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Società Sportiva Sambenedettese

SS Sambenedettese
Calcio Football pictogram.svg
Sambenedettese Calcio (Since 2013).png
Samb, Samba, Rossoblù
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali Rosso e Blu.svg rosso-blu
Simboli Lancetta, Torrione[1]
Dati societari
Città San Benedetto del Tronto (AP)
Nazione Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Serie C
Fondazione 1923
Rifondazione1994
Rifondazione2006
Rifondazione2009
Rifondazione2013
Presidente Italia Franco Fedeli
Allenatore Italia Giorgio Roselli
Stadio Riviera delle Palme
(13.708 posti)
Sito web www.sambenedettesecalcio.it
Palmarès
Coppa Italia Lega Pro
Trofei nazionali 1 Coppe Italia Serie C/Lega Pro
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce

La Società Sportiva Sambenedettese s.r.l.[2] (nota semplicemente come Sambenedettese o altresì nota con le abbreviazioni usate da media e tifosi Samb e Samba), è una società calcistica italiana con sede nel comune di San Benedetto del Tronto. Milita nel girone B del campionato di Serie C, terzo livello del campionato italiano di calcio.

Fondata il 4 aprile 1923 in seguito alla fusione di 3 squadre locali (Fortitudo, Serenissima, Forza e Coraggio), vanta 21 partecipazioni al campionato di Serie B; ha trascorso buona parte della propria storia in Serie C e Serie C1, serie nelle quali ha ottenuto 3 promozioni in Serie B.

Indice

StoriaModifica

Le originiModifica

Il 4 aprile 1923 dalla fusione di Fortitudo (1907), Serenissima, e Forza e Coraggio, tre squadre calcistiche di San Benedetto del Tronto, nasce l'Unione Sportiva Sambenedettese marche, con i colori verde e bianco. La squadra, alla cui fondazione partecipò il dirigente corropolese Italo Foschi, però non partecipa a nessun campionato F.I.G.C. non disponendo di un campo di gioco; nel 1926 viene inaugurato il campo di piazza San Giovanni Battista, detto "la trappoletta", e la Samb si iscrive al campionato di Terza Divisione Marche. Il presidente è Ludovico Giovannetti; dopo pochi mesi c'è una scissione per liti interne e alcuni calciatori si trasferiscono a un'altra società, il Torrione. Nel 1928 compaiono i colori attuali, rosso e blu, che sono anche i colori dello stemma cittadino; tra i calciatori spicca il bomber Tommaso Marchegiani, detto Massì e il portiere Pietro Cosignani. Tre anni dopo viene inaugurato il campo polisportivo “Littorio”, che nel 1944 viene intitolato a "Massì" Marchegiani, morto in un bombardamento durante la guerra, e infine nel 1949 ai fratelli Ballarin, calciatori del grande Torino, vittime della tragedia di Superga.

Nella stagione 1946-1947 la Samb sfiora le fasi finali per andare in Serie B, ma perde il proprio girone finendo a un solo punto dalla Maceratese, e l'attaccante Luigi Traini (I), il più forte di tutti i tempi della Samb, finisce per mettere a segno in quella stagione la bellezza di 32 goal, un record per le 24 gare disputate: il suo apporto mancherà solo in due partite delle 26 effettive del torneo. La stagione 1947-1948 vede una riforma dei campionati che porta molte squadre a retrocedere in Promozione Interregionale, tra cui anche l'Ascoli, retrocesso in Prima Divisione Regionale ma in seguito ripescato; la Sambenedettese del nuovo allenatore-giocatore Alfredo Notti si piazza ancora una volta al secondo posto dietro alla Maceratese e viene iscritta alla Serie C di lusso dell'anno successivo.

La Samb milita ininterrottamente tra la Serie B e Terza Serie, dal 1945-1946 fino al 1993-1994, fatta eccezione per la stagione 1990-1991.

Dal dopoguerra agli anni settantaModifica

Il campionato di Serie C a girone unico 1955-1956 vede la promozione in Serie B della Samb, che totalizza 44 punti a pari merito col Venezia; la Samb come al solito mantiene il campo imbattuto, e con 61 reti segnate risulterà anche il miglior attacco del torneo. Il presidente è Domenico Roncarolo (sua l'idea di chiedere aiuto finanziario ai pescatori locali), l'allenatore Bruno Biagini, il capitano Alberto Astraceli.

Nei sette campionati cadetti del primo ciclo (1956/1963) la Sambenedettese affronta squadre blasonate come Torino, Napoli, Lazio, Bari, Alessandria, Triestina, Genoa e Palermo.

Dopo quattro stagioni di bassa classifica, nel campionato cadetto del 1960-1961 la Samb disputa un campionato di alto livello, chiuso al 7º posto. Nello stesso anno sfida i campioni d'Italia della Juventus negli ottavi di finale di Coppa Italia.[3] Nella stagione successiva la Samb ottiene la salvezza nelle ultime giornate, ma non riesce a ripetersi nel campionato 1962-1963 quando, arrivata penultima, viene retrocessa in Serie C. Diversi calciatori messisi in evidenza con la Samb in quegli anni approdano in Serie A: Sattolo al Torino, Menichelli alla Juventus, Garbuglia alla Lazio, Lorenzini al BolognaBologna Football Club 1909, Matteucci all'Inter.

Dal 1963 e per un decennio la Sambenedettese milita ininterrottamente in Serie C nei gironi B e C, rivelandosi sempre tra le più forti formazioni, ma senza riuscire a ottenere il ritorno in Serie B. Nel 1965, nel corso di un derby con l'Ascoli, l'attaccante della Samb Alfiero Caposciutti è protagonista di un involontario scontro di gioco che costa la vita al portiere dell'Ascoli Roberto Strulli.

 
COPPA ITALIA 1975/76

  • Sambenedettese: Pigino, Della Bianchina, Catto, Radio, Anzuini, Agretti, Ripa, Berta, Chimenti, Simonato, Basilico (36' st Trevisan)
  • Allenatore: Marino Bergamasco.

  • Juventus: Zoff, Cuccureddu, Gentile, Furino, Spinosi, Scirea, Causio, Gori, Anastasi, Capello (1' st Tardelli), Altafini (1' st Damiani)
  • Allenatore: Carlo Parola

Arbitro: Pierluigi Levrero di Genova

  • Marcatori: Capello F. (J) al 26', Capello F. (J) al 31', Chimenti (S) al 46' pt; Simonato (S) al 6' st

Spettatori: 13.000

Nel torneo 1965-66 tra le file della Samb c'è un giovanissimo Franco Causio, che poco dopo approderà alla Juventus. In questi anni inizia la tradizione dei grandi portieri della Samb: si trasferiscono in Serie A Roberto Tancredi (alla Juventus), Sulfaro (alla Lazio), Migliorini (alla Ternana).

Nel campionato 1973-1974 la Samb è promossa per la seconda volta in Serie B, ottenendo 22 vittorie e con 9 punti di distacco dal Rimini secondo classificato. Allenatore è Marino Bergamasco, già collaboratore di Nereo Rocco al Milan e nel Torino e presidente Nicola D'Isidori, sostituito dopo poche giornate di campionato da Arduino Caioni che resterà presidente fino alla stagione 1980-1981.

Il secondo ciclo in Serie B dura fino al 1980: i giocatori più rappresentativi sono gli attaccanti Francesco Chimenti, Simonato e Basilico e i centrocampisti Ripa, Castronaro e Valà.

Nel 1975-1976 si ripete dopo 14 anni la sfida di Coppa Italia con la Juventus: i campioni d'Italia uscenti sono fermati in casa 2-2.[4] Tra le file della Samb, negli anni successivi, militano Franco Colomba e Francesco Guidolin. Nel campionato 1977-1978 la Samb sfiora la promozione in Serie A, sfumata nello 0-0 interno contro la Sampdoria: allenatore è Marino Bergamasco, appena ritornato in rossoblù.

 
La Sambenedettese 1977-78

In Coppa Italia nel 1977-1978, i rossoblù battono fuori casa il Verona con un insolito 3-5. L'anno dopo l'allenatore è Nicola Tribuiani, sostituito da Lauro Toneatto. Nel campionato 1979-1980 torna in panchina Marino Bergamasco per sostituire Pietro Maroso, ma la Samb retrocede in Serie C1: nella rosa ci sono Stefano Tacconi (poi alla Juventus) e Antonio Sabato.

Gli anni ottantaModifica

Durante il campionato 1980-1981 il presidente Arduino Caioni passa il testimone a Ferruccio Zoboletti, reggiano di nascita ma sambenedettese d'adozione. L'allenatore è l'emergente Nedo Sonetti che conquista l'immediata promozione in Serie B: tra i protagonisti, il giovane portiere Walter Zenga in prestito dall'Inter e Luigi Cagni. Con Zenga si apre di fatto la scuola dei portieri di Piero Persico, già numero uno rossoblù negli anni cinquanta. La Samb conquista 44 punti, a pari merito con la Cavese; l'ultima partita di campionato contro il Matera vede però una tragedia allo stadio Ballarin: scoppia un incendio in curva sud, la curva dei tifosi di casa, che provoca decine di feriti e in cui perdono la vita Maria Teresa Napoleoni e Carla Bisirri; la partita però si gioca lo stesso, e termina 0-0. Si decide così di progettare un nuovo stadio, più grande e adeguato alle moderne norme di sicurezza.[5]

 
La Sambenedettese scesa in campo il 7 giugno 1981, che conquistò la promozione in Serie B.

Il campionato di Serie B 1981-1982 si chiude all'8º posto, sempre sotto la guida di Nedo Sonetti. I rossoblù in questa stagione, conquistano una prestigiosa vittoria 0-1 a Genova, in quel di "Marassi" contro la Sampdoria promossa in Serie A, goal di Gigi Cagni; al ritorno invece la squadra blucerchiata riesce a pareggiare per 2-2, Samb in doppio vantaggio con Garbuglia, poi la Sampdoria riesce a raddrizzare l'incontro, grazie alle reti di Scanziani e Guerrini.

Il campionato 1982-1983 si apre con il 2-2 a Milano contro il Milan, che l'anno prima era stato per la seconda volta retrocesso in Serie B; anche la partita di ritorno finirà con un pareggio. La Samb pareggia anche in casa della Lazio, che insieme al Milan e al Catania sarà promosso in Serie A.

Nel 1983-1984 Nedo Sonetti abbandona la Samb che è allenata da Roberto Clagluna: da segnalare la vittoria in Coppa Italia contro l'Inter. Dopo un campionato difficile la salvezza giunge alla penultima giornata, con il pareggio casalingo contro la Pistoiese, viceversa con quel risultato condannata alla Serie C1. Alcune immagini di quell'incontro, compresa la festa dei tifosi rossoblù per la salvezza, furono poi riutilizzate per il film L'allenatore nel pallone. Il campionato 1984-1985 è l'ultimo disputato al "Ballarin": tra le file dei rossoblù Stefano Borgonovo, Tiziano Manfrin, Maccoppi, Turrini, Di Fabio; il capitano è sempre Gigi Cagni.

Il 13 agosto 1985 vede l'inaugurazione del nuovo Stadio Riviera delle Palme, realizzato per circa 25 000 spettatori ma progettato per un futuro ampliamento. Nel campionato 1985-1986 c'è l'ultimo derby con l'Ascoli, una sfida sempre segnata da grande rivalità.[6]

Nel campionato 1986-1987 la Samb si salva all'ultima giornata vincendo a Bari per 4-3: allenatore è ancora Clagluna, in rosa c'è Franco Selvaggi, proveniente dall'Inter. È l'ultima stagione alla Samb per Gigi Cagni, che detiene il record di presenze in Serie B, 496. Nel 1987-1988 l'allenatore è Angelo Domenghini, che conquista l'ennesima salvezza; nel 1988-1989 lascia dopo 4 giornate a Enzo Riccomini, che non riesce a evitare la retrocessione in Serie C1: in rosa ci sono Marcato, Valoti e il portiere Bonaiuti.

Il campionato 1989-1990 vede la seconda retrocessione consecutiva della Samb, stavolta in Serie C2, categoria mai affrontata prima.

Gli anni novantaModifica

Nella stagione 1990-1991 la presidenza passa all'imprenditore trevigiano Antonio Venturato; l'allenatore è Giorgio Rumignani. La Samb arriva seconda dietro il Chieti e ottiene così il ritorno in Serie C1. Seguono tre stagioni di C1 tra alti e bassi: tra i giocatori ci sono Moreno Solfrini, Pasqualino Minuti, Gennaro Grillo, Ottavio Palladini, Giuseppe Manari, Tiziano De Patre, i portieri Stefano Visi e Antonio Chimenti.

Nella stagione 1991-1992 la Samb vince la Coppa Italia di Serie C battendo in finale il Siena. La stagione 1992-1993 (in cui per la prima volta la Samb è inserita nel girone A), vede l'alternarsi in panchina di Claudio Tobia, Zibì Boniek e l'esordiente Ivo Iaconi che centra la salvezza.

Le difficoltà economiche della società emergono in tutta la loro drammaticità e l'iscrizione al campionato di Serie C1 1993-1994 avviene a pochi minuti dalla scadenza grazie alla fideiussione prestata dall'allora neo Sindaco Paolo Perazzoli e dagli imprenditori locali Giancarlo Amante, Nazzareno Torquati e Francesco Ascolani. L'allenatore è Diego Di Feliciantonio, coadiuvato da Ivo Iaconi, e la squadra, nonostante non percepisca lo stipendio, si batte per i primi posti in classifica. Grazie al Sindaco Perazzoli e al gruppo di imprenditori che hanno con lui firmato la fideiussione vengono garantiti alcuni stipendi ma inopinatamente il Presidente Venturato rompe con gli stessi ogni rapporto e il campionato partito bene finisce comunque con la salvezza della squadra. Al momento di iscrivere la squadra al campionato 1994-1995 la L.N.P., in forza della situazione di bilancio disastrata, decide la non iscrizione e la retrocessione nel campionato di Eccellenza Marche. Il Presidente Venturato dapprima iscrive la squadra al Campionato di Eccellenza, poi scompare dalla circolazione, rendendosi irreperibile, mettendo in serio pericolo anche lo svolgimento di questo torneo.

Un gruppo di imprenditori locali, dietro l'impulso del Sindaco di San Benedetto del Tronto Paolo Perazzoli, dà vita alla Sportinvest S.p.A. con presidente l'imprenditore ittico Nazzareno Torquati e riesce a vincere il Campionato di Eccellenza Marche 1994-1995; il commissario della squadra è Raniero Iacoponi, l'allenatore è Francesco Chimenti, che dispone di una buona squadra capitanata da Stefano Colantuono.

A seguito della dichiarazione di fallimento della Sambenedettese S.p.A. si forma l'A.S. Sambenedettese Calcio, con presidente Raniero Iacoponi, che a pochi giorni dall'inizio del campionato, grazie all'impegno di Nazzareno Torquati, Giancarlo Amante ed Emilio Scartozzi, che si accollano debiti pregressi della vecchia società, ne acquisisce il titolo sportivo. Questo ritardo non consente una preparazione ottimale e il campionato 1995-1996, il primo nel CND (campionato nazionale dilettanti), vede una faticosa salvezza della Samb ottenuta anche grazie agli sforzi del neopresidente Rocco Sannicandro e dell'allenatore Bruno Piccioni.

Il campionato 1996-1997 inizia con i migliori auspici e viene condotto sempre al vertice della classifica, ma nel finale del campionato la Samb viene raggiunta e superata dall'Astrea; nel novembre 1996 l'A.S. Sambenedettese Calcio si trasforma in Sambenedettese Calcio S.r.l. con presidente Giancarlo Amante e vice Nazzareno Torquati ed Emilio Scartozzi. La società nell'agosto 1997 organizza un grande evento sportivo internazionale, ospitando presso il Riviera delle Palme la partita amichevole precampionato Juventus-Bayern Monaco, con oltre ventitremila spettatori paganti. L'anno seguente altre amichevoli estive di lusso: Milan-Celta Vigo e ancora Juventus, stavolta contro l'Espanyol.

Nelle stagioni 1997-1998, 1998-1999 e 1999-2000 la Samb, sotto la presidenza di Giancarlo Amante prima e dei fratelli Caucci poi, disputa campionati in cui non riesce mai ad aggiudicarsi la prima posizione, l'unica utile per la promozione in Serie C2. Tra gli allenatori che si avvicendano sulla panchina della Samb ci sono Aldo Ammazzalorso, Massimo Silva, Ruggero Cannito.

Gli anni duemilaModifica

Nell'estate 2000 la svolta: la Sambenedettese viene acquistata da Luciano Gaucci, già proprietario di Perugia e Viterbese (appena ceduta) e neoacquirente anche del Catania. Dopo un'iniziale crisi di risultati la squadra è affidata all'allenatore Giovanni Mei e vince il campionato di Serie D 2000-2001 con grande vantaggio; tra i giocatori il bomber Fabrizio Fermanelli, lo stopper Stefano Colantuono, il portiere Stefano Visi (questi ultimi due ritorni).

Il campionato di Serie C2 girone B 2001-2002 non è facile per la Samb: si alternano in panchina Mei, Paolo Beruatto, Enrico Nicolini e infine Stefano Colantuono, che smette di giocare accomodandosi in panchina. Quando accetta l'incarico la Samb è in bassa classifica a 9 giornate dal termine, ma con una serie di 9 vittorie consecutive riesce ad agguantare il 5º posto, l'ultimo utile per i play-off. La Samb passa la semifinale col Rimini e poi la finale col Brescello davanti a dodicimila spettatori (il ritorno, che si gioca sul campo neutro di Parma, vede l'"esodo" di circa 7000 tifosi rossoblù che raggiungono la città emiliana), conquistando la promozione in Serie C1. Tra i protagonisti della promozione l'attaccante Andrea Soncin, il fantasista Antonio “Totò” Criniti, il centrocampista Gennaro Delvecchio.[7]Colantuono (che non ha ancora il patentino di seconda categoria ed è affiancato da Gabriele Matricciani) rimane alla guida della Samb nel campionato di Serie C1 girone B 2002-2003[8]: la squadra viene rinforzata dal direttore sportivo Guido Angelozzi e dopo alcuni alti e bassi raggiunge il 5º posto utile per il play-off. In semifinale la Samb incontra il favorito Pescara: i rossoblù vincono in casa per 1-0 con gol di Teodorani ma sono sconfitti in Abruzzo per 2-0 (doppietta di Cecchini).[9]

Il campionato di Serie C1 girone B 2003-2004 vede il progressivo defilarsi di Luciano Gaucci: la gestione della società è affidata al figlio Alessandro, impegnato però anche nel Perugia. Il nuovo allenatore è Sauro Trillini, alla prima esperienza tra i professionisti, che ottiene risultati altalenanti. A gennaio vengono ceduti alle altre squadre “di famiglia” gli attaccanti Francesco Zerbini (al Perugia) e Gabriele Scandurra (al Catania), autori di 10 gol a testa in metà campionato; arriva però il bomber Costantino Borneo dalla Vis Pesaro, anche lui autore di 10 gol, che si laureerà poi capocannoniere. La Samb (con Trillini sostituito nel frattempo da Salvatore Vullo) si piazza al 7º posto mancando i play-off e Gaucci, contestato dai tifosi, decide di passare la mano (inoltre si è visto rifiutare dal Comune di San Benedetto del Tronto il progetto per la gestione dello Stadio Riviera delle Palme).

Le trattative si protraggono per tutta l'estate senza esito fino al 29 agosto 2004: la società passa alla cordata capeggiata dall'abruzzese Umberto Mastellarini e dal procuratore Vincenzo D'Ippolito. La rosa, che era composta da appena 5 giocatori dopo le cessioni estive, viene fatta in sole 24 ore (il 31 agosto è l'ultimo giorno della sessione estiva di mercato). L'allenatore del campionato di Serie C1 girone B 2004-05 è l'esordiente Davide Ballardini, proveniente dalle giovanili del Parma; tra i giocatori arrivano i sudamericani Nicolás Amodio e Mariano Bogliacino, il difensore Michele Canini, il centrocampista Luca Cigarini e l'attaccante Marco Martini trasformato da ala a punta. A gennaio arrivano poi il portiere Francesco Mancini e il trequartista Julio Cesar Leon (ex Reggina e Fiorentina). La Sambenedettese si classifica al 4º posto centrando così i play-off. La semifinale la vede opposta al Napoli: in casa è 1-1 con pareggio napoletano negli istanti finali, al "San Paolo" la Sambenedettese perde 2-0.[10]

L'estate 2005 è ancora travagliata: esce dalla società D'Ippolito, Mastellarini cerca nuovi acquirenti senza successo; il nuovo allenatore Ortega, scelto da D'Ippolito, si dimette e viene ingaggiato Giuseppe Galderisi con Giuseppe Dossena direttore sportivo. La società è in difficoltà economiche e la rosa viene indebolita rispetto all'anno passato; la squadra inizia bene il campionato di Serie C1 girone A 2005-06 ma poi entra in crisi e Galderisi viene sostituito da Luciano Zecchini, ex allenatore del Teramo che non migliora le cose. A dicembre Mastellarini e il socio Paterna (proprietario anche del Pescara) raggiungono l'accordo per la cessione della società con il romano Alberto Soldini, in cui è compresa la cessione del bomber Martini al Pescara. A gennaio Soldini cambia lo staff: nuovo allenatore è Giuseppe Giannini, il suo vice è Roberto Pruzzo, il direttore sportivo è Carlo Colacioppo; il mercato vede la partenza di 13 giocatori e l'arrivo di altri 15. Ma la Samb infila una serie negativa senza vittorie da ottobre a febbraio precipitando al penultimo posto. Esonerati anche Giannini, Pruzzo e Colacioppo, la squadra viene affidata alla bandiera rossoblù Francesco Chimenti (quinto allenatore della stagione). Ma non c'è pace nemmeno per lui: infatti, a seguito delle promesse non mantenute dal presidente Soldini, l'allenatore Chimenti, il direttore tecnico Remo Croci, l'allenatore in seconda Luigi Voltattorni e il responsabile della comunicazione Emidio Lattanzi. La Samb si ritrova senza allenatore e senza stipendi; ciononostante, con la guida prima dei giocatori Colonnello e Zanetti e poi degli allenatori delle giovanili Voltattorni e Zaini la squadra ottiene buoni risultati (bella in particolare la vittoria con il Genoa per 2-1), con il sostegno anche economico di molti tifosi rossoblù e dell'imprenditore Sergio Spina. Alla fine della regular season viene però decretato il prevedibile fallimento e in seguito a numerosi deferimenti la Samb subisce 4 punti di penalizzazione che la condannano ai play-out contro il Lumezzane. In panchina torna, a furor di popolo, Francesco Chimenti: all'andata i lombardi vincono in casa 3-1, ma al ritorno una grande prestazione dei giocatori della Samb, sospinti dai tifosi rossoblù, ribalta il risultato con un sonante 4-0 (magnifica la prestazione di Macaluso).[11] La Samb è salva.[12] E a giugno arriva anche la salvezza fuori dal campo: l'asta fallimentare assegna la società ai fratelli Tormenti che ripianano i debiti sportivi e iscrivono la Samb al campionato di C1 2006-2007.

La stagione 2006-2007 vede in panchina Alessandro Calori e nello staff il ritorno di Claudio Molinari e l'arrivo di Giuseppe Pavone come direttore sportivo. Calori viene però sollevato dall'incarico dopo 5 giornate (un solo punto per lui e Samb all'ultimo posto solitario). La società affida al "bomber" Francesco Chimenti, idolo della tifoseria, il compito di guidare la squadra nella vittoriosa partita contro il San Marino, in attesa del nuovo allenatore Guido Ugolotti. Il campionato viene chiuso all'ottavo posto, raggiungendo largamente l'obiettivo stagionale della salvezza. Tra i giocatori che si mettono in mostra spiccano Morante (18 gol), Desideri ("pescato" in Serie D e acquistato dal Bari al termine della stagione), e i tanti giovani scelti da Pavone: gli attaccanti Olivieri e Carlini, i centrocampisti Loviso e Iovine, il difensore Zammuto e il portiere Consigli.

Già nel ritiro di luglio-agosto la squadra è definita. Molinari e Pavone lasciano la Samb, il nuovo ds è Maurizio Natali. A fine agosto viene ceduto il bomber Daniele Morante al Verona; tornano dopo anni i "sambenedettesi" Stefano Visi e Ottavio Palladini. Della squadra dell'anno passato rimangono solo Fabio Tinazzi, Michele Santoni, Davide Giorgino e Nikola Olivieri oltre ai giovani Tulli e Forò; confermato anche l'allenatore Guido Ugolotti. Tra le nuove "scommesse" spiccano Davis Curiale, Michael Cia e Danilo Soddimo. Anche il campionato 2007-2008, però, inizia negativamente: la squadra segna poco, gioca male e ottiene solo 8 punti in 12 giornate. Il 4-0 contro il Gallipoli è fatale a Guido Ugolotti che viene esonerato e sostituito da Enrico Piccioni; viene nominato come nuovo direttore sportivo Enzo Nucifora, con il compito di rinforzare la squadra a gennaio (cede Olivieri al Pescara e acquista tra gli altri Leandro Vitiello e Luis Maria Alfageme). Nonostante i buoni risultati casalinghi, il rendimento in trasferta della squadra resta deficitario, cosicché il 17 marzo Piccioni viene esonerato e torna in panchina Guido Ugolotti. Con tre vittorie consecutive la Samb esce dalla zona play-out per la prima volta dall'inizio del campionato. I rossoblù conquistano poi la salvezza diretta grazie alla penalizzazione inflitta al Lanciano, intanto fallito, che finisce ai play-out e poi retrocede.[13]

Per la stagione 2008-2009 l'allenatore Ugolotti e il ds Nucifora non vengono riconfermati e tornano al lavoro Piccioni e Natali. Viene costruita una rosa piena di giovani, anche a causa delle limitazioni (non obbligatorie ma richieste per ottenere contributi economici) previste dalla neonata Lega Pro (ex Lega di Serie C); tra i giocatori principali e più amati dalla tifoseria, Ottavio Palladini, Francesco Ferrini e Davide Moi, riconfermati dopo la stagione precedente. Dopo un avvio di campionato ancora una volta stentato, la Samb riesce a uscire dalla zona play-out, prima di incappare in una serie negativa di 6 sconfitte consecutive, a cavallo della sosta invernale, che costa la panchina a Enrico Piccioni e fa ripiombare la società rossoblù al penultimo posto, tra le contestazioni dei tifosi. Il nuovo ds Luca Evangelisti (che sostituisce Natali, che rimane in società ma con altro incarico) affida a Fulvio D'Adderio il compito di salvare la Samb. Il calciomercato di gennaio vede la Samb attiva, con rinforzi costosi e d'esperienza come i bomber Cammarata e Califano, il difensore Caccavale e il portiere Marconato. Ma i risultati non cambiano più di tanto, e D'Adderio viene sostituito da Giorgio Rumignani, che torna alla Sambenedettese dopo molti anni. Dopo aver toccato anche l'ultimo posto, la regular season si chiude al 16º posto. Nei play-out contro il Lecco, la Samb pareggia 0-0 in casa e perde 1-0 in trasferta, venendo così retrocessa per la seconda volta in Seconda Divisione.[14] La squadra, fortemente indebitata, viene messa in vendita dai fratelli Tormenti, in difficoltà economiche, ma l'assenza di acquirenti porta, l'11 luglio, alla cancellazione da tutti i campionati professionistici.[15]

Il sindaco di San Benedetto del Tronto, Giovanni Gaspari, e una cordata capeggiata da Sergio Spina si attivano per ottenere, in forza dell'art. 52 delle N.O.I.F.[non chiaro], l'iscrizione alla Serie D, ma nonostante l'accordo con il presidente della Lega Nazionale Dilettanti Tavecchio, il presidente della F.I.G.C. Abete decreta l'inserimento della nuova U.S. Sambenedettese nel campionato marchigiano di Eccellenza, facendo salvo il principio delle "due categorie inferiori" per le nuove società[non chiaro].[16] Il campionato, eccezionalmente a 20 squadre, alcune delle quali con una solida tradizione sportiva, si rivela subito competitivo e la Samb, vittima di numerosi avvicendamenti nella rosa, ha un inizio di stagione problematico, culminato nell'esonero dell'allenatore Minuti, che viene sostituito dal giocatore-allenatore Ottavio Palladini. Dopo il girone di ritorno la squadra ottiene la promozione in Serie D.

Gli anni duemiladieciModifica

Dopo un campionato di media classifica, contraddistinto da vicissitudini finanziarie e dall'avvicendamento di numerosi allenatori, nella stagione 2011-2012 la Samb conquista il secondo posto in campionato e viene poi eliminata dal Legnago Salus nei play-off nazionali. La promozione arriva nella stagione 2012-2013, quando la squadra conquista il primo posto e consegue così il diritto a tornare tra i professionisti: la FIGC, il 19 luglio 2013, ha deliberato di non accettare l'affiliazione del club neopromosso alla Lega Pro a causa di carenze economico-finanziarie: la società ha avuto tempo per esperire un eventuale ricorso che evitasse la sua cancellazione dai campionati; esso è stato respinto in data 25 luglio 2013, decretando così l'esclusione definitiva dai campionati professionisti della società.[17] In seguito a tale sentenza, il 3 agosto 2013 è stata fondata, dopo appena 4 anni dall'ultima volta, una nuova società dall'imprenditore viterbese ex Presidente del Perugia Gianni Moneti su incarico ufficiale del Sindaco Giovanni Gaspari: tale compagine è ripartita dall'Eccellenza Marche, mentre il 19 dicembre è giunta la radiazione del vecchio club per intervenuto fallimento.[18]

Il 29 marzo 2014, vincendo per 1-0 sul campo del Grottammare, la Sambenedettese ha vinto il campionato di Eccellenza con 4 giornate di anticipo, conquistando la promozione in Serie D.

Il 28 luglio 2014 entra in società con il 50% Manolo Bucci, ex presidente del Pergocrema nel 2010-2011 e vice presidente del Colleferro nel 2013-2014, che porta con se Fabio de Lillo, consigliere regionale della regione Lazio, che diventa presidente onorario. Il 30 novembre, dopo la sconfitta per 2-1 a Chieti, l'allenatore Andrea Mosconi, che aveva riportato la compagine rossoblu dall'Eccellenza alla Serie D, viene esonerato dopo aver conquistato 24 punti in 13 partite trovandosi al 3º posto. Il giorno successivo viene scelto come nuovo allenatore Silvio Paolucci con il quale la squadra marchigiana prosegue il cammino incerto in campionato. La squadra chiuderà al 3º posto perdendo la prima partita dei play-off contro il San Nicolò.

Il 17 giugno Manolo Bucci lascia la carica di co-presidente riconsegnando il suo 50% a Moneti che è costretto a cercare nuovi soci per iscrivere la squadra in Serie D.

Il 4 agosto 2015 l'industriale Franco Fedeli rileva ufficialmente le quote di Moneti, diventando l'azionista di maggioranza dell'A.S.D. Sambenedettese Calcio e quindi l'attuale presidente.[19][20] allenatore viene scelto Loris Beoni e il direttore sportivo è Fabrizio Alunni. Dopo un bell'inizio di campionato, la squadra perde 2 partite interne consecutive e il mister Beoni con Alunni vengono esonerati e verrà chiamato in panchina Ottavio Palladini.[21]

Il 10 aprile 2016, vincendo il girone F del campionato nazionale di Serie D con ben 4 giornate di anticipo, la Sambenedettese è promossa in Lega Pro e torna al calcio professionistico dopo 7 anni.[22][23][24] [25]

Nella stagione 2016-2017 la Sambenedettese, da neopromossa e con un allenatore esordiente, è protagonista di un ottimo inizio di stagione, guadagnando il primo posto con la vittoria interna con il Padova. Successivamente, dopo due pareggi consecutivi con AlbinoLeffe e Modena, il direttore sportivo Sandro Federico e l'allenatore Ottavio Palladini entrano in attrito con la società per alcune scelte tecniche. Federico viene sospeso il 27 dicembre[26]. Il 3 gennaio Ottavio Palladini annuncia le dimissioni irrevocabili[27], una decisione presa in seguito al calo di risultati della squadra e una difficile situazione ambientale[28]. A sostituirlo arriva Stefano Sanderra, sotto la cui guida la squadra si piazza settima in campionato, accedendo ai play-off per la promozione in Serie B. Qui elimina il Gubbio battendolo per 3-1 in Umbria, ma poi viene eliminata dal Lecce al secondo turno, dopo due pareggi (1-1 in casa e 0-0 al Via del Mare).

Per la stagione 2017-2018 Sanderra è sostituito da Francesco Moriero, che firma un contratto annuale[29]. Dopo una bella partenza in campionato, la squadra incappa in una crisi di risultati che culmina con la sconfitta contro il Südtirol[30] e il concitato esonero del tecnico salentino (dopo le dimissioni iniziali c'è dietrofront e il successivo esonero)[31]. L'allenatore viene sostituito da Ezio Capuano, che qualche giorno prima si era liberato dal Modena, appena radiato dal campionato. In sette partite la compagine rossoblù conquista 15 punti, salendo dall'ottavo al terzo posto. Il tecnico è esonerato a una giornata dal termine del campionato dopo tre sconfitte in quattro partite, con la squadra al secondo posto[32]. Il rientrante Moriero guida i suoi nell'ultima partita del torneo, concluso al secondo posto, e nei play-off per la promozione in Serie B, dove la Sambenedettese elimina il Piacenza, ma è eliminato dal Cosenza ai quarti di finale (Cosenza-Sambenedettese 2-1; Sambenedettese-Cosenza 0-2).[33] Per la stagione 2018-2019 Moriero è sostituito da Giuseppe Magi, che firma un contratto annuale[34]. Il primo Ottobre 2018, la Società rossoblù comunica di aver sollevato dall'incarico di allenatore della prima squadra Giuseppe Magi; comunica di aver affidato la panchina della prima squadra al tecnico Giorgio Roselli.[35]

CronistoriaModifica

Cronistoria della Società Sportiva Sambenedettese
  • 4 aprile 1923 - Fondazione dell'Unione Sportiva Sambenedettese in seguito alla fusione della tre squadre locali: Fortitudo, Serenissima e Forza e Coraggio.
  • 1923-26 - Attività a carattere episodico.
  • 1926-27 - Partecipa alla Terza Divisione Marchigiana.
  • 1927-28 - 2ª nel girone B della Terza Divisione Marchigiana.
  • 1928-29 - 1ª nella Terza Divisione Marchigiana, laureandosi campione dilettantistico regionale vincendo lo spareggio ad Ancona con l'Alma Juventus Fano. Rinuncia alla promozione e all'attività federale per problemi economici.
  • 1929-30 - Inattiva.

  • 1930-31 - 3ª nel girone B della Terza Divisione Marchigiana, 1ª nel girone finale laurandosi campione dilettantistico regionale. Promossa in Seconda Divisione.
  • 1931-32 - 2ª nel girone unico della Seconda Divisione.[36] Ammessa in Prima Divisione per ripescaggio.
  • 1932-33 - 9ª nel girone G della Prima Divisione.
  • 1933-34 - 14ª nel girone G della Prima Divisione. Retrocessa in Seconda Divisione.
  • 1934-35 - Partecipa al girone Marche della Seconda Divisione.
  • 1935-36 - Alla fine del campionato precedente, la società non si iscrive ai campionati e rimane inattiva. Nell'estate del 1936, poi, il club torna all'attività federale ripartendo dalla Prima Divisione pagando quanto previsto.
  • 1936-37 - 2ª nel girone marchigiano della Prima Divisione.
  • 1937-38 - 7ª nel girone unico della Prima Divisione Marchigiana.[37] Ammessa a tavolino in Serie C.
  • 1938-39 - 10ª nel girone F della Serie C.
  • 1939-40 - 7ª nel girone F della Serie C.

  • 1940-41 - Partecipa al girone F della Serie C ritirandosi nel corso del torneo alla 14ª giornata. Retrocessa in Prima Divisione.
  • 1941 - Il sodalizio con la denominazione di Società Sportiva Sambenedettese riparte dal campionato di Prima Divisione Marche riaffiliandosi alla FIGC.
  • 1941-42 - 6ª nel girone Marche della Prima Divisione.
  • 1942-43 - 3ª nel girone B Marche della Prima Divisione.
  • 1943-45 - Attività sospesa per cause belliche. Alla ripresa agonistica, la società viene ammessa in Serie C per meriti sportivi.
  • 1945-46 - 9ª nel girone B della Serie C.[38]
  • 1946-47 - 2ª nel girone F della Serie C.[39]
  • 1947-48 - 2ª nel girone Q della Serie C.[39] Vince il girone di qualificazione e viene ammessa nella nuova Serie C.[40]
  • 1948-49 - 8ª nel girone C della Serie C.
  • 1949-50 - 3ª nel girone C della Serie C.

Terzo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.

Ottavi di finale di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
  • 1962-63 - 19ª in Serie B. Retrocessa in Serie C.
Primo turno di Coppa Italia.
  • 1963-64 - 3ª nel girone C della Serie C.
  • 1964-65 - 8ª nel girone C della Serie C.
  • 1965-66 - 3ª nel girone C della Serie C.
  • 1966-67 - 9ª nel girone B della Serie C.
  • 1967-68 - 4ª nel girone B della Serie C.
  • 1968-69 - 9ª nel girone B della Serie C.
  • 1969-70 - 3ª nel girone B della Serie C.

  • 1970-71 - 3ª nel girone B della Serie C.
  • 1971-72 - 3ª nel girone B della Serie C.
  • 1972-73 - 4ª nel girone B della Serie C.
Turno di qualificazione per gli ottavi di finale di Coppa Italia Semiprofessionisti.
  • 1973-74 - 1ª nel girone B della Serie C. Promossa in Serie B.
Quarti di finale di Coppa Italia Semiprofessionisti.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
  • 1979-80 - 17ª in Serie B. Retrocessa in Serie C1.
Primo turno di Coppa Italia.

  • 1980-81 - 2ª nel girone B della Serie C1. Promossa in Serie B.
 ? di Coppa Italia Semiprofessionisti.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
  • 1983-84 - 13ª in Serie B. La società assume denominazione Sambenedettese Calcio.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
  • 1988-89 - 18ª in Serie B. Retrocessa in Serie C1.
Secondo turno di Coppa Italia.
  • 1989-90 - 16ª nel girone B della Serie C1. Retrocessa in Serie C2.
Primo turno di Coppa Italia.
 ? di Coppa Italia Serie C.

  • 1990-91 - 2ª nel girone C della Serie C2. Promossa in Serie C1.
Fase a gironi di Coppa Italia Serie C.
  • 1991-92 - 9ª nel girone B della Serie C1.
Vince la Coppa Italia Serie C.
  • 1992-93 - 9ª nel girone A della Serie C1.
Primo turno di Coppa Italia.
Semifinalista di Coppa Italia Serie C.
  • 1993-94 - 8ª nel girone B della Serie C1. A fine stagione, il club non si iscrive al campionato successivo e fallisce.
Ottavi di finale di Coppa Italia Serie C.
  • 1994 - A seguito del fallimento, la vecchia società viene sostituIta dalla Sambenedettese Calcio 1923 che riparte dall'Eccellenza Marche per tutela della tradizione sportiva cittadina.
  • 1994-95 - 1ª nel girone unico dell'Eccellenza Marche. Promossa nel C.N.D.
  • 1995-96 - 12ª nel girone F del C.N.D.
Trentaduesimi di finale di Coppa Italia Dilettanti.
  • 1996-97 - 3ª nel girone F del C.N.D.
 ? di Coppa Italia Dilettanti.
  • 1997-98 - 3ª nel girone F del C.N.D.
Primo turno di Coppa Italia Dilettanti.
Trentaduesimi di finale di Coppa Italia Dilettanti.
  • 1999-00 - 8ª nel girone F della Serie D.
Primo turno di Coppa Italia Serie D.
  • 2000-01 - 1ª nel girone F della Serie D. Promossa in Serie C2.

Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie D.
  • 2001-02 - 5ª nel girone B della Serie C2. Promossa in Serie C1 dopo aver vinto i play-off contro Rimini e Brescello.
Fase eliminatoria di Coppa Italia Serie C.
  • 2002-03 - 5ª nel girone B della Serie C1. Perde la semifinale dei play-off contro il Pescara.
Ottavi di finale di Coppa Italia Serie C.
  • 2003-04 - 7ª nel girone B della Serie C1.
Secondo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia Serie C.
  • 2004-05 - 4ª nel girone B della Serie C1. Perde la semifinale dei play-off contro il Napoli.
Fase eliminatoria di Coppa Italia Serie C.
  • 2005-06 - 15ª nel girone A della Serie C1. Salva dopo aver vinto i play-out contro il Lumezzane.
Primo turno di Coppa Italia.
Turno di qualificazione ai sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
  • 2006 - A fine campionato, la Sambenedettese Calcio 1923 fallisce. Viene fondato un nuovo sodalizio denominato Società Sportiva Sambenedettese Calcio S.r.l. che ne acquista il complesso aziendale e il titolo sportivo.[41]
  • 2006-07 - 8ª nel girone B della Serie C1.
Fase eliminatoria di Coppa Italia Serie C.
Quarti di finale di Coppa Italia Serie C.
  • 2008-09 - 16ª nel girone A della Lega Pro Prima Divisione. Retrocessa e finanziariamente fallita dopo aver perso i play-out contro il Lecco.
Fase eliminatoria di Coppa Italia Lega Pro.
  • 2009 - A fine campionato la Società Sportiva Sambenedettese Calcio fallisce e viene fondato un nuovo sodalizio col nome di Unione Sportiva Sambenedettese 1923 che riparte dall'Eccellenza Marche.
  • 2009-10 - 1ª nel girone unico dell'Eccellenza Marche. Promossa in Serie D.

  • 2010-11 - 11ª nel girone F della Serie D.
Turno preliminare di Coppa Italia Serie D.
  • 2011-12 - 2ª nel girone F della Serie D. Perde la quarta fase dei play-off nazionali contro il Legnago.
Turno preliminare di Coppa Italia Serie D.
  • 2012-13 - 1ª nel girone F della Serie D. La promozione in Lega Pro Seconda Divisione non viene accettata dalla FIGC per problemi finanziari del club. Nell'estate, viene fondata una nuova società col nome di Associazione Sportiva Dilettantistica Sambenedettese Calcio che riparte dall'Eccellenza Marche.
Primo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia Serie D.
  • 2013-14 - 1ª nel girone unico dell'Eccellenza Marche. Promossa in Serie D.
Triangolare di semifinale di Coppa Italia Dilettanti Marche.
  • 2014-15 - 3ª nel girone F della Serie D.
Turno preliminare di Coppa Italia Serie D.
  • 2015 - Il club cambia denominazione in Società Sportiva Dilettantistica Sambenedettese a r.l.
  • 2015-16 - 1ª nel girone F della Serie D. Promossa in Lega Pro.
Primo turno di Coppa Italia Serie D.
  • 2016 - Il sodalizio cambia denominazione in Società Sportiva Sambenedettese S.r.l.
  • 2016-17 - 7ª nel girone B della Lega Pro. Perde il secondo turno dei play-off. Ammessa nella nuova Serie C.
Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Lega Pro.
  • 2017-18 - 3ª nel girone B della Serie C. Perde i quarti di finale dei play-off.
Secondo turno di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
Secondo turno di Coppa Italia.
in Coppa Italia Serie C.

Colori e simboliModifica

Colori socialiModifica

Le tinte istituzionali della Sambenedettese sono dal 1928 il rosso e il blu, mutuati dal gonfalone municipale di San Benedetto del Tronto.

Simboli ufficialiModifica

I simboli iconicamente legati alla squadra sono la lancetta (tipica imbarcazione a vela di piccole dimensioni usata dai pescatori sambenedettesi) e la Torre dei Gualtieri (localmente nota come Torrione, presente altresì nel blasone araldico cittadino)[1].

StemmaModifica

I suddetti simboli sono dunque ricorrenti negli stemmi che la società marchigiana si è attribuita nel corso della propria storia[1].

StruttureModifica

StadioModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Stadio Fratelli Ballarin e Stadio Riviera delle Palme.
 
Vista aerea dello stadio Riviera delle Palme di San Benedetto del Tronto

Lo stadio che ospita le partite interne dei rossoblù è lo stadio Riviera delle Palme. Lo stadio fu costruito a metà degli anni ottanta e premiato come miglior opera sportiva.

Venne inaugurato il 10 agosto 1985 con una partita amichevole fra la Lazio e la Sambenedettese, anche se molti considerano l'inaugurazione ufficiosa quella del 13 agosto 1985 con una partita amichevole fra il Milan e la Sambenedettese, squadra che vi disputa le gare interne e vi ha la sede sociale.

Precedentemente la Samb giocava le sue partite allo stadio Fratelli Ballarin.

Allenatori e presidentiModifica

  Le singole voci sono elencate nella Categoria:Allenatori dell'U.S. Sambenedettese 1923 e Categoria:Presidenti dell'U.S. Sambenedettese 1923
 
Allenatori
 
Presidenti
  • 1926-1929   dr. Ludovico Giovannetti
  • 1929-1938 ...
  • 1938-1939   dr. Flavio Panfili
  • 1939-1940   C.te Emidio Costantini Brancadoro
  • 1940-1941   dr. Carlo Giorgini
  • 1941-1943 ...
  • 1945-1948 ...
  • 1948-1965   Comm. Domenico Roncarolo
  • 1965-1966   Comm. Domenico Roncarolo
      dr. ing. Alberto Gaetani
  • 1966-1968   dr. ing. Alberto Gaetani
  • 1968-1972   Silvano Di Lorenzo
  • 1972-1973   Silvano Di Lorenzo
      ing. Pietro Guidi Massi
  • 1973-1974   geom. Nicola D'Isidori
  • 1974-1975   geom. Nicola D'Isidori
      ing. Arduino Caioni
  • 1975-1980   ing. Arduino Caioni
  • 1980-1981   ing. Arduino Caioni
      Ferruccio Zoboletti
  • 1981-1990   Ferruccio Zoboletti
  • 1990-1992   Antonio Venturato
  • 1992-1994   Valentino Venturato
  • 1994-1995   Nazzareno Torquati
  • 1995-1996   Rocco Sannicandro
  • 1996-1999   Giancarlo Amante
  • 1999-2001   Riccardo Gaucci
  • 2001-2003   Elisabetta Tulliani
  • 2003-2004   Mario Bianchi (Amm. unico)
  • 2004-2006   Umberto Mastellarini
  • 2006-2009   Giovanni Tormenti
  • 2009-2013   Sergio Spina
  • 2013-2015   Gianni Moneti
  • 2015-oggi   Franco Fedeli

CalciatoriModifica

  Le singole voci sono elencate nella Categoria:Calciatori dell'U.S. Sambenedettese 1923

PalmarèsModifica

Competizioni nazionaliModifica

1991-1992

Competizioni interregionaliModifica

1955-1956
1973-1974 (girone B)
1980-1981 (girone B)
2000-2001 (girone F), 2012-2013 (girone F), 2015-2016 (girone F)

Competizioni giovaniliModifica

1998-1999
2010-2011
2014-2015
2012-2013
2014-2015
2005-2006

Altri piazzamentiModifica

Terzo posto: 1963-1964 (girone C), 1965-1966 (girone C), 1969-1970 (girone B), 1970-1971 (girone B), 2017-2018 (girone B)
Secondo posto: 1980-1981 (girone B)
Vittoria play-off: 2001-2002 (girone B)
Secondo posto: 2011-2012 (girone F)
Terzo posto: 2014-2015 (girone F)
Terzo posto: 1996-1997 (girone F), 1997-1998 (girone F)
Semifinalista: 2013-2014

Statistiche e recordModifica

Partecipazione ai campionatiModifica

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Serie B 21 1956-1957 1988-1989 21
Prima Divisione 2 1932-1933 1933-1934 42
Serie C 27 1938-1939 2018-2019
Serie C1 11 1980-1981 2007-2008
Lega Pro Prima Divisione 1 2008-2009
Lega Pro 1 2016-2017
Serie C2 2 1990-1991 2001-2002 4
Serie D 2 2014-2015 2015-2016
Campionato Nazionale Dilettanti 4 1995-1996 1998-1999 9
Serie D 5 1999-2000 2012-2013

La Sambenedettese ha disputato 76 stagioni sportive a livello nazionale a partire dall'esordio in Prima Divisione, escludendo le partecipazioni ai campionati regionali prima della seconda guerra mondiale. E non fu ufficialmente attiva nel 1929-1930 e 1935-1936. Sono anche escluse le annate successive al fallimento del 1994, 2009 e 2013, in cui partecipò ai massimi tornei del Comitato Regionale Marchigiano, cui afferiva anche anteriormente al 1932.

OrganicoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Società Sportiva Sambenedettese 2017-2018.

RosaModifica

Aggiornata al 28 agosto 2018

N. Ruolo Giocatore
1   P Fabio Pegorin
2   D Giacomo Biondi
3   D Davide Di Pasquale
4   C Luca Gelonese
5   D Andrea Zaffagnini
6   D Mirko Miceli
7   A Alessio Di Massimo
8   C Gabriele Bove
9   A Francesco Stanco
10   A Elio Calderini
11   A Gabriele Kernezo
12   P Fabio Rinaldi
14   D Francesco Rapisarda  
N. Ruolo Giocatore
15   C Simone Brunetti
16   C Marco Demofonti
17   C Ludovico Rocchi
20   C Carlo Ilari
21   C Katriel Islamaj
22   P Andrea Sala
23   C Andrea De Paoli
24   A Matteo Minnozzi
26   D Luca Cecchini
28   C Francesco Signori
29   C Lorenzo Panaioli
30   D Andrea Gemignani
32   C Andrea Russotto

Staff tecnicoModifica

Dal sito internet ufficiale della società.[42]

Staff dell'area tecnica
  •   Giorgio Roselli - Allenatore
  •   Valerio Quondamatteo - Allenatore in seconda
  •   Pietro Buongiorno - Team Manager
  •   Simone Fugalli - Preparatore atletico
  •   Giovanni Bianchetti - Preparatore dei portieri
  •   Giovanni Staffilano - Responsabile staff Medico
  •   Antonio Bozzi - Medico sociale
  •   Marco Minnucci - Massofisioterapista
  •   Luigi Iachetti - Massofisioterapista
  •   Severino Allegrucci - Magazziniere
  •   Mirko Difilippo - Magazziniere

TifoseriaModifica

«Mi piace il Boca perché ha uno stadio e dei tifosi che sono straordinari, ma mi piacciono un po tutte quelle che hanno grandi tifoserie: mi piace il Panathīnaïkos, mi piace il Galatasaray, mi piace la Sambenedettese in Serie C, perché hanno tifosi che credono in quello che vedono e questo mi fa effetto»

(Daniele De Rossi intervistato dai corrispondenti sudamericani di Fox Sports, al termine della semifinale di ritorno di Champions League con il Liverpool[43])

StoriaModifica

 
La Curva Sud dello Stadio "Fratelli Ballarin", occupata dagli ultras sambenedettesi, il 7 giugno 1981, pochi minuti prima che si sviluppasse la tragedia passata alla storia come il rogo del Ballarin.

La Sambenedettese vanta di un tifo molto passionale e sfegatato,talvolta anche eccessivamente portando molte volte infatti a numerevoli diffide in curva.Una squadra mai stata in Serie A,ma con un tifo tranquillamente paragonabile alle grandi tifoserie della massima serie,a giudizio di anche molti personaggi nel calcio.

La maggioranza dei tifosi della Sambenedettese proviene da San Benedetto del Tronto e dai comuni limitrofi. Lungo la costa Adriatica marchigiana notevole è il seguito dei rossoblu: da Grottammare, con cui confina e forma un unico agglomerato urbano, Cupra Marittima, Pedaso, Porto San Giorgio, Porto Sant'Elpidio, Civitanova Marche e Porto Potenza Picena; nella provincia di Ascoli Piceno è sostanzioso il seguito dai comuni della Valle del Tronto: dalla confinante Monteprandone e dalla popolosa frazione di Centobuchi risalendo la vallata fino a Castel di Lama.

Provengono molti tifosi dalla vicina costa abruzzese, dalla confinante Martinsicuro, Alba Adriatica e Tortoreto. Da considerare i molti tifosi e appassionati che seguono la Sambenedettese da molte zone dell'Italia centro-settentrionale dove risiedono cittadini sambenedettesi.

Il principale gruppo ultras della tifoseria sambenedettese sono gli Ultras Samb.[44] Altri gruppi, già presenti in curva nord e oggi disciolti, sono l'Onda d'Urto 1977 (il gruppo principale per quasi trent'anni), i Baldi Giovani, la Fossa Marinara, I'inferno rossoblu, Gente Furiosa, i Fedayn e il Nucleo 1985; nei distinti sono stati invece esposti nel tempo gli striscioni del Vecchio Fronte 88, La Rocca e Distinti e incazzati. Nel vecchio stadio fratelli Ballarin erano presenti i gruppi Adlers Korps e Red Blue Eagles[44]. La formazione locale viene presentata al pubblico di casa sulle note della canzone Go West dei Pet Shop Boys.

Gemellaggi e rivalitàModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Derby calcistici nelle Marche.
 
Il capitano rossoblù Paolo Beni (a sinistra) e quello bianconero Carlo Mazzone (a destra) prima del derby marchigiano tra Del Duca Ascoli e Sambenedettese del 3 marzo 1968

I tifosi Rossoblù hanno spesso avuto incontri con i tifosi piceni,si ricordano gli sfottò ascolani di tanti anni fa seguiti da risse da cui perlopiù sono sempre usciti vincenti i sambenedettesi,anche in casi di minoranza numerica.Tuttavia non si scorda lo scontro del 1986 avvenuto fuori da un noto locale in cui un giovane tifoso Rossoblù morì accoltellato da un ascolano. Degno di nota anche la rivalità con i tifosi cavesi che in una partita di anni fa,furono rinchiusi in un cinema dai sambenedettesi.Successivamente si liberarono con l'arrivo delle forze dell'ordine.

La tifoseria marchigiana sostiene due gemellaggi molto sentiti da ambo le parti con le tifoserie di Civitanovese,[44][45][46] nato a inizio anni ottanta e Rimini.[44][46][47][48] Un importante rapporto di amicizia si ha con i gruppi PGU, Ultras Primavalle, Fedayn e Boys della curva romanista.[44][46] Altre amicizie degne di nota sono quelle con le tifoserie di Sangiustese, Avellino,[46] Taranto,[46] Chieti, Campobasso e Crotone[49].

In campo internazionale si segnalano ottimi rapporti con i sostenitori tedeschi di Bayern Monaco[44][50][51][52] e Friburgo e con quelli francesi del Montpellier. In passato la tifoseria rossoblù è stata gemellata con quella del Verona, mentre oggi lo è con il gruppo inglese del Leyton Orient Supporters Club.

«Guardi, uno che ha fatto Ascoli-Sambenedettese credo che, sul piano dell'intensità emozionale, abbia provato tutto.»

(Carlo Mazzone prima di un derby di Roma[53])

Le maggiori rivalità riguardano i corregionali ascolani,[44][46] la cui sfida fra le due compagini è detta Derby del Tronto e del Piceno, e gli abruzzesi del Pescara con la quale ci si scontra nel Derby dell'Adriatico.[44][46] Altre importanti ostilità si hanno verso altre tifoserie marchigiane, quella dell'Ancona,[44][46], quella della Fermana[44][46] e verso l'altra tifoseria romana, della Lazio.[44][46] Inoltre, non idilliaci sono i rapporti con le tifoserie di Arezzo,[44][46] Bari, Brescia, Cavese,[44][46] Cesena,[44][46] Foggia, Perugia,[44][46] Siena,[44][46] Teramo,[44][46] Ternana,[46] Vis Pesaro.[44][46]

NoteModifica

  1. ^ a b c Nuovo logo: torna la "lancetta", sambenedettesecalcio.it, 12 agosto 2013. URL consultato il 21 marzo 2018.
  2. ^ Comunicato Ufficiale n° 59 del 13/11/2015 (PDF), http://www.lnd.it/, 13 novembre 2015. URL consultato il 31 dicembre 2015 (archiviato dall'url originale il 5 marzo 2016).
  3. ^ Coppa Italia 1960/61, Ottavi di finale Sambenedettese - Juventus, myjuve.it.
  4. ^ Luigi Tommolini, Samb Story: Samb-Juventus 2-2 del 21 settembre 1975, ilmartino.it, 7 ottobre 2016. URL consultato il 10 ottobre 2018.
  5. ^ Francesco Ceniti, Sambenedettese, la curva della morte: la tragedia dei tifosi tra le fiamme, Milano, La Gazzetta dello Sport, 5 marzo 2016. URL consultato l'11 aprile 2016.
  6. ^ Luigi Tommolini, Samb: “5 gennaio !!! Derby sarààà!!!…..!!!”. 32 anni fa l’ultimo e unico Derby giocato al “Riviera”., ilmartino.it, 5 gennaio 2018. URL consultato il 13 ottobre 2018.
  7. ^ Luigi Tommolini, Samb, 9 giugno 2002: sedici anni fa il Trionfo di Parma, in ilmartino.it, 10 giugno 2018. URL consultato il 9 ottobre 2018.
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