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Lucas Pouille
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Lucas Pouille nel 2016 agli US Open
Nazionalità Francia Francia
Altezza 185 cm
Peso 81 kg
Tennis Tennis pictogram.svg
Carriera
Singolare1
Vittorie/sconfitte 115 - 89 (56,37%)
Titoli vinti 5
Miglior ranking 10º (19 marzo 2018)
Ranking attuale 30º (29 luglio 2019)
Risultati nei tornei del Grande Slam
Australia Australian Open SF (2019)
Francia Roland Garros 3T (2017, 2018)
Regno Unito Wimbledon QF (2016)
Stati Uniti US Open QF (2016)
Doppio1
Vittorie/sconfitte 21 - 43 (32,81%)
Titoli vinti 0
Miglior ranking 79° (11 aprile 2016)
Ranking attuale 202º (28 gennaio 2019)
Risultati nei tornei del Grande Slam
Australia Australian Open SF (2016)
Francia Roland Garros 2T (2015)
Regno Unito Wimbledon 1T (2015, 2016)
Stati Uniti US Open 2T (2015)
Palmarès
2017 Coppa Davis Francia Francia
1 Dati relativi al circuito maggiore professionistico.
Statistiche aggiornate al 23 gennaio 2019

Lucas Pouille (Grande-Synthe, 23 febbraio 1994) è un tennista francese.

Il suo miglior risultato a livello individuale è la semifinale agli Australian Open, raggiunta nel 2019.

Con la nazionale francese, ha conquistato l'edizione 2017 della Coppa Davis.

Indice

BiografiaModifica

Nasce da padre francese e madre finlandese e ha due fratelli.[1] Consegue la Maturità ES durante la carriera Juniores.[2]

La madre, Lena Stenlund, finlandese di Närpes, parla svedese come il 90% della popolazione di quel comune e come il 5% dei finlandesi. Durante l’infanzia, Lucas Pouille andava in Finlandia due volte all'anno. I genitori si conobbero nel Regno Unito. Il padre Pascal lavorava sulla rotta Francia-Regno Unito per la compagnia di navigazione Åland. La famiglia si stabilì a Loon-Plage nei pressi di Dunkerque e all'inizio comunicava con Lucas anche in inglese. A duecento metri dalla loro casa venne costruito il circolo di tennis TC Loon-Plage.[3] Allenato inizialmente da Christophe Zonnekynd, fu preso sotto l’ala della federazione tennis francese in un centro nell'ovest del paese. Fino all'età di diciotto anni, Pouille possedeva anche il passaporto finlandese, ma avendo rifiutato di svolgere il servizio di leva obbligatorio, non poté mantenere la nazionalità.

Nel febbraio 2015, lascia Parigi per risiedere e allenarsi a Dubai, per ragioni fiscali e per le buone condizioni di allenamento.

CarrieraModifica

2010-2015: debutto nel circuito e ascesa nel rankingModifica

Lucas Pouille debutta nel tennis all'età di otto anni nel circolo tennis di Loon-Plage. Tre anni dopo, aderisce al programma di formazione della federazione francese trascorrendo tre anni al polo di Poitiers e tre anni all'INSEP. Campione di Francia 13/14 nel 2008, inizia la carriera professionistica partecipando alle qualificazioni del Challenger di St. Brieuc nel 2010, dove esce al secondo turno. Quello stesso anno raggiunge anche il secondo turno del Roland Garros Juniores.

Nel 2011, giunge ai quarti di finale dell’Australian Open Juniores, sconfitto dal giocatore di casa Luke Saville, che lo eliminerà anche nel secondo turno dello stesso torneo l'anno successivo. Non potendo partecipare al Roland Garros Juniores a causa di un infortunio, termina la stagione al 23º posto della classifica Juniores.

Nel 2012, gioca soprattutto nel circuito Future raggiungendo la finale dello Sweden F3 a Båstad e del Serbia F14 a Sokobanja e, soprattutto, conquistando i tornei Mexico F13 e F14, entrambi disputati a Mérida, inanellando 10 vittorie consecutive.

La sua prima esperienza in una prova del Grande Slam, lo vede sconfitto al secondo turno di qualificazione degli Australian Open 2013 per mano del belga Ruben Bemelmans. Riceve una wild-card ai tornei di Montpellier e Marsiglia, dove incassa due sconfitte al primo turno, rispettivamente dal serbo Viktor Troicki e dal connazionale Julien Benneteau. Dopo essere giunto in finale al Future Vietnam F1, si aggiudica il Future Vietnam F3, superando in finale il connazionale Mathias Bourgue. Giunge per la prima volta ai quarti di finale nel circuito Challenger al torneo di Samarcanda, battuto dallo spagnolo Pere Riba.

Grazie a una wild-card concessagli dagli organizzatori del Roland Garros, fa il suo debutto assoluto nel tabellone principale di un torneo del Grande Slam, dove vince il suo primo incontro nel circuito maggiore imponendosi sulla wild-card statunitense Alex Kuznetsov per 6-1, 7-6, 6-2. Al secondo turno viene sconfitto in 3 set dal bulgaro Grigor Dimitrov. Nel Challenger di Kazan si spinge in semifinale dopo aver ottenuto, negli ottavi, la sua prima vittoria in carriera contro un Top 100, il russo Evgeny Donskoy, n° 78 del ranking ATP.

Per preparare la stagione 2014, Pouille svolge uno stage di una settimana in Svizzera insieme a Stan Wawrinka, n° 8 del ranking ATP. Riceve una wild-card agli Australian Open ed esce al primo turno in quattro set per opera del serbo Dušan Lajović. La prima parte della stagione è caratterizzata anche da quattro partecipazioni ai quarti di finale nel circuito Challenger, grazie alle quali sale al n° 173 della classifica mondiale. Durante i mesi di marzo e aprile resta fuori dalle gare per un infortunio agli addominali.

Nella sua prima esperienza in un torneo di categoria Masters 1000, si ferma al primo turno di qualificazioni sulla terra battuta di Madrid, sconfitto dal russo Teymuraz Gabashvili. Sul rosso del torneo ATP 250 di Nizza supera invece il tabellone cadetto e al primo turno del main draw viene estromesso dal connazionale Paul-Henri Mathieu. Al Roland Garros beneficia nuovamente di una wild-card per il tabellone principale e viene battuto al primo turno dall'argentino Juan Mónaco in tre set.

Un infortunio al polso lo tiene lontano dai campi da luglio a settembre. Al rientro alle gare raggiunge subito la semifinale al Challenger di Stettino, seguita dalla sua prima finale nello stesso circuito al torneo di Meknes, dove perde in tre set contro il belga Kimmer Coppejans, dopo aver sconfitto per la seconda volta in carriera, un Top 100, lo spagnolo Pablo Carreño Busta, n° 63 della classifica ATP, nei quarti di finale.

Nel mese di ottobre esordisce nel tabellone principale di un torneo Masters 1000 superando le qualificazioni del torneo di Parigi-Bercy, battendo lo statunitense Steve Johnson e l’ex connazionale Jarkko Nieminen. Al primo turno ottiene la prima vittoria a questo livello battendo per la prima volta un Top 50, il croato Ivo Karlović, n° 27 del mondo, in un incontro che Pouille descrive come "la sua vittoria più bella".[4] Al secondo turno si impone in tre set sul n° 20 del mondo, l’italiano Fabio Fognini, prima di essere eliminato, negli ottavi, dal secondo giocatore del ranking, lo svizzero Roger Federer. Durante il torneo, il suo allenatore evidenzia i progressi compiuti da Pouille in termini di impegno e capacità di spostamento in campo.[5]

Chiude il 2014 con la sconfitta contro il tedesco Tobias Kamke nei quarti di finale del Challenger di Mouilleron-le-Captif, al n° 133 della classifica mondiale.

Inizia la stagione 2015 con l’eliminazione al primo turno delle qualificazioni del torneo ATP 250 di Brisbane. Sul cemento del 250 di Auckland, nonostante l’eliminazione al turno decisivo per mano del ceco Jiří Veselý, futuro vincitore del torneo, Pouille viene ripescato nel tabellone principale come lucky loser grazie al forfait dello spagnolo Tommy Robredo, testa di serie n° 1.[6] Beneficia quindi di un bye al primo turno e negli ottavi di finale sconfigge in due set la wild-card neozelandese Michael Venus. Sempre in due set, si impone nei quarti sullo spagnolo Albert Ramos-Vinolas, raggiungendo la sua prima semifinale ATP dove viene sconfitto in tre set dal connazionale Adrian Mannarino.

Sale così alla posizione n° 117 della classifica mondiale.[7]

Riceve una wild-card anche per l’edizione 2015 degli Australian Open,[8] dove al primo turno si trova di fronte al connazionale Gaël Monfils, e nonostante due set di vantaggio, finisce per arrendersi in cinque partite.

Tornato in Europa, prende parte al torneo ATP 250 di Montpellier, disputato su cemento indoor, dove supera il primo turno in due set a spese del russo Aleksandr Kudrjavcev prima di arrendersi negli ottavi di finale, in due partite, al connazionale Richard Gasquet. Supera le qualificazioni a Dubai e al primo turno del main draw viene eliminato in due set dall'italiano Simone Bolelli. Al torneo di Monte Carlo, sua prima esperienza in un Masters 1000 su terra battuta, entra in tabellone grazie a una wild-card concessa dagli organizzatori e sconfigge al primo turno l’austriaco Dominic Thiem col punteggio di 6-4, 6-4. Nei sedicesimi, si inchina allo spagnolo Rafael Nadal, n° 5 del mondo, che gli concede soltanto tre giochi.

Il 20 aprile 2015 entra per la prima volta nella Top 100 della classifica mondiale, alla posizione n° 98, che gli assicura l’ingresso nel tabellone principale del torneo di Wimbledon.

Riceve la terza wild-card consecutiva al Roland-Garros, durante il quale viene ufficialmente annunciata una collaborazione già in corso da diversi mesi tra Pouille e Yannick Noah.[9] Pouille viene sconfitto al primo turno in quattro set dal francese Gilles Simon. Al termine del torneo, abbandona la Nike, firmando un contratto con il marchio sportivo Adidas.[10]

Al primo turno del torneo di Wimbledon, si arrende in quattro set al sudafricano Kevin Anderson.

Il 27 luglio 2015 sale al n° 85 della classifica ATP.

Alla prima esperienza in un torneo ATP 500, sulla terra rossa di Amburgo, entra nel tabellone principale passando attraverso le qualificazioni dove elimina, sempre in tre set, gli argentini Carlos Berlocq e Renzo Olivo. Nel primo turno del main draw supera il qualificato spagnolo Íñigo Cervantes in due set. Negli ottavi dispone, sempre in due set, di Juan Mónaco e nei quarti di finale ottiene la prima vittoria ATP contro un connazionale, Benoit Paire, ancora in due set, raggiungendo la seconda semifinale in carriera,[11] dove viene sconfitto in due partite da Fabio Fognini.

In classifica sale così alla posizione n° 64.

Prende poi parte alla campagna sul cemento nordamericano, che comincia con la clamorosa eliminazione al turno decisivo delle qualificazioni del torneo ATP 250 di Winston-Salem, contro lo statunitense Sekou Bangoura, n° 435 del mondo. Alla sua prima partecipazione nel tabellone principale degli US Open esce di scena al primo turno, in quattro set, contro Evgeny Donskoy, che vendica la sconfitta subita a Kazan.

Quasi un mese più tardi, Pouille giunge ai quarti di finale sul cemento indoor di San Pietroburgo, grazie ai successi sul lituano Ricardas Berankis, in tre set, e sul polacco Jerzy Janowicz, in due. A interromperne il cammino è lo spagnolo Roberto Bautista Agut che lo supera in due partite. Dopo la sconfitta al primo turno subita sul cemento outdoor dell’ATP 250 di Shenzhen, contro Adrian Mannarino, che gli concede soltanto 3 giochi, giunge ai quarti di finale sul cemento indoor dell’ATP 250 di Mosca, sfruttando il ritiro di Simone Bolelli al primo turno, e sconfiggendo in due set lo spagnolo Daniel Gimeno Traver negli ottavi, prima di capitolare per la seconda volta in un mese in due set a Roberto Bautista Agut. Grazie a un invito degli organizzatori partecipa per la seconda volta al Masters 1000 di Parigi-Bercy, dove viene battuto al primo turno dal connazionale Jérémy Chardy. Conclude la stagione raggiungendo la finale al Challenger di Mouilleron-le-Captif, dove viene sconfitto da Benoît Paire al tie-break del terzo set, in un rocambolesco incontro in cui Pouille manca un match-point.[12]

In dicembre, Pouille ingaggia il preparatore atletico Pascal Valentini.

Chiude l’anno alla posizione n° 78 del ranking mondiale.[13]

2016: quarti a Wimbledon e US Open, 1º titolo ATP e Top 20Modifica

Inizia la stagione dal torneo di Brisbane dove evita le qualificazioni grazie al forfait dello statunitense Sam Querrey. Al primo turno sconfigge il qualificato giapponese Yoshihito Nishioka e negli ottavi batte per la prima volta in carriera un Top 20, eliminando in tre set il belga David Goffin, n° 16 del mondo. Nei quarti si arrende al canadese Milos Raonic, futuro vincitore del torneo, che sarà suo giustiziere anche al primo turno degli Australian Open. Nel torneo di doppio del Major australiano, Pouille ottiene il suo miglior risultato in questa specialità a livello di Grande Slam, raggiungendo la semifinale in coppia con Adrian Mannarino, dove viene battuto dalla coppia formata dal britannico Jamie Murray e dal brasiliano Bruno Soares.

Alla sua prima esperienza al Masters 1000 di Indian Wells esce di scena al primo turno per mano del croato Borna Ćorić, mentre, al debutto assoluto al Masters 1000 di Miami, supera i primi due turni, sempre in due set, a spese rispettivamente del russo Teymuraz Gabashvili e dello spagnolo Guillermo Garcia-Lopez. Nei sedicesimi di finale ottiene la sua prima vittoria in carriera contro un Top 10, sconfiggendo in tre set lo spagnolo David Ferrer, n° 8 del mondo, dopo 2 ore e 45 minuti di battaglia. Negli ottavi paga le fatiche del turno precedente crollando in meno di un’ora contro Gilles Simon, che gli concede soltanto un gioco.

La sua stagione sul rosso prende il via dal Masters 1000 di Monte Carlo, dove entra nel tabellone principale grazie a una wild-card. Al primo turno supera il connazionale Nicolas Mahut in due set. Nei sedicesimi batte per la seconda volta in carriera un top 10, estromettendo, in tre set, Richard Gasquet, n° 10 del mondo. Si qualifica così per la seconda volta consecutiva agli ottavi di finale di un torneo Masters 1000, dove affronta un altro francese, Jo-Wilfried Tsonga, n° 9 del mondo, che lo elimina in due set. Prosegue la positiva stagione sul rosso al torneo ATP 250 di Bucarest, dove, dopo aver battuto il serbo Dušan Lajović al primo turno, sconfigge nuovamente Ivo Karlović, in due set. Nei quarti di finale elimina l'italiano Paolo Lorenzi, in tre partite, approdando per la terza volta a una semifinale ATP, dove, stavolta, riesce ad avere la meglio, in due set, sull'argentino Federico Delbonis, staccando il biglietto per la prima finale della sua carriera nel circuito maggiore. Nell'ultimo atto, disputatosi il lunedì a causa delle avverse condizioni climatiche, Fernando Verdasco gli impedisce di sollevare il primo trofeo ATP, imponendosi in due set.

Al Masters 1000 di Madrid, Pouille entra in tabellone superando le qualificazioni, grazie ai successi sul lettone Ernests Gulbis e lo spagnolo Adrian Menendez-Maceiras. Al primo turno sconfigge nuovamente David Goffin, al tie-break del set decisivo, dopo aver annullato quattro match-point. Al secondo turno viene eliminato in tre set da Sam Querrey. Approfittando del forfait di Jo-Wilfried Tsonga, entra nel tabellone principale degli Internazionali d’Italia come lucky loser, dopo essere stato sconfitto nelle qualificazioni dal kazako Mikhail Kukushkin in due set. Grazie alla testa di serie n° 7 di cui era accreditato Tsonga, Pouille gode di un bye al primo turno. Nei sedicesimi di finale trova Ernests Gulbis, che supera nuovamente, in rimonta, dopo essere stato in svantaggio di un set e di un break. Negli ottavi sconfigge per la seconda volta in altrettante sfide dirette David Ferrer, n° 9 del mondo, in due set, ottenendo la terza vittoria in carriera contro un Top 10. Nei quarti sfrutta il forfait per infortunio di Juan Mónaco, qualificandosi senza giocare alla sua prima semifinale di un torneo Masters 1000, dove trova il n° 3 del mondo, il britannico Andy Murray, futuro vincitore del torneo, che gli lascia soltanto 3 giochi.

Grazie a questi risultati entra per la prima volta nella Top 50, al 31º posto del ranking ATP.

Al suo quarto Roland Garros, la prima prova del Grande Slam da lui disputata come testa di serie, elimina al primo turno il connazionale Julien Benneteau, in 4 set, ma al secondo esce di scena a sorpresa, in tre set, contro lo slovacco Andrej Martin.

Arriva a Wimbledon senza grandi punti di riferimento sull'erba, dopo due eliminazioni al primo turno nei tornei di Stoccarda e Halle dove i suoi giustizieri sono, rispettivamente, l’australiano John Millman e il giapponese Kei Nishikori.

Alla sua seconda partecipazione al Major di Londra, Pouille supera il primo turno a spese del qualificato romeno Marius Copil, in quattro set, prima di eliminare lo statunitense Donald Young in tre partite, e nel terzo turno, l'argentino Juan Martin Del Potro, in quattro. Nonostante un infortunio al piede occorsogli all'inizio del secondo set, si impone in cinque partite sull'australiano Bernard Tomic per 10-8 al quinto set, raggiungendo per la prima volta in carriera i quarti di finale di un torneo del Grande Slam. La sua corsa si ferma contro il n° 9 del mondo Tomáš Berdych, che lo sconfigge in tre set.

Per la prima volta in carriera, viene convocato in Coppa Davis da Yannick Noah, per disputare i quarti di finale vinti dalla Francia sulla Repubblica Ceca, disputati sulla terra battuta della Werk Arena di Trinec. Pouille vince il secondo singolare in 3 set contro Jiří Veselý, portando la sua squadra in parità sull'1 a 1.

Vince il suo primo incontro in carriera agli US Open sconfiggendo il russo Mikhail Kukushkin in quattro set. Al secondo turno elimina il qualificato svizzero Marco Chiudinelli dopo essere stato a due punti dalla sconfitta e, per la prima volta in carriera, vince un incontro in cui era in svantaggio di due set. Sempre in cinque set, elimina Roberto Bautista-Agut, rimontando stavolta uno svantaggio di due set a uno e qualificandosi per la prima volta agli ottavi di finale dello Slam newyorkese, dove il tabellone gli propone il n° 5 del mondo Rafael Nadal che Pouille supera, ancora in cinque set, dopo oltre quattro di gioco, in quella che definisce una "vittoria leggendaria".[14] Pouille diventa così il primo francese a sconfiggere Rafael Nadal al quinto set. Nei quarti di finale si arrende nettamente a Gaël Monfils in tre partite.

Dal 16 al 18 settembre, per la semifinale del Gruppo Mondiale di Coppa Davis, la Francia viene sconfitta dalla Croazia sul cemento indoor della Kresimir Cosic Hall di Zadar. Pouille viene sconfitto in 4 set da Marin Cilic e, a risultato ormai acquisito a favore della Croazia, supera in due set Marin Draganja.

Accreditato della testa di serie n° 3, Pouille partecipa all'ATP 250 di Metz, dove beneficia di un bye al primo turno. Supera, sempre in tre set, i connazionali Pierre-Hugues Herbert e Julien Benneteau approdando in semifinale, dove sconfigge David Goffin e giunge per la seconda volta in finale nel circuito maggiore. Nel capitolo conclusivo, sconfigge il n° 10 del mondo Dominic Thiem col punteggio di 7-6, 6-2 conquistando il suo primo titolo ATP e portando il proprio ranking mondiale alla posizione n° 16.

Prende parte allo swing asiatico disputando l’ATP 500 di Pechino dove elimina in due set la wild-card taiwanese Yen Hsun Lu, prima di arrendersi, negli ottavi, a Grigor Dimitrov, in tre set.

Alla sua prima partecipazione al Masters 1000 di Shanghai, supera gli spagnoli Fernando Verdasco e Nicolás Almagro in due set, prima di cedere a Andy Murray, sempre in due partite.

Tornato in Europa, disputa l’ATP 500 sul cemento indoor di Vienna dove esce di scena al primo turno per mano dello spagnolo Feliciano Lopez, in tre set. Alla vigilia dell’ultimo torneo dell’anno nutre ancora qualche sottile speranza di qualificarsi per le ATP Finals di fine anno ma, dopo aver vendicato la sconfitta subita a Vienna da Feliciano Lopez, perde nettamente in due set contro Andy Murray, che gli concede appena 3 giochi.

Chiude la stagione al 15º posto del ranking ATP, e viene decretato Most Improved Player agli ATP World Tour Awards 2016.

2017: vittoria in Davis, 3 titoli ATPModifica

Inizia la stagione con una vittoria su Gilles Simon in due tie-break nel primo turno del torneo di Brisbane, ma al secondo deve abbandonare per un infortunio all'alluce destro subito durante l’incontro con il britannico Kyle Edmund, quando era già in svantaggio di un set e di un break. Lo stesso problema lo porta alla sconfitta in quattro set al primo turno degli Australian Open contro il qualificato kazako Aleksandr Bublik.

Nuova sconfitta al primo turno anche al torneo ATP 500 di Rotterdam per mano del tedesco Philipp Kohlschreiber, in due set. Sul cemento indoor del torneo ATP 250 di Marsiglia, supera i primi turni contro il britannico Aljaž Bedene e il russo Daniil Medvedev. In semifinale, sconfigge in due set Richard Gasquet, raggiungendo la terza finale in carriera, dove si arrende in due partite a Jo-Wilfried Tsonga.

La settimana successiva prende parte al torneo ATP 500 di Dubai, dove, accreditato della testa di serie n° 7, supera il primo turno a spese del ceco Adam Pavlasek. Negli ottavi ha ragione del qualificato Marius Copil, mentre, nei quarti, deve ricorrere al tie-break del set decisivo per spuntarla su Evgeny Donskoy, anch'egli proveniente dalle qualificazioni. La semifinale lo vede soccombere a Andy Murray, per la quarta volta in altrettante sfide dirette.

Alla sua seconda presenza al Masters 1000 di Indian Wells ottiene la sua prima vittoria nel torneo, a spese del tedesco Jan-Lennard Struff, in due set. Nei sedicesimi, si arrende a sorpresa allo statunitense Donald Young, contro il quale inciampa, in due partite, anche al primo turno del successivo Masters 1000 di Miami.

Dal 7 al 10 aprile aprile, sulla terra rossa indoor della Kindarena di Rouen, con la vittoria nel primo singolare su Kyle Edmund, in tre set, Pouille contribuisce alla qualificazione in semifinale della Francia, che elimina la Gran Bretagna per 4-1 nei quarti di finale del Gruppo Mondiale di Coppa Davis.

Sulla terra battuta del Masters 1000 di Monte Carlo, Pouille è testa di serie n° 11 ed entra per la prima volta in tabellone in virtù della posizione in classifica. Giunge nei quarti di finale senza perdere un set, eliminando in successione lo statunitense Ryan Harrison, Paolo Lorenzi e Adrian Mannarino, quest'ultimo ritiratosi nel corso della prima partita. Il primo set del torneo lo perde contro l’uruguaiano Pablo Cuevas, che aveva servito per il match nel set decisivo. Nella sua seconda semifinale a livello di Masters 1000, si inchina in tre set alla rivelazione del torneo, lo spagnolo Albert Ramos-Viñolas.

La settimana successiva è di scena sulla terra battuta dell’ATP 250 di Budapest, dove, accreditato per la prima volta nel circuito maggiore della testa di serie n° 1, conquista il secondo titolo in carriera, il primo sul rosso. Al primo turno beneficia di un bye e all'esordio elimina Jiří Veselý. Nei quarti di finale supera lo slovacco Martin Klizan. Paolo Lorenzi è l’unico a strappargli un set, in semifinale, mentre nella sua quarta finale ATP, Pouille dispone di Aljaž Bedene in due partite.

Dopo due eliminazioni al primo turno nei Masters 1000 di Madrid e Roma, Pouille partecipa per la quinta volta al Roland-Garros. Come nell'edizione precedente, al primo turno trova Julien Benneteau contro il quale, stavolta, la spunta soltanto al quinto set. Al turno successivo, elimina in tre set il brasiliano Thomaz Bellucci, qualificandosi per i sedicesimi di finale, dove si arrende al quinto set ad Albert Ramos-Viñolas, dopo essere stato in vantaggio per due set a uno.

Comincia quindi la sua stagione sull'erba, partecipando per la seconda volta al torneo ATP 250 di Stoccarda, dove è testa di serie n° 4 e al turno d’esordio supera in rimonta il tedesco Jan-Lennard Struff, annullandogli un match-point. Nei quarti batte in tre set Philipp Kohlschreiber, finalista dell’edizione precedente. In semifinale, si impone in due set su Benoît Paire, raggiungendo la quinta finale ATP in carriera, la prima sull'erba. Nel capitolo conclusivo trionfa in tre set su Feliciano López, specialista della superficie, conquistando il terzo titolo in carriera, il primo sull'erba.

La settimana seguente, nell’ATP 250 di Halle, batte nuovamente al primo turno in tre set Jan-Lennard Struff, prima di arrendersi in tre partite al tedesco, campione in carica, Florian Mayer.

A Wimbledon, dove deve difendere i quarti raggiunti l’anno precedente, supera il primo turno in quattro set a spese del tunisino Malek Jaziri ma al secondo inciampa su Jerzy Janowicz, che prevale in quattro partite.

Tornando sul cemento, Pouille raccoglie due sconfitte consecutive al primo turno. La prima al torneo ATP 500 di Washington, dove viene sconfitto in due set dalla wild-card statunitense Tommy Paul. Al Masters 1000 di Montreal viene invece fermato all'esordio in due tie-break dallo statunitense Jared Donaldson.

Non partecipa al Masters 1000 di Cincinnati a causa di un fastidio al ginocchio. Agli US Open, non riesce a difendere i quarti raggiunti l'anno precedente, perdendo negli ottavi in quattro set contro l'argentino Diego Schwartzman, dopo aver battuto nei primi tre turni Ruben Bemelmans in tre set, Jared Donaldson in cinque e Mikhail Kukushkin in quattro.

Dal 15 al 17 settembre, nella semifinale del Gruppo Mondiale di Coppa Davis, disputata sulla terra rossa dello Stade Pierre Mauroy di Lilla, la Francia elimina la Serbia per 3-1 nonostante la sconfitta subita in 4 set da Pouille contro Dušan Lajović.

A Metz, dove difende il titolo conquistato l’anno precedente, perde al primo turno contro Marius Copil, in 2 set. Nell’ATP 500 di Pechino, sfiora l’exploit contro il n° 1 del mondo Rafael Nadal, perdendo in tre set con due match-point mancati. Nel Masters 1000 di Shanghai, si ferma ai sedicesimi di finale dove viene sconfitto in due set da Fabio Fognini, dopo aver sconfitto al primo turno il russo Daniil Medvedev, sempre in due partite.

Nell'ATP 500 di Vienna, supera in due set la wild-card locale Sebastian Ofner e il qualificato Guillermo García-López. Nei quarti di finale sconfigge per la terza volta consecutiva Richard Gasquet. In semifinale perde l’unico set del torneo, contro Kyle Edmund. Nell'ultimo atto, batte per la prima volta in carriera Jo-Wilfried Tsonga, conquistando il quarto titolo ATP in carriera, il primo di categoria ATP 500.

Nel Masters 1000 di Parigi-Bercy, si ferma agli ottavi di finale contro l'americano Jack Sock, futuro vincitore del torneo, dopo aver eliminato al primo turno Feliciano López in due set.

Convocato per la finale di Coppa Davis contro il Belgio, disputata dal 24 al 26 novembre sul cemento dello Stade Pierre Mauroy di Lilla, perde il primo singolare, in tre set, contro il n° 7 del mondo, David Goffin. Con le due formazioni in parità sul 2-2, Pouille regala alla Francia il trionfo in Coppa Davis grazie alla vittoria nell'incontro decisivo contro Steve Darcis, al quale concede soltanto quattro giochi.[15]

2018: titolo ATP e Top 10Modifica

Inizia la sua stagione ufficiale dall'Australian Open, dove perde per la quinta volta consecutiva al primo turno, contro il belga Ruben Bemelmans che, in cinque set, vendica la sconfitta subita l’anno precedente agli US Open.

L'11 febbraio, sul cemento indoor dell’ATP 250 di Montpellier, Pouille conquista il quinto titolo in carriera aggiudicandosi per la prima volta il torneo, battendo in finale Richard Gasquet. Nei primi due turni, aveva sconfitto lo spagnolo Carlos Taberner e Benoit Paire. In semifinale, aveva avuto ragione di Jo-Wilfried Tsonga, ritiratosi sul 5-5 del secondo set dopo aver avuto due match-point a disposizione. La settimana successiva, nella sua seconda presenza sul cemento indoor dell’ATP 500 di Rotterdam, esce nuovamente di scena al primo turno, per mano del russo Andrey Rublev. Nell'ATP 250 di Marsiglia riesce a difendere i punti conquistati grazie alla finale raggiunta nell'edizione precedente, eliminando Pierre-Hugues Herbert, Filip Krajinović e il qualificato bielorusso Ilya Ivashka. La sua seconda sconfitta consecutiva nel torneo è firmata da Karen Khachanov, che si impone in 3 set. Due giorni dopo, sul cemento outdoor del torneo ATP 500 di Dubai, elimina l'ex top 10 lettone Ernests Gulbis in 2 set, per poi vendicare, in tre partite, la sconfitta subita la settimana precedente da Karen Khachanov, raggiungendo la terza finale ATP in meno di un mese, grazie ai successi sul giapponese Yuichi Sugita in tre set e Filip Krajinović, al tie-break del set decisivo. La sconfitta in finale arriva stavolta per opera di Roberto Bautista-Agut, che gli impedisce l’ingresso tra i primi 10 giocatori della classifica mondiale. Sale, comunque, per la prima volta al n° 12 del ranking ATP.

A marzo, partecipa per la terza volta al Masters 1000 di Indian Wells, dove viene subito sconfitto in due set dal qualificato indiano Yuki Bhambri. Nonostante la sconfitta al primo turno, grazie al forfait di Stan Wawrinka, finalista dell’edizione precedente, e alla sconfitta subita da Sam Querrey nei quarti di finale, Pouille raggiunge il suo best ranking, entrando per la prima volta nella TOP 10 il giorno successivo alla conclusione dal torneo. Si ritira quindi dal Masters 1000 di Miami per preparare al meglio la stagione sul rosso, ed esce dai primi 10 del mondo ad appena una settimana dal suo ingresso.

Ad aprile, vince i suoi due singolari nella sfida di quarti di finale di Coppa Davis tra Francia e Italia, disputati sulla terra rossa del Valletta Cambiaso Asd di Genova, sconfiggendo Andreas Seppi in cinque set e Fabio Fognini in quattro, regalando alla sua squadra la qualificazione alle semifinali del Gruppo Mondiale.

Al Masters 1000 di Monte Carlo, viene eliminato al primo turno dal tedesco Mischa Zverev, in tre set e, una settimana più tardi, dopo aver beneficiato di un bye, esce al turno d’esordio sulla terra rossa dell’ATP 250 di Budapest, per mano dell’australiano John Millman, futuro finalista del torneo. Al suo sesto Roland Garros non va oltre il primo turno cedendo in tre set a Karen Khachanov.

Sull'erba dell’ATP 250 di Stoccarda, dove è campione uscente, si ferma in semifinale sconfitto in due set da Milos Raonic. Al torneo ATP 500 di Halle, viene sconfitto al primo turno dal greco Stefanos Tsitsipas. La sua stagione sull'erba si conclude con la quarta partecipazione al torneo di Wimbledon, dove supera all'esordio lo statunitense Denis Kudla, in quattro set, prima di inchinarsi, in cinque partite, all'austriaco Dennis Novak.

Dopo quasi un mese, Pouille inizia lo swing estivo sul cemento outdoor nordamericano, che prende il via dalla sua seconda partecipazione all’ATP 500 di Washington, dove supera al primo turno il qualificato francese Vincent Millot, ritiratosi per un infortunio nel corso del terzo set, per poi cedere a Denis Kudla, che vendica, al tie-break del terzo set, la sconfitta subita a Wimbledon. Nel Masters 1000 di Toronto inciampa al primo turno, in due set, sulla wild-card canadese Felix Auger-Aliassime. Al primo turno del Masters 1000 di Cincinnati sconfigge in tre set Andy Murray, ex n° 1 del mondo e reduce da un infortunio, per poi arrendersi nei sedicesimi a Leonardo Mayer. Ai suoi quarti US Open, Pouille viene eliminato al terzo turno dal portoghese João Sousa in quattro set, senza aver mai superato la seconda settimana in nessun torneo dello Slam nella stagione.

Nella semifinale del Gruppo Mondiale di Coppa Davis disputata contro la Spagna sul cemento dello Stade Pierre Mauroy di Lilla, supera in cinque set Roberto Bautista Agut contribuendo al successo per 3-2 della sua squadra, che giunge per seconda volta consecutiva in finale in questa manifestazione.

Non partecipa allo swing asiatico e prende parte per la prima volta all’ATP 250 di Stoccolma, dove lo statunitense Tennys Sandgren lo elimina al turno d’esordio. Prende poi parte all'ATP 500 di Vienna, dove è campione uscente ma riesce a battere soltanto Philipp Kohlschreiber, in tre set, prima di uscire di scena per opera di Borna Coric, che lo elimina in rimonta. La sua quinta partecipazione al Masters 1000 di Parigi-Bercy lo vede uscire per la seconda volta in carriera al primo turno. A sconfiggerlo è Gilles Simon, che si impone in due partite.

Nella finale di Coppa Davis disputata dal 23 al 25 novembre tra Francia e Croazia, sul cemento dello Stade Pierre Mauroy di Lilla, Pouille perde il suo incontro di singolare, a risultato ormai acquisito a favore dei croati, contro il n° 7 del mondo Marin Cilic, in tre set.

Il 6 dicembre 2018, annuncia che sarà Amélie Mauresmo il suo nuovo coach a partire dal 2019.

Conclude la stagione alla posizione n° 32 del ranking ATP.

2019: prima semifinale SlamModifica

La sua stagione parte dal cemento del torneo ATP 250 di Sydney dove, per mano del qualificato Andrey Rublev, subisce la quarta sconfitta ATP consecutiva, raccogliendo soltanto 5 giochi.

Dopo cinque eliminazioni su altrettante partecipazioni, riesce finalmente a superare un turno agli Australian Open, sconfiggendo per la terza volta su tre Mikhail Kukushkin, in tre partite. Nel turno successivo ha la meglio in quattro set sul tedesco Maximilian Marterer. Nei sedicesimi di finale si impone, sempre in quattro partite, sulla wild-card australiana Alexei Popyrin, mentre la sua vittima negli ottavi è Borna Coric, anch'egli sconfitto in quattro partite. Il successo in quattro set su Milos Raonic spalanca a Pouille le porte della sua prima semifinale in un torneo del Grande Slam. A infrangere il suo sogno di approdare in finale è il serbo Novak Djokovic, n° 1 del mondo e futuro vincitore del torneo, che gli concede appena quattro giochi.

Grazie al risultato ottenuto a Melbourne, risale alla posizione n° 17 della classifica mondiale.

StatisticheModifica

SingolareModifica

Vittorie (5)Modifica

Legenda
Grande Slam (0)
ATP World Tour Finals (0)
ATP Masters 1000 (0)
ATP World Tour 500 (1)
ATP World Tour 250 (4)
Numero Data Torneo Superficie Avversario in finale Punteggio
1. 25 settembre 2016   Open de Moselle, Metz Cemento (i)   Dominic Thiem 7-65, 6-2
2. 30 aprile 2017   Gazprom Hungarian Open, Budapest Terra rossa   Aljaž Bedene 6-3, 6-1
3. 18 giugno 2017   Mercedes Cup, Stoccarda Erba   Feliciano López 4-6, 7-65, 6-4
4. 29 ottobre 2017   Erste Bank Open, Vienna Cemento (i)   Jo-Wilfried Tsonga 6-1, 6-4
5. 11 febbraio 2018   Open Sud de France, Montpellier Cemento (i)   Richard Gasquet 7-62, 6-4

Finali perse (4)Modifica

Legenda
Grande Slam (0)
ATP World Tour Finals (0)
ATP Masters 1000 (0)
ATP World Tour 500 (1)
ATP World Tour 250 (3)
Numero Data Torneo Superficie Avversario in finale Punteggio
1. 25 aprile 2016   BRD Năstase Țiriac Trophy, Bucarest Terra rossa   Fernando Verdasco 3-6, 2-6
2. 26 febbraio 2017   Open 13, Marsiglia (1) Cemento (i)   Jo-Wilfried Tsonga 4-6, 4-6
3. 25 febbraio 2018   Open 13, Marsiglia (2) Cemento (i)   Karen Chačanov 5–7, 3–6, 5-7
4. 3 marzo 2018   Dubai Tennis Championships, Dubai Cemento   Roberto Bautista Agut 3-6, 4-6

Tornei minoriModifica

Vittorie (4)Modifica

Legenda tornei minori
Challenger (0)
Futures (4)
Numero Data Torneo Superficie Avversario in finale Punteggio
1. 11 novembre 2012   Mexico F13, Mérida Cemento   Mathias Bourgue 6-4, 6-1
2. 18 novembre 2012   Mexico F14, Mérida Cemento   Filip Peliwo 6-3, 6-3
3. 14 aprile 2013   Vietnam F3, Ho Chi Minh City Cemento   Mathias Bourgue 7-6, 6-2
4. 21 luglio 2013   Estonia F1, Tallinn Terra battuta   Ivan Nedelko 6-2, 6-1

Finali perse (4)Modifica

Legenda tornei minori
Challenger (1)
Futures (3)
Numero Data Torneo Superficie Avversario in finale Punteggio
1. 20 maggio 2012   Svezia F3, Båstad Terra battuta   Timo Nieminen 6-2, 5-7, 2-6
2. 30 settembre 2012   Serbia F14, Sokobanja Terra battuta   Jozef Kovalík 3-6, 7-5, 4-6
3. 31 marzo 2013   Vietnam F1, Bạc Liêu Cemento   Laurent Recouderc 6-0, 4-6, 6-7
4. 21 settembre 2014   Morocco Tennis Tour, Meknès Terra battuta   Kimmer Coppejans 6-4, 2-6, 2-6

NoteModifica

  1. ^ Lucas Pouille | Overview | ATP Tour | Tennis, su ATP Tour. URL consultato il 23 gennaio 2019.
  2. ^ (FR) De la graine de champion, su SudOuest.fr. URL consultato il 23 gennaio 2019.
  3. ^ (FR) - US Open : la nouvelle star Nordiste Lucas Pouille vue par les siens, su La Voix du Nord. URL consultato il 23 gennaio 2019.
  4. ^ (FR) Pouille : «Ma plus belle victoire» - Fil Info - ATP - Tennis, su Sport24, 2014-10-28CET20:18:57+0100. URL consultato il 23 gennaio 2019.
  5. ^ Tennis - Bercy : avec Lucas Pouille, « on a de grandes ambitions » - La Voix du Nord, su www.lavoixdunord.fr. URL consultato il 23 gennaio 2019.
  6. ^ Adrian Mannarino et Lucas Pouille en quarts de finale, su L'ÉQUIPE. URL consultato il 23 gennaio 2019.
  7. ^ Viktor Troicki, la folle remontée, su L'ÉQUIPE. URL consultato il 23 gennaio 2019.
  8. ^ Lucas Pouille et Océane Dodin invités à l'Open d'Australie, su L'ÉQUIPE. URL consultato il 23 gennaio 2019.
  9. ^ Yannick Noah conseille Lucas Pouille!, su L'ÉQUIPE. URL consultato il 23 gennaio 2019.
  10. ^ (FR) Roland Garros 2015: Adidas s'offre Lucas Pouille, su Sportune, 1º giugno 2015. URL consultato il 23 gennaio 2019.
  11. ^ Hambourg : Lucas Pouille arrête Benoît Paire sur sa lancée, su L'ÉQUIPE. URL consultato il 23 gennaio 2019.
  12. ^ Mouilleron-le-Captif (Challenger) : Benoît Paire domine Lucas Pouille en finale, su L'ÉQUIPE. URL consultato il 23 gennaio 2019.
  13. ^ Lucas Pouille | Rankings History | ATP Tour | Tennis, su ATP Tour. URL consultato il 23 gennaio 2019.
  14. ^ Lucas Pouille s'offre une victoire de légende face à Rafael Nadal en huitième de finale, su Eurosport, 5 settembre 2016. URL consultato il 24 gennaio 2019.
  15. ^ Davis Cup - Draws & Results, su www.daviscup.com. URL consultato il 29 gennaio 2019.

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