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Società Sportiva Lazio

squadra di calcio di Roma
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SS Lazio
Calcio Football pictogram.svg
Detentore della Supercoppa italiana Detentore della Supercoppa italiana
Stemma della Società Sportiva Lazio.svg
Capitolini, Biancocelesti, Aquila, Aquilotti, Aquile
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali Bianco e Celeste con aquila.svg Bianco e celeste
Simboli Aquila
Inno Vola Lazio vola
Toni Malco
Dati societari
Città Roma
Nazione Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Serie A
Fondazione 1900
Presidente Italia Claudio Lotito

Borsa Italiana: SSL

Allenatore Italia Simone Inzaghi
Stadio Stadio Olimpico di Roma
(73 000[1] posti)
Sito web www.sslazio.it
Palmarès
ScudettoScudetto Coppa ItaliaCoppa ItaliaCoppa ItaliaCoppa ItaliaCoppa ItaliaCoppa Italia Supercoppa italianaSupercoppa italianaSupercoppa italianaSupercoppa italiana Coppa delle Coppe Supercoppa europea
Scudetti 2
Titoli nazionali 1 Campionato di Serie B
Trofei nazionali 6 Coppe Italia
4 Supercoppe italiane
Trofei internazionali 1 Coppe delle Coppe
1 Supercoppe UEFA
1 Coppa delle Alpi
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce

La Società Sportiva Lazio S.p.A. (nota anche come SS Lazio o più semplicemente Lazio) è una società polisportiva italiana nota soprattutto per la sua sezione calcistica. Fu fondata a Roma, il 9 gennaio 1900 come Società Podistica Lazio da quindici atleti guidati dal sottufficiale dei Bersaglieri Luigi Bigiarelli.[2] La Lazio è presente dal 6 maggio 1998 alla Borsa di Milano nell'indice FTSE Italia Small Cap[3]: è stata la prima società calcistica italiana a quotarsi in Borsa dove sono state successivamente ammesse anche la sua concittadina Roma e la Juventus.

Il club iniziò a praticare il gioco del calcio il 6 gennaio 1901[2][4][5], è affiliato alla FIGC almeno dal 1908[6] ed istituì la propria sezione calcistica il 3 ottobre 1910[7][8][9][10].

Ha preso parte a 76 edizioni delle 87 disputate nella Serie A a girone unico, vincendo due titoli di campione d'Italia (1974 e 2000). Prima dell'avvento del girone unico (1929-30) disputò tre finalissime nazionali per il titolo, venendo sempre sconfitta. Vanta nel proprio palmarès anche la conquista di 6 Coppe Italia, 4 Supercoppe italiane e, in ambito internazionale, la Coppa delle Coppe 1998-99 e la Supercoppa UEFA 1999. La Lazio è il quinto club italiano (dopo Milan, Juventus, Inter e Parma) e il venticinquesimo europeo per numero di competizioni UEFA vinte.

Il club biancoceleste è anche uno dei membri dell'European Club Association (ECA), organizzazione internazionale che ha sostituito il soppresso G-14 e rappresenta i club calcistici a livello europeo[11], riuniti in consorzio al fine di ottenere una tutela comune dei diritti sportivi, legali e televisivi di fronte alla Fédération Internationale de Football Association (FIFA)[12].

La polisportiva è con le sue 51 discipline la più grande, nonché la più antica, d'Europa.[13] Alla stessa venne insignita il 2 giugno 1921 la benemerenza di ente morale[14].

Indice

Storia

 Lo stesso argomento in dettaglio: Storia della Società Sportiva Lazio.
 
Luigi Bigiarelli, principale fondatore della Società Podistica Lazio.

La Società Podistica Lazio (solo nel 1925 rinominata Società Sportiva Lazio), fu fondata, secondo la tradizione, il 9 gennaio 1900 in Piazza della Libertà, nel rione Prati di Roma, da un gruppo di quindici ragazzi, con a capo il giovane sottoufficiale dei Bersaglieri, oltre che atleta podista, Luigi Bigiarelli.[2]

La Lazio si affiliò alla FIF almeno dal 1908 (pur costituendo il suo settore calcistico solamente due anni più tardi, il giorno 3 ottobre),[7][8][10][15] partecipò ai primi tornei federali dal 1910 (anno in cui si svolsero le prime edizioni laziali della Terza Categoria),[9][10] e a partire dal 1912 cominciò a disputare la Prima Categoria. Il club romano, il quale visse stagioni importanti nella prima parte degli anni dieci conquistando consecutivamente due Campionati dell'Italia Meridionale, raggiunse la finalissima del torneo nazionale in tre occasioni, senza però mai vincerlo, perdendo rispettivamente contro Pro Vercelli (1913) Casale (1914) e Genoa (1923).

Nel 1927 la Lazio, grazie al decisivo intervento del Generale Giorgio Vaccaro, fu l'unica società capitolina a resistere alla volontà del regime fascista di riunire tutte le squadre di Roma in un unico club, quello che sarebbe poi diventato l'AS Roma.[16] I biancocelesti parteciparono al primo campionato di Serie A nel 1929 e guidati da Silvio Piola, storico centrattacco della Nazionale, nonché il più prolifico attaccante italiano di tutti i tempi, raggiunse il secondo posto nella stagione 1936-1937, andando a sfiorare quello che sarebbe stato il suo primo Scudetto, e centrando il proprio miglior piazzamento in campionato antecedente alla seconda guerra mondiale; sempre nel 1937 la formazione capitolina, trascinata ancora una volta dalle reti di Piola, conquista l'accesso alla finale di Coppa dell'Europa Centrale in cui fu sconfitta nel doppio confronto dalla compagine ungherese del Ferencváros.[17]

Nel 1958 la Lazio vince il suo primo trofeo ufficiale, conquistando la Coppa Italia.[18] Seguono due retrocessioni in Serie B tra gli anni sessanta e gli anni settanta (1961 e 1971), prima del ritorno in massima serie.

 
La Lazio del 1974 con lo Scudetto sul petto.

La "spina dorsale" di questa squadra era formata dal difensore, nonché capitano, Pino Wilson, dai centrocampisti Luciano Re Cecconi e Mario Frustalupi, dal bomber Giorgio Chinaglia e dall'indimenticato tecnico Tommaso Maestrelli. Questa Lazio conquistò l'anno successivo il suo primo titolo in Serie A, nel campionato 1973-1974.[19]

Subito dopo l'impresa compiuta dalla "banda Maestrelli" con la vittoria dello Scudetto, la Lazio dovette affrontare alcuni avvenimenti che segneranno in maniera profonda le stagioni a venire: le tragiche scomparse di Re Cecconi e Maestrelli e l'improvviso trasferimento di Chinaglia negli Stati Uniti, fecero sì che il valore della compagine romana scendesse precipitosamente di livello. Negli anni ottanta la Lazio è coinvolta in due scandali per scommesse illecite, noti come Totonero e Totonero-bis. La Lazio retrocede due volte in B (1981 e 1985) e sfiora la C nel 1986, salvandosi agli spareggi per la retrocessione.[20]

 
I calciatori della squadra biancoceleste che al termine del campionato 1986-87 furono soprannominati come gli Eroi del -9.

L'insediamento del finanziere romano Sergio Cragnotti, avvenuto nel 1992,[21] cambia radicalmente la storia del club laziale e lo rilancia in campionato e nelle competizioni europee grazie ai suoi importanti investimenti che portarono i biancocelesti a primeggiare in Italia e in Europa. Cragnotti batté ripetutamente tutti i record riguardo alle valutazioni del calciomercato, acquistando calciatori del calibro di Juan Sebastián Verón e Christian Vieri, con i quali superò di molto le cifre degli allora trasferimenti più costosi del mondo, e successivamente del centravanti argentino Hernán Crespo, acquisito quasi al prezzo doppio del centrocampista Verón.[22]

Tra la fine degli anni novanta e l'inizio degli anni duemila, sotto la guida di Sven-Göran Eriksson, il club capitolino vince due Coppe Italia (1998 e 2000), due Supercoppe italiane (1998 e 2000), la Coppa delle Coppe e la Supercoppa UEFA del 1999 e lo scudetto nel 2000. La Coppa delle Coppe 1999 è il primo titolo europeo per la Lazio, che nel 1998 aveva perso la Coppa UEFA contro l'Inter.[23]

Negli anni duemila, in seguito ad alcuni problemi finanziari del presidente Cragnotti e della sua società, la Cirio, il club rischia la bancarotta. Nel luglio 2004 l'imprenditore romano Claudio Lotito acquista infine il club biancoceleste grazie ad un accordo con i vertici di Capitalia, e lo stesso patron laziale riuscì a salvare la società dal fallimento grazie ad una transazione con l'Agenzia delle Entrate per la rateizzazione in 23 anni dei debiti accumulati dalla S.S. Lazio col Fisco nel marzo 2005.[24] Nel 2006 la Lazio è coinvolta nello scandalo denominato Calciopoli.[25]

Sotto la presidenza Lotito i biancocelesti hanno ottenuto fino ad oggi una qualificazione alla fase finale di UEFA Champions League e diverse partecipazioni alla Coppa UEFA/Europa League, oltre alla vittoria di quattro trofei. Nel 2009 la Lazio si aggiudica, infatti, la Coppa Italia e, qualche mese dopo, la Supercoppa italiana. Nel 2013 le Aquile conquistano la loro sesta Coppa Italia nel derby di finale battendo per 1-0 la Roma. Nel 2017 la squadra biancoceleste, guidata in panchina da Simone Inzaghi, porta in bacheca la quarta Supercoppa italiana della storia laziale.

Cronistoria

 Lo stesso argomento in dettaglio: Cronistoria della Società Sportiva Lazio.
Cronistoria della Società Sportiva Lazio[26]
  • 1900 - 9 gennaio, fondazione della Società Podistica Lazio.

  • 1901 - 6 gennaio, inizio dell'attività calcistica. L'uniforme è una maglia bianca con calzoncini neri.
  • 1902 - Attività a carattere locale.
  • 1903 - Attività a carattere locale.
  • 1903-1904 - Attività a carattere locale.
  • 1904-1905 - Attività a carattere locale.
  • 1905-1906 - Attività a carattere locale.
  • 1906-1907 - Attività a carattere locale.
Vincitrice del Campionato romano (1º titolo).
  • 1907-1908 - Semifinalista al Torneo Centro-sud-nord.
Vincitrice del Campionato Interregionale Centro-sud (1º titolo).
2ª al Torneo Meridionale.

2ª al Torneo di Apertura.
2ª al Memorial ai Caduti.

3ª nel girone eliminatorio di Coppa CONI.

Quarti di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
Finalista di Coppa dell'Europa Centrale.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.

Semifinalista di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
  • 1943-1944 - Sospensione attività ufficiale per cause belliche.
Vincitrice del Campionato romano di guerra (1º titolo).
3ª nel Torneo a Quattro.
  • 1944-1945 - Sospensione attività ufficiale per cause belliche.
2ª nel Campionato romano di guerra.
2ª nel Torneo Interregionale.
3ª nella Coppa Città di Roma.
1ª nel girone eliminatorio del Campionato Romano; Ritirata per il girone di semifinale.
4ª in Coppa Latina.

4ª in Coppa Mitropa.
Qualificata ai quarti di finale della Coppa Italia 1958.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Semifinalista di Coppa Italia.
Contribuisce alla vittoria della Coppa dell'Amicizia con la rappresentativa italiana.

Finalista di Coppa Italia.
Contribuisce alla vittoria della Coppa delle Alpi con la rappresentativa italiana.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
1º turno di Coppa Italia.
1º turno di Coppa Italia.
1º turno di Coppa Italia.
3º turno di Coppa Italia.
3ª alla Pequeña Copa del Mundo.
2º turno di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Mitropa.
1º turno, seconda fase di Coppa Italia.
3ª nel girone eliminatorio di Coppa Italia.
4ª nel girone eliminatorio di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Mitropa.
2ª nel girone eliminatorio di Coppa delle Alpi.
3ª nel girone eliminatorio di Coppa Anglo-Italiana.

2ª nel girone eliminatorio di Coppa Italia.
Trentaduesimi di finale di Coppa delle Fiere.
  Vincitrice della Coppa delle Alpi (1º titolo).
4ª nel girone semifinale di Coppa Italia.
4ª nel girone eliminatorio di Coppa Italia.
6ª nel girone eliminatorio di Coppa Anglo-Italiana.
4ª nel girone semifinale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa UEFA.
4ª nel girone eliminatorio di Coppa Italia.
Non ammessa alla Coppa dei Campioni.[28]
3ª nel girone semifinale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa UEFA.
3ª nel girone eliminatorio di Coppa Italia.
2ª nel girone eliminatorio di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa UEFA.
2ª nel quarto girone di Coppa Piano Karl Rappan.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.

Quarti di finale di Coppa Italia.
5ª nel girone eliminatorio di Coppa Italia.
3ª nel girone eliminatorio di Coppa Italia.
3ª nel girone eliminatorio di Coppa Italia.
3ª nel girone eliminatorio di Coppa Italia.
3ª nel girone eliminatorio di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
3ª nel girone eliminatorio di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
2º turno di Coppa Italia.

2º turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
2º turno di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa UEFA.
Semifinalista di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa UEFA.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa UEFA.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa UEFA.
  Vincitrice della Coppa Italia (2º titolo).
Finalista di Coppa UEFA.
  • 1998 - 6 maggio, la Società Sportiva Lazio S.p.A. avvia la quotazione in Borsa.
  • 1998-1999 - 2ª in Serie A.
  Vincitrice della Coppa delle Coppe (1º titolo).
  Vincitrice della Supercoppa italiana (1º titolo).
Quarti di finale di Coppa Italia.
  Vincitrice della Coppa Italia (3º titolo).
  Vincitrice della Supercoppa UEFA (1º titolo).
Quarti di finale di Champions League.
  • 2000 - 9 gennaio, centenario della fondazione della società polisportiva (Società Podistica Lazio).

  Vincitrice della Supercoppa italiana (2º titolo).
Quarti di finale di Coppa Italia.
Seconda fase di Champions League.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Prima fase di Champions League.
Semifinalista di Coppa Italia.
Semifinalista di Coppa UEFA.
  Vincitrice della Coppa Italia (4º titolo).
Prima fase di Champions League.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Fase a gruppi di Coppa UEFA.
Sconfitta in Supercoppa italiana.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Semifinalista di Coppa Intertoto.
3º turno di Coppa Italia.
Semifinalista di Coppa Italia.
Prima fase di Champions League.
  Vincitrice della Coppa Italia (5º titolo).
  Vincitrice della Supercoppa italiana (3º titolo).
Quarti di finale di Coppa Italia.
Prima fase di Europa League.

Ottavi di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Europa League.
  Vincitrice della Coppa Italia (6º titolo).
Quarti di finale di Europa League.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Europa League.
Finalista di Supercoppa italiana.
Finalista di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Play-off di Champions League.
Ottavi di finale di Europa League.
Finalista di Supercoppa italiana.
Finalista di Coppa Italia.
  Vincitrice della Supercoppa italiana (4º titolo).
Semifinalista di Coppa Italia.
Quarti di finale di Europa League.
Partecipa alla Coppa Italia.
Partecipa all'Europa League.

Colori e simboli

 Lo stesso argomento in dettaglio: Colori e simboli della Società Sportiva Lazio.

Colori

 
Il primo completo della Lazio si compone di maglia bianca, pantaloncini e calzettoni neri.

I colori storici della S.S. Lazio sono il bianco e il celeste, scelti in onore della Grecia, patria delle Olimpiadi, in quanto la società romana fu fondata in un periodo di rinascita dell'antico spirito olimpico, risorto in quanto nel 1896, su impulso del barone francese Pierre de Coubertin, si svolsero i primi Giochi olimpici dell'era moderna.[33][34]

Per la scelta dei colori determinante fu il giudizio del principale fondatore, Luigi Bigiarelli, segnato dalla rinascita dell'ideale olimpico di cui fu un appassionato cultore e al quale consacrò le sue gesta di emerito sportivo dell'epoca (fu podista e nuotatore), mentre un altro dei fondatori, Olindo Bitetti, fu colui che ispirò la scelta del nome Lazio, escludendo volutamente quello di Roma, in quanto già esistente una società polisportiva dal nome Ginnastica Roma, ma soprattutto per ampliare gli scenari anche oltre i confini dell'Urbe abbracciando tutto il territorio regionale.

Per i colori della loro maglia (la prima versione bianca con la scritta "Lazio" a caratteri celesti sul petto, e successivamente a quarti bianchi e celesti), i giocatori della Lazio sono soprannominati Biancocelesti.[35][36]

Simboli ufficiali

Stemma

Il simbolo della S.S. Lazio è l'aquila, scelta in quanto emblema di potenza, vittoria e prosperità, oltre che simbolo delle legioni romane.[37] Nel corso degli anni lo stemma della Lazio ha subito varie modifiche: il primo vero logo ufficiale, ideato nel 1909, raffigurava uno scudo a strisce verticali bianche e celesti sul quale era posata un'aquila che artigliava un nastro sul quale campeggiava il nome della società.[38]

Qualche stagione più tardi comparirà sul simbolo laziale la dicitura "Roma", per poi essere modificato durante il Ventennio per volontà del regime mussoliniano. Alla fine della dittatura lo stemma del club biancoceleste fu ridisegnato secondo lo stile originario.

Nel 1979, con l'arrivo delle moderne strategie di merchandising nel calcio italiano, anche la Lazio, per mano del noto grafico Piero Gratton, creò un proprio logo, registrato presso l'Ufficio italiano brevetti e marchi, ovvero una piccola aquila azzurra stilizzata, che comparve sulle maglie prodotte dal maglificio Pouchain.[39]

 
Bruno Giordano in azione nella stagione 1982-83 nel completo che sfoggia il logotipo dell'aquila disegnato da Cesare Benincasa, iconico simbolo della società biancoceleste dal 1982 al 1987.

Il simbolo adottato a partire dal 1982 fino al 1987, realizzato da Cesare Benincasa e voluto dall'allora presidente della Lazio Gian Chiarion Casoni, fu caratterizzato esclusivamente dalla figura dell'aquila stilizzata.

L'attuale stemma della società, che ha subito l'ultimo restyling nel 1993, riprende lo stile di quelli originari: in esso domina l'aquila d'oro posata in capo allo scudo palato bianco-celeste, recante il nome del club inscritto in una fascia superiore. Tale emblema è stato declinato in una versione speciale in occasione del centenario sociale, dal 9 gennaio 2000 al 9 gennaio 2001: all'interno dello scudo a bande bianche e celesti sovrastato dall'aquila era presente il numero 100 a caratteri aurei.

Inno

L'inno ufficiale della Lazio è Vola Lazio vola, interpretato da Toni Malco e scritto insieme a Claudio Natili e Silvio Subelli. Le sue note, oltre ad accompagnare prima di ogni gara casalinga il volo dell'aquila Olimpia, mascotte della società biancoceleste, solitamente vengono lanciate anche al termine della partita, precedute, in caso di vittoria della Lazio, dal brano I giardini di marzo dell'indimenticato Lucio Battisti, tifoso laziale.[40][41]

Mascotte

Alla fine degli anni novanta la Lazio creò la sua mascotte ufficiale: Skeggia, un aquilotto con la divisa biancoceleste e un pallone da calcio, divenuto poi anche il simbolo delle scuole calcio del club romano.

Nel 2010 la società capitolina ha adottato un'aquila che, dopo un sondaggio online tra i tifosi, ha battezzato col nome di Olimpia,[42] e che richiama il ricordo della sua fondazione ispirata dagli ideali olimpici. Prima di ogni gara casalinga, la mascotte viene fatta volare per qualche minuto all'interno dello stadio sotto il controllo dei propri falconieri il cui capo è lo spagnolo Juan Bernabè.[43] Il rapace, che vive all'interno del Centro sportivo di Formello, accompagna la squadra anche nel periodo del ritiro estivo, in occasioni delle amichevoli e per le gare ufficiali casalinghe dove viene fatto volare sul campo di gioco.

Patrono

La squadra biancoceleste è la prima a poter vantare un’icona santificale, ovvero Sant’Aquila, la cui celebrazione avviene il giorno 8 luglio. L'iniziativa è stata avanzata dall'avvocato Gian Luca Mignogna con un articolo pubblicato il 27 giugno 2018 nel quale veniva presentato un lavoro di ricerca storica proprio su Sant'Aquila. L'idea è stata poi accolta ufficialmente dal club attraverso un comunicato il 7 luglio successivo.[44][45]

Strutture

Stadi

 Lo stesso argomento in dettaglio: Stadio della Rondinella, Stadio Nazionale, Stadio Flaminio e Stadio Olimpico (Roma).
 
Lo Stadio della Rondinella fu la "casa" biancoceleste dal 1914 al 1931.
 
Lo Stadio Olimpico di Roma ospita le partite interne della Lazio dal 1953.

Il primo impianto sportivo utilizzato dalla Lazio fu il campo di Piazza d'Armi, prima di trasferirsi nel 1905 al Parco dei Daini. Lì giocò fino al 1913, quando un tiro dell'attaccante Fernando Saraceni I centrò in pieno volto una nobildonna in carrozza: come punizione suo marito, il prefetto Angelo Annaratone, "sfrattò" i biancocelesti.

In cerca di un nuovo stadio, i calciatori laziali si trasferirono prima al campo della Farnesina e successivamente allo Stadio della Rondinella (che sorgeva nell'area fra gli attuali Stadio Flaminio e Palazzetto dello Sport), dove giocarono fino al 1931,[16] anche se la squadra romana sostenne gli allenamenti presso la Rondinella fino al 1957.

A quel punto la Lazio, così come la Roma, si divisero lo Stadio Nazionale, che a quei tempi aveva una capienza di circa 30.000 spettatori.[16][46]

Nel 1953 entrambe le compagini capitoline si trasferirono allo Stadio Olimpico, dove tuttora disputano i loro match casalinghi. L'Olimpico, situato nel Foro Italico, è il più grande stadio della Capitale. Oltre alle partite della Lazio, ospita quelle dei rivali romanisti, occasionalmente quelle della Nazionale di calcio italiana ed è la sede delle finali della Coppa Italia. Fu aperto per la prima volta nel 1937 e dopo la sua ultima ristrutturazione nel 2008,[47] lo stadio ha una capacità di 73.000 posti a sedere. Ha ospitato le Olimpiadi del 1960, l'Europeo di calcio del 1980, il Mondiale di calcio 1990 e due finali di Champions League, nel 1996 e nel 2009. In vista dei Mondiali del 1990 che avrebbero visto l'Olimpico come uno degli stadi ospitanti, l'impianto subì opere di ristrutturazione, e per tale motivo nella stagione 1989-1990 entrambe le squadre romane giocarono le rispettive gare casalinghe allo Stadio Flaminio.

Centro di allenamento

 Lo stesso argomento in dettaglio: Centro sportivo di Formello.

Il Centro sportivo di Formello è situato nell'omonimo comune nell'area metropolitana di Roma. Fu costruito nella seconda metà degli anni novanta per volontà dell'allora presidente Sergio Cragnotti e fu inaugurato ufficialmente il 7 aprile del 1997. La squadra, che fino ad allora si era allenata per diversi anni presso gli impianti del Centro sportivo Tor di Quinto, ne usufruisce dalla stagione sportiva 1997-1998, utilizzandolo come centro di allenamento quotidiano per i calciatori biancocelesti.

 
Vincenzo D'Amico e il tecnico Tommaso Maestrelli negli anni '70 al Centro Sportivo Tor di Quinto, centro di allenamento biancoceleste per quasi quarant'anni.

Dal 1998 è situata presso gli uffici del centro sportivo la sede ufficiale del club, anche se in un breve periodo (dal 2001 al 2004), la sede fu spostata a Roma prima in via Augusto Valenziani 10 e poi in via Borgognona 47, per essere di nuovo trasferita in maniera definitiva nel comune di Formello.

Società

 
Il patron Claudio Lotito.

La Società Sportiva Lazio è, dal 27 aprile 1967, una società per azioni sotto la denominazione di "S.S. Lazio - S.p.A.".[48] Il Gruppo S.S. Lazio S.p.A. è il gruppo controllato dalla società Capogruppo S.S. Lazio S.p.A. Il Gruppo opera nel settore del calcio professionistico e gestisce le attività tecnico-sportive e di gestione dei diritti di broadcasting relative all'omonima squadra militante nel campionato italiano di Serie A, oltre alle attività tecnico-sportive e di gestione dei diritti di broadcasting relative alla squadra di calcio femminile militante nel campionato italiano di Serie B tramite, a far data da settembre 2015, la controllata S.S. Lazio Women 2015; sono inoltre gestite dal Gruppo le attività pubblicitarie, di merchandising e in generale di sfruttamento commerciale del marchio S.S. Lazio tramite, a far data dal 29 settembre 2006, la società controllata Lazio Marketing & Communication S.p.A.,[49] e le attività immobiliari tramite, a far data dal 28 giugno 2012, la controllata Cirio Lazio Immobiliare S.r.l. e dal 24 ottobre 2012 tramite la società controllata Lazio Marketing & Communication S.p.A. Il Gruppo ha rapporti con Roma Union Security, Gasoltermica Laurentina, Omnia Service, Linda, Lazio Snam Sud, Bona Dea e U.S. Salernitana. La sede sociale è il Centro sportivo di Formello, che risulta essere gravato da ipoteca legale iscritta il 31 marzo 2004 dal Concessionario del servizio della riscossione della Provincia di Roma. Tale garanzia rimarrà operativa sino alla definitiva esecuzione della transazione con l'Agenzia delle Entrate.

La Lazio presente dal 6 maggio 1998 alla Borsa di Milano nell'indice FTSE Italia Small Cap (codice ISIN: IT0003621783 - codice alfanumerico: SSL),[3] è stata la prima società calcistica italiana a quotarsi in Borsa dove sono state successivamente ammesse anche la sua concittadina Roma e la Juventus.

Dal 19 luglio 2004 la società che controlla la maggioranza del capitale azionario della Lazio è la "Lazio Events S.r.l.", presieduta da Claudio Lotito, che attualmente detiene il 100% della citata "Lazio Events S.r.l." e, tramite quest'ultima, il 66,44% del capitale azionario della società biancoceleste.

Secondo l'attuale organigramma societario, la Lazio è articolata su un sistema di tipo dualistico; la società è guidata da un consiglio di gestione, presieduto da Claudio Lotito insieme al consigliere Marco Moschini, ed uno di sorveglianza, composto da sei membri, compreso l'attuale presidente Corrado Caruso.

Organigramma societario

Dal sito internet ufficiale della società.[48]

Staff dell'area amministrativa
Consiglio di gestione
Consiglio di sorveglianza
  •   Corrado Caruso - Presidente
  •   Alberto Incollingo - Vicepresidente
  •   Fabio Bassan - Consigliere
  •   Vincenzo Sanguigni - Consigliere
  •   Monica Squintu - Consigliere
  •   Silvia Venturini - Consigliere
Struttura organizzativa
  •   Claudio Lotito - Presidente
  •   Igli Tare - Direttore Sportivo
  •   Angelo Peruzzi - Club Manager
  •   Armando Antonio Calveri - Segretario Generale
  •   Marco Cavaliere - Direzione Amm.va e Controllo di Gestione / Investor Relator
  •   Francesca Miele - Direzione Legale e Contenziosi
  •   Giovanni Russo - Direzione Organizzativa Centro Sportivo di Formello, Uffici, Country Club, Stadio
  •   Armando Antonio Calveri - S.L.O. / Supporter Liaison Officer
  •   Giampiero Angelici - D.A.O. / Disability Access Officer
  •   Sergio Pinata - Delegato Sicurezza Stadio / R.S.P.P.
  •   Angelo Cragnotti - Responsabile Biglietteria
  •   Mauro Bianchessi - Direzione Settore Giovanile
  •   Giuseppe Lupo - Segretario Settore Giovanile


Di seguito l'elenco degli sponsor tecnici e ufficiali della S.S. Lazio.[50]

Cronologia degli sponsor tecnici
Cronologia degli sponsor ufficiali


Sedi sociali e campi di gioco

Di seguito l'elenco delle sedi sociali e dei campi di gioco utilizzati dalla S.S. Lazio nel corso della sua storia.[74]

Cronologia delle sedi sociali
  • 1900: Lungotevere dei Mellini
  • 1900: Vicolo degli Osti, 15
  • 1900-1904: Via Valadier, 6
  • 1904-1906: Via Pompeo Magno, 94
  • 1906-1910: Casina di Via dell'Uccelliera
  • 1910: Via Sistina, 123
  • 1910-1913: Casina di Via dell'Uccelliera
  • 1913-1914: Via delle Coppelle, 16
  • 1914-1924: Via Vittorio Veneto, 7
  • 1924-1925: Via Santo Stefano del Cacco, 16
  • 1925-1926: Vicolo dei Due Macelli
  • 1926-1929: Via Tacito
  • 1929-1934: Vicolo D'Ascanio, 11
  • 1934-1958: Via Frattina, 89
  • 1958-1963: Viale Rossini, 21
  • 1963-1966: Via Nizza, 45
  • 1966-1987: Via Col di Lana, 8
  • 1987-1992: Via Margutta, 54
  • 1992-1995: Corso d'Italia, 19
  • 1995-1998: Via Umberto Novaro, 32
  • 1998-2001: Via di Santa Cornelia, 1000
    (nel comune di Formello, presso l'omonimo centro sportivo)
  • 2001-2003: Via Augusto Valenziani, 10
  • 2003-2004: Via Borgognona, 47
  • 2004-oggi: Via di Santa Cornelia, 1000
    (nel comune di Formello, presso l'omonimo centro sportivo)
Cronologia dei campi di gioco
  • 1901-1905: Campo di Piazza d'Armi
  • 1905-1913: Parco dei Daini
  • 1913-1914: Campo della Farnesina
  • 1º settembre 1914-1931: Stadio della Rondinella
  • 1931-1953: Stadio Nazionale
  • 1953-1989: Stadio Olimpico di Roma
  • 1989-1990: Stadio Flaminio
  • 1990-oggi: Stadio Olimpico di Roma


Impegno nel sociale

La Lazio è una società attiva nel campo sociale e degli aiuti umanitari, tramite numerosi sezioni della polisportiva che ogni anno organizza anche eventi speciali[75] per sostenere diverse associazioni, tra cui la So.Spe, esibendone anche il logo sulle maglie nella stagione 2007-2008,[76] e quella intitolata alla memoria del giovane tifoso laziale Gabriele Sandri,[77] il cui logo è apparso sulle maglie del club durante la partita di campionato Lazio-Parma del 6 novembre 2011.[78]

Nell'annata 2008-2009, la Lazio, sempre attraverso una campagna di sponsorizzazione, ha promosso insieme all'industria alimentare Algida una raccolta fondi per le popolazioni vittime del terremoto che nel 2009 ha sconvolto l'Abruzzo.

La S.S. Lazio Calcio, dopo aver adottato nel 2010 l'aquila Olimpia, ha deciso di intraprendere al fianco dell'A.R.F., un'associazione per la tutela e soccorso degli animali operante nel Lazio, una campagna di sensibilizzazione anti-bracconaggio e la raccolta di donazioni in favore del progetto di protezione e cura dei rapaci.[79]

La società biancoceleste, attraverso slogan e messaggi presenti sulle maglie da gioco dei propri calciatori, si è spesso schierata riguardo tematiche ed eventi sociali come la lotta al razzismo (slogan “No Racism” e “We love football, We fight racism”, rispettivamente nel 2012 e nel 2013), la lotta al terrorismo (scritta “Je suis Charlie” nel 2015), la lotta alle mafie (slogan "Libera" nel 2017), oltre che messaggi di commemorazione per le vittime dei terremoti ("Noi con voi" e "I love Norcia" nel 2016).[80][81][82][83][84][85]

Settore giovanile

 
Il logo della scuola calcio con al centro Skeggia, la mascotte laziale.
 
La Primavera biancoceleste della stagione 1975-76, per la prima volta Campione d'Italia.

Il settore giovanile della Lazio vede a capo dell'organigramma direttivo Mauro Bianchessi, uomo di provata esperienza e dal curriculum di primo livello in ambito di giovanili.[86] Bianchessi è coadiuvato nel suo lavoro dai collaboratori Giovanni Ghedini, Francesco Panzerini e Stefano Pasquinelli nella gestione della scuola calcio e delle squadre agonistiche sino alla categoria Under-17, mentre la formazione Primavera è sotto la supervisione del direttore sportivo biancoceleste Igli Tare.

Nel corso dei decenni il vivaio laziale ha da sempre cresciuto numerosi giocatori che hanno contribuito notevolmente all'accrescimento tecnico della prima squadra, dai primi anni di attività del club fino a oggi: negli anni settanta la Lazio è formata da elementi usciti dalle squadre giovanili (da D'Amico a Giordano, fino a Manfredonia e Agostinelli), e negli anni ottanta il vivaio laziale ha formato giocatori del calibro di Mauro Tassotti, Paolo Di Canio, Luigi Di Biagio e Valerio Fiori, fino ad arrivare alla metà degli anni novanta, quando dalla formazione Primavera sono arrivati in prima squadra Marco Di Vaio, Daniele Franceschini, Alessandro Iannuzzi, Flavio Roma ma soprattutto Alessandro Nesta, divenuto uno dei simboli della società romana. Negli anni duemila, si sono imposti tra i professionisti Giampiero Pinzi, Marco Pisano e Lorenzo De Silvestri, mentre nel decennio seguente si fanno notare Danilo Cataldi e Alessandro Murgia.

La Lazio ha al suo attivo cinque vittorie nel Campionato Primavera (1975-76, 1986-87, 1994-95, 2000-01, 2012-13)[87], tre in Coppa Italia Primavera (1978-79, 2013-14, 2014-15).[88] e una in Supercoppa Primavera (2014).[89] Tuttavia gli Aquilotti non sono mai riusciti nell'impresa di aggiudicarsi il prestigioso Torneo di Viareggio, pur arrivando a disputare la finale in quattro occasioni.

Nella stagione 2017-18 la squadra arriva ultima in classifica, divenendo la prima squadra a retrocedere nel Campionato Primavera 2 con la nuova formula dei campionati Primavera.[90]

Diffusione nella cultura di massa

 
Francobollo delle Poste italiane celebrativo della Lazio laureatasi campione d'Italia nella stagione 1999-00.

La partita di campionato Lazio-Foggia (0-0) del 28 agosto 1993, prima giornata di Serie A 1993-1994, fu il primo posticipo della storia del calcio nazionale a essere trasmesso in televisione.[91]

Nello spettacolo sono stati molti gli artisti che si sono avvicinati ai colori biancocelesti, e uno dei più accesi sostenitori è stato l'indimenticabile Mario Riva, storico presentatore de Il Musichiere, durante il quale lo stesso Riva vantava in più occasioni il suo essere laziale, creando simpatici siparietti con il pubblico e gli ospiti. Alla fine degli anni cinquanta il popolare show-man fu elevato alla dignità di consigliere onorario della Lazio dall'allora presidente Siliato.

 
Mario Riva, tifoso biancoceleste e consigliere onorario della Lazio.

In ambito cinematografico si trovano vari riferimenti alla Lazio, come ad esempio in Il tifoso, l'arbitro e il calciatore (1982), Ultrà (1991), Tifosi (1999), L'allenatore nel pallone (1984) e L'allenatore nel pallone 2 (2008), nella quale vi è un cameo del presidente Claudio Lotito nel ruolo di se stesso. Altre citazioni nelle commedie quali Mi faccia causa (1984), Vacanze in America (1984) e Anni 90 - Parte II (1993), Caterina va in città di Paolo Virzì (2003), nella cui soundtrack è presente anche l'inno biancoceleste Vola Lazio vola, Gli ultimi saranno ultimi di Massimiliano Bruno (2015) e in Nove lune e mezza di Michela Andreozzi (2017).

La Lazio compare in varie fiction televisive, come nella sesta stagione della serie di Un medico in famiglia e nella terza de I Cesaroni; nell'undicesimo episodio di quest'ultima fiction, girato in gran parte all'interno del centro sportivo di Formello.

Importante citazione della squadra romana è presente anche in letteratura, nel libro Mangia, prega, ama - Una donna cerca la felicità (2006), autobiografia della scrittrice statunitense Elizabeth Gilbert, la quale racconta che durante la sua permanenza a Roma viene accompagnata allo stadio dall'amico Luca Spaghetti, commercialista capitolino di fede laziale, ad assistere a due gare delle Aquile, contro Sparta Praga e Bologna e altre partite le ha vissute guardandole in televisione sempre in compagnia del suo amico Luca. Nelle pagine del best seller la Gilbert parla della passione per i colori biancocelesti che le ha trasmesso Spaghetti, anche se per il film Mangia prega ama (2010) la produzione decide che, contrariamente a quanto raccontanto nel romanzo, la scrittrice, interpretata da Julia Roberts, dovesse essere una simpatizzante romanista.[92]

La Lazio è entrata a far parte anche del mondo della musica. Sono state dedicate alla squadra capitolina numerose canzoni come E vola l'aquila e Notti biancazzurre di Toni Malco, La più bella di tutte quante e Quant'è bello esse laziali di Aldo Donati, Caput mundi di Enrico Lenni e Cent'anni insieme, brano composto da vari autori in occasione del centenario della società romana e interpretato tra gli altri da Edoardo Guarnera, Pino Insegno e Mino Reitano, simpatizzante laziale, oltre ai noti "cantori" biancocelesti Donati, Lenni e Malco. Anche la cantautrice e attrice Roberta Faccani, pronipote di Augusto Faccani, calciatore della Lazio nei primi anni del Novecento, dedica alla squadra biancoceleste il singolo Lazio generazione,[93] così come ha fatto Fabio Melis con la sua Nati per vincere. Inoltre, il singolo È già domenica della band italiana degli Statuto è stato dedicato alla memoria di Gabriele Sandri, tifoso laziale scomparso tragicamente l'11 novembre 2007.

Allenatori e presidenti

Allenatori

 Lo stesso argomento in dettaglio: Allenatori della Società Sportiva Lazio.
 
Lo svedese Sven-Göran Eriksson, con 7 trofei in 4 stagioni, è il tecnico più vincente nella storia laziale.

Sono 66 gli allenatori ad avere avuto a tutt'oggi la conduzione tecnica della Lazio, tra cui due hanno ricoperto il ruolo di direttore tecnico e quattro hanno assunto tale incarico dopo esser stati in stagioni precedenti anche sulla panchina biancoceleste.

Fino a tutto il secondo decennio del XX secolo non esisteva un sistema dettagliato di allenamento in preparazione degli incontri di campionato. In pratica i giocatori – atleti, studenti e lavoratori – avevano l'abitudine di ritrovarsi al campo di Piazza d'Armi prima e allo Stadio della Rondinella poi per gli allenamenti, consistenti in partitelle e corse di velocità e/o resistenza, spesso sotto il coordinamento del capitano della squadra. Il primo vero allenatore della storia biancoceleste fu l'italiano Guido Baccani, scelto dal presidente Ballerini nel 1906, al fine di introdurre innovazioni dal punto di vista tattico e strategico nel gioco della squadra. Baccani allenò la squadra quasi per un ventennio fino al 1924, quando entrò a far parte della commissione tecnica della Nazionale azzurra.

A vantare il mandato tecnico più lungo è tuttora proprio Guido Baccani, rimasto alla guida della squadra per 18 stagioni, compresi gli anni in cui le attività erano sospese a causa della prima guerra mondiale, dal 1906-07 al 1923-24. Sia il numero di stagioni consecutive che quello totale sono record per i tecnici del club romano.

Dino Zoff vanta il primato complessivo di panchine ufficiali (202), mentre quello di trofei vinti con il club (7 con le Aquile) appartiene al tecnico svedese Sven-Göran Eriksson.

 
Due personalità che hanno scritto indelebili pagine di Lazio: Umberto Lenzini (a sinistra) e Tommaso Maestrelli (a destra).

Da menzionare anche Tommaso Maestrelli, il principale artefice del primo Scudetto biancoceleste, scomparso nel 1976 poco dopo aver condotto la Lazio a un'insperata salvezza, Fulvio Bernardini, tecnico negli anni cinquanta e sessanta che nel 1958 regalò ai laziali la prima vittoria di un trofeo ufficiale, ossia la Coppa Italia, ed Eugenio Fascetti che, nonostante non abbia vinto alcun titolo, rimarrà nel cuore dei tifosi biancocelesti insieme ai componenti della squadra da lui guidata nella stagione 1986-87, i cosiddetti Eroi del -9, i quali ottennero la salvezza agli spareggi dopo essere partiti con nove punti di penalizzazione.

L'attuale allenatore della prima squadra è Simone Inzaghi, campione d'Italia da calciatore con la squadra biancoceleste nella stagione 1999-2000, che ricopre ufficialmente l'incarico dall'8 luglio 2016.

Presidenti

 Lo stesso argomento in dettaglio: Presidenti della Società Sportiva Lazio.

A partire dalla fondazione del club a oggi, alla guida della Lazio si sono avvicendati 34 presidenti, di cui 4 hanno svolto anche il ruolo di commissario straordinario. Il primo presidente del club più antico della Capitale fu il Cavalier Giuseppe Pedercini.

Il periodo più lungo in carica è appannaggio di Fortunato Ballerini, alla guida della Lazio per 21 anni dal 1904 al 1925; Sergio Cragnotti, presidente dal 1992 al 1994 e poi dal 1998 al 2003, vanta il palmarès più ampio della storia della società.

Da ricordare è Umberto Lenzini, soprannominato dai tifosi Papà Lenzini, presidente del primo Scudetto biancoceleste (1973-74), e Leonardo Siliato, in carica quando la Lazio conquistò il suo primo trofeo ufficiale: la Coppa Italia del 1958.

Attualmente in carica è l'imprenditore romano Claudio Lotito, divenuto presidente il 19 luglio 2004, quando acquista il 32% del capitale sociale, salvando la storica società capitolina da una situazione che l'avrebbe condotta al fallimento.

Calciatori

 Lo stesso argomento in dettaglio: Calciatori della Società Sportiva Lazio.

A partire dalla fondazione del club a oggi, hanno vestito la maglia della Lazio oltre 700 calciatori, in gran parte italiani; alcuni di questi hanno militato nella Nazionale italiana.

 
Silvio Piola, con 237 presenze e 149 gol totali, è il miglior marcatore nella storia della Lazio.

Tra i calciatori italiani di rilievo sono annoverati Sante Ancherani, uno dei pionieri della sezione calcio della polisportiva biancoceleste nonché primo capitano e allenatore laziale, Fulvio Bernardini, primo calciatore della Lazio, romano di nascita e proveniente dal Centro-Sud, a essere convocato in Nazionale, Ezio Sclavi, Anfilogino Guarisi, detto Filò, campione del mondo nel 1934, oltre a Silvio Piola, vero e proprio giocatore simbolo degli anni trenta e anni quaranta con la maglia della Lazio e della Nazionale azzurra, con la quale ha vinto un mondiale (1938), Enrique Flamini, divenuto anche allenatore e dirigente sia a livello giovanile che di prima squadra, e ad Aldo Puccinelli, record-man di presenze in campionato con la casacca biancoceleste (339 in 13 stagioni).

 
Giorgio Chinaglia, capocannoniere nella stagione del primo Scudetto.

Altro celebre calciatore ad aver scritto la storia del club romano è stato Bob Lovati, divenuto capitano della squadra tra gli anni cinquanta e anni sessanta, raccogliendo l'eredità di Lucidio Sentimenti IV, e successivamente tecnico e dirigente, sia delle giovanili che della prima squadra. Negli anni settanta, con la chiusura della frontiere, nella Lazio militarono giocatori del calibro di Giorgio Chinaglia, Vincenzo D'Amico, Mario Frustalupi, Felice Pulici, Luciano Re Cecconi e Pino Wilson, record-man di partite giocate con la fascia da capiano al braccio, tutti protagonisti della vittoria del campionato 1974.

Negli anni ottanta si distinsero Bruno Giordano, Lionello Manfredonia, Mauro Tassotti, Giuliano Fiorini, Domenico Caso e Paolo Di Canio.

 
Beppe Signori, per tre volte capocannoniere di Serie A con la Lazio.

Durante gli anni novanta svariati calciatori hanno registrato presenze nella Nazionale italiana, tra cui Gigi Casiraghi, Roberto Di Matteo, Luca Marchegiani e Beppe Signori, tutti e quattro protagonisti al mondiale del 1994, oltre a Giuseppe Favalli, record-man di presenze con la maglia delle Aquile (401 in 11 stagioni), Diego Fuser, Roberto Mancini, Paolo Negro, Alessandro Nesta, Giuseppe Pancaro e Christian Vieri. Negli anni duemila si distinsero anche Simone Inzaghi, miglior bomber in competizioni UEFA con la Lazio, Massimo Oddo e Angelo Peruzzi, entrambi campioni del mondo 2006, oltre a Tommaso Rocchi.

Tra i giocatori non italiani ad aver vestito la maglia della Lazio nel corso dei decenni si segnalano Salvador Gualtieri, Arne Selmosson, vice-campione al mondiale del 1958 con la Nazionale svedese, Humberto Tozzi, Juan Carlos Morrone, Batista, mediano della Seleção che prese parte al mondiale del 1982, Michael Laudrup, fantasista danese vincitore con la sua nazionale della Confederations Cup del 1995, e Rubén Sosa, attaccante uruguaiano che con la Celeste ha vinto due edizioni della Copa América (1987 e 1995).

Negli anni novanta furono molti i calciatori stranieri in maglia laziale: fra i tanti da citare sono i tedeschi Karl-Heinz Riedle, vincitore del mondiale del 1990 giocato in Italia, e Thomas Doll, l'inglese Paul Gascoigne, talentuoso centrocampista noto anche per le sue vicende extra-calcistiche, l'olandese Aron Winter, campione continentale all'europeo del 1988, il croato Alen Bokšić, il ceco Pavel Nedvěd, insignito del Pallone d'oro nel 2003, il cileno Marcelo Salas, gli argentini Matías Almeyda, Diego Simeone e Juan Sebastián Verón, i portoghesi Sérgio Conceição e Fernando Couto, i serbi Siniša Mihajlović e Dejan Stanković. Negli anni duemila si distinsero invece l'argentino Hernán Crespo, l'olandese Jaap Stam, oltre al tedesco Miroslav Klose, campione del mondo con la Germania nel 2014.

Capitani

Sono 57 i giocatori che hanno indossato la fascia di capitani della Lazio.

Il periodo più lungo con la fascia di capitano della squadra laziale è stato quello di Ancherani, con dieci stagioni dal 1901 al 1907 e dal 1908 al 1912.[94] L'attuale capitano biancoceleste è il centrocampista bosniaco Senad Lulić.

Maglie ritirate

Vincitori di titoli

Campioni del mondo

La Lazio e le Nazionali di calcio

La Lazio e la Nazionale italiana

 
Fulvio Bernardini, primo biancoceleste, nonché primo calciatore centromeridionale, a debuttare con la maglia della Nazionale italiana.

Il primo giocatore della Lazio a essere convocato in Nazionale è stato Fulvio Bernardini in occasione dell'incontro amichevole del 22 marzo 1925 contro la Francia, vinto nettamente dagli azzurri per 7-0. Bernardini, nella sua carriera in Nazionale, ha fatto parte anche della spedizione olimpica del 1928, conquistando la medaglia di bronzo.

Successivamente, in occasione della Coppa Internazionale 1931-1932, venne chiamato a vestire la maglia della Nazionale lo storico capitano Ezio Sclavi,[96] uno dei più grandi portieri dell'epoca, e nell'edizione 1933-35 fecero parte della vittoriosa compagine azzurra anche l'ala italo-brasiliana Anfilogino Guarisi e il bomber Silvio Piola. Nel 1934, in occasione dei Mondiali, fu ancora convocato l'oriundo Filò Guarisi,[97] mentre la competizione mondiale del 1938, vinta dalla Nazionale italiana, vide come assoluto protagonista il centravanti laziale Piola.[98] Due anni prima, in occasione dei Giochi olimpici di Berlino, nella vincente spedizione azzurra erano presenti due calciatori biancocelesti: Baldo e Gabriotti.

Gli anni quaranta rappresentarono un periodo difficile nella storia della Lazio, difatti Antonazzi è stato l'unico ad essere chiamato in Nazionale durante quel decennio in occasione dei Giochi olimpici di Londra. Tuttavia negli anni cinquanta fecero parte della spedizione per i Mondiali brasiliani del 1950 alcuni calciatori biancocelesti, quali Furiassi, Remondini e Sentimenti IV.[99]

Per ben 24 anni nessun biancoceleste ha preso parte alle spedizioni della Nazionale maggiore in occasione di competizioni ufficiali. Spezzarono il digiuno delle convocazioni tre simboli della Lazio fresca vincitrice del primo Scudetto della sua storia nel 1974, quali il bomber Chinaglia, il centrocampista Re Cecconi e il difensore Wilson, chiamati dall'allora commissario tecnico Ferruccio Valcareggi per la spedizione mondiale.[100] Nel 1978, in vista dei Mondiali, Manfredonia è stato l'unico rappresentante laziale nella compagine azzurra.[101]

 
Alessandro Nesta, giocatore con più presenze nella Nazionale maggiore durante il periodo di militanza alla Lazio, con 46 partite disputate.

Dopo circa 16 anni dall'ultima presenza di giocatori biancocelesti con la maglia azzurra in competizioni ufficiali, complice un periodo particolarmente difficile per le sorti del club capitolino come quello vissuto negli anni ottanta, la Lazio diede alla Nazionale italiana quattro elementi, come Casiraghi, Di Matteo, Marchegiani e Signori, chiamati a far parte della spedizione azzurra ai Mondiali statunitensi del 1994, persi in finale contro il Brasile ai calci di rigore.[102] Due anni dopo le convocazioni (e questa volta per gli Europei del 1996) furono per Di Matteo, Fuser e Nesta, oltre al "solito" Gigi Casiraghi.[103]

Tra il 1996 e il 2002, a parte il campionato europeo del 2000, quando fu convocato insieme al compagno di squadra e di reparto Negro,[104] Alessandro Nesta, capitano più vincente della storia biancoceleste, è stato l'unico calciatore della Lazio a essere annesso alle spedizioni della Nazionale maggiore,[105][106] così come Baronio, unico rappresentante laziale alle Olimpiadi di Sydney.

L'Europeo 2004 rappresenta la competizione durante la quale la compagine azzurra presenta il maggior numero di giocatori laziali, ben cinque: Corradi, Favalli, Fiore, Oddo e Peruzzi.[107] Questi ultimi due hanno fatto parte anche della compagine azzurra che nella notte berlinese conquista la Coppa del Mondo 2006.[108]

In occasione delle Olimpiadi di Pechino del 2008 sono stati convocati i due biancocelesti De Silvestri e Rocchi, quest'ultimo come "fuori quota".

Candreva e Marchetti sono stati rappresentanti laziali con la casacca azzurra in occasione della Confederations Cup 2013; mentre per i Mondiali del 2014, è stato convocato il solo Candreva. Quest'ultimi due, insieme a Parolo, sono gli ultimi calciatori della formazione romana ad essere convocati in una spedizione azzurra, in occasione degli Europei del 2016.

Palmarès

 Lo stesso argomento in dettaglio: Palmarès della Società Sportiva Lazio.

Competizioni nazionali

Competizioni internazionali

Altre competizioni

1971

Competizioni giovanili

 Lo stesso argomento in dettaglio: Palmarès della Società Sportiva Lazio § Settore giovanile.

A livello giovanile, la squadra Primavera della Lazio è una delle formazioni più importanti e titolate, avendo conquistato 5 Campionati Primavera, essendo così la quarta squadra con più Scudetti giovanili, 3 Coppe Italia Primavera e una Supercoppa Primavera. Anche le squadre di altre categorie hanno ottenuto nel corso degli anni vari successi sia a livello nazionale, soprattutto con le formazioni Berretti (1), Allievi (2), Giovanissimi Nazionali (3), Pulcini (1) e in passato Juniores (1), sia in campo internazionale, con la formazione Primavera trionfante nel Trofeo Internazionale Karol Wojtyla in sei occasioni, detenendo così il record di vittorie del torneo, oltre a quella degli Allievi, vincitrice del Torneo Internazionale Carlin's Boys di Sanremo, del Torneo Internazionale Città di Gradisca - Trofeo Nereo Rocco e della Scirea Cup.

Statistiche e record

 Lo stesso argomento in dettaglio: Statistiche e record della Società Sportiva Lazio.

Partecipazione ai campionati

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Prima Categoria 5 1912-1913 1920-1921 89
Prima Divisione 5 1921-1922 1925-1926
Divisione Nazionale 3 1927-1928 1945-1946
Serie A 76 1929-1930 2018-2019
Prima Divisione 1 1926-1927 1926-1927 12
Serie B 11 1961-1962 1987-1988

In 101 stagioni sportive a partire dall'esordio a livello nazionale il 3 novembre 1912, inclusi 10 campionati di Prima Categoria Nazionale e 3 di Divisione Nazionale, oltre a 1 di Prima Divisione.

Statistiche di squadra

In 101 stagioni sportive a partire dall'esordio a livello nazionale, risalente al 3 novembre 1912, la Lazio ha disputato 89 campionati di massima serie (76 campionati di Serie A, 10 di Prima Categoria Nazionale e 3 di Divisione Nazionale), mentre per una volta ha partecipato al campionato di Prima Divisione Sud (1926-27) e per 11 volte a quello di Serie B (1961-62, 1962-63, 1967-68, 1968-69, 1971-72, 1980-81, 1981-82, 1982-83, 1985-86, 1986-87, 1987-88). I biancocelesti hanno terminato il campionato a girone unico 2 volte primi, 3 volte secondi e 7 volte terzi. In 76 stagioni sportive disputate dalla Lazio nel massimo campionato a girone unico ha, dunque, terminato il torneo sul podio nel 16% dei casi. Inoltre hanno completato il campionato di massima serie con il miglior attacco del torneo in 5 occasioni, mentre per 4 volte è stata quella laziale la miglior difesa. Dall'avvento del girone unico la Lazio è stata 2 volte Campione d'inverno (1936-37, 1973-74).

La Lazio è la sesta società italiana sia per numero di partecipazioni (76) nel Campionato di Serie A sin dal 1929, anno dell'istituzione del torneo a girone unico, sia nella Classifica perpetua della Serie A dal 1929, dietro a Juventus, Inter, Milan, Roma e Fiorentina. Al giugno 2012, dei 2320 incontri nella massima serie, 845 sono state le vittorie dei biancocelesti, 707 i pareggi e 768 le sconfitte, con 3121 gol segnati e 2888 subiti. Risulta essere al settimo posto per numero di partecipazioni (26) alle competizioni internazionali. La Lazio è inoltre, insieme con la Roma, quarta in Italia, dietro Juventus, Milan e Inter, per numero di trofei ufficiali.

Quella delle Aquile è la formazione italiana ad aver disputato il maggior numero di finalissime nazionali (3 volte, più specificatamente nelle stagioni 1912-13, 1913-14 e 1922-23) ovvero gli incontri che, prima dell'istituzione del campionato a girone unico, mettevano di fronte le compagini campioni del girone Nord e quello Sud per decidere la squadra campione d'Italia.

È stata la quarta squadra italiana, dopo Torino, Juventus e Napoli (e successivamente ai biancocelesti anche l'Inter), ad aver conquistato, nella stagione 1999-00, il Double, ovvero la conquista nello stesso anno di campionato e coppa nazionale.

In base alle partite ufficiali finora disputate, la vittoria della Lazio con il più ampio scarto è il 13-1 inflitto alla Pro Roma il 10 novembre 1912. La sconfitta con il più ampio scarto, invece, è l'8-1 rimediato nella stagione 1933-34 in trasferta contro l'Ambrosiana-Inter.

 
La Lazio della stagione 1907-08 rimane l'unica formazione ad aver vinto tre partite in un solo giorno.

La squadra biancoceleste detiene il record assoluto di vittorie fatte registrare in una sola giornata, con 3 successi ottenuti in occasione del Campionato Interregionale Centro-sud vinto il 7 giugno 1908, quando sconfisse in mattinata il Lucca FC, nel primo pomeriggio la SPES Livorno e successivamente la Virtus Juventusque in finale.[109]

Statistiche individuali

 
Giuseppe Favalli, recordman di presenze con la maglia biancoceleste.

A livello individuale, Giuseppe Favalli è il giocatore che detiene il record di presenze in maglia biancoceleste, durante i suoi dodici anni alla Lazio dal 1992 al 2004, ne ha collezionate 401. Seguono Pino Wilson con 394 partite disputate in 11 stagioni e Paolo Negro con 376 gare in 12 annate.[110]

Il record di presenze per un portiere è di Luca Marchegiani, con i 339 incontri disputati in 10 stagioni, seguito da Idilio Cei con 290 gare in 10 annate e Angelo Peruzzi con 226 partite disputate in 7 stagioni.[110]

Il record di maggiori partite giocate esclusivamente in campionato è invece di Aldo Puccinelli, con 339 gettoni di presenza tra il 1940 e il 1955.[110] Seguono Pino Wilson e Beppe Favalli rispettivamente con 324 e 298 presenze.

Il miglior marcatore di tutti tempi della Lazio è Silvio Piola con 149 gol (esclusi quelli segnati nelle coppe internazionali non riconosciute dalla UEFA).[110] Piola, che militò anche nella Pro Vercelli, nel Torino, nella Juventus e infine nel Novara, è anche il miglior marcatore nella storia della Serie A, con 274 reti totali realizzate.[111] Alle spalle del "Silvio nazionale" seguono Beppe Signori (127 gol in 6 stagioni) e Giorgio Chinaglia (122 gol in 7 stagioni).

Simone Inzaghi è il miglior marcatore nelle competizioni europee, con 20 gol realizzati.[110] È anche uno dei sei giocatori nella storia della Champions League ad aver segnato 4 reti in una singola partita della massima competizione europea.[112] Seguono Pavel Nedvěd con 12 reti messe a segno in 5 stagioni e Tommaso Rocchi, anch'egli a quota 12 gol in 9 anni di militanza laziale.

Il record di gol segnati in una sola partita è del bomber tedesco Miroslav Klose, capace di realizzare, il 5 maggio 2013, una cinquina ai danni del Bologna, alla trentacinquesima giornata di Serie A, gara terminata poi 6-0 per i romani.[113]

Tifoseria

 Lo stesso argomento in dettaglio: Tifoseria della Società Sportiva Lazio.
 
Il cuore del tifo laziale: la Curva Nord.

Al momento la Lazio è la sesta squadra d'Italia per numero di tifosi (3%), dietro a Juventus, Inter, Milan, Napoli e Roma, secondo i dati di una ricerca del 2014.[114]

Il tifo per la Lazio, tradizionalmente radicato dal punto di vista geografico a Roma e nelle province laziali, è presente anche in altre regioni d'Italia, il che garantisce un seguito alla squadra biancoceleste anche durante gli incontri fuori casa.

Per quanto riguarda gli orientamenti politici dei gruppi organizzati della Curva Nord, questi sono schierati su posizioni di destra sociale e talvolta di estrema destra.

I tifosi laziali possono vantare ben due record di presenze: il 12 maggio 1974, in occasione della gara Lazio-Foggia, che sancì la vittoria del primo Scudetto della Lazio, il numero di spettatori era di 78.886, record di presenze allo Stadio Olimpico per una partita di calcio tuttora imbattuto;[115] il 19 dicembre 1982, in occasione del match Lazio-Milan, valevole per la quindicesima giornata del campionato di Serie B 1982-83, gli spettatori paganti erano 65.850, record assoluto per una gara di cadetteria.[116]

Storia

 
Coreografia della Curva Nord in occasione del Derby Roma-Lazio del 23 aprile 1995.

I prodromi del fenomeno del tifo organizzato in Italia si hanno nel 1932 quando proprio la tifoseria della Lazio va ad annoverare per prima la nascita di un'associazione organizzata e con struttura gerarchica, di sostenitori. In occasione del Derby del 23 ottobre 1932, un gruppo organizzato denominato Paranza Aquilotti inscenò infatti una coreografia allo Stadio del PNF.[117]

Il 28 ottobre 1979, poco prima dell'inizio del derby, viene tolta la vita a Vincenzo Paparelli, supporter laziale raggiunto in Curva Nord da un razzo sparato dalla Sud per mano di un tifoso romanista. Da allora i gruppi organizzati di tifosi biancocelesti, prima riuniti nelle gare casalinghe in Curva Sud, decisero di spostarsi definitivamente nella Nord dell'Olimpico.[118]

L'11 novembre 2007, presso la stazione di servizio di Badia al Pino, viene ucciso da un agente di Polizia il tifoso laziale Gabriele Sandri, a cui è stata intitolata poi la curva. Da allora la sua immagine è posta nella parte bassa della Nord.[119]

Dal marzo 2010, gli Irriducibili lasciano il comando dopo 23 anni per lasciare la gestione della Curva Nord in mano ai membri della ex-Banda Noantri e In Basso a Destra, gruppi sciolti formalmente per le numerose diffide ma comunque presenti sotto il nome di altri striscioni: essi creeranno una collaborazione tra tutti i gruppi storici della Nord per quanto riguarda le decisioni e la gestione di essa, e tutti si riuniranno sotto il nome di Ultras Lazio Curva Nord,[120] coadiuvato da un altro importante gruppo del tifo laziale, ovvero l'Associazione Sodalizio, riunito nel settore della Tribuna Tevere.[121]

Gemellaggi e rivalità

 Lo stesso argomento in dettaglio: Derby di Roma.
 
Gemellaggio fra tifosi laziali e interisti il 2 maggio 2009 con la coreografia dei supporters nerazzurri dedicata alla memoria di Gabriele Sandri, tifoso biancoceleste scomparso nel 2007.

Il rapporto tra gli ultras dell'Inter e quelli della Lazio è sicuramente il più saldo e tra i più longevi: esso è nato attorno alla metà degli anni ottanta e si è rinsaldato a cavallo degli anni novanta e i primi del duemila con la finale della Coppa UEFA 1997-98 disputata a Parigi e il 5 maggio 2002, quando allo Stadio Olimpico, all'ultima giornata del campionato 2001-02, molti tifosi laziali auguravano agli "amici" interisti la conquista dello Scudetto.[122] Un altro episodio significativo è riferibile al match Lazio-Inter del 2 maggio 2010, alla terz'ultima giornata del campionato 2009-10, quando la tifoseria della squadra capitolina ha incitato per tutti i novanta minuti la compagine milanese, in piena lotta per il titolo con i cugini romanisti, spingendola così verso il mantenimento della vetta della classifica.[123] Esiste inoltre il gemellaggio, nato già agli inizi degli anni ottanta, con la tifoseria della Triestina.[124]

Organico

 Lo stesso argomento in dettaglio: Società Sportiva Lazio 2018-2019.

Rosa 2018-2019

Di seguito la rosa della Lazio aggiornata al 29 novembre 2018.[125]

N. Ruolo Giocatore
1   P Thomas Strakosha
3   D Luiz Felipe
4   D Patric
5   D Jordan Lukaku
6   C Lucas Leiva
7   C Valon Berisha
8   D Dušan Basta
9   A Alessandro Rossi
10   C Luis Alberto
11   C Joaquín Correa
13   D Wallace
14   D Riza Durmisi
15   D Bastos
16   C Marco Parolo (vice-capitano)
17   A Ciro Immobile
N. Ruolo Giocatore
19   C Senad Lulić (capitano)
20   A Felipe Caicedo
21   C Sergej Milinković-Savić
22   D Martín Cáceres
23   P Guido Guerrieri
24   P Silvio Proto
25   C Milan Badelj
26   D Ștefan Radu
30   A Pedro Neto
32   C Danilo Cataldi
33   D Francesco Acerbi
58   D Nicolò Armini
66   C Bruno Jordão
77   D Adam Marušić
96   C Alessandro Murgia

Staff tecnico

Di seguito lo staff tecnico della Lazio aggiornato al 29 novembre 2018.[126]

Staff dell'area tecnica
Staff tecnico
  •   Simone Inzaghi - Allenatore
  •   Massimiliano Farris - Allenatore in seconda
  •   Enrico Allavena - Analista
  •   Adalberto Grigioni - Preparatore dei portieri
  •   Fabio Ripert - Preparatore atletico
  •   Adriano Bianchini - Collaboratore preparatore atletico
  •   Alessandro Fonte - Collaboratore preparatore atletico
  •   Maurizio Manzini - Team Manager
  •   Stefan Derkum - Team Manager
  •   Mauro Patrizi - Magazziniere
  •   Walter Pela - Magazziniere
  •   Stefano Delle Grotti - Magazziniere
  •   Mario Cecchi - Collaboratore tecnico
  •   Ferruccio Cerasaro - Collaboratore tecnico
  •   Gianluca Zappalà - Collaboratore preparatore dei portieri

Staff sanitario
  •   Ivo Pulcini - Direttore sanitario
  •   Fabio Rodia - Coordinatore staff medico e Consulente ortopedico
  •   Antonino Maggio - Medico sociale
  •   Massimo Razzano - Medico sociale
  •   Angelo Ventura - Medico sociale
  •   Claudio Meli - Ecografista
  • Struttura Sanitaria di riferimento - Paideia

La Polisportiva S.S. Lazio

 Lo stesso argomento in dettaglio: Polisportiva S.S. Lazio.

La Società Sportiva Lazio è la società polisportiva più antica e più grande d'Europa[13], composta da numerose sezioni sportive, in numero di 51, e attività associate, attualmente in numero di 16, con la Lazio Master Calcio a 5 facente parte del sodalizio come socio onorario.[127]

La presidenza generale della Polisportiva S.S. Lazio è attualmente affidata al Dott. Antonio Buccioni, dal 2005 al timone del sodalizio biancoceleste, con il Prof. Emmanuele Francesco Maria Emanuele che riveste la figura di Presidente Generale onorario; sono invece tre i vicepresidenti, oltre al Vicepresidente Vicario Federico Eichberg, ovvero: Pierluigi Bernabó, Massimo Moroli e Gianluca Pollini. Oltre al Segretario Generale Andrea Penza e al Segretario Generale Vicario Francesco Tilli, sono stati nominati membri del Comitato di Presidenza: Mario Castrucci, Giorgio D'Arpino, Daniela Di Sotto Fini, Paolo Lenzi, Claudio Lotito, Massimo Pezzano, Martino Pota, Simone Santi, Giuseppe Sesto, Francesco Rossi e Stefano Tagliaferri. Sono stati poi eletti i membri del Collegio dei Probiviri, presieduto da Mario Tonucci insieme al Vice Presidente Roberto Emanuele De Felice: Fabio Belisario, Paolo Brocco, Raffaele Condemi, Andrea Della Ragione, Raffaele Fabozzi, Andrea Gabrielli e Renato Siniscalchi. Revisori dei conti sono il Presidente Carlo Guerra, Marco Casoni, Otello Donati, Paolo Marzano e Luca Scarpa, mentre a capo della Consulta Famiglie Storiche vi è attualmente Patrizia Nostini, figlia di Renzo Nostini, campione nella scherma, nel nuoto e nel rugby con i colori biancocelesti. Nel dicembre 2010 la Consulta delle Famiglie Storiche e dei Soci Benemeriti, all'epoca presieduta da Paolo Lenzi (attualmente a capo della Consulta Soci Benemeriti), ha nominato come presidenti onorari Giovanni Gilardoni e Giuliano Pollini, quest'ultimo, scomparso nel novembre 2012, discendente diretto di Luigi Bigiarelli, il fondatore maximo dell'allora Società Podistica Lazio.

La sede ufficiale della Polisportiva S.S. Lazio, per decenni all'interno dello Stadio Flaminio, attualmente, in attesa che venga inaugurata la nuova ubicazione che sarà nel centro storico di Roma, può essere considerata nei locali del Circolo Canottieri Lazio, sito in Lungotevere Flaminio, 25.[128]

La polisportiva biancoceleste è membro fondatore dell'EMCA (European Multisport Club Association), varata per iniziativa della S.S. Lazio a Bruxelles il 9 gennaio 2013, anniversario della fondazione del sodalizio capitolino.

In numero totale, la Società Sportiva Lazio conta circa 10 000 atleti iscritti, i quali, nel corso della storia ultracentenaria della società, hanno regalato ai colori biancocelesti numerosi titoli e medaglie. I suddetti atleti possono contare sull'apporto di 400 tecnici e altrettanti dirigenti.[129]

Numerosi sono stati gli atleti di spicco che hanno indossato i colori biancocelesti nelle varie discipline sportive, come il Campionissimo Fausto Coppi nel ciclismo, Giulio Glorioso nel baseball, Abdul Jeelani nel basket e Carlo Pedersoli (in arte Bud Spencer) nel nuoto.

I titoli italiani vinti attualmente sono più di 80, quelli individuali sono oltre 600, mentre quelli in categorie minori e nei settori giovanili sono circa 1000. Le medaglie conquistate dagli atleti della Polisportiva in competizioni ufficiali, quali Campionati del Mondo, d'Europa e Giochi olimpici, sono numerose, e 49 sono le medaglie d'oro vinte nel corso di queste manifestazioni sportive internazionali.

La Società Sportiva Lazio, oltre a essere stata eretta in ente morale il 2 giugno 1921, è stata insignita nel corso della sua storia ultracentenaria d'importanti onorificenze a livello nazionale, quali la Stella d'Oro al Merito Sportivo, ricevuta nel 1967, e il Collare d'oro al Merito Sportivo del 2002.

Note

  1. ^ Stadio e regolamenti, su sslazio.it. URL consultato il 7 luglio 2018.
  2. ^ a b c Pennacchia, Mario, All'inizio era una società di podisti, La Gazzetta dello Sport, 3 gennaio 2000, p. 5. URL consultato il 17 gennaio 2010.
  3. ^ a b Azioni della S.S. Lazio [collegamento interrotto], su borsaitaliana.it. URL consultato il 9 luglio 2009.
  4. ^ Le origini, su sslazio.it. URL consultato l'8 giugno 2013.
  5. ^ Polisportiva S.S. Lazio: sorge un astro biancoceleste, su polisportivasslazio.it (archiviato dall'url originale il 20 gennaio 2013).
  6. ^ Vedi Elenco affiliate F.I.F. 1908. L'elenco fu fornito dall'ex-presidente rag. Luigi Bosisio all'AIA che lo pubblicò sulla rivista L'Arbitro nel 1925. La raccolta della rivista fu digitalizzata e messa su 3 cd-rom a cura dello Storiografo dell'AIA Luciano Lupi di Genova nel 2004. Il cofanetto contenente i 3 cd-rom non è in vendita ma è ancora disponibile gratuitamente presso tutte le sedi delle Commissioni Regionali Arbitri (C.R.A.).
  7. ^ a b La data precisa è riportata in un articolo del 29 settembre 1910 sul quotidiano Il Messaggero.
  8. ^ a b Storia del Comitato Regionale Lazio – capitolo I, su crlazio.info. URL consultato l'8 luglio 2013.
  9. ^ a b Storia del Comitato Regionale Lazio – capitolo II, su crlazio.info. URL consultato il 18 giugno 2013.
  10. ^ a b c Fontanelli, Simoncini, I colori del calcio 1898-1929, GEO Edizioni, pag. 28
  11. ^ About ECA, su ecaeurope.com. URL consultato il 7 dicembre 2018.
  12. ^ ECA Members, su ecaeurope.com. URL consultato il 1º settembre 2017.
  13. ^ a b Storia della Società Sportiva Lazio, su societasportivalazio.it, 9 gennaio 2016. URL consultato il 5 settembre 2015.
  14. ^ Storia, su sslazio.it. URL consultato il 29 settembre 2018.
  15. ^ Elenco affiliate F.I.F. 1908. Va fatto presente che, in tale data, oltre al club biancoceleste, altre polisportive elencate nel documento non risultano aver fondato ufficialmente settori calcistici: l'Unione Ginnastica Vogherese e la Società Ginnastica e Scherma di Novara
  16. ^ a b c Valentini, Sergio, Il duce, dalla Lazio alla Roma, Corriere della Sera, 27 aprile 1997, p. 39. URL consultato il 17 gennaio 2010 (archiviato dall'url originale in data pre 1/1/2016).
  17. ^ Mitropa Cup 1937, Rsssf. URL consultato il 6 settembre 2010.
  18. ^ Albo d'Oro, Lega Calcio. URL consultato il 17 gennaio 2010.
  19. ^ (EN) Italy 1973/74, RSSSF.com. URL consultato il 17 gennaio 2010.
  20. ^ Campionato 1986-87, Lega Calcio. URL consultato il 17 gennaio 2010.
  21. ^ Pennacchia Mario, Garinei Lello, Scandali e retrocessioni: poi spunta Cragnotti, La Gazzetta dello Sport, 8 gennaio 2000, p. 11. URL consultato il 17 gennaio 2010.
  22. ^ Colombo, Monica, Lazio, dopo Crespo anche Zenden, Corriere della Sera, 12 luglio 2000, p. 43. URL consultato il 17 gennaio 2010 (archiviato dall'url originale in data pre 1/1/2016).
  23. ^ L'Inter vince una finale senza storia, UEFA.com, 1º giugno 1998. URL consultato il 17 gennaio 2010.
  24. ^ Lazio, siglato l'accordo col Fisco, Repubblica. URL consultato il 6 settembre 2010.
  25. ^ Campionato 2006-2007, Lega Calcio. URL consultato il 18 gennaio 2010.
  26. ^ Cronistoria, sslazio.it. URL consultato il 7 luglio 2018.
  27. ^ In occasione dell'istituzione del girone unico, da regolamento solo una fra Lazio e Napoli avrebbe dovuto partecipare alla Serie A.
  28. ^ Esclusa dalla Coppa dei Campioni 1974-75 per la squalifica rimediata l'anno prima per gli incidenti in occasione della partita Lazio-Ipswich Town di Coppa UEFA.
  29. ^ 13ª nel campionato di serie A della stagione 1979-80, ma per delibera della CAF il 25 luglio 1980 fu declassata al 15º posto in quanto ritenuta colpevole di illecito nello scandalo del Totonero, cfr. Lazio in B, in La Stampa, 25 luglio 1980, p. 12. URL consultato il 1º luglio 2012.
  30. ^ Parte con 9 punti di penalizzazione per decisione del Giudice Sportivo perché colpevole di illecito nel secondo scandalo del Totonero-bis e vince gli spareggi salvezza.
  31. ^ Declassata per delibera della CAF dal 6º posto in quanto ritenuta colpevole di illecito nello scandalo di Calciopoli.
  32. ^ Parte con 11 punti di penalizzazione, poi ridotti a 3, per decisione del Giudice Sportivo perché colpevole di illecito nello scandalo di Calciopoli.
  33. ^ I colori saranno quelli della bandiera greca..., su museodellemaglie.it. URL consultato il 30 marzo 2013 (archiviato dall'url originale il 6 giugno 2013).
  34. ^ Pierre de Coubertin e quella frase mai detta, su sportmedicina.com. URL consultato il 16 aprile 2012.
  35. ^ Maglia S.S. Lazio 1900, su museodellemaglie.it. URL consultato il 30 marzo 2013 (archiviato dall'url originale il 14 luglio 2013).
  36. ^ Lazio, la festa con le maglie della storia, su laziofamily.it. URL consultato il 2 giugno 2015.
  37. ^ L'aquila simbolo della Lazio e dell'Urbe, su sodaliziolazio.com. URL consultato il 3 febbraio 2017.
  38. ^ 1909, su sslazio1900.it. URL consultato il 23 maggio 2014.
  39. ^ Museo delle maglie della Lazio, su museodellemaglie.it. URL consultato il 6 aprile 2014 (archiviato dall'url originale il 1º agosto 2014).
  40. ^ "Lucio uno di noi", le aquile commemorano la scomparsa di Battisti, su roma.repubblica.it. URL consultato il 9 settembre 2015.
  41. ^ LA NOSTRA STORIA – Cieli immensi e immenso amore: Lucio Battisti, su laziochannel.it. URL consultato il 5 marzo 2018.
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  44. ^ L'8 luglio sarà Sant'Aquila, la Lazio ha il suo Santo Patrono, laziostory.it, 27 giugno 2018. URL consultato il 24 luglio 2018.
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  46. ^ Toschi, Livio, Quando l'Italia si scoprì Mondiale, Il Sole 24 Ore, 28 ottobre 2009. URL consultato il 21 gennaio 2010 (archiviato dall'url originale il 4 gennaio 2010).
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  49. ^ Bilancio intermedio consolidato 31 marzo 2009, SSlazio.it. URL consultato il 9 luglio 2009 (archiviato dall'url originale l'8 giugno 2009).
  50. ^ Guido De Angelis, Le maglie storiche della S.S. Lazio, Roma, Lazialità, 2010.
  51. ^ a b 1969/70, sslaziomuseum.com.
  52. ^ 1970/71, sslaziomuseum.com.
  53. ^ a b c d La Maglia, sslaziomuseum.com.
  54. ^ 1978/79, sslaziomuseum.com.
  55. ^ 1979/80, sslaziomuseum.com.
  56. ^ 1980/81, sslaziomuseum.com.
  57. ^ 1981/82, sslaziomuseum.com.
  58. ^ 1986/87, sslaziomuseum.com.
  59. ^ Nelle stagioni 1998-99 e 1999-2000, solo nelle coppe europee, è presente come unico sponsor ufficiale Del Monte. Nella stagione 1999-2000, solo in Coppa Italia, è presente come unico sponsor ufficiale Stream TV.
  60. ^ Nella stagione 2002-03, solo in Coppa Italia, è presente come unico sponsor ufficiale Cotonella in Empoli-Lazio del 19 dicembre 2002, Lazio-Bari del 15 gennaio 2003 e Bari-Lazio del 21 gennaio 2003, mentre è presente come unico sponsor ufficiale Compex in Lazio-Roma del 5 febbraio 2003 e Roma-Lazio del 16 aprile 2003.
  61. ^ Nella stagione 2003-04, solo nel terzo turno preliminare di Champions League e dalla 1ª alla 3ª giornata di campionato, nessuno sponsor, poi solo nella fase a gironi di Champions League e in Coppa Italia, è presente come unico sponsor ufficiale Indesit. Nella stagione 2004-05, solo nelle coppe europee e in Coppa Italia, nessuno sponsor, ad eccezione della finale di Supercoppa italiana Milan-Lazio del 21 agosto 2004, dove è Errebian.
  62. ^ Nella stagione 2005-06, solo nelle coppe europee e dalla 1ª alla 6ª giornata di campionato, nessuno sponsor
  63. ^ Solo nel girone di ritorno.
  64. ^ Solo nelle coppe europee, nessuno sponsor.
  65. ^ Ad eccezione di Lazio-Inter del 6 dicembre 2008, dove è PES 2009, Lazio-Roma dell'11 aprile 2009, dove è Groupama, e Lazio-Udinese del 10 maggio 2009 e Lazio-Reggina del 20 maggio 2009, dove è Cucciolone Algida.
  66. ^ Dalla 17ª alla 38ª giornata.
  67. ^ Ad eccezione della finale di Supercoppa italiana Inter-Lazio dell'8 agosto 2009, dove è Regione Lazio, e Catania-Lazio del 20 settembre 2009 e Lazio-Milan dell'8 novembre 2009, dove è Paideia.
  68. ^ Nella stagione 2010-11, ad eccezione di Lazio-Napoli del 14 novembre 2010 e Lazio-Genoa del 14 maggio 2011, dove è Paideia. Nella stagione 2011-12, ad eccezione di Lazio-Roma del 16 ottobre 2011, dove è Paideia, e Lazio-Parma del 6 novembre 2011, dove è Fondazione "Gabriele Sandri". Nella stagione 2012-13, ad eccezione di Lazio-Udinese del 27 novembre 2012, dove è “No Racism”, e Lazio-Inter del 15 dicembre 2012 e Lazio-Sampdoria del 12 maggio 2013, dove è Paideia. Nella stagione 2013-14, ad eccezione di Lazio-Udinese del 25 agosto 2013, dove è “We love football, We fight racism”, Milan-Lazio del 30 ottobre 2013, Bologna-Lazio dell'11 gennaio 2014 e Catania-Lazio del 16 febbraio 2014, dove è Lazio Style Channel, e Lazio-Roma del 9 febbraio 2014, dove è Paideia. Nella stagione 2014-15, ad eccezione di Lazio-Cesena del 14 settembre 2014, Lazio-Torino del 26 ottobre 2014, Lazio-Juventus del 22 novembre 2014 e Lazio-Napoli del 18 gennaio 2015, dove è Paideia, Chievo-Lazio del 29 novembre 2014, dove è AIL, e Roma-Lazio dell'11 gennaio 2015, dove è “Je suis Charlie”. Nella stagione 2015-16, ad eccezione della finale di Supercoppa italiana Juventus-Lazio dell'8 agosto 2015, dove è “La Lazio saluta Shanghai”, di Lazio-Juventus del 4 dicembre 2015, dove è "Giubileo 2015 Anno Santo della Misericordia", e di Inter-Lazio del 20 dicembre 2015, Milan-Lazio del 20 marzo 2016, Juventus-Lazio del 20 aprile 2016 e Lazio-Inter del 1º maggio 2016, dove è Paideia.
  69. ^ Dalla 34ª alla 38ª giornata.
  70. ^ Ad eccezione di Lazio-Juventus del 27 agosto 2016, dove è "Noi con voi", Palermo-Lazio del 27 novembre 2016, dove è "I love Norcia", Lazio-Roma del 4 dicembre 2016, dove è Paideia, e di Sassuolo-Lazio del 1º aprile 2017, dove è "Libera".
  71. ^ In occasione di Lazio-Fiorentina del 26 novembre e Inter-Lazio del 30 dicembre 2017, è presente come co-sponsor anche Paideia.
  72. ^ Dalla 1ª alla 19ª giornata.
  73. ^ La S.S. Lazio scende in campo con Marathonbet, su sslazio.it. URL consultato il 17 agosto 2018.
  74. ^ Le sedi: da Via Valadier a Formello, su sslazio2000.net. URL consultato l'8 agosto 2011 (archiviato dall'url originale il 21 agosto 2011).
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Bibliografia

Libri

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  • Sandro Bocchio, Giovanni Tosco, Dizionario della grande Lazio, Newton & Compton, 2000, ISBN 88-8289-495-9.
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  • Marco Filacchione, Il volo dell'aquila. Numeri e uomini della grande Lazio, Eraclea Libreria Sportiva, ISBN 88-88771-08-5.
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  • Maurizio Martucci, 11 novembre 2007. L'uccisione di Gabriele Sandri, una giornata buia della Repubblica, Sovera Multimedia, 2008, ISBN 978-88-8124-787-5.
  • Maurizio Martucci, Cuore Tifoso. Roma-Lazio 1979. Un razzo ha distrutto la mia famiglia. Gabriele Paparelli racconta., Sovera Multimedia, 2009, ISBN 978-88-8124-862-9.
  • Maurizio Martucci, Nobiltà ultras dal 1900. Un secolo di storia, documenti e immagini della tifoseria laziale, De Marco-Piscitelli, 1996.
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  • Franco Melli, Saga biancazzurra. La Lazio, Cragnotti, il nuovo potere, Roma, Limina, 2000, ISBN 88-86713-56-8.
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  • Mario Pennacchia, Storia della Lazio, Roma, Corriere dello Sport, 1969.
  • Franco Recanatesi, Uno più undici. Maestrelli: la vita di un gentiluomo del calcio, dagli anni Trenta allo scudetto del '74, Roma, L'Airone Editrice, 2005, ISBN 88-7944-844-7.
  • Alessandro Tozzi, La mia Lazio. L'Avventura nel meno nove e altre storie biancocelesti, Eraclea Libreria Sportiva, 2005, ISBN 88-88771-14-X.
  • Francesco Valilutti, Breve storia della grande Lazio, Roma, Newton & Compton editori, 1997, ISBN 88-7983-859-8.

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