadra di casa per 6-0.[26]

 
Un'azione dell'incontro Fiorentina-Juventus, nella stagione 1934-1935.

Nel 1931-32, il nuovo impianto portò grande entusiasmo nella cittadinanza fiorentina, dovuto anche alla prima partecipazione in Serie A della Viola, che aveva vinto il campionato 1930-31 della serie cadetta; in tutta la stagione, al torneo assistettero oltre 300 000 tifosi, con una media a partita pari a circa 18 000 persone, nonostante il prezzo dei biglietti fosse molto alto in rapporto al costo della vita dell'epoca.[5]

Il 7 maggio 1933 è il giorno in cui giocò per la prima volta a Firenze la nazionale di calcio italiana, nell'incontro valido per la Coppa Internazionale e che vide gli Azzurri prevalere sulla Cecoslovacchia per 2-0.[27]

Nel 1934 Firenze fu una delle otto città che ospitarono gli incontri del campionato mondiale di calcio;[28] il torneo, assegnato all'Italia nel 1932, la cui candidatura era stata avanzata dal regime fascista per motivi propagandistici, fu un'occasione per potenziare le infrastrutture e creare nuovi impianti sportivi. In particolare, lo stadio fu sede di Germania-Belgio e dei due incontri tra Italia e Spagna.[28]

L'esordio europeo del Berta, per incontri di club, avvenne il 23 giugno 1935 quando Fiorentina e Újpest disputarono una gara valevole per la Mitropa Cup.[29]

Nella stagione 1936-1937 il Berta ospitò la prima finale di un torneo calcistico: la Coppa Italia. Il 6 giugno si affrontarono, in gara unica per l'assegnazione del trofeo, il Genova 1893 e la Roma, con i liguri che vinsero per 1-0.[30] Lo stadio fu nuovamente teatro della finale in gara unica di Coppa Italia nella stagione 1939-1940, e anche stavolta in campo scese il Genova 1893, però contro i padroni di casa della Fiorentina alla loro prima finale in un torneo ufficiale. Il 15 giugno i Viola vinsero per 1-0, con gol di Mario Celoria al 26', sollevando al cielo il primo trofeo in assoluto della storia del club gigliato.[31]

 
Stadio Giovanni Berta gremito nel 1941.

Durante la seconda guerra mondiale, il 22 marzo 1944 lo stadio fu teatro della strage dei martiri del Campo di Marte; un tribunale speciale straordinario, convocato per giudicare alcuni renitenti alla leva, decise di condannare a morte cinque giovani rastrellati a Vicchio dalla milizia della Repubblica Sociale Italiana il 12 marzo precedente[32][33] Condotti a Firenze in sette, due vennero graziati e assegnati a reparti operativi;[34] gli altri cinque ragazzi, tutti ventunenni, vennero invece portati nel Berta e fucilati dai soldati della RSI nei pressi della torre di Maratona.

Tra la fine del 1944 e il 1945, lo stadio venne requisito dagli Alleati, che vi installarono una base logistica, organizzandovi però anche gare di atletica, partite di calcio, incontri di rugby e anche un'esibizione del campione di boxe Joe Louis.[20] Alla fine del conflitto, con la caduta del fascismo, il nome dello stadio venne cambiato in "Comunale".[5]

Il secondo dopoguerraModifica

Il 29 maggio 1949 venne inaugurato, nei pressi dell'impianto sportivo, un sacrario in ricordo dei cinque renitenti.[35]

 
Il crollo di una balaustra della tribuna Maratona nel 1957.

Già alla fine degli anni quaranta, sebbene privo dei mezzi finanziari del passato, Luigi Ridolfi commissionò a Nervi un piano di ampliamento dello stadio per giungere alla capacità di 80 000 spettatori, grazie al raddoppio delle tribune.[18] L'idea dell'ingegnere consisteva nel sovrapporre un secondo ordine di gradinate scoperte a quello esistente, come già era successo per altri impianti italiani, ma l'idea non si concettizzò per motivi economici.[8] Si tornò a parlare di modifiche da attuare allo stadio nel 1950 e negli anni successivi, rendendolo capace di ospitare fino a 120 000 persone; la morte del marchese tuttavia bloccò il progetto.[18]

Il 18 maggio 1952 si registrò nello stadio fiorentino il record di spettatori, accorsi a vedere un'amichevole tra le nazionali italiana e inglese, terminata poi 1-1, con gol di Broadis e Amadei.[36] Furono 84 000 i biglietti venduti, esclusi «gli inviti, la stampa e le forze dell'ordine», per un totale di circa 95 000 persone e un incasso di circa 65 milioni di lire.[36] La capienza ufficiale dello stadio, grazie all'aggiunta di numerose tribune in metallo, era di circa 70 000 spettatori, cifra molto superiore ai circa 45 000 degli anni 2010. A causa della mancanza di posti numerati nella maggior parte dello stadio, il sovraffollamento era comune nell'impianto; questo portò, il 22 dicembre 1957, al crollo di una balaustra della tribuna Maratona sotto il peso degli spettatori, durante Fiorentina-Juventus di campionato, partita poi terminata con la vittoria della squadra viola per 2-1.[36] Al 70º minuto, sul risultato parziale di 1-1, i tifosi franarono sul parterre; un centinaio di persone vennero ferite, alcune con gravi fratture, ma non ci furono vittime.

 
Lo stadio Comunale di Firenze nel 1956.

Il Comunale fu inoltre teatro del presunto avvistamento di UFO a Firenze: nel pomeriggio del 27 ottobre 1954, mentre si giocava un'amichevole tra Fiorentina e Pistoiese di fronte a circa 10 000 spettatori, comparvero in cielo «due oggetti volanti che si spostavano velocemente in linea retta in direzione nord-sud»,[37] lungo tutto lo stadio, prima di svanire dietro la curva Fiesole[36] e lasciare cadere sul campo dei curiosi filamenti bianchi. A posteriori si tratterebbe tuttavia solo di una suggestione collettiva: i riflessi nel cielo sarebbero stati causati dall'uso di chaff durante alcune esercitazioni militari in essere nella zona,[36] mentre i filamenti, rivelatisi composti da vetro borosilicico, sarebbero dovuti alla tecnica del ballooning messa in atto da alcune specie di ragni per migrare.[37]

Il 1960 è l'anno nel quale l'Italia ospitò per la prima volta le Olimpiadi estive, con i Giochi della XVII Olimpiade svolti a Roma dal 25 agosto all'11 settembre. Come da tradizione, il torneo di calcio venne disputato anche in altre città oltre alla sede dell'evento. Pertanto a Firenze, con Livorno e Grosseto in Toscana, vennero disputati alcuni incontri calcistici, riservati alle nazionali giovanili, e precisamente le sfide Francia-Perù, Jugoslavia-Turchia e Italia-Brasile.[38]

 
Lo stadio Comunale di Firenze nel 1960

Nella stagione 1960-1961 lo stadio è teatro della prima finale di una competizione europea per club e della terza finale di Coppa Italia in gara unica. Il 27 maggio si giocò la finale di ritorno della Coppa delle Coppe UEFA, disputata tra la Fiorentina e gli scozzesi del Rangers: i Viola vinsero, dopo il 2-0 all'andata a Glasgow, anche il ritorno per 2-1 con reti viola di Luigi Milan e Kurt Hamrin e conquistarono il loro primo trofeo europeo. L'11 giugno, invece, la Fiorentina ancora una volta padrona di casa, affrontò la Lazio e vinse la sua seconda coppa nazionale, battendo i capitolini per 2-0 con reti di Gianfranco Petris e Luigi Milan.[39]

Il Comunale fu inoltre sede della semifinale Jugoslavia-Inghilterra, terminata 1-0 di fronte a 21 834 paganti,[40] del campionato europeo di calcio 1968 disputata in Italia.

Il 25 novembre 1984 venne stabilito il record di presenze nello stadio fiorentino per una partita di club, quando 58 271 spettatori assistettero a Fiorentina-Inter.[41][42]

Tra gli eventi più significativi avvenuti a Firenze in questi anni vi è la visita pastorale di Giovanni Paolo II, che si recò nel capoluogo toscano nel 1986;[43] uno dei luoghi principali di questo viaggio fu proprio lo stadio cittadino.[20]

La ristrutturazione per i Mondiali del 1990Modifica

 
Lo stadio fiorentino nel 1987, prima della ristrutturazione per Italia '90.

L'impianto, prima del restauro degli anni ottanta, era un impianto polivalente, dove si svolgevano, oltre che le partite di calcio, anche incontri di baseball e di pugilato e meeting di atletica leggera, oltre che fungere talvolta da arrivo per le tappe del Giro d'Italia;[20] ad esempio, Luigi Beccali, nel 1933, batté il record italiano degli 800 metri, durante l'intervallo di una gara di campionato fra Fiorentina e Roma.[20] Sebastian Coe, già vincitore di due medaglie olimpiche a Mosca 1980, il 10 giugno 1981 stabilì uno dei suoi nove primati del mondo sulla pista dello stadio fiorentino, correndo gli 800 m in 1'41"73, davanti a 15 000 spettatori.[36] Durante lo stesso meeting, Carl Lewis, ancora agli inizi della sua carriera, corse i 100 metri con un tempo da record mondiale, ma, per un malfunzionamento del cronometraggio elettronico, venne preso come valido quello misurato dall'orologio semi-automatico, non valevole per i primati mondiali.[36]

Lo stadio subì importanti interventi strutturali dal 1987 al 1990,[4] in vista dei Campionato mondiale di calcio 1990 assegnati all'Italia nel 1984.[4] L'impianto fu oggetto di un pesante intervento di riordinamento, di ampliamento e di restauro delle strutture. Il progetto, affidato nel 1984 all'architetto Italo Gamberini, con la collaborazione di Loris Macci, Enrico Novelli e Giovanna Slocovich, responsabili della direzione artistica, venne messo in opera nel 1988, perseguendo due obiettivi principali:[4][44] la razionalizzazione dei servizi generali e degli accessi della sicurezza e l'aumento della ricettività.[16] I lavori furono appaltati a un consorzio di imprese sotto la direzione tecnica di Raffaello Bertelletti, Roberto Innocenti e Alessandro Serafini Sauli.[4]

Non potendo più sopraelevare le tribune esistenti, perché considerate monumento nazionale e quindi poste sotto la tutela delle Belle Arti, per migliorare la struttura si decise di abbassare il terreno di gioco ed eliminare la pista di atletica leggera, riducendo tuttavia la capienza totale.[5] Il nuovo parterre erboso, costruito a una quota di circa 2,20 m sotto la quota preesistente,[44] fu dotato di sofisticati accorgimenti tecnici.[4] Venne effettuato inoltre il restauro delle strutture in cemento armato e l'eliminazione delle superfetazioni, riportando l'edificio al suo stato originale.[44] Furono compiute diverse integrazioni funzionali e tecnologiche ritenute necessarie, anche se poco apprezzabili da un punto di vista estetico nel risultato finale,[4] come scale integrative esterne e interne, accessori degli impianti tecnici e nuove pensiline a sbalzo in metallo;[4] inoltre, vennero riprogettati i locali di servizio.[4] Fu eliminato il muro di cinta, all'esterno dello stadio, che chiudeva la vista delle strutture, e sostituito con una recinzione metallica; venne inoltre compiuta una generale risistemazione della zona circostante, con nuovi parcheggi, riordino della viabilità, incremento del verde e la costruzione di palestre e piscine per il quartiere,[4] per una spesa complessiva di circa 80 miliardi di lire.[4][44]

I lavori di ammodernamento dello stadio sono stati valutati in seguito come un «cinico massacro perpetrato da Italo Gamberini in dispregio alla cultura, nella completa indifferenza degli intellettuali fiorentini e italiani, e con il compiacente assenso della Soprintendenza ai beni ambientali e architettonici».[45] Durante il campionato del mondo, l'impianto calcistico fiorentino ospitò gli incontri del gruppo A della fase a gironi; il 10 giugno 1990 fu sede di Stati Uniti-Cecoslovacchia, il 15 di Austria-Cecoslovacchia e il 19 di Austria-Stati Uniti.[46] Nella fase a eliminazione, Firenze ospitò solo un incontro, il quarto di finale tra Argentina e Jugoslavia.[46]

Dagli anni '90 alla convenzione del 2013Modifica

 
Artemio Franchi, a cui è intitolato l'impianto.

Il 26 novembre 1991 lo stadio comunale di Firenze fu intitolato ad Artemio Franchi,[3][14] prestigioso dirigente sportivo, nato a Firenze nel 1922 da una famiglia di origine senese; Franchi era stato segretario della Fiorentina nella stagione 1951-52, prima di ricoprire importanti incarichi dirigenziali che lo avrebbero portato a diventare presidente della FIGC dal 1966 al 1976, vicepresidente della FIFA dal 1974 e, a partire dal 1972, presidente della UEFA, fino alla sua scomparsa, il 12 agosto 1983.[47] Nel 2008 verrà anche posta una lapide marmorea, all'ingresso della tribuna autorità, che recita:

IN MEMORIA DI ARTEMIO FRANCHI DIRIGENTE SPORTIVO PROFONDAMENTE LEGATO A FIRENZE PRESIDENTE DELL'UEFA DAL 1973 AL 1983 NEL XXV ANNIVERSARIO DELLA SUA SCOMPARSA

Nel quinquennio 1996-2001 il Franchi ospitò tre finali di Coppa Italia. Dal 1980 l'ultimo atto della coppa nazionale prevedeva una doppia finale, con gare di andata e ritorno, negli impianti delle formazioni finaliste: la Fiorentina arrivò in finale nel 1996, nel 1999 e nel 2001. Il 2 maggio 1996 si disputò a Firenze la gara di andata contro l'Atalanta, con i Viola che vinsero per 1-0 con rete di Gabriel Omar Batistuta, andando poi a conquistare il trofeo nel ritorno a Bergamo;[48] il 5 maggio 1999 e il 13 giugno 2001 si giocarono al Franchi le gare di ritorno di due finali contro il Parma: la prima terminò con un 2-2 che consegnò la coppa agli emiliani,[49] mentre la seconda portò ad un pareggio per 1-1 che, in virtù della vittoria in trasferta a Parma, fece vincere ai toscani la loro sesta coppa.[50]

A seguito del fallimento della società AC Fiorentina, avvenuto nell'estate del 2002, e della costituzione di una società chiamata Florentia Viola (dal 2003 rinominata ACF Fiorentina) il nuovo club gigliato portò la sede sociale all'interno dell'impianto fiorentino,[51]

Con l'approvazione del decreto anti-violenza del 7 febbraio 2007, l'impianto fiorentino venne giudicato non idoneo secondo le nuove norme di sicurezza;[52] furono così installati 29 tornelli doppi, controllati da 58 lettori di biglietti e di abbonamenti, oltre che numerose telecamere; inoltre per tutti i settori fu conclusa la recinzione di prefiltraggio mobile.[53] Dal 2009, tramite un accordo tra prefetto, questore, amministrazione comunale, società di calcio e tifoseria, si cominciò ad abbattere le barriere e le divisioni interne allo stadio, per migliorare la sicurezza nell'impianto sportivo.[54]

Il sindaco di Firenze Matteo Renzi e l'ACF Fiorentina firmarono, il 25 gennaio 2010, una convenzione per l'utilizzo dell'Artemio Franchi e dei campi di allenamento di viale Paoli[55] per i futuri 12 anni (6 anni e rinnovabile di altri 6), fino al 30 giugno 2022.[56][57] Venne prevista inoltre, nella convenzione, una profonda ristrutturazione dello stadio.[58][59]

Il 20 novembre 2010 venne disputato al Franchi il primo incontro di rugby della storia dell'impianto, tra Italia e Australia, terminato 32 a 14 per gli ospiti.[60]

 
Lo stadio attuale, dopo gli ultimi lavori di ristrutturazione.

Nell'estate del 2012 cominciarono i lavori di ristrutturazione che hanno portato all'abbattimento delle barriere nel settore Maratona e la creazione degli SkyBox.[61] Nell'estate 2013 si è proseguito con questi lavori, anche in vista degli impegni nelle competizioni europee; si è provveduto alla trasformazione della tribuna coperta, sugli esempi degli stadi inglesi, avvicinandola al terreno di gioco e abbattendo le barriere.[62]

Tra gli eventi più significativi avvenuti a Firenze in questi anni vi è la visita pastorale di Giovanni Paolo II, che si recò nel capoluogo toscano nel 1986;[44] uno dei luoghi principali di questo viaggio fu proprio lo stadio cittadino.[21]

Nel 2015 vi fu la visita pastorale di papa Francesco a Firenze e Prato, che ebbe il suo epilogo nella messa officiata dal pontefice allo stadio Artemio Franchi, di fronte a 50.000 fedeli.

Nell'autunno del 2016, il 19 novembre, al Franchi viene scritta una pagina di storia per il rugby italiano: la nazionale italiana per la prima volta nella sua storia batte il Sudafrica, per 20 a 18 in un test match.[63]

Sviluppi futuriModifica

Sebbene la sua bellezza architettonica sia tuttora riconosciuta, l'impianto, con le esigenze del calcio moderno, risulta obsoleto, paragonato soprattutto alle più moderne strutture sportive europee, con notevoli problemi di efficienza e di funzionalità;[20] la particolare pianta a "D" non crea problemi alle tribune ma riduce notevolmente la visibilità in curva e i parterre, che sostituirono le corsie della pista d'atletica, non consentono una visuale ottimale degli incontri. La mancanza di copertura in gran parte dello stadio espone gli spettatori alle intemperie; inoltre le scale elicoidali, anche se notevoli da un punto di vista architettonico, non favoriscono l'afflusso e il deflusso degli spettatori.[20] Per questi motivi si discute da tempo della costruzione di un nuovo stadio per l'ACF Fiorentina,[64] che farebbe anche incrementare il fatturato della società, dai 12 milioni di euro all'anno del Franchi a circa 50 milioni nel nuovo impianto.[65]

ArchitetturaModifica

 
Lo stadio inserito in Campo di Marte.

UbicazioneModifica

Esteso su un'area di circa 50000  tra viale Manfredo Fanti, viale Pasquale Paoli e viale Pierluigi Nervi,[4] lo stadio comunale Artemio Franchi sorge nell'area del Campo di Marte, all'interno del quartiere 2 di Firenze. L'impianto è la principale tra le attrezzature sportive della zona al servizio del quartiere e della città, tra cui il Nelson Mandela Forum, la piscina comunale Paolo Costoli e lo stadio di atletica leggera Luigi Ridolfi.[66] Dalla parte opposta, rispetto allo stadio, del viale Nervi sorge anche il Centro sportivo Davide Astori, sede di allenamento della prima squadra maschile dell'ACF Fiorentina.

L'area del Campo di Marte è ancora un grande spazio aperto, quasi privo di costruzioni, all'interno della cerchia delle costruzioni residenziali edificate negli anni tra le due guerre mondiali.[4][67]

In occasione dei Mondiali di Calcio del 1990, accanto agli interventi di riordinamento estetico-funzionale dello stadio le zone limitrofe all'impianto furono soggette a una sistemazione dell'arredo urbano, della viabilità, dei giardini pubblici, e dei parcheggi.[4][66]

EsternoModifica

L'ingresso principale, progettato dall'architetto comunale Alessandro Giuntoli, è costituito da un corpo di fabbrica allungato e sviluppato per l'intera lunghezza della tribuna coperta.[4] Il settore centrale della facciata, sopra il quale svetta il nome dell'impianto, è ripartito in cinque settori da 6 setti murari, all'interno dei quali si aprono le alte cancellate, non più utilizzate come accessi. Le ali sono scandite da nove finestre ciascuna, separate da paraste lisce impostate al di sopra di una zoccolatura in pietra forte, che le raccorda con i pilastri dell'ingresso d'onore.[4] L'uso di strutture a vista sottolineava quale fosse l'idea di arte di Nervi, non solo estetica ma anche «funzionalità e staticità», e la sua fiducia nelle «magnifiche qualità plastiche del cemento armato».[68]

Il fabbricato, il cui stile segue l'architettura razionalista dell'epoca, è stato collegato, negli anni 2000, tramite passaggi aerei metallici a sezione circolare, a due nuovi fabbricati laterali a struttura prefabbricata, destinati a servizi vari e a spogliatoi; le sole interruzioni all'uniforme scheletro della costruzione, a eccezione dell'ingresso principale, sono le scale elicoidali.[4]

Il sacrarioModifica

 
L'altare del sacrario.

All'interno dell'area dello stadio è collocato un memoriale, dedicato ai martiri del Campo di Marte.[69] Il sacrario è composto da una parete, nel tratto centrale di forma semicircolare, davanti alla quale è posto un altare con un crocifisso ligneo, posizionato sopra un blocco di cemento con la scritta «BEATI I PERSEGUITATI PER LA GIUSTIZIA PERCHE' DI ESSI E' IL REGNO DEI CIELI». Vi è inoltre affissa nella parete una lapide marmorea che recita:

ALL'ALLEANZA SORTA DALLO SPIRITO DEL TRADIMENTO
NON VOLLERO RICONOSCERE IL VOLTO MENTITO DELLA PATRIA
E CADDERO MARTIRI DELLA LIBERTA' * DELLA GIVSTIZIA
CHE IL POPOLO IN ARMI RICONQVISTAVA PER SEMPRE

ANTONIO GUIDO LEANDRO OTTORINO ADRIANO
RADDI TARGETTI CORONA QVITI SANTONI

XXII MARZO MCMXLIV
A.N.P.I. SEZ. F.LLI PAPINI - Q.M.P. MCMXLIX

Le scale elicoidaliModifica

 
Una delle scale elicoidali dell'Artemio Franchi.

Le tre scale elicoidali esterne, che permettono tuttora l'accesso del pubblico, si trovano alle estremità del rettifilo delle gradinate scoperte. La loro rampa sporge come una mensola da una trave avvolta a spirale, che si incrocia in mezzeria con una trave simmetrica; questa soluzione, oltre a rendere bilanciata l'opera, riduce l'azione torcente che la rampa genera sulla trave elicoidale.[4] Su una delle due travi elicoidali è incastrata, a sbalzo, la rampa vera e propria delle scale, che sono larghe 3 metri, rampa che porta gli spettatori alla sommità della gradinata,[68] da cui si ridiscende grazie alle scalinate di distribuzione;[4] il deflusso invece avviene dal basso, tramite dei camminatoi, che conducono all'esterno dello stadio. Una delle loro caratteristiche è l'eleganza, che si affida a una struttura intelaiata spaziale «ottenuta con l'incrocio di due travi elicoidali, incastrate entrambe, alle estremità, ad altre strutture».[15]

Pierluigi Nervi, presentando l'opera, non poté giustificare con il calcolo matematico il funzionamento e la stabilità delle scale[16]: solo la fiducia di Ridolfi e del Comune di Firenze nel suo intuito e una prova di carico in fase di collaudo appositamente creata permisero la realizzazione di questa struttura.[4] Per la bassa qualità degli acciai, dei calcestruzzi e delle tecniche di calcolo dell'epoca, l'ingegnere utilizzò molto ferro all'interno di questi elementi architettonici, preannunciando una sua invenzione degli anni '40, il ferrocemento[70] che, data l'elevata percentuale di ferro e i bassi spessori di calcestruzzo, si comporta quasi come un materiale omogeneo e si presta assai bene alla prefabbricazione, favorendo la velocità della costruzione.[16] Alla fine degli anni '80 alle scale elicoidali realizzate da Nervi ne furono aggiunte altre due in metallo, per una maggiore razionalizzazione degli accessi.[4]

InternoModifica

 
Le emergenze strutturali delle gradinate dello stadio.

All'interno lo stadio presenta una planimetria asimmetrica, a forma di "D", con le estremità del settore della tribuna coperta che formano un angolo retto con le curve;[8] i giornalisti e i politici dell'epoca ricondussero la struttura dell'impianto al senso politico della lettera "D", iniziale del termine latino Dux, "Duce", appellativo riferito a Benito Mussolini.[16] Questo aspetto non venne invece considerato da Nervi,[16] che invece doveva realizzare, per una precisa esigenza del bando di gara, un rettilineo di 220 metri per l'atletica leggera di fronte alla tribuna coperta.[14]

Nella composizione planimetrica si distinguono le emergenze strutturali delle gradinate, sostenute da una successione ininterrotta di telai posti a un interasse di circa 6 m, in modo da formare una suggestiva galleria coperta e percorribile, della pensilina di copertura della tribuna d'onore, dei nodi plastici delle scale elicoidali esterne di accesso alle gradinate e infine, sul lato opposto alla tribuna, della torre di Maratona.[4]

Caratterizzata da un «uso creativo e plastico del cemento armato»,[71] l'intera struttura rappresenta la concretizzazione di quello che lo stesso Nervi considerava «l'aspetto più difficile e nello stesso tempo più elevato dell'architettura», e cioè «la sintesi tra fattori discordi quali l'armonia formale e le esigenze tecniche, il calore dell'ispirazione e la freddezza del ragionamento scientifico, la ricchezza della fantasia e le ferree leggi dell'economia».[72]

La torre di MaratonaModifica

 
La torre di Maratona.

La torre di Maratona, simbolo dello spirito di competizione e di resistenza degli atleti ed esempio degli intenti politico-propagandistici dell'epoca fascista e delle precise tendenze architettoniche degli anni venti e trenta,[73] è stata affidata a Nervi il 26 giugno 1931 e completata entro l'anno;[8] questa struttura si sviluppa secondo la proiezione telescopica di semplici linee architettoniche che compongono una costruzione a tre piani, la cui verticalità si doveva contrapporre all'orizzontalità volumetrica della tribuna.[4]

La porzione anteriore della struttura è pausata da alcuni livelli che racchiudono finestroni in vetro bianco che si sviluppano per tutta l'altezza della torre, illuminando lo stadio nelle partite in notturna; tuttavia, da anni le luci all'interno della struttura non vengono più accese, se non in situazioni occasionali, come avvenuto nei mesi estivi del 2010 con l'iniziativa "Estate Viola" dell'ACF Fiorentina.[73][74]

Nei progetti iniziali, si pensò di utilizzarla anche come "manifesto pubblicitario", con una scritta che si sviluppava verticalmente lungo la vetrata.[66] Con i suoi 75 metri, di cui 55 costituiti dalla sola torre, è la quinta costruzione più alta della città.[5]

La pensilinaModifica

 
La pensilina del Franchi

Il 13 settembre 1931, in occasione dell'inaugurazione ufficiale dello stadio, che era ancora incompleto, il pubblico rimase stupito di fronte alla sottile pensilina a sbalzo, priva di sostegni intermedi, così concepita per non ostruire la visuale degli spettatori.[4][12] Questa, lunga 110 m e larga 22,5 m, è nervata da 24 mensoloni portanti; i puntoni, integrati nel profilo della struttura, dimezzano lo sbalzo, mentre il peso del corpo delle gradinate funge da contrappeso. La sua eleganza e il suo stile formale, coerente con il metodo progettuale di Nervi, derivano dall'impiego del cemento armato e dallo stesso schema statico adottato.[8] Nel 1931, Nervi scrisse: «Una bella pensilina o una bella struttura di gradinata debbono nascere tali; non possono tendere a diventarlo cammin facendo con trucchi, camerecanne o finzioni di alcun genere».[8] Nel corso della ristrutturazione per il campionato mondiale di calcio 1990 sono state aggiunte altre due coperture in metallo ai lati della struttura originale.[4]

L'affinità spirituale tra Nervi e Ridolfi influì notevolmente sulla realizzazione dell'impresa e sulla rapidità della sua costruzione. Le cronache raccontano che l'operazione di disarmo delle strutture della copertura venne cominciata proprio dallo stesso Nervi,[14] che, non ricevendo aiuto per svolgere quel conclusivo compito dai propri diffidenti carpentieri, provò a tutti la correttezza delle proprie valutazioni.[8]

«Ben pochi però sapevano quanto il giovane ingegnere avesse dovuto tribolare per portare a fondo il suo stadio. Uno dei più grandi specialisti del cemento armato, tedesco di nascita, ma italiano d'adozione, chiamato dal Comune di Firenze come collaudatore in corso d'opera aveva dichiarato il suo scetticismo di fronte alle possibilità di resistenza della pensilina. La voce, passando di bocca in bocca, divenne certezza che la pensilina sarebbe crollata, cosicché il povero Nervi, il giorno del disarmo delle armature, si trovò dinanzi il cantiere deserto. E con l'aiuto dei soli assistenti ai lavori che credevano in lui dovette accingersi a togliere personalmente a colpi di mazza i cunei che erano stati disposti, come si usa fare nei ponti, fra le armature di sostegno.»

(Giovanni Klaus Koenig[4])

Specifiche ed omologazione dell'impiantoModifica

Il campo da gioco dello stadio Artemio Franchi, che è da sempre considerato uno dei migliori della Serie A per ciò che concerne la cura del manto erboso,[5][75] misura 105 m di lunghezza e 68 m di larghezza.[76] Le capienze dei vari settori dello Stadio Artemio Franchi sono così ripartite:[77]

  • Settore tribuna (composto dal parterre, attaccato al terreno di gioco, e dalla gradinata, totale 9.958 posti):
    • Tribuna gradinata: 7.036 posti
    • Parterre di tribuna: 2.922 posti
  • Settore Maratona (composto dal parterre e dalla gradinata, totale 10.003 posti):
    • Maratona gradinata: 8.514 posti
    • Parterre di Maratona: 1.489 posti
  • Curva Ferrovia: 8.564 posti
  • Curva Fiesole: 11.662 posti
  • Settore ospiti: 2.845 posti
  • Zona cuscinetto (ovvero i 4 settori di Maratona e Curva Ferrovia confinanti col settore ospiti che non vengono venduti): 3.043 posti
  • Totale: 43.032 posti (sottraendo la zona cuscinetto diventano 39.989)

La tribuna gradinata, in larga parte coperta, costituisce la tribuna centrale dell'impianto sportivo e ne costituisce la parte occidentale; nella parte coperta si trovano anche la tribuna autorità e la tribuna stampa.

La tribuna Maratona, sul lato opposto della tribuna centrale, delimita la parte orientale dell'impianto sportivo. Nel suo complesso, risulta priva di copertura, fatta eccezione per la porzione centrale di parterre che dal settembre 2015 risulta protetto da una tettoia in polimetilmetacrilato.

Il settore ospiti, chiamato anche "Formaggino", si trova all'angolo sud-orientale dello stadio ed è costituito da due spicchi contigui tra loro della curva Ferrovia e di un settore del corrispondente parterre. Il settore ospiti nel suo complesso è diviso dalla rimanente curva Ferrovia e dalla tribuna Maratona da alte barriere di plexiglas; a loro volta i due settori che costituiscono il "Formaggino" sono separati tra loro da un'altra barriera di plexiglas in modo da consentire per ogni singola partita l'apertura di un unico settore o di entrambi i settori in base al numero di tagliandi venduti nel settore ospiti.[54]

Nell'estate 2012 viene rifatto il settore del parterre di Maratona, togliendo le barriere in plexiglas, ma riducendo i posti del settore. Nell'estate 2013 viene invece rifatta tutta la tribuna, parterre e gradinata, togliendo le barriere. Questo causa una riduzione dei posti a sedere, che tenendo conto della zona cuscinetto diventano circa 38.500 complessivi. Il settore ospiti contiene 2.845 posti, dunque i tifosi viola hanno a disposizione nelle partite casalinghe della Fiorentina circa 36.000 posti.

Curva FiesoleModifica

 
La tifoseria viola in curva Fiesole durante un incontro della Fiorentina.

Curva Fiesole è il nome tradizionalmente conferito alla curva nord dello stadio, essendo quella orientata verso la cittadina collinare di Fiesole. La curva è il settore che riunisce la parte principale e storica del tifo organizzato fiorentino. È composta dal parterre nella sua parte inferiore, suddiviso nei settori da N09 a N13 e frutto della ristrutturazione dello stadio avvenuta nel 1990, e dalle originarie gradinate risalenti al 1931 nella sua parte superiore suddivise nei settori da N01 a N08; gli accessi alla curva dall'esterno dello stadio sono quelli compresi tra P4 e P7. La sua attuale capienza totale è di 11 662 posti a sedere.[78]

Tra i club di tifosi che fin dalla loro fondazione occupano la curva è da annoverare il "7B Settebello", fondato il 3 luglio 1965, la cui scelta del nome fu fatta per riconoscenza ad alcuni grandi giocatori che negli anni passati avevano indossato il suddetto numero di maglia rivestendo il ruolo di ala destra.[79]

Altri gruppi che hanno occupato la curva sono stati gli Ultras Viola tra il 1973, anno della loro fondazione, e il 1983, anno del loro scioglimento, e il Collettivo Autonomo Viola tra il 1978 e il 2011 (anni di fondazione e di scioglimento del gruppo). Un altro gruppo presente in curva dal 1990 è il Gruppo Roma ed il Marasma 1993

Curva FerroviaModifica

 
Il campo da gioco con la curva Ferrovia sullo sfondo.

Curva Ferrovia è il nome tradizionalmente conferito alla curva sud dello stadio, essendo quella orientata verso la stazione di Firenze Campo di Marte e la ferrovia Firenze-Roma. È composta dal parterre nella sua parte inferiore, suddiviso nei settori da S08 a S12 e frutto della ristrutturazione dello stadio avvenuta nel 1990, e dalle originarie gradinate risalenti al 1931 nella sua parte superiore suddivise nei settori da S01 a S07; gli accessi alla curva dall'esterno dello stadio sono quelli compresi tra P14 e P16.[78] La sua attuale capienza totale è di 10 290 posti a sedere, inferiore a quella della Curva Fiesole visto che l'estremo settore sud-orientale della curva O52 costituisce una parte del Settore Ospiti dello stadio. Nella parte superiore dei settori centrali della curva si trovano due tabelloni, uno analogico spento e uno digitale dalla superficie rettangolare molto più ampia collocato alla sua sinistra che resta acceso durante lo svolgimento delle partite.

La curva costituisce da decenni il luogo di ritrovo di alcuni club del tifo viola durante le partite casalinghe della Fiorentina; tra i club di tifosi che nel corso del tempo hanno occupato la curva Ferrovia sono da annoverare il Direttivo XVIII aprile e i Viola Korps.

Tra il 1994 e il 2002 la curva era denominata "Curva Marione" in onore del presidente Mario Cecchi Gori, morto il 5 novembre 1993.

Eventi sportiviModifica

CalcioModifica

Campionato italianoModifica

In quasi ottant'anni di storia, lo stadio comunale di Firenze ha ospitato incontri di ogni livello professionistico del campionato italiano di calcio. Dalla stagione 1931-32 ad oggi, l'Artemio Franchi è la sede degli incontri casalinghi dell'ACF Fiorentina disputati in Serie A, Serie B e Serie C2. Fanno eccezione i rari casi di squalifica del campo e l'indisponibilità dell'impianto, per lavori di ristrutturazione, nella stagione 1989-90, quando la Fiorentina giocò le proprie gare interne allo stadio Renato Curi di Perugia.

Inoltre lo stadio Artemio Franchi è stato sede delle prime due partite casalinghe in Serie A dell'Empoli Football Club, causa lavori di ristrutturazione dello stadio Carlo Castellani di Empoli.

Nel campionato italiano di calcio femminile, lo stadio Franchi ha ospitato alcune gare di Serie A dell'ACF Fiorentina Femminile, che disputa invece regolarmente le gare casalinghe del torneo allo Stadio comunale Gino Bozzi di Firenze.

Coppa ItaliaModifica

Oltre ad essere la sede delle gare casalinghe dell'ACF Fiorentina nel torneo, lo stadio Artemio Franchi è stato anche la sede delle seguenti finali della coppa:

Incontri della Nazionale italianaModifica

 
Inni nazionali in Italia-Far-Oer del 2010

Gli Azzurri sono stati impegnati al comunale di Firenze a partire dal 7 maggio 1933 quando vi giocò per la prima volta nell'incontro valido per la Coppa Internazionale e che vide l'Italia prevalere sulla Cecoslovacchia per 2-0.[27]

L'anno seguente si disputarono quelli che, a tutt'oggi, restano i due incontri più importanti della nazionale nell'impianto fiorentino: la doppia sfida contro la Spagna al Mondiali 1934, nei quarti di finale, che proiettano gli Azzurri alla conquista del loro primo titolo mondiale.

Da segnalare l'incontro del 20 gennaio 1993, un'amichevole tra Italia e Messico: gli Azzurri vennero fischiati per tutta la durata della gara, senza che il tifo organizzato fiorentino avesse organizzato alcuna protesta.[80][81][82] Da allora, Firenze venne tenuta fuori dagli impegni della squadra azzurra, fino al 1º marzo 2006, quando è stata disputata un'amichevole fra Italia e Germania, terminata 4-1, in un clima più disteso.[83] Da quell'incontro l'impianto è tornato ad ospitare regolarmente, nel corso degli anni, partite della nazionale.

Di seguito la lista degli incontri disputati al Franchi dalla nazionale italiana:

  Italia -   Cecoslovacchia 2-0 (Coppa Internazionale 1933-35, 7 maggio 1933)
  Italia -   Svizzera 5-2 (Coppa Internazionale 1933-35, 3 dicembre 1933)
  Italia -   Spagna 0-0 (Quarti di Finale, Mondiali 1934, 31 maggio 1934)
  Italia -   Spagna 1-0 (Quarti di Finale, Mondiali 1934, 1º giugno 1934)
  Italia -   Germania 3-2 (Amichevole, 26 marzo 1939)
  Italia -   Svizzera 5-2 (Amichevole, 27 aprile 1947)
  Italia -   Austria 3-1 (Coppa Internazionale 1948-53, 22 maggio 1949)
  Italia -   Svezia 1-1 (Amichevole, 11 novembre 1951)
  Italia -   Inghilterra 1-1 (Amichevole, 18 maggio 1952)
  Italia -   Ungheria 1-1 (Coppa Internazionale 1955-60, 29 novembre 1959)
  Italia -   Argentina 4-1 (Amichevole, 15 giugno 1961)
  Italia -   Francia 2-1 (Amichevole, 5 maggio 1962)
  Italia -   Cecoslovacchia 0-0 (Amichevole, 11 aprile 1964)
  Italia -   Galles 4-1 (Amichevole, 1º maggio 1965)
  Italia -   Messico 5-0 (Amichevole, 29 giugno 1966)
  Italia -   Irlanda 3-0 (Qualificazioni, Europei 1972, 8 dicembre 1970)
  Italia -   Grecia 3-2 (Amichevole, 30 dicembre 1975)
  Italia -   Turchia 1-0 (Amichevole, 23 settembre 1978)
  Italia -   Svezia 1-0 (Amichevole, 26 settembre 1979)
  Italia -   Romania 0-0 (Qualificazioni, Europei 1984, 4 dicembre 1982)
  Italia -   Messico 2-0 (Amichevole, 20 gennaio 1993)
  Italia -   Germania 4-1 (Amichevole, 1º marzo 2006)
  Italia -   Belgio 3-1 (Amichevole, 30 maggio 2008)
  Italia -   Fær Øer 5-0 (Qualificazioni, Europei 2012, 7 settembre 2010)
  Italia -   Slovenia 1-0 (Qualificazioni, Europei 2012, 6 settembre 2011)
  Italia -   Malta 1-0 (Qualificazioni, Europei 2016, 3 settembre 2015)
  Italia -   Bosnia ed Erzegovina 1-1 (Nations League 2020/2021, 4 settembre 2020)
  Italia -   Moldavia 6-0 (Amichevole, 7 ottobre 2020)
  Italia -   Estonia 4-0 (Amichevole, 11 novembre 2020)
  Italia -   Bulgaria 1-1 (Qualificazioni, Mondiale 2022, 2 settembre 2021)

Incontri della Nazionale femminile italianaModifica

Il Franchi ha anche ospitato due gare della Nazionale femminile italiana. La prima fu l'8 giugno 2018, incontro valido per le Qualificazioni al campionato mondiale di calcio femminile 2019, che vide trionfare le azzurre sul Portogallo per 3-0 garantendosi la qualificazione al mondiale francese dopo 20 anni di assenza, con due giornate di anticipo.

Di seguito la lista degli incontri disputati al Franchi dalla nazionale italiana:

  Italia -   Portogallo 3-0 (Qualificazioni, Fifa Women 2019, 8 giugno 2018)
  Italia -   Israele 12-0 (Qualificazioni, UEFA Women's Euro 2022, 24 febbraio 2021)

Campionato mondialeModifica

 
Scambio di gagliardetti prima di Italia-Spagna, valevole per i quarti di finale del campionato mondiale di calcio 1934.
 Lo stesso argomento in dettaglio: Campionato mondiale di calcio 1934 e Campionato mondiale di calcio 1990.

L'Italia ha ospitato il campionato mondiale di calcio nel 1934 e nel 1990, e in entrambe le occasioni lo stadio principale di Firenze venne inserito nella lista degli impianti che avrebbero dovuto ospitare incontri del torneo.

Nel 1934 il Giovanni Berta fu selezionato assieme ai seguenti stadi: Littoriale di Bologna, Via del Piano di Genova, San Siro di Milano, Partenopeo di Napoli, Nazionale del PNF di Roma, Littorio di Trieste e Municipale Benito Mussolini di Torino. L'impianto era destinato ad ospitare due gare: una degli ottavi di finale ed una dei quarti di finale; poiché l'incontro dei quarti tra Italia e Spagna terminò in pareggio anche dopo i tempi supplementari, per il regolamento dell'epoca l'incontro doveva essere disputato nuovamente. Pertanto il Berta ospitò nel complesso tre incontri che, in dettaglio, furono i seguenti:[84]

  Germania -   Belgio 5-2 (Ottavi di finale, 27 maggio);
  Italia -   Spagna 0-0 (Quarti di Finale, 31 maggio);
  Italia -   Spagna 1-0 (Quarti di Finale, 1º giugno).

Nel 1990 il Comunale fu selezionato assieme ai seguenti stadi: Stadio San Nicola di Bari, Renato Dall'Ara di Bologna, Sant'Elia di Cagliari, Luigi Ferraris di Genova, Giuseppe Meazza di Milano, San Paolo di Napoli, La Favorita di Palermo, Olimpico di Roma, Delle Alpi di Torino, Friuli di Udine e Marcantonio Bentegodi di Verona. L'impianto, oltre ad ospitare una gara dei quarti di finale, venne associato all'Olimpico di Roma come sedi degli incontri del "Gruppo A" della fase a gironi. Nello stadio fiorentino vennero disputati i tre incontri del gruppo nei quali non era presente la "testa di serie" del girone, che era la nazionale di calcio italiana padrona di casa nel torneo. Nel dettaglio gli incontri del Comunale furono i seguenti:[46]

  Stati Uniti -   Cecoslovacchia 1-5 (gruppo A, 10 giugno);
  Austria -   Cecoslovacchia 0-1 (gruppo A, 15 giugno);
  Austria -   Stati Uniti 2-1 (gruppo A, 19 giugno);
  Argentina -   Jugoslavia 0-0 d.t.s.; 3-2 d.c.r. (quarti di finale, 30 giugno).

Campionato europeoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Campionato europeo di calcio 1968.

L'Italia ha ospitato la fase finale del campionato europeo di calcio nel 1968 e nel 1980, e lo stadio di Firenze venne scelto solamente nel primo dei due tornei, disputato con la formula della Final Four. Le finali furono giocate all'Olimpico di Roma, mentre le due semifinali furono svolte una nel capoluogo toscano e l'altra al San Paolo di Napoli. L'incontro giocato al Comunale fu il seguente:[40]

  Jugoslavia -   Inghilterra 1-0 (Semifinale, 5 giugno).

L'impianto non fu invece tra quelli selezionati per ospitare gli incontri dell'edizione del 1980, dal momento che si preferì utilizzare i quattro più capienti stadi italiani: Olimpico di Roma, Giuseppe Meazza di Milano, San Paolo di Napoli e Comunale di Torino.

Lo stadio Artemio Franchi venne inserito invece nella lista di stadi dei dossier consegnati dalla FIGC all'UEFA per le due candidature ufficiali dell'Italia ad ospitare le edizioni del torneo nel 2012[85] (assegnato in seguito a Polonia e Ucraina) e nel 2016[86] (assegnato successivamente alla Francia).

Giochi olimpiciModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Giochi della XVII Olimpiade.

In occasione dei Giochi della XVII Olimpiade di Roma 1960, celebrati nella Capitale dal 25 agosto all'11 settembre 1960, il torneo di calcio venne disputato, come da tradizione, anche in altre città oltre alla sede di giochi. Vennero utilizzati gli impianti Flaminio di Roma, Fuorigrotta di Napoli, Comunale de L'Aquila, Adriatico di Pescara, Ardenza di Livorno, Comunale di Grosseto e Comunale di Firenze.

Nel capoluogo toscano si tennero i seguenti tre incontri della fase a gruppi:[38]

  Francia -   Perù 2-1 (1ª giornata girone D, 26 agosto)
  Jugoslavia -   Turchia 4-0 (2ª giornata girone A, 29 agosto)
  Italia -   Brasile 3-1 (3ª giornata girone B, 1º settembre)

Lo stadio, successivamente, fu inserito quale sede di gare nel dossier di altre quattro candidature olimpiche italiane, non selezionate dal CIO per la disputati dei giochi. La prima, e più importante per la città, fu la candidatura di Firenze ad ospitare i Giochi della XXI Olimpiade nel 1976 (assegnati alla canadese Montréal): nel dossier venne proposta la realizzazione di un nuovo Stadio Olimpico fiorentino da 80.000 posti, per le cerimonie e per l'atletica leggera, e il Comunale, da ampliare anch'esso ad una capienza di 80.000 posti, avrebbe dovuto invece ospitare incontri del torneo di calcio e di hockey su prato.[87] Gli altri tre dossier di candidature olimpiche italiane nei quali era previsto l'utilizzo del Franchi come sede di gare del torneo di calcio, riguardavano la città di Roma ed erano riferiti alle edizioni dei giochi del 2004,[88] del 2020[89] e del 2024.[90]

Amichevoli internazionaliModifica

  Argentina 3-2   Uruguay - (20 agosto 2003)[91]

Competizioni europee per clubModifica

 
Le formazioni della Fiorentina e del Paços de Ferreira schierate in campo prima di un incontro dell'Europa League 2013-2014.

Lo stadio Artemio Franchi ha ospitato gare ufficiali delle tre principali competizioni europee per club organizzate dalla UEFA, che nel corso dei decenni hanno avuto più volte iscritta la Fiorentina: la Coppa dei Campioni/UEFA Champions League, la Coppa UEFA/Europa League e la defunta Coppa delle Coppe UEFA. Inoltre, valevole per secondo turno gara di ritorno della Coppa UEFA 2002-2003, nello stadio fiorentino venne disputato l'incontro tra gli israeliani dell'Hapoel Tel Aviv e gli inglesi del Leeds United, terminato 4-1 per questi ultimi.[92]

L'impianto ha ospitato anche gare internazionali di trofei ufficiali di minor prestigio, come la Coppa dell'Europa Centrale/Coppa Mitropa, la Coppa Grasshoppers, la Coppa delle Fiere (antesignana della Coppa UEFA), la Coppa di Lega Italo-Inglese, la Coppa Anglo-Italiana, la Coppa delle Alpi, la Coppa dell'Amicizia italo-francese, la Coppa Piano Karl Rappan e la Copa EuroAmericana.

Le finali dei tornei sopra indicati disputate allo stadio Artemio Franchi, in quanto la Fiorentina si era qualificata per l'ultimo atto dell'evento, sono le seguenti:

RugbyModifica

Incontri della Nazionale italianaModifica

 
Italia e Australia schierate per l'incontro del 2010

Nel 2010 venne disputato al Franchi il primo incontro di rugby della nazionale italiana, contro la nazionale australiana e terminato 32 a 14 per gli ospiti, i Wallabies.[98] In realtà però già il 21 novembre 2009 lo stadio fiorentino avrebbe dovuto ospitare un altro test match fra gli Azzurri e il Sudafrica, ma la concomitanza con l'anticipo di Serie A fra Fiorentina e Parma, disposto dalla Lega Calcio per la preparazione della successiva partita di Champions League dei viola, ha successivamente costretto la federazione rugbystica a spostare l'incontro allo Stadio Friuli di Udine.[99]

Il 19 novembre 2016 al Franchi viene scritta una pagina di storia per il rugby italiano: in un test match la nazionale italiana batte il Sudafrica per 20 a 18, ottenendo la prima vittoria in assoluto degli Azzurri contro una delle quattro nazionali vincitrici nella loro storia della Coppa del Mondo di rugby (Nuova Zelanda, Australia, Inghilterra e appunto gli Springboks).[100]

Di seguito la lista degli incontri disputati al Franchi dalla nazionale italiana:

  Italia -   Australia 14-32 (Test match, 20 novembre 2010);
  Italia -   Australia 19-22 (Test match, 24 novembre 2012);
  Italia -   Sudafrica 20-18 (Test match, 19 novembre 2016);
  Italia -   Argentina 15-31 (Test match, 18 novembre 2017);
  Italia -   Georgia 28-17 (test match, 10 novembre 2018);
  Italia -   Scozia 17-28 (Autumn Nations Cup, 14 novembre 2020).

Inoltre l'Artemio Franchi fu una delle dieci sedi ipotizzate dalla Federazione Italiana Rugby per la candidatura, non concretizzata, dell'Italia ad ospitare la Coppa del Mondo di rugby nel 2015 o 2019[101] (assegnati poi rispettivamente all'Inghilterra e al Giappone) e uno dei dodici impianti identificati nella candidatura per il 2023 (ritirata prima della votazione ed evento assegnato alla Francia).[102]

Altri sportModifica

Football americanoModifica

Il 14 giugno 2003 lo stadio Franchi ha ospitato il I Ninebowl, finale della Nine League NFLI 2003; l'incontro è stato vinto dai Guelfi Firenze sui Crusaders Cagliari col risultato di 38-6.

Quidditch babbanoModifica

Nel giugno 2018 lo stadio Franchi ha ospitato la quarta edizione dell'IQA World Cup.

Eventi religiosiModifica

Il 19 ottobre 1986 lo stadio fu sede di una celebrazione eucaristica officiata da papa Giovanni Paolo II, in occasione della Visita pastorale a Fiesole e Firenze del 18-19 ottobre 1986. Durante la messa avvenne la beatificazione della campigiana Teresa Maria della Croce (Teresa Manetti), religiosa fondatrice della congregazione delle Suore Carmelitane di Santa Teresa.[103] Il 18 ottobre 2005 il Comune di Firenze pose, all'interno dello stadio in corrispondenza dell'ingresso della tribuna autorità, una lapide commemorativa a ricordo dell'evento e del decennale del gemellaggio tra la città di Firenze e la città polacca di Cracovia. Il testo della lapide, scoperta dall'assessore comunale Eugenio Giani e dal sindaco di Cracovia Jacek Majchrowski, è il seguente:[104]

IN QUESTO STADIO FIORENTINO IL 19 OTTOBRE 1986 KAROL WOJTYLA PAPA GIOVANNI PAOLO II PREGO' PER LA CIVILTA' DELL'AMORE E DELLA PACE. IL COMUNE DI FIRENZE POSE MEMORIA IL 18 OTTOBRE 2005 NEL DECIMO ANNIVERSARIO DEL GEMELLAGGIO FIRENZE-CRACOVIA.

Il 10 novembre 2015, a conclusione della visita pastorale di papa Francesco a Firenze e Prato in occasione del 5º Convegno nazionale della Chiesa Italiana svolto nel capoluogo toscano, il pontefice ha officiato una celebrazione eucaristica allo stadio Franchi, concelebrandola con 240 vescovi italiani, di fronte a 50.000 fedeli.[105]

Inoltre ogni 22 marzo, presso il sacrario dello stadio, si svolge la cerimonia per ricordare i cinque martiri del Campo di Marte, con la deposizione di corone di alloro al monumento e la celebrazione di una messa.[106]

Eventi musicaliModifica

 
L'Artemio Franchi durante il concerto di Patti Smith del 1979.

L'impianto ha ospitato, nel corso della sua storia, numerosi concerti musicali. Il primo artista che si esibì nello stadio fiorentino fu Elton John, nell'aprile 1973,[107] seguito da Patti Smith, che cantò al Franchi il 10 settembre 1979, davanti a oltre 50 000 persone,[108] e dai Clash, in una tappa del Impossible Mission Tour il 23 maggio 1981.[35][109] L'anno seguente, il 3 luglio 1982 toccò a Francesco De Gregori.

Nel 1987, in pochi mesi, alcune tra le più illustri personalità del mondo della musica, si esibirono nello stadio fiorentino; il 9 giugno, David Bowie scelse l'impianto di Firenze per il suo primo concerto italiano, durante lo Glass Spider Tour, registrando il tutto esaurito,[110] preceduto dai Duran Duran il 7 giugno, con il tour Strange Behaviour.[110] Madonna concluse, il 6 settembre, il Who's That Girl Tour all'Artemio Franchi, registrando anch'essa il tutto esaurito.[111] Anche Bruce Springsteen l'8 giugno 2003, nel corso del The Rising Tour, ha fatto tappa nel capoluogo toscano, di fronte a 40 000 persone.[112] Il 10 giugno 2012 ha ospitato il concerto di Bruce Springsteen mentre il 16 giugno dello stesso anno l'impianto ha ospitato una tappa del MDNA Tour di Madonna.[113][114]

Molti tra i principali artisti musicali italiani si sono esibiti nello stadio di Firenze; Luciano Ligabue ha scelto per cinque volte questa struttura come teatro di un suo concerto, il 10 settembre 2002 con LigaLive 2002, il 31 maggio 2006 con Nome e cognome tour 2006, il 9 luglio 2008 con il tour ElleElle, il 13 luglio 2010 in occasione del tour Ligabue Stadi 2010 e il 16 luglio 2014 con Mondovisione tour stadi 2014.[115][116][117] Vasco Rossi ha fatto tappa nel capoluogo toscano per cinque volte; il 16 giugno 1999, nel Rewind Tour, il 25 settembre 2001, durante lo Stupido Hotel Tour 2001 e l'11 settembre 2007, per il Vasco Live 2007,[118] e i 12 e 13 giugno 2015 per il Live Kom 015 Anche Renato Zero ha tenuto tre concerti in questo stadio, nel 1999 (Cantiere Fonopoli), il 16 giugno 2004 (Cattura il sogno) e il 13 giugno 2007 (MpZero Tour).[119] Claudio Baglioni cantò al Franchi il 27 giugno 2003 durante il tour Tutto in un abbraccio, e nel 1985 durante il tour La vita è adesso, facendo registrare il tutto esaurito entrambe le volte.[120] Il 23 giugno 2013 lo stadio fiorentino ha ospitato anche Jovanotti, durante il Backup Tour - Lorenzo negli stadi 2013.[121]

Galleria d'immaginiModifica

NoteModifica

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  32. ^ . Venne presa questa decisione, sia per ammonire le reclute che avevano intenzione di disertare, sia per punire la stessa cittadina mugellana che alcuni giorni prima era stata occupata da alcuni partigiani, rei di aver ucciso diversi simpatizzanti fascisti.
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  42. ^ Dopo i lavori del 1988-1990, in conseguenza dei quali la capienza è stata ridotta, il record si è registrato in Fiorentina-Barcellona del 24 aprile 1997, semifinale della Coppa delle Coppe, con 43 588 presenze.
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  57. ^ L'affitto dello stadio è stato stabilito a 950.000 euro annui, che diventano 1 050 000 dal 2020; tra i costi, vi sono inoltre 100.000 euro di canone per l'utilizzo degli impianti pubblicitari, altri 100.000 euro circa per i costi di montaggio e di rimozione delle transenne e oltre 50.000 euro per la pulizia dell'impianto (oltre 2 000 euro a partita).
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