ACN Siena 1904

società calcistica italiana

https://acrsiena1904.it

Nota disambigua.svg Disambiguazione – "Siena Calcio" rimanda qui. Se stai cercando la società indipendente di calcio femminile, vedi Associazione Sportiva Dilettantistica Siena Calcio Femminile.
A.C.R. Siena 1904
Calcio Football pictogram.svg
Logo Siena Robur 1904 (2021).png
Robur, Bianconeri
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
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Maglietta
Maglietta
Manica destra
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Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
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Maglietta
Maglietta
Manica destra
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Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
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Maglietta
Maglietta
Manica destra
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Pantaloncini
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali 600px Bianco e Nero (Strisce).svg Bianco, nero
Simboli Lupa senese
Inno Su Forza Siena
Franco Baldi
Dati societari
Città Siena
Nazione Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Serie C
Fondazione 1904
Rifondazione2014
Rifondazione2020
Proprietario Italia Global Service S.p.A.
Presidente Italia Emiliano Montanari
Allenatore Italia Guido Pagliuca
Stadio Artemio Franchi
(15 373 posti)
Sito web www.acrsiena1904.it/
Palmarès
Titoli nazionali 1 campionato di Serie B
1 Scudetto di IV Serie
1 Scudetto di Serie D
Trofei nazionali 1 Supercoppa di Lega di Serie C
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce

L'ACR Siena 1904 s.p.a.,[1] meglio nota come Siena e con il soprannome Robur, è una società calcistica italiana con sede nella città di Siena. Milita in Serie C, la terza divisione del campionato italiano.

Fondata nel 2020 come ACR Siena 1904, prosegue de facto la tradizione sportiva iniziata nel 1904[2][3] con la scissione della Società Studio e Divertimento dalla Mens Sana In Corpore Sano e poi proseguita con le denominazioni Società Sportiva Robur, Associazione Calcio Siena e Robur Siena (queste ultime due incorse in fallimento).[4] I colori ufficiali sono bianco e nero, il campo interno è lo stadio Artemio Franchi di Siena, inaugurato nel 1923 e capace di 15.373 posti a sedere.

In oltre un secolo di storia il Siena, occupante il 52º posto nella classifica della tradizione sportiva delle squadre che hanno giocato in A e il 36º posto nella classifica perpetua dei punti,[5] ha disputato 9 edizioni della massima serie, 13 campionati di Serie B, 1 campionato misto postbellico, e 44 tornei di Serie C più 8 di Serie C2, iscrivendosi in totale a 75 annate professionistiche sulle 90 organizzate dalla FIGC dal 1926. Il miglior piazzamento in Serie A è il 13º posto della stagione 2007-2008. Ha inoltre raggiunto la semifinale della Coppa Italia 2011-2012 e vinto 1 campionato di Serie B, 1 Supercoppa di Serie C e 2 Scudetti Dilettanti.[6]

StoriaModifica

Dalle origini agli anni 1930Modifica

L'anno zero del calcio senese è il 1904, quando alcuni affiliati alla Società Sportiva Mens Sana In Corpore Sano si scindono fondandone una nuova, la Società Studio e Divertimento. Adottata una casacca a quarti bianchi e neri, fa il suo ingresso nel calcio, pratica sportiva a cui viene dedicato tutto l'interesse societario. Nel 1908 l'attività viene ricondotta in seno alla Società Sportiva Robur,[7] la quale gioca le sue prime partite di calcio nella Piazza d'Armi.

 
Il Siena dell'annata 1934-1935, vittorioso nelle fasi finali di Prima Divisione e promosso in Serie B.

Primo campionato dei bianconeri è quello di Promozione 1921-1922, il quale si conclude subito con una vittoria della compagine senese nel girone C toscano. La Robur vince anche il girone finale regionale, venendo quindi promossa in Seconda Divisione, il campionato cadetto dell'epoca. L'esordio non è tra i più felici: la squadra chiude al 6º e al terzultimo posto il girone F (composto da squadre toscane ed emiliane), venendo quindi costretta allo spareggio salvezza contro la vincitrice della Terza Divisione Toscana, la Pistoiese: all'andata la Robur si impone 4-0, ma al ritorno la Pistoiese vince per 4-1, e poiché non contava la differenza reti a parità di punti (2 a testa), è necessaria una partita di spareggio sul campo neutro di Livorno che finisce 1-1; nella ripetizione, sempre a Livorno, tuttavia, i bianconeri riescono a imporsi 1-0, conquistando una sofferta salvezza.[8] Nella stagione successiva, tuttavia, la Robur non riesce a salvarsi, chiudendo il torneo all'ultimo posto con quattro punti all'attivo, subendo due punti di penalizzazione per due rinunce[8] e retrocedendo in Terza Divisione Toscana, dove rimane per tre stagioni.

Solo nella stagione 1927-28 il Siena torna a disputare il campionato interregionale di Seconda Divisione, che però ormai non costituisce più il secondo livello del calcio italiano, bensì il terzo.[9] Al termine della stagione 1930-1931 viene ammesso d'ufficio in Prima Divisione Interregionale,[10] la Serie C dell'epoca, dove ottiene per due stagioni la salvezza.

Alla vigilia del campionato di Prima Divisione 1933-1934 la società cambia nome in Associazione Calcio Siena e nella stagione successiva i senesi giunsero fino allo spareggio per la Serie B: affrontando nella gara per la promozione, disputata sul campo neutro di Pistoia, la Reggiana superandola per 7-0 e guadagnando uno storico traguardo.[11] Tuttavia, l'anno seguente i bianconeri non riescono a reggere il confronto con le compagini del campionato cadetto, tornando in C.[12] La società decide di ricostruire però un organico competitivo per riconquistare al più presto la B: obiettivo concretizzatosi nella stagione 1937-1938, quando il Siena vince il campionato con 12 punti di vantaggio sul Ravenna.[13]

Gli anni precedenti alla seconda guerra mondiale sono positivi: nella stagione 1938-1939 il Siena vince il derby toscano con la Fiorentina e gioca un buon campionato, mancando la promozione in Serie A per un solo punto.[14]

Dagli anni 1940 agli anni 1990Modifica

 
Il Siena della stagione 1955-1956, campione italiano di IV Serie e promosso in Serie C.

Gli anni di successi sono spezzati dalla guerra: in questo periodo la FIGC decide la divisione in tre gironi (nord e sud) della Serie B, ma, avendo deciso che dalla stagione 1948-1949 il campionato cadetto sarebbe tornato al girone unico, annuncia che solo le prime sette di ognuno dei tre gironi di quella precedente sarebbero rimaste in Serie B l'anno successivo. Il Siena giunge ottavo, a 2 punti dal Pescara, e torna in Serie C.[15] Dopo due anni destino analogo: avendo la FIGC deciso che la Serie C a partire dalla stagione 1952-1953 sarebbe stata anch'essa a girone unico, il quarto posto nel girone non bastò alla Robur per conquistare la salvezza automatica; i toscani dovettero affrontare gli spareggi salvezza con le quarte degli altri tre gironi: i bianconeri concludono al quarto posto e conoscono così la prima retrocessione in IV Serie.[16] Il ritorno in categoria superiore non è dei più agevoli: nella stagione 1954-1955 il Siena vince il proprio girone ed è ammesso alle finali promozione, dove perde lo spareggio contro il Colleferro, mancando così la promozione in Serie C.[17]

Un Siena in crisi societaria passa sotto il controllo del presidente Danilo Nannini, ex giocatore della Robur. Nel 1955-1956 il Siena vince lo spareggio con l'Empoli e risale in Serie C; nella stessa stagione vince anche il titolo di Campione d'Italia di IV Serie.[18] Nella stagione 1958-1959 i bianconeri conducono il campionato per quasi tutta la stagione, ma verso la fine viene raggiunto dall'OZO Mantova. Le due squadre, giunte a pari punti, si affrontano in uno spareggio a Genova, ma la vittoria è dei lombardi.[19]

 
Eugenio Pazzaglia, attaccante degli anni 1970, è stato tra i maggiori protagonisti della storia calcistica senese.

Uscito di scena Nannini, il Siena retrocede in Serie D e sfiora il fallimento. Il club viene salvato solo dall'intervento dell'ex medico sportivo Vittorio Beneforti, che nella stagione 1974-1975 guida i bianconeri al ritorno in Serie C.[20] I problemi economici però continuano e allora il Siena Club Fedelissimi lancia l'idea di una trasformazione della società in una società per azioni, ma il tutto si risolve con un nulla di fatto. Nel 1978 avviene la divisione della terza serie in Serie C1 e Serie C2: solo le prime dodici di ogni girone rimarranno in C1; il Siena giunge 13º, a 2 soli punti dalla salvezza, e deve retrocedere in C2. Torna intanto presidente Danilo Nannini, che rilancia l'idea dell'azionariato popolare. Il 27 marzo 1980 l'A.C. Siena diventa finalmente una società per azioni. Sotto la presidenza di Nannini i senesi riconquistano la C1 nel campionato 1981-1982.[21]

A metà degli anni 1980 Nannini lascia definitivamente la presidenza e la squadra viene rilevata da un imprenditore romano, l'avvocato Max Paganini. Sotto la sua guida la Robur raggiunge una certa stabilità e, dopo due retrocessioni e altrettante promozioni in Serie C1 e C2, gioca dieci campionati consecutivi nella terza serie, fino alla fine degli anni 1990.[22] Nel campionato 1992-1993 riesce a salvarsi solo grazie a un ripescaggio conseguente una lunga serie di fallimenti.[23]

 
Il Siena della stagione 1984-1985, vincitore del girone A di Serie C2 e promosso in Serie C1.

La seconda metà del decennio porta notevoli cambi societari, che gettano le basi della promozione in Serie A. Nel 1997 la società passa a Claudio Corradini, che guida i bianconeri a una difficile salvezza ai play-out. Nel 1999 vi è nuovo cambio societario: stavolta un nutrito gruppo di imprenditori, Pastorello, Ponte, Salvietti, Pianigiani, Mangiavacchi e Verdiani, affida la compagine ad Antonio Sala. Il Siena, guidato dalle colonne Gil Voria, Michele Mignani e Stefano Argilli, vince il girone A della Serie C1 e dopo 55 anni torna in Serie B.

Anni 2000Modifica

Dopo la prima stagione tra i cadetti, nel campionato 2001-2002 il Siena, le cui azioni sono state nel frattempo rilevate da Paolo De Luca (e che inizia a beneficiare della munifica sponsorizzazione del Monte dei Paschi di Siena), viene affidato in un primo tempo a Giuseppe Papadopulo; la zona retrocessione porta al suo esonero. Il cambio di allenatore non sortisce alcun effetto e Papadopulo torna in panchina. Il tecnico pisano conquista la salvezza, battendo nella gara decisiva la Sampdoria.[24]

Nella stagione 2002-2003 viene confermato in panchina Papadopulo e la Robur può annoverare giocatori come il portiere Giuseppe Taglialatela e il suo sostituto Marco Fortin, i difensori Michele Mignani e Davide Mandelli, un centrocampo con Luca Cavallo, Vincenzo Riccio e l'allora sconosciuto brasiliano Rodrigo Taddei, un attacco in cui svettano Simone Tiribocchi, Pinga e il giovane Raffaele Rubino. Il Siena consegue una lunga serie di risultati utili consecutivi, diventando capolista dopo poche giornate. A fine stagione i bianconeri vincono il campionato di Serie B con 68 punti all'attivo e conquistano la prima storica promozione in Serie A.[25] Per effetto del caso Catania i punti furono ridotti da 68 a 67, cosicché il Siena terminò il torneo a pari merito con la Sampdoria; tuttavia il titolo di campione cadetto era già stato assegnato ai bianconeri, per cui la vittoria del campionato non fu condivisa con il club genovese.

 
Il centrocampista Andrea Ardito ha siglato, il 31 agosto 2003, il primo gol della Robur in Serie A.

Il 31 agosto 2003 il Siena gioca la sua prima partita nella massima serie italiana: l'avversario è il Perugia di Serse Cosmi e, nel capoluogo umbro, la contesa termina 2-2. Il primo goal della storia del Siena in Serie A viene segnato dopo 19 minuti dal centrocampista Andrea Ardito. Quattordici giorni dopo arriva la prima sconfitta in campionato a opera dell'Inter di Héctor Cúper. Il 21 settembre, terza giornata di campionato, la Robur ottiene la prima vittoria in campionato: nel derby toscano contro l'Empoli vince con un perentorio 4-0. La stagione termina con i bianconeri tredicesimi, con 2 punti di vantaggio sulla zona retrocessione.[25]

Nel campionato 2004-2005 il Siena si salva per un solo punto, grazie alla vittoria all'ultima giornata per 2-1 sull'Atalanta già retrocessa, con un gol a pochi minuti dal termine di Stefano Argilli, mentre in quella successiva la Robur ottiene la matematica salvezza con due giornate di anticipo.[25]

Nel girone di andata del campionato 2006-2007 il Siena, guidato da Mario Beretta, ottiene buoni risultati (calando però nel finale), trascinata dal cannoniere del Liechtenstein Mario Frick, ex-Ternana. In questa stagione il Siena si salva all'ultima giornata con una vittoria con la Lazio, già matematicamente sicura del terzo posto, per 2-1.[26] Frattanto nel marzo precedente era scomparso il patron De Luca, cui subentrò l’italo-inglese Giovanni Lombardi Stronati. Per la stagione successiva la nuova dirigenza affida la panchina ad Andrea Mandorlini. La squadra stenta e, dopo la sconfitta con il Livorno al 12º turno, l'allenatore viene esonerato e richiamato Mario Beretta. Il 4 maggio 2008, con la vittoria per 1-0 contro la Juventus, la Robur conquista la salvezza con due turni di anticipo, assicurandosi così il diritto a disputare il massimo campionato per la sesta volta consecutiva. Nel turno, per la formazione toscana arriva un altro importante risultato, i bianconeri riescono a bloccare sul 2-2 l'Inter rimandando così la festa scudetto dei nerazzurri che proprio l'anno prima avevano vinto il tricolore a Siena. Il 18 maggio 2008 dopo la partita pareggiata con il Palermo la società annuncia che il nuovo allenatore sarebbe stato Marco Giampaolo, il quale ottiene una nuova salvezza, la sesta consecutiva.[26]

Dopo un'altra salvezza,[26] viene esonerato Giampaolo: il suo posto viene preso prima da Marco Baroni, poi da Alberto Malesani, il quale esordisce con una sconfitta con il Bari, una vittoria con il Catania per 3-2 e una terza sconfitta, contro l'Inter, per 4-3. Intanto, durante la stagione cambiano gli assetti societari bianconeri: il 15 gennaio 2010 il pacchetto azionario del club viene rilevato dall'imprenditore edile romano Massimo Mezzaroma.[27] Il 2 maggio 2010 la squadra retrocede aritmeticamente in Serie B per la prima volta dopo sette anni in massima serie, dopo la sconfitta interna per 1-2 contro il Palermo.[27]

Anni 2010Modifica

 
Antonio Conte raggiunge la promozione in Serie A, dopo il secondo posto conquistato nel campionato di Serie B 2010-2011.

Dopo ciò viene ingaggiato come allenatore Antonio Conte.[28] La squadra conduce un buon campionato e il 7 maggio 2011, dopo il pareggio casalingo per 2-2 contro il Torino, ottiene la promozione in Serie A con tre giornate di anticipo rispetto alla fine del campionato.

Nel corso del 2011 la società inizia a palesare le avvisaglie del proprio dissesto: come verrà successivamente riferito in sede processuale, gli ammanchi avevano cominciato ad accumularsi fin dal 2005 e al 30 giugno 2011 il patrimonio netto era in passivo per 2 milioni di euro, a causa di una perdita d'esercizio di 20 milioni, parzialmente ripianata con un finanziamento da 16 milioni. In questo frangente, non essendo possibile reperire le risorse necessarie per una ricapitalizzazione, l'A.C. Siena attua una manovra già praticata da altre società[29], vendendo il proprio marchio a una società terza (che subito lo "rende" al club in licenza d’uso per 20 anni), per un controvalore di 25 milioni di euro garantiti dal Monte dei Paschi di Siena, che vanno a coprire le suddette perdite[30]. Proprio la crisi della banca senese, che era arrivata a versare alla società fino a 7 milioni di euro all'anno di sola sponsorizzazione (i marchi del gruppo MPS campeggiavano sulle divise bianconere ininterrottamente dal 2001 e lo stadio Artemio Franchi era co-denominato "Montepaschi Arena"), senza contare le varie operazioni di factoring, coopererà in modo decisivo ad acuire e rendere irreversibile la crisi economico-amministrativa del club[31].

Per la stagione successiva viene ingaggiato come nuovo allenatore Giuseppe Sannino, proveniente dal Varese. Il campionato di Serie A del 2011-2012, l'anno del ritorno in Serie A, fu la stagione d'oro per la società bianconera: si piazzarono al 14º posto nel campionato, con Mattia Destro e Emanuele Calaiò che formarono una coppia attacco smagliante, collezionando insieme 23 gol––l'unica squadra ad avere 2 giocatori nella top 15 della classifica marcatori, e arrivarono fino alla semifinale della Coppa Italia 2011-2012[32] dove persero contro il Napoli––dopo aver vinto la gara d'andata 2-1. La stagione comincia un po' traballante con 2 punti nelle prime tre giornate di campionato grazie ai pareggi sui campi di Catania e Roma. La prima vittoria arriva alla 5ª giornata quando i bianconeri si impongono per 3-0 sul Lecce. La salvezza giunge matematicamente il 2 maggio 2012 grazie al pareggio per 1-1 all'Olimpico contro la Lazio; al termine della stagione i bianconeri giungono al 14º posto eguagliando il precedente record di 44 punti. A fine stagione l'allenatore Giuseppe Sannino e il Direttore sportivo Giorgio Perinetti, lasciano il Siena destinazione Palermo.

Per la stagione 2012-2013 viene chiamato in panchina il tecnico perugino Serse Cosmi, reduce dall'esperienza al Lecce, neo-retrocesso in Serie B. Dopo un pareggio in rimonta per 2-2 contro l'Udinese, il 24 settembre il Siena vince fuori casa contro l'Inter per 2-0 battendo un record: la squadra milanese, reduce da sei vittorie consecutive nei confronti del club bianconero, nella sua storia non aveva mai perso contro i toscani concedendo loro solo 4 punti (tutti pareggi) nei 16 precedenti.[33][34] Il 16 dicembre 2012 il Siena, dopo la pesante sconfitta con la Fiorentina per 4-1, esonera Cosmi e lo sostituisce con Beppe Iachini, cui però non riesce il raggiungimento della salvezza: il ritorno in Serie B è sancito dal pareggio del Genoa a Marassi contro l'Inter, che condanna il Siena al ritorno in cadetteria ancor prima del match dei toscani in casa del Napoli.[35]

La stagione 2013-2014 vede il Siena sempre più in difficoltà sul ramo societario: il gruppo MPS, in grave crisi e alle prese con un complesso piano di ristrutturazione, ritira definitivamente le proprie sovvenzioni[29][31]; l'iscrizione alla Serie B viene resa possibile praticamente solo grazie al denaro del "paracadute" accordato alle società retrocesse dalla A[30]. Sul fronte sportivo, la squadra (che gioca con maglie prive di sponsor[36]) manca l'accesso alla zona play-off, complice una penalizzazione in classifica di 8 punti irrogata per il mancato pagamento delle ritenute Irpef e dei contributi Inps di alcuni suoi tesserati (senza la penalizzazione il Siena sarebbe stato terzo). Il 15 luglio 2014 l'Associazione Calcio Siena, non avendo provveduto a onorare gli stipendi arretrati e gli adempimenti fiscali, né a ripianare il monte debiti, né al deposito della fidejussione necessaria, non si iscrive al campionato di serie B 2014-2015[37]. Il 18 luglio successivo la FIGC revoca l'affiliazione alla società[38], per poi disporre, in data 22 luglio, lo svincolo dei giocatori tesserati[39]; l'indomani l'assemblea dei soci delibera la messa in liquidazione dell'A.C. Siena, con presentazione della domanda di concordato fallimentare[40].

A stretto giro la Procura della Repubblica di Siena apre un'inchiesta sul fallimento, disponendo perquisizioni in abitazioni e uffici ed iscrivendo nel registro degli indagati undici persone a vario titolo connesse col club[41][42]. Per tutti costoro viene disposto il rinvio a giudizio: il processo di primo grado si apre il 24 aprile 2018[43] e si conclude il 30 settembre 2021 con la condanna a tre anni del solo ex presidente Massimo Mezzaroma, in relazione a due sole circostanze: l’omesso versamento dell’IVA nell’anno 2012 (per il quale viene disposta la confisca di 4 352 734 euro) e la distrazione di 1 246 520 euro in favore di una società connessa all'A.C. Siena[44]. Tutti gli altri imputati sono assolti con formula piena; l'ex presidente annuncia immediatamente il ricorso in appello.

L'esperienza della Robur SienaModifica

Il 25 luglio 2014 l'imprenditore italo-svizzero Antonio Ponte (che già era stato azionista del Siena dal 1999 al 2001) firma l'atto notarile di costituzione della Robur Siena Società Sportiva Dilettantistica, che eredita la tradizione sportiva della fallita A.C. Siena[2] e si iscrive alla Serie D[3] (dove il Siena mancava da 44 anni). Come allenatore viene scelto Massimo Morgia, proveniente dalla Pistoiese; il capitano della squadra, Simone Vergassola, decide di continuare a giocare per il nuovo sodalizio[45]. La nuova squadra disputa un campionato di vertice, riuscendo a issarsi in testa alla classifica del girone E; il 9 maggio 2015, grazie alla vittoria esterna per 0-2 sulla Massese, la Robur Siena conquista la promozione in Lega Pro[46]. L'annata viene infine coronata dalla conquista dello scudetto Serie D, grazie alla vittoria nella finale disputata il 30 maggio allo Stadio Helvia Recina di Macerata, con la Robur che s'impone per 7-5 ai tiri di rigore contro l'Akragas[47].

A stagione conclusa, il 16 giugno 2015, l'allenatore Massimo Morgia e il suo staff concludono il loro rapporto contrattuale con il Siena[48]; il 1º luglio viene annunciato l'accordo con Gianluca Atzori[49]. La stagione 2015-2016 è caratterizzata dalla vittoria a Pisa per 2-1[50], successo esterno che nel derby toscano mancava da 57 anni, e dal raggiungimento della semifinale di Coppa Italia Lega Pro[51]. In seguito alle dimissioni di Atzori[52], nel febbraio 2016 Guido Carboni assume la conduzione tecnica della squadra[53]. Nel campionato di Lega Pro il Siena chiude sesto.

Il 30 agosto 2016 Ponte cede la società ad Anna Durio, primo presidente donna della storia del Siena[54]. Il giorno successivo viene nominato Giovanni Colella come nuovo allenatore, assieme al nuovo direttore sportivo Giovanni Dolci. La nuova stagione inizia con qualche difficoltà e si conclude con il dodicesimo posto in Lega Pro.

Nella stagione 2017-2018 il Siena di Michele Mignani è tra le pretendenti per la promozione in Serie B. Concluso il campionato al secondo posto, accede ai play-off, dove elimina la Reggiana ai quarti di finale e il Catania ai tiri di rigore in semifinale, approdando così in finale dello Stadio Adriatico di Pescara contro il Cosenza, che tuttavia s'impone per 3-1.[55] Nel frattempo, ad aprile 2018, la Robur diventa una società per azioni, assumendo la denominazione "Robur Siena S.p.A.".[56]

Più negativa è la stagione 2018-2019, chiusa dal Siena di Mignani al sesto posto nel girone A della Serie C e con l'eliminazione al primo turno dei play-off, a causa della sconfitta casalinga contro il Novara (0-1).

Nella stagione 2019-2020 (segnata dalla prolungata interruzione dovuta allo scoppio della pandemia di COVID-19 in Italia) la società entra nuovamente in difficoltà, accumulando ritardi nel pagamento di stipendi e contributi, che causano anche l'irrogazione di un punto di penalità a carico della squadra, guidata in panchina da Alessandro Dal Canto, che chiude infine il girone al sesto posto e viene poi estromessa al secondo turno dei play-off (dopo aver passato il primo d'ufficio per la defezione dell'Arezzo) per mano dell'Alessandria.

A fine stagione la presidente Anna Durio annuncia la volontà di cedere il club, ma le trattative intavolate con alcune cordate non portano ad alcun risultato concreto, sicché il 5 agosto 2020 la Robur Siena non s'iscrive al successivo campionato di Serie C, con susseguente cessazione delle attività[57].

Anni 2020Modifica

Ripartenza con la ACN Siena 1904Modifica

L'assegnazione del titolo sportivo torna nuovamente nelle mani dell'amministrazione comunale, che ne fa richiesta alla FIGC e, ottenuta l'approvazione, si fa carico di vagliare le quattro offerte pervenute, alcune delle quali avevano precedentemente già trattato l'acquisizione della cessata Robur Siena. La scelta cade sul soggetto "Noah Siena", facente capo al fondo d'investimento armeno Berkeley Capital CJSC, riconducibile alle famiglie Gevorkyan e Gazaryan, entrambe attrici imprenditoriali e politiche di primo piano in patria, titolari del Fowtbolayin Akowmb Noah di Erevan[58]. La squadra viene pertanto iscritta alla Serie D, in sovrannumero, con ragione sociale ACN Siena 1904[59]

La squadra, affidata all'ex calciatore campione del mondo Alberto Gilardino, si attesta nell'alta classifica del girone E, ma senza mai raggiungerne la vetta; l'11 gennaio 2021 Gilardino e il Siena rescindono consensualmente il contratto e la panchina passa a Stefano Argilli, il quale a sua volta è esonerato due settimane dopo a seguito della sconfitta casalinga contro il Trastevere. Dopo l'interim di Stefano Argilli, l'arrivo del tecnico lettone Marian Pahars, coadiuvato dal russo Vladimir Gazzaev (quest'ultimo, poiché privo dell'abilitazione per allenare, è interdetto dall'accedere alla panchina; inoltre entrambi, non padroneggiando la lingua italiana, devono ricorrere a un interprete per parlare coi giocatori[60]), non risolleva il rendimento dei bianconeri, che raccolgono 1 solo punto in 4 partite; perciò il 10 febbraio si decide per il reintegro di Gilardino, che conduce la squadra al quinto posto in stagione regolare e alla successiva eliminazione in semifinale play-off. Tuttavia, date le numerose defezioni tra le squadre aventi diritto alla Serie C, nell'estate 2021 il Siena viene infine ripescato nel professionismo a completamento organici.

La stagione 2021-22 inizia con la ristrutturazione completa della dirigenza, che vede in particolare l'arrivo dell'esperto direttore sportivo Giorgio Perinetti e del collaboratore tecnico Paolo Negro, ex-bandiera dei toscani. La rosa a disposizione di mister Gilardino viene integrata da giocatori come Varela, Paloschi, Terzi e Bianchi. Tuttavia, dopo un buon inizio, la dirigenza decide di esonerare il tecnico, chiamando al suo posto Massimiliano Maddaloni. Il cambio in panchina si rivela però controproducente e nel dicembre 2021 la dirigenza decide di rivoluzionare tutta la società, licenziando in blocco il Cda, incluso il DS Perinetti, e chiamando in panchina Pasquale Padalino, mentre vengono assunti il nuovo DS Giuseppe Cannella e il direttore generale Marco Trabucchi. Dal calciomercato di gennaio arrivano giocatori come Laverone, Ardemagni, Fabbro e Guillaumier. Alla fine, pur con qualche difficoltà, la squadra si stabilizza in zona salvezza.

Ciò prelude a un nuovo rimpasto societario: il 9 giugno 2022 si riunisce l’assemblea dei soci dell’ACN Siena 1904 srl, nel corso della quale Emiliano Montanari è nominato presidente[61]; il giorno dopo la società cambia definitivamente proprietà, in quanto il 100% delle quote passa ufficialmente alla Global Service SpA, società facente capo al neopresidente.[62] Dopo aver condotto diverse operazioni di carattere logistico per le diverse squadre, il 12 luglio seguente Montanari annuncia il cambio di denominazione in Associazione Calcio Robur Siena 1904 e il ritorno alla forma statutaria di società per azioni. Contestualmente viene espressa la volontà di presentare un'offerta ufficiale per l’acquisizione del marchio e dei loghi Associazione Calcio Siena, rimasti dal 2014 nelle mani della curatela fallimentare del club che fece la Serie A.[63]

CronistoriaModifica

Cronistoria dell’ACN Siena 1904
  • 1904 - Fondazione della Società Studio e Divertimento.
  • 1904-1908 - La società partecipa solo a tornei amichevoli a carattere locale.
  • 1908 - La pratica calcistica viene ricondotta in seno alla Società Sportiva Robur.
  • 1908-1921 - Attività a carattere locale.
  • 1921-1922 - 1º nel girone C della Promozione Toscana. 1º nel girone finale. Promosso in Seconda Divisione e affiliato alla Lega Nord dal Compromesso Colombo.
  • 1922-1923 - 6º nel girone F della Seconda Divisione. Salvo dopo aver vinto la sfida contro la Pistoiese primatista della Terza Divisione.
  • 1923-1924 - 8º nel girone F della Seconda Divisione. Retrocesso in Terza Divisione.
  • 1924-1925 - 3º nel girone A della Terza Divisione Toscana.
  • 1925-1926 - 5º nel girone A della Terza Divisione Toscana. 1º nel girone salvezza.
  • 1926-1927 - 1º nel girone B della Terza Divisione Toscana. 2º nel girone F delle finali del Nord. Ammesso in Seconda Divisione per allargamento dei quadri.
  • 1927-1928 - 8º nel girone C della Seconda Divisione Nord.
  • 1928-1929 - 7º nel girone G della Seconda Divisione Nord.
  • 1929-1930 - 4º nel girone F della Seconda Divisione Nord declassata a livello regionale.

Terzo turno eliminatorio di Coppa Italia.
Secondo turno eliminatorio di Coppa Italia.
Primo turno eliminatorio di Coppa Italia.
Terzo turno eliminatorio di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.

Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
  Campione d'Italia di IV Serie (1º titolo).
Fase a gironi di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.


  • 1970-1971 - 9º nel girone E della Serie D.
  • 1971-1972 - 4º nel girone E della Serie D.
  • 1972-1973 - 2º nel girone E della Serie D.
  • 1973-1974 - 3º nel girone E della Serie D.
Ottavi di finale di Coppa Italia Semiprofessionisti.
  • 1974-1975 - 2º nel girone E della Serie D.
Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Semiprofessionisti.
  • 1975-1976 - 1º nel girone E della Serie D. Promosso in Serie C.
Ottavi di finale di Coppa Italia Semiprofessionisti.
Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Semiprofessionisti.
Ottavi di finale di Coppa Italia Semiprofessionisti.
Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Semiprofessionisti.
Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Semiprofessionisti.

? di Coppa Italia Semiprofessionisti.
Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Serie C.
Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Serie C.
Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Serie C.
Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Serie C.
Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Serie C.
Primo turno di Coppa Italia.
? di Coppa Italia Serie C.
Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Serie C.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
? di Coppa Italia Serie C.

Ottavi di finale di Coppa Italia Serie C.
Finalista di Coppa Italia Serie C.
  • 1992-1993 - 16º nel girone A della Serie C1. Retrocesso e successivamente ripescato.
Primo turno di Coppa Italia Serie C.
Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Serie C.
Secondo turno di Coppa Italia Serie C.
Ottavi di finale di Coppa Italia Serie C.
Primo turno di Coppa Italia Serie C.
Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Serie C.
Semifinalista di Coppa Italia Serie C.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
Vince la Supercoppa di Serie C (1º titolo).

Fase a gironi di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia.
Quarto turno di Coppa Italia.
Quarto turno di Coppa Italia.

Terzo turno di Coppa Italia.
Semifinalista di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
  • 2014 - L'Associazione Calcio Siena non si iscrive al campionato, subisce la revoca dell'affiliazione alla FIGC e viene dichiarata fallita per dissesto finanziario.[38][40] Nel frattempo, viene fondata la nuova società Robur Siena Società Sportiva Dilettantistica, ammessa in sovrannumero in Serie D in quanto erede della tradizione sportiva del precedente sodalizio.
  • 2014-2015 - 1º nel girone E della Serie D. Promosso in Lega Pro.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie D.
  Campione d'Italia di Serie D (2º titolo).
  • 2015 - La società cambia denominazione in Robur Siena S.r.l..
  • 2015-2016 - 6º nel girone B della Lega Pro.
Semifinalista di Coppa Italia Lega Pro.
Primo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia Lega Pro.
Fase a gironi di Coppa Italia Serie C.
  • 2018 - La società cambia denominazione in Robur Siena S.p.A.
  • 2018-2019 - 6º nel girone A della Serie C. Perde il primo turno dei play-off.
Secondo turno di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
  • 2019-2020 - 6º nel girone A della Serie C. Perde il secondo turno dei play-off.
Primo turno di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia Serie C.
  • 2020 - La Robur Siena non si iscrive al campionato di Serie C. In seguito, viene fondata la ACN Siena 1904 Società Sportiva Dilettantistica S.r.l. che ne eredita la tradizione sportiva e viene ammessa in sovrannumero in Serie D.
  • 2020-2021 - 5º nel girone E della Serie D. Perde le semifinali dei play-off, ma viene ripescato in Serie C a completamento organici.
  • 2021 - La società cambia denominazione in ACN Siena 1904.
  • 2021-2022 - 13º nel girone B della Serie C.
Secondo turno di Coppa Italia Serie C.
  • 2022 - La società cambia denominazione in ACR Siena 1904 S.p.A..

Colori e simboliModifica

ColoriModifica

 
La SS Robur del 1928-1929, con la maglia a quarti bianconeri in uso tra gli anni 1920 e 1930, e poi ripresa a fasi alterne nel terzo millennio.

I colori tradizionali della squadra calcistica senese sono il bianco e il nero, i quali derivano da quelli originari dell'antica Società Studio e Divertimento. La progenitrice a sua volta aveva dettato la combinazione cromatica in omaggio allo stemma, alla bandiera e ai colori cittadini, una balzana bianconera che simboleggia il fumo nero e bianco scaturito dalla pira augurale che i leggendari fondatori della città, Senio e Ascanio, figli di Remo, avrebbero acceso per ringraziare gli dei dopo la fondazione di Siena. Un'altra leggenda riporta che la balzana derivi dai colori dei cavalli, uno bianco e uno nero, che i due fratelli usarono nella fuga dallo zio Romolo che li voleva uccidere e con i quali giunsero nella città toscana.

La maglia ha subito vari cambiamenti nel disegno, mantenendo intatti solo i colori: la prima divisa era come quella dell'antica società, con disegno a scacchi grandi. Nel tempo il Siena ha poi a lungo adottato uno stile più affine alle casacche calcistiche, con strisce verticali comuni a molte altre squadre italiane come Juventus, Ascoli e Udinese.[64]

Con l'approdo del Siena in Serie A la divisa ha mutato ripetutamente disegno: da semplici strisce verticali bianconere a una maglia bipartita con bizzarre sfumature, fino al ritorno celebrativo della vecchia, storica, scaccatura;[64] l'alternanza tra scacchi e pali si è riproposta negli anni 2010, segnati dal doppio fallimento dell'AC Siena, della subentrata Robur Siena e infine la ripartenza sotto la gestione armena "Noah". Per quanto concerne i pantaloncini e calzettoni, essi sono normalmente bianchi o neri, senza una determinata preferenza

Le uniformi di cortesia dei senesi (seconda maglia e terza, laddove prevista dalle sponsorizzazioni) sono variate molto nel tempo, sia nella foggia che nei colori, vedendo comunque una netta predominanza di tre tinte legate all'araldica senese: il nero (in quanto parte dello stemma civico), il rosso (lo scudo recante un leone argenteo in campo rosso fu infatti simbolo dapprima del vescovo di Siena, quindi del Capitano del popolo nella Repubblica civica; il suo uso è perdurato nei secoli, sia negli stemmi di vari comuni dipendenti dalla città, sia anche nell'emblema provinciale) e il blu/azzurro ricavato dallo stemma repubblicano.[65][66]

Simboli ufficialiModifica

StemmaModifica

L'emblema storico del calcio senese è la lupa che allatta i gemelli Senio e Ascanio, mutuata dalla simbologia tradizionale della città toscana. Un discorso a parte riguarda la Società Sportiva Robur, che nel 1908 adottò come simbolo un braccio che teneva in pugno un manubrio pesistico[67].

Lo stemma societario adottato dall'Associazione Calcio Siena (più volte rimaneggiato e ammodernato, da ultimo nel 2010) era costituito un ancile palato bianco-nero, con la denominazione del club inscritta in una fascia bianca a mezza altezza, sovrastante il summenzionato disegno della lupa con i gemelli, la dicitura Robur e l'anno di fondazione.[68]

Non potendo più usare il suddetto emblema e la denominazione connessa, che nel 2011 erano stati ceduti dall'AC Siena a una società terza per ripianare parte del passivo societario (operazione che ebbe successivamente risvolti giudiziari)[30], nel 2014 la rifondata Robur Siena ha adottato due diversi stemmi societari: uno transitorio, usato nella prima parte del campionato 2014-2015, e uno definitivo, realizzato dal grafico Marco Cheli; entrambi hanno mantenuto il simbolo della lupa, così come la forma ovale dello scudo, abbandonando tuttavia la palatura verticale in favore di un motivo a scacchi bianconeri, e dando al contempo maggior rilievo alla storica denominazione Robur.[69]

Nel 2020, a seguito della mancata iscrizione della Robur, la neocostituita "Noah Siena", nuovamente tenuta a usare un nuovo marchio, ha optato per non includervi più la lupa, giudicandola non sufficientemente rappresentativa dell'identità senese[70]. Nella stagione d'esordio lo stemma consistette in un ancile bianco bordato di nero, contenente un curioso disegno a linee spezzate che, a detta della proprietà, era un monogramma del numero romano MCMIV, anno d'inizio della tradizione sportiva senese; sottostante campeggiava la dicitura Siena 1904[71]. Anche sulla scia delle proteste dei tifosi, che giudicarono il disegno malriuscito e troppo slegato dalla tradizione[71], nell'estate 2021 la società ricontattò Marco Cheli per la realizzazione di un nuovo logotipo: in esso l'ancile si riduce a una "mezzaluna" dorata, che contiene sulla destra un richiamo alla balzana e la dicitura aurea Robur 1904, sulla sinistra tre strisce spezzate nere (appuntite inferiormente) che riproducono la merlatura della Torre del Mangia, sovrastata dall'epigrafe Siena; in cima all'insieme è altresì disegnato il "bandierino" che segna le curve e la "mossa" del Palio[70].

InnoModifica

L'inno ufficiale della squadra bianconera è Su Forza Siena di Franco Baldi. Altri storici inni cittadini come il Canto della Verbena e la Marcia del Palio sono spesso cantati dai tifosi locali durante gli incontri[72].

StruttureModifica

StadioModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Stadio Artemio Franchi (Siena).
 
L'Artemio Franchi di Siena.

All'inizio degli anni venti la Robur giocava le sue prime partite sul campo di Piazza d'Armi;[73] il 7 gennaio 1923 con la partita Siena - CS Firenze 2-0 avviene l'inaugurazione del campetto di San Prospero, più adatto alle esigenze dell'epoca, tuttavia la squadra successivamente tornò a giocare in Piazza d'Armi fino al termine degli anni trenta.[73]

L'Artemio Franchi è l'impianto che ospita gli incontri casalinghi dei senesi.[74] Fu costruito nel 1923, inaugurato l'8 dicembre 1938 in un'amichevole contro l'Empoli;[74] l'impianto fu intitolato a Rino Daus, squadrista fascista ucciso nel giugno del 1921.[74] La struttura iniziale presentava solamente la tribuna centrale coperta, a cui nel 1955 fu aggiunta la tribuna scoperta. Successivamente fu denominato Del Rastrello per poi essere intitolato nel 1987, su richiesta della società, ad Artemio Franchi; dal 2007 al 2013 venne aggiunta un'altra denominazione, Montepaschi Arena, a seguito della sponsorizzazione da parte dell'omonima banca senese che deteneva all'epoca anche quote azionarie del club stesso.[74] La capienza è stata portata da 10 560 a 17 373 posti.[74]

Centro di allenamentoModifica

La società si allena presso i campi del Gruppo sportivo Quercegrossa, centro sportivo dell'omonima località del comune di Catelnuovo Berardenga.[75]

SocietàModifica

  Le singole voci sono elencate nella Categoria:Dirigenti della Robur Siena

Organigramma societarioModifica

Dal sito web della società.[76]

Staff dell'area amministrativa
  •   Emiliano Montanari - Presidente
  •   Carmine Napolitano - Consigliere
  •   Fabio Cocco - Consigliere
  •   Ernesto Salvini - Direttore sportivo - Area tecnica
  •   Fabio Casasoli - Responsabile amministrativo
  •   Carlo Pace - Segretario generale
  •   Andrea Bianchi Sugarelli - Responsabile stampa
  •   Alessio Ferri - Responsabile marketing
  •   Fernando Cellitti - Team Manager
  •   Alessio Ferroni - Responsabile settore giovanile

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Di seguito la cronologia di fornitori tecnici e sponsor del Siena.

Cronologia degli sponsor tecnici
Cronologia degli sponsor ufficiali
  • 1981-2000 ...
  • 2000-2001 Romagest
  • 2001-2002 Monte dei Paschi di Siena
  • 2002-2003 Montepaschi Vita
  • 2003-2013 Monte dei Paschi di Siena
  • 2013-2014 non presente
  • 2014-2015 Inizialmente non presente - dal mese di ottobre Insieme InSiena (sulle maglie appare semplicemente la dicitura Siena)
  • 2015-2016 non presente
  • 2016-2017 Piccini, ChiantiBanca, Teknoship
  • 2017-2018 Piccini, Sit-in sport, Teknoship, Estra
  • 2018-2019 Piccini, Estra, Neomedica
  • 2019-2020 Neomedica, Estra, Nannini, Piccini
  • 2020-2021 non presente
  • 2021-2022 Caffè Scudieri, Infinet
  • 2022- Nuova Elettra SpA

Impegno nel socialeModifica

Il Siena è stato attivo nel campo sociale e umanitario. È stata presente all'edizione 2011 de La Fabbrica del Sorriso, iniziativa di raccolta fondi a supporto di progetti di solidarietà in Italia e nel mondo a favore dei bambini bisognosi di aiuto, partecipando ai quattro progetti sostenuti (Fondazione Banco alimentare onlus, Istituto Oikos onlus, Project for people onlus e Vis: Volontariato internazionale per lo sviluppo).[77] Inoltre, grazie alla sua iniziativa AC Siena per la Maremma, ha aiutato la popolazione di Albinia, colpita dalle alluvioni di novembre 2012, donando materiali tecnici e parte dei ricavati della partita di Serie A Siena-Pescara alle squadre di calcio dei paesi colpiti.[78] Altra somma di denaro è stata invece donata a Agape onlus che si occuperà dell'assistenza alle famiglie rimaste ancora fuori dalle proprie abitazioni.[78] Verranno messe all'asta maglie della squadra bianconera autografate dai calciatori (utilizzate durante la partita precedentemente citata), il cui ricavato sarà devoluto in beneficenza.[78]

Settore giovanileModifica

Il settore giovanile del Siena, al momento del fallimento (2014), era formato da 3 squadre maschili partecipanti ai campionati nazionali (Primavera,[79] Allievi Nazionali[80] e Giovanissimi Nazionali[81]), 2 a livello regionale (Giovanissimi Regionali[82] e Giovanissimi Regionali B[83]) e a livello provinciale (Esordienti[84] e Pulcini[85]).

Oggi il Siena Calcio conta sulla squadra Primavera, gli Allievi Nazionali e Giovanissimi Nazionali nonché le formazioni provinciali Allievi e Giovanissimi con una scuola calcio che annovera gli Esordienti e i Pulcini.

Dal vivaio senese sono partite le carriere di diversi giocatori professionisti, fra cui si ricordano Niccolò Giannetti, Leonardo Blanchard, Marcel Büchel, Luigi Canotto, Lorenzo Rosseti, Alessio Dionisi (poi diventato allenatore), Giacomo Mazzi, Lampros Vaggelīs e Joazhiño Arroe.

Inoltre, dallo stesso settore giovanile sono transitati anche Leonardo Spinazzola (laureatosi Campione d'Europa con la nazionale italiana nel 2021), Jacopo Petriccione, Kevin Bonifazi, Federico Proia, Marco Olivieri, Ivan Varone e Souleymane Coulibaly.

Sezione femminileModifica

La società, il 14 luglio 2019, ha deciso di costituire la propria sezione femminile partendo dal campionato di Eccellenza.[86]

Allenatori e presidentiModifica

  Le singole voci sono elencate nella Categoria:Allenatori della Robur Siena e Categoria:Presidenti della Robur Siena

Di seguito l'elenco degli allenatori e dei presidenti.[87]

Allenatori
Presidenti
  • 1904-1934 ...
  • 1934-1936   Aldo Sampoli
  • 1936-1940   Raniero Ricci
  • 1940-1943   Arcangelo Magi
  • 1945-1946   Corsino Corsini
  • 1946-1951   Renato Buccianti
  • 1951-1956   Agostino Battignani
  • 1956-1966   Danilo Nannini
  • 1966-1967   Renato Luchini
  • 1967-1969   Bixio Gianfaldoni
  • 1969-1970   Danilo Nannini[88]
  • 1970-1978   Vittorio Beneforti
  • 1978-1979   Corrado Vanni
  • 1979-1981   Danilo Nannini
  • 1981-1983   Ennio Regoli
  • 1983-1986   Danilo Nannini
  • 1986-1998   Max Paganini
  • 1998-1999   Giancarlo Castagni
  • 1999-2001   Leo Salvietti
  • 2001-2006   Paolo De Luca
  • 2006-2010   Giovanni Lombardi Stronati
  • 2010-2014   Massimo Mezzaroma
  • 2014-2016   Antonio Ponte
  • 2016-2020   Anna Durio
  • 2020-2021   Roman Gevorkyan
  • 2021-2022   Armen Gazaryan
  • 2022-2022   Ike Thierrry Zaengel
  • 2022-   Emiliano Montanari

CalciatoriModifica

  Le singole voci sono elencate nella Categoria:Calciatori della Robur Siena

Numeri ritiratiModifica

PalmarèsModifica

2002-2003
2000
1934-1935 (girone finale B)
1937-1938 (girone D)
1999-2000 (girone A)
1955-1956
2014-2015

Statistiche e recordModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Statistiche e record della Società Sportiva Robur Siena.

Partecipazione ai campionatiModifica

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Serie A 9 2003-2004 2012-2013 9
Seconda Divisione 2 1922-1923 1923-1924 16
Serie A-B 1 1945-1946
Serie B 13 1935-1936 2013-2014
Seconda Divisione 1 1927-1928 47
Prima Divisione 4 1931-1932 1934-1935
Serie C 28 1936-1937 2021-2022
Serie C1 14 1982-1983 1999-2000
Terza Divisione 1 1926-1927 24
Seconda Divisione 3 1928-1929 1930-1931
IV Serie 4 1952-1953 1955-1956
Serie D 8 1970-1971 2020-2021
Serie C2 8 1978-1979 1989-1990

In 96 stagioni sportive disputate a partire dall'esordio a livello nazionale nella Lega Nord il 12 novembre 1922, compresi 2 campionati di Seconda Divisione e 1 Campionato Misto Bassitalia disputato in qualità di società di Serie B, 1 campionato di terzo livello del Direttorio Divisioni Inferiori Nord (C) e 2 di quarto livello (D), e 8 campionati di Serie C2. Sono escluse le annate dal 1924 al 1926, nelle quali il Siena partecipò ai massimi tornei del Comitato Regionale Toscano, cui afferiva anche antecedentemente il 1922.

Statistiche di squadraModifica

Il Siena esordì in Promozione nella stagione 1921-1922. Nelle sue 100 stagioni la squadra ha pertanto partecipato a 9 campionati di Serie A, 16 di Serie B o equivalenti storici, e oltre 50 di Serie C o categorie equiparabili. Dall'introduzione della prima legislazione professionistica in Italia nel 1926, il Siena è stato relegato fra i dilettanti per 15 volte.[6] Dalla promozione nel massimo campionato italiano (2003-2004), il club bianconero ha ottenuto come migliore posizione il 13º posto (2007-2008),[90] e come peggiore il 19° (2009-2010), che ha portato la retrocessione del club in Serie B.[91]

Le vittorie con maggior numero di reti di scarto furono nella stagione 2003-2004 (Siena-Empoli 4-0 e Siena-Modena 4-0) e in quella 2011-2012 (Siena-Lazio 4-0);[92][93] la peggior sconfitta in trasferta, anch'essa nella stagione 2003-2004, fu Roma-Siena 6-0.[92] La partita con più reti è stata giocata nella stagione 2004-2005 in trasferta contro il Livorno (il risultato finale fu 6-3 per i bianconeri).[94]

Statistiche individualiModifica

Di seguito i primatisti di presenze e reti.[95][96]

TifoseriaModifica

StoriaModifica

Il principale gruppo ultras del Siena è il Siena Club Fedelissimi, il più vecchio club di tifo organizzato d'Italia, nato nel 1970 (dopo lo scioglimento della Fossa dei Leoni, che era nata nel 1968).

Nella stagione 2014-2015 la tifoseria della Robur stabilisce l'allora record di abbonamenti per la Serie D[97] (successivamente superato dal Parma nella stagione 2015-2016).

Gemellaggi e rivalitàModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Derby calcistici in Toscana.

La tifoserie senese è gemellata con le tifoserie di Udinese e Pistoiese.[98][99] Quello con i friulani in particolare, lega le due tifoserie e le due società. Un'amicizia lega il gruppo Vecchi Ultras con quello bolognese Beata Gioventù, per la comune rivalità con la Fiorentina. Altro rapporto di amicizia lega la tifoseria toscana con quella del Como.[99]

La principale rivalità è quella con la tifoseria della Fiorentina.[98][99] La partita con la viola è infatti chiamata "derby guelfi-ghibellini", dovuta alle due storiche battaglie tra le città; la Battaglia di Montaperti del 1260 (esaltata dai ghibellini senesi) e quella della Colligiana di Colle di Val d'Elsa del 1269 (esaltata dai guelfi fiorentini allora alleati dei colligiani), anche se è doveroso ricordare che Siena e Firenze durante il Medioevo erano entrambe divise internamente tra guelfi e ghibellini.

Con il Livorno esiste una rivalità sentita fin dagli anni 1950.[98][99]

Un'altra forte rivalità si ha con la tifoseria della Roma, in quanto per due volte durante gli incontri tra le due formazioni, la partita venne sospesa per lancio di fumogeni da parte dei supporters romanisti, insieme ad alcuni feriti da arma da taglio e in qualche occasione, nella Curva Sud di Roma, sono comparsi striscioni minatori contro i tifosi del Siena. Il 13 settembre 2009 i sostenitori senesi, in un Siena-Roma finito 1 a 2, intonarono cori da stadio offensivi nei confronti del suocero di Daniele De Rossi, Massimo Pisnoli, ucciso l'anno precedente, e dello stesso giocatore; a questo episodio non corrisposero comunque atti di violenza.[100] Gli attriti tra la tifoseria e il giocatore nacquero nel novembre del 2004, quando il calciatore romano causò un grave infortunio ad Andrea Ardito, allora giocatore senese.

Con la tifoseria empolese esiste, da sempre, forte antipatia da entrambe le parti. Molti gli episodi di violenza che hanno portato ad arresti e denunce dopo gli scontri tra le due tifoserie.[98][99] Con il Perugia invece, esiste una forte rivalità per entrambe le parti come testimoniano i numerosi episodi di scontri tra le due tifoserie, in quello che viene definito quasi un derby. Le due tifoserie hanno avuto modo di confrontarsi anche in Serie A nel 2003-2004.[98][99]

Importanti rivalità regionali esistono con le tifoserie di Arezzo e Grosseto. La prima è una rivalità storica che ha radici nel Medioevo. Siena, nel 1269 fu sconfitta dai guelfi colligiani e fiorentini nella battaglia di Colle di Val d'Elsa. Questa sconfitta la portò ad abbandonare lo schieramento ghibellino, diventando guelfa e scatenando le ire degli aretini ghibellini, che chiamarono "traditori" i senesi. Un anno dopo aver subito una dolorosa e sanguinosa sconfitta dai ghibellini Aretini il 26 giugno 1288 a Pieve al Toppo, l'11 giugno 1289, nella famosa battaglia di Campaldino, Siena guelfa, alleata di Firenze, sconfisse Arezzo ghibellina. Arezzo che si rifece con tutto lo schieramento Ghibellino, guidato da Uguccione della Faggiola il 29 agosto 1315, sconfiggendo i Guelfi fiorentini e Senesi nella battaglia di Montecatini.[98][99] La seconda si è sviluppata in continuità con la rivalità storica tra la città del Palio e il capoluogo maremmano, già esistente in epoca medievale essendo Grosseto sottomessa a Siena sino alla caduta della Repubblica senese.[99] Altre rivalità degne di nota esistono con le tifoserie di Salernitana,[98][99] Nocerina,[99] Cosenza,[99] Crotone,[99] Carrarese,[99] Lucchese,[99] Frosinone,[99] Montevarchi,[99] Palermo,[99] Prato,[99] Reggina,[99] Sambenedettese[99] e SPAL.[99]

OrganicoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: ACN Siena 1904 2021-2022.

Rosa 2021-2022Modifica

N. Ruolo Giocatore
1   P Ivan Lanni
3   D Leonardo Terigi
5   D Ricardo Farcaş
7   C Francesco Disanto
8   C Salvatore Pezzella
10   A Giuseppe Caccavallo
12   P Federico Mataloni
13   D Luca Milesi
14   C Cristiano Bani
15   C Lorenzo Laverone
16   D Lorenzo Zaccone
18   C Vincenzo Gatto
20   D Christian Mora
N. Ruolo Giocatore
21   C Cassio Cardoselli
22   P Mattia Marocco
23   C Niccolò Marcellusi
24   C Tommaso Bianchi
25   D Luca Crescenzi
26   D Andrea Morosi
27   C Marco Meli
28   A Lorenzo Peresin
31   A Matteo Ardemagni
32   A Giordano Conti
33   D Alessandro Favalli
42   C Abdoul Aziz Sare
99   A Alberto Paloschi

Staff tecnicoModifica

Staff dell'area tecnica
  •   Ernesto Salvini - Direttore sportivo
  •   Guido Pagliuca - Allenatore
  •   Nico Lelli - Allenatore in seconda
  •   Stefano Guberti - coordinatore tecnico giovanili U17
  •   Sandro Bencardino - Preparatore atletico
  •   Nicolas Cancarini - Preparatore dei portieri
  •  Fernando Cellitti - Team Manager
  •   Andrea Causarano - Medico Sociale

NoteModifica

  1. ^ Rif. partita IVA 01520250521
  2. ^ a b Ai sensi dell'art. 52 comma 10 delle NOIF della Federazione Italiana Giuoco Calcio, cfr. Comunicato ufficiale n.63 Stagione Sportiva 2014/2015, su lnd.it, Lega Nazionale Dilettanti, 11 agosto 2014. URL consultato il 13 agosto 2014 (archiviato dall'url originale il 12 agosto 2014).
  3. ^ a b Calcio, il Siena ammesso in serie D, su lanazione.it, 22 luglio 2014. URL consultato il 13 agosto 2014.
  4. ^ Comunicato ufficiale n. 63 – Stagione sportiva 2014-2015 (PDF), su figcvenetocalcio.it, Lega Nazionale Dilettanti, 11 agosto 2014. URL consultato il 27 agosto 2014 (archiviato dall'url originale il 21 agosto 2014).
  5. ^ Almanacco Panini 2009.
  6. ^ a b Campionato, su siena1904.net. URL consultato il 27 gennaio 2013 (archiviato dall'url originale il 31 dicembre 2011).
  7. ^ Robur è divenuto il nome, invalso nell'uso, con cui i tifosi chiamano la squadra di calcio per distinguerla dalla Mens Sana e dalla Virtus, le due squadre senesi di basket.
  8. ^ a b Fontanelli; Natili, p. 235.
  9. ^ Fontanelli; Natili, p. 238.
  10. ^ Fontanelli; Natili, p. 242.
  11. ^ Fontanelli; Natili, p. 245.
  12. ^ Fontanelli; Natili, p. 246.
  13. ^ Fontanelli; Natili, p. 248.
  14. ^ Fontanelli; Natili, p. 249.
  15. ^ Fontanelli; Natili, p. 256.
  16. ^ Fontanelli; Natili, p. 260.
  17. ^ Fontanelli; Natili, p. 263.
  18. ^ Fontanelli; Natili, p. 264.
  19. ^ Fontanelli; Natili, p. 267.
  20. ^ Fontanelli; Natili, p. 283.
  21. ^ Fontanelli; Natili, p. 290.
  22. ^ Fontanelli; Natili, pp. 291-307.
  23. ^ Fontanelli; Natili, p. 301.
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BibliografiaModifica

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  • Almanacco illustrato del calcio, Modena, Panini, 2009, ISSN 1129-3381 (WC · ACNP).

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