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Campionato mondiale di calcio 1990

14ª edizione del campionato mondiale di calcio FIFA
(Reindirizzamento da Mondiali di calcio Italia '90)
Campionato mondiale di calcio 1990
Coppa del mondo FIFA del 1990
Logo della competizione
Competizione Campionato mondiale di calcio
Sport Football pictogram.svg Calcio
Edizione 14ª
Date 8 giugno - 8 luglio 1990
Luogo Italia Italia
(12 città)
Partecipanti 24 (106 alle qualificazioni)
Impianto/i 12 stadi
Risultati
Vincitore Germania Ovest Germania Ovest
(3° titolo)
Secondo Argentina Argentina
Terzo Italia Italia
Quarto Inghilterra Inghilterra
Statistiche
Miglior giocatore Italia Salvatore Schillaci
Miglior marcatore Italia Salvatore Schillaci (6)
Incontri disputati 52
Gol segnati 115 (2,21 per incontro)
Pubblico 2 517 348
(48 411 per incontro)
Nazionale di calcio della Germania Ovest - Italia '90.jpg
La Germania Ovest campione del mondo per la terza volta nella sua storia
Cronologia della competizione
Left arrow.svg 1986 1994 Right arrow.svg

Il campionato mondiale di calcio 1990 o Coppa del Mondo FIFA del 1990 (noto anche come Italia '90) è stata la quattordicesima edizione del campionato mondiale di calcio per squadre nazionali maggiori maschili organizzato dalla FIFA ogni quattro anni. Si svolse in Italia dall'8 giugno all'8 luglio 1990 e si concluse con la vittoria della Germania Ovest che batté in finale l'Argentina per 1-0.

Tra i campionati mondiali a 24 squadre (compresi, quindi, il precedente e il successivo) questo ha fatto registrare la più bassa media-gol: 115 gol in 52 incontri, per una media di 2,21 a partita. Tale media risulta anche la più bassa fra tutte le edizioni del campionato del mondo disputate fino al 2018.

Indice

StoriaModifica

A 56 anni di distanza dal Mondiale organizzato in Italia nel 1934 e vinto dagli azzurri di Vittorio Pozzo, la massima rassegna calcistica planetaria tornò nel Bel Paese, a cui nel 1984 la FIFA assegnò l'organizzazione dei Mondiali del 1990. Nel febbraio 1986, la macchina organizzatrice si mise in moto e partì ufficialmente in novembre dello stesso anno, guidata dal trentanovenne Luca Cordero di Montezemolo, già manager alla Ferrari.[1][2]

 
Lo stadio Olimpico di Roma nel 1989, in ristrutturazione in vista dell'appuntamento mondiale.

Questa edizione del Mondiale fu una delle più avanzate tecnologicamente: dalla cittadella televisiva comprendente l'IBC ai Centri e alle Sale Stampa di tutte le 12 città, alle tribune stampa degli stadi, alla carrozza stampa e conferenze delle ferrovie, ovunque furono messe a disposizione tecnologie informatiche e della comunicazione all'avanguardia, con oltre 40 000 accreditati e 28 miliardi di contatti televisivi.[3][4]

Ci fu però da far fronte alla costruzione di nuovi stadi, visto che quelli allora esistenti risultarono essere inadeguati.[5] Furono ampliati e riammodernati quelli già esistenti, mentre si iniziò la costruzione di nuovi catini a Bari (San Nicola) e Torino (Delle Alpi). I costi furono elevati e in alcuni casi vi furono inchieste[6]. Al termine dei lavori si dovettero contare 12 vittime nei vari cantieri di costruzione e ristrutturazione degli stadi[7], mentre altri 12 morti si registrarono in lavori di preparazione esterni[8]; in totale gli infortuni furono 678.[9]

Nelle qualificazioni, il Brasile rischiò l'eliminazione; cadde la Francia, reduce da due semifinali mondiali consecutive, superata da Scozia e Jugoslavia, con il neo commissario tecnico Platini che non riuscì a far qualificare i transalpini. Fuori anche la Polonia, che, con la fine dell'era-Boniek, si ritrovò eliminata da Inghilterra e Svezia. La favorita numero uno venne indicata proprio nell'Italia,[10] forte della positiva impressione destata agli Europei del 1988 e, soprattutto, padrona di casa, mentre in seconda fila si ritrovò una nutrita pattuglia di nazionali i cui giocatori erano in Serie A, come l'Argentina di Maradona, fresco scudettato con il Napoli, la Germania Occidentale del "Kaiser" Beckenbauer, basata sul trio interista Matthäus-Klinsmann-Brehme e sul duo romanista Völler-Berthold, nonché i Paesi Bassi del trittico rossonero van Basten-Gullit-Rijkaard, che tornava ai Mondiali a dodici anni dalla finale persa in Argentina e forte del titolo europeo conquistato due anni prima.

 
Ciao, la mascotte ufficiale del torneo.

Inno ufficiale dell'evento fu To Be Number One di Giorgio Moroder Project, musicata da Giorgio Moroder con testo di Tom Whitlock, la cui versione italiana Un'estate italiana (nota anche come Notti magiche) fu interpretata da Gianna Nannini e Edoardo Bennato che ne scrissero anche il testo[11]. Un altro brano diffuso sull'onda del mondiale, soprattutto in Germania era la canzone "Go get the Cup" interpretata da David Hanselmann[12], usata da ARD Das Erste nei programmi calcistici durante i mondiali[13]. Mascotte ufficiale della manifestazione fu Ciao: la stilizzazione di un calciatore, composto da elementi cubici di colore verde, bianco e rosso, che abbozzava un palleggio e che, scomposto e ricomposto, formava la parola "Italia". Il nome della mascotte fu deciso, in una sorta di referendum settimanale, direttamente dagli scommettitori del Totocalcio tra una rosa di cinque nomi (Amico, Beniamino, Bimbo, Ciao, Dribbly).[14]

Durante la cerimonia di apertura, modelli da tutti i continenti presenti al Mondiale sfilarono con capi disegnati da alcuni grandi stilisti italiani: l'America con Valentino in rosso (il colore preferito dello stilista), l'Africa con Missoni in nero, l'Asia con Mila Schön in giallo, e l'Europa con Gianfranco Ferré in verde. Come musiche, all'inizio della cerimonia Bennato e la Nannini cantarono Un'estate italiana, poi la band Giorgio Moroder Project reinterpretò cinque brani sempre abbinati ai continenti (We Are the World di USA for Africa, Pata Pata di Miriam Makeba, Hand in Hand dei Koreana (già canzone ufficiale dei Giochi Olimpici di Seul 1988), Forbidden Colours di Ryūichi Sakamoto, e All You Need Is Love dei Beatles) per concludere con To Be Number One. Alla fine della cerimonia, fu mostrato un concerto di un'orchestra diretta da Riccardo Muti.

Squadre partecipantiModifica

UEFA (14 squadre)

CONMEBOL (4 squadre)

CONCACAF (2 squadre)

AFC (2 squadre)

CAF (2 squadre)

N.B.: Italia qualificata d'ufficio come Nazione ospitante, Argentina qualificata d'ufficio come campione del mondo in carica.

ConvocazioniModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Convocazioni per il campionato mondiale di calcio 1990.

StadiModifica

Gli stadi scelti per ospitare il campionato mondiale di calcio 1990 furono 12 in 12 città:

Bari Bologna Cagliari Firenze
Stadio San Nicola Stadio Renato Dall'Ara Stadio Sant'Elia Stadio Comunale
41°05′05.05″N 16°50′24.26″E / 41.084736°N 16.840072°E41.084736; 16.840072 (Stadio San Nicola) 44°29′32.33″N 11°18′34.8″E / 44.492314°N 11.309667°E44.492314; 11.309667 (Stadio Renato Dall'Ara) 39°11′57.82″N 9°08′05.83″E / 39.199394°N 9.134953°E39.199394; 9.134953 (Stadio Sant'Elia) 43°46′50.96″N 11°16′56.13″E / 43.780822°N 11.282258°E43.780822; 11.282258 (Stadio Artemio Franchi)
Capienza: 56 875[15] Capienza: 37 825[15] Capienza: 40 117[15] Capienza: 41 300[15]
       
Genova Palermo
Stadio Luigi Ferraris Stadio La Favorita
44°24′59.15″N 8°57′08.74″E / 44.416431°N 8.952428°E44.416431; 8.952428 (Stadio Luigi Ferraris) 38°09′09.96″N 13°20′32.19″E / 38.152767°N 13.342275°E38.152767; 13.342275 (Stadio Renzo Barbera)
Capienza: 35 921[15] Capienza: 36 982[15]
   
Milano Napoli
Stadio Giuseppe Meazza Stadio San Paolo
45°28′40.89″N 9°07′27.14″E / 45.478025°N 9.124206°E45.478025; 9.124206 (Stadio Giuseppe Meazza) 40°49′40.68″N 14°11′34.83″E / 40.827967°N 14.193008°E40.827967; 14.193008 (Stadio San Paolo)
Capienza: 76 398[15] Capienza: 74 090[15]
   
Roma Torino Udine Verona
Stadio Olimpico Stadio delle Alpi Stadio Friuli Stadio Marcantonio Bentegodi
41°56′01.99″N 12°27′17.23″E / 41.933886°N 12.454786°E41.933886; 12.454786 (Stadio Olimpico (Roma)) 45°06′34.42″N 7°38′28.54″E / 45.109561°N 7.641261°E45.109561; 7.641261 (Stadio delle Alpi) 46°04′53.77″N 13°12′00.49″E / 46.081603°N 13.200136°E46.081603; 13.200136 (Stadio Friuli) 45°26′07.28″N 10°58′07.13″E / 45.435356°N 10.968647°E45.435356; 10.968647 (Stadio Marcantonio Bentegodi)
Capienza: 80 258[15] Capienza: 67 411[15] Capienza: 38 685[15] Capienza: 40 976[15]
       

QualificazioniModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Qualificazioni al campionato mondiale di calcio 1990.

Le qualificazioni della zona europea iniziarono nell'ottobre 1988, con alcuni anticipi. Superavano il turno le prime di ogni girone, le seconde dei quattro gruppi di cinque squadre e le due migliori seconde dei tre gruppi da quattro squadre. Nel gruppo 1 la spuntò la Romania, che sopravanzò la Danimarca nello scontro diretto all'ultima giornata, vinto in rimonta per 3-1. Solo un mese prima, a Copenaghen, erano stati gli scandinavi a vincere per 3-0. Nel gruppo 2 vinse la Svezia, davanti all'Inghilterra, penalizzata dal pareggio in casa della Polonia. i britannici, però, forti di una difesa che non subì nessuna rete, superarono egualmente il turno, facendo parte del novero delle migliori seconde.

Nel gruppo 3 vinse l'URSS, mentre al secondo posto si qualificò l'Austria. Nel gruppo 4 rischiò grosso la Germania, arrivata alle spalle dei Paesi Bassi: i tedeschi impattarono due volte contro gli oranje e vennero bloccati a reti bianche in casa del Galles, ma superarono ugualmente il turno entrando tra le migliori seconde classificate. Nel gruppo 5 Scozia e Jugoslavia eliminarono la Francia, mentre nel gruppo 6 vinse la Spagna, davanti alla sorpresa Irlanda, capace di battere a Dublino le furie rosse e di arrivare ad un punto da loro. Infine, nel gruppo 7, uscì di scena il Portogallo, mentre superarono il turno Belgio e Cecoslovacchia.

 
Piazzamenti delle nazionali

In Sudamerica superarono il turno l'Uruguay e il Brasile, vittima di un episodio che ebbe discreta eco: durante la gara contro il Cile il portiere andino Rojas finse di essere stato colpito da un petardo e si accasciò a terra, provvedendo di nascosto a incidersi il sopracciglio con un minuscolo bisturi. Il sangue fece sospendere la partita, ma la truffa venne scoperta e il Cile fu squalificato dai mondiali in Italia e anche da quelli di Stati Uniti 1994. Successivamente il trentaduenne Rojas venne squalificato a vita dalla FIFA.[16] La Colombia dovette aspettare lo spareggio con Israele per la certezza della qualificazione.

In Africa Egitto e Camerun la spuntarono nelle due finali su Algeria e Tunisia; in Nord e Centro America la Costa Rica approfittò dell'esclusione del Messico – colpito da una squalifica biennale, in origine applicata alla sola nazionale giovanile (che nel 1988 schierò giocatori oltre il limite di età consentito nelle qualificazioni al mondiale Under-20 del 1989 in Arabia Saudita), ma in seguito estesa dalla FIFA a tutte le competizioni internazionali[17] – per accedere al girone finale, dove, insieme agli Stati Uniti, superò il turno eliminando Trinidad e Tobago, Guatemala ed El Salvador. In Asia uscirono vincitori Corea del Sud ed Emirati Arabi Uniti, ai danni Qatar, Cina, Arabia Saudita e Corea del Nord.

Il sorteggio della fase finale ebbe luogo al PalaLottomatica di Roma sabato 9 dicembre 1989.[18] L'evento fu trasmesso in diretta televisiva, con Pippo Baudo e Sophia Loren a condurre la serata[19]: tra i vari ospiti, oltre ad ex calciatori, figurò Luciano Pavarotti.[19] All'Italia testa di serie a Roma (le cui avversarie furono estratte da Bruno Conti[19]) capitarono Austria, Cecoslovacchia e Stati Uniti (oltre alla capitale, fu Firenze ad ospitare gli incontri); all'Argentina (a Napoli, altre gare a Bari) toccarono in sorte l'URSS, finalista dell'europeo 1988 e campione olimpico a Seul 1988, la Romania e il Camerun; il Brasile, campione della Copa América 1989 (Torino e Genova), trovò Scozia, Svezia e Costa Rica; la Germania (Milano e Bologna) fu estratta con Jugoslavia, Colombia e Emirati Arabi Uniti; il gruppo E (testa di serie a Verona, altre gare a Udine) presentava Spagna, Belgio, Corea del Sud e Uruguay. Infine, il gruppo di Palermo e Cagliari mise l'Inghilterra di fronte a Irlanda, Paesi Bassi (campione d'Europa in carica) ed Egitto.[20][21]

Fase finaleModifica

Struttura del torneoModifica

Come nella precedente edizione, le 24 squadre nazionali vennero suddivise in 6 gironi da 4 squadre ciascuna. Le 2 migliori squadre per girone e le 4 migliori terze accedevano poi alla fase ad eliminazione diretta, che constava di ottavi di finale, quarti, semifinali, e finali per il primo e per il terzo posto.

Gli stadi selezionati per ospitare il mondiale italiano furono 12 e vennero sistemati per ospitare le partite, in ambito geografico a gruppi di 2. Così, per esempio, le 6 partite del gruppo A dell'Italia si giocarono fra gli stadi di Roma e Firenze; il gruppo C, col Brasile testa di serie, giocò le partite negli stadi di Torino e di Genova; il gruppo D, con la Germania Ovest testa di serie, negli stadi di Milano e Bologna. In questo contesto è utile ricordare anche, che la testa di serie di ogni girone giocò i suoi 3 match nello stadio principale e più capiente, mentre le altre 3 nazionali disputarono 2 partite nel secondo stadio, e la terza partita in "casa" della testa di serie. La vincente del girone poi, aveva inoltre diritto a giocare il primo incontro a eliminazione diretta (ottavo di finale) nello stadio principale del suo girone.

Furono applicate 2 deroghe a questo sistema geografico. La prima fu relativa al match d'esordio dei mondiali che come di consueto, vedeva sfidarsi i campioni del mondo in carica contro un'altra formazione del proprio girone: in questo caso l'Argentina affrontò il Camerun a Milano, sede della cerimonia di apertura dei campionati, invece che a Napoli dove avrebbe poi giocato le successive 2 partite e che era sede, insieme a Bari, delle partite del gruppo B. La seconda deroga riguardò invece un ottavo di finale: l'Inghilterra, che aveva giocato le sue partite del girone F a Cagliari, e nonostante avesse anche vinto lo stesso, per il primo incontro della fase ad eliminazione diretta fu dirottata a Bologna, in quanto entrambi gli stadi sedi delle partite del succitato girone (Cagliari e Palermo) erano troppo piccoli per ospitare incontri della seconda fase.

Fase a gruppiModifica

 
La rete di Omam-Biyik che, nella partita inaugurale del mondiale, permise ai camerunensi di battere a sorpresa i campioni uscenti argentini.

L'Argentina, al debutto a San Siro, era opposta al Camerun, tornato al Mondiale dopo quello spagnolo. Di quella squadra facevano parte il trentottenne Milla (che però partì come riserva), il portiere N'Kono, il libero Kundé (tutti già presenti in Spagna nel 1982) e altri giocatori poco conosciuti al grande pubblico.

L'Argentina del contestato Maradona apparì nervosa; gli africani restarono in 10 per l'espulsione di André Kana-Biyik. Al 66' di gioco, su un cross in area, François Omam-Biyik colpì di testa il pallone: la conclusione non fu potente, ma l'estremo difensore argentino Pumpido si fece sfuggire il pallone, che terminò in rete. Il Camerun resistette anche in nove (espulso nel finale Massing per un fallo su Caniggia lanciato a rete) e colse la vittoria.

Il giorno dopo toccò all'Italia, opposta, in un Olimpico gremito, all'Austria. Nel primo tempo gli azzurri colsero solo un palo esterno dalla distanza con Ancelotti; nella ripresa la nazionale azzurra intensificò gli attacchi, impegnando il portiere Lindenberger in almeno due occasioni, con Donadoni e De Agostini. Al 75' Azeglio Vicini sostituì Carnevale con lo juventino Schillaci: passarono appena quattro minuti e su un cross di Gianluca Vialli fu proprio il nuovo entrato a realizzare di testa il decisivo 1-0.

 
L'Italia, paese organizzatore e qualificata d'ufficio alla fase finale, raggiunse il terzo posto con una squadra di giovani elementi in cui spiccò il debuttante Schillaci.

Il giorno dopo i cecoslovacchi risposero con un secco 5-1 agli Stati Uniti. Anche la Germania Ovest si mise particolarmente in mostra vincendo 4-1 sulla quotata Jugoslavia con una rete di Völler, due di Matthäus e una di Klinsmann; il Brasile di Lazaroni batté invece la Svezia per 2-1 con due reti di Careca. I Paesi Bassi pareggiarono con l'Egitto: dopo essere passati in vantaggio con Kieft, vennero raggiunti a sette minuti dalla fine da un rigore trasformato da Abdelghani. Anche l'Eire, al debutto ai Mondiali, fermò sul pari i cugini inglesi: al gol di Lineker rispose nella ripresa Sheedy. La Spagna di Luis Suárez chiuse a reti inviolate con l'Uruguay, e Rubén Sosa sbagliò un rigore per i sudamericani.

Il 13 giugno l'Argentina, chiamata a riscattarsi dopo la sconfitta inaugurale, batté al San Paolo l'URSS. Prima del vantaggio argentino, fu negato un rigore ai sovietici per un fallo di mano di Maradona in area, e subito dopo il portiere biancoceleste Pumpido si scontrò accidentalmente con Serrizuela fratturandosi tibia e perone, venendo quindi sostituito da Sergio Goycochea: per l'Argentina sarà la svolta del Mondiale.[22] L'Argentina vinse 2-0, con reti di Troglio e Burruchaga ed i sovietici di Valeri Lobanovski, vicecampioni all'Europeo 1988, già sconfitti dai rumeni, finirono al quarto posto del girone, nonostante l'ultima vittoria contro il già qualificato Camerun.

 
La Germania Ovest, già finalista nelle ultime due precedenti edizioni del mondiale (1982 e '86), conquistò nel 1990 il suo terzo titolo iridato; si trattò dell'ultimo successo tedesco-occidentale prima della riunificazione con l'Est avvenuta a fine anno.

Il giorno dopo, sempre a Roma, tornò in campo l'Italia, opposta agli statunitensi, già battuti dalla Cecoslovacchia. Dopo 11 minuti di gioco l'Italia passò in vantaggio: su assist di Donadoni, Giannini entrò in area e superò Meola. Al 32' Vialli calciò sul palo un rigore, mentre al 68' furono i nordamericani ad andare vicini al gol su una punizione di Murray deviata da Zenga, il quale si superò anche sul tap-in successivo di Vermes. Finì 1-0 e la Nazionale azzurra poté considerare archiviato il primo turno, così come la Cecoslovacchia che batté l'Austria. Tuttavia, sarebbe dovuto risultare decisivo battere la Cecoslovacchia, la quale poteva contare su una migliore differenza reti, per concludere il girone al primo posto, piazzamento prezioso per continuare a giocare all'Olimpico ed evitare incroci rischiosi (come un eventuale quarto di finale contro i tedeschi).

Continuò la sua corsa la Germania Ovest: con cinque gol agli Emirati Arabi, la qualificazione fu assicurata. Nel gruppo F si chiusero sullo 0-0 gli incontri tra Inghilterra e Paesi Bassi e tra Irlanda ed Egitto, con tutte le squadre ancora a 2 punti con una partita ancora da giocare e in corsa per la qualificazione. Il Brasile, che vinse 1-0 sulla Costa Rica, ed il Camerun, che batté, con una doppietta di Milla, la Romania, vincendo anche il gruppo, ottennero il passaggio agli ottavi; e così anche il Belgio, che superò 3-1 i sudcoreani.

 
I Paesi Bassi di van Basten non seppero ripetere la recente affermazione europea: superata la fase a gironi solo per ripescaggio tra le migliori terze, uscirono poi subito di scena agli ottavi coi futuri campioni.

L'Italia batté quindi la Cecoslovacchia nel terzo incontro. All'Olimpico aprì le marcature Schillaci, che deviò in porta un tiro da fuori area di Giannini, e raddoppiò nella ripresa Roberto Baggio dopo una serie di dribbling. Nel gruppo B, oltre al Camerun (primo nonostante la sconfitta subita contro l'URSS), andarono avanti anche Argentina e Romania, che chiusero l'ultima gara con un utile 1-1. Nel gruppo C, a sorpresa, emerse la Costa Rica di Milutinović, che batté in rimonta 2-1 la Svezia a Genova, con reti di Flores e Medford, e decisive parate di Conejo.

Nel gruppo D, insieme ai tedeschi, passarono la Jugoslavia e la Colombia, che agguantò la qualificazione con un gol allo scadere di Rincon contro i tedeschi. Anche la situazione del gruppo E si risolse al 90': un colpo di testa di Daniel Fonseca eliminò i sudcoreani, consentendo all'Uruguay di passare al turno insieme a Spagna e Belgio. Nell'equilibrato gruppo F, infine, la spuntò l'Inghilterra, che batté 1-0 l'Egitto con un gol di Wright e passò insieme ad Irlanda e Paesi Bassi, le cui posizioni in classifica furono stabilite mediante sorteggio, a favore degli irlandesi.

Ottavi di finaleModifica

Gli ottavi iniziarono sabato 23 giugno con la vittoria del Camerun per 2-1 sulla Colombia. Dopo 105 minuti di parità, la gara si accese nel secondo tempo supplementare. A Napoli fu ancora Roger Milla a timbrare lo storico accesso di una squadra africana ai quarti, con una doppietta in quattro minuti ai danni del portiere colombiano Higuita; il gol della bandiera per i sudamericani lo firmò Redin. In serata, una tripletta di Tomáš Skuhravý e un gol di Luboš Kubík consentirono alla Cecoslovacchia di battere 4-1 la Costa Rica.

 
La Costa Rica, al suo esordio assoluto in un mondiale, seppe spingersi sino agli ottavi di finale.

Domenica 24 giugno si disputarono due gare molto attese: Brasile-Argentina nel pomeriggio, Germania Ovest-Paesi Bassi in serata. Buona parte della sfida fra le due squadre sudamericane fu caratterizzata da un assedio brasiliano: Careca, dopo due minuti, seminò mezza difesa argentina, ma fu bloccato da Goycochea; al 18' Dunga colpì il palo, al 52' fu Alemão a cogliere il montante, al 64' ancora Careca mancò il vantaggio di testa. Maradona, più volte colpito dalla difesa brasiliana, a dieci minuti dalla fine,[23] seminando gli avversari, allargò al limite dell'area per Caniggia, che dribblò anche Taffarel per segnare a porta vuota. Vinse l'Argentina per una rete a zero.

A Milano la Germania Ovest superò i Paesi Bassi. Dopo 21 minuti Völler falciò il portiere Hans van Breukelen: dall'episodio nacque un violento battibecco tra l'attaccante tedesco allora in forza alla Roma e il milanista Rijkaard: l'arbitro espulse entrambi, e all'uscita dal campo l'olandese fu colto dalle tv nell'atto di sputare addosso a Völler. Al 52', su cross di Buchwald, Klinsmann segnò, centrando poi un palo alla mezz'ora della ripresa; all'82' Brehme firmò il raddoppio da fuori area. Un rigore di Koeman all'88' servì solo ad accorciare le distanze.

 
Milla, trascinatore del Camerun, approfitta di un clamoroso errore fuori area del portiere colombiano Higuita e va a segnare il decisivo gol che porterà gli africani ai quarti di finale.

Il giorno seguente, affermazione ai rigori dell'Irlanda sulla Romania (decisiva la parata di Bonner sul tiro di Timofte); gli irlandesi raggiunsero i quarti di finale senza mai né vincere né perdere entro i tempi regolamentari. In serata toccò all'Italia, impegnata all'Olimpico contro l'Uruguay: la gara si risolse nella ripresa a favore dei padroni di casa, grazie ad un tiro di Schillaci e ad un colpo di testa di Serena su punizione di Giannini.

Gli ottavi terminarono il giorno dopo. A Verona, la Jugoslavia e la Spagna si annullarono fino ad un quarto d'ora dalla fine. Poi Stojković portò in vantaggio gli slavi dopo la torre di Kataneć; gli spagnoli pareggiarono immediatamente con l'attaccante Salinas, ma nei supplementari ancora Stojković fu decisivo su punizione per il 2-1 finale. A Bologna, l'Inghilterra soffrì contro il Belgio. Ma ad un minuto dai rigori, fu Platt, in semirovesciata, a mandare avanti i Leoni.[23]

Quarti di finaleModifica

I quarti di finale presentarono sei squadre europee, una sudamericana e un'africana. A Firenze, l'Argentina fu opposta alla Jugoslavia. Gli slavi restarono in dieci alla mezz'ora, a causa dell'espulsione di Šabanadžović; il risultato rimase però sullo 0-0 per 120 minuti e si procedette ai rigori. Stojković colpì la traversa; Maradona si vide respingere il tiro da Tomislav Ivković. Troglio sembrò condannare la sua squadra, cogliendo il palo. Ma Goycochea, parando i rigori di Brnović e Hadžibegić, guidò i sudamericani in semifinale.[24][25]

 
Maradona si dispera dopo il suo errore ai tiri di rigore contro gli jugoslavi nei quarti; nonostante ciò, la sua Argentina passerà il turno.

L'Italia, la stessa sera, fu opposta al sorprendente Eire di Jackie Charlton. Vicini riconfermò Baggio e Schillaci in attacco. Dopo trentasette minuti ancora Schillaci, su una respinta successiva a un tiro di Donadoni, appoggiò in rete il pallone dell'uno a zero. Il risultato non cambiò più, nonostante una traversa su punizione ancora di Schillaci.[24] L'Italia passò alle semifinali. Il giorno dopo, la Germania Ovest eliminò la Cecoslovacchia. Lothar Matthäus trasformò al 25' il calcio di rigore che decise la partita, poi fu il difensore Ivan Hašek a salvare per tre volte la propria porta; l'unico pericolo per i tedeschi arrivò da una punizione di Michal Bílek ed i cecoslovacchi, in dieci nel finale per l'espulsione di Ľubomír Moravčík, fecero ritorno in patria.

A Napoli fu quindi il turno del Camerun, opposto agli inglesi. Al 25' Platt schiacciò in rete un cross di Stuart Pearce; la reazione degli africani arrivò con l'ingresso di Milla, tenuto in panchina nel primo tempo, e dopo un fallo in area su di lui al 63' Kunde pareggiò su rigore; cinque minuti dopo fu Eugène Ekéké a portare in vantaggio i suoi grazie ad un assist dello stesso Milla. A nove minuti dalla fine Lineker trasformò però il rigore del pari dopo il fallo di Massing; ai supplementari fece il bis dagli undici metri con il fallo di N'Kono, fissando il risultato sul 3-2.

SemifinaliModifica

Si giunse così alle semifinali: Italia-Argentina e Germania Ovest-Inghilterra. L'Italia abbandonò la sede di Roma per scendere a Napoli dove Maradona era un idolo incontrastato. In campo tornò Vialli al fianco di Schillaci. Il gol arrivò al 17': su un tiro di Vialli non trattenuto da Goycochea irruppe Schillaci, abile a portare in vantaggio la sua squadra. Nel secondo tempo, al 68', un cross di Olarticoechea permise a Caniggia di realizzare di testa la rete del pareggio: dopo 518 minuti terminò così l'imbattibilità di Walter Zenga. L'ingresso di Baggio (che nei supplementari sfiorò il gol su punizione) e Serena al posto di Giannini e di Vialli non smossero il punteggio dall'1-1 e si andò ai rigori. L'Argentina li segnò tutti, mentre Goycochea neutralizzò i tiri di Donadoni e Serena, sancendo un approdo in finale che ad una sudamericana in Europa mancava da 32 anni (il Brasile in Svezia nel 1958).[24]

Da notare che durante i tempi supplementari l'arbitro francese Michel Vautrot si distrasse, aggiungendo otto minuti al tempo regolamentare. In seguito l'arbitro ammise di essersi dimenticato di guardare il suo orologio.[26]

 
L'Inghilterra ottenne il suo miglior piazzamento dal trionfo del 1966, concludendo Italia '90 al quarto posto.

Il giorno dopo, nell'altra semifinale, a Torino, si affrontarono Germania Ovest e Inghilterra. Le due reti arrivarono al 60', quando una punizione di Brehme fu deviata in modo decisivo dall'inglese Paul Parker, e all'80', quando Lineker approfittò della confusione in area tedesca pareggiando e rinviando il verdetto ai rigori, ai quali si arrivò dopo due pali di Waddle e Buchwald. Dal dischetto sbagliarono gli inglesi Pearce e Waddle. La Germania Ovest avrebbe affrontato a Roma in finale l'Argentina. L'Inghilterra invece avrebbe incontrato a Bari i padroni di casa italiani per la finale che avrebbe stabilito il 3º e 4º posto.

FinaliModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Finale del campionato mondiale di calcio 1990.

Nella finale per il terzo posto a Bari un'Italia rimaneggiata passò in vantaggio con Baggio al 72', calciando la palla sotto la traversa da pochi metri; fu raggiunta da Platt dieci minuti dopo su cross di Dorigo, ma vinse grazie a un rigore causato da un fallo di Parker e trasformato da Schillaci. L'attaccante italiano divenne capocannoniere con 6 reti mentre Shilton, a 41 anni, pose fine alla sua carriera internazionale. L'Italia ottenne il terzo posto in assoluto, mentre l'Inghilterra, al suo miglior risultato mondiale da 24 anni a quella parte, si aggiudicò il premio fair-play e nel dopogara, sia i calciatori in campo che i tifosi italiani e inglesi sugli spalti festeggiarono in maniera molto corretta l'epilogo del Mondiale cinque anni dopo la strage dell'Heysel.

 
I tedeschi Matthäus e Littbarski sollevano la Coppa del Mondo appena vinta contro gli argentini.

Il giorno dopo, a Roma, furono di scena Argentina e Germania Ovest, per un replay della finale di quattro anni prima in Messico. Il pubblico italiano presente allo stadio Olimpico, condizionato dalla sconfitta in semifinale e per le antipatie che Maradona si era attirato militando nel campionato di calcio italiano con taluni atteggiamenti, fischiò l'esecuzione dell'inno nazionale argentino. L'episodio suscitò la rabbia di Maradona, che consapevole di essere ripreso ripeté due volte hijos de puta ("figli di puttana") all'indirizzo dei tifosi italiani.[27]

Sotto il profilo del gioco la partita fu deludente.[27] A inizio ripresa i tedeschi protestano per un intervento falloso di Goycoechea su Augenthaler in area di rigore, non sanzionato.[28] L'equilibrio si ruppe a sette minuti dal termine, quando l'arbitro Edgardo Codesal Méndez, dopo aver ignorato anche un fallo in area tedesca subìto dall'argentino Dezotti, concesse un calcio di rigore ai teutonici per un intervento di Sensini su Völler, analogo al contatto precedentemente non fischiato; questi episodi e le relative decisioni arbitrali furono oggetto di dure contestazioni da parte dei giocatori sudamericani: Maradona venne ammonito e l'Argentina rimase in nove contro 11 per l'espulsione di Dezotti dovuta alle vibranti proteste (al 65' Monzón era stato espulso per un duro intervento su Jürgen Klinsmann). Dopo una lunga interruzione, Brehme trasformò il calcio di rigore. L'assalto finale della squadra argentina, in netta inferiorità numerica, non modificò il risultato.

Il mondiale italiano terminò, dunque, con la Germania Ovest campione per la terza volta e al suo ultimo atto ufficiale con tale nome; tre mesi dopo avvenne la riunificazione con la Germania Est e da quel momento la squadra (con il titolo sportivo degli occidentali) si chiamò solo Germania.

Le partiteModifica

Fase a gruppiModifica

Gruppo AModifica

ClassificaModifica
Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
1.   Italia 6 3 3 0 0 4 0 +4
2.   Cecoslovacchia 4 3 2 0 1 6 3 +3
3.   Austria 2 3 1 0 2 2 3 −1
4.   Stati Uniti 0 3 0 0 3 2 8 −6
RisultatiModifica
Roma
9 giugno 1990, ore 21:00 UTC+1
Italia  1 – 0
referto
  AustriaStadio Olimpico (73 303 spett.)
Arbitro:   Wright

Firenze
10 giugno 1990, ore 17:00 UTC+1
Stati Uniti  1 – 5
referto
  CecoslovacchiaStadio Comunale (33 266 spett.)
Arbitro:   Röthlisberger

Roma
14 giugno 1990, ore 21:00 UTC+1
Italia  1 – 0
referto
  Stati UnitiStadio Olimpico (73 423 spett.)
Arbitro:   Codesal Méndez

Firenze
15 giugno 1990, ore 17:00 UTC+1
Austria  0 – 1
referto
  CecoslovacchiaStadio Comunale (38 962 spett.)
Arbitro:   Smith

Roma
19 giugno 1990, ore 21:00 UTC+1
Italia  2 – 0
referto
  CecoslovacchiaStadio Olimpico (73 303 spett.)
Arbitro:   Quiniou

Firenze
19 giugno 1990, ore 21:00 UTC+1
Austria  2 – 1
referto
  Stati UnitiStadio Comunale (34 857 spett.)
Arbitro:    Al Sharif

Gruppo BModifica

ClassificaModifica
Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
1.   Camerun 4 3 2 0 1 3 5 −2
2.   Romania 3 3 1 1 1 4 3 +1
3.   Argentina 3 3 1 1 1 3 2 +1
4.   URSS 2 3 1 0 2 4 4 0
RisultatiModifica
Milano
8 giugno 1990, ore 18:00 UTC+1
Argentina  0 – 1
referto
  CamerunStadio Giuseppe Meazza (74 500 spett.)
Arbitro:   Vautrot

Bari
9 giugno 1990, ore 17:00 UTC+1
URSS  0 – 2
referto
  RomaniaStadio San Nicola (42 907 spett.)
Arbitro:   Cardellino

Napoli
13 giugno 1990, ore 21:00 UTC+1
Argentina  2 – 0
referto
  URSSStadio San Paolo (55 759 spett.)
Arbitro:   Fredriksson

Bari
14 giugno 1990, ore 17:00 UTC+1
Camerun  2 – 1
referto
  RomaniaStadio San Nicola (38 687 spett.)
Arbitro:   Silva Arce

Napoli
18 giugno 1990, ore 21:00 UTC+1
Argentina  1 – 1
referto
  RomaniaStadio San Paolo (52 733 spett.)
Arbitro:   Silva Valente

Bari
18 giugno 1990, ore 21:00 UTC+1
Camerun  0 – 4
referto
  URSSStadio San Nicola (37 307 spett.)
Arbitro:   Wright

Gruppo CModifica

ClassificaModifica
Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
1.   Brasile 6 3 3 0 0 4 1 +3
2.   Costa Rica 4 3 2 0 1 3 2 +1
3.   Scozia 2 3 1 0 2 2 3 −1
4.   Svezia 0 3 0 0 3 3 6 −3
RisultatiModifica
Torino
10 giugno 1990, ore 21:00 UTC+1
Brasile  2 – 1
referto
  SveziaStadio delle Alpi (62 628 spett.)
Arbitro:   Lanese

Genova
11 giugno 1990, ore 17:00 UTC+1
Costa Rica  1 – 0
referto
  ScoziaStadio Luigi Ferraris (30 867 spett.)
Arbitro:   Loustau

Torino
16 giugno 1990, ore 17:00 UTC+1
Brasile  1 – 0
referto
  Costa RicaStadio delle Alpi (58 007 spett.)
Arbitro:   Jouini

Genova
16 giugno 1990, ore 21:00 UTC+1
Svezia  1 – 2
referto
  ScoziaStadio Luigi Ferraris (31 823 spett.)
Arbitro:   Maciel

Torino
20 giugno 1990, ore 21:00 UTC+1
Brasile  1 – 0
referto
  ScoziaStadio delle Alpi (62 502 spett.)
Arbitro:   Kohl

Genova
20 giugno 1990, ore 21:00 UTC+1
Svezia  1 – 2
referto
  Costa RicaStadio Luigi Ferraris (30 223 spett.)
Arbitro:   Petrović

Gruppo DModifica

ClassificaModifica
Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
1.   Germania Ovest 5 3 2 1 0 10 3 +7
2.   Jugoslavia 4 3 2 0 1 6 5 +1
3.   Colombia 3 3 1 1 1 3 2 +1
4.   Emirati Arabi Uniti 0 3 0 0 3 2 11 −9
RisultatiModifica
Bologna
9 giugno 1990, ore 17:00 UTC+1
Emirati Arabi Uniti  0 – 2
referto
  ColombiaStadio Renato Dall'Ara (30 791 spett.)
Arbitro:   Courtney

Milano
10 giugno 1990, ore 21:00 UTC+1
Germania Ovest  4 – 1
referto
  JugoslaviaStadio Giuseppe Meazza (74 765 spett.)
Arbitro:   Mikkelsen

Bologna
14 giugno 1990, ore 17:00 UTC+1
Jugoslavia  1 – 0
referto
  ColombiaStadio Renato Dall'Ara (32 257 spett.)
Arbitro:   Agnolin

Milano
15 giugno 1990, ore 21:00 UTC+1
Germania Ovest  5 – 1
referto
  Emirati Arabi UnitiStadio Giuseppe Meazza (71 169 spett.)
Arbitro:   Spirin

Milano
19 giugno 1990, ore 17:00 UTC+1
Germania Ovest  1 – 1
referto
  ColombiaStadio Giuseppe Meazza (72 510 spett.)
Arbitro:   Snoddy

Bologna
19 giugno 1990, ore 17:00 UTC+1
Jugoslavia  4 – 1
referto
  Emirati Arabi UnitiStadio Renato Dall'Ara (27 833 spett.)
Arbitro:   Takada

Gruppo EModifica

ClassificaModifica
Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
1.   Spagna 5 3 2 1 0 5 2 +3
2.   Belgio 4 3 2 0 1 6 3 +3
3.   Uruguay 3 3 1 1 1 2 3 −1
4.   Corea del Sud 0 3 0 0 3 1 6 −5
RisultatiModifica
Verona
12 giugno 1990, ore 17:00 UTC+1
Belgio  2 – 0
referto
  Corea del SudStadio Marcantonio Bentegodi (32 790 spett.)
Arbitro:   Mauro

Udine
13 giugno 1990, ore 17:00 UTC+1
Uruguay  0 – 0
referto
  SpagnaStadio Friuli (35 713 spett.)
Arbitro:   Kohl

Verona
17 giugno 1990, ore 21:00 UTC+1
Belgio  3 – 1
referto
  UruguayStadio Marcantonio Bentegodi (33 759 spett.)
Arbitro:   Kirschen

Udine
17 giugno 1990, ore 21:00 UTC+1
Corea del Sud  1 – 3
referto
  SpagnaStadio Friuli (32 733 spett.)
Arbitro:   Jácome Guerrero

Verona
21 giugno 1990, ore 17:00 UTC+1
Belgio  1 – 2
referto
  SpagnaStadio Marcantonio Bentegodi (35 950 spett.)
Arbitro:   Loustau

Udine
21 giugno 1990, ore 17:00 UTC+1
Corea del Sud  0 – 1
referto
  UruguayStadio Friuli (29 039 spett.)
Arbitro:   Lanese

Gruppo FModifica

ClassificaModifica
Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
1.   Inghilterra 4 3 1 2 0 2 1 +1
2.   Irlanda[29] 3 3 0 3 0 2 2 0
3.   Paesi Bassi[29] 3 3 0 3 0 2 2 0
4.   Egitto 2 3 0 2 1 1 2 −1
RisultatiModifica
Cagliari
11 giugno 1990, ore 21:00 UTC+1
Inghilterra  1 – 1
referto
  IrlandaStadio Sant'Elia (35 238 spett.)
Arbitro:   Schmidhuber

Palermo
12 giugno 1990, ore 21:00 UTC+1
Paesi Bassi  1 – 1
referto
  EgittoStadio La Favorita (23 000 spett.)
Arbitro:   Aladrén

Cagliari
16 giugno 1990, ore 21:00 UTC+1
Inghilterra  0 – 0
referto
  Paesi BassiStadio Sant'Elia (35 267 spett.)
Arbitro:   Petrović

Palermo
17 giugno 1990, ore 17:00 UTC+1
Irlanda  0 – 0
referto
  EgittoStadio La Favorita (33 288 spett.)
Arbitro:   Van Langenhove

Cagliari
21 giugno 1990, ore 21:00 UTC+1
Inghilterra  1 – 0
referto
  EgittoStadio Sant'Elia (34 959 spett.)
Arbitro:   Röthlisberger

Palermo
21 giugno 1990, ore 21:00 UTC+1
Irlanda  1 – 1
referto
  Paesi BassiStadio La Favorita (33 288 spett.)
Arbitro:   Vautrot

Raffronto delle terze classificateModifica

Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
1.   Argentina 3 3 1 1 1 3 2 +1
2.   Colombia 3 3 1 1 1 3 2 +1
3.   Paesi Bassi 3 3 0 3 0 2 2 0
4.   Uruguay 3 3 1 1 1 2 3 -1
5.   Austria 2 3 1 0 2 2 3 -1
6.   Scozia 2 3 1 0 2 2 3 -1

Fase a eliminazione direttaModifica

Albero della fase a eliminazione direttaModifica

Ottavi di finale Quarti di finale Semifinali Finale
                           
24 giugno - 17:00            
 1C.   Brasile  0
30 giugno - 17:00
 3B.   Argentina  1  
   Argentina  0(3)
26 giugno - 17:00
     Jugoslavia  0(2)  
 1E.   Spagna  1
3 luglio - 20:00
 2D.   Jugoslavia  2  
   Argentina  1(4)
25 giugno - 17:00
     Italia  1(3)  
 2F.   Irlanda  0(5)
30 giugno - 21:00
 2B.   Romania  0(4)  
   Irlanda  0
25 giugno - 21:00
     Italia  1  
 1A.   Italia  2
8 luglio - 20:00
 3E.   Uruguay  0  
   Argentina  0
23 giugno - 21:00
     Germania Ovest  1
 2A.   Cecoslovacchia  4
1º luglio - 17:00
 2C.   Costa Rica  1  
   Cecoslovacchia  0
24 giugno - 21:00
     Germania Ovest  1  
 1D.   Germania Ovest  2
4 luglio - 20:00
 3F.   Paesi Bassi  1  
   Germania Ovest  1(4)
23 giugno - 17:00
     Inghilterra  1(3)   Finale 3° posto
 1B.   Camerun  2
1º luglio - 21:00 7 luglio - 20:00
 3D.   Colombia  1  
   Camerun  2    Italia  2
26 giugno - 21:00
     Inghilterra  3      Inghilterra  1
 1F.   Inghilterra  1
 2E.   Belgio  0  

Ottavi di finaleModifica

Napoli
23 giugno 1990, ore 17:00 UTC+1
Camerun  2 – 1
(d.t.s.)
referto
  ColombiaStadio San Paolo (50 026 spett.)
Arbitro:   Lanese

Bari
23 giugno 1990, ore 21:00 UTC+1
Cecoslovacchia  4 – 1
referto
  Costa RicaStadio San Nicola (47 673 spett.)
Arbitro:   Kirschen

Torino
24 giugno 1990, ore 17:00 UTC+1
Brasile  0 – 1
referto
  ArgentinaStadio delle Alpi (61 381 spett.)
Arbitro:   Quiniou

Milano
24 giugno 1990, ore 21:00 UTC+1
Germania Ovest  2 – 1
referto
  Paesi BassiStadio Giuseppe Meazza (74 559 spett.)
Arbitro:   Loustau

Genova
25 giugno 1990, ore 17:00 UTC+1
Irlanda  0 – 0
(d.t.s.)
referto
  RomaniaStadio Luigi Ferraris (31 818 spett.)
Arbitro:   Wright

Roma
25 giugno 1990, ore 21:00 UTC+1
Italia  2 – 0
referto
  UruguayStadio Olimpico (73 303 spett.)
Arbitro:   Courtney

Verona
26 giugno 1990, ore 17:00 UTC+1
Spagna  1 – 2
(d.t.s.)
referto
  JugoslaviaStadio Marcantonio Bentegodi (35 500 spett.)
Arbitro:   Schmidhuber

Bologna
26 giugno 1990, ore 21:00 UTC+1
Inghilterra  1 – 0
(d.t.s.)
referto
  BelgioStadio Renato Dall'Ara (34 520 spett.)
Arbitro:   Mikkelsen

Quarti di finaleModifica

Firenze
30 giugno 1990, ore 17:00 UTC+1
Argentina  0 – 0
(d.t.s.)
referto
  JugoslaviaStadio Comunale (38 971 spett.)
Arbitro:   Röthlisberger

Roma
30 giugno 1990, ore 21:00 UTC+1
Italia  1 – 0
referto
  IrlandaStadio Olimpico (73 303 spett.)
Arbitro:   Silva Valente

Milano
1º luglio 1990, ore 17:00 UTC+1
Germania Ovest  1 – 0
referto
  CecoslovacchiaStadio Giuseppe Meazza (73 347 spett.)
Arbitro:   Kohl

Napoli
1º luglio 1990, ore 21:00 UTC+1
Inghilterra  3 – 2
(d.t.s.)
referto
  CamerunStadio San Paolo (55 205 spett.)
Arbitro:   Codesal Méndez

SemifinaliModifica

Napoli
3 luglio 1990, ore 20:00 UTC+1
Italia  1 – 1
(d.t.s.)
referto
  ArgentinaStadio San Paolo (59 978 spett.)
Arbitro:   Vautrot

Torino
4 luglio 1990, ore 20:00 UTC+1
Germania Ovest  1 – 1
(d.t.s.)
referto
  InghilterraStadio delle Alpi (62 628 spett.)
Arbitro:   Wright

Finale 3º- 4º postoModifica

Bari
7 luglio 1990, ore 20:00 UTC+1
Italia  2 – 1
referto
  InghilterraStadio San Nicola (51 426 spett.)
Arbitro:   Quiniou

Finale 1º- 2º postoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Finale del campionato mondiale di calcio 1990.
Roma
8 luglio 1990, ore 20:00 UTC+1
Germania Ovest  1 – 0
referto
  ArgentinaStadio Olimpico (73 603 spett.)
Arbitro:   Codesal Méndez

Classifica marcatoriModifica

StatisticheModifica

 
L'italiano Salvatore Schillaci fu l'assoluto protagonista di Italia '90, capocannoniere e miglior giocatore del mondiale.

Capocannoniere e miglior giocatore del torneoModifica

Reti segnateModifica

115 (2,2/per partita)

Gol più veloceModifica

Gol più lentoModifica

Durante i tempi regolamentari

Durante i tempi supplementari

TripletteModifica

DoppietteModifica

Primo golModifica

Ultimo golModifica

  •   Andreas Brehme (Germania Ovest-Argentina, finale 1º e 2º posto, 8 luglio, 84º)

Miglior attaccoModifica

Miglior difesaModifica

  •   Italia (7 partite giocate); 2 reti subite,   Brasile (4 partite giocate); 2 reti subite.

Peggior attaccoModifica

Peggior difesaModifica

Prime e ultime volteModifica

Prime volteModifica

  • Il primo sistema HDTV digitale, sviluppato in consorzio da RAI, Telettra, RTVE e Politecnico di Madrid nell'ambito del progetto europeo EU-256, venne dimostrato durante i Mondiali di Calcio Italia 1990. In otto sale di visione italiane e una spagnola vennero diffuse le immagini in alta definizione riprese sui campi di calcio con i sistemi HDTV 1125/60i/16:9 e 1250/50i/16:9 e trasmesse via satellite Olympus-F1, dalla posizione 19° Ovest.
  • Per la prima volta entrambe le semifinali furono decise ai tiri di rigore.
  • Per la prima volta una squadra africana riesce a raggiungere i quarti di finale della Coppa del Mondo: l'impresa è riuscita al Camerun[30], imitato nel 2002 dal Senegal e nel 2010 dal Ghana.
  • Per la prima volta si rese necessario un sorteggio per stabilire la posizione finale nella classifica di un girone, dato che l'Irlanda ed i Paesi Bassi si classificarono con lo stesso punteggio e le stesse cifre nel gruppo F: l'Irlanda conquistò così il secondo posto mentre i Paesi Bassi furono terzi. Entrambe si qualificarono al turno successivo, in quanto i Paesi Bassi furono ammessi come una delle quattro migliori terze.
  • È il primo mondiale per Costa Rica, Emirati Arabi Uniti e Irlanda.
  • Questa Coppa del Mondo è stata la prima (e, fino ad ora, l'unica) in cui due squadre europee (Scozia e Svezia) furono battute ed eliminate da una formazione centroamericana: la Costa Rica, che vinse 1-0 contro gli scozzesi e 2-1 contro gli scandinavi.
  • Un'estate italiana fu la prima canzone ufficiale di un mondiale.
  • Per la prima volta, venne introdotta la tradizione delle bandiere dei paesi che giocano il match (in questo mondiale erano fatte con fiori verniciati su una base di legno) e la bandiera gialla del Fair Play, caricata da quattro ragazzi (che all'epoca aveva la scritta "Fair Play Please") in campo durante il pre-partita.
  • Nella sola finale molte cose accaddero per la prima volta:
    • per la prima volta una nazionale raggiunse tre finali consecutivamente: fu la Germania Ovest, che fu già finalista nel 1982 e nel 1986, uscendone sconfitta. L'impresa fu ripetuta dal Brasile nelle tre edizioni successive (1994, 1998 e 2002), con più fortuna: fu vincitore due volte su tre;
    • c'è stata la prima riedizione, tra l'altro consecutiva, di una finale precedente: già nel 1986 Argentina e Germania furono opposte in finale, anche se quella volta la vittoria andò ai sudamericani, le due nazionali si riaffrontarono nuovamente in finale nel 2014 (con vittoria dei tedeschi) mentre un'altra riedizione di una finale ci sarebbe stata nel 1994, quando si confrontarono Brasile ed Italia, come già avvenuto nel 1970 (in entrambi i casi uscì vittorioso il Brasile);
    • Pedro Monzón dell'Argentina divenne il primo giocatore espulso in una finale di Coppa del Mondo. Fu poco dopo seguito dal suo compagno di squadra Gustavo Dezotti;
    • per la prima volta, la squadra sconfitta non andò a segno: la Germania Ovest vinse grazie ad un rigore, per poco non parato da Sergio Goycochea, trasformato all'84º minuto da Andreas Brehme e assegnato per un fallo su Rudi Völler. Di conseguenza, il tedesco Bodo Illgner divenne il primo portiere a non subire reti in una finale.
    • per la prima volta una finale tra una squadra sudamericana e una europea si conclude con la vittoria di quest'ultima; nelle precedenti cinque occasioni infatti la vittoria aveva sempre arriso ai sudamericani (1958-1962-1970: Brasile vittorioso rispettivamente sulla Svezia, sulla Cecoslovacchia e sull'Italia; 1978-1986: Argentina vittoriosa rispettivamente sui Paesi Bassi e sulla Germania Ovest), tale impresa sarà poi ripetuta otto anni dopo dalla Francia vittoriosa in finale contro il Brasile e nel 2014 sempre dalla stessa Germania sull'Argentina.
  • Per la prima volta in un Mondiale la partita inaugurale e la finale si conclusero con la sconfitta della stessa squadra, entrambe per 0-1 (Argentina-Camerun e Argentina-Germania Ovest)

Ultime volteModifica

  • Questa Coppa del Mondo fu l'ultima in cui fu permesso ai portieri di ricevere tra le mani i retropassaggi dei propri compagni di squadra. La regola del retropassaggio verrà messa in atto in un campionato del mondo a partire dall'edizione di Stati Uniti 1994, per rendere più difficile alle squadre perdere tempo — anche se in realtà fu introdotta il 1º luglio 1992 e applicata per la prima volta durante il torneo olimpico di Barcellona 1992.
  • Questa fu l'ultima coppa del mondo in cui furono presenti 4 nazionali, di lì a breve scioltesi come entità politiche: nell'ottobre 1990 avvenne la riunificazione tra Germania Ovest e Germania Est, e i 3 titoli mondiali conquistati dagli occidentali nelle edizioni di Svizzera 1954, Germania Ovest 1974 e Italia 1990 saranno riconosciuti alla nuova Germania unita; l'URSS si dissolse nel 1991 dando vita alla Russia e ad altre 14 diverse nazionali — anche se 11 di queste confluirono inizialmente, sul piano sportivo, nella CSI che prese parte al campionato d'Europa 1992 —; a un simile percorso andò incontro la Jugoslavia, che dal 1992 si smembrò gradualmente in Croazia, Slovenia, Bosnia ed Erzegovina, Macedonia, Serbia e Montenegro (queste ultime due, inizialmente ancora unite dal vecchio nome di Jugoslavia fino al 2002, e poi da quello di Serbia e Montenegro fino alla separazione del 2006); infine la Cecoslovacchia si divise nel 1993 in Rep. Ceca e Slovacchia — seppur continuarono a giocare pro tempore come un unico paese fino alle qualificazioni ai mondiali 1994.
  • Questa è stata anche l'ultima edizione dei mondiali in cui una vittoria nel girone eliminatorio valeva 2 punti. Il gioco poco offensivo spinse la FIFA a introdurre la regola dei 3 punti in occasione dei mondiali del 1994.
  • Questa è stata l'ultima coppa del mondo in cui gli arbitri indossavano principalmente la tradizionale casacca nera: a partire dal 1994, gli arbitri possono scegliere altri colori per evitare di confondersi con le squadre in campo; questa regola viene seguita dal 1994, sebbene il nero sia diventato un'opzione dal 1998. Una casacca rossa di riserva, comunque, esisteva già nei mondiali precedenti, e fu indossata nelle due partite in cui la Scozia indossava le tradizionali casacche color blu scuro, per evitare confusione tra colori.
  • Per l'ultima volta i giocatori di un campionato mondiale ebbero soltanto un numero stampato sul retro delle maglie. Essi avrebbero infatti avuto anche il nome sulla schiena, scritto sopra il numero, e anche quest'ultimo riportato in piccolo sul petto, a partire dal 1994 — i numeri sul busto erano già stati sperimentati nel campionato mondiale di calcio Under-20 1991 in Portogallo.
  • Questa è stata anche l'ultima edizione dei mondiali in cui le nazionali potevano convocare per le partite ufficiali fino a un massimo di 16 calciatori (11 titolari più 5 riserve), con la conseguenza che 6 calciatori della rosa finivano in tribuna. Dalla successiva edizione dei mondiali, ciascuna squadra poteva convocare per le partite tutta la rosa a disposizione (11 titolari più 11 riserve), inaugurando così il fenomeno della "panchina lunga".

NoteModifica

  1. ^ «Italia Novanta» di calcio è nata stamane, in Stampa Sera, 13 novembre 1990, p. 1.
  2. ^ Mondiale, la paura non fa 90, in La Stampa, 1º maggio 1988, p. 25.
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BibliografiaModifica

  • Adalberto Bortolotti, I campionati mondiali, in Enciclopedia dello Sport – Calcio, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2002.

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