Pietro Vierchowod

allenatore di calcio ed ex calciatore italiano
Pietro Vierchowod
Pietro Vierchowod - UC Sampdoria 1990-91.jpg
Vierchowod alla Sampdoria nel 1990
Nazionalità Italia Italia
Altezza 179 cm
Peso 76 kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex difensore)
Ritirato 2000 - giocatore
Carriera
Giovanili
1969-1973 non conosciuta Oratorio Spirano
1973-1975 Romanese
Squadre di club1
1975-1976 Romanese 3 (0)
1976-1981 Como 115 (6)
1981 Sampdoria 0 (0)
1981-1982 Fiorentina 32 (2)
1982-1983 Roma 30 (0)
1983-1995 Sampdoria 358 (25)
1995-1996 Juventus 21 (2)
1996 Perugia 0 (0)
1996-1997 Milan 16 (1)
1997-2000 Piacenza 79 (6)
Nazionale
1981-1993 Italia Italia 45 (2)
Carriera da allenatore
2001-2002 Catania
2002 Florentia Viola
2005 Triestina
2014 Honvéd
2018 Kamza
Palmarès
Coppa mondiale.svg Mondiali di calcio
Oro Spagna 1982
Bronzo Italia 1990
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Pietro Vierchowod (in russo: Пётр Ивáнович Верхово́д?, traslitterato: Pëtr Ivanovič Verchovod; Calcinate, 6 aprile 1959) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo difensore, campione del mondo nel 1982 con la nazionale italiana.

Ritenuto uno dei migliori difensori italiani di sempre,[1][2][3] è stato uno dei massimi interpreti del ruolo negli anni 1980 e 1990.[4][5][6] Dopo gli esordi nella Romanese in Serie D, militò per un quinquennio nel Como, con cui vinse un campionato di Serie C1 (1978-1979) e uno di B (1979-1980), debuttando quindi nella massima serie. Acquistato dalla Sampdoria, fu girato in prestito prima alla Fiorentina e poi alla Roma, con cui vinse il suo primo scudetto nella stagione 1982-1983. Rientrato a Genova, divenne una bandiera della Sampdoria, legandovi la maggior parte della propria carriera e conquistando nell'arco di 12 stagioni quattro Coppe Italia (1984-1985, 1987-1988, 1988-1989 e 1993-1994), una Coppa delle Coppe (1989-1990), un altro scudetto (1990-1991) e una Supercoppa italiana (1991). Nel 1995 fu ceduto alla Juventus, dove rimase per una stagione vincendo una seconda Supercoppa italiana (1995) e una Champions League (1995-1996). Svincolatosi dal club torinese, si accasò per un anno al Milan per poi chiudere la carriera con un triennio al Piacenza, ritirandosi nel 2000, a 41 anni, dopo aver totalizzato 562 presenze in Serie A.

Tra il 1981 e il 1993 ha fatto parte della nazionale, con cui ha totalizzato 45 presenze (segnando 2 reti); ha disputato tre edizioni del campionato del mondo, vincendo l'edizione di Spagna 1982, senza scendere in campo a causa di un infortunio, e ottenendo un terzo posto a Italia 1990.

Intrapresa la carriera di allenatore, nella prima metà degli anni 2000 ha guidato il Catania, la Florentia Viola e la Triestina; negli anni 2010 ha maturato due esperienze all'estero, prima all'Honvéd e poi al Kamza.

BiografiaModifica

Il padre Ivan Lukjanovič Verchovod era un soldato dell'Armata Rossa originario di Kiev, che fu prigioniero a Bolzano, Pisa e Modena; terminata la seconda guerra mondiale si rifiutò di tornare in patria e si stabilì a Spirano, in provincia di Bergamo.

Le origini ucraine hanno valso al giocatore il soprannome di Zar,[2] un appellativo che peraltro ben si adattava alle sue doti caratteriali.[7]

Caratteristiche tecnicheModifica

GiocatoreModifica

 
Vierchowod nel 1990, in maglia blucerchiata, mentre duella in velocità con la punta viola Borgonovo.

Stopper tenace e grintoso,[8][9] Vierchowod aveva nella velocità in campo aperto, retaggio di un passato nell'atletica leggera,[10] la propria caratteristica distintiva: infatti, pur non essendo fulmineo nello scatto breve, risultava difficilmente eguagliabile sulle lunghe distanze[11] — «facevo i cento metri in meno di 11 secondi: ero un missile»[12] —; Enzo Bearzot lo riteneva «il difensore più rapido del mondo».[13]

Le principali rivalità sportive

Nel corso della sua lunga carriera, Vierchowod si confrontò con varie generazioni di attaccanti — «ho giocato contro Boninsegna e Ševčenko»[14] —, alcuni dei quali, ad esempio Gabriel Batistuta,[5] Gary Lineker[15] e Fabrizio Ravanelli,[16] espressero giudizi lusinghieri su di lui, descrivendolo come il marcatore più difficile da affrontare. Le maggiori rivalità sportive, caratterizzate da un acceso ma leale agonismo, furono però quelle vissute con Diego Armando Maradona e Marco van Basten:[17] l'argentino restò impressionato dalla forza fisica del difensore,[18] tanto da ribattezzarlo Hulk;[19] l'olandese, dal canto suo, nel 1992 manifestò il proprio disappunto per non aver mai segnato su azione contro lo Zar,[20] un tabù peraltro sfatato il giorno successivo.[21]

Oltre ai succitati Maradona e van Basten, considerati da Vierchowod i più forti avversari mai incontrati,[9] il difensore annoverò Alessandro Altobelli e Franco Selvaggi tra i giocatori capaci di metterlo maggiormente in difficoltà:[22] il secondo, in particolare, gli diede spesso del filo da torcere in virtù della sua agilità — «mi faceva girare la testa, era imprendibile»[22] —, tanto da segnare diverse reti contro di lui.[23] Degna di nota fu, inoltre, la menzione di Giampaolo Montesano, funambolico centrocampista che diede a Vierchowod numerosi grattacapi a inizio carriera, quando i due si affrontarono in Serie B.[24]

Tra gli attaccanti marcati in tarda età, Vierchowod spese parole d'elogio per Ronaldo, ritenendo che il brasiliano, potenzialmente, avrebbe potuto metterlo alle strette anche se l'avesse affrontato all'apice del suo vigore fisico.[12]

Ispiratosi a Tarcisio Burgnich,[10] era uno specialista della marcatura a uomo, molto temuto in tal senso dagli attaccanti avversari,[5][15][16] ma seppe adeguarsi anche alle sopravvenute innovazioni zoniste[25] tanto da trovare posto, seppur a fasi alterne,[26] nella nazionale di Arrigo Sacchi.[27] Dapprima piuttosto grezzo nel tocco di palla,[11][13][28] grazie a una spiccata etica del lavoro[11] riuscì ad abbinare progressivi miglioramenti sul piano tecnico[28][29][30] e tattico[30] alle doti innate di personalità[31] e prestanza fisica.[32] Sebbene non fosse particolarmente alto,[12] riusciva a vincere la maggior parte dei contrasti aerei in virtù di una notevole elevazione[11] e di un grande senso dell'anticipo.[8] Era inoltre avvezzo alle sortite offensive[30] e al gol,[7] soprattutto di testa:[32] con 38 reti in Serie A, è nel novero dei difensori più prolifici nella storia del massimo campionato italiano.[33]

Di grande longevità sportiva,[9][34][35] mantenne elevate prestazioni atletiche anche in età avanzata,[11] ritirandosi a 41 anni senza aver mai accusato grossi problemi fisici, ad eccezione di tre casi di pneumotorace.[9]

CarrieraModifica

GiocatoreModifica

ClubModifica

 
Un giovane Vierchowod al Como tra gli anni 1970 e 1980

Dopo le giovanili nello Spirano e un provino al Milan dove fu scartato, esordì nella Romanese, squadra bergamasca di Serie D, ma crebbe calcisticamente nel Como[36] con cui disputò cinque campionati ottenendo una doppia promozione dalla Serie C1 alla Serie A. Esordì nella massima serie nella stagione 1980-1981, nella sconfitta interna contro la Roma (0-1), e contribuì alla salvezza della formazione lariana.

Acquistato nel 1981 dalla Sampdoria del presidente Paolo Mantovani, che al tempo militava in Serie B, il 15 luglio venne prestato alla Fiorentina[37] (con cui giunge secondo in campionato dietro alla Juventus). Il 14 luglio 1982 fu nuovamente ceduto in prestito, stavolta alla Roma,[38] e proprio coi giallorossi vinse il suo primo scudetto, nella stagione 1982-1983: membro di un reparto difensivo che aveva in Di Bartolomei, Nela e Maldera tre interpreti fortemente votati al gioco d'attacco, Vierchowod svolse un importante ruolo equilibratore, rivelandosi uno dei protagonisti dello scudetto giallorosso;[29][39][40] l'ottimo rendimento gli valse inoltre la vittoria del Guerin d'oro.[41]

 
Vierchowod alla Fiorentina nella stagione 1981-1982

Dalla Roma tornò alla Sampdoria, nel frattempo salita in Serie A. Confermandosi fin dal primo anno tra i difensori più affidabili in circolazione (una giuria di esperti lo elesse miglior centrale della stagione 1983-1984),[42] restò per dodici stagioni consecutive nella formazione più vincente della storia blucerchiata: a Genova vinse quattro Coppe Italia, una Coppa delle Coppe, uno scudetto e una Supercoppa italiana, mentre gli sfuggì la Coppa dei Campioni, persa in finale a Wembley contro gli spagnoli del Barcellona. Vierchowod diventò uno dei leader[36] e bandiera della compagine doriana, rifiutando più volte il trasferimento ad altre squadre.[43]

Il 16 giugno 1995, a 36 anni, si trasferì alla Juventus per 500 milioni di lire,[44] insieme ai compagni di squadra Attilio Lombardo e Vladimir Jugović.[45] Approdato a Torino con l'obiettivo dichiarato di vincere la Champions League,[46] contribuì con ottime prestazioni alla conquista del trofeo, ottenuto sconfiggendo in finale gli olandesi dell'Ajax.[47] A fine stagione, chiuso dai nuovi arrivi Montero e Iuliano,[40] e lasciato libero dal club piemontese per ragioni anagrafiche,[48] si accordò inizialmente col neopromosso e ambizioso Perugia di Luciano Gaucci;[49][50] tuttavia, a causa di sopravvenuti dissidi con l'allenatore Giovanni Galeone,[51] rescisse il contratto coi grifoni prima dell'inizio del campionato. Stante il sopraggiunto infortunio di Franco Baresi, il 3 settembre firmò quindi con il Milan[52] dove rimase per una stagione, tuttavia avara di gioie.

 
Vierchowod alla Roma nell'annata 1982-1983

Il 5 settembre 1997 si accasò al Piacenza,[53] disputandovi tre annate e contribuendo a due salvezze; segnò il gol-salvezza nella sfida all'ultima giornata contro la Salernitana, nel campionato del 1998-1999, all'età di oltre quarant'anni, rete che sancì la retrocessione della squadra campana.[54] Degni di nota, nella stagione 1997-1998, furono i suoi duelli contro alcuni dei più temibili attaccanti della Serie A di allora: prossimo ai 39 anni, Vierchowod si prese la soddisfazione di negare il gol a molti di loro.[12]

Si ritirò dall'attività agonistica nel 2000, a quarantuno anni, dopo la retrocessione dei piacentini in Serie B. In tutto ha giocato in Serie A 562 partite, settimo assoluto dietro Paolo Maldini, Gianluigi Buffon, Francesco Totti, Javier Zanetti, Gianluca Pagliuca e Dino Zoff; al momento del suo ritiro, era secondo solo a Zoff per presenze nella massima serie.[14] Avendo segnato un gol all'età di 40 anni e 47 giorni (il 23 maggio 1999 contro la Salernitana), è il terzo marcatore più anziano nella storia della Serie A, dopo Alessandro Costacurta e Silvio Piola.[55]

NazionaleModifica

Esordì in nazionale il 6 gennaio 1981 nell'incontro Paesi Bassi-Italia 1-1 a Montevideo (Uruguay) durante il Mundialito.[10] Fece parte dei 22 convocati da Enzo Bearzot per il vittorioso campionato del mondo 1982 in Spagna in cui, tuttavia, non fu mai impiegato, anche a causa di un infortunio alla caviglia.[12] Entrò quindi in pianta stabile tra gli Azzurri e disputò da titolare il campionato del mondo 1986 in Messico, dopo il quale il nuovo CT Azeglio Vicini lo escluse dalle convocazioni.

Reduce da un periodo di ottima forma,[56] ritornò in nazionale dopo quattro anni, il 21 febbraio 1990 per un'amichevole, e venne convocato per il campionato del mondo 1990 organizzato dall'Italia, senza trovare molto spazio.[2] Fallita la qualificazione al campionato d'Europa 1992, rimase nel gruppo anche con il CT Arrigo Sacchi,[27] che tuttavia gli preferì spesso Alessandro Costacurta, più avvezzo ai movimenti difensivi richiesti dal tecnico.[26] Vierchowod ottenne la sua ultima presenza il 14 aprile 1993, in una partita contro l'Estonia valida per le qualificazioni al Mondiale 1994, al quale preferirà non prendere parte, visto il ruolo di riserva prospettatogli da Sacchi: «Dissi no, perché non mi andava di sperare negli infortuni dei compagni. E pensare che poi si fece male Baresi...».[2]

 
Vierchowod (in basso, a sinistra) in maglia azzurra, sul terzo gradino del podio al campionato del mondo 1990

Con l'Italia conta 45 presenze e 2 reti, l'ultima delle quali, realizzata a 33 anni, 11 mesi e 18 giorni (il 24 marzo 1993 in Italia-Malta), lo ha reso per diversi anni il marcatore più anziano nella storia della nazionale.[57]

AllenatoreModifica

Il 19 dicembre 2001 ha esordito sulla panchina del Catania, in Serie C1: chiamato a sostituire Aldo Ammazzalorso.[58] Il 22 aprile 2002 viene esonerato a due giornate dal termine, con gli etnei in zona play-off.

L'11 agosto viene ingaggiato dalla Florentia Viola, nata sulle ceneri del fallimento societario della Fiorentina, per il campionato di Serie C2;[59] il 29 ottobre viene nuovamente esonerato, dopo nove giornate, a causa dei risultati negativi ottenuti dalla squadra toscana, e sostituito da Alberto Cavasin.[60][61]

Il 13 settembre 2005 è stato designato come nuovo allenatore della Triestina, in Serie B[62], incassando il terzo esonero consecutivo il 21 novembre dello stesso anno[63].

Il 13 giugno 2014, a distanza di nove anni dalla precedente esperienza in panchina, viene assunto dai magiari dell'Honvéd in sostituzione del connazionale Marco Rossi,[64] venendo poi esonerato il 6 ottobre.[65]

Il 31 maggio 2018 viene nominato allenatore della squadra albanese del Kamza.[66]

Dopo il ritiroModifica

Dal 2008 è opinionista Rai a Sabato Sprint. Nel 2012 si candida a sindaco nelle elezioni comunali di Como, alla guida di una lista civica,[3] e ottiene 1017 voti (2,53% delle preferenze).[67]

StatisticheModifica

Presenze e reti nei clubModifica

Stagione Squadra Campionato Coppe nazionali Coppe continentali Altre coppe Totale
Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Pres Reti
1975-1976   Romanese D 3 0 CI - - - - - - - - 3 0
1976-1977   Como B 0 0 CI - - - - - - - - 0 0
1977-1978 B 16 0 CI - - - - - - - - 16 0
1978-1979 C1 34 3 CI - - - - - - - - 34 3
1979-1980 B 35 1 CI - - - - - - - - 35 1
1980-1981 A 30 2 CI - - - - - - - - 30 2
Totale Como 115 6 - - - - - - 115 6
1981-1982   Fiorentina A 28 2 CI 4 0 - - - - - - 32 2
1982-1983   Roma A 30 0 CI 5 0 CU 6 0 - - - 41 0
1983-1984   Sampdoria A 30 2 CI - - - - - - - - 30 2
1984-1985 A 29 2 CI - - - - - - - - 29 2
1985-1986 A 28 1 CI - - - - - - - - 28 1
1986-1987 A 28+1 2+0 CI - - - - - - - - 29 2
1987-1988 A 29 5 CI - - - - - - - - 29 5
1988-1989 A 29 1 CI - - CdC 2 1 SI 1 0 32 2
1989-1990 A 32 3 CI - - CdC 5 0 SI 1 0 38 3
1990-1991 A 30 3 CI 10 0 CdC 3 0 SU 1 0 44 3
1991-1992 A 31 1 CI 6 2 CC 9 0 SI 1 0 47 3
1992-1993 A 29 1 CI 1 0 - - - - - - 30 1
1993-1994 A 32 2 CI 8 1 - - - - - - 40 3
1994-1995 A 31 2 CI 4 0 CdC 1 0 SI 1 0 37 2
Totale Sampdoria 358 25 29+ 3+ 20 1 5 0 413 29
1995-1996   Juventus A 21 2 CI 1 0 UCL 8 0 SI 1 0 31 2
lug.-ago. 1996   Perugia A 0 0 CI - - - - - - - - 0 0
set. 1996-1997   Milan A 16 1 CI 2 0 - - - - - - 18 1
1997-1998   Piacenza A 29 2 CI 1 0 - - - - - - 30 2
1998-1999 A 28 4 CI 1 0 - - - - - - 29 4
1999-2000 A 22 0 CI 2 0 - - - - - - 24 0
Totale Piacenza 79 6 4 0 - - - - 79 6
Totale carriera 650 42 36+ 3+ 34 1 6 0 650+ 42+

Cronologia presenze e reti in nazionaleModifica

Cronologia completa delle presenze e delle reti in nazionale ― Italia
Data Città In casa Risultato Ospiti Competizione Reti Note
6-1-1981 Montevideo Paesi Bassi   1 – 1   Italia Mundialito -
19-4-1981 Udine Italia   0 – 0   Germania Est Amichevole -   80’
5-10-1983 Bari Italia   3 – 0   Grecia Amichevole -
15-10-1983 Napoli Italia   0 – 3   Svezia Qual. Euro 1984 -
16-11-1983 Praga Cecoslovacchia   2 – 0   Italia Qual. Euro 1984 -
22-12-1983 Perugia Italia   3 – 1   Cipro Qual. Euro 1984 -
4-2-1984 Roma Italia   5 – 0   Messico Amichevole -   62’
3-3-1984 Istanbul Turchia   1 – 2   Italia Amichevole -
7-4-1984 Verona Italia   1 – 1   Cecoslovacchia Amichevole -
22-5-1984 Zurigo Germania Ovest   1 – 0   Italia Amichevole -
26-5-1984 Toronto Canada   0 – 2   Italia Amichevole -
30-5-1984 New York Stati Uniti   0 – 0   Italia Amichevole -
26-9-1984 Milano Italia   1 – 0   Svezia Amichevole -
3-11-1984 Losanna Svizzera   1 – 1   Italia Amichevole -
8-12-1984 Pescara Italia   2 – 0   Polonia Amichevole -
5-2-1985 Dublino Irlanda   1 – 2   Italia Amichevole -
13-3-1985 Atene Grecia   0 – 0   Italia Amichevole -
3-4-1985 Ascoli Piceno Italia   2 – 0   Portogallo Amichevole -
6-6-1985 Città del Messico Italia   2 – 1   Inghilterra Amichevole -
25-9-1985 Lecce Italia   1 – 2   Norvegia Amichevole -
5-2-1986 Avellino Italia   1 – 2   Germania Ovest Amichevole -
26-3-1986 Udine Italia   2 – 1   Austria Amichevole -
11-5-1986 Napoli Italia   2 – 0   Cina Amichevole -
31-5-1986 Città del Messico Italia   1 – 1   Bulgaria Mondiali 1986 - 1º turno -
5-6-1986 Puebla Italia   1 – 1   Argentina Mondiali 1986 - 1º turno -
10-6-1986 Puebla Italia   3 – 2   Corea del Sud Mondiali 1986 - 1º turno -
17-6-1986 Città del Messico Francia   2 – 0   Italia Mondiali 1986 - Ottavi -
21-2-1990 Rotterdam Paesi Bassi   0 – 0   Italia Amichevole -
31-3-1990 Basilea Svizzera   0 – 1   Italia Amichevole -
19-6-1990 Roma Italia   2 – 0   Cecoslovacchia Mondiali 1990 - 1º turno -   66’
25-6-1990 Roma Italia   2 – 0   Uruguay Mondiali 1990 - Ottavi -   79’
7-7-1990 Bari Italia   2 – 1   Inghilterra Mondiali 1990 - Finale 3º posto - 3º posto
26-9-1990 Palermo Italia   1 – 0   Paesi Bassi Amichevole -   21’
22-12-1990 Limassol Cipro   0 – 4   Italia Qual. Euro 1992 1
13-2-1991 Terni Italia   0 – 0   Belgio Amichevole -
1-5-1991 Salerno Italia   3 – 1   Ungheria Qual. Euro 1992 -   65’
12-6-1991 Malmö Italia   2 – 0 dts   Danimarca Torneo Scania 100 -
16-6-1991 Stoccolma Italia   1 – 1 dts
(3-2 dcr)
  Unione Sovietica Torneo Scania 100 -
25-9-1991 Sofia Bulgaria   2 – 1   Italia Amichevole -
12-10-1991 Mosca Unione Sovietica   0 – 0   Italia Qual. Euro 1992 -
20-1-1993 Firenze Italia   2 – 0   Messico Amichevole -
24-2-1993 Oporto Portogallo   1 – 3   Italia Qual. Mondiali 1994 -
24-3-1993 Palermo Italia   6 – 1   Malta Qual. Mondiali 1994 1
1-5-1993 Berna Svizzera   1 – 0   Italia Qual. Mondiali 1994 -
17-11-1993 Milano Italia   1 – 0   Portogallo Qual. Mondiali 1994 -
14-4-1993 Trieste Italia   2 – 0   Estonia Qual. Mondiali 1994 -
Totale Presenze (58º posto) 45 Reti 2

Statistiche da allenatoreModifica

Statistiche aggiornate al 6 ottobre 2014.

Stagione Squadra Campionato Coppe nazionali Coppe continentali Altre coppe Totale % Vittorie
Comp G V N P Comp G V N P Comp G V N P Comp G V N P G V N P %
dic. 2001-apr. 2002   Catania C1 16 9 2 5 - - - - - - - - - - - - - - - 16 9 2 5 56,25
ago.-ott. 2002   Florentia Viola C2 9 3 4 2 CI-C 4 0 1 3 - - - - - - - - - - 13 3 5 5 23,08
set.-nov. 2005   Triestina B 13 5 3 5 - - - - - - - - - - - - - - - 13 5 3 5 38,46
ago.-nov. 2014   Honvéd NB1 10 3 1 6 MK+MLK 3+1 3+1 0+0 0+0 - - - - - - - - - - 14 7 1 6 50,00
Totale carriera 48 20 10 18 8 4 1 3 56 24 11 21 42,86

PalmarèsModifica

 

 

Vierchowod mostra la Coppa delle Coppe 1989-1990 vinta dalla Sampdoria (in alto), riceve da capitano blucerchiato la Coppa Italia 1993-1994 (al centro), e posa con Ravanelli dopo il trionfo della Juventus nella Champions League 1995-1996 (in basso).

GiocatoreModifica

ClubModifica

Competizioni nazionaliModifica
Como: 1978-1979 (girone A)
Como: 1979-1980
Roma: 1982-1983
Sampdoria: 1990-1991
Sampdoria: 1984-1985, 1987-1988, 1988-1989, 1993-1994
Sampdoria: 1991
Juventus: 1995
Competizioni internazionaliModifica
Sampdoria: 1989-1990
Juventus: 1995-1996

NazionaleModifica

Spagna 1982

IndividualeModifica

OnorificenzeModifica

  Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana
— 30 settembre 1991. Di iniziativa del Presidente della repubblica.[68]
  Collare d'oro al Merito Sportivo
— Roma, 19 dicembre 2017.[69]

NoteModifica

  1. ^ Maida, p. 875.
  2. ^ a b c d Giuseppe Bagnati, Era ieri, sembra una vita fa. I ricordi di "Zar" Vierchowod, su gazzetta.it, 25 aprile 2008 (archiviato dall'url originale il 26 aprile 2008).
  3. ^ a b Uno zar candidato sindaco: Vierchowod corre per Como, su sport.sky.it, 7 aprile 2011.
  4. ^ Nino Sormani, È il derby dei Paperoni, in Stampa Sera, 17 marzo 1990, p. 19.
  5. ^ a b c Roberto Beccantini, Batistuta, il tuono sul Diavolo, in La Stampa, 16 febbraio 1992, p. 33.
  6. ^ Massimo Razzi, Barca-Samp tra storia e ricordo. La notte di Wembley e un calcio finito, su repubblica.it, 20 agosto 2012.
  7. ^ a b Filippo Grimaldi, Vierchowod e una rete per stupire tutti: ma non se stesso, in La Gazzetta dello Sport, 6 gennaio 1998.
  8. ^ a b Vittorio Zucconi, L'orso russo ha mille qualità, in la Repubblica, 15 maggio 1990, p. 27.
  9. ^ a b c d Germano Bovolenta, Vierchowod non finisce mai, in La Gazzetta dello Sport, 4 settembre 1998.
  10. ^ a b c Carlo Coscia, Vierchowod: «Contento che siate contenti», in La Stampa, 8 gennaio 1981, p. 18.
  11. ^ a b c d e Giorgio Rondelli, Vierchowod, un miracolo atletico per fermare Ronaldo, in Corriere della Sera, 11 gennaio 1998, p. 39.
  12. ^ a b c d e Stefano Petrucci, Vierchowod: "E adesso mi dedico a Balbo", in Corriere della Sera, 15 gennaio 1998, p. 47 (archiviato dall'url originale il 18 novembre 2015).
  13. ^ a b "Galli o Tancredi, ancora non scelgo", in la Repubblica, 28 marzo 1986, p. 20.
  14. ^ a b Germano Bovolenta, Vierchowod e i riti di Liedholm, in La Gazzetta dello Sport, 5 marzo 2005.
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BibliografiaModifica

  • Enrico Maida, VIERCHOWOD, Pietro, in Enciclopedia dello sport, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2002.
  • Almanacco illustrato del calcio 2005, Modena, Panini, 2004, ISSN 1129-3381 (WC · ACNP).
  • Almanacco illustrato del calcio 2006, Modena, Panini, 2005.

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