Eurovision Song Contest

competizione canora annuale europea
Eurovision Song Contest
Eurovision Song Contest
Concours Eurovision de la chanson
Euro Song Contest.svg
LuogoEuropa
Anni1956 – presente
Frequenzaannuale
Fondato daMarcel Bezençon
Generemusicale
OrganizzazioneUER
Sito ufficialeeurovision.tv

L'Eurovision Song Contest (anche solo Eurovision e spesso abbreviato in ESC; in francese Concours Eurovision de la chanson), precedentemente noto come Eurofestival, è una manifestazione musicale nata nel 1956 organizzata dall'Unione europea di radiodiffusione con sede a Ginevra e ispirata al Festival di Sanremo.

Dalla prima edizione del 1956 il concorso viene trasmesso ogni anno ed è uno dei programmi televisivi più longevi del mondo. È anche l'evento non sportivo più seguito in tutto il mondo[1]: i dati di ascolto degli ultimi anni a livello internazionale sono stati stimati come qualcosa tra 100 milioni e 600 milioni, crescendo enormemente di livello.[2][3]

L'Eurovision è anche stato trasmesso al di fuori dell'Europa in luoghi come Argentina, Australia, Brasile, Canada, Cina, Colombia, Corea del Sud, Egitto, Filippine, Giappone, Giordania, India, Marocco (che ha partecipato una sola volta nel 1980), Messico, Nuova Zelanda, Stati Uniti d'America, Taiwan, Thailandia, Uruguay e Venezuela, nonostante il fatto che non partecipino alla gara (ad eccezione dell'Australia, che partecipa a partire dal 2015) .[4][5][6] Dal 2000 il concorso viene trasmesso anche via internet,[7] e nel 2006 più di 74.000 persone in quasi 140 paesi hanno seguito l'edizione online.[8]

In lingua italiana è stato comunemente usato il termine Eurofestival, mentre le due denominazioni ufficiali in italiano riconosciute dall'Eurovisione sono Gran Premio Eurovisione della Canzone, usata per l'edizione del 1965 tenutasi a Napoli e Concorso Eurovisione della Canzone, usata per l'edizione del 1991 tenutasi a Roma nello studio 15 di Cinecittà.

Il 23 maggio 2015 l'attuale supervisore esecutivo dell'evento, Jon Ola Sand, rivela che l'ESC ha ricevuto il Guinness World Record per essere lo spettacolo musicale televisivo annuale in corso in onda da più anni consecutivi a livello internazionale.[9]

Nell'agosto 2017 viene confermato ufficialmente il lancio dell'Eurovision Asia Song Contest[10], rivolto ai paesi dell'Asia-Pacifico, con la prima edizione prevista nel corso del 2018. Jon Ola Sand ha inoltre annunciato che è in fase di esplorazione la possibilità di creare una versione americana dell'Eurovision Song Contest, sulla scia di quanto fatto per quella asiatica[11].

Indice

StoriaModifica

Idea inizialeModifica

L'Europa soffriva ancora delle ferite della guerra e la televisione stava muovendo i primi passi ma già l'Unione europea di radiodiffusione (successivamente diventata UER) era alla ricerca di un programma televisivo che potesse coinvolgere diverse nazioni. Il comitato creato appositamente, su proposta di Sergio Pugliese, decise di puntare su di una gara canora che prendeva come modello il Festival di Sanremo da trasmettere simultaneamente in tutti i paesi coinvolti, idea che piacque a Marcel Bezençon[12]. Dopo vari incontri in varie sedi, il 19 ottobre 1955 a Roma si stabilì la data in cui avrebbe preso il via il Gran Premio Eurovisione della Canzone detto anche nei paesi anglofoni Eurovision Song Contest[13].

Anni cinquantaModifica

 
Domenico Modugno canta "Nel blu dipinto di blu" per l'Italia all'Eurovision Song Contest 1958

La prima edizione si tenne il 24 maggio 1956 a Lugano, in Svizzera. Vi parteciparono solamente sette paesi europei: i Paesi Bassi, la Svizzera, il Belgio, la Germania Ovest, la Francia, il Lussemburgo e l'Italia. Essi portarono due cantanti (e di conseguenza due canzoni). A trionfare furono i padroni di casa con Refrain di Lys Assia. Regno Unito e Danimarca avrebbero dovuto partecipare ma non rispettarono i termini per l'iscrizione e quindi furono escluse, ciononostante trasmisero ugualmente la manifestazione. Visto che non vigeva ancora la regola per cui è il paese vincitore a dover ospitare l'evento, l'anno successivo il concorso si tenne a Francoforte sul Meno ed entrarono per la prima volta in gara il Regno Unito, la Danimarca e l'Austria. Corry Brokken portò la vittoria ai Paesi Bassi con Net als toen.

A Hilversum (Paesi Bassi) nel 1958 entrò per la prima volta in gara la Svezia, mentre a trionfare fu la Francia con Andrè Claveau. Celebre partecipazione per l'Italia che mandò a difendere i suoi colori Domenico Modugno con il successone dell'anno, Nel blu dipinto di blu. Ancora Modugno a rappresentare l'Italia, questa volta a Cannes nel 1959 con Piove. In quest'anno i Paesi Bassi bissano il successo del 57 con Teddy Scholten; da sottolineare l'ingresso in gara del Principato di Monaco per la prima volta.

Anni sessantaModifica

 
Gigliola Cinquetti vince il concorso nel 1964, con la canzone "Non ho l'età", sancendo la prima vittoria italiana

Cominciano gli anni '60 e a Londra si impone per la seconda volta la Francia con Tom Pillibi di Jacqueline Boyer mentre entra per la prima volta in gara la Norvegia. La Francia sceglie ancora una volta Cannes come sede dell'evento e il 18 marzo 1961 Jean-Claude Pascal porta la vittoria a Lussemburgo: da sottolineare l'ingresso nella competizione di Spagna, Finlandia e Jugoslavia. A Lussemburgo nel '62 la Francia si riprende il titolo grazie a Isabelle Aubret. Arriva il 1963 e alla BBC Television Centre di Londra questa volta a trionfare è la Danimarca di Grethe & Jørgen Ingman. Copenaghen fortunata per l'Italia nel 1964 che, con la giovane Gigliola Cinquetti, strappa la sua prima vittoria al festival. Il titolo del brano vincitore era Non ho l'età (Per amarti) e per la prima volta entra in gara il Portogallo. Napoli capitale della musica europea nel 1965 vede il trionfo di France Gall per il Lussemburgo e ospita la prima apparizione al festival dell'Irlanda.

Villa Louvigny è stata la sede dell'ESC nel 1966, per la 3º volta in gara per l'Italia c'è Domenico Modugno che canta Dio come ti amo, ma a vincere sarà l'Austria con Udo Jürgens. A Vienna l'anno successivo Sandie Shaw regala una grande emozione al Regno Unito portando la vittoria a casa propria. Londra nel '68 funge da capitale della musica europea e con Massiel arriva il primo successo spagnolo, che spalanca a Madrid l'organizzazione dell'evento per l'anno successivo. Al Teatro Real di Madrid non era in gara l'Austria, rifiutandosi di partecipare alla competizione in un paese governato da dittatura fascista. Alla fine delle votazioni, per la prima e unica volta si classificarono al primo posto con 18 punti ben quattro nazioni: Spagna, Paesi Bassi, Francia e Regno Unito. Visto che non è contemplata nel regolamento questa eventualità si procedette a premiare i quattro paesi, creando scompiglio visto che mancavano fisicamente i trofei e le medaglie per premiare tutti i cantanti e gli autori delle canzoni vincitrici.

Anni settantaModifica

 
Gli ABBA vincono per la Svezia nel 1974, iniziando una carriera internazionale

Arrivano gli anni '70 e ad Amsterdam a vincere è Dana per l'Irlanda: ritiro a sorpresa per il Portogallo che doveva partecipare con Onde vais rio que eu canto cantata da Sérgio Borges. A Dublino l'anno successivo entrerà in gara per la prima volta Malta, mentre a vincere sarà Séverine per Monaco. L'anno successivo a Edimburgo si riafferma per la terza volta il Lussemburgo con Vicky Léandros. Dunque è ancora Lussemburgo a ospitare l'evento il 7 aprile del 1973 trionfando ancora, questa volta con il capolavoro di Anne-Marie David, Tu te reconnaîtras. Nel 1974 l'evento fu ospitato dalla città di Brighton (Regno Unito) e vide il ritiro della Francia per l'improvvisa morte dell'allora presidente della Repubblica.

A vincere fu per la prima volta la Svezia con gli ABBA che precedettero la vincitrice del '64, Gigliola Cinquetti, che presentava il brano : in quest'anno inoltre debutta la Grecia. A Stoccolma è invece la prima volta della Turchia e a vincere sono i pluri-vincitori dei Paesi Bassi con Ding-a-dong. Al Congresgebouw dell'Aia, nel '76, importante vittoria dei Brotherhood of Man per il Regno Unito. L'Italia viene rappresentata in quest'anno da Al Bano e Romina Power. Il 7 maggio '77 è ancora una volta Londra la capitale della musica europea e vede trionfare la Francia: la Tunisia si ritira dall'evento prima ancora della partenza senza aver scelto né la canzone, né il cantante. Nel 1978, per la prima volta, è Parigi a ospitare l'evento e Izhar Cohen & The Alpha Beta portano la prima vittoria a Israele che si ripete l'anno successivo a Gerusalemme con Gali Atari & Milk & Honey.

Anni ottantaModifica

 
Johnny Logan vince nel 1980 per l'Irlanda

La prima edizione degli anni '80 avrebbe dovuto essere ospitata da Israele che però si ritirò e non partecipò alla manifestazione perché la manifestazione cadeva il giorno della Giornata Nazionale del Ricordo dell'Olocausto. Allora si decise di organizzare ancora una volta la manifestazione nei Paesi Bassi, all'Aia. Debutta il Marocco e vince Johnny Logan per l'Irlanda. L'anno successivo l'evento si tiene a Dublino ed è la prima volta che l'Italia non partecipa alla competizione. Making Your Mind Up è la canzone vincitrice di questa edizione targata Regno Unito ed entra per la prima volta in gara Cipro. Nel 1982, a Harrogate, per il secondo anno consecutivo l'Italia è assente: vince l'edizione Ein bißchen Frieden, cantata da Nicole per la Germania. Nel 1983 l'Eurovision si tiene a Monaco di Baviera, e l'Italia ritorna in gara.

Corinne Hermès vince la manifestazione per il Lussemburgo. Proprio a Lussemburgo l'anno successivo gli Herreys bissano il successo per la Svezia che nel 1985 ospita l'evento a Göteborg. La manifestazione viene vinta dalla Norvegia con le Bobbysocks. L'anno successivo, a Bergen, si compie l'esordio dell'Islanda e la vittoria tanto attesa del Belgio per opera di Sandra Kim. Il 9 maggio 1987 a Bruxelles festeggiano gli irlandesi ancora grazie a Logan. Nel 1988 è ancora Dublino la capitale della musica europea, dove la canzone di Cipro, Thimame, cantata da Yiannis Demetriou, viene squalificata prima della manifestazione. A vincere fu la Svizzera con Céline Dion e l'anno dopo, a Losanna, vince Riva con Rock Me per la Jugoslavia.

Anni novantaModifica

Gli anni '90 si aprono con una vittoria eccezionale di Toto Cutugno con Insieme: 1992 a Zagabria. Nel 1991 l'evento fu ospitato a Roma, e vide trionfare Carola per la Svezia. L'Italia partecipò con una canzone in lingua napoletana, Comme è ddoce o mare, di Peppino di Capri. L'evento fu condotto dai due vincitori italiani della gara, Toto Cutugno e Gigliola Cinquetti. A Malmö l'anno successivo Linda Martin riporta la vittoria in Irlanda e nel 1993 alla Green Glens Arena di Millstreet il Lussemburgo parteciperà per l'ultima volta all'Eurovision. A causa del grande numero di partecipanti di questa edizione, il 3 aprile si svolse a Lubiana una preselezione, Kvalifikacija za Millstreet, presentata da Tajda Lecse per la tv slovena, dove sette nuovi paesi si contesero l'accesso alla manifestazione tenutasi poi in Irlanda: Bosnia-Erzegovina, Croazia e Slovenia arrivarono nei primi tre posti. Vinse il festival ancora una volta l'Irlanda con la canzone In Your Eyes.

L'egemonia irlandese non finisce e, nel 1994, a Dublino trionfano ancora loro con Rock 'n' Roll Kids. In questa edizione entrano per la prima volta in gara Estonia, Lituania, Polonia, Romania, Russia, Slovacchia e Ungheria. Nel 1995, sempre a Dublino, la Norvegia vince grazie ai Secret Garden ma nel 1996 a Oslo ritorna alla vittoria ancora una volta l'Irlanda. In questa edizione, essendo ritenuto il numero di richieste di partecipazione troppo elevato, l'UER decise di effettuare una preselezione delle canzoni candidate. Delle 30 canzoni presentate quella della Norvegia fu ammessa di diritto alla manifestazione in quanto paese ospitante, mentre delle restanti 29 ne furono selezionate 22 da giurie nazionali che espressero i loro voti sulla base di registrazioni audio delle canzoni.

Nei siparietti che intercorrono tra una canzone e un'altra, al posto delle cartoline, vennero mandati dei messaggi di augurio da parte di un importante personalità per ogni nazione, per lo più del mondo della politica. Nel 1997 a Dublino ritorna l'Italia con i Jalisse e la loro Fiumi di parole. Vince la manifestazione il Regno Unito con Katrina and the Waves e la loro Love Shine a Light, ma a vincere un premio è anche Malta, con Debbie Scerri che si aggiudica il primo assoluto Premio Barbara Dex per il peggior vestito.

A Birmingham nel '98 vittoria a sorpresa di Israele con Dana International e la sua Diva e per la prima volta entra in gara la Macedonia. Il 29 maggio 1999, a Gerusalemme, la Svezia vince grazie a Charlotte Nilsson.

Anni duemilaModifica

 
La trasmissione di tutte le edizioni dell'Eurovision nel mondo

Il primo concorso degli anni 2000 si tiene alla Globen Arena di Stoccolma, che dà il benvenuto all'Eurovision alla Lettonia e accoglie il trionfo danese per opera degli Olsen Brothers con Fly on the Wings of Love. A Copenaghen l'Estonia di Tanel Padar, Dave Benton & 2XL con la loro Everybody si aggiudica la vittoria e nel 2002, dopo appena due anni dall'ingresso in gara della Lettonia, arriva la vittoria firmata Marie N che canta I Wanna. Nel 2003 debutta l'Ucraina e Sertab Erener firma il primo successo turco e dopo appena un anno, nel 2004, l'Ucraina si guadagna la prima affermazione nell'evento con Ruslana. Esordio per Albania, Andorra, Bielorussia e Serbia e Montenegro: viene inoltre introdotta la semifinale.

 
Alexander Rybak vince per la Norvegia nel 2009, ottenendo il record per più punti guadagnati fino al 2016: vinse con 387 punti

A Kiev l'anno successivo a vincere sarà la Grecia con Helena Paparizou e la sua My Number One: esordio nella competizione per Bulgaria e Moldavia. Nel 2006 vincono a sorpresa i Lordi per la Finlandia e la stampa di tutta Europa, che aveva pronosticato la vittoria della Russia di Dima Bilan, resta spiazzata: il 2006 è poi l'anno dell'esordio armeno. A Helsinki, nel 2007, arriva la vittoria annunciata di Marija Šerifović per la Serbia con Molitva; partecipano per la prima volta Georgia, Montenegro e Repubblica Ceca. Nel 2008 viene introdotta una seconda semifinale e le canzoni in gara sono 43 con i debutti di San Marino e Azerbaigian; a Belgrado tutti i riflettori sono puntati su Dima Bilan, il favoritissimo, che non delude le aspettative della vigilia e vince senza problemi con Believe. L'anno successivo, a Mosca, lo scettro passa al norvegese Alexander Rybak che con la sua Fairytale scala le classifiche europee.

Dal 2010 a oggiModifica

 
Il Volo canta a Vienna nel 2015. Arrivano terzi, conquistando il maggior numero di punti per l'Italia

Nel 2010, a Oslo, a trionfare è Lena Meyer-Landrut per la Germania con Satellite che, oltre a vincere l'Eurovision, batte nelle classifiche europee anche il tormentone mondiale Waka Waka di Shakira. Il rappresentante israeliano, Harel Skaat, stabilisce il record per vittorie dei Marcel Bezençon Awards.

L'evento, nel 2011, si è tenuto a Düsseldorf, in Germania, e ha visto la vittoria per la prima volta dell'Azerbaigian con il duo Ell & Nikki con il brano Running Scared. A conquistarsi il secondo posto è l'italiano Raphael Gualazzi che, con Madness of Love, riporta l'Italia all'interno di questo concorso, da cui era assente da ben 13 anni.

A Baku, nel 2012, la vittoria è della rappresentante svedese Loreen con il brano Euphoria che sbanca le classifiche europee ottenendo 9 dischi di platino. Nel Regno Unito (dove raggiunge la terza posizione) è a oggi il singolo eurovisivo di maggior successo dopo Waterloo degli ABBA. Vende 180.000 copie in patria, 500.000 in Germania e 2 milioni in tutto il mondo.

L'anno seguente, il 2013, all'evento svoltosi a Malmö, la spunta la danese Emmelie de Forest con la canzone Only Teardrops. Per l'Italia Marco Mengoni si posiziona settimo.

Nel 2014 vince il contest Conchita Wurst, rappresentante dell'Austria. La cantante inizierà la sua carriera europea, guadagnando diversi premi in tutta Europa e conducendo l'edizione successiva del contest.

La manifestazione nel 2015 è stata vinta da Måns Zelmerlöw rappresentante della Svezia mentre Il Volo vince in questa edizione il premio della critica Press Award assegnato dalla sala stampa, e in gara conquista il terzo posto, dietro alla russa Polina Gagarina, con 292 punti, il punteggio i più alto conquistato da una canzone italiana con il vecchio sistema di voto (1975-2015).

Nel 2016, durante l'edizione svoltasi a Stoccolma, torna a vincere a sorpresa l'Ucraina con la cantante Jamala e una canzone a tema storico-politico, con richiami al ritmo della tradizione popolare ucraina, mentre a rappresentare l'Italia è stata Francesca Michielin, dopo la rinuncia degli Stadio. La cantante veneta è arrivata sedicesima.

Nel 2017 l'evento, dopo molta incertezza e molte richieste di spostamento di sede, si è tenuto a Kiev, ed è stato vinto dal Portogallo con Salvador Sobral e la sua Amar pelos dois. L'Italia è stata rappresentata da Francesco Gabbani che ha conquistato il sesto posto con Occidentali's Karma, vincendo inoltre il premio della critica Press Award.

Ordine di esordio dei partecipanti per annoModifica

FormulaModifica

Nel corso degli anni il regolamento della manifestazione ha subito diverse modifiche. Di seguito sono qui riportate alcune delle regole attualmente in vigore.

I paesi che partecipano all'Eurovision Song Contest possono selezionare cantanti senza vincoli di nazionalità, ad esempio nel 1988 la Svizzera vinse con la cantante canadese Céline Dion, ma ovviamente le tv possono privilegiare artisti autoctoni. Anche la modalità di selezione è libera, così alcuni paesi optano per una selezione interna mentre in altri viene organizzato un festival apposito, come ad esempio lo storico Melodifestivalen svedese o il Melodi Grand Prix norvegese, ma anche il Festival di Sanremo italiano.

I cantanti devono avere almeno 16 anni di età, e sul palco non sono consentite più di 6 persone (neanche per i gruppi). Per quanto riguarda la canzone presentata queste sono alcune delle regole in vigore, valide per tutti i paesi:

  • non deve durare più di 3 minuti;
  • può essere di qualunque genere e cantata in qualunque lingua, anche inventata (e anche qui le tv possono imporre le lingue ufficiali dei loro paesi);
  • non può essere cover o ispirata ad altro brano edito, pena la squalifica;
  • deve essere pubblicata non prima di un certo periodo prima del festival (solitamente non prima del 1º settembre dell'anno precedente a quello dello svolgimento della gara), e deve essere presentata insieme con un video;
  • non deve avere una scenografia o una coreografia controversa (in particolare sono vietati gli animali);
  • non deve avere contenuti politici, pubblicitari, o offensivi.

Dall'edizione del 2015 non vi saranno più penali per le Nazioni che si iscrivono e poi si ritirano oltre il termine ultimo per iscriversi, come invece accadeva in passato.[19] Dall'edizione del 1999 tutti gli artisti si esibiranno su basi musicali preregistrate (prima di quell'anno era presente l'orchestra)

Il festival si svolge rigorosamente in una settimana di maggio ed è introdotto e chiuso come tutti i programmi in Eurovisione dal Te Deum di Charpentier. La finale deve essere obbligatoriamente trasmessa in diretta, mentre per le semifinali è sufficiente dal 2008 la trasmissione in diretta di quella di competenza del paese, anche su canali minori. Dal 1999 sono previsti, per le televisioni che volessero introdurli, degli spazi per inserire gli annunci pubblicitari e si può anche non trasmettere l'Interval Act.

Fino all'edizione del 2003 la manifestazione si articolava in un'unica serata finale. Per limitare il numero di partecipanti l'UER ha in alcuni casi effettuato una preselezione, ma più spesso usava le "retrocessioni" (cioè la non partecipazione per un anno alle ultime classificate). Dal 2004 al 2007 compreso è stata introdotta una semifinale che si è svolta due (nel 2004 tre) giorni prima della finale. Alla finale avevano direttamente accesso i cosiddetti Big Four (Francia, Germania, Spagna e Regno Unito) per il loro maggiore contributo finanziario, il paese ospitante, i nove migliori paesi della precedente edizione e i dieci vincitori della semifinale, per una finale a 24. In entrambe le serate votavano tutti i paesi.

Dal 2008, visto l'alto numero di paesi, il regolamento prevede due semifinali a cui partecipano tutti i paesi con l'eccezione dei Big (che diventano Five nel 2011 con il ritorno dell'Italia) e del paese ospitante che accedono direttamente alla finale, che passa a 26 (o 25 se l'ospitante è una Big). Nel 2015, a causa dell'inserimento dell'Australia in finale, le nazioni presenti all'ultimo atto sono state 27.

Nel corso degli anni anche il sistema di votazione ha subito alcune modifiche. Dal 1975 è entrato in vigore l'attuale sistema di assegnazione dei punteggi: ogni paese assegna un certo numero di punti alle 10 canzoni preferite: da 1 a 7 punti rispettivamente dalla decima alla quarta, 8 punti alla terza, 10 alla seconda e 12 alla prima, da cui la famosa frase "douze points". Ogni paese non può votare per la propria canzone.

Inizialmente la votazione era effettuata da giurie. Dal 1997 è stato sperimentato il televoto che è entrato ufficialmente in vigore l'anno successivo per tutte le nazioni. Esistono comunque giurie di riserva che assegnano i punti nel caso il televoto non dovesse funzionare. A seguito delle critiche sul sistema di votazione, nell'edizione 2009 sono state reintrodotte le giurie solo nella serata finale, il cui punteggio ha pesato per il 50% sul punteggio finale, mentre il 50% dei punti è stato assegnato in base al risultato del televoto; anche in questo caso se il secondo sistema non funziona un paese può usare solo il primo.

Al termine delle semifinali vengono annunciati senza un ordine particolare i paesi che in base ai punteggi ottenuti hanno avuto accesso alla finale. I punteggi e la classifica delle semifinali vengono resi noti solo dopo la serata finale. In queste due serate dal 2010 si usano come per la finale televoto e giurie, sempre con peso del 50%, e votano solo i paesi coinvolti in quella rispettiva, più due o tre qualificati di diritto sorteggiati. Ad esempio la Svezia e la Germania nel 2009 hanno potuto votare solo di martedì e non di giovedì.

Lo show televisivo della finale dura poco più di 3 ore (le semifinali 2), segue un rigido protocollo, e si usa come lingua l'inglese, con alcuni inserti di francese (lingue ufficiali dell'UER) e della lingua del paese ospitante. Inoltre, dal 2013 vi è una parata delle nazioni finaliste.

Tranne che nel 2010 e 2011 (dove si è votato fin dalla prima canzone), è possibile televotare in uno spazio di 15' poco dopo l'ultima canzone, annunciato dalla frase "Europe, start voting now!". Nella finale tutti i paesi partecipanti hanno diritto di voto, compresi quelli che sono stati eliminati nelle semifinali. L'ordine di presentazione dei voti dal 2006 al 2010 è stato deciso per sorteggio: dopo l'esibizione di tutti i cantanti e scaduto il tempo per la votazione i presentatori della manifestazione si collegano a uno a uno con tutti i paesi partecipanti, che dichiarano il risultato delle votazioni nel proprio paese. Inizialmente il collegamento era telefonico, attualmente è in video.

Anche la dichiarazione dei voti ha subito delle modifiche dovute all'alto numero di paesi partecipanti. Inizialmente ogni paese dichiarava tutti i punteggi partendo dal basso e ogni punteggio doveva essere ripetuto per regolamento dal presentatore in inglese e francese, ma dal 2004 viene ripetuto il punteggio solo nella lingua non usata da chi si collegava (es. la Francia usa il francese e i voti sono ripetuti solo in inglese); dal 2006, per sveltire la procedura, i primi sette voti vengono mostrati in video e solo i tre punteggi massimi (8, 10 e 12) vengono dichiarati. Dal 2011, l'ordine in cui vengono chiamate le nazioni è basato su un particolare algoritmo sviluppato dalla tv norvegese NRK che tiene conto dei voti delle giurie, cercando di mantenere il più possibile in bilico il risultato finale.

Il paese che ottiene più punti vince l'Eurovision Song Contest e acquisisce l'invito a organizzare l'edizione successiva. In alcune edizioni il paese vincitore ha rinunciato all'organizzazione.

Il regolamento inizialmente non prevedeva il caso di parità. A causa del pareggio a quattro nell'edizione del 1969 e le critiche successive (alcuni paesi non parteciparono per protesta all'edizione successiva) il regolamento fu modificato e fu deciso che in caso di parità il paese con il maggior numero di 12 punti ricevuti sarebbe stato il vincitore. In caso di ulteriore parità si sarebbe deciso in base al numero di 10 punti ricevuti, eventualmente 8, 7 e così via fino a dichiarare il paese vincitore. Questa regola fu applicata nel 1991 in Italia assegnando la vittoria alla Svezia, che si trovava a pari punteggio con la Francia. Il regolamento fu successivamente modificato e la vittoria viene assegnata al paese che ha ricevuto punti dal maggior numero di paesi. Solo in caso di parità si procede al conteggio dei 12 punti, eventualmente dei 10 punti e così via. Con l'attuale regolamento la vittoria del 1991 sarebbe stata assegnata alla Francia.

Dal 2016 il sistema di televoto viene cambiato. Giurie e televoto sono considerati separatamente. Gli spokesperson in video per le varie nazioni rivelano solamente i 12 punti, e i presentatori li ripetono nella lingua opposta a quella usata. Dopodiché essi annunciano i punti del televoto, dicendo, stato per stato concorrente il numero dei punti, precisamente partendo dalle nazioni che ricevono punteggi più bassi a quelle che hanno ricevuto punteggi più alti.

Albo d'oroModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Lista dei vincitori dell'Eurovision Song Contest.

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Anno Città e paese ospitante Paese vincitore Artista Canzone Lingua
1956   Lugano, Svizzera   Svizzera Lys Assia Refrain francese
1957   Francoforte sul Meno, Germania Ovest   Paesi Bassi Corry Brokken Net als toen olandese
1958   Hilversum, Paesi Bassi   Francia André Claveau Dors, mon amour francese
1959   Cannes, Francia   Paesi Bassi Teddy Scholten 'n Beetje olandese
1960   Londra, Regno Unito   Francia Jacqueline Boyer Tom Pillibi francese
1961   Cannes, Francia   Lussemburgo Jean-Claude Pascal Nous les amoureux francese
1962   Lussemburgo, Lussemburgo   Francia Isabelle Aubret Un premier amour francese
1963   Londra, Regno Unito   Danimarca Grethe e Jørgen Ingmann Dansevise danese
1964   Copenaghen, Danimarca   Italia Gigliola Cinquetti Non ho l'età (Per amarti) italiano
1965   Napoli, Italia   Lussemburgo France Gall Poupée de cire, poupée de son francese
1966   Lussemburgo, Lussemburgo   Austria Udo Jürgens Merci, Chérie tedesco, francese
1967   Vienna, Austria   Regno Unito Sandie Shaw Puppet on a String inglese
1968   Londra, Regno Unito   Spagna Massiel La, la, la spagnolo
1969   Madrid, Spagna franchista   Francia Frida Boccara Un jour, un enfant francese
  Paesi Bassi Lenny Kuhr De troubadour olandese
  Regno Unito Lulu Boom Bang-a-bang inglese
  Spagna Salomé Vivo cantando spagnolo
1970   Amsterdam, Paesi Bassi   Irlanda Dana All Kinds of Everything inglese
1971   Dublino, Irlanda   Principato di Monaco Séverine Un banc, un arbre, une rue francese
1972   Edimburgo, Regno Unito   Lussemburgo Vicky Léandros Après toi francese
1973   Lussemburgo, Lussemburgo   Lussemburgo Anne-Marie David Tu te reconnaîtras francese
1974   Brighton, Regno Unito   Svezia ABBA Waterloo inglese
1975   Stoccolma, Svezia   Paesi Bassi Teach-In Ding-a-dong inglese
1976   L'Aia, Paesi Bassi   Regno Unito Brotherhood of Man Save Your Kisses for Me inglese
1977   Londra, Regno Unito   Francia Marie Myriam L'oiseau et l'enfant francese
1978   Parigi, Francia   Israele Izhar Cohen & The Alpha Beta A-Ba-Ni-Bi ebraico, inglese
1979   Gerusalemme, Israele   Israele Milk & Honey e Gali Atari Hallelujah ebraico
1980   L'Aia, Paesi Bassi   Irlanda Johnny Logan What's Another Year inglese
1981   Dublino, Irlanda   Regno Unito Bucks Fizz Making Your Mind Up inglese
1982   Harrogate, Regno Unito   Germania Ovest Nicole Ein bißchen Frieden tedesco
1983   Monaco di Baviera, Germania Ovest   Lussemburgo Corinne Hermès Si la vie est cadeau francese
1984   Lussemburgo, Lussemburgo   Svezia Herreys Diggi-Loo Diggi-Ley svedese
1985   Göteborg, Svezia   Norvegia Bobbysocks La det swinge norvegese
1986   Bergen, Norvegia   Belgio Sandra Kim J'aime la vie francese
1987   Bruxelles, Belgio   Irlanda Johnny Logan Hold Me Now inglese
1988   Dublino, Irlanda   Svizzera Céline Dion Ne partez pas sans moi francese
1989   Losanna, Svizzera   Jugoslavia Riva Rock Me serbo-croato
1990   Zagabria, Jugoslavia   Italia Toto Cutugno Insieme: 1992 italiano
1991   Roma, Italia   Svezia Carola Fångad av en stormvind svedese
1992   Malmö, Svezia   Irlanda Linda Martin Why Me? inglese
1993   Millstreet, Irlanda   Irlanda Niamh Kavanagh In Your Eyes inglese
1994   Dublino, Irlanda   Irlanda Paul Harrington e Charlie McGettigan Rock 'n' Roll Kids inglese
1995   Dublino, Irlanda   Norvegia Secret Garden Nocturne norvegese
1996   Oslo, Norvegia   Irlanda Eimear Quinn The Voice inglese
1997   Dublino, Irlanda   Regno Unito Katrina and the Waves Love Shine a Light inglese
1998   Birmingham, Regno Unito   Israele Dana International Diva ebraico
1999   Gerusalemme, Israele   Svezia Charlotte Perrelli Take Me to Your Heaven inglese
2000   Stoccolma, Svezia   Danimarca Olsen Brothers Fly on the Wings of Love inglese
2001   Copenaghen, Danimarca   Estonia Tanel Padar, Dave Benton & 2XL Everybody inglese
2002   Tallinn, Estonia   Lettonia Marie N I Wanna inglese
2003   Riga, Lettonia   Turchia Sertab Erener Every Way that I Can inglese
2004   Istanbul, Turchia   Ucraina Ruslana Wild Dances inglese, ucraino
2005   Kiev, Ucraina   Grecia Helena Paparizou My Number One inglese
2006   Atene, Grecia   Finlandia Lordi Hard Rock Hallelujah inglese
2007   Helsinki, Finlandia   Serbia Marija Šerifović Molitva serbo
2008   Belgrado, Serbia   Russia Dima Bilan Believe inglese
2009   Mosca, Russia   Norvegia Alexander Rybak Fairytale inglese
2010   Oslo, Norvegia   Germania Lena Satellite inglese
2011   Düsseldorf, Germania   Azerbaigian Ell & Nikki Running Scared inglese
2012   Baku, Azerbaigian   Svezia Loreen Euphoria inglese
2013   Malmö, Svezia   Danimarca Emmelie de Forest Only Teardrops inglese
2014   Copenaghen, Danimarca   Austria Conchita Wurst Rise Like a Phoenix inglese
2015   Vienna, Austria   Svezia Måns Zelmerlöw Heroes inglese
2016   Stoccolma, Svezia   Ucraina Jamala 1944 inglese, tataro
2017   Kiev, Ucraina   Portogallo Salvador Sobral Amar pelos dois portoghese
2018   Lisbona, Portogallo

Percentuale di punti guadagnati per la vittoriaModifica

Anno Cantante Punti guadagnati / punti possibili[21] Percentuale
1956 Lys Assia non pubblicato -
1957 Corry Brokken 31/90 34,44 %
1958 André Claveau 27/90 30,00 %
1959 Teddy Scholten 21/100 21,00 %
1960 Jacqueline Boyer 32/120 26,67 %
1961 Jean-Claude Pascal 31/150 20,67 %
1962 Isabelle Aubret 26/45 57,78 %
1963 Grethe e Jørgen Ingmann 42/75 56,00 %
1964 Gigliola Cinquetti 49/135 36,30 %
1965 France Gall 32/153 20,92 %
1966 Udo Jürgens 31/153 20,27 %
1967 Sandie Shaw 47/160 29,38 %
1968 Massiel 29/160 18,13 %
1969 Frida Boccara
Lenny Kuhr
Lulu
Salomé
18/150 12,00 %
1970 Dana 32/110 29,09 %
1971 Séverine 128/170 75,29 %
1972 Vicky Leandros 128/170 75,29 %
1973 Anne-Marie David 129/160 80,63 %
1974 ABBA 24/160 15,00 %
1975 Teach-In 152/216 70,37 %
1976 Brotherhood of Man 164/204 80,39 %
1977 Marie Myriam 136/204 66,67 %
1978 Izhar Cohen e gli Alphabeta 157/228 68,86 %
1979 Gali Atari e i Milk & Honey 125/216 57,87 %
1980 Johnny Logan 143/216 66,20 %
1981 Bucks Fizz 136/228 59,65 %
1982 Nicole 161/204 78,92 %
1983 Corinne Hermès 142/228 62,28 %
1984 Herreys 145/216 67,13 %
1985 Bobbysocks 123/216 56,94 %
1986 Sandra Kim 176/228 77,19 %
1987 Johnny Logan 172/252 68,25 %
1988 Céline Dion 137/240 57,08 %
1989 Riva 137/252 54,37 %
1990 Toto Cutugno 149/252 59,13 %
1991 Carola 146/252 57,94 %
1992 Linda Martin 155/264 58,71 %
1993 Niamh Kavanagh 187/288 64,93 %
1994 Paul Harrington e Charlie McGettigan 226/288 78,47 %
1995 Secret Garden 148/264 56,06 %
1996 Eimear Quinn 162/264 61,36 %
1997 Katrina and the Waves 227/288 78,82 %
1998 Dana International 172/288 59,72 %
1999 Charlotte Nilsson 163/264 61,74 %
2000 Olsen Brothers 195/276 70,65 %
2001 Tanel Padar, Dave Benton, e i 2XL 198/264 75,00 %
2002 Marie N. 176/276 63,77 %
2003 Sertab Erener 167/300 55,67 %
2004 Ruslana 280/420 66,67 %
2005 Helena Paparizou 230/456 50,44 %
2006 Lordi 292/432 67,59 %
2007 Marija Šerifović 268/492 54,47 %
2008 Dima Bilan 272/504 53,97 %
2009 Alexander Rybak 387/492 78,66 %
2010 Lena Meyer-Landrut 246/456 53,95 %
2011 Ell & Nikki 221/504 43,85 %
2012 Loreen 372/492 75,61 %
2013 Emmelie de Forest 281/456 61,62 %
2014 Conchita Wurst 290/432 67,13 %
2015 Måns Zelmerlöw 365/468 77,99 %
2016 Jamala 534/984 54,27 %
2017 Salvador Sobral 758/984 77,03 %

Albo d'oro per nazioneModifica

Numero vittorie Paesi Anni vinti
7   Irlanda 1970, 1980, 1987, 1992, 1993, 1994, 1996
6   Svezia 1974, 1984, 1991, 1999, 2012, 2015
5   Francia 1958, 1960, 1962, 1969, 1977
  Lussemburgo 1961, 1965, 1972, 1973, 1983
  Regno Unito 1967, 1969, 1976, 1981, 1997
4   Paesi Bassi 1957, 1959, 1969, 1975
3   Israele 1978, 1979, 1998
  Norvegia 1985, 1995, 2009
  Danimarca 1963, 2000, 2013
2   Spagna 1968, 1969
  Svizzera 1956, 1988
  Italia 1964, 1990
  Germania 1982, 2010
  Austria 1966, 2014
  Ucraina 2004, 2016
1   Principato di Monaco 1971
  Belgio 1986
  Jugoslavia 1989
  Estonia 2001
  Lettonia 2002
  Turchia 2003
  Grecia 2005
  Finlandia 2006
  Serbia 2007
  Russia 2008
  Azerbaigian 2011
  Portogallo 2017

SloganModifica

A partire dall'Eurovision Song Contest 2002 ogni edizione del concorso canoro, ad eccezione di quella del 2009, ha adottato uno slogan, deciso dalla rete di radiodiffusione. A partire dallo slogan vengono in seguito sviluppati il design e la scenografia. Ecco di seguito elencati tutti gli slogan:

Edizione Città ospitante Slogan Traduzione
2002   Tallinn A Modern Fairytale Una Favola Moderna
2003   Riga Magical Rendezvous Magico Appuntamento
2004   Istanbul Under The Same Sky Sotto Lo Stesso Cielo
2005   Kiev Awakening Risveglio
2006   Atene Feel The Rhythm! Senti Il Ritmo!
2007   Helsinki True Fantasy Pura Fantasia
2008   Belgrado Confluence of Sound Confluenza del Suono
2009   Mosca Slogan non utilizzato
2010   Oslo Share The Moment! Condividi Il Momento!
2011   Düsseldorf Feel Your Heart Beat! Senti Il Tuo Cuore Battere!
2012   Baku Light Your Fire! Accendi il tuo fuoco!
2013   Malmö We Are One Siamo Uno Solo
2014   Copenaghen #JoinUs #UniscitiANoi
2015   Vienna Building Bridges Costruendo Ponti
2016   Stoccolma Come Together Venite Insieme
2017   Kiev Celebrate Diversity Celebra la Diversità
2018   Lisbona All Aboard! Tutti a Bordo!

Vincitori del "Premio Barbara Dex"Modifica

Il "Premio Barbara Dex" (in inglese: Barbara Dex Award), chiamato come l'omonima cantante belga che rappresentò il Belgio nel 1993, è un curioso trofeo annuale che dall'edizione 1997 viene conferito dal fan site "Eurovision House" al cantante o alla cantante "peggio abbigliato/a" della manifestazione: infatti la Dex suscitò clamore per un vestito di dubbio gusto da lei disegnato.

Al 2017, venti paesi paesi in tutto si sono aggiudicati il premio, tra cui la Serbia che è l'unico paese a vincere il premio per due volte:

Anno Paese Artista Piazzamento
1997   Malta Debbie Scerri
1998   Germania Guildo Horn
1999   Spagna Lydia 23°
2000   Belgio Nathalie Sorce 24°
2001   Polonia Plasek 20°
2002   Grecia Michalis Rakintzis 17°
2003   Russia t.A.T.u.
2004   Romania Sanda Ladoși 18°
2005   Macedonia Martin Vučić 17°
2006   Portogallo Nonstop SF: 19°
2007   Ucraina Verka Serduchka
2008   Andorra Gisela SF: 15°
2009   Ungheria Zoli Ádok SF: 15°
2010   Serbia Milan Stanković 13°
2011   Georgia Eldrine
2012   Albania Rona Nishliu
2013   Serbia Moje 3 SF: 11°
2014   Lituania Vilija Matačiūnaitė SF: 11°
2015   Paesi Bassi Trijntje Oosterhuis SF: 14°
2016   Croazia Nina Kraljić 23°
2017   Montenegro Slavko Kalezić SF: 16°

Galleria d'immaginiModifica

Galleria d'immaginiModifica

PresentatoriModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Presentatori dell'Eurovision Song Contest.

VincitoriModifica

Gare simili nel mondoModifica

  • L'8 novembre 2011 l'ABU (l'equivalente della zona asiatica dell'UER) ha annunciato la produzione di un festival musicale simile all'Eurovision Song Contest, ovvero gli ABU Song Festival.[22]
  • Nel 2013 è partita una gara parallela all'Eurovision Song Contest, ovvero il Turkvision Song Contest, ristretto alla sola partecipazione di nazioni e territori a forte presenza turcofona.

Paesi extraeuropei che hanno trasmesso il ContestModifica

L'ESC è conosciuto anche in altri continenti, come testimonia la partecipazione dell'Australia dal 2015 ad esempio. Qui di seguito, i paesi non europei che trasmettono annualmente la manifestazione musicale (non si considera l'Australia che partecipa dal 2015):

Nazione Rete/i televisiva/e
  Algeria Sconosciuta (dal 1978)
  Brasile TV Tupi (dal 1969[23]), Sconosciuta (dal 1970/1972[24])
  Canada Sconosciuta (dal 1989/2000), OTV (dal 2014/2015)
  Cile Canal 9 (dal 1969[23]), Sconosciuta (dal 1970/1975[25])
  Egitto Sconosciuta (dal 1981[26])
  Hong Kong Sconosciuta (dal 1971/1972[24], 1975[25] e 1978/1979)
  India Sconosciuta[27]
  Giappone Sconosciuta (dal 1972[24] /1975[25]), NHK (dal 2000)
  Giordania JRTV (dal 1975[25]/1978[28])
  Corea del Sud Sconosciuta (dal 1975[25])
  Kirghizistan OTRK (dal 2012)
  Messico Las Estrellas (dal 2004)
  Nuova Zelanda Stratos (dal 2009/2011), UKTV (dal 2014/2016)
  Filippine ABS-CBN (dal 1972[24])
  Porto Rico Sconosciuta (dal 1969[23]), MSN (dal 2003[29]), Sconosciuta (dal 2004[30])
  Taiwan Sconosciuta (dal 1972[24])
  Thailandia Sconosciuta (dal 1972[24])
  Stati Uniti Sconosciuta (dal 1971), Univision (dal 2002/2004, 2017), LTV (2016)

NoteModifica

  1. ^ (EN) Live Webcast, European Broadcasting Union. URL consultato il 25 maggio 2006 (archiviato dall'url originale il 25 maggio 2006).
  2. ^ (EN) Staff, Finland wins Eurovision contest, Al Jazeera English, 21 maggio 2006. URL consultato l'8 maggio 2007.
  3. ^ (EN) Matthew Murray, Eurovision Song Contest - International Music Program, Museum of Broadcast Communications. URL consultato il 29 marzo 2014.
  4. ^ Eurovision Trivia (PDF), BBC non Online, 2002. URL consultato il 18 luglio 2006.
  5. ^ (EN) Eurovision Song Contest 1972, European Broadcasting Union. URL consultato il 21 luglio 2009.
  6. ^ (EN) Eurovision Song Contest 2004 Final, European Broadcasting Union. URL consultato il 22 luglio 2009.
  7. ^ (EN) Philip Laven, Webcasting and the Eurovision Song Contest, European Broadcasting Union, luglio 2002. URL consultato il 21 agosto 2006.
  8. ^ (EN) Eurovision song contest 2006 - live streaming, Octoshape, 8 giugno 2006. URL consultato il 21 agosto 2006 (archiviato dall'url originale il 28 luglio 2007).
  9. ^ (EN) Eurovision Song Contest awarded Guinness world record, eurovision.tv
  10. ^ eurofestival, L'Eurovision si allarga: presto al via il primo concorso per i paesi asiatici, su Eurofestival News, 18 agosto 2017. URL consultato il 2 settembre 2017.
  11. ^ Andrea Bonetti, Eurovision, Jon Ola Sand rivela: "in fase di studio una versione americana", su Eurofestival News, 30 agosto 2017. URL consultato il 2 settembre 2017.
  12. ^ Aldo Grasso, L'allegra baracconata e i riflessi della politica, corriere.it, 12 maggio 2014.
  13. ^ (DE) Eva-Maria Klapheck, Die Sprachenwahl beim Eurovision Song Contest und ihre Auswirkungen und Konsequenzen : Untersuchung zum Zeitraum 1999-2004, 2004.
  14. ^ ha debuttato come   Germania Ovest
  15. ^ ha debuttato come   Spagna
  16. ^ ha debuttato come   Grecia
  17. ^ ha debuttato come   Bosnia ed Erzegovina
  18. ^ L'Australia è stata ammessa all'ESC in via straordinaria in occasione del sessantesimo anniversario dell'evento.
  19. ^ ESC 2015 – Niente più penali in caso di ritiro, Eurofestival Italia
  20. ^ History, su Eurovision.tv. URL consultato il 15 maggio 2016.
  21. ^ Il rapporto è ottenuto dalla somma dei punti totalizzati sui punti massimi possibili da totalizzare
  22. ^ (EN) Asiavision? ABU To Create Song Contest, eurovoix.com
  23. ^ a b c The Eurovision Song Contest, su imdb.com, 29 marzo 1969. URL consultato il 27 giugno 2016 via IMDb.
  24. ^ a b c d e f Eurovision Song Contest 1972 - Eurovision Song Contest, European Broadcasting Union. URL consultato il 27 giugno 2016.
  25. ^ a b c d e Recalling Sweden's first staging of the contest in 1975, European Broadcasting Union. URL consultato il 27 giugno 2016.
  26. ^ Eurovision Song Contest 1981 - Eurovision Song Contest, European Broadcasting Union. URL consultato il 27 giugno 2016.
  27. ^ Eurovision trivia (PDF), BBC. URL consultato il 27 giugno 2016.
  28. ^ Eurovision Song Contest 1978 - Eurovision Song Contest, European Broadcasting Union. URL consultato il 27 giugno 2016.
  29. ^ Itamar Barak, EBU press conference about the contest's future, ESCToday.com, 22 maggio 2003. URL consultato il 23 novembre 2013.
  30. ^ Eurovision Song Contest 2004, EBU. URL consultato il 9 novembre 2009.

Voci correlateModifica

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