S.P.A.L. 2013

squadra di calcio di Ferrara
(Reindirizzamento da SPAL)
S.P.A.L. 2013
Calcio Football pictogram.svg
Detentore della Coppa Ali della Vittoria Detentore della Coppa Ali della Vittoria
Spalstemma.png
Spallini, Biancazzurri, Estensi
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
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Maglietta
Maglietta
Manica destra
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Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
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Maglietta
Maglietta
Manica destra
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Pantaloncini
Pantaloncini
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Trasferta
Manica sinistra
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Maglietta
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Manica destra
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Pantaloncini
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Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali Azzurro e Bianco con colori di Ferrara.svg Bianco e azzurro
Simboli Cerbiatto
Inno Forza Spal
Andrea Poltronieri
Dati societari
Città Ferrara
Nazione Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Serie A
Fondazione 1907
Rifondazione 2005
Rifondazione 2012
Proprietario Italia Francesco Colombarini

Italia Simone Colombarini

Presidente Italia Walter Mattioli
Allenatore Italia Leonardo Semplici
Stadio Paolo Mazza
(13 020[1] posti)
Sito web www.spalferrara.it
Palmarès
Coppa Italia Lega Pro Coppa Ali della Vittoria
Titoli nazionali 2 Campionati di Serie B
Trofei nazionali 1 Coppe Italia Serie C/Lega Pro
1 Supercoppa Lega Pro
Trofei internazionali 1 Coppa dell'Amicizia
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce

La S.P.A.L. 2013, meglio conosciuta come SPAL (acronimo di Società Polisportiva Ars et Labor) o talvolta come SPAL Ferrara, è una società calcistica italiana con sede nella città di Ferrara. Nella stagione 2017-2018 milita in Serie A, massimo livello del campionato italiano di calcio.

Fondata nel marzo 1907[2] e successivamente ricostituita a seguito di due fallimenti societari datati 2005 e 2012, è il sodalizio più prestigioso della città di appartenenza: nella sua storia ha infatti partecipato a 22 edizioni del massimo campionato italiano, di cui 17 alla Serie A a girone unico, ottenendo come miglior risultato il 5º posto al termine della stagione 1959-1960. Essa si colloca al 26º posto nella classifica perpetua della Serie A[3] e al 29º posto nella graduatoria della tradizione sportiva italiana secondo i criteri della FIGC[4]. È stata insignita della Stella d'oro al merito sportivo nel 1974.

Nel palmarés annovera una Coppa Italia di Serie C vinta nel 1999 e una Supercoppa di Lega Pro vinta nel 2016; in ambito internazionale si è aggiudicata l'ultima edizione della Coppa dell'Amicizia, nel 1968. Ha inoltre raggiunto la finale di Coppa Italia nel 1962.

Indice

StoriaModifica

Le origini: dal Circolo Ars et Labor alla S.P.A.L.Modifica

 
Manifesto celebrativo del decennio dalla fondazione della Società Polisportiva Ars et Labor.

Le più antiche tracce del calcio a Ferrara risalgono al 1896 con la costituzione di una squadra nell'ambito della Palestra Ginnastica Ferrara. A seguire, nei primi decenni del Novecento sorsero in città numerose altre formazioni, tra cui la Unione Sportiva Ferrarese, la Pro Juventus Ferrara e l'Eridania Football Club.[5]

Il nucleo originale di quella che sarebbe poi divenuta la S.P.A.L. vide la luce nel marzo 1907[2] per iniziativa del sacerdote salesiano Pietro Acerbis, all'epoca direttore dell'oratorio ferrarese di via Coperta: questi fondò un circolo religioso-culturale denominato Ars et Labor (in latino "Arte e Lavoro") che nel giro di un paio d'anni divenne Circolo Ars et Labor, dando mandato al padre catechista del seminario don Pastorino di aggiungere alle attività artistiche anche quelle sportive, inizialmente limitate ad atletica, ginnastica e ciclismo. I colori sociali adottati furono il bianco e l'azzurro, mutuati dallo stemma della Società Salesiana di San Giovanni Bosco.[6]

Il ramo sportivo del Circolo Ars et Labor divenne indipendente da quello artistico nel 1912, costituendosi autonomamente come Società Polisportiva Ars et Labor. La sezione calcistica fu istituita nei primi mesi del 1913:[7] inizialmente la squadra di calcio assunse tuttavia la denominazione di Associazione Calcio Ferrara, abbandonandola nel 1919 con la fine della prima guerra mondiale, allorché anche la sezione calcistica uniformò il suo nome a quello della polisportiva. Il debutto della denominazione S.P.A.L. avvenne in occasione di una partita interna disputata contro la Triestina il 16 giugno 1919; la prima vittoria della formazione estense giunse il 18 agosto del medesimo anno, a spese della stessa Triestina, per 1-0.[8]

La società disputò il suo primo campionato sotto l'egida della Federazione Italiana Giuoco Calcio nella stagione 1919-1920, venendo inserita nel girone emiliano della Promozione (secondo livello calcistico dell'epoca) e riuscendo a qualificarsi nella massima divisione per la stagione successiva.[6]

Dagli anni 1920 al periodo bellicoModifica

 
Formazione della SPAL che disputò la Prima Divisione 1922-1923.

Tra il 1920 e il 1925 la SPAL militò nella massima serie del tempo, la Prima Categoria (poi ridenominata Prima Divisione a partire dal 1922-1923, conseguentemente al Compromesso Colombo). Nella stagione 1921-1922 gli estensi raggiunsero la semifinale del campionato nazionale, venendo poi sconfitti dalla Sampierdarenese per 2-1 nello spareggio (disputato a Milano) con in palio la finale. La rosa biancazzurra in quella partita era composta da: Canova, Ticozzelli, Fini, Manfredini, Sgarbi, Giuseppe Preti, Dabbene, Olivieri, Zanoli, Ilario Preti e Vassarotti.[9]

Retrocessa in seconda serie nel 1925, quattro anni dopo fu assegnata al neonato campionato di Serie B a girone unico[10]; parallelamente il campo da gioco di Piazza d'Armi (risalente al 1919) venne sostituito nel 1928 dal nuovo stadio Comunale.[11] Da quel momento la società andò incontro a un decennio contrassegnato da molte difficoltà, veleggiando tra la B e la terza serie; contestualmente dal 1939 sino al termine della seconda guerra mondiale cambiò denominazione da Società Polisportiva Ars et Labor ad Associazione Calcio Ferrara, adottando maglie a strisce bianco-nere (in omaggio ai colori civici della città estense).[12]

Negli anni 1920 e 1930 la società lanciò diversi giocatori poi approdati in Serie A: Bruno Bertacchini, Elvio Banchero, Abdon Sgarbi (il quale vestirà la maglia della Nazionale), gli attaccanti Mario Romani e Aldo Barbieri (entrambi ceduti al Milan), Archimede Valeriani e Savino Bellini. A essi seguirono, negli anni 1940, Otello Badiali e Albano Luisetto.[13]

L'arrivo di Paolo Mazza e il secondo dopoguerraModifica

 
La prima formazione della SPAL nel secondo dopoguerra, campionato 1945-1946. Il primo da destra è il nuovo presidente, Paolo Mazza.

Al termine del secondo conflitto mondiale, nel 1945 la squadra riadottò i colori bianco-azzurri e il nome SPAL. Sotto la gestione del nuovo presidente (ed ex allenatore della squadra negli anni 1930) Paolo Mazza, la società ferrarese tornò in Serie B e puntò alla promozione in Serie A.[14]

Tra gli affari significativi conclusi in quegli anni dal presidente spallino spiccarono le cessioni del centravanti Mario Astorri alla Juventus (prelevato per 25 000 lire dallo Schio e venduto per 2 milioni ai bianconeri nel 1946)[15], della mezzala Egisto Pandolfini alla Fiorentina (prelevato dai viola per 3 milioni nel 1947 e rivenduto agli stessi per 16 milioni l'anno successivo)[16][17], dell'attaccante Attilio Frizzi al Torino (capocannoniere della Serie B 1948-1949 con 25 reti, acquistato dai granata all'indomani della tragedia di Superga) e della coppia di punte Domenico De Vito-Giovanni Ciccarelli (ceduti alla Triestina per 35 milioni nel 1950).[17]

Gli anni 1950Modifica

L'approdo in Serie AModifica

 
La SPAL che partecipò al proprio secondo campionato di Serie A a girone unico, stagione 1952-1953.

Nel 1950-1951 la SPAL allenata da Antonio Janni e guidata in campo dal capitano Giovanni Emiliani vinse il campionato di Serie B, accedendo per la prima volta alla Serie A a girone unico. La formazione-tipo di quell'anno era composta da: Bertocchi, Guaita, Carlini, Emiliani, Macchi, Nesti, Trevisani, Colombi, Biagiotti, Bennike e Fontanesi, cui si aggiungevano anche Dini, Patuelli e Rosignoli.[18] L'anno della promozione coincise inoltre con l'inaugurazione del rinnovato stadio Comunale, ricostruito completamente in sostituzione del vecchio impianto risalente al 1928. La stagione di esordio nella Serie A si concluse con il nono posto in classifica.

Il ventennio successivo vide la SPAL ottenere i suoi migliori risultati, mantenendo la categoria ininterrottamente dal 1951 alla prima retrocessione in B del 1964. I biancazzurri tuttavia ottennero la salvezza tramite spareggio battendo per 2-1 il Palermo nel 1954 (con le reti di Bernardin e Olivieri), mentre nel 1955 la squadra venne ripescata nella massima serie insieme alla Pro Patria, a seguito delle sanzioni per illecito sportivo comminate al termine del campionato a Udinese e Catania.[19]

Il calciatore più rappresentativo degli anni in Serie A fu l'argentino Oscar Massei, il quale vestì la maglia biancazzurra per nove stagioni (dal 1959 al 1968).

Valorizzazione dei giocatoriModifica

 
Formazione della SPAL nel campionato di Serie A 1955-1956.

Negli anni 1950 e 1960 vari giocatori militanti nelle file della SPAL ebbero occasione di mettersi in luce: tra essi il portiere Bugatti (convocato in Nazionale e successivamente venduto al Napoli), Alberto Fontanesi (poi passato alla Lazio), Fulvio Nesti, Antonio Nuciari, Domenico De Vito, Armando Picchi, Franco Zaglio, Costanzo Balleri, Beniamino Di Giacomo ed Egidio Morbello (ceduti all'Inter), Giorgio Bernardin (passato prima all'Inter e poi alla Roma), Sergio Carpanesi (a sua volta passato alla Roma), Carlo Novelli (acquisito dal Napoli), Orlando Rozzoni (passato prima all'Udinese e poi alla Lazio), Fabio Capello (poi ingaggiato da Roma, Juventus e Milan), Albertino Bigon (al Milan e poi al Napoli), Gianfranco Bozzao, Adolfo Gori, Luigi Pasetti e Carlo Dell'Omodarme (alla Juventus), Saul Malatrasi (all'Inter, poi alla Fiorentina e infine al Milan), Gianni Bui (prima al Bologna, poi al Milan e infine al Torino), Carlo Facchin (al Torino, quindi alla Lazio), Ernesto Galli (al Vicenza), Giuliano Bertarelli e Dante Micheli (alla Fiorentina), Edoardo Reja (al Palermo) e Luigi Delneri (all'Udinese).

In quegli anni arrivarono a Ferrara anche calciatori più esperti, tra cui Sergio Cervato, Giovanni Mialich, Onorio Busnelli, Battista Rota, Angelo Villa, Enzo Matteucci, Manlio Muccini, Gianni Corelli, Ottavio Bianchi, Carlo Mattrel, Osvaldo Bagnoli, Vincenzo Gasperi, Giancarlo Vitali, Pietro Broccini, Sergio Sega, Silvano Trevisani, Giulio Pellicari, Alberto Orlando, Glauco Tomasin, Enrico Muzzio, Edoardo Dal Pos e Aulo Gelio Lucchi, gli argentini José Montagnoli e Oscar Massei, i brasiliani Carlos Heidel Feresin, Wilson Sorio e Carlos Cezar de Souza, il tedesco Erwin Waldner, gli ungheresi Árpád Fekete e Jenő Vinyei, il turco Aziz Esel Bülent, i danesi Niels Bennike e Dion Ørnvold, gli svedesi Dan Heiner Ekner, Sigvard Löfgren e Nils-Åke Sandell.

 
Formazione della SPAL che giunse al 5º posto nella Serie A 1959-1960.

Altri giocatori promettenti dovettero interrompere o ridimensionare la propria carriera a seguito di infortuni: fu il caso di Giovanni Ferraro, Osvaldo Riva, Arturo Bertuccioli, Maurizio Moretti, Eugenio Bruschini e Gianfranco De Bernardi.

Il miglior piazzamento in Serie A con Oscar MasseiModifica

Al termine della stagione 1958-1959 il presidente Mazza decise di rinnovare profondamente la squadra. Cedette quindi Villa, Vitali, Dal Pos, Broccini, Lucchi e Toros e gli emergenti Malatrasi e Rozzoni; in cambio acquistò i giovani Micheli, Rossi, Picchi e Balleri, gli esperti Ganzer e Massei, il terzo portiere dell'Inter Nobili e i rientranti Novelli e Corelli. I soli giocatori confermati furono Bozzao, Morbello, Maietti e Pandolfini. In panchina sedeva il tecnico Fioravante Baldi.[20]

 
La SPAL dell'annata 1961-1962, finalista di Coppa Italia.

Le scelte del presidente diedero riscontro positivo: nel campionato 1959-1960 la SPAL concluse al quinto posto finale in classifica (alle spalle della Juventus vincitrice dello scudetto, della Fiorentina, del Milan e dell'Inter), ottenendo il suo miglior risultato di sempre.

La formazione-tipo di questa stagione era costituita da Nobili (Maietti), Picchi, Balleri, Ganzer, Bozzao, Micheli, Novelli, Corelli, Rossi, Massei e Morbello (migliore marcatore spallino della stagione, con 12 reti in 33 partite disputate), con l'aggiunta di Catalani, Trentini, Cecchi e Pandolfini.

Gli anni 1960Modifica

La finale di Coppa ItaliaModifica

Nel 1962 la SPAL raggiunse la finale di Coppa Italia, persa contro il Napoli. Gli estensi, allenati da Serafino Montanari, si schierarono con Patregnani, Muccini, Olivieri, Gori, Cervato, Riva, Dell'Omodarme, Massei, Mencacci, Micheli e Novelli. Il Napoli passò in vantaggio su punizione con l'ex spallino Gianni Corelli al 12', i biancazzurri pareggiarono con Micheli al 15'; infine al 79' Pierluigi Ronzon portò definitivamente in vantaggio la formazione partenopea, regalandole il primo trofeo della sua storia.[21]

La prima retrocessione e il ritorno in Serie AModifica

 
La prima SPAL in maglia a righe bianco-azzurre, stagione 1962-1963.

Nel corso del campionato 1962-1963, concluso all'ottavo posto (ottenendo anche la vetta solitaria della classifica per qualche giornata)[22], la SPAL modificò lo stile delle proprie maglie: le divise a tinta unita azzurra con maniche e colletto bianchi lasciarono il posto al motivo a strisce verticali bianche e azzurre.

Dopo tredici anni consecutivi in Serie A la formazione estense retrocedette in serie cadetta nel 1964, ove tuttavia rimase un solo anno: il terzo posto ottenuto nel campionato di Serie B 1964-1965 le valse infatti l'immediata risalita nella massima serie. La formazione-tipo biancazzurra era composta da Bruschini, Olivieri, Bozzao, Bertuccioli, Ranzani, Frascoli, Crippa, Bagnoli, Cavallito, Massei e Muzzio; con l'aggiunta di Cantagallo, Cervato, Riva, Balleri, Pasetti, Moretti, De Bernardi, Fochesato, Novelli I, Pezzato e Capello. L'allenatore era Francesco Petagna.[23]

La SPAL militò in Serie A per altre tre stagioni, raggiungendo la salvezza nei tornei 1965-1966 e 1966-1967. Il centrocampista 21enne Fabio Capello, acquistato cinque anni prima per 2 milioni di lire dai dilettanti del Pieris, venne ceduto nell'estate 1967 alla Roma per 260 milioni.

 
La SPAL promossa in Serie A al termine del campionato 1964-1965.

La discesa dalla Serie A alla Serie CModifica

Nel 1968 la SPAL, a seguito del passaggio della Serie A da 18 a 16 squadre, si classificò quattordicesima retrocedendo così in Serie B.[24] Nel giugno dello stesso anno i biancazzurri si aggiudicarono la Coppa dell'Amicizia italo-svizzera.

Il campionato seguente risultò in un'ulteriore retrocessione in Serie C: sebbene Mazza avesse promesso un'immediata risalita nella massima serie il rendimento degli estensi fu deludente, anche a seguito dell'infortunio dell'attaccante Alberto Orlando, tanto che per la prima volta la tifoseria giunse a contestare apertamente l'operato del presidente. Tale campionato coincise inoltre con le ultime partite disputate nel calcio professionistico da Gastone Bean.[25]

Gli anni 1970 e 1980Modifica

La fine dell'era MazzaModifica

 
La SPAL promossa in Serie B al termine della stagione 1972-1973.

Dopo quattro anni di Serie C nel corso dei quali si alternarono come allenatori Giovan Battista Fabbri, Tito Corsi e Cesare Meucci[26], alla fine del 1972 Mario Caciagli sostituì sulla panchina biancazzurra Eugenio Fantini imprimendo una grossa svolta alla stagione: Franco Pezzato al termine del campionato sarà capocannoniere e la SPAL tornerà in Serie B rimanendo in serie cadetta per quattro anni. La squadra della promozione era composta da Marconcini, Croci, Vecchiè, Boldrini, Cairoli, Rinero, Donati, Tartari, Goffi, Mongardi, Pezzato. Altri giocatori schierati furono: Cariolato, Romano, Ragonesi e Moro.[27]

Nel corso della stagione 1976-1977 (al quarto campionato di B, dopo che a Caciagli si avvicendarono Umberto Pinardi e Guido Capello) Paolo Mazza venne deposto dalla presidenza della società: dopo trent'anni alla guida del sodalizio estense e l'esperienza come Commissario Tecnico della Nazionale ai Mondiali del Cile del 1962, dovette cedere la guida della società a Primo Mazzanti, già dirigente spallino.[28]

 
Formazione della SPAL nel campionato di Serie B 1979-1980.

Al termine del campionato la SPAL retrocesse in C allenata da Luisito Suárez, ma con il ritorno in panchina di Mario Caciagli nel 1978 i biancazzurri riconquistarono subito la Serie B. Nel campionato 1980-1981 degna di nota fu la trasferta a San Siro contro il Milan, allora relegato in serie cadetta: una partita segnata dal gol di mano di Walter Novellino che contribuì alla vittoria dei rossoneri per 2-1. Dopo altri quattro anni di B, la squadra estense subì una nuova retrocessione in C1 nel 1982 con "Titta" Rota prima e Ugo Tomeazzi poi in panchina.

Dopo un campionato in Serie C1 con Gaetano Salvemini prima e Giovanni Seghedoni poi come allenatori, la SPAL risalì la china a metà anni 1980 sotto la guida di Giovanni Galeone e Ferruccio Mazzola (giunse quarta nel 1984 e nel 1987)[29], ma successivamente nel 1989 retrocesse per la prima volta nella sua storia in Serie C2.

 
Formazione della SPAL nel campionato di Serie C1 1986-1987.

Gli anni 1990Modifica

La presidenza DonigagliaModifica

Nel 1990 la società viene rilevata dalla Coopcostruttori, cooperativa di costruzioni del ferrarese. Il massimo dirigente della stessa, l'argentano Giovanni Donigaglia, diviene il nuovo presidente. Accanto a CoopCostruttori rimangono con quote di minoranza anche alcuni vecchi soci, tra cui l'ex patron Ravani.

In due stagioni la SPAL ottiene il doppio salto dalla Serie C2 alla Serie C1 e da questa alla Serie B, vincendo lo spareggio a Verona contro la Solbiatese nel 1990-1991 e conquistando il primo posto del campionato di Serie C1 1991-1992, con il ritorno di Giovan Battista Fabbri come allenatore e Gian Cesare Discepoli come vice. La formazione della promozione in B era composta da: Torchia, Lancini, Paramatti, Servidei, Mangoni, Zamuner, Brescia, Messersì, Mezzini, Bottazzi, Labardi.[30]

 
La SPAL promossa in Serie B con la vittoria del campionato 1991-1992.

Una volta in serie cadetta, l'obiettivo è tentare l'approdo alla Serie A. Il gruppo della doppia promozione verrà però smantellato: tra i nuovi arrivi gli attaccanti Marco Nappi e Massimo Ciocci, il difensore Dario Bonetti, l'ala Armando Madonna e il giovane Giovanni Dall'Igna. I biancazzurri retrocedono al primo anno di Serie B, nonostante un serrato testa a testa con la Fidelis Andria nell'ultima parte del torneo.

Dopo tre tentativi di ritorno in Serie B (con due eliminazioni ai play-off subite dal Como, nel 1994 e nel 1996)[31] il presidente Donigaglia decide per un ridimensionamento degli impegni della CoopCostruttori, e al termine del campionato 1995-1996 cede contestualmente a Vanni Guzzinati la carica di presidente, rimanendo nelle vesti di patron. Ne segue una stagione culminata con la retrocessione in Serie C2 perdendo i play-out contro l'Alzano Virescit.[32]

Donigaglia quindi riassume la presidenza e affida il compito di formare la squadra all'esperto direttore sportivo Roberto Ranzani, il quale sceglie come allenatore Gianni De Biasi. Vengono confermati soltanto tre giocatori dall'annata precedente: a Ferrara arrivano l'attaccante Cancellato, il regista difensivo Fimognari, il portiere Pierobon e l'esperto Fausto Pari. La SPAL riconquista la Serie C1 vincendo il campionato 1997-1998, al termine di un duello con il Rimini. L'anno successivo (1998-1999) Ranzani tenta di rinforzare il telaio della promozione, puntando sul regista Antonioli, la punta Lucidi e la giovane promessa Ginestra. Dopo un'ottima partenza, una crisi di risultati coincisa con un doppio lungo infortunio di Cancellato fa sfumare il traguardo dei play-off. La SPAL a fine stagione conquista la vittoria della Coppa Italia Serie C. Il finale di campionato, con il mancato raggiungimento degli spareggi-promozione, porta alcune incomprensioni tra società e guida tecnica, sfociate con la mancata conferma dell'allenatore De Biasi.

 
La SPAL della stagione 1993-1994.

Gli ultimi campionati della gestione Donigaglia vedono la SPAL a centroclassifica. Il giocatore più interessante di quel periodo fu Sergio Pellissier, giunto in prestito dal Chievo.

Gli anni 2000Modifica

La gestione Di Nardo-PagliusoModifica

A seguito dei problemi economici che colpiscono la CoopCostruttori, nel 2002 la società viene rilevata da Paolo Fabiano Pagliuso (già proprietario e presidente del Cosenza), il quale cede la carica presidenziale a Lino Di Nardo. Il nuovo vertice societario nomina allenatore Walter De Vecchi e rinnova profondamente la rosa: vengono confermati solo nove giocatori, tra cui il portiere Andrea Pierobon, il centrocampista e futuro allenatore della SPAL Stefano Vecchi e l'attaccante Gianluca Temelin. Vengono ingaggiati, tra gli altri, gli attaccanti Fabio Artico, Daniele Cacia e Tomaso Tatti, i centrocampisti Carlos Aurellio e Francesco Paonessa, i difensori Luca Altomare e Francesco Zanoncelli. La squadra tuttavia non rende ad alto livello, sicché la dirigenza esonera De Vecchi e chiama in panchina Giuliano Sonzogni, con il quale la SPAL giunge alla salvezza.

La campagna acquisti per la stagione 2003-2004 porta in dote alcuni rinforzi, tra cui Andy Selva e Davide Succi, in un'ottica complessiva di ridimensionamento dell'impegno del patron Pagliuso, coinvolto in vicende giudiziarie personali. Come nella stagione precedente, dopo una serie di risultati negativi la società sostituisce l'allenatore, scegliendo Gian Cesare Discepoli (già alla guida della SPAL nei primi anni 1990), con i biancazzurri che si classificano infine al nono posto.

Per la stagione 2004-2005 la panchina viene affidata a Massimiliano Allegri. Le problematiche societarie non consentono tuttavia gli investimenti necessari a potenziare la squadra, che conclude la stagione al nono posto. Nell'estate successiva vengono ingaggiati il tecnico Ezio Glerean e molti nuovi giocatori, ma il sopraggiunto fallimento societario estromette la SPAL dal campionato di terza serie.

Il triennio di Gianfranco TomasiModifica

 
La SPAL della stagione 1995-1996.

Nell'estate 2005 viene costituita una nuova società denominata Spal 1907, presieduta da Gianfranco Tomasi, imprenditore edile di Comacchio, che grazie al Lodo Petrucci rileva la tradizione sportiva biancazzurra e s'iscrive al campionato di Serie C2 2005-2006. Il ridotto tempo a disposizione per costruire la squadra a seguito della riammissione tra i professionisti conduce a una stagione interlocutoria.

Nei due successivi campionati la società punta apertamente alla promozione in Serie C1, ingaggiando tra gli altri il centravanti Nicola Bisso, il trequartista svizzero David Sesa, il fantasista argentino Christian La Grottería e il difensore Cristian Servidei (già biancazzurro ai tempi della doppia promozione dalla C2 alla B dei primi anni 1990). Entrambi i tentativi tuttavia non vanno a buon fine: la squadra viene eliminata in semifinale play-off nel 2007 dalla Paganese e nel 2008 dal Portogruaro.

La presidenza ButelliModifica

Nel giugno del 2008 Tomasi cede il pacchetto di maggioranza societaria all'imprenditore lucchese Cesare Butelli; nel mese successivo la SPAL viene ripescata nel campionato di terza serie, nel frattempo ridenominato Lega Pro Prima Divisione. Il nuovo presidente nomina Gianbortolo Pozzi come direttore generale, il quale allestisce una formazione che punta al mantenimento della categoria. La squadra affidata ad Aldo Dolcetti, in cui emerge il giovane centravanti marocchino Rachid Arma, inaspettatamente s'insedia fin dall'inizio nelle prime posizioni della classifica salvo poi calare nel finale del campionato, classificandosi al sesto posto mancando i play-off (nonostante la vittoria contro il Pergocrema all'ultima giornata, resa vana dai contemporanei pareggi di Padova e Reggiana alle quali serviva un punto per giocarsi gli spareggi).

La stagione 2009-2010 dei biancazzurri (complice anche la cessione di Arma, sostituito a campionato già avviato con il centravanti Giacomo Cipriani) parte in maniera negativa, tanto che dopo le prime tredici giornate la dirigenza esonera Dolcetti sostituendolo con Egidio Notaristefano. Con il neo-tecnico la SPAL scala la classifica riuscendo a piazzarsi settima, battendo il Foggia all'ultima giornata.

Gli anni 2010Modifica

Per la stagione 2010-2011 viene assemblata una squadra con l'intento di ambire alla zona play-off, confermando i migliori giocatori della stagione precedente (tra cui Cipriani e Zamboni) e completando la rosa con elementi come Ravaglia, Melara e Fofana. Il girone d'andata vede la SPAL stabilmente nelle prime posizioni; nel girone di ritorno le prestazioni (complice l'infortunio di Cipriani) subiscono un'involuzione, sfociando in una lunga serie di risultati negativi che fanno sfumare il traguardo dei play-off.

Nel campionato 2011-2012 la SPAL, affidata a Stefano Vecchi, assembla una squadra molto giovane con l'intento di ridurre il monte-ingaggi e sfruttare i contributi previsti per l'utilizzo dei giocatori under. La società si ritrova subito a far fronte a 2 punti di penalizzazione per la mancata corrisponsione di stipendi e contributi ai propri dipendenti. Dopo una partenza difficile dal punto di vista sportivo (solo 15 punti "sul campo" al termine del girone d'andata), le successive scadenze portano a 8 il totale dei punti di penalizzazione inflitti ai biancazzurri.[33] La precaria situazione finanziaria della società si riflette anche in campo legale, con la presentazione d'istanze di fallimento da parte di alcuni dipendenti e fornitori, desiderosi di recuperare le proprie spettanze. Al termine della stagione regolare la SPAL si piazza quart'ultima con 34 punti (42 sul campo) e deve giocare i playout contro il Pavia, terz'ultimo. Nella gara d'andata del 20 maggio i biancazzurri pareggiano 0-0 in trasferta, ma sette giorni dopo allo stadio Paolo Mazza vengono sconfitti 2-0 dai lombardi, retrocedendo in Lega Pro Seconda Divisione.

Il 13 luglio 2012 la società viene esclusa dal campionato 2012-2013 per problemi economici e il 16 luglio non presenta ricorso. La SPAL 1907 viene infine radiata dalla FIGC l'11 settembre 2013[34] e il 31 marzo 2014 il Tribunale di Ferrara ne notifica la dichiarazione di fallimento e la messa in liquidazione, respingendo la richiesta di concordato avanzata da Butelli.[35]

La ripartenza dai dilettantiModifica

Nell'estate 2012 il sindaco di Ferrara invita i soggetti interessati a presentare un progetto per la rifondazione del club biancazzurro. Si fa quindi avanti una cordata capeggiata dall'imprenditore Oreste Pelliccioni, comprendente l'ex vicepresidente Roberto Benasciutti e l'esperto dirigente Roberto Ranzani, che successivamente avrebbe dovuto avvalersi del supporto di un gruppo di finanziatori. La base societaria è composta inizialmente da Benasciutti al 95% e da Ranzani per il restante 5%. La squadra torna a giovarsi dell'utilizzo del marchio storico della S.P.A.L., non più in uso dal 2005. Il 9 agosto 2012 la Lega Nazionale Dilettanti accetta l'affiliazione del nuovo soggetto (denominato Società Sportiva Dilettantistica Real Spal), iscrivendo il sodalizio in Serie D (che costituisce il punto più basso della storia sportiva societaria) sulla base dell'applicazione dell'articolo 52 comma 10 delle Norme Organizzative Interne della FIGC e in virtù delle 83 stagioni sportive professionistiche pregresse della vecchia SPAL.[36]

Nell'organigramma societario (che vedrà Ranzani presidente e Benasciutti vice) non sarà presente Pelliccioni, in quanto i nuovi soci da lui garantiti non arriveranno. Lo stesso Benasciutti si fa quindi carico di saldare in prima persona le quote d'iscrizione al nuovo campionato. La rosa viene assemblata senza ricorrere a grossi esborsi economici: Ranzani sceglie un allenatore conoscitore della categoria (David Sassarini) e punta su giocatori ferraresi legati alla piazza: Davide Marchini, Edoardo Braiati, Alessandro Marongiu e Gianluca Laurenti. Durante l'estate arrivano alcuni giocatori provenienti dalla Lega Pro, alcuni elementi di categoria e molti giovani. L'obiettivo di puntare ai piani alti della classifica sfuma però dopo pochi mesi: la società non ha le risorse per provvedere ai rimborsi spese per i mesi successivi a dicembre. Arrivati a febbraio, i giocatori rifiutano di allenarsi denunciando pubblicamente la situazione. Lo stato delle cose non muta nei mesi successivi con la squadra che, ormai priva di stimoli e serenità, termina il campionato solo per onor di firma.

L'arrivo alla presidenza di Mattioli e ColombariniModifica

 
Simone Colombarini, proprietario della società (insieme al padre Francesco) dall'estate 2013.

Il 12 luglio 2013, su pressione del Sindaco di Ferrara Tiziano Tagliani, Roberto Benasciutti trova l'accordo con la famiglia Colombarini per la fusione tra SPAL e Giacomense: pertanto il club di Masi San Giacomo rileva e adotta il marchio storico della S.P.A.L. e trasferisce il proprio terreno casalingo allo Stadio Paolo Mazza, trasformandosi de facto nella società acquisita. A suggellare tale transazione, il club assume la nuova denominazione S.P.A.L. 2013, ai sensi dell'articolo 20 delle Norme Organizzative Interne della FIGC.[37][38] La società ferrarese viene ufficialmente inserita in Lega Pro Seconda Divisione per l'annata 2013-2014.

Il 21 ottobre 2013, dopo un avvio di campionato non in linea con le attese di inizio stagione, la società decide di sollevare dall'incarico mister Leonardo Rossi, affidando la squadra a Massimo Gadda, già giocatore biancazzurro nella stagione 1999-2000 e allenatore per 3 stagioni della Giacomense. Il nuovo trainer spallino guida la squadra al quarto posto al termine del girone di andata. Nel mercato invernale la società cerca di rinforzare la rosa al fine di assicurarsi un posto nelle prime otto posizioni, valevoli per l'accesso alla nuova Lega Pro: l'obiettivo viene infine raggiunto, con la squadra che riesce a classificarsi sesta al termine del campionato; tra i giocatori si mette in evidenza il centravanti Massimiliano Varricchio, che si laurea capocannoniere del girone con 20 reti.

La stagione 2014-2015 nella nuova Lega Pro parte in maniera difficile per la SPAL: i biancazzurri, affidati a mister Oscar Brevi, totalizzano due pesanti sconfitte nelle prime due partite, ove la squadra esprime inoltre un gioco poco brillante. Tuttavia il patron Colombarini e il presidente Mattioli, ignorando le contestazioni dei tifosi e di alcune aree dell'ambiente societario, confermano la fiducia all'allenatore. La scelta si rivela corretta, giacché la SPAL comincia a scalare la classifica fino a raggiungere la prima posizione. Una nuova serie di risultati negativi, unita alle scarse reti segnate, conduce tuttavia in un secondo momento il vertice societario a esonerare Brevi e a ingaggiare al suo posto Leonardo Semplici, ex allenatore di Arezzo, Pisa e della primavera della Fiorentina.[39] Sotto la sua guida, dopo un periodo di assestamento e aiutati dal miglioramento della rosa seguito al mercato di gennaio, gli estensi vincono otto partite consecutive e si reinseriscono nella lotta play-off, obiettivo tuttavia sfumato alla penultima giornata: la squadra conclude il campionato al quarto posto finale, con il tecnico toscano che viene confermato anche per l'annata successiva.

La risalita dalla Lega Pro alla Serie AModifica

 
I tifosi estensi festeggiano sul prato del Paolo Mazza la promozione in Serie B ottenuta il 23 aprile 2016.

In vista del campionato 2015-2016 la squadra viene potenziata nel segno della continuità, confermando buona parte dei giocatori dell'annata precedente e inserendo elementi nei ruoli maggiormente scoperti. Con cinque vittorie consecutive nelle prime cinque giornate e due successivi pareggi a reti bianche con Prato e Siena, gli estensi si portano da subito in testa alla graduatoria. Il 20 dicembre, grazie alla vittoria casalinga sul Teramo e ai contemporanei pareggi delle inseguitrici Maceratese e Pisa, la SPAL si laurea campione d'inverno con una giornata d'anticipo sulla fine del girone d'andata. Il 23 aprile 2016, pareggiando 1-1 in casa contro l'Arezzo, i biancazzurri conquistano la matematica promozione in Serie B con due giornate d'anticipo dopo un torneo condotto sempre al comando, ritornando in seconda serie dopo ventitré anni.[40] A seguito delle vittorie ottenute contro Benevento e Cittadella, il successivo 22 maggio la SPAL conquista la Supercoppa di Lega Pro.

Per il ritorno in serie cadetta, nell'estate 2016 viene allestita una rosa con la prospettiva di ottenere una salvezza tranquilla, mantenendo l'ossatura della promozione e affiancando a punti fermi quali Lazzari, Mora e il capitano Giani, un mix tra giovani ed esperti elementi come il portiere Meret, i difensori Bonifazi, Del Grosso e Vicari, il centrocampista Schiattarella e l'attaccante Antenucci, cui si aggiungerà a stagione in corso la punta Floccari.[41] Dopo un iniziale rodaggio nel quale prende le misure alla categoria, sul finire del girone di andata la SPAL s'inserisce a sorpresa ai vertici della classifica. Nel girone di ritorno gli estensi esibiscono una notevole costanza di rendimento, e con cinque vittorie consecutive in aprile legittimano definitivamente il primo posto della graduatoria. Il 13 maggio 2017 i biancazzurri ottengono con una giornata di anticipo l'aritmetica promozione in Serie A, nonostante la sconfitta sul campo della Ternana (decisiva la contemporanea caduta del rivale Frosinone a Benevento): gli spallini tornano così in massima categoria dopo quarantanove anni di assenza.[42] A corollario della vittoriosa stagione, nell'ultima giornata di campionato il successo casalingo sul Bari assegna agli estensi il primo posto della classifica, che così si aggiudicano la Coppa Ali della Vittoria.

CronistoriaModifica

Cronistoria della S.P.A.L. 2013
  • marzo 1907 – Fondazione del circolo religioso-culturale Ars et Labor.
  • 1909 - Il circolo aggiunge lo sport alle sue attività.

  • 1912 – Il ramo sportivo si distacca dal circolo e assume il nome di Società Polisportiva Ars et Labor
  • 1913 - La sezione calcistica della polisportiva adotta la denominazione Associazione Calcio Ferrara.
  • 1915–1919 – Sospensione attività sportive per cause belliche.
  • 1919 – La sezione calcistica uniforma la propria denominazione a quella della polisportiva, diventando Società Polisportiva Ars et Labor.
  • 1919-1920 – 4ª nel girone emiliano della Promozione. Promossa in Prima Categoria.

Terzo turno di Coppa Italia (poi interrotta).

Terzo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia.
  • 1939 – Assume la denominazione Associazione Calcio Ferrara.
  • 1939-1940 – 5ª nel girone E della Serie C.
Primo turno di Coppa Italia.

Fase a gironi di Coppa Alta Italia.

Fase a gironi di Coppa Italia.
Quarto turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.

Secondo turno di Coppa Italia.
Finalista di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
4º classificata alla Coppa delle Alpi.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Vince la Coppa dell'Amicizia italo-svizzera (1º titolo).
Primo turno di Coppa Italia.

Fase eliminatoria di Coppa Italia Semiprofessionisti.
Primo turno di Coppa Italia
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Semiprofessionisti.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.

Quarti di finale di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia Serie C.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
Primo turno di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
Fase a gironi di Coppa Italia Serie C.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
Finalista di Coppa Italia Serie C.
Fase a gironi di Coppa Italia Serie C.

Ottavi di finale di Coppa Italia Serie C.
Quarti di finale di Coppa Italia Serie C.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
Primo turno di Coppa Italia.
Semifinalista di Coppa Italia Serie C.
Primo turno di Coppa Italia Serie C.
Secondo turno di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia Serie C.
Ottavi di finale di Coppa Italia Serie C.
  Vince la Coppa Italia Serie C (1º titolo).
Fase a gironi di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.

Fase eliminatoria di Coppa Italia Serie C.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
Fase eliminatoria di Coppa Italia Serie C.
Fase eliminatoria di Coppa Italia Serie C.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
Fase eliminatoria di Coppa Italia Serie C.
Fase eliminatoria di Coppa Italia Serie C.
Secondo turno di Coppa Italia Lega Pro.
Terzo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia Lega Pro.

Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia Lega Pro.
Terzo turno di Coppa Italia Lega Pro.
  • 2012 – La società fallisce per dissesto finanziario e viene fondata la nuova Real Spal che riparte dalla Serie D grazie all'articolo 52 delle Norme Organizzative Interne della FIGC (NOIF).
  • 2012-2013 – 7ª nel girone D della Serie D.
Turno preliminare di Coppa Italia Serie D.
Primo turno di Coppa Italia Lega Pro.
Semifinalista di Coppa Italia Lega Pro.
Secondo turno di Coppa Italia.
Semifinalista di Coppa Italia Lega Pro.
Vince la Supercoppa di Lega Pro (1º titolo).
Terzo turno di Coppa Italia.
Partecipa alla Coppa Italia.

Colori e simboliModifica

ColoriModifica

 
La gradinata del Paolo Mazza colorata dalle bandiere spalline.

La Società Polisportiva Ars et Labor sin dalla propria fondazione ha adottato come colori sociali il bianco e l'azzurro, mutuandoli dallo stemma dei sacerdoti Salesiani.[43] L'unica eccezione a ciò si ebbe nel periodo compreso tra il 1939 e il 1943 (anno della sospensione delle attività sportive a causa della seconda guerra mondiale), durante il quale il club aveva cambiato denominazione in Associazione Calcio Ferrara e vestito i colori bianco-neri del Comune. Nell'immediato dopoguerra, con il ritorno alla denominazione sociale originale, vennero riproposti i colori biancazzurri.

Dalla stagione 1951-1952 la tenuta di gioco della squadra ha assunto la tinta unita azzurra con maniche, colletto, pantaloncini bianchi e calzettoni a righe orizzontali biancazzurre. Questa venne sostituita nel corso dell'annata 1962-1963 con il motivo biancazzurro a righe strette verticali, pantaloncini e calzettoni azzurri (poi divenuti bianchi).

Nei campionati 1987-1988 e 1988-1989 è stata adottata una divisa simile a quella degli anni 1950, ma con pantaloncini e calzettoni interamente azzurri. Una tenuta da gioco su questo tema è stata nuovamente introdotta a partire dalla stagione 2013-2014, questa volta con pantaloncini e calzettoni bianchi, utilizzata in occasioni particolari quali sfide contro avversarie storiche.[44]

Gli inizi
1919-1939
1939-1943
1945-1951
1951-1962
1962-1965
1965-1987
1987-1989
1989-oggi

Simboli ufficialiModifica

StemmaModifica

Il simbolo societario ufficiale è costituito da un ancile azzurro con una banda bianca nella parte superiore nella quale è riportato l'acronimo S.P.A.L. (Società Polisportiva Ars et Labor), che sormonta lo scudetto troncato bianco e nero emblema della città di Ferrara. Introdotto negli anni 1960, è stato utilizzato ufficialmente dal 1995 al 2005, per poi essere riadottato nel 2012.

Lo stemma del settore giovanile spallino è il cerbiatto su sfondo bianco cerchiato di azzurro, simbolo precedentemente utilizzato come marchio societario ufficiale dal 1980 al 1995.

InnoModifica

Gli inni tradizionali della squadra biancazzurra si intitolano Inno alla S.P.A.L. (cantato da Alfio Finetti, risalente al 1982) e Spal, magica Spal (Aldini, Martinetti e Carlini, 1992).

Nel 2014 Andrea Poltronieri ha realizzato il brano Forza Spal, adottato dalla società come nuovo inno ufficiale.[45][46]

StruttureModifica

StadioModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Stadio Paolo Mazza.
 
Lo stadio comunale nel giorno della sua inaugurazione.

Lo stadio comunale di Ferrara è il quinto impianto italiano più vecchio ancora in funzione[47]. Progettato dall'ingegner Carlo Savonuzzi nell'ambito della ricostruzione cittadina conosciuta come Addizione Novecentista[11], fu inaugurato il 20 settembre 1928[48] con una partita amichevole giocata tra la SPAL ed il Modena[49]. La capienza iniziale si aggirava attorno ai 4 000 posti suddivisi tra parterre e una singola tribuna in cemento; la struttura era inoltre provvista di una pista d'atletica presente intorno al manto erboso.

 
Il Paolo Mazza fotografato durante SPAL-Monza, il 20 ottobre 1991.

Dopo la seconda guerra mondiale, in seguito alla promozione in Serie A della SPAL, nel 1951 lo stadio venne drasticamente ristrutturato: fu smantellata la pista d'atletica e gli spalti vennero ricostruiti a ridosso del perimetro di gioco, con la capienza che venne aumentata a circa 25 000 posti. Il rinnovato impianto venne inaugurato il 23 settembre 1951, in occasione del match di campionato tra SPAL e Torino.

Nei decenni successivi tutti i settori vennero ristrutturati: dapprima la nuova tribuna coperta, poi la curva Ovest (che fu ampliata e coperta nel 1988), la gradinata scoperta ed infine la curva Est; la capienza totale passò a circa 22 000 posti.

Il 14 febbraio 1982, a distanza di un mese e mezzo dalla morte dell'ex presidente della SPAL Paolo Mazza, l'amministrazione comunale di Ferrara deliberò di intitolare lo stadio (fino ad allora noto solo come Comunale) in suo onore; la ridenominazione fu resa ufficiale nel giorno della partita SPAL-Lazio.

A partire dal 2005, le nuove norme concernenti la sicurezza negli stadi portarono a un abbassamento della capienza a 7 500 posti.

La ristrutturazione dell'impianto attuata nell'estate 2017 ha portato la capacità di pubblico a 13 020 posti.[1]

Centro di allenamentoModifica

La sede degli allenamenti della prima squadra e del settore giovanile biancazzurro è il centro sportivo di via Copparo. Situato nei pressi della frazione ferrarese di Pontegradella, venne inaugurato nel 1969.[50]

Il centro è stato intitolato alla memoria di Giovan Battista Fabbri il 25 marzo 2017, a seguito della sua scomparsa avvenuta due anni prima.[51][52]

SocietàModifica

Organigramma societarioModifica

 
Targa d'intitolazione dello stadio ferrarese alla memoria di Paolo Mazza, allenatore della SPAL tra gli anni 1930 e 1940, poi presidente della società biancazzurra dal 1946 al 1977.

Dal sito Internet ufficiale della società.[53]

 
Staff dell'area amministrativa
  •   Walter Mattioli - Presidente
  •   Simone Colombarini - Patron
  •   Francesco Colombarini - Patron
  •   Andrea Gazzoli - Direttore generale
  •   Alessandro Crivellaro - Direttore commerciale
  •   Stefano Salis - Segretario generale
  •   Andrea Bernardelli - Segretario sportivo
  •   Monica Mattioli - Segretario amministrativo
  •   Simona Ragusa - Responsabile marketing
  •   Gianluca Ranzani - Responsabile commerciale
  •   Enrico Menegatti - Responsabile comunicazione
  •   Andrea Benazzi - Responsabile ufficio stampa
  •   Arianna Rossi - Responsabile web marketing, eventi e social media

Modifica

 
Formazione-tipo della SPAL nella stagione 1981-1982: per la prima volta appare uno sponsor sulle divise.

Di seguito l'elenco dei fornitori tecnici e degli sponsor ufficiali.

 
Cronologia degli sponsor tecnici
  • 1907-1981 non presente
  • 1981-1986 adidas
  • 1986-1987 Marix
  • 1987-1989 Fitness
  • 1989-1991 WBS
  • 1991-2004 Asics
  • 2004-2005 Zeus
  • 2005-2009 Legea
  • 2009-2010 Asics
  • 2010-2012 Givova
  • 2012-2013 Legea
  • 2013-2016 Erreà[54]
  • 2016-2017 HS Football[55]
  • 2017-2021 Macron[56]
 
Cronologia degli sponsor ufficiali
  • 1907-1981 non presente
  • 1981-1982 Sauber
  • 1982-1989 Cassa di Risparmio di Ferrara
  • 1989-1990 Cassa di Risparmio di Ferrara, Ravani Acciai
  • 1990-2005 Cassa di Risparmio di Ferrara
  • 2005-2008 Cassa di Risparmio di Ferrara, Tomasi Case
  • 2008-2009 Cassa di Risparmio di Ferrara
  • 2009-2010 Cassa di Risparmio di Ferrara, Lega del filo d'oro
  • 2010-2011 Cassa di Risparmio di Ferrara, Trasea
  • 2011-2013 Cassa di Risparmio di Ferrara
  • 2013-2015 Vetroresina, Veneto Banca[57]
  • 2015-2016 Vetroresina, Reale Mutua[58], BMW ErreEffe Group[59]
  • 2016-2017 Vetroresina, Magnadyne[60]/958 Santero[61], BMW ErreEffe Group[59]
  • 2017-2018 Vetroresina, InterSpar[62], Tassi Group[63], BMW ErreEffe Group[59]

Settore giovanileModifica

 
Logo dell'Accademia S.P.A.L.
 
Fabio Capello, cresciuto nel settore giovanile biancazzurro.

Il settore giovanile della SPAL, il cui responsabile tecnico è Ruggero Ludergnani, si compone delle seguenti squadre: Primavera, Allievi Nazionali (Under-17), Allievi Nazionali B (Under-16), Giovanissimi Nazionali (Under-15), Giovanissimi Professionisti, Giovanissimi Professionisti B, Esordienti e Pulcini.[64][65]

Nel 2014 è nato il progetto Accademia Spal, nell'intento di sviluppare un percorso di crescita sportiva per i bambini delle fasce d’età più piccole.[66] Nel 2016 il club biancazzurro si è dotato di una scuola calcio femminile, nominando Rebecca Bottoni nel ruolo di responsabile organizzativo.[67] Nel 2017 la squadra Primavera della SPAL è tornata a partecipare al Torneo di Viareggio, manifestazione alla quale non prendeva parte dal 1956.[68]

Tra i calciatori cresciuti nel vivaio spallino si possono citare Fabio Capello, Edoardo Reja, Luigi Delneri, Saul Malatrasi, Luigi Pasetti, Thomas Manfredini, Matteo Ferrari e Pierluigi Gollini.

Il settore giovanile biancazzurro annovera fra i titoli ottenuti il Campionato Primavera B del 1965, il Campionato De Martino del 1968, il Campionato Giovanissimi Nazionali del 1986 e la Coppa Giovanissimi Professionisti del 2003.

 
Settore giovanile
Organigramma
  •   Ruggero Ludergnani - Responsabile dell'area tecnica
  •   Alessandro Orlandini - Responsabile organizzativo
  •   Christian Papalato - Responsabile attività di base
  •   Andrea Chiminazzo - Responsabile scouting attività agonistica
  •   Giacomo Laurino - Responsabile scouting attività di base
  •   Marco Aventi - Responsabile progetto società affiliate
  •   Alessio Pugliese - Addetto comunicazione

Area tecnica
  •   Marcello Cottafava - Allenatore Primavera
  •   Fabio Perinelli - Allenatore Allievi Nazionali (Under-17)
  •   Matteo Rossi - Allenatore Allievi Nazionali B (Under-16)
  •   Matteo Barella - Allenatore Giovanissimi Nazionali (Under-15)
  •   Carlo Oliani - Coordinatore preparatori atletici
  •   Gianni Mazzoni - Responsabile dell'area medica

Allenatori e presidentiModifica

 
Giovan Battista Fabbri, giocatore e a più riprese allenatore della SPAL, con lo storico presidente Paolo Mazza.

In oltre un secolo di storia societaria alla guida della SPAL si sono avvicendati trentadue presidenti: il primo massimo dirigente biancazzurro fu Pietro Acerbis, sacerdote salesiano fondatore del club estense. La più importante e lunga presidenza nella storia della squadra rimane quella di Paolo Mazza (1946-1977), legata alla ricostruzione della società negli anni del secondo dopoguerra e alla prima promozione assoluta della squadra nell'odierna Serie A a girone unico (1951), con i decenni seguenti che coincisero con l'apice del calcio nella città emiliana.[69]

 
Walter Mattioli, presidente del ritorno spallino in Serie A ottenuto dopo 49 anni di attesa, nel 2017

Longeva anche la presidenza di Giovanni Donigaglia, durante la quale nei primi anni 1990 si registrò il periodo di maggiore presenza di pubblico ed entusiasmo della tifoseria nell'era post-Mazza[70], a seguito di una doppia promozione dalla Serie C2 (categoria nella quale la SPAL era scesa nel 1989, per la prima volta nella sua storia) alla Serie B con in panchina Giovan Battista Fabbri.[71]

Rilevante per le sorti del club biancazzurro anche la presidenza Mattioli-Colombarini, caratterizzata dalla risalita in due stagioni dalla Lega Pro alla Serie A, sotto la guida tecnica di Leonardo Semplici.

Per quanto riguarda gli allenatori, sulla panchina della squadra ferrarese si sono avvicendati circa una settantina di tecnici, sia italiani che di nazionalità straniera. Il primo a ricoprire tale incarico fu, a partire dal 1919, Carlo Marchiandi. Tra i personaggi più noti si possono citare Giuseppe Ticozzelli, József Violak, Antonio Janni, Fioravante Baldi, Mario Caciagli, Luisito Suàrez, Giovanni Galeone, Gibì Fabbri, Gianni De Biasi, Massimiliano Allegri e Stefano Vecchi.

Di seguito l'elenco degli allenatori.

  Le singole voci sono elencate nella Categoria:Allenatori della S.P.A.L. 2013
 
Allenatori

Di seguito l'elenco dei presidenti.

  Le singole voci sono elencate nella Categoria:Presidenti della S.P.A.L. 2013
 
Presidenti
  • 1907-1911   Don Pietro Acerbis
  • 1911-1912   Conte Buosi
  • 1912-1915   Aminta Gulinati
  • 1919-1921   Antonio Santini
  • 1921-1924   Enrico Bassani
  • 1924-1927   Gaetano Ridolfi
  • 1927-1928   Giannino Bonfiglioli
  • 1928-1931   On. Ferri
  • 1931-1932   Giuseppe Turbiani
      Carlo Osti
  • 1932-1933   Comm. Gandini
  • 1933-1934   Umberto Barbè (commissario straordinario)
      Giulio Divisi
  • 1934-1935   Luigi Orsi
  • 1935-1936   Giovanni Argazzi
  • 1936-1937   Nino Fiorini
  • 1937-1939   Angelo Vissoli
  • 1939-1941   Annio Bignardi
  • 1941-1943   Augusto Caniato
  • 1945-1946   Edmondo Bucci
  • 1946-1977   Paolo Mazza
  • 1977-1985   Primo Mazzanti
  • 1985-1986   Giorgio Rossatti
  • 1986-1989   Francesco Nicolini
  • 1989-1990   Albersano Ravani
  • 1990-1996   Giovanni Donigaglia
  • 1996-1997   Vanni Guzzinati
  • 1997-2002   Giovanni Donigaglia
  • 2002-2005   Lino Di Nardo
  • 2005-2008   Gianfranco Tomasi
  • 2008-2012   Cesare Butelli
  • 2012-2013   Roberto Ranzani
  • 2013-   Walter Mattioli

CalciatoriModifica

  Le singole voci sono elencate nella Categoria:Calciatori della S.P.A.L. 2013

CapitaniModifica

Lista dei capitani della SPAL dal 1950 a oggi:[72]

La SPAL e le nazionali di calcioModifica

Diversi giocatori lanciati dalla SPAL ebbero la possibilità di far parte della Nazionale maggiore italiana; tra questi Abdon Sgarbi, Egisto Pandolfini, Fulvio Nesti, Franco Zaglio, Beniamino Di Giacomo, Armando Picchi, Saul Malatrasi, Adolfo Gori, Fabio Capello e Ruben Buriani.[78]

Il primo atleta convocato in azzurro durante la propria militanza nella squadra ferrarese fu il portiere Ottavio Bugatti, il quale partecipò alle Olimpiadi di Helsinki 1952 giocando entrambe le gare: la prima contro gli Stati Uniti (vinta per 8 a 0) e l'ottavo di finale dove gli azzurri persero per 3 a 0 contro i futuri campioni olimpici dell'Ungheria; alla stessa manifestazione partecipò anche l'attaccante biancazzurro Alberto Fontanesi, autore di una rete nella partita contro gli Stati Uniti.[79]

Il 18 marzo 2017 il portiere spallino Alex Meret viene convocato dal CT della nazionale Gian Piero Ventura per l'incontro Italia-Albania valevole per le qualificazioni al campionato mondiale 2018 da disputarsi in Russia, e per un'amichevole contro l'Olanda.[80]

Per quanto riguarda le nazionali giovanili, i principali atleti spallini convocati nella Nazionale Under-21 italiana furono Massimo Albiero e Luigi Pasetti, autori rispettivamente di 6 e 5 presenze in azzurro durante la loro militanza nel club estense.[78]

PalmarèsModifica

Altri piazzamentiModifica

Finale: 1961-1962
Semifinali nazionali: 1921-1922 (girone B)
Terzo posto: 1947-1948 (girone B), 1964-1965 (girone unico)
Secondo posto: 1930-1931 (girone finale A), 1931-1932 (girone finale B), 1932-1933 (girone finale B)
Finale: 1988-1989
Semifinale: 2014-2015, 2015-2016
Secondo posto: 1941-1942 (girone A), 1942-1943 (girone B), 1969-1970 (girone B), 1970-1971 (girone B)
Terzo posto: 1993-1994 (girone A), 1995-1996 (girone A)
Secondo posto: 1990-1991 (girone B)

OnorificenzeModifica

  Stella d'oro al merito sportivo
«Di iniziativa del CONI»
— Roma, 1974

Statistiche e recordModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Statistiche e record della S.P.A.L. 2013.

Partecipazione ai campionatiModifica

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Prima Categoria 2 1920-1921 1921-1922 22
Prima Divisione 3 1922-1923 1924-1925
Serie A 17 1951-1952 2017-2018
Seconda Divisione 1 1925-1926 25
Prima Divisione 3 1926-1927 1928-1929
Serie B 21 1933-1934 2016-2017
Prima Divisione 4 1929-1930 1932-1933 41
Serie B-C Alta Italia 1 1945-1946
Serie C 11 1936-1937 1977-1978
Serie C1 19 1982-1983 2004-2005
Lega Pro Prima Divisione 4 2008-2009 2011-2012
Lega Pro 2 2014-2015 2015-2016
Serie C2 6 1989-1990 2007-2008 7
Lega Pro Seconda Divisione 1 2013-2014
Serie D 1 2012-2013 1

Partecipazione alle coppe nazionaliModifica

Competizione Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Coppa Italia 40 1926-1927 2017-2018 75
Coppa Alta Italia 1 1945-1946
Coppa Italia Semiprofessionisti 2 1972-1973 1977-1978
Coppa Italia Serie C 23 1982-1983 2007-2008
Coppa Italia Lega Pro 7 2008-2009 2015-2016
Supercoppa Lega Pro 1 2016
Coppa Italia Serie D 1 2012-2013

Partecipazione alle coppe internazionaliModifica

Competizione Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Coppa delle Alpi 1 1966 7
Coppa dell'Amicizia 6 1960 1968

Statistiche di squadraModifica

La SPAL ha esordito nei tornei FIGC con la partecipazione alla Promozione 1919-1920 e ad oggi ha disputato 96 campionati nazionali. Dall'istituzione della Serie A a girone unico nel 1929, il miglior piazzamento di sempre in massima serie è stato il 5º posto ottenuto al termine della stagione 1959-1960, mentre il peggior piazzamento è stato il 17º posto al termine dei campionati 1954-1955 e 1963-1964.

Il record assoluto di 78 punti totalizzati in una singola stagione è stato raggiunto nella Serie B 2016-2017, mentre il record di punti in Serie A (37, con la regola dei due punti per vittoria) è del 1951-1952. Nel campionato 1950-1951 la squadra biancazzurra ottiene il maggior numero di vittorie in assoluto (25), mentre nei tornei 1938-1939 e 1967-1968 incassa il numero record di sconfitte in una stagione (18). La formazione ferrarese ha ottenuto il maggior numero di reti segnate in una stagione nella Serie B 1949-1950 (95), stabilendo curiosamente nella stessa annata il proprio record di gol subiti (65).

Dal campionato 1951-1952 a quello 1963-1964 si ha il record di stagioni consecutive in Serie A (13). Il club estense è, al pari della Carrarese, la squadra che ha disputato il maggior numero di edizioni della Serie C1.

Statistiche individualiModifica

Il giocatore che detiene il maggior numero di presenze in campionato con la divisa della SPAL è Giulio Boldrini con 288 apparizioni. Il calciatore non italiano con più presenze in gare ufficiali è l'argentino Oscar Massei, con 244 partite giocate in nove stagioni; egli detiene inoltre il primato di gol segnati in Serie A con la maglia biancazzurra (47).

Il record di marcature totali appartiene invece a Mario Romani, autore di 129 reti, al secondo posto si trova Aldo Barbieri con 92 gol. Franco Pezzato è il top scorer spallino nei campionati di Serie B e C, con 35 segnature nel campionato cadetto e 46 reti in terza serie. Per quanto riguarda la Coppa Italia il miglior cannoniere è sempre Pezzato con 12 gol.

Di seguito le classifiche dei primatisti di presenze e reti in campionato nella storia della società.[78]

Mario Romani, autore di 129 reti con la casacca biancazzurra a cavallo degli anni 1920 e 1930.
Oscar Massei, capitano e giocatore simbolo della SPAL degli anni 1960.
 
Record di presenze
 
Record di reti

TifoseriaModifica

StoriaModifica

 
I tifosi estensi nella curva Ovest dello stadio Paolo Mazza durante SPAL-Genoa del 29 febbraio 1976.

Già dal 1920 i sostenitori spallini iniziarono a seguire la squadra, spostandosi con autobus, treni e biciclette in occasione delle trasferte del club nelle varie città emiliane.[6]

Il vero e proprio movimento organizzato del tifo biancazzurro (la cui sede, in occasione delle gare interne della SPAL, è la curva Ovest dello stadio Paolo Mazza, intitolata a Giuseppe Campione) nacque a Ferrara nel 1973 con la costituzione del Club Zaganèl[81], al quale nel 1974 si aggiunsero gli Ultras. Nella seconda metà degli anni 1970 si formarono poi i gruppi Armata Biancoazzurra, Legion Of The Hooligans, Supporters, Fossa Estense e Nutty Boys.

La massima espansione del movimento ultras spallino si ebbe tra gli anni 1980 e gli anni 1990, inizialmente con i preesistenti gruppi, ai quali poi si susseguirono (tra gli altri) Gioventù Estense, Astra Alcool 1981, Vecchia Guardia 1974, Ultras Spal, Spal Fans, Boys 1986, Brothers, Pigs 1987, Rebels, Brigata 1978, Commando Ultrà Bianco Azzurri, Toasters Group, Gruppo Asterix, Alcol Group, Nirvana Group, Sezione 2 di Picche, Irish Clan, Gruppo Copparo, Le Iene, Nobiltà Estense, Frangia, Boys 1989 e Gruppo d'Azione.

 
Fumogeni in curva Campione nel prepartita del match SPAL-Vicenza, disputato il 5 aprile 1992.

Quest'ultimo era il più attivo gruppo di supporters nell'ingaggiare scontri con le tifoserie rivali nel periodo tra il 1986 e il suo scioglimento[82][83], avvenuto a causa di un incidente occorso durante la finale del Campionato europeo Under-21 1992, quando una studentessa fu ferita accidentalmente da un razzo sparato nel settore dei tifosi spallini.[84]

Pur non avendo beneficiato di un consistente ricambio generazionale, a causa degli scarsi successi sportivi e delle difficoltà societarie sopravvenute a partire dagli anni 2000, il movimento ultras biancazzurro è rimasto comunque attivo e vitale. In quegli anni tra i principali gruppi che ressero la curva si ricordano Tradizione Estense, Porro Group 1998, Poggio, A Modo Nostro, Vecchio Nutty, Vecchio Astra e Boys 1989.

 
I tifosi biancazzurri in occasione di SPAL-Bologna del 10 ottobre 1993.

Il disappunto per l'introduzione della tessera del tifoso portò nel 2010 allo scioglimento di buona parte dei gruppi ultras attivi in curva.[85] Dal 2011 al 2013 il tifo organizzato si riunì sotto lo striscione Estensi Curva Ovest. L'acquisizione della SPAL da parte della famiglia Colombarini ha contribuito a rinvigorire nuovamente l'entusiasmo della tifoseria:[86] dalla prima gara interna dei biancazzurri nella stagione 2013-2014, le frange più radicali della curva si sono riunite nel collettivo Curva Ovest Otto Settembre.

Gemellaggi e rivalitàModifica

 
I 12 000 supporters biancazzurri in trasferta al Bentegodi di Verona per la finale play-off di Serie C1, giocata contro il Como il 19 giugno 1994.

La tifoseria estense è gemellata dal 1984 con quella dell'Ancona[87][88] e sostiene inoltre un rapporto di amicizia con i tifosi del Potenza e quelli de L'Aquila. Dalla metà degli anni 1980 sino al 2014 fu in vigore un ulteriore gemellaggio con i supporters della Carrarese[89], poi interrotto a seguito di divergenze sulla posizione in merito all'accettazione o meno della tessera del tifoso: tra i rispettivi collettivi permane tuttavia un rapporto di reciproco rispetto.[90]

Gli spallini nutrono forti rivalità nei confronti delle tifoserie di altre squadre emiliane: Bologna (con cui dapprima sussistette amicizia negli anni 1970, tramutatasi in accesa ostilità tra gli anni 1980 e 1990[91], poi affievolitasi nei decenni successivi[92] pur rimanendo una sfida ad alto rischio incidenti[93]), Reggiana (gemellati con gli spallini sino alla fine degli anni 1990, poi divenuti acerrimi rivali nei primi anni del terzo millennio[94][95][96]), Parma[97][98], Modena e Carpi (a sua volta gemellato con la SPAL dal 1992 al 1999[99][100]). Nell'area romagnola risultano attriti significativi con i collettivi al seguito di Ravenna, Cesena[101] e Rimini[102].

In Veneto si registrano rapporti tesi nei confronti degli ultras di Vicenza[103], Padova[83][104], Verona[105] e Venezia. In Toscana sono rivali degli spallini i supporters di Prato[106], Pistoiese, Lucchese e Massese[107] (la quale è anche rivale dei carraresi). Ostilità sussistono anche con i tifosi lombardi di Mantova[108] e Como, con i giuliani della Triestina, con i liguri dello Spezia[109] e i marchigiani dell'Ascoli (rivale dell'Ancona). In svariati casi, tali antagonismi sono sfociati in scontri fisici tra le opposte fazioni.

OrganicoModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: S.P.A.L. 2013 2017-2018.

RosaModifica

Rosa e numerazione sono aggiornate al 31 agosto 2017.[110][111][112]

N. Ruolo Giocatore
1   P Alfred Gomis
2   D Marios Oikonomou
5   D Fabio Della Giovanna
6   D Michele Cremonesi
7   A Mirco Antenucci (vicecapitano)
8   C Alessandro Bellemo
9   A Federico Bonazzoli
10   A Sergio Floccari
11   C Luca Rizzo
12   D Pa Konate
14   D Federico Mattiello
15   D Sauli Väisänen
17   P Giacomo Poluzzi
18   C Eros Schiavon
N. Ruolo Giocatore
20   C Luca Mora (capitano)
21   D Bartosz Salamon
22   A Marco Borriello
23   D Francesco Vicari
24   C Mattia Vitale
27   D Felipe
28   C Pasquale Schiattarella
29   C Manuel Lazzari
33   C Filippo Costa
43   A Alberto Paloschi
77   C Federico Viviani
88   C Alberto Grassi
92   P Gabriele Marchegiani
97   P Alex Meret

Staff tecnicoModifica

Dal sito Internet ufficiale della società.[113]

 
Staff dell'area tecnica
Staff tecnico
  •   Davide Vagnati - Responsabile dell'area tecnica
  •   Leonardo Semplici - Allenatore
  •   Andrea Consumi - Allenatore in seconda
  •   Yuri Fabbrizzi - Preparatore atletico
  •   Cristiano Scalabrelli - Preparatore dei portieri
  •   Rossano Casoni - Collaboratore tecnico
  •   Fabrizio Franceschetti - Collaboratore tecnico
  •   Alessio Rubicini - Collaboratore tecnico
  •   Alessandro Andreini - Team manager
  •   Marco Veronesi - Magazziniere
  •   Tommaso Caselli - Magazziniere

Staff medico
  •   Raffaella Giagnorio - Responsabile dell'area medica
  •   Riccardo Ori - Recupero infortunati
  •   Matteo Evangelisti - Fisioterapista
  •   Daniele Zannini - Fisioterapista
  •   Francesco Palummieri - Ortopedico
  •   Enrico Cassai - Odontoiatra
  •   Marco Fogli - Ecografo

NoteModifica

  1. ^ a b Ecco il ‘Paolo Mazza’ all’inglese, estense.com, 25 agosto 2017. URL consultato il 25 agosto 2017.
  2. ^ a b Cent'anni di SPAL, ricerca.gelocal.it, 6 settembre 2007. URL consultato il 19 aprile 2016.
  3. ^ (EN) Rsssf.com all-time Serie A table, rsssf.com. URL consultato l'8 luglio 2017. (calcolata assegnando due punti per vittoria, dati aggiornati alla stagione 2016-2017)
  4. ^ Panini, 2015, pp. 510-511
  5. ^ il Resto del Carlino - QS Sport, 27 agosto 2016, p. 13.
  6. ^ a b c Malaguti, Piffanelli, pp. 3-4
  7. ^ La SPAL, dall’oratorio alla Serie A, valderrama.it. URL consultato il 19 settembre 2016.
  8. ^ Fontanelli, Negri, pp. 26-27
  9. ^ Becchetti, Palmieri, p. 28
  10. ^ Becchetti, Palmieri, pp. 30-31
  11. ^ a b Il Paolo Mazza rinasce, l'avventura di uno stadio glorioso, lanuovaferrara.gelocal.it, 19 aprile 2016. URL consultato il 28 agosto 2016.
  12. ^ Becchetti, Palmieri, pp. 59-69
  13. ^ Malaguti, Piffanelli, pp. 4-5
  14. ^ Becchetti, Palmieri, pp. 71-72
  15. ^ Malaguti, Piffanelli, p. 8
  16. ^ Malaguti, Piffanelli, p. 10
  17. ^ a b La Stampa, 7 ottobre 1958.
  18. ^ Malaguti, Piffanelli, pp. 13-15
  19. ^ Malaguti, Piffanelli, pp. 23-26
  20. ^ Malaguti, Piffanelli, pp. 37-39
  21. ^ Malaguti, Piffanelli, pp. 44-45
  22. ^ Malaguti, Piffanelli, pp. 48-51
  23. ^ Malaguti, Piffanelli, pp. 52-57
  24. ^ Malaguti, Piffanelli, pp. 66-67
  25. ^ Malaguti, Piffanelli, p. 68
  26. ^ Becchetti, Palmieri, pp. 176-179
  27. ^ Becchetti, Palmieri, pp. 184-188
  28. ^ Malaguti, Piffanelli, pp. 84-86
  29. ^ Malaguti, Rizzi, pp. 101-108
  30. ^ Galasso, Nicolucci, Teodorini, p. 92
  31. ^ Fontanelli, Negri, pp. 323-326
  32. ^ Fontanelli, Negri, pp. 327-330
  33. ^ Spal: altra penalizzazione di due punti, su ilrestodelcarlino.it, 14 novembre 2011.
  34. ^ FIGC: Comunicato ufficiale n. 72/A (PDF), Federazione Italiana Giuoco Calcio, 11 settembre 2013. URL consultato l'11 aprile 2014.
  35. ^ Fallita la Spal 1907, il tribunale respinge il concordato di Butelli, ilrestodelcarlino.it, 1º aprile 2014. URL consultato l'11 aprile 2014.
  36. ^ LND: Comunicato ufficiale n. 11, lnd.it.
  37. ^ L'articolo in oggetto consente in ambito professionistico la fusione fra club espressione di comuni confinanti, come appunto il caso di Ferrara e Masi Torello. Il club risultante ha facoltà di chiedere al Presidente federale di determinare la propria sede sociale e il campo da gioco, nonché alla Lega di scegliere il colore della maglia, mentre rimane vivo il vecchio numero di matricola, nel caso specifico il 71608 della Giacomense.
  38. ^ La Spal torna in Lega Pro grazie alla fusione con la Giacomense, su direttaradio.it, 13 luglio 2013.
  39. ^ Semplici è il nuovo allenatore della Spal, lanuovaferrara.gelocal.it, 8 dicembre 2014. URL consultato il 16 maggio 2017.
  40. ^ Serie B, torna la Spal: pari con l'Arezzo e promozione, mancava dal 1993, gazzetta.it, 23 aprile 2016. URL consultato il 16 maggio 2017.
  41. ^ Angelo Andrea Pisani, L'esempio della SPAL, ultimouomo.com, 20 marzo 2017.
  42. ^ Spal in serie A dopo 49 anni, esplode la festa, ilrestodelcarlino.it, 13 maggio 2017. URL consultato il 16 maggio 2017.
  43. ^ Dall'acronimo alla matricola: dieci cose da sapere sulla Spal, sport.sky.it, 11 novembre 2013. URL consultato il 19 aprile 2016.
  44. ^ Una Spal all'antica: presentata la divisa anni cinquanta, verrà indossata contro il Mantova, lospallino.com, 10 dicembre 2013. URL consultato il 9 settembre 2018.
  45. ^ Pronto il nuovo inno della SPAL firmato da Andrea Poltronieri, lospallino.com, 13 febbraio 2014. URL consultato il 7 aprile 2016.
  46. ^ Nasce l'inno della Spal con la voce dei tifosi, estense.com, 21 febbraio 2014. URL consultato il 7 aprile 2016.
  47. ^ Stadio Comunale "Paolo Mazza", servizi.comune.fe.it.
  48. ^ Il tempio del calcio ferrarese compie oggi 88 anni, spalferrara.it, 20 settembre 2016. URL consultato il 20 settembre 2016.
  49. ^ Il Littoriale, 18 settembre 1928.
  50. ^ Malaguti, Piffanelli, p. 69
  51. ^ Spal: il centro sportivo intitolato a Gibì Fabbri, lanuovaferrara.gelocal.it, 25 marzo 2017. URL consultato il 28 aprile 2017.
  52. ^ Sabato 25 marzo: cerimonia d'intitolazione del centro Spal a Gibì Fabbri, spalferrara.it. URL consultato il 28 aprile 2017.
  53. ^ Organigramma societario, spalferrara.it.
  54. ^ Strisce strette e verde fluo, le maglie della SPAL 2015-2016, soccerstyle24.it, 2 settembre 2015. URL consultato il 2 ottobre 2017.
  55. ^ Le maglie della SPAL 2016-2017 per il grande ritorno in Serie B, soccerstyle24.it, 3 agosto 2016. URL consultato il 2 ottobre 2017.
  56. ^ Macron sponsor tecnico della SPAL per le prossime quattro stagioni, spalferrara.it, 4 luglio 2017. URL consultato il 4 luglio 2017.
  57. ^ Veneto Banca a fianco dello sport ferrarese, telestense.it, 4 ottobre 2013. URL consultato il 2 ottobre 2017.
  58. ^ Reale Mutua sponsor principale, lanuovaferrara.gelocal.it, 4 novembre 2015. URL consultato il 2 ottobre 2017.
  59. ^ a b c SPAL ed ErreEffe Group rinnovano la partnership, erreeffegroup.it. URL consultato il 2 ottobre 2017.
  60. ^ Magnadyne accompagnerà la SPAL sulle maglie della B, spalferrara.it, 3 agosto 2016. URL consultato il 2 ottobre 2017.
  61. ^ Ufficializzata la nuova partnership tra SPAL e 958 Santero, spalferrara.it, 15 febbraio 2017. URL consultato il 2 ottobre 2017.
  62. ^ SPAL, accordo con InterSpar, calcioefinanza.it, 18 agosto 2017. URL consultato il 2 ottobre 2017.
  63. ^ Tassi Group nuovo second sponsor di maglia della SPAL, spalferrara.it, 14 settembre 2017. URL consultato il 2 ottobre 2017.
  64. ^ Organigramma settore giovanile, vivaiospal.it.
  65. ^ Gli staff del settore giovanile per la stagione sportiva 2017-2018, vivaiospal.it, 22 luglio 2017. URL consultato il 22 luglio 2017.
  66. ^ Accademia Spal, vivaiospal.it.
  67. ^ Presentato il Progetto scuola calcio femminile, vivaiospal.it. URL consultato l'8 febbraio 2017.
  68. ^ Viareggio Cup, l'Empoli interrompe il cammino della SPAL, lospallino.com, 24 marzo 2017. URL consultato il 17 maggio 2017.
  69. ^ La Spal di Mazza, la provinciale d'oro dei favolosi anni '60, sport.sky.it, 11 novembre 2013. URL consultato il 12 ottobre 2016.
  70. ^ Donigaglia-Gibi Fabbri, duo vincente, ricerca.gelocal.it, 19 maggio 2007. URL consultato il 12 ottobre 2016.
  71. ^ Gibì Fabbri, l'allenatore che fece innamorare ancora Ferrara della Spal, listonemag.it, 5 giugno 2015. URL consultato il 12 ottobre 2016.
  72. ^ Capitani Spallini, maldispal.it.
  73. ^ Fino alla 2ª giornata della stagione 1973-1974.
  74. ^ Fino a gennaio 2002.
  75. ^ Da gennaio 2002.
  76. ^ Fino a febbraio 2009.
  77. ^ Da febbraio 2009.
  78. ^ a b c Malaguti, Piffanelli, p. 119
  79. ^ Panini, 2006
  80. ^ Spal, Alex Meret convocato in Nazionale, ilrestodelcarlino.it, 18 marzo 2017. URL consultato il 24 marzo 2017.
  81. ^ Omaggio al mitico Zaganèl, lospallino.com, 24 novembre 2011. URL consultato il 27 marzo 2016.
  82. ^ Gruppo d'Azione: la Spal, la curva, la città. Un romanzo documento sulla militanza ultrà, ragazzi irrequieti dentro e fuori lo stadio, listonemag.it, 9 febbraio 2015. URL consultato il 18 marzo 2017.
  83. ^ a b Il giorno che fu guerriglia urbana in nome dei biancazzurri: racconto dei disordini che seguirono Spal-Padova del 1987, listonemag.it, 14 ottobre 2016. URL consultato il 9 giugno 2017.
  84. ^ Sovvertire l'ordine, creare il caos: gli anni del Gruppo d'Azione raccontati dai protagonisti, lospallino.com, 24 aprile 2015. URL consultato il 5 agosto 2017.
  85. ^ Comunicato ufficiale di scioglimento del Porro Group 1998, tifonet.it, 21 luglio 2010.
  86. ^ Tutto pronto per la festa della Curva Ovest: appuntamento sabato al Mazza, lospallino.com, 26 giugno 2014. URL consultato il 22 novembre 2015.
  87. ^ Storia della nascita del gemellaggio tra Ancona e Spal, news.superscommesse.it, 16 aprile 2016. URL consultato il 16 aprile 2016.
  88. ^ Spal, al “Mazza” arriva l'Ancona, estense.com, 15 novembre 2014. URL consultato il 22 novembre 2015.
  89. ^ Spal, i tifosi torneranno in trasferta. Si rompe il gemellaggio con la Carrarese, tuttolegapro.com, 5 aprile 2014. URL consultato il 21 aprile 2016.
  90. ^ Carrarese Calcio ringrazia le curve di Spal e Ancona, carraresecalcio.it, 25 novembre 2014. URL consultato il 6 agosto 2017.
  91. ^ Spareggio: incidenti a Bologna, ricerca.repubblica.it, 6 giugno 1994. URL consultato il 10 settembre 2016.
  92. ^ Curva Ospiti - I tifosi del… Bologna, pianetaempoli.it, 29 aprile 2016. URL consultato il 22 agosto 2017.
  93. ^ Bologna-Spal, rissa tra tifoserie: partono le cinghiate, due in ospedale, bolognatoday.it, 16 ottobre 2017. URL consultato il 26 ottobre 2017.
  94. ^ Dagli abbracci alle bombe incendiarie: così è degenerato un gemellaggio che pareva indistruttibile, quotidianiespresso.repubblica.it. URL consultato il 21 settembre 2016.
  95. ^ Spal-Reggiana: un arresto e 24 denunce per incidenti, sport.repubblica.it, 28 agosto 2003. URL consultato il 15 aprile 2017.
  96. ^ Scontri allo stadio di Ferrara. Spallini e granata a giudizio, qn.quotidiano.net, 15 febbraio 2007. URL consultato il 15 aprile 2017.
  97. ^ Gli incidenti di Parma-Spal nel 1977-78, boysparma1977.it, 10 novembre 2012. URL consultato il 22 agosto 2017.
  98. ^ Parma-Spal: scontri tra i tifosi, tifonet.it, 27 luglio 2010. URL consultato il 9 giugno 2017.
  99. ^ Curva Ospiti - I tifosi del… Carpi, pianetaempoli.it, 15 febbraio 2014. URL consultato il 21 settembre 2016.
  100. ^ Scontri tra carpigiani e spallini, gazzettadimodena.gelocal.it, 6 novembre 2016. URL consultato l'8 settembre 2017.
  101. ^ Tifosi condannati e assolti dopo gli scontri di 7 anni fa, lanuovaferrara.gelocal.it, 13 ottobre 2015. URL consultato il 15 aprile 2017.
  102. ^ Spal, scontri con tifosi riminesi all'origine delle trasferte vietate, estense.com, 29 ottobre 2015. URL consultato il 22 novembre 2015.
  103. ^ Scontri durante Spal-Vicenza: Daspo per i responsabili, estense.com, 5 settembre 2016. URL consultato il 10 settembre 2016.
  104. ^ Guerriglia tra tifosi: gli ultrà di Padova e Spal si stavano aspettando, corrierealpi.gelocal.it, 27 luglio 2015. URL consultato il 22 novembre 2015.
  105. ^ Scontri di Spal-Verona, undici ultrà denunciati, ricerca.gelocal.it, 20 gennaio 2009. URL consultato il 22 agosto 2017.
  106. ^ Alla scoperta del pianeta degli Ultras del Prato, museogrigio.it. URL consultato il 27 ottobre 2017.
  107. ^ Spal-Massese: scontri tra tifosi, telestense.it, 18 marzo 2013. URL consultato il 22 agosto 2017.
  108. ^ Dopo 20 anni torna la sfida con la Spal. Tra le due tifoserie è già derby, gazzettadimantova.gelocal.it, 3 dicembre 2013. URL consultato il 27 ottobre 2017.
  109. ^ Curva Ospiti - Spezia: la sua tifoseria, pianetaempoli.it, 30 novembre 2012. URL consultato il 27 ottobre 2017.
  110. ^ La rosa, spalferrara.it.
  111. ^ SPAL - profilo societario, transfermarkt.it.
  112. ^ I numeri di maglia ufficiali della stagione 2017-2018, spalferrara.it, 4 agosto 2017. URL consultato il 4 agosto 2017.
  113. ^ Staff tecnico, spalferrara.it.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

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