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Eurovision Song Contest

competizione canora annuale europea
Eurovision Song Contest
(FR) Concours Eurovision de la Chanson
Euro Song Contest.svg
Il logo generico del festival
LuogoEuropa
Anni1956 – presente
Frequenzaannuale
Fondato daMarcel Bezençon
Datemaggio
Generemusicale
OrganizzazioneUER
Sito ufficiale

L'Eurovision Song Contest (in francese: Concours Eurovision de la Chanson; anche solo Eurovision o in acronimo ESC, e noto in Italia anche come Eurofestival e Gran Premio Eurovisione della Canzone) è un festival musicale internazionale nato nel 1956 a Lugano e organizzato annualmente dai membri dell'Unione europea di radiodiffusione (UER).

Dalla prima edizione del 1956, il concorso è stato trasmesso ogni anno senza interruzioni in tutto il mondo, rendendolo uno dei programmi televisivi più longevi di sempre. È anche l'evento non sportivo più seguito al mondo[1]: i dati di ascolto degli ultimi anni a livello internazionale sono stati stimati tra 100 e 600 milioni.[2][3][4][5][6]

Il concorso viene trasmesso in diretta televisiva sui canali principali delle emittenti nazionali e in Eurovisione, a cui dal 2000 si affianca la trasmissione via internet e dal 2016 in diretta sul canale ufficiale YouTube dell'evento, che nel 2019 conta circa 2,5 milioni di iscritti.[7][8]

Indice

StoriaModifica

Nascita e scopoModifica

 
Lys Assia, prima vincitrice dell'Eurovision Song Contest

Negli anni '50 si era appena conclusa la seconda guerra mondiale e i paesi europei erano impegnati nella ricostruzione delle proprie città, cercando un modo di lasciarsi alle spalle gli attriti del passato. Nel frattempo la televisione stava muovendo i primi passi, e con la nascita dell'Unione europea di radiodiffusione, nel 1950, si ricercò un programma televisivo che potesse coinvolgere diverse nazioni.

Sergio Pugliese, drammaturgo e giornalista italiano, suggerì di puntare su una gara canora, prendendo come modello il Festival di Sanremo, alla quale potessero prendere parte i diversi stati europei. L'idea piacque a Marcel Bezençon, all'epoca direttore generale dell'UER, e dopo vari incontri in varie sedi, il 19 ottobre 1955, a Roma, si stabilì la data in cui avrebbe preso il via l'Eurovision Song Contest.[9][10]

La prima edizione si tenne l'anno successivo, il 24 maggio 1956, presso il Teatro Kursaal di Lugano, in Svizzera, con la partecipazione di 6 paesi fondatori: Italia, Paesi Bassi, Svizzera, Belgio, Germania Ovest, Francia e Lussemburgo, che portarono 2 canzoni ciascuno. La prima edizione fu vinta dai padroni di casa con Refrain di Lys Assia e fu l'unica edizione in cui non furono annunciati né il secondo né il terzo classificato. Inizialmente era prevista la partecipazione di Austria, Danimarca e Regno Unito, tuttavia le emittenti non si iscrissero in tempo, rimandando il debutto all'anno successivo.

I primi anniModifica

Nel 1957 il concorso si tenne a Francoforte sul Meno, infatti la Svizzera non volle ospitare nuovamente l'Eurovision, ed entrarono per la prima volta in gara il Regno Unito, la Danimarca e l'Austria. Corry Brokken portò la vittoria ai Paesi Bassi con Net als toen, mentre l'Italia fu rappresentata dal cantante Nunzio Gallo con la sua Corde della mia chitarra, ricordata per essere stata l'esibizione che si è protratta più a lungo nella storia dell'Eurovision.

A Hilversum, nei Paesi Bassi, nel 1958 entrò per la prima volta in gara la Svezia, mentre a trionfare fu la Francia con André Claveau e Dors, mon amour. È nel 1958 che l'Italia viene rappresentata da Domenico Modugno ed il suo successo più grande, Nel blu dipinto di blu, un'esibizione che verrà ricordata negli anni a venire.[11]

L'edizione del 1959 si tenne a Cannes, in Francia, con il debutto del Principato di Monaco. A vincere sono stati nuovamente i Paesi Bassi con Teddy Scholten e la sua Een Beetje, ma per la prima e unica volta, oltre alla vincitrice, si sono esibiti nuovamente il secondo e terzo posto.

Anni '60Modifica

 
Gigliola Cinquetti, prima vincitrice italiana nel 1964

Nel 1960, l'Eurovision fu organizzato dalla BBC a Londra, dopo il rifiuto dei Paesi Bassi di ospitare nuovamente la manifestazione. Trionfò nuovamente la Francia con Tom Pillibi di Jacqueline Boyer e partecipò per la prima volta la Norvegia.

Nel 1961 la Francia scelse ancora una volta Cannes come sede dell'evento, dove debuttarono la Spagna franchista, la Finlandia e la Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia. Jean-Claude Pascal portò la prima vittoria al Lussemburgo.

Nel 1962, a Villa Louvigny, presso la città di Lussemburgo, la Francia ottenne la 3ª vittoria grazie ad Isabelle Aubret, e per la prima volta in classifica, alcune canzoni ottengono 0 punti.

L'edizione del 1963 è stata ospitata presso il BBC Television Centre di Londra e questa volta a trionfare è stata per la prima volta la Danimarca di Grethe & Jørgen Ingmann. L'edizione è stata presentata da Caterina Boyle (detta anche Katie), che passerà alla storia come la presentatrice di più edizioni dell'Eurovision.

L'Eurovision Song Contest 1964, ospitato dalla Danimarca presso la Tivolis Koncerstal dei Giardini di Tivoli di Copenaghen, viene vinto dall'Italia con la sedicenne Gigliola Cinquetti e la sua Non ho l'età (Per amarti). Nonostante il ritiro della Svezia, a causa di uno sciopero degli artisti, debutta il Portogallo.

Al Centro RAI di Napoli nel 1965 vince la cantante francese France Gall per il Lussemburgo e ospita il debutto dell'Irlanda, la nazione che ad oggi conta più vittorie in assoluto. Per il primo anno in assoluto il concorso viene trasmesso nei paesi dell'Est Europa, tra cui l'Unione Sovietica.

Villa Louvigny di Lussemburgo, ospita nuovamente l'Eurovision nel 1966, ospitando la prima vittoria dell'Austria con Udo Jürgens, che aveva partecipato anche alle due precedenti edizioni per il proprio paese. In quest'anno viene introdotto l'obbligo di cantare in una delle lingue ufficiali del proprio paese.

Nel 1967, a Vienna, dopo il ritiro della Danimarca, Sandie Shaw vince per la prima volta per il Regno Unito. In questa edizione viene introdotta una telecamera nella cosiddetta Green Room, dove i cantanti attendono ancora oggi i risultati delle votazioni dopo la propria performance.

Nel 1968, presso la Royal Albert Hall di Londra, vince per la prima volta la Spagna franchista con la memorabile La, la, la di Massiel. La Spagna doveva essere rappresentata da Joan Manuel Serrat, ma visto il suo intento di cantare in catalano, fu sostituito da Massiel.

Nel 1969, presso il Teatro Real di Madrid, avviene un evento unico nella storia dell'Eurovision: Francia, Paesi Bassi, Spagna e Regno Unito finiscono primi a pari merito con 18 punti ciascuno. Questo pareggio porterà a delle modifiche nel regolamento e ad i ritiri per protesta dei paesi scandinavi. L'Austria si ritirò sostenendo di non voler partecipare alla competizione ospitata da un paese apertamente fascista, infatti la Spagna nel 1969 era ancora sotto la Dittatura Franchista. Questa fu la prima controversia di stampo politico all'interno della storia dell'Eurovision.

Anni '70Modifica

Nel 1970, ad Amsterdam, partecipano solo 12 paesi a seguito dei ritiri per protesta di Finlandia, Norvegia e Svezia, e per il ritiro a sorpresa del Portogallo. A vincere è Dana con All Kinds of Everything per l'Irlanda. Vengono introdotte per la prima volta le cosiddette postcards (cartoline) che appaiono prima delle esibizioni e inoltre viene istituita una regola per impedire la situazione dell'anno precedente.

Nel 1971, al Gaiety Theatre di Dublino, debutta Malta, con il ritorno di Austria, Finlandia, Norvegia, Portogallo e Svezia, mentre a vincere sarà Séverine per il Principato di Monaco. Viene introdotta inoltre un'altra regola che limita il numero di esecutori sulla scena a 6, gruppi inclusi.

Dopo la sofferta rinuncia del Principato di Monaco, l'edizione del 1972, viene ospitata presso la Usher Hall di Edimburgo, dove si afferma per la terza volta il Lussemburgo con la cantante greca Vicky Léandros. Ha sorpreso particolarmente la concorrente irlandese Sandie Jones, che ha cantato Ceol On Ghrá, completamente in gaelico irlandese.

Il Lussemburgo ospita nuovamente l'evento il 7 aprile del 1973, presso il Théâtre Municipal di Lussemburgo, trionfando ancora con l'iconica Tu te reconnaîtras della cantante francese Anne-Marie David. In questa edizione debutta il primo paese extraeuropeo: Israele, provocando molta preoccupazione, risultata in un rafforzamento della sicurezza. Nel 1973 viene abolita la regola che restringeva il ventaglio di lingue utilizzabili dai cantanti, ma a causa dei pessimi risultati conseguiti negli anni precedenti si ritirano Austria e Malta.

 
Gli ABBA vincono per la Svezia nel 1974

Nel 1974 l'evento fu ospitato dal The Dome di Brighton e vide il debutto della Grecia (allora ancora una monarchia) e il ritiro della Francia, a causa dell'improvvisa scomparsa dell'allora presidente della Repubblica, Georges Pompidou. A vincere fu per la prima volta la Svezia con gli ABBA e uno dei loro maggiori successi, Waterloo.

Nel 1975, a Stoccolma è invece la prima volta della Turchia, con il ritiro improvviso della Grecia e la vittoria dei Paesi Bassi con i Teach-In e Ding-a-dong. Successivamente si scoprì che la Grecia si era ritirata a causa del conflitto con la Turchia, scoppiato dopo l'invasione di Cipro, infatti i due paesi si incontreranno solo nel 1978.

Nel 1976, presso l'Al Congresgebouw di L'Aia, ritornano Austria e Grecia e si ritirano Svezia, Turchia e Malta, con la vittoria dei Brotherhood of Man per il Regno Unito.

La 22ª edizione viene ospitata ancora una volta a Londra e quest'anno tornano la Svezia e si ritira la Jugoslavia. Trionfa nuovamente la Francia con Marie Myriam. Era prevista la partecipazione della Tunisia, tuttavia il paese si ritirò all'ultimo momento senza dichiarare la causa.

Nel 1978, il Palais des Congrès di Parigi, ha ospitato l'evento, che ha visto i ritorni di Danimarca (ritiro nel 1967) e Turchia, con la prima vittoria di Israele ad opera di Izhar Cohen & Alphabeta. Durante la diretta l'emittente televisiva giordana ha interrotto la trasmissione dichiarando il Belgio (2º classificato) vincitore a causa delle relazioni con lo stato di Israele.[12]

Nel 1979 l'Eurovision viene ospitato per la prima volta da un paese non europeo, infatti si tiene a Gerusalemme, in Israele. Ciò causa il ritiro della Turchia, che si rifiutò di partecipare in un territorio tutt'ora oggetto di conflitto, tuttavia vincono i padroni di casa con Hallelujah di Gali Atari & Milk & Honey.

Anni '80Modifica

 
Johnny Logan vince nel 1980 per l'Irlanda

L'edizione del 1980 venne ospitata dal Congresgebouw de L'Aia, e vide la partecipazione per la prima e unica volta di uno stato africano, il Marocco, e i ritiri di Israele e Monaco. A vincere sarà Johnny Logan per l'Irlanda.

Nel 1981 l'evento si tiene nuovamente a Dublino, e vede il primo ritiro dell'Italia e del Marocco, che non parteciperà nuovamente. Debutta Cipro, e tornano sia la Jugoslavia che Israele. Vince per la quarta volta il Regno Unito con Making Your Mind Up.

Nel 1982, presso il Conference Center di Harrogate, continua l'assenza dell'Italia, affiancata da Grecia e Francia, e l'edizione viene vinta da Ein bißchen Frieden, cantata da Nicole per la Germania Ovest.

Nel 1983 l'Eurovision si tiene a Monaco di Baviera, con il ritorno di Italia, Francia e Grecia, ma con il ritiro dell'Irlanda. Vince per l'ennesima volta il Lussemburgo con Corinne Hermès.

L'edizione del 1984 viene ospitata per la seconda volta al Théâtre Municipal di Lussemburgo, e prevedeva l'ingresso dell'Islanda nella manifestazione (che non avvenne per mancanza di fondi). Si sono ritirati Grecia (su iniziativa di ERT) e Israele (per rispettare la festività ebraica dello Yom HaZikaron), ma torna l'Irlanda, e vince la Svezia con i fratelli Herreys.

Nel 1985 la Svezia ospita l'evento a Göteborg dove si vedono il ritiro di Paesi Bassi e Jugoslavia con il ritorno di Grecia e Israele, e la vittoria della Norvegia con le Bobbysocks.

Nel 1986, a Bergen, esordisce l'Islanda, con il ritiro di Grecia e Italia, e il ritorno di Jugoslavia e Paesi Bassi, con la prima vittoria del Belgio, ad opera di Sandra Kim, la più giovane vincitrice della manifestazione.

La vittoria del Belgio, che decise di ospitare la manifestazione, aprì una diatriba tra le due emittenti belghe: RTBF (in lingua francese) e VRT (in lingua olandese), poiché entrambe ambivano ad organizzare la manifestazione. Alla fine si decise che l'organizzazione sarebbe spettata alla RTBF, e questa edizione vide il ritorno di Grecia e Italia e la vittoria di Johnny Logan con Hold Me Now.

Nel 1988 Dublino ospita nuovamente l'ESC, ma vede la squalifica di Cipro, a causa di una violazione del regolamento sulla pubblicazione dei singoli. Vince per la prima volta dopo il 1956, la Svizzera grazie alla cantante canadese Céline Dion con Ne partez pas sans moi.[13]

Nel 1989, a Losanna, torna Cipro dopo la squalifica dell'anno precedente e vince il gruppo jugoslavo Riva con Rock Me. L'UER introduce la regola, ancora vigente, di un limite di età per i partecipanti, posto a 16 anni.

Anni '90Modifica

Nel 1990, a Zagabria, Malta tenta di tornare dopo 15 anni di assenza, ma una regola dell'UER, che limitava a 22 il numero di partecipanti, lo impedì; la stessa regola verrà cancellata poco dopo lo svolgimento della manifestazione. L'Italia vince per la seconda volta con Toto Cutugno e la sua Insieme: 1992. Molte canzoni di quell'anno erano dedicate all'unione dell'Europa e alla caduta del Muro di Berlino, avvenuta il 9 novembre 1989.

Nel 1991 l'evento fu ospitato nello Studio 15 di Cinecittà a Roma, e vide il ritorno di Malta dopo il ritiro dei Paesi Bassi. Per la seconda volta c'è stato un pareggio per la vittoria, tuttavia la regola introdotta dopo il pareggio a 4 del 1969 ha promosso la Svezia di Carola Häggkvist.

Il 1992, a Malmö, segna l'ultima partecipazione di ciò che rimane della Jugoslavia, e tornano i Paesi Bassi dopo il ritiro nell'edizione precedente, vedendo come vincitrice l'Irlanda per la 4ª volta con Why Me? di Linda Martin.

Il 1993, presso la Green Glens Arena di Millstreet, segna il debutto di Croazia, Slovenia e Bosnia ed Erzegovina dopo la caduta della Repubblica Federale di Jugoslavia (e di conseguenza il ritiro definitivo della federazione), inoltre, a causa del grande numero di partecipanti di questa edizione, il 3 aprile si svolse a Lubiana una preselezione, la Kvalifikacija za Millstreet, che promosse i tre debuttanti. Vince nuovamente l'Irlanda con Niamh Kavanagh.

Nel 1994, a Dublino, debuttano Estonia, Lituania, Polonia, Romania, Russia, Slovacchia e Ungheria e trionfa nuovamente l'Irlanda con Rock 'n' Roll Kids di Paul Harrington e Charlie McGettigan. Visto l'alto numero di partecipanti viene istituita una regola: le ultime 7 posizioni dell'edizione precedente perdevano il diritto di partecipare all'edizione successiva.

La 40ª edizione dell'Eurovision si tenne sempre a Dublino, rendendo l'Irlanda il paese ad aver ospitato più edizioni consecutive. Vince la Norvegia per la 2ª volta grazie ai Secret Garden.

Nel 1996 all'Oslo Spektrum di Oslo, come nel 1993, viene effettuata una preselezione delle canzoni candidate, e delle 29 partecipanti (la Norvegia fu ammessa direttamente) ne furono selezionate 22 da giurie nazionali che espressero i loro voti sulla base di registrazioni audio delle canzoni. La vittoria tornò all'Irlanda di Eimear Quinn, ma l'edizione viene ricordata anche per l'esibizione della croata Maja Blagdan che con la sua Sveta ljubav ha raggiunto la nota più alta nella storia della manifestazione.

 
I Jalisse dopo la vittoria al Festival di Sanremo 1997

Nel 1997, nuovamente a Dublino, ritorna l'Italia con i Jalisse e la loro Fiumi di parole. Il duo viene dato per favorito, ma a vincere la manifestazione sarà il Regno Unito con Katrina and the Waves. In seguito alle polemiche scoppiate, riguardanti un possibile sabotaggio da parte dell'emittente italiana, la Rai, con l'intento di non ospitare nuovamente l'evento, il 1997 sarà l'ultima partecipazione dell'Italia. Nel 1997 è stato assegnato per la prima volta il Barbara Dex Award, per il peggior vestito, alla cantante maltese Debbie Scerri.

Il 1998, a Birmingham, segna il debutto della Macedonia del Nord, ma a vincere per Israele sarà Dana International con la canzone Diva. Questa vittoria è ricordata per esser stata la prima, e attualmente unica, vittoria di una transessuale.[14]

Nel 1999, a Gerusalemme, la Svezia vince grazie a Take Me to Your Heaven di Charlotte Nilsson e viene eseguito uno speciale final act per la fine del primo millennio, nel quale presentatori e concorrenti hanno cantato l'Hallelujah.

Anni 2000Modifica

L'edizione del 2000 si tenne presso il Globen di Stoccolma, dove ha debuttato la Lettonia e hanno trionfato gli Olsen Brothers per la Danimarca con Fly on the Wings of Love, nonostante l'Estonia di Ines fosse data per favorita. La NOS (emittente televisiva olandese) è stata costretta a trasmettere solo parte dell'edizione per poter trasmettere le notizie riguardanti il disastro pirotecnico di Enschede. Per la prima volta la manifestazione viene trasmessa via Internet.

Nel 2001, al Parken Stadium di Copenaghen, l'Estonia, con Everybody di Tanel Padar, Dave Benton & 2XL vince la competizione per la 1ª volta. Ospite durante l'interval act è stata la band danese Aqua.

Nel 2002, a Tallinn, dopo appena due anni dall'ingresso in gara, la Lettonia ottiene la sua prima vittoria con I Wanna di Marija Naumova. Inizialmente si pensò che ETV non sarebbe riuscita ad organizzare l'evento, ma grazie ad una raccolta fondi organizzata dal governo estone, l'edizione del 2002 non ha deluso le aspettative. La 47ª edizione è stata inoltre la prima ad esser stata ospitata da un paese appartenente al blocco sovietico.[15]

Nel 2003, presso la Skonto Arena di Riga, debutta l'Ucraina e vince per la prima e unica volta la Turchia con Everyway That I Can di Sertab Erener. Nonostante i problemi finanziari della capitale lettone, la 48ª edizione si è tenuta senza mancanze.

Nel 2004, a Istanbul, debuttano Albania, Andorra, Bielorussia e la federazione di Serbia e Montenegro, inoltre vincerà per la prima volta, dopo appena un anno dal debutto, l'Ucraina con Wild Dances di Ruslana Lyžyčko. In quest'anno per la prima volta viene organizzata una semifinale, che sostituisce i metodi della preselezione precedentemente adottati (1993 e 1996) e dell'eliminazione delle ultime classificate (1994-2003).

 
Alexander Rybak vince per la Norvegia nel 2009

Nel 2005, presso il Palazzo dello Sport di Kiev, debuttano Bulgaria e Moldavia, con il ritiro all'ultimo momento del Libano. A vincere sarà per la prima e unica volta la Grecia con My Number One di Helena Paparizou. Il ritiro del Libano era dovuto al rifiuto di trasmettere l'esibizione della cantante israeliana Shiri Maimon.

Nel 2006, ad Atene, debutta l'Armenia e vince a sorpresa il gruppo hard-rock Lordi per la Finlandia con Hard Rock Hallelujah. Questa è la prima vittoria di una canzone hard-rock (nonché prima vittoria finlandese), anche perché l'Eurovision è solitamente associato a musica pop, schlager e folclorica.

Nel 2007, a Helsinki, debuttano Georgia, Serbia, Montenegro (come paesi separati) e la Repubblica Ceca e si ritira definitivamente il Principato di Monaco. A vincere è Marija Šerifović per la Serbia con Molitva. L'Ucraina tuttavia ha mandato ad Helsinki una delle esibizioni più ricordate dai fan eurovisivi: Vjerka Serdjučka con Dancing Lasha Tumbai.

Nel 2008, a Belgrado, viene introdotta la seconda semifinale e debuttano San Marino e Azerbaigian, tuttavia si ritira, polemizzando sul sistema di voto, l'Austria. A vincere sarà Dima Bilan per la Russia con Believe.

Nel 2009, a Mosca, continua l'assenza di Italia e Austria, mentre San Marino si ritira per problemi finanziari. La Georgia viene squalificata a causa del conflitto con la Russia, ma si assiste al ritorno, dopo 11 anni di assenza, della Slovacchia. La vittoria è della Norvegia con il cantante bielorusso Alexander Rybak e la sua Fairytale.

Dal 2010 a oggiModifica

 
Loreen, vincitrice nel 2012

Nel 2010, a Bærum, vicino Oslo, si ritira il principato di Andorra, che non ha più fatto ritorno, accompagnato da Ungheria, Montenegro e Repubblica Ceca, che torneranno, rispettivamente, nel 2011, 2012 e 2015, mentre ritorna la Georgia dopo l'abbandono nell'edizione precedente; a vincere sarà per la seconda volta la Germania con Satellite, di Lena Meyer-Landrut.

Nel 2011 si è tenuto a Düsseldorf e ha visto il ritorno di Italia, Austria, San Marino e Ungheria; vince per la prima volta e a sorpresa l'Azerbaigian con il duo Ell & Nikki e la loro Running Scared.

Nel 2012, a Baku, ritorna il Montenegro e si ritira, con diverse polemiche riguardanti la sicurezza per la propria delegazione, e oltre il limite consentito dalle regole, l'Armenia (a causa del conflitto del Nagorno Karabakh con l'Azerbaigian); a vincere sarà nuovamente la Svezia con Loreen e il brano Euphoria.

Nel 2013, a Malmö, si ritirano Turchia e Slovacchia, non più ritornate, Portogallo e Bosnia ed Erzegovina, poi ritornate, mentre ritorna l'Armenia; vince la danese Emmelie de Forest con la canzone Only Teardrops. Altre due esibizioni ad esser ben ricordate sono quella della russa Dina Garipova e dell'ucraina Zlata Ohnevyč.

Nel 2014, nuovamente a Copenaghen, presso la B&W-Hallerne, si ritirano Bulgaria, Cipro, Serbia e Croazia per problemi economici e viene concessa una proroga alla Grecia per permettere alla NERIT di subentrare ad ERT dopo l'improvvisa chiusura di quest'ultima. Vince la drag queen austriaca Conchita Wurst, con polemiche in Austria, Russia e Bielorussia; nelle ultime due, le emittenti televisive sono state invitate a non trasmettere l'esibizione, fatto che avrebbe violato le regole dell'UER che pretendono la trasmissione in diretta integrale della manifestazione.

Nel 2015, a Vienna, debutta, in occasione dei primi 60 anni della manifestazione, l'Australia, con i ritorni di Repubblica Ceca, Cipro e Serbia e il ritiro dell'Ucraina; vince nuovamente la Svezia con il brano Heroes di Måns Zelmerlöw. Quest'edizione viene ricordata anche per le esibizioni di Polina Gagarina per la Russia e de Il Volo per l'Italia.

Nel 2016, nuovamente presso il Globen di Stoccolma, si ritira il Portogallo e viene squalificata, a causa di un debito verso l'UER, la Romania, e torna a vincere l'Ucraina con la cantante Jamala e la controversa 1944, che ha dato vita a diverse polemiche da parte della Russia, data per favorita insieme all'Australia.

Nel 2017, nuovamente a Kiev, si ritira la Russia, impossibilitata a partecipare con la cantante selezionata dall'emittente, Julija Samojlova, tuttavia il Portogallo, dopo il suo ritorno, vince per la prima volta con Salvador Sobral e la sua Amar pelos dois.

Nel 2018, presso la Altice Arena di Lisbona, ritorna la Russia dopo il ritiro forzato dell'anno precedente, portando il numero degli Stati in gara a 43 e vedendo trionfare Israele con Netta e la sua Toy.

Nel 2019 è stato ospitato dall'Centro congressi di Tel Aviv, che ha visto la prima vittoria dei Paesi Bassi nel XXI secolo; si sono ritirati Bulgaria e Ucraina, quest'ultima oltre i tempi limite del regolamento.

PartecipazioniModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Partecipazioni mancate all'Eurovision Song Contest.

EuropaModifica

 
La trasmissione di tutte le edizioni dell'Eurovision nel mondo

In Europa la maggioranza degli stati ha preso parte almeno una volta all'Eurovision Song Contest, tuttavia alcuni di essi si sono ritirati in via definitiva[16] dalla manifestazione, e questi stati sono: Andorra, Bosnia ed Erzegovina, Lussemburgo, Monaco, Slovacchia e Turchia.

L'unico stato sovrano europeo a non aver ancora partecipato è il Liechtenstein, per cui era previsto il debutto nell'edizione del 2019, in occasione dei 300 anni del principato, non avvenuto a causa della morte del direttore dell'emittente 1 FL TV, Peter Kölbel.[17]

AfricaModifica

L'unico stato africano ad aver preso parte all'Eurovision è stato il Marocco, nella solaedizione del 1980; la Tunisia avrebbe dovuto prender parte all'edizione del 1977, tuttavia si è ritirata senza ragioni ufficiali.

AmericaModifica

Nessun paese americano ha preso parte direttamente all'Eurovision Song Contest.

Il Canada ha preso parte a due edizioni dell'Eurovision Young Dancers, tuttavia nessuna sua emittente è un membro effettivo dell'UER, e inoltre il paese non ha manifestato particolare interesse nell'ESC, anche se è degna di nota la vittoria della cantante canadese Céline Dion per la Svizzera nel 1988.

Gli Stati Uniti, che hanno trasmesso l'evento per la prima volta nel 2016, hanno mandato Justin Timberlake ad esibirsi come interval act nella finale dell'edizione 2016 e faranno la stessa cosa con Madonna 3 anni dopo. Molti eurofan hanno individuato un parallelo con l'Australia; infatti la cantante australiana Jessica Mauboy si era esibita durante l'edizione del 2014, anticipando il debutto dell'anno successivo.[18][19]

AsiaModifica

Dei paesi asiatici nessuno, tranne Israele, ha ancora preso parte alla manifestazione. Il Libano ha tentato di partecipare nel 2005, ma dopo il rifiuto di trasmettere l'esibizione di Shiri Maimon, rappresentante israeliana, è stato costretto a ritirarsi.

Nel 1987 l'Unione Sovietica tentò la partecipazione, ma fu ritenuta un'idea troppo radicale e vicina all'occidente, tuttavia, dopo il crollo dell'URSS, la Russia e le altre nazioni del blocco orientale hanno preso parte alla manifestazione. L'ultimo debutto è stato quello dell'Azerbaigian (2008).

Il Qatar ha espresso interesse nella partecipazione, ma trovandosi fuori dall'area UER è difficile che possa debuttare.

Il Kazakistan, che tramite Khabar TV è entrato a far parte dell'UER nel 2016 e ha debuttato al JESC 2018 come il Galles, sembra essere interessato, tuttavia non ci sono notizie riguardanti il suo ingresso nella manifestazione.

La Cina, che ha mandato in onda l'ESC per la prima volta nel 2015 e ha successivamente mostrato interesse per l'edizione 2016, ma la sua partecipazione è considerata improbabile in quanto fuori dall'area UER.

Stati non sovraniModifica

La Scozia, il Galles e Gibilterra hanno tentato la partecipazione all'Eurovision Song Contest, ma essendo parte del Regno Unito (BBC), gli è stato impedito. Il Galles tuttavia ha debuttato all'Eurovision Choir of the Year 2017 e ha partecipato al Junior Eurovision Song Contest 2018 mentre la Scozia debutterà all'ECY 2019 di Göteborg.[20]

La Groenlandia (KNR) e le isole Fær Øer (KF) hanno a loro volta tentato di entrar a far parte dell'UER per partecipare alla manifestazione, ma essendo parte del Regno di Danimarca (DR) non ne è stato programmato l'ingresso separatamente dalla nazione scandinava.[21]

La Catalogna (TVC) rispetta effettivamente i criteri per entrare a far parte dell'Unione europea di radiodiffusione in quanto l'emittente televisiva è considerata un membro indipendente dell'ITU. Perciò l'assemblea dell'UER delibererà nel 2019 sul suo possibile ingresso, anche se TVE (emittente spagnola) avrà il diritto di votare contro la decisione.[22]

Il Kosovo è un altro dei più papabili debuttanti, tuttavia visto lo status del paese e il suo parziale riconoscimento, è necessario che l'UER si riunisca per deliberare in merito. Il voto finale sull'ingresso dell'emittente kosovara Radio Televizioni i Kosovës (RTK) è previsto nel mese di giugno del 2019.[23]

Ordine di esordio dei partecipanti per annoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Nazioni partecipanti all'Eurovision Song Contest.
 
Le partecipazioni dal 1956 a oggi:

     Ha partecipato almeno una volta

     Non ha mai partecipato, ma potrebbe

     Paesi che hanno partecipato come parte di un altro stato ma mai in maniera indipendente

     Paesi che avrebbero dovuto partecipare in passato ma che si sono ritirati

La tabella riassume per anno l'esordio di ciascun paese nella manifestazione:

Anno Esordio
1956   Belgio -   Francia -   Germania Ovest -   Italia -   Lussemburgo -   Paesi Bassi -  Svizzera
1957   Austria -   Danimarca -   Regno Unito
1958   Svezia
1959   Principato di Monaco
1960   Norvegia
1961   Finlandia -   Repubblica Socialista Federale Jugoslavia -   Spagna franchista
1964   Estado Novo
1965   Irlanda
1971   Malta
1973   Israele
1974   Regno di Grecia
1975   Turchia -   Portogallo
1977   Spagna
1979   Grecia
1980   Marocco
1981   Cipro
1986   Islanda
1991   Germania
1992   Repubblica Federale di Jugoslavia
1993   Repubblica di Bosnia ed Erzegovina -   Croazia -   Slovenia
1994   Estonia -   Lituania -   Polonia -   Romania -   Russia -   Slovacchia -   Ungheria
1998   Macedonia del Nord
1999   Bosnia ed Erzegovina
2000   Lettonia
2003   Ucraina
2004   Albania -   Andorra -   Bielorussia -   Serbia e Montenegro
2005   Bulgaria -   Moldavia
2006   Armenia
2007   Georgia -   Montenegro -   Repubblica Ceca -   Serbia
2008   Azerbaigian -   San Marino
2015   Australia

RegolamentoModifica

Il regolamento negli anni e nei suoi vari ambiti è stato rivisto più volte.

Di seguito sono indicate le attuali regole:

Per i cantantiModifica

  • Devono avere almeno 16 anni di età;
  • sul palco non possono essere presenti più di 6 persone (sono inclusi i gruppi e gli eventuali ballerini o coristi).

Per le canzoniModifica

  • Non deve durare più di 3 minuti;*
  • può essere di qualunque genere e cantata in qualunque lingua, anche inventata;
  • non può essere cover o ispirata ad altro brano edito;**
  • deve essere pubblicata non prima di un certo periodo (solitamente non prima del 1º settembre dell'anno precedente allo svolgimento della gara), e deve essere presentata con un video;**
  • non deve avere una scenografia o una coreografia controversa (in particolare sono vietati gli animali);
  • non deve avere contenuti politici, pubblicitari, o offensivi.***

*Questa regola è stata inserita nel 1962 (con un limite di 3 minuti e 30 secondi) in seguito all'esibizione di Corde della mia chitarra, che si è protratta per 5 minuti e 9 secondi.

**Nel 1988 Yiannis Demetriou, rappresentante cipriota, è stato squalificato poiché la sua canzone era già edita.

***Nel 2012 Valentina Monetta, rappresentante sammarinese, ha dovuto modificare titolo e contenuto della sua canzone a causa del riferimento esplicito al social network Facebook

Per il televotoModifica

Il televoto è l'insieme di voti assegnato dal pubblico attraverso un messaggio di testo con il numero della canzone, una chiamata (entrambi a numeri presentati durante lo show) o tramite l'app ufficiale dell'evento.

Le regole principali sono:

  • bisogna aver compiuto 18 anni;
  • non si può votare per il proprio paese.

Per le emittentiModifica

  • È necessario che l'emittente sia un membro effettivo dell'unione europea di radiodiffusione;
  • è necessario che l'emittente si iscriva o si ritiri entro un determinato termine, tuttavia dall'edizione del 2015 non ci sono più penali per le nazioni che si iscrivono e poi si ritirano oltre il termine ultimo;[24]
  • la serata finale deve essere trasmessa integralmente e obbligatoriamente su canali principali, mentre per le semifinali è sufficiente, dal 2008, la trasmissione in diretta di quella di competenza del paese, anche su canali minori. Per quanto riguarda i Big 5, anche se non si esibiscono nelle finali dalla loro istituzione, hanno diritto di voto in una delle due semifinali, dove vengono inoltre presentate parti delle prove delle canzoni sul palco;*
  • è severamente vietato non trasmettere o trasmettere solo parzialmente una o più esibizioni dei rappresentanti di altre nazioni;
  • per le emittenti organizzatrici è necessario ospitare la manifestazione in un luogo provvisto di copertura e dotato di una capacità adeguata.

*Dal 1999 sono previsti, per le televisioni che volessero introdurli, degli spazi per inserire gli annunci pubblicitari, e si può omettere la trasmissione dell'interval act.

Organizzazione ed articolazioneModifica

Selezione dei partecipantiModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Selezioni nazionali per l'Eurovision Song Contest.

La selezione dei partecipanti all'Eurovision Song Contest spetta alle emittenti televisive competenti dei singoli stati, ed esse decidono la modalità di selezione: una scelta interna (quindi cantante e/o brano vengono scelti dall'emittente stessa), organizzare un festival musicale (il pubblico e/o una giuria scelgono un vincitore che viene invitato a partecipare all'Eurovision), o un misto. Il vincitore dell'eventuale festival però non è obbligato a partecipare all'Eurovision né tanto meno è obbligato ad esibirsi con la canzone vincitrice, ad esempio Iva Zanicchi ha vinto il Festival di Sanremo nel 1969, in coppia con Bobby Solo, con la canzone Zingara, ma all'Eurovision si presentò da sola con il brano Due grosse lacrime bianche.

I partecipanti non devono obbligatoriamente avere vincoli di nazionalità (ad esempio nel 1988 la Svizzera vinse con la cantante canadese Céline Dion) e le canzoni non hanno restrizioni riguardanti la lingua (anche se nelle prime edizioni vigeva un obbligo di cantare in una delle lingue ufficiali del proprio paese).

ArticolazioneModifica

SemifinaliModifica

Fino all'edizione del 2003 la manifestazione si è articolata in un'unica serata finale e alcune volte, dato il numero di partecipanti, l'UER ha effettuato o una preselezione o le cosiddette "retrocessioni" (cioè la non partecipazione per un anno alle ultime classificate).

 
Opening act della prima semifinale a Düsseldorf nel 2011

Dal 2004 al 2007 è stata introdotta una semifinale che si è svolta pochi giorni prima della finale, alla quale avevano direttamente accesso i cosiddetti Big Four (Francia, Germania, Spagna e Regno Unito), il paese ospitante, i nove migliori paesi della precedente edizione e i dieci vincitori della semifinale, per una finale a 24. In entrambe le serate votavano tutti i paesi.

Dal 2008, visto l'alto numero di partecipanti, il regolamento prevede due semifinali a cui partecipano tutti i paesi con l'eccezione dei Big (che diventano Five nel 2011 con il ritorno dell'Italia) e del paese ospitante che accedono direttamente alla finale, che raggiunge perciò i 26 partecipanti (25 se l'ospitante è uno dei Big Five). Nelle semifinali però, votano solo i paesi che gareggiano in tale serata più tre nazioni qualificate[25]

Le semifinali durano normalmente 2 ore e si svolgono il martedì e il giovedì di una settimana di maggio.

I paesi che si qualificano per la finale vengono annunciati in ordine casuale e i risultati vengono divulgati a fine concorso. I vincitori inoltre partecipano ad una conferenza stampa dove, dopo aver risposto alle domande dei partecipanti alla conferenza, si viene a sapere in quale metà della finale si esibiranno.

 
Emmelie de Forest, vincitrice nel 2013

FinaleModifica

Lo show televisivo della finale, che si svolge normalmente di sabato, dura poco più di 3 ore e, come nelle semifinali, le lingue utilizzate dai presentatori sono l'inglese e il francese (lingue ufficiali dell'UER), spesso affiancate dalla lingua ufficiale del paese ospitante. Inoltre, dal 2013 vi è una parata dei finalisti che apre la serata.

Buona parte della serata finale è occupata dall'annuncio e conteggio dei voti, che, contrariamente alle semifinali, avviene in diretta: i presentatori videochiamano i corrispondenti di ogni nazione partecipante, incluse quelle uscite nelle semifinali, che danno i risultati del voto delle giurie (annunciando solo il punteggio più alto). Al voto delle giurie viene affiancato, partendo dal più basso, il risultato del televoto.

Finito il conteggio dei voti il vincitore viene premiato, solitamente dal vincitore dell'anno precedente, con un trofeo di vetro a forma di microfono e viene invitato ad esibirsi nuovamente con la canzone vincitrice.

Come ogni programma dell'UER è introdotto e chiuso dal Te Deum di Charpentier.

VittoriaModifica

Il paese che ottiene più punti vince l'Eurovision Song Contest e acquisisce l'invito non vincolante a organizzare l'edizione successiva. Infatti il paese o l'emittente televisiva possono rinunciare all'organizzazione dell'evento, in tal caso viene scelto un altro paese tra i candidati.

Il regolamento inizialmente non prevedeva spareggi, ma a causa del pareggio a quattro nell'edizione del 1969 e le critiche successive (alcuni paesi non parteciparono per protesta all'edizione successiva), il regolamento fu modificato e fu deciso che in caso di parità il paese con il maggior numero di 12 punti ricevuti sarebbe stato il vincitore (in caso di ulteriore parità si sarebbe deciso in base al numero di 10 punti ricevuti e così via). Questa regola fu applicata nel 1991 in Italia assegnando la vittoria alla Svezia, che si trovava a pari punteggio con la Francia. Il regolamento fu successivamente modificato e la vittoria viene assegnata al paese che ha ricevuto punti dal maggior numero di paesi e solo in caso di ulteriore parità si procede al conteggio dei 12 punti, eventualmente dei 10 punti e così via. Con l'attuale regolamento la vittoria del 1991 sarebbe stata assegnata alla Francia.

Dal 2016 giurie e televoto sono considerati separatamente, e i presentatori in video per le varie nazioni rivelano solamente i 12 punti assegnati dalle giurie (mostrando gli altri in video), per poi annunciare i punti del televoto, dicendo, stato per stato concorrente, il numero dei punti, partendo dalle nazioni che ricevono i punteggi più bassi a quelle che hanno ricevuto i punteggi più alti.

Sistema di votazioneModifica

Nel corso degli anni anche il sistema di votazione ha subito alcune modifiche. Nel 1975 è entrato in vigore l'attuale sistema di assegnazione dei punteggi: ogni paese assegna un certo numero di punti alle 10 canzoni preferite: da 1 a 7 punti rispettivamente dalla decima alla quarta, 8 punti alla terza, 10 alla seconda e 12 alla prima, da cui la famosa locuzione francese douze points.[26]

Inizialmente la votazione era effettuata dalle sole giurie, ma dal 1997 è stato sperimentato il televoto che è entrato ufficialmente in vigore l'anno successivo per tutte le nazioni. Nel caso in cui il televoto non dovesse funzionare, si conterebbe il solo voto della giuria.

Solitamente le giurie nazionali sono composte da cantanti e autori, che spesso hanno già partecipato all'Eurovision. In seguito alle critiche sul sistema di votazione, nell'edizione 2009 sono state reintrodotte solo nella serata finale, dove il punteggio ha pesato per il 50%.

ModalitàModifica

Tranne che nel 2010 e 2011 (dove si è votato fin dalla prima canzone), è possibile votare, sia nelle semifinali che nella finale, in uno spazio di 15 minuti dopo l'esibizione dell'ultima canzone. Questo momento viene annunciato dai presentatori con l'altra celebre frase Europe start voting now!.

Nelle semifinali votano solo i paesi coinvolti più due o tre Big Five (anche il paese ospitante vota in una delle due semifinali), mentre in finale tutti i paesi partecipanti hanno diritto di voto, compresi quelli che sono stati eliminati nelle semifinali.

Dichiarazione dei votiModifica

Al termine delle semifinali vengono annunciati senza un ordine particolare i paesi che hanno avuto accesso alla finale, ma i punteggi e la classifica delle semifinali vengono resi noti solo dopo la serata finale.

Anche la dichiarazione finale dei voti ha subito delle modifiche: inizialmente ogni paese dichiarava tutti i punteggi partendo dal più basso e ogni punteggio doveva essere ripetuto per regolamento dal presentatore in inglese e francese (dal 2004 solo in francese o inglese). Dal 2006 al 2015, dopo l'esibizione di tutti i cantanti e scaduto il tempo per la votazione, i presentatori della manifestazione si collegavano a uno a uno con tutti i paesi partecipanti, che dichiaravano le nazioni che avevano ricevuto 8, 10 e 12 punti. Dal 2016 i presentatori videochiamano i corrispondenti di ogni paese votante che danno solo il punteggio più alto assegnato dalle giurie (i punti da 1 a 10 vengono aggiunti automaticamente sullo schermo), mentre il punteggio del televoto viene aggiunto, partendo dal più basso, dagli stessi presentatori. L'ordine in cui vengono chiamate le nazioni in principio era basato sull'ordine di uscita delle canzoni, nel 2004 sulla sigla internazionale delle nazioni in ordine alfabetico, nel 2005 partendo dalle nazioni fermatesi in semifinale e poi quelle finaliste, dal 2006 al 2010 tramite sorteggio, dal 2011 è basato su un particolare algoritmo sviluppato dall'emittente televisiva norvegese NRK che tiene conto dei voti delle giurie, cercando di mantenere il più possibile in bilico il risultato finale. Con il nuovo sistema di voto, il primo paese che presenta il risultato delle giurie è quello che aveva ospitato l'ESC l'anno prima, l'ultimo quello ospitante.

EdizioniModifica

Anno Città e paese ospitante Paese vincitore Artista Canzone
1956   Teatro Kursaal, Lugano   Svizzera Lys Assia Refrain
1957   Großer Sendesaal, Francoforte sul Meno   Paesi Bassi Corry Brokken Net als toen
1958   AVRO Studios, Hilversum   Francia André Claveau Dors, mon amour
1959   Palais des Festivals et des Congrès, Cannes   Paesi Bassi Teddy Scholten 'n Beetje
1960   Royal Festival Hall, Londra   Francia Jacqueline Boyer Tom Pillibi
1961   Palais des Festivals et des Congrès, Cannes   Lussemburgo Jean-Claude Pascal Nous les amoureux
1962   Villa Louvigny, Lussemburgo   Francia Isabelle Aubret Un premier amour
1963   Television Centre, Londra   Danimarca Grethe e Jørgen Ingmann Dansevise
1964   Tivolis Koncertsal, Copenaghen   Italia Gigliola Cinquetti Non ho l'età (Per amarti)
1965   Centro Rai, Napoli   Lussemburgo France Gall Poupée de cire, poupée de son
1966   Villa Louvigny, Lussemburgo   Austria Udo Jürgens Merci, Chérie
1967   Hofburg, Vienna   Regno Unito Sandie Shaw Puppet on a String
1968   Royal Albert Hall, Londra   Spagna Massiel La, la, la
1969   Teatro Real, Madrid   Francia Frida Boccara Un jour, un enfant
  Paesi Bassi Lenny Kuhr De troubadour
  Regno Unito Lulu Boom Bang-a-bang
  Spagna Salomé Vivo cantando
1970   Amsterdam RAI, Amsterdam   Irlanda Dana All Kinds of Everything
1971   Gaiety Theatre, Dublino   Principato di Monaco Séverine Un banc, un arbre, une rue
1972   Usher Hall, Edimburgo   Lussemburgo Vicky Léandros Après toi
1973   Grand Théâtre, Lussemburgo   Lussemburgo Anne-Marie David Tu te reconnaîtras
1974   Dome, Brighton   Svezia ABBA Waterloo
1975   Stockholmsmässan, Stoccolma   Paesi Bassi Teach-In Ding-a-dong
1976   Centro congressi, L'Aia   Regno Unito Brotherhood of Man Save Your Kisses for Me
1977   Wembley Conference Centre, Londra   Francia Marie Myriam L'oiseau et l'enfant
1978   Palais des congrès, Parigi   Israele Izhar Cohen & The Alpha Beta A-Ba-Ni-Bi
1979   Binyenei HaUma, Gerusalemme   Israele Milk & Honey e Gali Atari Hallelujah
1980   Centro congressi, L'Aia   Irlanda Johnny Logan What's Another Year
1981   Royal Dublin Society, Dublino   Regno Unito Bucks Fizz Making Your Mind Up
1982   Centro congressi, Harrogate   Germania Ovest Nicole Ein bißchen Frieden
1983   Audi Dome, Monaco di Baviera   Lussemburgo Corinne Hermès Si la vie est cadeau
1984   Grand Théâtre, Lussemburgo   Svezia Herreys Diggi-Loo Diggi-Ley
1985   Scandinavium, Göteborg   Norvegia Bobbysocks La det swinge
1986   Grieghallen, Bergen   Belgio Sandra Kim J'aime la vie
1987   Palais du Centenaire, Bruxelles   Irlanda Johnny Logan Hold Me Now
1988   Royal Dublin Society, Dublino   Svizzera Céline Dion Ne partez pas sans moi
1989   Palais de Beaulieu, Losanna   Jugoslavia Riva Rock Me
1990   Vatroslav Lisinski Concert Hall, Zagabria   Italia Toto Cutugno Insieme: 1992
1991   Studio 15 di Cinecittà, Roma   Svezia Carola Fångad av en stormvind
1992   Malmö Isstadion, Malmö   Irlanda Linda Martin Why Me?
1993   Green Glens Arena, Millstreet   Irlanda Niamh Kavanagh In Your Eyes
1994   Point Theatre, Dublino   Irlanda Paul Harrington e Charlie McGettigan Rock 'n' Roll Kids
1995   Point Theatre, Dublino   Norvegia Secret Garden Nocturne
1996   Oslo Spektrum, Oslo   Irlanda Eimear Quinn The Voice
1997   Point Theatre, Dublino   Regno Unito Katrina and the Waves Love Shine a Light
1998   Barclaycard Arena, Birmingham   Israele Dana International Diva
1999   Binyenei HaUma, Gerusalemme   Svezia Charlotte Perrelli Take Me to Your Heaven
2000   Globen, Stoccolma   Danimarca Olsen Brothers Fly on the Wings of Love
2001   Stadio Parken, Copenaghen   Estonia Tanel Padar, Dave Benton & 2XL Everybody
2002   Saku Suurhall, Tallinn   Lettonia Marie N I Wanna
2003   Skonto Arena, Riga   Turchia Sertab Erener Every Way that I Can
2004   Abdi İpekçi Arena, Istanbul   Ucraina Ruslana Wild Dances
2005   Palazzo dello Sport, Kiev   Grecia Helena Paparizou My Number One
2006   O.A.K.A. Olympic Indoor Hall, Atene   Finlandia Lordi Hard Rock Hallelujah
2007   Hartwall Arena, Helsinki   Serbia Marija Šerifović Molitva
2008   Štark Arena, Belgrado   Russia Dima Bilan Believe
2009   Olimpijskij, Mosca   Norvegia Alexander Rybak Fairytale
2010   Telenor Arena, Oslo[27]   Germania Lena Satellite
2011   Düsseldorf Arena, Düsseldorf   Azerbaigian Ell & Nikki Running Scared
2012   Baku Crystal Hall, Baku   Svezia Loreen Euphoria
2013   Malmö Arena, Malmö   Danimarca Emmelie de Forest Only Teardrops
2014   B&W-Hallerne, Copenaghen   Austria Conchita Wurst Rise Like a Phoenix
2015   Wiener Stadthalle, Vienna   Svezia Måns Zelmerlöw Heroes
2016   Globen, Stoccolma   Ucraina Jamala 1944
2017   International Exhibition Centre, Kiev   Portogallo Salvador Sobral Amar pelos dois
2018   Altice Arena, Lisbona   Israele Netta Toy
2019   Expo Tel Aviv, Tel Aviv   Paesi Bassi Duncan Laurence Arcade
2020  

SloganModifica

A partire dall'Eurovision Song Contest 2002 ogni edizione del concorso canoro, ad eccezione del 2009, ha adottato uno slogan, deciso dall'emittente:

Edizione Città ospitante Slogan Traduzione
2002   Tallinn A Modern Fairytale Una Favola Moderna
2003   Riga Magical Rendezvous Magico Appuntamento
2004   Istanbul Under The Same Sky Sotto Lo Stesso Cielo
2005   Kiev Awakening Risveglio
2006   Atene Feel The Rhythm! Senti Il Ritmo!
2007   Helsinki True Fantasy Pura Fantasia
2008   Belgrado Confluence of Sound Confluenza del Suono
2009   Mosca Slogan non utilizzato
2010   Oslo Share The Moment! Condividi Il Momento!
2011   Düsseldorf Feel Your Heart Beat! Senti Il Tuo Cuore Battere!
2012   Baku Light Your Fire! Accendi il tuo fuoco!
2013   Malmö We Are One Siamo Uno Solo
2014   Copenaghen #JoinUs #UniscitiANoi
2015   Vienna Building Bridges Costruendo Ponti
2016   Stoccolma Come Together Venite Insieme
2017   Kiev Celebrate Diversity Celebra la Diversità
2018   Lisbona All Aboard! Tutti a Bordo!
2019   Tel Aviv Dare To Dream Osa Sognare

Premio Barbara DexModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Barbara Dex Award.

Il "Premio Barbara Dex" (in inglese: Barbara Dex Award), chiamato come l'omonima cantante belga che rappresentò il Belgio nel 1993, è un curioso trofeo annuale che dall'edizione 1997 viene conferito dal fan site "Eurovision House" al cantante o alla cantante "peggio abbigliato/a" della manifestazione: infatti la Dex suscitò clamore per un vestito di dubbio gusto da lei disegnato.

Al 2018, venti paesi in totale si sono aggiudicati il premio, tra cui la Serbia e la Macedonia che se lo sono guadagnato in due occasioni.

PresentatoriModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Presentatori dell'Eurovision Song Contest.

Ogni edizione dell'Eurovision Song Contest è stata presentata da almeno un conduttore o conduttrice. Questi vengono scelti dall'emittente nazionale che organizza l'edizione in questione, e capita spesso che il vincitore della precedente edizione presenti la successiva (ad esempio Måns Zelmerlöw ha presentato l'edizione 2016, dopo la sua vittoria nel 2015, in coppia con Petra Mede). Il primo presentatore della manifestazione è stato Lohengrin Filipello.

VincitoriModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Lista dei vincitori dell'Eurovision Song Contest.

Ogni edizione ha avuto un vincitore, per un totale di 66 (contando anche il pareggio a quattro nel 1969).

Ad eccezione di Johnny Logan, nessun altro concorrente ha vinto più di una volta l'ESC, ma non sono rari i vincitori che rappresentano il proprio paese dopo la vittoria, ad esempio Lena, Dana International, Charlotte Perrelli, e spesso, soprattutto nelle ultime edizioni, i vincitori, affiancati dai presentatori, conducono lo show.

Normalmente i vincitori di un'edizione si esibiscono nella successiva cantando, spesso come interval act, sia la canzone vincitrice che un nuovo singolo, ad esempio nella finale del 2014, Emmelie de Forest, si è esibita cantando una versione breve di Only Teardrops seguita da Rainmaker, suo nuovo singolo. In alcuni casi si esibiscono affiancati da altri vincitori, come ad esempio nel 2012, dove Marija Šerifović, Dima Bilan, Alexander Rybak, Lena, Ell & Nikki si sono esibiti cantando un breve estratto dei loro brani vincitori.

L'Eurovision è stato anche un trampolino di lancio per le carriere internazionali di molti artisti, come nel caso degli ABBA e di Céline Dion.

Paesi extraeuropei che hanno trasmesso il ContestModifica

Qui di seguito sono riportati i paesi non europei e non partecipanti che trasmettono annualmente la manifestazione musicale:

Nazione Rete/i televisiva/e
  Algeria Sconosciuta (dal 1978)
  Brasile TV Tupi (dal 1969/1980[28]), Sconosciuta (dal 1970/1972[29])
  Canada Sconosciuta (dal 1989/2000), OTV (dal 2014/2015)
  Cile Canal 9 (dal 1969[28]), Sconosciuta (dal 1970/1975[30])
  Egitto Sconosciuta (dal 1981[31])
  Hong Kong Sconosciuta (dal 1971/1972[29], 1975[30] e 1978/1979)
  India Sconosciuta[32]
  Giappone Sconosciuta (dal 1972[29] /1975[30]), NHK (dal 2000)
  Giordania JRTV (dal 1975[30]/1978[33])
  Corea del Sud Sconosciuta (dal 1975[30])
  Kirghizistan OTRK (dal 2012)
  Messico Las Estrellas (dal 2004)
  Nuova Zelanda Stratos (dal 2009/2011), UKTV (dal 2014/2016)
  Filippine ABS-CBN (dal 1972[29])
  Porto Rico Sconosciuta (dal 1969[28]), MSN (dal 2003[34]), Sconosciuta (dal 2004[35])
  Taiwan Sconosciuta (dal 1972[29])
  Thailandia Sconosciuta (dal 1972[29])
  Stati Uniti Sconosciuta (dal 1971), Univision (dal 2002/2004, 2017), Logo TV (dal 2016)

Curiosità e controversieModifica

Sui cantantiModifica

 
Monika Kuszyńska, rappresentante polacca nel 2015

Sui presentatoriModifica

Sui vincitoriModifica

Sugli statiModifica

  • Ancora 24 stati devono collezionare una vittoria (esclusa Serbia e Montenegro, stato non più esistente)[37];
  • L'Australia è l'ultimo stato debuttante (2015);
  • La Germania è lo Stato con il più alto numero di partecipazioni (63);
  • L'Irlanda è lo Stato ad aver vinto più edizioni sia in generale (7) che consecutivamente (3);
  • La Macedonia del Nord e la Serbia sono gli Stati che hanno vinto più volte il Barbara Dex Award (2);
  • Il Marocco è l'unico Stato ad aver partecipato una sola volta (1980) e l'unico africano ad aver preso parte all'Eurovision;
  • Il Principato di Monaco è lo stato assente per più tempo ad esser successivamente ritornato (1980-2003), mentre l'Italia è lo stato più assente ad esser tornato e ad essere attualmente in gara (1998-2010);
  • Il Regno Unito è lo stato che ha ospitato e organizzato più volte l'Eurovision (8);
 
Il palco della Wiener Stadthalle nel 2015

Sulla manifestazioneModifica

  • L'Eurovision Song Contest è uno dei programmi televisivi più longevi al mondo ed è entrato nel Guinness World Record come la competizione annuale di musica più longeva (a livello internazionale);[38][39]
  • Il The Point di Dublino ha ospitato il maggior numero di edizioni (3);
  • L'edizione del 1969 ha visto il primo e unico pareggio raggiunto da quattro paesi contemporaneamente;
  • Nel 1974, la canzone portoghese E depois do adeus, di Paulo de Carvalho, fu usata come segnale di preallarme per preparare la Rivoluzione dei Garofani, che nell'aprile del 1974 rovesciò il regime dittatoriale di Marcelo Caetano;
  • Nel 2008, nel 2011 e nel 2018 hanno partecipato 43 nazioni, i numeri più alti nella storia dell'Eurovision;
  • L'edizione del 2016 è l'edizione con il maggior numero di spettatori, ben 204 milioni (considerando coloro che hanno visto una parte dell'evento), anche se nel 1986 si stima che l'Eurovision sia stato visto da 800 milioni di persone, dati però non attendibili;[40]

ControversieModifica

 
Jamala durante le prove presso il Globen
  • Nel 1974 la Francia si è ritirata in seguito alla morte del presidente Georges Pompidou, avvenuta il 2 aprile di quell’anno. Tuttavia la Francia partecipò senza penali l'anno successivo;[41]
  • Nel 2012 l'Armenia, a causa del conflitto con l'Azerbaigian sul territorio del Nagorno Karabakh, si è ritirata, poiché non vedeva garantita la sicurezza della propria delegazione;
  • Nel 2013 la Turchia si è ritirata definitivamente dalla manifestazione, non approvando il sistema dei cosiddetti Big Five;[42]
  • Nel 2016 la Romania è stata squalificata, nonostante avesse scelto regolarmente cantante e brano (Ovidiu Anton, Moment of Silence), a causa di un debito di TVR (emittente romena) verso l'UER di 14,5 milioni di franchi svizzeri;[43]
  • Sempre nel 2016 la vittoria di Jamala con 1944 ha suscitato le polemiche della Russia, che riteneva il messaggio della canzone troppo politico e non conforme al regolamento dell'UER;[44]
  • Nel 2017 la Russia, a causa di una controversia politico-legale con l'Ucraina, riguardante la cantante russa Julija Samojlova (che sostanzialmente non poteva entrare in Ucraina), si è ritirata non trasmettendo l'evento. Perciò l'UER in seguito ha sanzionato entrambe le emittenti: Pervyj kanal è stata richiamata per non aver trasmesso l'evento, mentre UA:PBC è stata multata per aver ignorato le regole e le richieste dell'UER impedendo la partecipazione della Russia;[45]
  • Nel 2019, l'Ucraina, che sarebbe stata rappresentata da Maruv con Siren Song, si è ritirata a causa di alcune controversie riguardanti il contratto da siglare tra la cantante e l'emittente, e in seguito anche al rifiuto degli altri finalisti del Vidbir di sostituirla.

NoteModifica

  1. ^ (EN) Live Webcast, European Broadcasting Union. URL consultato il 25 maggio 2006 (archiviato dall'url originale il 25 maggio 2006).
  2. ^ (EN) Staff, Finland wins Eurovision contest, Al Jazeera English, 21 maggio 2006. URL consultato l'8 maggio 2007.
  3. ^ (EN) Matthew Murray, Eurovision Song Contest - International Music Program, Museum of Broadcast Communications. URL consultato il 29 marzo 2014.
  4. ^ Eurovision Trivia (PDF), BBC non Online, 2002. URL consultato il 18 luglio 2006.
  5. ^ (EN) Eurovision Song Contest 1972, European Broadcasting Union. URL consultato il 21 luglio 2009.
  6. ^ (EN) Eurovision Song Contest 2004 Final, European Broadcasting Union. URL consultato il 22 luglio 2009.
  7. ^ (EN) Philip Laven, Webcasting and the Eurovision Song Contest, European Broadcasting Union, luglio 2002. URL consultato il 21 agosto 2006.
  8. ^ (EN) Eurovision song contest 2006 - live streaming, Octoshape, 8 giugno 2006. URL consultato il 21 agosto 2006 (archiviato dall'url originale il 28 luglio 2007).
  9. ^ (DE) Eva-Maria Klapheck, Die Sprachenwahl beim Eurovision Song Contest und ihre Auswirkungen und Konsequenzen : Untersuchung zum Zeitraum 1999-2004, 2004.
  10. ^ Aldo Grasso, L'allegra baracconata e i riflessi della politica, corriere.it, 12 maggio 2014.
  11. ^ Ermal Meta e Fabrizio Moro: a sorpresa cantano "Nel Blu Dipinto Di Blu" durante le prove dell'Eurovision. URL consultato il 1º novembre 2018.
  12. ^ (EN) Eurovision 1978 Results: Voting & Points, in Eurovisionworld. URL consultato il 1º novembre 2018.
  13. ^ (EN) Celine Dion discusses Eurovision with Jonathan Ross, in wiwibloggs, 10 novembre 2013. URL consultato il 2 novembre 2018.
  14. ^ (EN) Eve Barlow, Viva la diva! How Eurovision's Dana International made trans identity mainstream, in The Guardian, 10 maggio 2018. URL consultato il 1º novembre 2018.
  15. ^ The end of a decade: Tallinn 2002 - Eurovision Song Contest Tel Aviv 2019, su eurovision.tv. URL consultato il 1º novembre 2018.
  16. ^ Ossia che non partecipano da almeno 3 edizioni
  17. ^ (EN) Eurovision Liechtenstein: 1 FL TV will not debut in Eurovision 2019 - ESCToday.com, in Eurovision News, Polls and Information by ESCToday, 26 luglio 2018. URL consultato il 6 ottobre 2018.
  18. ^ Eurovision 2016: vince l'Ucraina, ma Jamala diventa un caso diplomatico. Justin Timberlake guest star - VIDEO - Musica, su ANSA.it, 15 maggio 2016. URL consultato il 16 gennaio 2019.
  19. ^ eurofestival, Australia: Jessica Mauboy torna all'Eurovision con "We got love", su Eurofestival News, 8 marzo 2018. URL consultato il 16 gennaio 2019.
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