Musei nazionali italiani

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I musei nazionali italiani, chiamati anche istituti museali statali, sono enti pubblici istituiti con apposita Legge dello Stato approvata dal Parlamento italiano e gestiti sotto la direzione dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (MiBACT), attraverso le Direzioni regionali presenti in 17 regioni[1]. I musei, gallerie ed aree archeologiche nelle regioni Sicilia e Valle d'Aosta e delle province autonome di Trento e Bolzano, sono gestiti autonomamente.

Limitatamente ad uno dei numerosi ambiti cui il museo può riferirsi, l'articolo 101 del Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, in materia di "Codice dei beni culturali e del paesaggio", lo definisce come «struttura permanente che acquisisce, cataloga, conserva, ordina ed espone beni culturali per finalità di educazione e di studio»[2].

Indice

Storia dei musei nazionali archeologici in ItaliaModifica

Una prima tipologia di musei nazionali italiani è rappresentata dalle collezioni archeologiche, gestite dalla 'Direzione generale per le antichità' del Ministero per i beni e le attività culturali. Nel 1861, all'indomani dell'Unità d'Italia i musei archeologici nazionali italiani erano solo otto: quelli di Roma (Museo nazionale romano, Museo nazionale preistorico, Museo nazionale etrusco) e quelli di Napoli, Firenze, Cagliari, Taranto e Parma. Nel 1866 fu istituito il Museo nazionale di Palermo[3] e nel 1878 vi fu la nascita del Museo archeologico nazionale di Siracusa[4]. Il XIX secolo si concluse quindi con l'esistenza di dieci musei archeologici nazionali in Italia.

Nel 1908 il museo archeologico di Ancona divenne Museo archeologico nazionale delle Marche e nel 1911 fu inaugurato il Museo archeologico nazionale di Matera. Il numero dei musei archeologici nazionali arrivò così a dodici e tale situazione rimase invariata sino al secondo dopoguerra[5].

Dal secondo dopoguerra ci fu un'esplosione di nuove aperture, fino ad arrivare alla situazione attuale, in cui i musei nazionali archeologici sono diffusi in tutte le regioni italiane.

Nel 2014 sono stati istituiti i "poli museali regionali".

AccessoModifica

I musei statali sono generalmente aperti tutti i giorni dell'anno, esclusi (di solito) il 1º gennaio, il 1º maggio, il 25 dicembre e negli altri giorni eventualmente stabiliti dal singolo istituto museale. Nella giornata di venerdì i musei più importanti rimangono aperti fino alle ore 22:00[6].

La visita del museo nazionale può essere libera o a pagamento[7]. In questo caso, alcune categorie di visitatori hanno diritto ad un biglietto gratuito[8]:

  • visitatori minori di 18 anni, inclusi quelli privi di cittadinanza europea[9];
  • cittadini europei disabili e loro accompagnatore o familiare;
  • guide turistiche ed interpreti turistici dell'Unione europea;
  • personale dipendente del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo;
  • membri dell'International Council of Museums (ICOM) e del Centro internazionale di studi per la conservazione ed il restauro dei beni culturali (ICCROM);
  • scolaresche dell'Unione Europea accompagnate da insegnanti (previa prenotazione);
  • studenti e docenti delle scuole di alta specializzazione del MiBACT, delle accademie di belle arti e delle facoltà universitarie di architettura, conservazione dei beni culturali, scienze della formazione o lettere e filosofia con indirizzo archeologico o storico-artistico; docenti di storia dell'arte di istituti liceali;
  • giornalisti professionisti;
  • studiosi (previa autorizzazione);
  • militari del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale ed ispettori e conservatori onorari del Ministero;
  • cittadini extracomunitari a condizione di reciprocità;
  • operatori delle associazioni di volontariato che collaborano con il MiBACT.

L'ingresso è gratuito anche in occasione di manifestazioni ed iniziative culturali, come ad esempio la "Domenica al museo" (prima domenica di ogni mese) e le "Giornate europee del patrimonio" (in passato la "Settimana della Cultura")[8] oppure può essere incentivato ("Una notte al museo") a condizioni particolarmente vantaggiose (1 euro).

Altre categorie di visitatori hanno comunque diritto al pagamento di un biglietto ridotto[8]:

  • cittadini europei tra i 18 e i 25 anni (sconto 50%);
  • insegnanti delle scuole statali con incarico a tempo indeterminato (sconto 50%);
  • cittadini italiani residenti all'estero (sconto 20%).

I musei statali situati nelle regioni a statuto speciale possono avere regole parzialmente differenti sul diritto all'accesso gratuito o ridotto.

Musei statali dotati di autonomia specialeModifica

Il DPCM 29 agosto 2014, n. 171, in vigore dall'11 dicembre 2014 ha individuato 20 musei dotati di autonomia organizzativa, scientifica, contabile e finanziaria, a cui dal 23 gennaio 2016 se ne sono aggiunti ulteriori 10[10]. I musei sono i seguenti:

 
Il palazzo reale di Genova.
 
La Pinacoteca di Brera a Milano.
 
La Galleria estense di Modena.
 
Il palazzo reale di Torino.
 
Il castello di Miramare a Trieste.

Musei fondazioneModifica

Sono tre le fondazioni museali alle quali si applicano analoghe normative a quelle dei musei statali dotati di autonomia speciale:

Poli museali regionaliModifica

I poli museali regionali sono stati istituiti in base al DPCM 29 agosto 2014, n. 171, in vigore dall'11 dicembre 2014, acquisendo musei, istituti e aree archeologiche che in precedenza erano competenza di altri uffici. Questi sono un'articolazione periferica della Direzione generale musei dello stesso MiBACT.

Nell'ambito territoriale di competenza, il polo ha il compito di gestire e valorizzare i musei, gli istituti e i luoghi di cultura in consegna o affidati in consegna allo stato italiano. Rientra ed è parte importante del suo mandato anche la promozione del cosiddetto art bonus, ovvero un modello di defiscalizzazione in favore delle opere d'arte introdotto dalla riforma Franceschini[11]. Nell'espletare tali funzioni il polo definisce le strategie e gli obiettivi comuni di valorizzazione, promuove l'integrazione dei percorsi culturali di fruizione e, in raccordo con il segretario regionale, dei conseguenti itinerari turistico-culturali. Tale modello è stato adattato anche dalla regione Sicilia nel 2016.

Polo museale dell'AbruzzoModifica

La sede del polo museale è all'Aquila, la direttrice è Lucia Arbace. Ha il compito di gestire direttamente i seguenti 17 istituti a carattere museale:

Polo museale della BasilicataModifica

La sede del polo museale è a Matera, la direttrice è Marta Giuseppina Ragozzino. Ha il compito di gestire direttamente i seguenti 14 istituti a carattere museale:

Polo museale della CalabriaModifica

La sede del polo museale è a Cosenza, la direttrice è Angela Acordon. Ha il compito di gestire direttamente i seguenti 18 istituti a carattere museale:

Polo museale della CampaniaModifica

La sede del polo museale è a Napoli, la direttrice è Anna Imponente. Ha il compito di gestire direttamente i seguenti 29 istituti a carattere museale:

Polo museale dell'Emilia-RomagnaModifica

La sede del polo museale è a Bologna, il direttore è Mario Scalini. Ha il compito di gestire direttamente i seguenti 22 istituti a carattere museale:

Polo museale del Friuli-Venezia GiuliaModifica

La sede del polo museale è a Trieste, il direttore è Luca Caburlotto. Ha il compito di gestire direttamente i seguenti 4 istituti a carattere museale:

Polo museale del LazioModifica

La sede del polo museale è a Roma, la direttrice è Edith Gabrielli. Ha il compito di gestire direttamente i seguenti 42 istituti a carattere museale:

Polo museale della LiguriaModifica

La sede del polo museale è a Genova, la direttrice è Serena Bertolucci. Ha il compito di gestire direttamente i seguenti 10 istituti a carattere museale:

Polo museale della LombardiaModifica

La sede del polo museale è a Milano, il direttore è Stefano L'Occaso. Ha il compito di gestire direttamente i seguenti 10 istituti a carattere museale:

Polo museale delle MarcheModifica

La sede del polo museale è a Urbino, il direttore è Peter Aufreiter. Ha il compito di gestire direttamente i seguenti 9 istituti a carattere museale:

Polo museale del MoliseModifica

La sede del polo museale è a Campobasso, il direttore ad interim è Leandro Ventura. Ha il compito di gestire direttamente i seguenti 10 istituti a carattere museale:

Polo museale del PiemonteModifica

La sede del polo museale è a Torino, la direttrice è Daila Radeglia. Ha il compito di gestire direttamente i seguenti 9 istituti a carattere museale:

Polo museale della PugliaModifica

La sede del polo museale è a Bari, il direttore è Fabrizio Vona. Ha il compito di gestire direttamente i seguenti 14 istituti a carattere museale:

Polo museale della SardegnaModifica

La sede del polo museale è a Cagliari, la direttrice è Giovanna Damiani. Ha il compito di gestire direttamente i seguenti 13 istituti a carattere museale:

Polo museale della ToscanaModifica

 
Una sala del Museo di Casa Vasari ad Arezzo.

La sede del polo museale è a Firenze, il direttore è Stefano Casciu. Ha il compito di gestire direttamente i seguenti 44 istituti a carattere museale:

Polo museale dell'UmbriaModifica

La sede del polo museale è a Perugia, il direttore è Marco Pierini. Ha il compito di gestire direttamente i seguenti 8 istituti a carattere museale:

Polo museale del VenetoModifica

La sede del polo museale è a Venezia, il direttore è Daniele Ferrara. Ha il compito di gestire direttamente i seguenti 16 istituti a carattere museale:

Musei non statali dotati di autonomia specialeModifica

Nelle tre regioni a statuto speciale Sicilia, Valle d'Aosta e Trentino-Alto Adige, il sistema museale non dipende dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, ma è ad autonomia speciale.

Poli museali della SiciliaModifica

Dal 1977, le competenze dei beni culturali sono passate dallo Stato alla regione Sicilia autonoma, e così i musei nazionali di Palermo, Siracusa e Pepoli di Trapani, sono divenuti regionali, che li gestisce attravarso il dipartimento regionale dei Beni culturali e dell'identità siciliana.[12]. Nel 2016 è stato recepito con legge regionale anche dalla Regione Siciliana il modello dei poli museali regionali, previsto dal DPCM 29 agosto 2014, n. 171.

 
Parte dell'acropoli di Selinunte

Musei e parchi siciliani dotati di autonomiaModifica

Valle d'AostaModifica

 
Il forte di Bard in Valle d'Aosta.

In Valle d'Aosta sono gestiti dal Dipartimento soprintendenza per i beni e le attività culturali della Regione[14].

Trentino-Alto AdigeModifica

In Trentino Alto Adige dipendono direttamente dalle due province autonome.

Provincia autonoma di BolzanoModifica

Nella Provincia autonoma di Bolzano sono gestiti attraverso l'Azienda musei provinciali[15].

  • Museo Archeologico dell'Alto Adige
  • Museo delle miniere
  • Museum Ladin
  • Museo di Scienze Naturali dell'Alto Adige
  • Castel Wolfsthurn - Museo della caccia e della pesca
  • Castel Tirolo - Museo storico-culturale della Provincia di Bolzano
  • Touriseum - Museo del turismo
  • Museo degli usi e costumi
  • Museo del vino
 
Museo del Castello Buonconsiglio a Trento

Provincia autonoma di TrentoModifica

Nella Provincia autonoma di Trento sono gestiti attraverso la Soprintendenza per i beni culturali della Provincia[16]

NoteModifica

  1. ^ Musei e Monumenti, Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo - Direzione generale Belle Arti e Paesaggio. URL consultato il 2 maggio 2016.
  2. ^ Decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, articolo 101, in materia di "Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell'articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137."
  3. ^ http://www.arte.it/guida-arte/palermo/da-vedere/museo/museo-regionale-archeologico-antonio-salinas-3232
  4. ^ Documentario RAI sui reperti del vecchio museo archeologico
  5. ^ Le notizie sui musei archeologici nazionali esistenti nel 1906 (e negli anni successivi) sono tratte consultando tutti i siti ufficiali dei Musei Archeologici Nazionali attuali (2012) e cercando la data in cui essi sono stati dichiarati nazionali. Da queste ricerche risulta che l'esplosione di aperture, che ha portato all'alto numero di musei archeologici nazionali esistenti oggi in Italia, è iniziata dagli Settanta del Novecento in poi, specie nell'Italia meridionale.
  6. ^ Musei, cambiano tariffe e orari, su ANSA, 20 giugno 2014.
  7. ^ Decreto ministeriale 11 dicembre 1997, n. 507, in materia di "Regolamento recante norme per l'istituzione del biglietto d'ingresso ai monumenti, musei, gallerie, scavi di antichità, parchi e giardini monumentali dello Stato"
  8. ^ a b c Agevolazioni per l'ingresso agli istituti museali statali, su beniculturali.it. URL consultato il 2 maggio 2016.
  9. ^ Bray: musei gratis per i minori extracomunitari, su beniculturali.it, 28 maggio 2013.
  10. ^ DM 44 23/01/2016, su beniculturali.it. URL consultato il 26 novembre 2016.
  11. ^ Il decreto cultura è legge
    Franceschini: è arrivato il momento di investire in cultura e turismo
  12. ^ Regione Siciliana - Il sistema museale
  13. ^ Repubblica Palermo
  14. ^ http://www.regione.vda.it/amministrazione/struttura/infomappa_i.asp?codmap=75
  15. ^ http://www.provinz.bz.it/musei/azienda-musei-provinciali.asp
  16. ^ https://www.cultura.trentino.it/Il-Dipartimento/Soprintendenza-per-i-beni-culturali

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica