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Rubens Barrichello

pilota automobilistico brasiliano
Rubens Barrichello
Rubens Barrichello 2010 Malaysia.jpg
Nazionalità Brasile Brasile
Altezza 172 cm
Peso 66 kg
Automobilismo Casco Kubica BMW.svg
Categoria Formula 1, IndyCar, Stock Car
Carriera
Carriera in Formula 1
Esordio 14 marzo 1993
Stagioni 1993-2011
Scuderie Jordan 1993-1996
Stewart 1997-1999
Ferrari 2000-2005
Honda 2006-2008
Brawn 2009
Williams 2010-2011
Miglior risultato finale 2º (2002, 2004)
GP disputati 326 (323 partenze)
GP vinti 11
Podi 68
Punti ottenuti 658
Pole position 14
Giri veloci 17
record assoluto di gran premi disputati (323 GP)
Statistiche aggiornate al Gran Premio del Brasile 2011

Rubens Gonçalves Barrichello (San Paolo, 23 maggio 1972) è un pilota automobilistico brasiliano di origine italiana, dal 2013 inviato per Rede Globo come giornalista sulla pitlane. Detiene il primato di gran premi disputati in Formula 1 con 323.

Indice

CarrieraModifica

Gli esordiModifica

Barrichello ha vinto 5 campionati kart in Brasile, prima di trasferirsi in Europa nel 1990 per gareggiare in Formula Opel Lotus. Ha vinto il campionato al primo tentativo, successo ripetuto l'anno successivo nel campionato britannico di Formula 3, battendo un giovane David Coulthard. A soli 19 anni di età era già candidato a guidare in Formula 1: l'anno successivo ha partecipato al campionato di Formula 3000, terminando al terzo posto.

Formula 1Modifica

1993-1996: JordanModifica

Nel 1993 fu ingaggiato dalla Jordan nella massima formula. Barrichello esordì con una buona stagione, ottenendo due punti per il campionato. Nel 1994 le cose migliorarono, ma per poco la sua carriera non fu stroncata da un gravissimo incidente avvenuto durante le prove del tragico Gran Premio di San Marino 1994, allorché la sua vettura decollò sui cordoli della variante bassa, sbatté sulle reti di protezione e si cappottò al suolo procurandogli la rottura del setto nasale e l'incrinatura di una costola. Barrichello nell'urto sbatté più volte la testa sui bordi dell'abitacolo e fu sottoposto a pesantissime accelerazioni e decelerazioni, tali da fargli perdere i sensi. Il pronto intervento medico riuscì a salvargli la vita. In ospedale ricevette la visita del suo amico e mentore Ayrton Senna, due giorni prima dell'incidente fatale di quest'ultimo sulla stessa pista di Imola. Il resto della stagione fu teso ad un lento recupero, anche se riuscì a conquistare la pole position al Gran Premio del Belgio 1994, il pilota più giovane all'epoca a riuscirci (il record verrà poi battuto da Fernando Alonso e in seguito da Sebastian Vettel).

1997-1999: StewartModifica

 
Barrichello con la Stewart nel 1997

Barrichello lasciò la Jordan nel 1997 per accasarsi al nuovo team Stewart Grand Prix, dove ottenne come miglior risultato un secondo posto al Gran Premio di Monaco e un settimo posto finale nel 1999, anno in cui ottenne anche una pole position sul bagnato in Francia, e tre terzi posti ai gran premi di San Marino, Francia e Europa.

2000-2005: FerrariModifica

Con queste credenziali fu ingaggiato nel 2000 dalla Ferrari come pilota titolare, prendendo il posto di Eddie Irvine che aveva lasciato la scuderia di Maranello per contrasti riguardanti il ruolo di prima guida.[1] Finalmente riuscì a conquistare la sua prima vittoria in un gran premio (dopo 123 tentativi) in un Gran Premio di Germania caratterizzato da cambiamenti meteorologici e anche un'invasione di pista. Il brasiliano riuscì a recuperare dalla diciottesima posizione in griglia. La presenza di Barrichello ha contribuito all'assoluto dominio da parte della squadra italiana negli anni 2000. Nel corso della sua permanenza alla Ferrari, essa si è aggiudicata ininterrottamente il campionato costruttori e il campionato piloti con Michael Schumacher. In questo periodo è arrivato due volte secondo nel mondiale (2002 e 2004), vincendo 9 gran premi. Nel 2002 fu protagonista di due episodi controversi. Al Gran Premio d'Austria Barrichello fu costretto da ordini di scuderia a rallentare sul traguardo, in modo da cedere la vittoria (e i punti mondiali extra) al compagno di squadra. La decisione fu ampiamente criticata dalla stampa internazionale e dal pubblico presente all'autodromo.

Nello stesso anno, all'arrivo del Gran Premio degli Stati Uniti Schumacher rallentò all'ultima curva per fare avvicinare Barrichello e ottenere un uno-due "con il minor distacco possibile", ma col risultato di farsi superare esattamente sulla linea dal brasiliano. Nel 2003 ottenne la sua vittoria più bella: a Silverstone compì infatti una serie incredibile di sorpassi come raramente si sono visti nella Formula 1 di quegli anni. Nel 2004 arrivò al secondo posto dietro il compagno di squadra Schumacher in sette delle prime tredici gare, per poi vincere il Gran Premio d'Italia e l'edizione inaugurale del Gran Premio di Cina[2] e terminare al secondo posto nel campionato, sempre dietro Schumacher. Nel corso del campionato 2005 la competitività Ferrari si ridusse molto, lasciando Barrichello all'asciutto di vittorie e con il miglior risultato del 2º posto ottenuto nella gara inaugurale in Australia e negli Stati Uniti, corso da sole 6 vetture. In quest'ultima occasione Barrichello fu superato in modo piuttosto energico dal compagno di squadra; questo e altri piccoli screzi contribuirono ad incrinare il rapporto tra il pilota brasiliano e la Ferrari, che si interruppe al termine della stagione per far posto a un altro pilota di San Paolo, Felipe Massa.

2006-2008: HondaModifica

Terminata la lunga esperienza in Ferrari, nel 2006 Barrichello fu ingaggiato dalla Honda (erede della BAR) con un contratto biennale, che prevedeva per la stagione 2008 un'opzione a favore della squadra giapponese per l'estensione dell'accordo. Rubens chiuse il campionato 2006 al settimo posto assoluto con 30 punti. I suoi migliori risultati furono due quarti posti ottenuti a Monaco e in Ungheria. Il campionato 2007 fu molto negativo per Barrichello e per la Honda: a causa dell'assoluta mancanza di competitività della vettura il pilota brasiliano non ottenne punti iridati per la prima volta nella sua lunga carriera, pur non ritirandosi mai nella prima parte di campionato.

In seguito ai risultati disastrosi della stagione precedente, nel 2008 la scuderia giapponese ingaggiò il tecnico britannico Ross Brawn, che Barrichello aveva conosciuto alla Ferrari, e rinnovò i contratti ai piloti, ritenuti non responsabili degli scarsi risultati. Tuttavia, anche in questa stagione le prestazioni della Honda furono ben al di sotto delle aspettative; Barrichello ottenne un fortunoso terzo posto nel Gran Premio di Gran Bretagna, aiutato dalla decisione, presa d'accordo con Ross Brawn, di montare gomme da bagnato estremo quando l'intensità della pioggia aumentò, ma nel resto del campionato ottenne solo altri due piazzamenti a punti. L'evento più importante della stagione di Barrichello fu battere il record di presenze nei Gran Premi di Formula 1, che apparteneva a Riccardo Patrese.

2009: BrawnModifica

 
Barrichello sulla BGP 001 durante i test sul circuito di Montmeló.

Alla fine del campionato 2008 la Honda decise di interrompere il suo impegno in Formula 1, spinta dagli alti costi e dai risultati deludenti ottenuti dal team. Dopo un inverno di incertezze, il 6 marzo 2009 l'ex direttore tecnico, Ross Brawn, rilevò il team, dando vita ad una nuova scuderia di Formula 1, la Brawn GP. Barrichello ottenne la riconferma nel team insieme a Jenson Button, battendo la concorrenza di Bruno Senna, al quale fu preferito per la maggiore esperienza. La Brawn si mostrò subito la vettura più competitiva e Barrichello terminò il Gran Premio d'Australia in seconda posizione alle spalle del compagno di squadra, recuperando dopo essere stato coinvolto in un incidente alla partenza.

Nelle successive quattro gare andò sempre a punti, a Montmeló e a Monaco finì di nuovo secondo dietro al pilota inglese. Dopo il ritiro in Turchia, il brasiliano tornò a punti (3º a Silverstone e 6º al Nurburgring). Nel Gran Premio d'Europa, a Valencia, Barrichello tornò alla vittoria dopo ben 85 gare, vincendo di nuovo nel Gran Premio d'Italia. In corsa per la vittoria del titolo mondiale, il pilota brasiliano dovette rinunciarvi definitivamente dopo la penultima gara stagionale, disputatasi in Brasile, il suo paese natale. In quest'occasione Barrichello, partito dalla pole position, fu rallentato da una foratura, chiudendo all'ottavo posto. A fine stagione Barrichello si classificò in terza posizione, con 77 punti.

2010-2011: WilliamsModifica

 
Barrichello al Gran Premio del Canada 2010, dove giungerà quattordicesimo.

Il 2 novembre 2009 la Williams ufficializzò l'ingaggio del brasiliano come pilota per il campionato 2010, al fianco del debuttante Nico Hülkenberg.[3] La stagione iniziò in modo piuttosto negativo e a causa della scarsa competitività della monoposto Barrichello riuscì solo raramente a qualificarsi tra i primi dieci, conquistando solo otto punti nelle prime otto gare, con un ottavo posto nel Gran Premio d'Australia come miglior piazzamento. I risultati migliorarono a partire dal Gran Premio d'Europa, nel quale il brasiliano giunse quarto dopo essere scattato dalla nona posizione. La Williams, anche grazie alle indicazioni dello stesso Barrichello, continuò a sviluppare la vettura e nella seconda parte di stagione il pilota brasiliano migliorò nettamente il proprio rendimento, giungendo in zona punti sette volte in undici corse e chiudendo la stagione in decima posizione, con 47 punti.

Dopo il Gran Premio di Abu Dhabi la Williams confermò Barrichello anche per il campionato 2011. La stagione del team inglese fu disastrosa, con una vettura poco competitiva e, nelle prime gare, inaffidabile; Barrichello non riuscì mai a qualificarsi tra i primi dieci, battendo spesso comunque il compagno di scuderia e giunse in zona punti solamente in due occasioni, conquistando due noni posti nel Gran Premio di Monaco e nel Gran Premio del Canada. Il 17 gennaio 2012, dopo che la Williams annuncia l'arrivo di Bruno Senna al posto del brasiliano, e con tutti i volanti migliori occupati per il campionato 2012, Barrichello decide di ritirarsi dalla Formula 1.

Dopo la Formula 1Modifica

IndyCarModifica

 
Rubens Barrichello a St. Petersburg.

Terminata l'esperienza nella massima serie automobilistica, il 1º marzo 2012 il pilota brasiliano raggiunge un accordo con il team KV Racing Technology per correre nel campionato IndyCar. Il pilota brasiliano, in 3 delle prime 4 gare, riesce ad arrivare a punti e davanti al suo compagno di squadra Tony Kanaan; alla 500 Miglia di Indianapolis, prima gara per lui sugli ovali, riesce a qualificarsi 10º, ma durante la gara perde e ciò gli vale l'11ª posizione all'arrivo. Non è fortunato a Detroit dove, a causa di un problema tecnico in qualifica, è costretto a partire nelle ultime posizioni; durante la gara inoltre è costretto a fermarsi quasi immediatamente per un problema all'elettronica. Nell'Iowa Corn Indy 250, invece, riesce ad arrivare settimo, dopo essere partito undicesimo; nonostante le prestazioni in qualifica del brasiliano siano molto buone, in gara non riesce reggere il ritmo e perde posizioni. A Sonoma il brasiliano ottiene il miglior risultato nell'IRL, conquistando un buon quarto posto battendo i compagni Tony Kanaan ed E.J. Viso; conclude la stagione al 12º posto con 289 punti. Il 27 dicembre 2012 Rubens annuncia il ritiro dall'IndyCar.

Stock CarModifica

Abbandonato l'IndyCar, Rubihno gareggia nelle ultime tre gare del campionato Stock Car con il team Medley Full Time senza ottenere grandi risultati. Nel 2013 passa al Full Time Sport; nella prima gara il pilota brasiliano non conquistò punti giungendo 25º. Durante la stagione la vettura migliora, consentendo al brasiliano di ottenere i primi punti già alla seconda gara; l'apice del campionato arrivò nella quarta gara, dove Rubens giunse secondo, in quella successiva, in cui classificò quarto e nella settima nella quale conquista la pole position ma è poi costretto al ritiro a pochi giri dalla fine e venendo classificato 25º; nel corso del campionato il brasiliano ha sempre preceduto il compagno di squadra. Nelle prime 6 gare della stagione 2014, Rubens non ottiene risultati di rilievo, ma tra la settima e la dodicesima prova fa registrare due vittorie e due secondi posti e alla fine vince il campionato.[4] Continua a disputare questo campionato anche nelle stagioni successive, arrivando secondo in campionato nel 2016.

Risultati F1Modifica

1993 Scuderia Vettura                                 Punti Pos.
Jordan 193 Rit Rit Rit Rit 12 9 Rit 7 10 Rit Rit Rit Rit 13 5 Rit 2 18º
1994 Scuderia Vettura                                 Punti Pos.
Jordan 194 4 3 NQ Rit Rit 7 Rit 4 Rit Rit Rit 4 4 12 Rit 4 19
1995 Scuderia Vettura                                   Punti Pos.
Jordan 195 Rit Rit Rit 7 Rit 2 6 11 Rit 7 6 Rit 11 4 Rit Rit Rit 11 11º
1996 Scuderia Vettura                                 Punti Pos.
Jordan 196 Rit Rit 4 5 5 Rit Rit Rit 9 4 6 6 Rit 5 Rit 9 14
1997 Scuderia Vettura                                   Punti Pos.
Stewart SF01 Rit Rit Rit Rit 2 Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit 13 14 Rit Rit Rit 6 13º
1998 Scuderia Vettura                                 Punti Pos.
Stewart SF02 Rit Rit 10 Rit 5 Rit 5 10 Rit Rit Rit Rit Rit 10 11 Rit 4 12º
1999 Scuderia Vettura                                 Punti Pos.
Stewart SF3 5 Rit 3 9 SQ Rit 3 8 Rit Rit 5 10 4 3 5 8 21
2000 Scuderia Vettura                                   Punti Pos.
Ferrari F1-2000 2 Rit 4 Rit 3 4 2 2 3 3 1 4 Rit Rit 2 4 3 62
2001 Scuderia Vettura                                   Punti Pos.
Ferrari F2001 3 2 Rit 3 Rit 3 2 Rit 5 3 3 2 2 5 2 15 5 56
2002 Scuderia Vettura                                   Punti Pos.
Ferrari F2002 Rit Rit Rit 2 NP 2 7 3 1 2 NP 4 1 2 1 1 2 77
2003 Scuderia Vettura                                 Punti Pos.
Ferrari F2003GA Rit 2 Rit 3 3 3 8 5 3 7 1 Rit Rit 3 Rit 1 65
2004 Scuderia Vettura                                     Punti Pos.
Ferrari F2004 2 4 2 6 2 3 2 2 2 3 3 12 2 3 1 1 Rit 3 114
2005 Scuderia Vettura                                       Punti Pos.
Ferrari F2005 2 Rit 9 Rit 9 8 3 3 2 9 7 10 10 10 12 5 6 11 12 38
2006 Scuderia Vettura                                     Punti Pos.
Honda RA106 15 10 7 10 5 7 4 10 Rit 6 Rit Rit 4 8 6 6 12 7 30
2007 Scuderia Vettura                                   Punti Pos.
Honda RA107 11 11 13 10 10 12 Rit 11 9 11 18 17 10 13 10 15 Rit 0 20º
2008 Scuderia Vettura                                     Punti Pos.
Honda RA108 SQ 13 11 Rit 14 6 7 14 3 Rit 16 16 Rit 17 Rit 13 11 15 11 14º
2009 Scuderia Vettura                                   Punti Pos.
Brawn BGP 001 2 5 4 5 2 2 Rit 3 6 10 1 7 1 6 7 8 4 77
2010 Scuderia Vettura                                       Punti Pos.
Williams FW32 10 8 12 12 9 Rit 14 14 4 5 12 10 Rit 10 6 9 7 14 12 47 10º
2011 Scuderia Vettura                                       Punti Pos.
Williams FW33 Rit Rit 13 15 17 9 9 12 13 Rit 13 16 12 13 17 12 15 12 14 4 17º
Legenda 1º posto 2º posto 3º posto A punti Senza punti Grassetto=Pole position
Corsivo=Giro più veloce
Solo prove/Terzo pilota Non qualificato Ritirato/Non class. Squalificato Non partito

Risultati IndyCarModifica

Anno Scuderia Vettura 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 Posizione Punti
2012 KV Racing Technology Dallara DW12 STP
17
ALA
8
LBH
9
SAO
10
INDY DET
25
TEX
NP
MIL
10
IOW
7
TOR
11
EDM
13
MDO
15
SNM
4
BAL
5
FON
22
12º 289
QL
10
500
11

Risultati Stock CarModifica

Anno Squadra Vettura 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 Posizione Punti
2012 Medley Full Time Peugeot 408 INT CTB VEL RBP LON RIO SAL CAS TAR CTB
22
BSB
Rit
INT
22
NC† 0†
2013 Full Time Sports Chevrolet Sonic INT
25
CUR
19
TAR
20
SAL
2
BRA
4
CAS
13
RBP
5
BRA
25
VEL
12
CUR
10
GOI
11
INT
8
120
2014 Full Time Sports Cheverolet Sonic INT
9
SCZ
1
16
SCZ
2
NP
BRA
1
24
BRA
2
4
GOI
1
9
GOI
2
2
GOI
1
1
CAS
1
1
CAS
2
18
CUR
1
7
CUR
2
2
VEL
1

4
VEL
2

6
SAL
1

19
SAL
2

11
TAR
1

9
TAR
2

2
RBP
1

4
RBP
2

4
CUR
3
234
2015 Full Time Sports Chevrolet Sonic GOI
1

14
RBP
1

6
RBP
2

6
VEL
1

4
VEL
2

5
CUR
1

9
CUR
2

2
SCZ
1

3
SCZ
2

Rit
SAL
1

11
SAL
2

8
GOI
1

20
CAS
1

23
CAS
2

10
BRA
1

5
BRA
2

4
CUR
1

12
CUR
2

6
TAR
1

6
TAR
2

2
INT
1

Rit
188
2016 Full Time Sports Cheverolet Sonic/Cheverolet Cruze CUR
1
20
VEL
1
6
VEL
2
5
GOI
1
11
GOI
2
3
SCZ
1
21
SCZ
2
2
TAR
1
17†
TAR
2
11
CAS
1
17
CAS
2
1
INT
1
2
LON
1
6
LON
2
1
BRA
1
21
BRA
2
1
GOI
1
6
GOI
2
18
CDC
1
6
CDC
2
17
INT
1
5
295
2017 Full Time Sports Cheverolet Cruze GOI
1
Rit
GOI
2
4
VEL
1
7
VEL
2
5
SCZ
1
1
SCZ
2
17
CAS
1
7
CAS
2
5
CUR
1
4
CRI
1
Rit
CRI
2
14
VCA
1
16
VCA
2
Rit
LON
1
3
LON
2
3
ARG
1
21
ARG
2
1
TAR
1
9
TAR
2
18
GOI
1
6
GOI
2
17
INT
1
5
251

†Indica quei piloti che non hanno concluso la gara ma vengono ugualmente classificati per averne percorso almeno il 90%.

Altre vittorieModifica

Vita privataModifica

È di origini italiane; suo nonno Giovanni Barrichello, emigrato in Brasile nel 1885, era originario di Riese Pio X.[5] Dal 1997 è sposato con Silvana Giaffone e ha due figli, Eduardo e Fernando. Il 17 aprile 2018, in un'intervista rilasciata a Rede Globo, ha dichiarato di aver sconfitto, nel precedente mese di gennaio, una forma benigna di tumore al collo.[6]

OnorificenzeModifica

NoteModifica

  1. ^ Irvine: "me ne vado se Schumi torna prima guida", in La Repubblica.it, 11 agosto 1999. URL consultato il 7 marzo 2008.
  2. ^ Shanghai, dove saltano i pronostici. I ribaltoni sportivi della terra di Mao, F1WEB.it. URL consultato il 12 maggio 2012.
  3. ^ Williams: Hulkenberg e Barrichello i piloti per il 2010[collegamento interrotto], f1grandprix.it. URL consultato il 2 novembre 2009.
  4. ^ Stock Car V8 - Barrichello campione brasiliano 2014, in formulapassion.it, 30 novembre 2014. URL consultato il 14 gennaio 2018.
  5. ^ Familia Barrichello, su www.luiz.barrichelo.nom.br. URL consultato il 20 settembre 2016.
  6. ^ F1, Barrichello, rivelazione shock: "Miracolato, ho sconfitto un tumore al collo" repubblica.it
  7. ^ Commendatore Ordine al merito della Repubblica Italiana Sig. Rubens Barrichello

BibliografiaModifica

  • Tom Roberts, Bryn Williams, F1 93 Il Campionato mondiale di Formula 1 nelle foto a colori più spettacolari, Milano, Vallardi&Associati, 1993, ISBN 88-85202-27-6.
  • Bryn Williams, Colin McMaster, F1 '95. World championship photographic review, Milano, Vallardi&Associati, 1995, ISBN 88-85202-48-4ISBN non valido (aiuto).
  • Colin McMaster, Roberto Boccafogli, F1 96, Vallardi&Associati, 1996, ISBN 88-86869-02-9.
  • Roberto Boccafogli; Bryn Williams, F1 1997, SEP Editrice, 1997, ISBN 88-87110-01-8.
  • Roberto Boccafogli, Paolo D'Alessio, Bryn Williams, F1 '98. La prima volta di Hakkinen, SEP Editrice, 1998, ISBN 88-87110-03-4.
  • Enrico Mapelli, I dati della Formula 1, Giorgio Nada Editore, 1999, ISBN 88-7911-217-1.
  • Paolo D'Alessio, Bryn Williams, F1 2000. Campioni del mondo!, Cernusco sul Naviglio, SEP Editrice, 2000, ISBN 88-87110-22-0.

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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