Nazionale di calcio dell'Italia

rappresentativa calcistica maschile dell'Italia
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Italia Italia
Campione d'Europa in carica Campione d'Europa in carica
FIGC Logo 2017.svg
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Sport Football pictogram.svg Calcio
Federazione FIGC
Federazione Italiana Giuoco Calcio
Confederazione UEFA
Codice FIFA ITA
Soprannome Azzurri
Selezionatore Italia Roberto Mancini
Record presenze Gianluigi Buffon (176)
Capocannoniere Gigi Riva (35)
Stadio Lista degli stadi
Ranking FIFA (16 settembre 2021)[1]
Sponsor tecnico Puma
Esordio internazionale
Italia Italia 6 - 2 Francia Francia
Milano, Italia; 15 maggio 1910
Migliore vittoria
Italia Italia 9 - 0 Stati Uniti Stati Uniti
Brentford, Regno Unito; 2 agosto 1948
Peggiore sconfitta
Ungheria Ungheria 7 - 1 Italia Italia
Budapest, Ungheria; 6 aprile 1924
Campionato del mondo
Partecipazioni 18 (esordio: 1934)
Miglior risultato Oro Campioni nel 1934, 1938, 1982, 2006
Campionato d'Europa
Partecipazioni 10 (esordio: 1968)
Miglior risultato Oro Campioni nel 1968, 2020
Coppa Internazionale
Partecipazioni 6 (esordio: 1927-1930)
Miglior risultato Oro Campioni nel 1927-1930, 1933-1935
Confederations Cup
Partecipazioni 2 (esordio: 2009)
Miglior risultato Bronzo Terzo posto nel 2013
Torneo Olimpico
Partecipazioni 6[2] (esordio: 1912)
Miglior risultato Oro Oro nel 1936
Nations League
Partecipazioni 2 (esordio: 2018-2019)
Miglior risultato 1º, 2º, 3º o 4º posto nella Lega A 2020-2021

La nazionale di calcio dell'Italia è la selezione maggiore maschile di calcio della Federazione Italiana Giuoco Calcio, il cui nome ufficiale è nazionale A,[3] e rappresenta l'Italia nelle varie competizioni ufficiali o amichevoli riservate a squadre nazionali.

È una delle nazionali di calcio più titolate del mondo. Gli Azzurri, come vengono colloquialmente soprannominati, annoverano nel loro palmarès quattro campionati mondiali (Italia 1934, Francia 1938, Spagna 1982 e Germania 2006, secondi al mondo dopo il Brasile e a pari merito con la Germania) e due campionati europei (Italia 1968 ed Europa 2020). In bacheca annovera inoltre un titolo olimpico (Berlino 1936) e due Coppe Internazionali (1927-1930 e 1933-1935), mentre nella FIFA Confederations Cup vanta come migliore risultato un terzo posto (2013).

È l'unica selezione, insieme a quella brasiliana, a essersi aggiudicata due titoli mondiali consecutivi (nelle edizioni del 1934 e del 1938), nonché una delle sei (con Uruguay, Inghilterra, Germania Ovest, Argentina e Francia) ad aver vinto il titolo mondiale tra le mura domestiche. Assieme alla Spagna e alla Francia è, inoltre, una delle tre nazionali vincitrici del titolo di campione d'Europa in un'edizione organizzata in casa.

Detiene inoltre il record di imbattibilità delle nazionali di calcio, con 37 risultati utili consecutivi, conseguiti tra il 10 ottobre 2019 e l'8 settembre 2021.[4]

Nella graduatoria FIFA, in vigore dall'agosto 1993, al settembre 2021 occupa il 5º posto;[1] ha occupato il 1º posto più volte, nel novembre del 1993 e nel corso del 2007 (febbraio, aprile-giugno, settembre); il peggior piazzamento è stato invece il 21º posto dell'agosto 2018.[5]

StoriaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Storia della nazionale di calcio dell'Italia.
 
L'esordio assoluto della nazionale italiana nel 1910, in maglia bianca; si noti la non uniformità nel colore dei pantaloncini, cosa non richiesta dai regolamenti dell'epoca.

Le vicende più importanti della nazionale di calcio italiana sono legate alla cosiddetta nazionale «A» che, almeno fino alla differenziazione delle varie categorie di selezione, era la nazionale unica, che assumeva poi varie fisionomie a seconda del torneo al quale essa partecipava. Se era normale che nel corso dei tornei maggiori quali Coppa Internazionale o campionato del mondo venisse schierata la formazione più competitiva possibile, nel corso del torneo olimpico si dava spazio a professionisti di seconda fascia, in genere giovani universitari, come coloro che vinsero la medaglia d'oro nell'edizione di Berlino 1936.

Nel secondo dopoguerra vennero via via inserite categorizzazioni più precise soprattutto per inserire criteri oggettivi e uguali per tutti di selezione dei giocatori, sia per via della progressiva istituzione di tornei giovanili sia per dare un quadro di riferimento chiaro al torneo olimpico di calcio: il regolamento olimpico prevede infatti che la partecipazione sia riservata solo ad atleti il cui status sia formalmente di dilettante. Questo, però, faceva sì che molte federazioni che ammettevano il professionismo fossero costrette a mandare i loro giocatori di seconda, se non terza fascia (secondo una formula empirica di compromesso via via variata nel tempo, i professionisti meno in vista e meno pagati e, successivamente, quelli che non avessero mai partecipato alle fasi finali di un campionato continentale o di quello mondiale), mentre federazioni i cui atleti avevano lo status di dilettante, come l'Unione Sovietica e in generale tutte quelle del blocco dell'Est europeo, potevano mandare in pratica la propria nazionale maggiore.

Non a caso per lungo tempo, nel secondo dopoguerra, il torneo olimpico di calcio fu appannaggio di nazionali come la succitata sovietica, la Cecoslovacchia, la Germania Est e l'Ungheria. Ciò perdurò fino all'edizione di Seul 1988, quando fu deciso che le rappresentative olimpiche fossero, per tutti i partecipanti, le loro selezioni Under-21 (o Under-23), con al massimo tre calciatori fuoriquota.

 
La prima importante vittoria italiana, nel campionato del mondo 1934.

La nazionale italiana vanta quattro titoli mondiali (Italia 1934, Francia 1938, Spagna 1982 e Germania 2006) e due europei (Italia 1968 e Europa 2020). Inoltre, ha conquistato un oro olimpico nel 1936 e due Coppe Internazionali negli anni '20 e '30 del XX secolo. Il periodo d'oro fu proprio quello interbellico, in cui vennero vinte due Coppe Rimet; quella azzurra è l'unica nazionale, assieme al Brasile del quadriennio 1958-1962, ad avere trionfato in due mondiali consecutivi.

Seguì un periodo di calo, complice la seconda guerra mondiale e la tragedia di Superga del 1949. Infatti, l'Italia non ebbe successo al mondiale del 1950 né a quello del 1954 e, addirittura, non si qualificò a quello del 1958: di conseguenza, rinunciò a prendere parte al primo campionato europeo, la cui fase finale si svolse nel 1960. Al mondiale del 1962 uscì al primo turno in una spedizione mal gestita, mentre a quello del 1966 andò peggio, perché fu eliminata dai semiprofessionisti della Corea del Nord.[6]

La rinascita avvenne con la vittoria del campionato d'Europa 1968, che vide l'Italia di Ferruccio Valcareggi, padrona di casa, superare in finale la Jugoslavia.[7] Due anni dopo, al mondiale di Messico 1970, gli Azzurri avrebbero dato vita alla famosa semifinale contro la Germania Ovest, ricordata come la partita del secolo, vinta per 4-3 ai tempi supplementari; in finale sarebbero stati poi sconfitti dal Brasile di Pelé per 4-1. Dopo il negativo campionato del mondo 1974 in Germania Ovest, dove l'Italia fu esclusa al primo turno, il profondo ricambio generazionale nel frattempo portato avanti da Enzo Bearzot permise alla squadra di ben figurare al mondiale di Argentina 1978, dove espresse un bel gioco che le valse il quarto posto[6].

 
Il trionfo azzurro al campionato d'Europa 1968.

Simile piazzamento venne replicato al campionato d'Europa 1980 giocato in Italia, stavolta accolto come insoddisfacente alla luce delle aspettative della vigilia. Questo ciclo culminò nel mondiale di Spagna 1982, dove, pur a fronte di un certo scetticismo della vigilia, accentuato dall'incerto avvio sul campo, gli Azzurri uscirono alla distanza, battendo in sequenza nella seconda fase dapprima i campioni uscenti dell'Argentina e il favorito Brasile, poi, in semifinale, la sorprendente Polonia. Nella finale di Madrid sconfissero infine i campioni d'Europa in carica della Germania Ovest per 3-1, divenendo per la terza volta campioni del mondo[6].

Dopo la mancata qualificazione all'europeo di Francia 1984[6], il mondiale di Messico 1986 segnò l'addio di Bearzot. Gli Azzurri passarono nelle mani di Azeglio Vicini, il quale rinnovò a sua volta il gruppo in vista del campionato d'Europa 1988 in Germania Ovest, dove raggiunsero la semifinale poi persa contro l'Unione Sovietica. Una bella nazionale si presentò al campionato del mondo 1990 casalingo, ma in semifinale, dopo i tiri di rigore, ebbe la meglio l'Argentina; nella finale per il terzo posto gli Azzurri sconfissero poi l'Inghilterra[6].

L'Italia fallì la qualificazione al campionato d'Europa 1992 in Svezia, sicché Vicini fu esonerato a eliminatorie in corso e sostituito da Arrigo Sacchi, il quale qualificò la nazionale per il mondiale di Stati Uniti 1994. Nel novembre 1993, grazie all'ottimo girone di qualificazione disputato, l'Italia salì al primo posto della classifica FIFA (istituita nell'agosto di quell'anno), posizione che mantenne per un mese. Al campionato del mondo di USA '94 gli Azzurri inizialmente stentarono, superando la fase a gironi solo tramite ripescaggio, ma poi riuscirono a proseguire il cammino sino alla finale, trascinati nella fase a eliminazione diretta dai gol di Roberto Baggio. Nella finale di Pasadena gli Azzurri pareggiarono senza reti contro il Brasile, ma persero nuovamente ai rigori, nella prima finale di un mondiale decisa dai tiri dal dischetto. L'avventura al campionato d'Europa 1996 in Inghilterra finì già al primo turno e contestualmente quella di Sacchi, a cui succedette Cesare Maldini. Al mondiale di Francia 1998, nel difficile quarto di finale contro i padroni di casa, gli Azzurri persero ancora una volta ai rigori[6].

 
L'Italia campione del mondo per la terza volta nella storia a Spagna 1982.

L'occasione per una rivincita arrivò due anni dopo, al campionato d'Europa 2000, dove gli Azzurri giunsero in finale, proprio contro la Francia. In vantaggio fino al 90', la squadra di Dino Zoff pareva in procinto di condurre in porto il successo, ma i francesi pareggiarono all'ultimo istante dei tempi regolamentari: demoralizzati dalla rete subita in extremis, gli Azzurri furono sconfitti ai supplementari dalla regola del golden goal[8]. A seguito di alcuni sprezzanti giudizi di Silvio Berlusconi, sentendosi leso nella sua dignità, per protesta Zoff si dimise all'indomani della finale[9], lasciando il posto a Giovanni Trapattoni. Peggio andò il mondiale di Corea del Sud-Giappone 2002: la squadra alla vigilia era tra le favorite, ma, dopo aver passato a fatica il primo turno, esprimendo un gioco difensivista e rinunciatario, fu eliminata ancora al golden goal negli ottavi dai padroni di casa della Corea del Sud (1-2); fu il risultato peggiore dal 1986. Al campionato d'Europa 2004, similmente deludente, l'Italia uscì dal torneo al primo turno.

Al campionato del mondo 2006 l'Italia di Marcello Lippi fu grande protagonista. Dopo essere giunta prima nel suo girone davanti al Ghana, nella fase a eliminazione diretta batté in sequenza Australia, Ucraina e, ai tempi supplementari, anche la Germania padrona di casa. In finale trovò nuovamente la Francia, superandola ai rigori: fu il penalty di Fabio Grosso a incoronare gli Azzurri campioni del mondo per la quarta volta[6]. Lippi lasciò dopo il successo e venne sostituito da Roberto Donadoni, che guidò la nazionale all'europeo di Austria-Svizzera 2008, dove l'Italia si spinse fino ai quarti di finale, venendo estromessa dal dischetto per mano della Spagna, futura vincitrice del torneo.

 
La festa azzurra per la vittoria del quarto mondiale a Germania 2006.

La vittoria mondiale del 2006 aveva permesso agli Azzurri, nel frattempo tornati sotto la guida di Lippi, di accedere all'edizione 2009 della Confederations Cup: alla sua prima partecipazione, in Sudafrica l'Italia deluse, venendo eliminata al primo turno[10]. Al mondiale di Sudafrica 2010 la squadra azzurra, guidata sempre da Lippi, deluse ancor di più, chiudendo all'ultimo posto il proprio girone eliminatorio: gli Azzurri furono estromessi al primo turno del mondiale, fatto che non accadeva da trentasei anni, e, per la prima volta in diciassette partecipazioni, senza vincere alcuna partita.

Nell'estate 2010 l'Italia passò sotto la guida di Cesare Prandelli. Durante le qualificazioni al campionato d'Europa 2012 la nazionale, a seguito della vittoria contro la Slovenia del 6 settembre 2011 (1-0), ottenne il record di precocità per quanto riguarda l'accesso alla competizione continentale, conseguita con due turni di anticipo[11]. Nella fase conclusiva dell'Europeo l'Italia approdò fino alla finale, dove subì, tuttavia, un pesante 0-4 dalla Spagna[12].

Il secondo posto maturato nella rassegna continentale permise agli Azzurri di partecipare l'anno seguente alla Confederations Cup. Stavolta ben si comportarono rispetto all'edizione precedente: sconfitti in semifinale, ai rigori, ancora dalla Spagna, gli italiani si rifecero nella finale per il terzo posto, conquistando la medaglia di bronzo battendo, nuovamente dal dischetto, l'Uruguay[13]. Nonostante tali positivi piazzamenti, la gestione Prandelli si concluse negativamente al mondiale di Brasile 2014, in cui la nazionale venne eliminata alla fase a gironi; per la terza volta nella propria storia gli Azzurri vennero estromessi al primo turno da due edizioni consecutive della rassegna iridata.

 
La nazionale italiana vincitrice del secondo titolo continentale nell'edizione di Europa 2020.

A Prandelli seguì l'interregno di Antonio Conte, il quale rivitalizzò temporaneamente una nazionale in fase calante, lasciandola al termine del campionato d'Europa 2016 dopo un'eliminazione ai quarti di finale contro la Germania campione del mondo in carica, maturata solo ai rigori. Fallimentare si rivelò, invece, la successiva gestione di Gian Piero Ventura, con l'Italia che per la seconda volta nella sua storia mancò la qualificazione al mondiale (dopo una striscia di quattordici partecipazioni consecutive alle fasi finali), causa l'eliminazione allo spareggio per l'accesso a Russia 2018 per mano della Svezia[14].

A risollevare le sorti di una nazionale al suo punto più basso da sessant'anni a quella parte, venne chiamato Roberto Mancini, il quale guidò gli Azzurri al debutto nella neonata Nations League 2018-2019 (anche se non riuscì ad arrivare nella final four) e in seguito ottenne, con il record di tre giornate di anticipo[15] e un percorso netto di dieci vittorie su dieci incontri[16], la qualificazione alla fase finale del campionato d'Europa 2020. Un anno più tardi l'Italia conseguì anche l'accesso alla final four di Nations League 2020-2021, per poi prolungare la striscia di imbattibilità[17] anche al campionato europeo, dove la squadra azzurra raggiunse, per la seconda volta in tre edizioni, la finale di Wembley, vinta ai tiri di rigore contro l'Inghilterra: per gli italiani fu il secondo titolo europeo, a cinquantatré anni di distanza dal precedente[18].

Altre nazionaliModifica

Oltre alla citata selezione nazionale, l'ordinamento della FIGC ne prevede varie altre, divise per fascia d'età dei propri giocatori. La nazionale maschile Under-21, che partecipa alle competizioni continentali con i propri pari categoria; la nazionale olimpica, che rappresenta l'Italia nei tornei olimpici di calcio, utilizza generalmente come base l'Under-21 con l'aggiunta di giocatori di un precedente ciclo, dato che il limite di età è di 23 anni. Viene tuttavia data la possibilità di aggiungere fino a tre fuori quota, ovvero calciatori che superino tale limite; le nazionali Under-20, Under-19, Under-18, Under-17, Under-16 e Under-15[3].

 
Una parte della Nazionale Under-23 vittoriosa al Torneo di Tolone 2008.

Rappresentano ufficialmente l'Italia sempre sotto il coordinamento della FIGC: la nazionale femminile, la nazionale femminile Under-23, Under-19, Under-17, Under-16; la nazionale di beach soccer; la nazionale universitaria (che rappresenta l'Italia nel torneo calcistico delle Universiadi), composta da calciatori dilettanti o professionisti della Lega Pro che frequentino l'università; la nazionale militare, riservata formalmente a qualsiasi militare tesserato come calciatore della FIGC in qualsiasi categoria, ma, di fatto, almeno fino all'abolizione del servizio militare obbligatorio, composta dai giovani calciatori professionisti che stessero assolvendo l'obbligo di leva (tale selezione rappresenta l'Italia durante i Giochi mondiali militari e i Campionati mondiali militari di calcio); la Rappresentativa dei Giochi del Mediterraneo, che rappresenta l'Italia nei Giochi omonimi, che può essere formata indistintamente da giocatori professionisti o dilettanti di qualsiasi categoria; infine, la nazionale di calcio a 5, la nazionale di calcio a 5 Under-21 e la Nazionale A Femminile Calcio a 5[3].

Nazionali italiane esistite in passato e poi scomparse (a seguito di ristrutturazioni sia decise per norme federali che per esigenze legate ai requisiti di partecipazione ai vari tornei internazionali) sono la nazionale B (in genere l'anticamera della nazionale A, costituita dalle seconde scelte di campionato o di giocatori sotto osservazione in vista di un eventuale impiego per la selezione maggiore, e il cui ruolo spesso si è sovrapposto con quello della, scomparsa anch'essa, nazionale sperimentale); soprattutto nel secondo dopoguerra, ci furono inoltre saltuari esperimenti circa rappresentative azzurre emanazione di un preciso e limitato bacino geografico (come la nazionale Nord-Ovest), che andavano a sfidare similari compagini dei paesi stranieri[19][20]. È infine sporadicamente attiva anche la nazionale Under-23.

Rappresentative di LegaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Nazionale di calcio di Lega della Serie A e B Italia.
 
La nazionale di Lega della Serie A scesa in campo nel 1988.

Si fregiano (o si sono fregiate) impropriamente del titolo di "nazionale" anche alcune rappresentative di Lega. Dagli anni 1960 agli anni 1990 è stata sporadicamente attiva una nazionale di Lega, con una propria maglia e stemma, che attingeva dall'intero bacino della Serie A – indistintamente tra giocatori italiani e stranieri[21]. Nel 2011 è nata la cosiddetta B Italia, formata da giocatori con limite d'età Under-21 e militanti nella Serie B, che riprende idealmente la storia della rappresentativa Under-21 di Serie B[22]; anche in questo caso è però improprio parlare di "nazionale", dato che si tratta a tutti gli effetti di una Rappresentativa U-21 della Lega Serie B: infatti, sulle maglie non sfoggia lo stemma della FIGC, ma il logo della Lega B[23], che funge da bacino per le nazionali U-20 e U-21.

StruttureModifica

StadioModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Lista degli stadi della Nazionale di calcio dell'Italia.
 
Gli azzurri a Coverciano nel 1974

La nazionale italiana non dispone di uno stadio nazionale fisso nel quale disputare la maggior parte degli incontri casalinghi. Pertanto, gli Azzurri giocano le partite interne a rotazione nei principali impianti italiani, scegliendo di volta in volta l'impianto a seconda dell'importanza della partita, dell'avversario che si incontra e dell'eventuale affluenza di pubblico.

Le sfide ufficiali o di maggiore spessore vengono disputate, come detto, negli stadi delle principali città del paese e, per questo, le sedi più utilizzate ci sono l'Olimpico di Roma, il Giuseppe Meazza di Milano, l'Artemio Franchi di Firenze, il Luigi Ferraris di Genova, il Diego Armando Maradona di Napoli, il Renato Dall'Ara di Bologna, l'Olimpico e lo Juventus Stadium di Torino e il Renzo Barbera di Palermo[24]. Per le amichevoli o gli incontri di minore importanza si opta invece, a seconda dell'esigenza, per le più svariate località della penisola e, spesso, è capitato che venissero scelte città in cui il club calcistico principale fosse stato di recente promosso in Serie A o che avessero inaugurato da poco un nuovo impianto.

Centro di allenamentoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Centro tecnico federale Luigi Ridolfi.

Per i ritiri prima di un torneo o di incontri ufficiali e per tutte le sessioni di allenamento, dal 1958 gli Azzurri hanno invece una sede fissa nel Centro tecnico federale Luigi Ridolfi a Firenze, nel quartiere di Coverciano, dal quale prende colloquialmente il nome. Il centro di proprietà della FIGC, primo al mondo nel suo genere[25], ospita anche tutte le altre diciotto nazionali maschili e femminili di calcio, in vista dei rispettivi impegni internazionali[25], tanto da essere rinominata Casa degli Azzurri[25], oltre a Università del calcio, poiché sede del Settore tecnico federale[25].

Dal 1990 ai primi anni 2000 soprattutto, la nazionale ebbe anche una seconda opzione quale sede dei ritiri e degli allenamenti: il Centro sportivo La Borghesiana, struttura privata ubicata nell'omonima periferia di Roma.

Colori e simboliModifica

ColoriModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Maglia azzurra.
 
Nel 1911 la nazionale indossa per la prima volta la maglia azzurra.

La prima maglia indossata dalla nazionale italiana nell'esordio assoluto con la Francia del 15 maggio 1910 era di colore bianco. Tale scelta fu semplicemente dovuta al fatto che non si era raggiunto ancora l'accordo sulla divisa ufficiale, e dunque si decise di non colorarla lasciandola bianca.[26] Il colore bianco è stato poi utilizzato, con sporadiche eccezioni, per le seconde maglie della nazionale.[27]

Dopo due partite, in occasione di un'amichevole con l'Ungheria disputata a Milano il 6 gennaio 1911 la tenuta bianca venne sostituita da quella azzurra: la scelta fu motivata dal fatto che l'azzurro (o meglio, il blu Savoia) era il colore dello stendardo della casa reale dei Savoia (sul quale poi campeggiava lo stemma sabaudo);[28] la divisa prevedeva in abbinamento pantaloncini bianchi e calzettoni neri (col tempo anche questi ultimi diverranno azzurri).[29] È molto diffusa la leggenda secondo cui le divise italiane dei primi decenni fossero di una tonalità di azzurro molto chiara, più vicina al celeste. In realtà, le maglie della nazionale sono state fin dagli esordi azzurre o blu:[30] questo "falso storico" (che ha influenzato anche le divise Kappa dei primi anni 2000, oltreché la maglia celebrativa realizzata dalla Puma per la Confederations Cup 2009) è probabile derivi dalle copertine acquerellate che La Domenica del Corriere dedicava alla squadra (le poche immagini a colori all'epoca disponibili), in cui le maglie venivano rappresentate con un celeste molto chiaro.

 
L'Italia, con la divisa nera saltuariamente usata nel periodo interbellico, scende in campo contro la Francia per i quarti di finale del campionato del mondo 1938.

Durante gli anni 1930 l'Italia ha vissuto anche una breve parentesi con una divisa completamente nera, voluta dal regime fascista di Benito Mussolini;[31] la maglia nera debuttò il 17 febbraio 1935 in un'amichevole contro la Francia allo Stadio del Partito Nazionale Fascista di Roma,[32] e seppur non abbia mai soppiantato stabilmente la maglia azzurra, questa venne sfoggiata in misura minore dalla nazionale anche al torneo calcistico degli XI Giochi olimpici di Berlino dell'anno seguente,[33] e ai Mondiali di Francia 1938.[34] La divisa nera cadde nell'oblio dopo la caduta di Mussolini; il solo colore, limitato a un inserto sulla manica sinistra, ritornò sulle maglie azzurre all'indomani della tragedia di Superga quando tutte le rappresentative nazionali, in memoria del Grande Torino, scesero in campo per un anno intero col lutto al braccio "compreso" nella divisa: non si trattava infatti di una fascia, ma di una vera e propria diversa colorazione nella trama azzurra.[35]

Per quanto riguarda le maglie dei portieri, le prime divise erano di colore nero; successivamente dagli anni 1950 in poi sono state pressoché stabilmente di tonalità grigia con il colletto e i polsi blu, a partire dagli anni 1980 le maglie erano di una tonalità metallica vicina all'argento, con piccole modifiche legate alle variazioni stilistiche degli sponsor tecnici (ad esempio, la maglia del 1994 aveva le maniche rosse, bianche e blu con disegni zigzag). Solo a partire dalla metà degli anni 1990 hanno assunto altre colorazioni, generalmente rosso o verde, adattandosi anche qui allo stile dello sponsor tecnico.

 
Gli azzurri con la tradizionale seconda uniforme bianca nella finale del campionato d'Europa 2000

La maglia della nazionale ha visto anche delle varianti cromatiche nel corso della sua storia. Nel 1950 la nazionale B disputò un'amichevole contro l'Inghilterra B indossando, per un'unica volta, una divisa azzurra con fascia bianca, e numeri neri sulla schiena.[36] Sempre negli anni 1950 la Nazionale giovanile scendeva in campo con una maglia verde,[37] colore poi saltuariamente scelto anche dalla Nazionale di Lega[21] e, per un'unica amichevole del 1954 contro l'Argentina giocata a Roma, anche dalla Nazionale A.[38] Nel 1994 l'Under-21, a causa di un disguido tecnico, giocò contro la Croazia U-21 a Caltanissetta indossando la seconda divisa della squadra cittadina, il Nissa, di colore rosso.[39] Infine nel 2004, per un'amichevole a Reykjavík con l'Islanda, la nazionale utilizzò un'inedita divisa blu scuro.[40]

Nel 2019, per la prima volta nella sua storia, l'Italia si dotò ufficialmente di una terza divisa, rispolverando nell'occasione il verde visto fugacemente nel secondo dopoguerra.[41]

DiviseModifica

StoriaModifica

Le maglie delle nazionali, almeno fino agli anni 1970, erano di produzione artigianale, anonime e spartane. A partire dalla metà del decennio fecero ingresso massiccio gli sponsor tecnici, che si accreditarono come fornitori unici di tutto l'equipaggiamento della nazionale (a eccezione delle scarpe, che ogni calciatore sceglieva e tuttora sceglie a seconda della propria comodità e dei propri contratti di sponsorizzazione). Da notare che fino al 1999 gli accordi di fornitura tra la FIGC e i vari fornitori tecnici che si sono alternati negli anni vietavano a questi ultimi di marchiare col proprio logo o con altri elementi estranei la divisa ufficiale della Nazionale, caso unico al mondo.

 
La classica divisa italiana: maglia azzurra, pantaloncini bianchi e calzettoni azzurri.

Nel 1974 adidas fu il primo fornitore della nazionale (anche se fino al 1978, le maglie erano prodotte dalla ditta Baila, mentre le tute e i calzettoni erano di marca tedesca), a cui nel 1979 subentrò Le Coq Sportif, che rimase fino al 1984. Dopo tre amichevoli giocate con divise fornite da Ennerre, nel 1985 ha inizio il lungo sodalizio con Diadora che si concluderà nel 1994, quando arrivò Nike. Nel 1999, con le prime maglie firmate Kappa, per la prima volta nella storia della nazionale il logo dello sponsor tecnico compare sulle maglie. Dal 2003 il fornitore tecnico dell'Italia è Puma.[29] Da quando la FIGC ha raggruppato sotto il proprio coordinamento tutto il calcio giocato in Italia, anche la situazione-uniformi è stata normalizzata, per cui tutte le nazionali maschili e femminili di qualsiasi categoria e specialità vestono lo stesso marchio e usano lo stesso equipaggiamento dello sponsor tecnico del momento.

Per quanto riguarda invece la foggia delle maglie, essa non ha avuto grossi cambiamenti nel tempo, adeguandosi più o meno blandamente alla moda del momento con periodici mutamenti legati soltanto alla forma del colletto, almeno fino all'inizio degli anni 1980: se infatti sino ad allora la tenuta era sostanzialmente rimasta alla maglia girocollo e pantaloncini bianchi (con alcune variazioni, tipo i pantaloncini e calzettoni neri degli anni 1950 e 1960), nei Mondiali di Messico 1970 e Germania Ovest 1974 la maglia da trasferta era invece bianca con una grande striscia orizzontale blu all'altezza del petto. Nel corso del campionato del mondo 1982 in Spagna venne adottato un collo a V ornato da bordini tricolori, mentre ai Mondiali di Stati Uniti 1994 comparvero minuscoli triangolini tricolori e stemmi stampati su tutta la maglia. Le divise Nike del periodo 1996-1997 erano caratterizzate da orlature inferiori di colore oro e una scritta ITALIA che creò molto disappunto, dato che andava a cadere proprio sulle natiche dei calciatori. Nel campionato del mondo 1998 in Francia, la maglia aveva delle righe orizzontali che correvano dall'ascella fino alla fine della maglia.

 
L'Italia in totale completo azzurro, una scelta cromatica sovente utilizzata dalla nazionale a partire dagli anni 2000, e già saltuariamente vista in passato.

Durante gli Europei di Belgio-Paesi Bassi 2000, con il modello Kombat di Kappa, la nazionale adottò un modello molto attillato e elasticizzato, che fece moda per un certo periodo. Per il campionato d'Europa 2004 in Portogallo i numeri della divisa passarono da bianchi a color oro. Coi Mondiali di Germania 2006 vennero aggiunte delle vistose sfumature blu scuro sui bordi, mentre sulla maglia bianca vi era un triangolino azzurro che partiva dal collo. In questi anni, sempre più spesso la nazionale inizia a sfoggiare il completo maglia-pantaloncini-calzettoni totalmente azzurri (l'Italia ha disputato la finale del campionato mondiale di calcio 2006 con questo completo).[29] Nel 2007 sulla seconda maglia, quella bianca, sono ritornati i numeri in blu scuro. Al campionato d'Europa 2008 in Austria e Svizzera sono ritornati i numeri in bianco sulla prima maglia. Per quanto riguarda i pantaloncini, storicamente di colore bianco, nei decenni ci sono stati pochi cambiamenti; tuttavia, come accennato sopra, nel terzo millennio lo sponsor tecnico ha proposto frequentemente pantaloncini di colore azzurro come la maglia.

Il 2 settembre 2008, in presenza del presidente della FIFA Joseph Blatter, venne presentato il FIFA Champions Badge, stemma celebrativo di campione del mondo in carica, introdotto dall'organismo mondiale, inserito al centro sulla maglia della nazionale; l'Italia è stata la prima nazionale al mondo a fregiarsi di questo riconoscimento.[42]

Per la FIFA Confederations Cup 2009, Puma ha messo a disposizione della nazionale un completo celebrativo, che voleva omaggiare quelli indossati durante gli anni 1930.[43] La maglia era di colore celeste molto chiaro, denominato "Cendre Blue", con inserti tricolori sul lato destro del tronco. Il logo della FIGC era più grande del solito, incorniciato sempre dello stesso colore. I pantaloncini e i calzettoni erano invece marroni.[29] Un altro completo celebrativo è stato realizzato per la sola amichevole con l'Inghilterra del 15 agosto 2012, quando la nazionale è scesa in campo con una speciale maglia che si rifaceva a quella vittoriosa di Spagna '82, celebrando il trentennale del terzo trionfo mondiale azzurro.[44] Infine, per la FIFA Confederations Cup 2013, è stata usata una divisa leggermente diversa da quella usata all'Europeo di Polonia-Ucraina 2012 e nelle qualificazioni mondiali per il 2014, con una striscia verde sulla manica destra e una rossa su quella sinistra, e un azzurro leggermente più scuro.

EvoluzioneModifica
1910
Casa Trasferta
Nessun fornitore
1911
Casa Trasferta
Nessun fornitore
Mondiali 1934
Casa Trasferta
Nessun fornitore
Mondiali 1938
Casa Trasferta
Nessun fornitore


Mondiali 1950
Casa Trasferta
Nessun fornitore
Mondiali 1954
Casa Trasferta
Nessun fornitore
Mondiali 1962
Casa Trasferta
Nessun fornitore
Mondiali 1966
Casa Trasferta
Nessun fornitore


Europei 1968
Casa Trasferta
Nessun fornitore
Mondiali 1970
Casa Trasferta
Nessun fornitore
Mondiali 1974
Casa Trasferta
adidas
Mondiali 1978
Casa Trasferta
adidas


Europei 1980
Casa Trasferta
Le Coq Sportif
Mondiali 1982
Casa Trasferta
Le Coq Sportif
Mondiali 1986
Casa Trasferta
Diadora
Mondiali 1990
Casa Trasferta
Diadora


Mondiali 1994
Casa Trasferta
Diadora
1995
Casa Trasferta
Nike
Europei 1996
Casa Trasferta
Nike
Mondiali 1998
Casa Trasferta
Nike


Europei 2000
Casa Trasferta
Kappa
Mondiali 2002
Casa Trasferta
Kappa
Europei 2004
Casa Trasferta
Puma
Mondiali 2006
Casa Trasferta
Puma


Europei 2008
Casa Trasferta
Puma
Confederations Cup 2009
Casa Trasferta
Puma
2009
Casa Trasferta
Puma
Mondiali 2010
Casa Trasferta
Puma


Europei 2012
Casa Trasferta
Puma
Confederations Cup 2013
Casa Trasferta
Puma
Mondiali 2014
Casa Trasferta
Puma
Europei 2016
Casa Trasferta
Puma


2017
Casa Trasferta
Puma
2017-2019
Casa Trasferta
Puma
2020-2021
Casa Trasferta Terza divisa
Puma
Europei 2020
Casa Trasferta
Puma

Simboli ufficialiModifica

StemmaModifica

 
Giuseppe Meazza posa con la maglia azzurra del periodo interbellico, sulla quale la croce sabauda del Regno d'Italia era affiancata al fascio littorio del regime fascista.

Detto nella sezione precedente dell'origine dell'azzurro quale colore della rappresentativa nazionale (esteso poi alle altre discipline), bisogna aggiungere che durante il fascismo sulle maglie era visibile un fascio littorio ricamato in oro, che caricava la croce sabauda già presente dal 1910. Questa fu tra l'altro la tenuta con cui gli Azzurri vinsero i Mondiali di Italia 1934 e Francia 1938 nonché il titolo olimpico di Berlino 1936. Non era raro vedere usata, in quegli anni, una tenuta da gara completamente nera quale seconda uniforme di gioco (come avvenne nei quarti di finale del Mondiale del 1938 contro la Francia).

Nel secondo dopoguerra, caduto il regime fascista e abolita la Monarchia, la croce sabauda lasciò il posto a un tricolore originariamente raccolto in uno scudetto (di forma analoga a quello delle squadre campioni d'Italia di qualsiasi disciplina). Nel corso degli anni il tricolore sulle maglie ha cambiato varie volte forma (quadrangolare, trapezoidale, rotondo) e posizione, dal lato sinistro fino al centro, per poi tornare al lato sinistro. Dell'inizio degli anni 1950 è invece l'idea di sormontare lo scudo tricolore con una banda recante la scritta ITALIA in maiuscolo. Successivamente fu inserita nello scudetto anche la sigla FIGC della Federazione, scritta in verticale sulla banda bianca.

 
Romeo Benetti in azzurro al campionato d'Europa 1980: dal secondo dopoguerra, pur tra ciclici redesign, è lo scudetto a campeggiare sulle divise italiane.

Nel 1983, per celebrare la vittoria nel campionato del mondo dell'anno precedente, tre stelle dorate sostituirono la scritta ITALIA sopra il tricolore, poi il tutto fu rimpiazzato nel 1984 da un nuovo stemma tondo incorporante le tre stelle, le scritte ITALIA e FIGC, e il tricolore. Dal 1991 al 1998 lo stemma adottato fu una lettera i stilizzata in corsivo, con tanto di puntino laterale blu, contenente i soliti elementi (stelle e tricolore) più la denominazione estesa FEDERAZIONE ITALIANA GIUOCO CALCIO.

Nel 1999 si tornava al tradizionale scudo tricolore, mentre il logo federale veniva relegato al solo ambito istituzionale. L’identità visiva di nazionale e federazione fu nuovamente unificata nel 2005 con l’adozione di un nuovo stemma: uno scudetto blu dai bordi squadrati, recante in capo la scritta aurea ITALIA e all'interno tre bande verticali cuspidate verde, bianca e rossa, terminanti ciascuna con una stella d’oro (evocante i mondiali vinti); nella banda bianca, più larga delle altre due, campeggiava altresì il disegno stilizzato di un pallone con inscritto l’acronimo FIGC. Con la conquista del quarto mondiale, quest’ultimo elemento venne ingrandito e spostato più in alto, mentre nella banda bianca fu aggiunta un’ulteriore stella.

A ottobre 2017 la FIGC ha introdotto un nuovo logo unificato, che declina la classica foggia dello scudetto tricolore nella forma di uno scudo svizzero; il disegno del pallone con la dicitura FIGC si sposta a cavallo della fascia ricurva che “sottolinea” l’epigrafe ITALIA, mentre le stelle celebrative dei mondiali si collocano esternamente al di sopra dell’insieme.[45][46]

InnoModifica

Oltre a Il Canto degli Italiani (conosciuto anche come Fratelli d'Italia, Inno di Mameli o Canto nazionale), inno nazionale della Repubblica Italiana[47] suonato prima di ogni incontro degli Azzurri, nel corso degli anni sono stati commissionati dalla FIGC vari inni celebrativi della Nazionale maschile di calcio. Il primo inno, commissionato nel 1997 in occasione del centenario della Federcalcio, venne scritto dal cantautore Claudio Baglioni, che compose il brano Da me a te, presentato allo Stadio Ennio Tardini di Parma il 22 aprile 1998 in concomitanza dell'amichevole Italia-Paraguay.[48] Un nuovo inno venne realizzato nel 2006 dal gruppo musicale dei Pooh, dal titolo Cuore azzurro, che accompagnò la selezione nazionale nel corso del campionato mondiale 2006, vinto proprio dall'Italia.[49] I proventi ricavati vennero devoluti interamente in beneficenza per il recupero dei bambini soldato della Sierra Leone. L'ultimo inno della nazionale italiana è, dal 2014, il brano Un amore così grande 2014 ricantato dal gruppo musicale dei Negramaro,[50] la cui versione originale è stata interpretata nel 1976 da Mario Del Monaco e nel 1984 da Claudio Villa. La cover dei Negramaro è stata anche pubblicata come singolo su iTunes e il ricavato delle vendite è stato devoluto in beneficenza alle società ONLUS AISM e AISLA per sostenere le loro ricerche scientifiche contro la sclerosi.[51]

Capitani storiciModifica

Questo elenco comprende i calciatori che per un determinato periodo hanno vestito stabilmente la fascia di capitano.

Commissari tecniciModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Allenatori della Nazionale di calcio dell'Italia.
 
Vittorio Pozzo, l'allenatore con il maggior numero di vittorie in nazionale, oltreché il più titolato con due Mondiali, un oro olimpico e due Coppe Internazionali.
 
Roberto Mancini, attuale commissario tecnico della nazionale.

La nazionale italiana è stata guidata nella sua storia da 27 commissioni tecniche (inizialmente formate solitamente da arbitri, poi anche da allenatori) e da 16 commissari tecnici.

La prima commissione tecnica era formata da Umberto Meazza, Agostino Recalcati, Alberto Crivelli, Giannino Camperio e Achille Gama e fu in carica dal 15 maggio 1910 al 6 gennaio dell'anno seguente.

Il primo commissario tecnico unico fu invece Vittorio Pozzo, che guidò la nazionale per la prima volta (seguirono altri due incarichi nel 1924 e dal 1929 al 1948) dal 26 giugno 1912 al 3 luglio seguente. Pozzo ha portato gli Azzurri alle vittorie dei mondiali di Italia 1934 e Francia 1938 — unico allenatore ad aver trionfato in due rassegne iridate —, oltre al torneo olimpico di Berlino 1936 e a due Coppe Internazionali (1927-1930 e 1933-1935), per un totale di cinque titoli che ne fanno il selezionatore più vincente della storia del calcio.[53]

L'allenatore che ha guidato per più incontri la nazionale italiana è invece Enzo Bearzot, per 104 gare, dal 1975 al 1986 (nel periodo 1975-1977 coadiuvato da Fulvio Bernardini), portando quindi gli Azzurri alla conquista del campionato del mondo 1982 dopo i quarti posti della precedente edizione di Argentina 1978 e del campionato d'Europa 1980. Seguono Pozzo con 97 partite, Ferruccio Valcareggi, allenatore vincitore del campionato d'Europa 1968 e finalista al campionato del mondo 1970, con 58 incontri, e Marcello Lippi, vincitore del campionato del mondo 2006, con Cesare Prandelli, finalista al campionato d'Europa 2012 e terzo alla FIFA Confederations Cup 2013, entrambi a quota 56 gare.

Altri commissari tecnici del passato degni di nota sono Arrigo Sacchi, sotto la cui guida la nazionale arrivò in finale al campionato del mondo 1994, Dino Zoff, finalista al campionato d'Europa 2000, e Azeglio Vicini, semifinalista al campionato d'Europa 1988 e terzo al campionato del mondo 1990.

Il selezionatore della nazionale italiana dal 2018 è Roberto Mancini, che ha guidato gli Azzurri alla vittoria del campionato d'Europa 2020.[54]

PalmarèsModifica

1927-1930, 1933-1935
Italia 1934, Francia 1938, Spagna 1982, Germania 2006
Berlino 1936
Italia 1968, Europa 2020

PremiModifica

  Premio Laureus World Sports - Squadra dell'anno
— 2007

Partecipazioni ai tornei internazionaliModifica

La nazionale A dell'Italia ha vinto quattro edizioni del campionato mondiale di calcio (Italia 1934, Francia 1938, Spagna 1982 e Germania 2006), la massima competizione calcistica per squadre nazionali maschili, classificandosi seconda in altre due occasioni (Messico 1970 e Stati Uniti 1994); inoltre, si è classificata terza a Italia 1990 e quarta ad Argentina 1978. Per contro, non ha partecipato alla prima edizione (Uruguay 1930) e non si è qualificata in quelle di Svezia 1958 e Russia 2018; inoltre, non ha superato il primo turno del campionato del mondo in sette occasioni.[55] Ai mondiali l'Italia non ha mai perso nei tempi regolamentari o supplementari una partita di quarti di finale o semifinale. Le uniche sconfitte in questi turni sono maturate dopo i calci di rigore: contro l'Argentina in semifinale nel 1990 e contro la Francia ai quarti di finale nel 1998.

L'Italia ha conseguito la vittoria nel campionato europeo di calcio per nazioni in due edizioni (Italia 1968 ed Europa 2020) e si è classificata seconda in altrettante occasioni (Belgio-Paesi Bassi 2000 e Polonia-Ucraina 2012) e quarta in una occasione (Italia 1980), giungendo complessivamente sei volte alle semifinali del torneo (l'altra a Germania Ovest 1988).

Nella Confederations Cup conta due partecipazioni (2009 e 2013) e ha ottenuto come miglior risultato il terzo posto nell'edizione del 2013.

Si aggiungono alle suddette vittorie la medaglia d'oro al torneo olimpico di calcio di Berlino 1936 e quella di bronzo a quello di Amsterdam 1928, in un periodo in cui l'ordinamento olimpico non aveva ancora uniformato, secondo il criterio dell'età massima dei giocatori, la composizione delle squadre. Infine l'Italia ha vinto due Coppe Internazionali (torneo europeo nato nel 1927, prima dell'istituzione della UEFA e da questa mai riconosciuto ufficialmente, poi superato nel 1960 dall'Europeo) nelle edizioni 1927-1930 e 1933-1935, risultando l'unica squadra ad aver vinto due volte tale competizione.

Campionato del mondo
Edizione Risultato
1930 Non partecipante[56]
1934 Campione  
1938 Campione  
1950 Primo turno
1954 Primo turno
1958 Non qualificata
1962 Primo turno
1966 Primo turno
1970 Secondo posto  
1974 Primo turno
1978 Quarto posto
1982 Campione  
1986 Ottavi di finale
1990 Terzo posto  
1994 Secondo posto  
1998 Quarti di finale
2002 Ottavi di finale
2006 Campione  
2010 Primo turno
2014 Primo turno
2018 Non qualificata
Campionato europeo
Edizione Risultato
1960 Non partecipante
1964 Non qualificata
1968 Campione  
1972 Non qualificata
1976 Non qualificata
1980 Quarto posto
1984 Non qualificata
1988 Semifinali  
1992 Non qualificata
1996 Primo turno
2000 Secondo posto  
2004 Primo turno
2008 Quarti di finale
2012 Secondo posto  
2016 Quarti di finale
2020 Campione  
Giochi olimpici[57]
Edizione Risultato
1908 Non partecipante
1912 Primo turno
1920 Quarti di finale
1924 Quarti di finale
1928 Bronzo  
1936 Oro  
1948 Quarti di finale
Confederations Cup
Edizione Risultato
1992 Non invitata
1995 Non invitata
1997 Non qualificata
1999 Non qualificata
2001 Rinuncia[58]
2003 Rinuncia[59]
2005 Non qualificata
2009 Primo turno[60]
2013 Terzo posto  [61]
2017 Non qualificata
UEFA Nations League
Edizione Risultato
2018-19 8ª in Lega A
2020-21 in corso
Coppa Internazionale
Edizione Risultato
1927-1930 Campione  
1931-1932 Secondo posto  
1933-1935 Campione  
1936-1938 Non terminata[62]
1948-1953 Quarto posto
1955-1960 Quinto posto


Legenda: Grassetto: Risultato migliore, Corsivo: Mancate partecipazioni

  • Nota bene: per le informazioni sui risultati ai Giochi olimpici nelle edizioni successive al 1948 visionare la pagina della nazionale olimpica.

Statistiche e recordModifica

Statistiche degli incontriModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Incontri ufficiali della Nazionale di calcio dell'Italia dal 1910 al 1970, Incontri ufficiali della Nazionale di calcio dell'Italia dal 1971 al 2000 e Incontri ufficiali della Nazionale di calcio dell'Italia dal 2001.

La nazionale di calcio dell'Italia è ai primi posti, tra la selezioni mondiali, per risultati accumulati nelle competizioni ufficiali in cui ha partecipato. Nella classifica storica dei mondiali di calcio gli Azzurri occupano la terza posizione dietro il Brasile e la Germania, davanti l'Argentina, la Francia e la Spagna. Il distacco da Brasile e Germania, è dovuto, oltre alla mancata qualificazione alle edizioni 1958 e 2018, alle sette eliminazioni al primo turno (nel 1950, 1954, 1962, 1966, 1974, 2010, 2014).

Nella classifica storica degli europei di calcio, la vittoria al campionato d'Europa 2020 ha consentito alla nazionale italiana di posizionarsi al secondo posto, dietro la Germania e davanti alla Spagna, anche in questa graduatoria, pur avendo entrambe un successo in più nella competizione continentale.[63]

Di seguito la tabella con le statistiche di tutte le partite ufficiali giocate dalla nazionale di calcio dell'Italia per ogni competizione.

Dati aggiornati al 9 settembre 2021.

Competizione Partite Vittorie Pareggi Sconfitte % vittorie Reti fatte Reti subite Diff. reti
Amichevole 398 193 115 90 48,49% 671 443 +228
Campionato europeo UEFA 45 21 18 6 46,67% 52 31 +21
Campionato mondiale FIFA 83 45 21 17 54,22% 128 77 +51
Coppa Internazionale 46 21 11 14 45,65% 84 70 +14
FIFA Confederations Cup 8 3 2 3 37,50% 13 15 -2
Giochi olimpici[64] 23 14 1 8 60,87% 71 38 +33
Qualificazioni al Campionato europeo UEFA[65] 118 74 30 14 62,71% 224 76 +148
Qualificazioni al Campionato mondiale FIFA 115 78 28 9 67,83% 233 70 +163
UEFA Nations League 10 4 5 1 40,00% 9 4 +5
Totali 846 453 231 162 53,55% 1485 824 +661

Statistiche dettagliate sui tornei internazionaliModifica

Dati aggiornati al 12 luglio 2021.

Campionato mondialeModifica

 
L'Italia vicecampione del mondo nel 1970
Anno Luogo Piazzamento V N P Reti
1930   Uruguay Non partecipante - - - -
1934   Italia Campione   4 1 0 12:3
1938   Francia Campione   4 0 0 11:5
1950   Brasile Primo turno 1 0 1 4:3
1954   Svizzera Primo turno 1 0 2 6:7
1958   Svezia Non qualificata - - - -
1962   Cile Primo turno 1 1 1 3:2
1966   Inghilterra Primo turno 1 0 2 2:2
1970   Messico Secondo posto   3 2 1 10:8
1974   Germania Ovest Primo turno 1 1 1 5:4
1978   Argentina Quarto posto 4 1 2 9:6
1982   Spagna Campione   4 3 0 12:6
1986   Messico Ottavi di finale 1 2 1 5:6
1990   Italia Terzo posto   6 1 0 10:2
1994   Stati Uniti Secondo posto   4 2 1 8:5
1998   Francia Quarti di finale 3 2 0 8:3
2002   Corea del Sud /   Giappone Ottavi di finale 1 1 2 5:5
2006   Germania Campione   5 2 0 12:2
2010   Sudafrica Primo turno 0 2 1 4:5
2014   Brasile Primo turno 1 0 2 2:3
2018   Russia Non qualificata - - - -

Campionato europeoModifica

 
Gli Azzurri si preparano per gli Europei del 1988
Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
1960   Francia Non partecipante - - - -
1964   Spagna Non qualificata - - - -
1968   Italia Campione   1 2 0 3:1
1972   Belgio Non qualificata - - - -
1976   Jugoslavia Non qualificata - - - -
1980   Italia Quarto posto 1 3 0 2:1
1984   Francia Non qualificata - - - -
1988   Germania Ovest Semifinali   2 1 1 4:3
1992   Svezia Non qualificata - - - -
1996   Inghilterra Primo turno 1 1 1 3:3
2000   Belgio /   Paesi Bassi Secondo posto   4 1 1 9:4
2004   Portogallo Primo turno 1 2 0 3:2
2008   Austria /   Svizzera Quarti di finale 1 2 1 3:4
2012   Polonia /   Ucraina Secondo posto   2 3 1 6:7
2016   Francia Quarti di finale 3 1 1 6:2
2020[54]   Europa Campione   5 2 0 13:4

Nations LeagueModifica

Anno Luogo della fase finale Piazzamento V N P Gol
2018-2019   Portogallo 8º in Lega A 1 2 1 2:2
2020-2021   Italia in Lega A 3 3 0 7:2

Giochi olimpiciModifica

 
La Nazionale A medaglia d'oro a Berlino 1936
Anno Luogo Piazzamento V N P Reti
1912   Stoccolma Turno di qualificazione 1 0 2 4:8
1920   Anversa Quarti di finale 2 0 2 5:7
1924   Parigi Quarti di finale 2 0 1 4:2
1928   Amsterdam Bronzo   3 1 1 25:11
1936   Berlino Oro   4 0 0 13:2
1948   Londra Quarti di finale 1 0 1 12:5
  • Nota bene: per le informazioni sui risultati ai Giochi olimpici nelle edizioni successive al 1948 visionare la pagina della nazionale olimpica.

Confederations CupModifica

Anno Luogo Piazzamento V N P Reti
1992   Arabia Saudita Non invitata - - - -
1995   Arabia Saudita Non invitata - - - -
1997   Arabia Saudita Non qualificata - - - -
1999   Messico Non qualificata - - - -
2001   Corea del Sud /   Giappone Rinuncia[58] - - - -
2003   Francia Rinuncia[59] - - - -
2005   Germania Non qualificata - - - -
2009   Sudafrica Primo turno 1 0 2 3:5
2013   Brasile Terzo posto   2 2 1 10:10
2017   Russia Non qualificata - - - -

Coppa InternazionaleModifica

 
La selezione italiana nel 1956 prima di un incontro valido per l'ultima Coppa Internazionale
Anni Piazzamento V N P Reti
1927-1930 Campione   5 1 2 21:15
1931-1932 Secondo posto   3 3 2 14:11
1933-1935 Campione   5 1 2 18:10
1936-1938 Non terminata[66] 3 1 0 9:4
1948-1953 Quarto posto 3 2 3 10:9
1955-1960 Quinto posto 2 3 5 12:21

Confronti con le altre nazionaliModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Confronti tra nazionale di calcio dell'Italia e altre nazionali.

Questi sono i saldi della nazionale italiana nei confronti delle selezioni con cui sono stati disputati almeno 10 incontri. Come previsto dai regolamenti FIFA, le partite terminate ai rigori dopo i tempi supplementari[67] sono considerate pareggi; allo stesso modo sono considerate le partite a eliminazione diretta decise dal sorteggio prima del 1970.

Dati aggiornati al 9 settembre 2021.

Saldo positivo
Nazionale Incontri Vittorie Pareggi Sconfitte Reti fatte Reti subite Diff. reti Ultima vittoria Ultimo pareggio Ultima sconfitta
  Svizzera 60 29 23 8 110 67 +43 16 giugno 2021 5 settembre 2021 1º maggio 1993
  Francia 39 19 10 11 85 56 +29 17 giugno 2008 8 settembre 2007 1º giugno 2018
  Austria 38 18 8 12 51 57 −6 26 giugno 2021 20 agosto 2008 10 dicembre 1960
  Germania[68] 35 15 12 8 50 41 +9 28 giugno 2012 15 novembre 2016 27 marzo 2016
  Ungheria 34 16 9 9 63 56 +7 6 ottobre 2001 3 settembre 2000 22 agosto 2007
  Inghilterra 28 10 10 8 32 34 −2 14 giugno 2014 11 luglio 2021 15 agosto 2012
  Portogallo 27 18 3 6 51 23 +28 6 febbraio 2008 17 novembre 2018 10 settembre 2018
  Cecoslovacchia[69] 26 9 9 8 39 38 +1 19 giugno 1990 7 aprile 1984 16 novembre 1983
  Svezia 25 11 7 7 28 25 +3 17 giugno 2016 13 novembre 2017 10 novembre 2017
  Belgio 23 15 4 4 45 25 +20 2 luglio 2021 29 maggio 1996 13 novembre 2015
  Paesi Bassi 23 10 10 3 30 22 +8 7 settembre 2020 14 ottobre 2020 9 giugno 2008
  Bulgaria 21 11 8 2 36 17 +19 28 marzo 2021 2 settembre 2021 25 settembre 1991
  Polonia 18 7 8 3 23 10 +13 15 novembre 2020 11 ottobre 2020 12 novembre 2003
  Norvegia 17 10 4 3 22 13 +9 13 ottobre 2015 4 giugno 2005 3 giugno 2000
  Romania 17 10 5 2 28 14 +14 16 novembre 2003 17 novembre 2015 29 marzo 1989
  Jugoslavia[70] 17 8 5 4 24 21 +3 23 settembre 1987 31 marzo 1988 13 giugno 1979
  Finlandia 15 13 1 1 36 8 +28 8 settembre 2019 27 settembre 1975 29 giugno 1912
  Argentina 15 6 5 4 22 15 +7 10 giugno 1987 3 luglio 1990 23 marzo 2018
  Irlanda 14 8 3 3 20 10 +10 18 giugno 2012 31 maggio 2014 22 giugno 2016
  Stati Uniti 13 9 3 1 37 5 +32 20 novembre 2018 17 giugno 2006 29 febbraio 2012
  Danimarca 13 8 2 3 24 16 +8 16 ottobre 2012 11 ottobre 2013 8 settembre 1999
  Messico 12 7 4 1 28 10 +18 16 giugno 2013 13 giugno 2002 3 giugno 2010
  Scozia 11 8 2 1 19 4 +15 29 maggio 2016 3 settembre 2005 9 novembre 1965
  Turchia 11 8 3 0 21 5 +16 11 giugno 2021 15 novembre 2006 -
  Grecia 11 7 3 1 22 6 +16 12 ottobre 2019 19 novembre 2008 4 marzo 1972
  Galles 10 8 0 2 24 5 +19 20 giugno 2021 - 16 ottobre 2002
  Irlanda del Nord 10 7 2 1 19 6 +13 25 marzo 2021 8 ottobre 2010 25 aprile 1957
Saldo neutro
Nazionale Incontri Vittorie Pareggi Sconfitte Reti fatte Reti subite Diff. reti Ultima vittoria Ultimo pareggio Ultima sconfitta
  Spagna 38 11 16 11 44 41 +3 27 giugno 2016 6 luglio 2021 2 settembre 2017
Saldo negativo
Nazionale Incontri Vittorie Pareggi Sconfitte Reti fatte Reti subite Diff. reti Ultima vittoria Ultimo pareggio Ultima sconfitta
  Brasile 16 5 3 8 23 30 −7 5 luglio 1982 21 marzo 2013 22 giugno 2013
  Uruguay 11 3 4 4 12 11 +1 7 giugno 2017 30 giugno 2013 24 giugno 2014
  Unione Sovietica[71] 11 2 5 4 9 10 −1 16 giugno 1991 12 ottobre 1991 22 giugno 1988

Record di squadraModifica

Dal 10 ottobre 2018 (pareggio al Ferraris contro l'Ucraina) all'8 settembre 2021 (vittoria al Mapei Stadium contro la Lituania) la nazionale italiana è rimasta imbattuta per un totale di 37 gare ufficiali consecutive — serie tutt'ora aperta —, superando nel pareggio a reti bianche contro la Svizzera del 5 settembre 2021 il precedente record per le nazionali maschili di 35 partite ufficiali consecutive senza sconfitte, che era detenuto congiuntamente dalla nazionale brasiliana (tra il 16 dicembre 1993 e il 21 gennaio 1996) e dalla nazionale spagnola (tra il 7 febbraio 2007 e il 24 giugno 2009).[72] Inoltre, se si escludono le gare amichevoli da questa serie, gli azzurri detengono anche il record di imbattibilità in gare di competizioni per nazionali maschili, avendo realizzato una striscia di 31 partite senza perdere, superando il precedente primato della nazionale spagnola (29) nel periodo 2010-2013.

Un altro record detenuto dalla nazionale italiana è quello dei minuti senza subire reti: 1168.[73] Dalla rete subita nella sfida contro i Paesi Bassi nella UEFA Nations League del 14 ottobre 2020,[73] alla rete siglata dall'Austria nel secondo tempo supplementare degli ottavi di finale del campionato d'Europa 2020,[73] si sono alternati imbattuti tra i pali i portieri Gianluigi Donnarumma (che ha giocato per 987 minuti), Salvatore Sirigu (91 minuti), Alessio Cragno (63 minuti) e Alex Meret (27 minuti).[73] Questo record migliora quello precedente di 1143 minuti, che apparteneva sempre alla nazionale italiana, siglato nel periodo tra il 1972 e il 1974.[73] In questo caso la porta azzurra era stata difesa solamente da Dino Zoff,[73] che conserva il record di minuti di imbattibilità di un singolo portiere.

Record individualiModifica

Gianluigi Buffon, detentore dei record di presenze sia assoluto sia da capitano e Gigi Riva, detentore del record di reti
 Lo stesso argomento in dettaglio: Calciatori della nazionale italiana e Capitani della Nazionale di calcio dell'Italia.

Dati aggiornati al 9 settembre 2021. Il grassetto indica giocatori ancora in attività in nazionale.[74][75]

Record di presenze Record di reti Record di presenze da capitano
Pos. Giocatore Periodo Presenze Reti Pos. Giocatore Periodo Reti Presenze Reti/pres. Pos. Giocatore Pres. capitano
1 Gianluigi Buffon 1997-2018 176 - 1 Gigi Riva 1965-1974 35 42 0,83 1 Gianluigi Buffon 80
2 Fabio Cannavaro 1997-2010 136 2 2 Giuseppe Meazza 1930-1939 33 53 0,62 2 Fabio Cannavaro 79
3 Paolo Maldini 1988-2002 126 7 3 Silvio Piola 1935-1952 30 34 0,88 3 Paolo Maldini 74
4 Daniele De Rossi 2004-2017 117 21 4 Roberto Baggio 1988-2004 27 56 0,48 4 Giacinto Facchetti 70
5 Andrea Pirlo 2002-2015 116 13 4 Alessandro Del Piero 1995-2008 27 91 0,30 5 Dino Zoff 59
6 Giorgio Chiellini 2004-oggi 113 8 6 Adolfo Baloncieri 1920-1930 25 47 0,53 6 Giuseppe Bergomi 33
7 Dino Zoff 1968-1983 112 - 6 Filippo Inzaghi 1997-2007 25 57 0,44 7 Franco Baresi 31
8 Leonardo Bonucci 2010-oggi 111 8 6 Alessandro Altobelli 1980-1988 25 61 0,41 8 Adolfo Baloncieri 28
9 Gianluca Zambrotta 1999-2010 98 2 9 Christian Vieri 1997-2005 23 49 0,47 9 Renzo De Vecchi 26
10 Giacinto Facchetti 1963-1977 94 3 9 Francesco Graziani 1975-1983 23 64 0,36 10 Giampiero Boniperti 24

Tifoseria e rivalitàModifica

TifoseriaModifica

 
La manifestazione al Circo Massimo, con settecentomila partecipanti, nel 2006 per festeggiare il quarto titolo mondiale vinto dall'Italia.

Il tifo per la nazionale di calcio dell'Italia assume maggiore passione solitamente in concomitanza con le fasi finali del campionato mondiale o dell'europeo, se la selezione italiana è tra le partecipanti all'evento. In molti balconi o terrazze delle abitazioni italiane si assiste all'esposizione della Bandiera d'Italia.[76] Per gli incontro degli Azzurri nei suddetti tornei, vengono spesso allestiti dei maxischermi, da parte delle amministrazioni comunali, nelle principali piazze delle città d'Italia[77] ma anche da parte di privati in pubblici esercizi come bar, pub, lidi[78] e, in caso di vittoria della gara, si assiste ai caroselli di auto dei tifosi per le strade dei centri urbani,[77][78] aumentando la partecipazione in proporzione agli stessi con vari i passaggi di turno nel torneo, ai quali si aggiungono numerosi spettacoli pirotecnici nei cieli delle città italiane in caso di successo finale dell'evento.[77]

 
Little Italy a New York durante il periodo di un mondiale.

Capita, non di rado, che tutte le sopra citate manifestazioni spontanee di tifo per gli Azzurri si riscontrino anche nelle grandi città di ogni continente, se sono presenti numerose comunità di emigrati italiani.[79][80][81] Spesso le vittorie dell'Italia in una determinata nazione, sono state anche motivo di riscatto sociale per gli italiani ivi residenti, come accadde in Germania nel 2006.[82] E proprio questi ultimi sono stati spesso i maggiori supporters, agli allenamenti e allo stadio, nelle varie rassegne continentali o mondiali disputate all'estero.[83] Per tali motivi, ad esempio, all'epoca del torneo mondiale di Stati Uniti 1994, la Federcalcio chiese e ottenne dalla FIFA che l'Italia venisse inserita nel girone in cui vi erano gli incontri da disputare a New York, metropoli con una forte immigrazione italiana.[84]

Le maggiori manifestazioni organizzate per la nazionale, si ebbero il giorno seguente alle vittorie al campionato del mondo 2006[85] e al campionato d'Europa 2020 (svolto nel 2021).[86] In entrambe le occasioni, la squadra vincitrice della coppa tornò nella capitale dalla sede della finale del torneo e, dopo essere stata ricevuta prima al Palazzo del Quirinale dal Presidente della Repubblica italiana[85][86] e successivamente a Palazzo Chigi dal Governo,[85][86] effettuò un giro su un autobus scoperto (mostrando il trofeo vinto) lungo le principali strade del centro storico di Roma.[85][86] Nel 2006 i festeggiamenti erano già iniziati prima dei due ricevimenti ufficiali, con un milione di fan che "scortò" a bordo strada il pullman azzurro,[85] senza soluzione di continuità dall'aeroporto di Fiumicino (dove vi fu anche il passaggio delle Frecce Tricolori nei cieli dell'area metropolitana di Roma)[85] fino ai palazzi delle istituzioni, e si conclusero a notte inoltrata al Circo Massimo davanti a settecentomila persone,[85] evento che non poté essere replicato nel 2021, a causa delle restrizioni dovute alla pandemia di Covid-19.

RivalitàModifica

Le prime rivalità della nazionale di calcio italiana sono state quelle, negli anni venti e trenta dello scorso secolo, con Austria,[87] Ungheria,[88] Uruguay e Cecoslovacchia; queste, nel corso dei decenni successivi, sono state sostituite dalle rivalità con le altre due big sudamericane (Argentina e Brasile) ma, soprattutto, con le altre grandi potenze del calcio europeo vincitrici di un titolo mondiale: Francia, Germania, Inghilterra e Spagna.

La nazionale di calcio dell'Italia, tra l'altro, vanta un singolare primato: tutti e sette i titoli ufficiali vinti dagli Azzurri sono stati conquistati o tra le mura domestiche (Roma, campionato del mondo 1934 e campionato d'Europa 1968) o in casa delle altre quattro rivali calcistiche europee (Parigi, campionato del mondo 1938; Madrid, campionato del mondo 1982; Berlino, Olimpiade 1936 e campionato del mondo 2006; Londra, campionato d'Europa 2020), alzando quindi al cielo un trofeo in tutte e cinque le grandi capitali dell'Europa occidentale.[89]

Francia
 Lo stesso argomento in dettaglio: Rivalità calcistica Francia-Italia, Italia-Francia (1910), Finale del campionato europeo di calcio 2000 e Finale del campionato mondiale di calcio 2006.
 
I due capitani di Francia e Italia, Trésor e Zoff, si salutano prima dell'amichevole di Napoli dell'8 febbraio 1978.

La rivalità calcistica tra la nazionale italiana e la selezione della Francia trova radici ben profonde e non solo legate al mondo del calcio. Sussiste da sempre tra i due paesi un rapporto di amore-odio contraddistinto dal rispetto e la stima reciproci, ma accompagnato spesso da scherno e competizione, a livello economico-commerciale ma anche culturale.[90] Anche per questo motivo le loro sfide sono molto sentite da giocatori, dirigenti, giornalisti e tifosi.[91]

La prima sfida avvenne nel 1910 a Milano, con gli Azzurri alla loro prima partita della storia e con il risultato finale di 6-2 per i padroni di casa. La rivalità comunque inizio sul finire degli anni novanta, quando al campionato del mondo 1998 giocato proprio in Francia le due selezioni si scontrarono nei quarti di finale, con i Blues che vinsero ai tiri di rigore.[92] Due anni dopo la sfida si ripropose in finale del campionato d'Europa 2000 a Rotterdam e la Francia vinse ancora sugli Azzurri, pareggiando al termine dei tempi regolamentari e segnando ai supplementari il decisivo golden goal.[92] La rivincita italiana avvenne nel campionato del mondo 2006 con la finale di Berlino ancora tra Francia e Italia, e gli Azzurri vinsero il titolo mondiale sui francesi ai tiri di rigore, successivi a un incontro ricco di episodi incandescenti.[92]

Nei principali tornei per nazionali, le due formazioni si sono affrontate per nove volte: cinque volte alla Coppa del Mondo FIFA (Francia 1938, Argentina 1978, Messico 1986, Francia 1998 e Germania 2006),[93] due volte al Campionato europeo UEFA (Belgio-Paesi Bassi 2000 e Austria-Svizzera 2008)[93] e due volte ai Giochi olimpici (Anversa 1920 e Amsterdam 1928).[93]

Germania
 Lo stesso argomento in dettaglio: Rivalità calcistica Germania-Italia, Partita del secolo e Finale del campionato mondiale di calcio 1982.
 
La targa commemorativa della partita del secolo tra Italia e Germania Ovest, apposta all'esterno dell'Estadio Azteca.

La rivalità calcistica tra la nazionale italiana e la selezione della Germania (tra il 1949 e il 1990 identificata come Germania Ovest) è spesso ribazzettata come il «derby d'Europa»,[94] anche in virtù del fatto che le due squadre siano tra le più titolate al mondo.[94]

La prima sfida avvenne nel 1923 a Milano, con gli Azzurri che superarono i tedeschi per 3-1 dando inizio a un classico del calcio mondiale,[94] ma la vera rivalità ebbe inizio il 17 giugno 1970 a Città del Messico, quando nella semifinale del campionato del mondo 1970 l'Italia riuscì a vincere per 4-3, al termine dei tempi supplementari, in quella che fu in seguito definita come la «Partita del secolo».[94] Successivamente, l'apice delle sfide tra Germania e Italia si ebbe al campionato del mondo 1982, quando le due formazioni si affrontarono a Madrid in finale, con la nazionale italiana vincitrice del suo terzo titolo mondiale sconfiggendo la Germania Ovest per 3-1.

Ad aumentare la rivalità calcistica tra Germania e Italia ha contribuito il fatto che gli ultimi due campionati del mondo disputati sul territorio delle due nazioni siano stati vinti dalla selezione rivale:[94] al mondiale di Italia 1990 vinsero i tedeschi[94] (in finale contro l'Argentina che aveva a sua volta eliminato gli Azzurri) mentre il torneo di Germania 2006 fu conquistato dall'Italia che in semifinale a Dortmund superò per 2-0 proprio i padroni di casa.[94]

Nei principali tornei per nazionali, le due formazioni si sono affrontate per ben nove volte: cinque volte alla Coppa del Mondo FIFA (Cile 1962, Messico 1970, Argentina 1978, Spagna 1982 e Germania 2006)[95] e quattro volte al Campionato europeo UEFA (Germania Ovest 1988, Inghilterra 1996, Polonia-Ucraina 2012 e Francia 2016).[95] Le numerose sconfitte dei tedeschi nei tornei ufficiali, è un fatto calcistico molto sentito in Germania, tanto che questo record negativo fa sì che l'Italia sia definita «il più grande incubo calcistico», «una nemesi», e che l'ex presidente della federazione calcistica tedesca (DFB) Wolfgang Niersbach ritenne che un incontro con l'Italia, anche se amichevole, non debba essere considerato soltanto una partita, ma «una competizione per il prestigio e l'onore».[96][97]

Inghilterra
 Lo stesso argomento in dettaglio: Battaglia di Highbury e Finale del campionato europeo di calcio 2020.
 
I capitani Giacinto Facchetti e Bobby Moore nei convenevoli di rito prima dell'amichevole del 14 giugno 1973

La rivalità calcistica tra la nazionale italiana e la selezione dell'Inghilterra è il simbolo soprattutto di un diverso approccio culturale e metodologico al calcio degli Azzurri rispetto alla nazionale «dei tre leoni».[98] Calcisticamente, tra le due nazioni c'è anche una forte competizione a livello di club.[99]

La prima sfida avvenne nel 1933 a Roma e terminò con un pareggio per 1-1; il secondo incontro fu disputato l'anno seguente a Londra e passò alla storia come la «battaglia di Highbury»: l'Italia qualche mese prima si era laureata campione del mondo e la partita fu presentata come decisiva per stabilire a chi spettasse la supremazia mondiale. Dopo due minuti di gioco gli azzurri rimasero in dieci uomini per l'infortunio del centromediano Luis Monti (in quel periodo non erano previste sostituzioni) e nel giro di dieci minuti si trovarono in svantaggio di 3 reti a 0. La partita si trasformò, per l'appunto, in una battaglia e nel secondo tempo l'Italia accorciò le distanze con due gol di Giuseppe Meazza, che negli ultimi minuti colpì la traversa con un colpo di testa. L'incontro finì 3-2 per gli inglesi ma la grande prestazione degli azzurri valse loro il titolo di «leoni di Highbury».[100][101]

La sfida più importante tra le due selezioni è avvenuta nel 2021, in finale del campionato d'Europa 2020. Allo stadio di Wembley l'incontro viene vinto dalla nazionale italiana per 3-2 ai tiri di rigore (1-1 dopo i tempi supplementari) e il successo è valso agli Azzurri il loro secondo titolo europeo.[102]

Nei principali tornei per nazionali, le due formazioni si sono affrontate per cinque volte: due volte alla Coppa del Mondo FIFA (Italia 1990 e Brasile 2014)[102] e tre volte al Campionato europeo UEFA (Italia 1980, Polonia-Ucraina 2012 ed Europa 2020)[102].

Spagna
 Lo stesso argomento in dettaglio: Rivalità calcistica Italia-Spagna e Finale del campionato europeo di calcio 2012.
 
Leonardo Bonucci (a sinistra) e Fernando Torres (a destra) durante la finale del Campionato europeo di calcio 2012

La rivalità calcistica tra la nazionale italiana e la selezione della Spagna è a volte indicata come «derby del Mediterraneo»[103] ed è più recente rispetto ad altre rivalità, essendosi formata e rafforzata nel terzo millennio, in coincidenza col periodo più florido delle Furie Rosse.

La prima sfida avvenne nel 1920 ad Anversa, nelle semifinali del torneo di consolazione di calcio ai Giochi della VII Olimpiade: gli spagnoli vinsero per 2-0. La rivalità calcistica tra le due nazioni, successivamente, fu però maggiore a livello di club, nelle competizioni UEFA, in cui Italia e Spagna hanno goduto di periodi di rispettivo dominio. I frequenti incontri tra i club hanno portato i giocatori d'élite a familiarizzare l'uno con l'altro quando si incontrano a livello nazionale.[104] Anche le squadre Under 21 delle due nazioni, tra le più forti al mondo, sono riconosciute come rivali. L'apice delle sfide tra Azzurri e spagnoli è stata la finale del campionato d'Europa 2012, con le Furie Rosse che dominarono l'incontro vincendo per 4-0, conquistando il loro terzo titolo di campioni d'Europa, secondo consecutivo.[105]

Nei principali tornei per nazionali, le due formazioni si sono affrontate per quindici volte: tre volte alla Coppa del Mondo FIFA (due volte a Italia 1934 e Stati Uniti 1994),[105] sette volte al Campionato europeo UEFA (Italia 1980, Germania Ovest 1988, Austria-Svizzera 2008, due volte a Polonia-Ucraina 2012, Francia 2016 ed Europa 2020),[105] una volta alla FIFA Confederations Cup (2013)[105] e quattro volte ai Giochi olimpici (Anversa 1920, Parigi 1924 e due volte ad Amsterdam 1928).[105]

Brasile
 Lo stesso argomento in dettaglio: Rivalità calcistica Brasile-Italia, Italia-Brasile 3-2, Finale del campionato mondiale di calcio 1970 e Finale del campionato mondiale di calcio 1994.
 
Pelé e Sandro Mazzola entrano in campo per l'amichevole del 12 maggio 1963.

La rivalità calcistica tra l'Italia e il Brasile è conosciuta anche come «clássico mundial» in portoghese o «derby del Mondo» in italiano, in quanto mette di fronte due delle nazioni calcistiche di maggior successo a livello globale, avendo raggiunto nove Coppe del Mondo tra i due paesi. A differenza delle sfide con le squadre europee, con le quali sussiste una rivalità più accesa, essendo il Brasile una nazionale sudamericana, con i verdeoro sono limitati i confronti nell'ambito delle competizioni intercontinentali, sebbene siano state giocate varie amichevoli. La sfida è stata per due volte la finale del campionato mondiale, unico caso assieme a Germania - Argentina (ultimo atto della rassegna iridata in tre occasioni).[106][107][108]

Nei principali tornei per nazionali, le due formazioni si sono affrontate per sette volte: cinque volte al Mondiale (Francia 1938, Messico 1970, Argentina 1978, Spagna 1982 e Stati Uniti 1994)[109] e due volte alla FIFA Confederations Cup (2009 e 2013)[109].

La prima sfida in assoluto fu ai Mondiali di Francia 1938, in semifinale. I sudamericani, convinti di centrare la qualificazione alla finale, avevano prenotato un aereo per Parigi e tenuto in panchina Leônidas (in vista dell'impegno conclusivo).[110] Il risultato finale premiò invece gli uomini di Vittorio Pozzo, vittoriosi per 2-1.

Il successivo confronto in ambito mondiale fu durante nel 1970, durante la finale di Città del Messico. I verdeoro trionfarono per 4-1, dopo aver chiuso in parità il primo tempo: il successo comportò l'assegnazione in via definitiva del trofeo dedicato a Jules Rimet, poiché la FIFA aveva deliberato che la versione originale della coppa venisse assegnata alla nazionale che avesse raggiunto per prima le tre affermazioni (sino a quel momento, l'Italia e il Brasile potevano vantare due vittorie a testa). L'Italia si "vendicò" nell'edizione di Spagna 1982, allorché si impose per 3-2 nell'ultima gara del secondo turno, guadagnando il passaggio alle semifinali. Tra i tifosi della Seleção, la partita è ricordata come «tragedia del Sarriá». È questa l'ultima affermazione azzurra sui rivali, che dodici anni dopo fecero proprio il trofeo battendo la squadra di Arrigo Sacchi nella finale del mondiale di Stati Uniti 1994, il primo deciso ai rigori.

Argentina
 
L'avventata uscita di Walter Zenga che portò al pareggio di Claudio Caniggia nella semifinale del campionato del mondo 1990

Più che un'acerrima rivalità, la sfida con l'Argentina è un derby internazionale, poiché buona parte della popolazione argentina è di ascendenza italiana. Inoltre le due società più blasonate del calcio locale (Boca Juniors e River Plate) sono state fondate da genovesi.

Nei principali tornei per nazionali, le due formazioni si sono affrontate per cinque volte: in cinque edizioni consecutive della Coppa del Mondo FIFA (Germania Ovest 1974, Argentina 1978, Spagna 1982, Messico 1986 e Italia 1990)[111].

Il primo incontro fu un'amichevole giocata a Roma nel 1954: gli Azzurri vinsero per 2-0 contro i Biancocelesti.[111] L'unico episodio controverso nelle sfide tra le due squadre, si verificò nel 1990, quando l'Italia padrona di casa cedette in semifinale ai rivali (perdendo ai rigori, dopo l'1-1 al termine dei supplementari) nella gara giocata al San Paolo di Napoli (teatro delle imprese di Maradona con la squadra partenopea): durante la finale all'Olimpico di Roma la tifoseria azzurra sostenne l'altra formazione, la Germania Ovest (poi vincitrice). Maradona, capitano della sua squadra, insultò in mondovisione il pubblico che aveva fischiato l'Argentina già durante l'esecuzione dell'inno.[112]

Uruguay

Il primo confronto con l'Uruguay fu quello ai Giochi olimpici 1928: in semifinale, i sudamericani si imposero per 3-2. Le due squadre si ritrovarono dopo oltre quarant'anni, nel primo turno dei Mondiali di Messico 1970: l'incontro finì 0-0 ed entrambe accedettero ai quarti di finale.

Nei principali tornei per nazionali, le due formazioni si sono affrontate per cinque volte: tre volte alla Coppa del Mondo FIFA (Messico 1970, Italia 1990, Brasile 2014),[113] una volta alla FIFA Confederations Cup (2013)[113] e una volta ai Giochi olimpici (Amsterdam 1928).[113]

La sfida probabilmente più importante tra le due selezioni è stata la finale per il terzo posto della Confederations Cup 2013, con gli Azzurri conquistarono il bronzo ai tiri di rigore dopo il 2-2 dei tempi supplementari.[114]

Altre rivalità
 
Un momento della convulsa battaglia di Santiago, fase a gironi del campionato del mondo 1962.

Una minore rivalità, piuttosto affievolita, vi è con la Svizzera, che era sentita principalmente dagli emigranti italiani in terra elvetica. Anche per la vicinanza fra i due paesi, la nazionale rossocrociata è quella più affrontata dalla nazionale italiana. Ben altre rivalità, molto forti, vi sono con due nazioni di recente formazione quali Slovenia e Croazia; dovute piuttosto a motivi storici che non calcistici.[115][116] Sebbene queste rivalità non siano generalmente sentite come quelle verso Francia o Germania, gli incontri con Slovenia e Croazia hanno finora rappresentato gli unici casi in cui i tifosi Azzurri, solitamente tranquilli, siano stati coinvolti in scontri di curva.[117][118] Uno dei casi più emblematici è l'amichevole del 21 agosto 2002 Italia-Slovenia (0-1), che doveva rappresentare anche una sorta di festa di commiato per Bruno Pizzul quale telecronista della nazionale. La gara, giocata a Trieste (dov'è molto sentita la rivalità coi vicini sloveni), viene principalmente ricordata per i numerosi scontri fra le due tifoserie, qualche tentata invasione di campo e alcuni accenni di rissa anche fra i calciatori.[117]

Le altre rivalità non sono storiche, ma più che altro segnate da episodi limitati o sporadici. Impossibile non citare il Cile e la famosa Battaglia di Santiago, rivalità sorta e finita in quell'anno dopo un'inopportuna campagna mediatica della stampa italiana nei confronti della città capitale cilena che suscitò aspre polemiche nello Stato sudamericano, accrescendo notevolmente la tensione prima della partita, terminata poi in maniera decisamente poco felice. Le partite successive coi cileni sono tornate a giocarsi senza problemi.

Un ricordo senz'altro negativo è legato anche alle scandinave Danimarca e Svezia, famose soprattutto per il 2-2 che condannò gli azzurri all'eliminazione dal campionato europeo di calcio 2004; in particolare alla Svezia si deve anche la dolorosa mancata qualificazione al campionato del mondo 2018. Curioso inoltre notare che l'unico precedente nel quale l'Italia mancò la qualificazione ai mondiali fu in quelli del 1958, giocatisi proprio in Svezia; e la mancò anche agli europei del 1992, sempre svoltisi nel paese scandinavo.

Altri ricordi negativi per la nazionale italiana sono legati alle due rappresentative coreane: la Corea del Nord sconfisse clamorosamente gli Azzurri per 1-0 al campionato del mondo 1966 causandone l'eliminazione al primo turno (partita nella quale l'Italia giocò per circa un'ora con un uomo in meno per l'infortunio occorso a Giacomo Bulgarelli), mentre la Corea del Sud padrona di casa estromise l'Italia al golden goal agli ottavi di finale del campionato del mondo 2002, in una partita segnata dal contestato arbitraggio di Byron Moreno. L'Italia non ha più incontrato queste due nazionali in gare ufficiali.

OrganicoModifica

Rosa attualeModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Calciatori della nazionale italiana.

Lista dei 34 giocatori convocati dal CT Roberto Mancini per le partite di qualificazione al campionato mondiale di calcio 2022 contro Bulgaria, Svizzera e Lituania del 2, 5 e 8 settembre 2021.

Dati aggiornati al 9 settembre 2021.

N. Pos. Giocatore Data nascita (età) Pres. Reti Squadra
P Gianluigi Donnarumma 25 febbraio 1999 (22 anni) 36 -16
P Salvatore Sirigu 12 gennaio 1987 (34 anni) 28 -18
P Alex Meret 22 marzo 1997 (24 anni) 2 -1
P Pierluigi Gollini 22 marzo 1995 (26 anni) 1 0
D Giorgio Chiellini   14 agosto 1984 (37 anni) 113 8
D Leonardo Bonucci 1º maggio 1987 (34 anni) 111 8
D Alessandro Florenzi 11 marzo 1991 (30 anni) 46 2
D Emerson Palmieri 3 agosto 1994 (27 anni) 21 0
D Francesco Acerbi 10 febbraio 1988 (33 anni) 19 1
D Giovanni Di Lorenzo 4 settembre 1993 (28 anni) 15 1
D Cristiano Biraghi 1º settembre 1992 (29 anni) 11 1
D Rafael Tolói 10 ottobre 1990 (30 anni) 8 0
D Alessandro Bastoni 13 aprile 1999 (22 anni) 7 0
D Gianluca Mancini 17 aprile 1996 (25 anni) 6 0
C Marco Verratti 5 novembre 1992 (28 anni) 47 3
C Jorginho 20 dicembre 1991 (29 anni) 38 5
C Nicolò Barella 7 febbraio 1997 (24 anni) 31 6
C Bryan Cristante 3 marzo 1995 (26 anni) 19 1
C Lorenzo Pellegrini 19 giugno 1996 (25 anni) 18 2
C Manuel Locatelli 8 gennaio 1998 (23 anni) 16 3
C Matteo Pessina 21 aprile 1997 (24 anni) 11 4
C Stefano Sensi 5 agosto 1995 (26 anni) 8 3
C Gaetano Castrovilli 17 febbraio 1997 (24 anni) 4 0
C Nicolò Zaniolo 2 luglio 1999 (22 anni) 8 2
A Ciro Immobile 20 febbraio 1990 (31 anni) 54 15
A Lorenzo Insigne 4 giugno 1991 (30 anni) 49 10
A Andrea Belotti 20 dicembre 1993 (27 anni) 39 12
A Federico Bernardeschi 16 febbraio 1994 (27 anni) 35 6
A Federico Chiesa 25 ottobre 1997 (23 anni) 34 4
A Domenico Berardi 1º agosto 1994 (27 anni) 20 5
A Moise Kean 28 febbraio 2000 (21 anni) 10 4
A Giacomo Raspadori 18 febbraio 2000 (21 anni) 5 1
A Gianluca Scamacca 1º gennaio 1999 (22 anni) 1 0

Tutte le roseModifica

Coppa del Mondo FIFA
Coppa del Mondo FIFA 1934
Cavanna, P Combi, P Masetti, D Allemandi, D Caligaris, D Monzeglio, D Rosetta, C Bertolini, C Castellazzi, C Ferrari, C Ferraris IV, C Meazza, C Monti, C Pizziolo, C Varglien I, A Arcari III, A Borel, A Demaría, A Guaita, A Guarisi, A Orsi, A Schiavio, CT: Pozzo
Coppa del Mondo FIFA 1938
Ceresoli, P Masetti, P Olivieri, D Foni, D Monzeglio, D Rava, C Andreolo, C Chizzo, C Donati, C Ferrari, C Genta, C Locatelli, C Meazza, C Olmi, C Perazzolo, C Serantoni, A Bertoni, A Biavati, A Colaussi, A Ferraris II, A Pasinati, A Piola, CT: Pozzo
Coppa del Mondo FIFA 1950
Casari, P Moro, P Sentimenti IV, D Annovazzi, D Blason, D Fattori, D Furiassi, D Giovannini, C Magli, C Mari, C Parola, C Remondini, C Tognon, A Amadei, A Boniperti, A Campatelli, A Cappello, A Caprile, A Carapellese, A Lorenzi, A Muccinelli, A Pandolfini, CT: Novo
Coppa del Mondo FIFA 1954
Ghezzi, 2 Vincenzi, 3 Giacomazzi, 4 Neri, 5 Tognon, 6 Nesti, 7 Muccinelli, 8 Pandolfini, 9 Galli, 10 Cappello, 11 Lorenzi, 12 Viola, 13 Magnini, 14 Cervato, 15 Mari, 16 Ferrario, 17 Segato, 18 Pivatelli, 19 Boniperti, 20 Gratton, 21 Frignani, 22 Costagliola, CT: Czeizler
Coppa del Mondo FIFA 1962
Buffon, 2 Losi, 3 Radice, 4 Salvadore, 5 Maldini, 6 Trapattoni, 7 Mora, 8 Maschio, 9 Altafini, 10 Sívori, 11 Menichelli, 12 Mattrel, 13 Albertosi, 14 Rivera, 15 Sormani, 16 Robotti, 17 Pascutti, 18 David, 19 Janich, 20 Tumburus, 21 Ferrini, 22 Bulgarelli, CT: Ferrari - Mazza
Coppa del Mondo FIFA 1966
Albertosi, 2 Anzolin, 3 Barison, 4 Bulgarelli, 5 Burgnich, 6 Facchetti, 7 Fogli, 8 Guarneri, 9 Janich, 10 Juliano, 11 Landini, 12 Leoncini, 13 Lodetti, 14 Mazzola, 15 Meroni, 16 Pascutti, 17 Perani, 18 Pizzaballa, 19 Rivera, 20 Rizzo, 21 Rosato, 22 Salvadore, CT: Fabbri
Coppa del Mondo FIFA 1970
Albertosi, 2 Burgnich, 3 Facchetti, 4 Poletti, 5 Cera, 6 Ferrante, 7 Niccolai, 8 Rosato, 9 Puia, 10 Bertini, 11 Riva, 12 Zoff, 13 Domenghini, 14 Rivera, 15 Mazzola, 16 De Sisti, 17 Vieri, 18 Juliano, 19 Gori, 20 Boninsegna, 21 Furino, 22 Prati, CT: Valcareggi
Coppa del Mondo FIFA 1974
Zoff, 2 Spinosi, 3 Facchetti, 4 Benetti, 5 Morini, 6 Burgnich, 7 Mazzola, 8 Capello, 9 Chinaglia, 10 Rivera, 11 Riva, 12 Albertosi, 13 Sabadini, 14 Bellugi, 15 Wilson, 16 Juliano, 17 Re Cecconi, 18 Causio, 19 Anastasi, 20 Boninsegna, 21 Pulici, 22 Castellini, CT: Valcareggi
Coppa del Mondo FIFA 1978
Zoff, 2 Bellugi, 3 Cabrini, 4 Cuccureddu, 5 Gentile, 6 Maldera, 7 Manfredonia, 8 Scirea, 9 Antognoni, 10 Benetti, 11 Pecci, 12 Conti, 13 P. Sala, 14 Tardelli, 15 Zaccarelli, 16 Causio, 17 C. Sala, 18 Bettega, 19 Graziani, 20 Pulici, 21 Rossi, 22 Bordon, CT: Bearzot
Coppa del Mondo FIFA 1982
Zoff, 2 Baresi, 3 Bergomi, 4 Cabrini, 5 Collovati, 6 Gentile, 7 Scirea, 8 Vierchowod, 9 Antognoni, 10 Dossena, 11 Marini, 12 Bordon, 13 Oriali, 14 Tardelli, 15 Causio, 16 Conti, 17 Massaro, 18 Altobelli, 19 Graziani, 20 Rossi, 21 Selvaggi, 22 Galli, CT: Bearzot
Coppa del Mondo FIFA 1986
Galli, 2 Bergomi, 3 Cabrini, 4 Collovati, 5 Nela, 6 Scirea, 7 Tricella, 8 Vierchowod, 9 Ancelotti, 10 Bagni, 11 Baresi, 12 Tancredi, 13 De Napoli, 14 Di Gennaro, 15 Tardelli, 16 Conti, 17 Vialli, 18 Altobelli, 19 Galderisi, 20 Rossi, 21 Serena, 22 Zenga, CT: Bearzot
Coppa del Mondo FIFA 1990
Zenga, 2 Baresi, 3 Bergomi, 4 De Agostini, 5 Ferrara, 6 Ferri, 7 Maldini, 8 Vierchowod, 9 Ancelotti, 10 Berti, 11 De Napoli, 12 Tacconi, 13 Giannini, 14 Marocchi, 15 Baggio, 16 Carnevale, 17 Donadoni, 18 Mancini, 19 Schillaci, 20 Serena, 21 Vialli, 22 Pagliuca, CT: Vicini
Coppa del Mondo FIFA 1994
Pagliuca, 2 Apolloni, 3 Benarrivo, 4 Costacurta, 5 Maldini, 6 Baresi, 7 Minotti, 8 Mussi, 9 Tassotti, 10 R. Baggio, 11 Albertini, 12 Marchegiani, 13 D. Baggio, 14 Berti, 15 Conte, 16 Donadoni, 17 Evani, 18 Casiraghi, 19 Massaro, 20 Signori, 21 Zola, 22 Bucci, CT: Sacchi
Coppa del Mondo FIFA 1998
Toldo, 2 Bergomi, 3 P. Maldini, 4 Cannavaro, 5 Costacurta, 6 Nesta, 7 Pessotto, 8 Torricelli, 9 Albertini, 10 Del Piero, 11 D. Baggio, 12 Pagliuca, 13 Cois, 14 Di Biagio, 15 Di Livio, 16 Di Matteo, 17 Moriero, 18 R. Baggio, 19 Inzaghi, 20 Chiesa, 21 Vieri, 22 Buffon, CT: C. Maldini
Coppa del Mondo FIFA 2002
Buffon, 2 Panucci, 3 Maldini, 4 Coco, 5 Cannavaro, 6 Zanetti, 7 Del Piero, 8 Gattuso, 9 Inzaghi, 10 Totti, 11 Doni, 12 Abbiati, 13 Nesta, 14 Di Biagio, 15 Iuliano, 16 Di Livio, 17 Tommasi, 18 Delvecchio, 19 Zambrotta, 20 Montella, 21 Vieri, 22 Toldo, 23 Materazzi, CT: Trapattoni
Coppa del Mondo FIFA 2006
Buffon, 2 Zaccardo, 3 Grosso, 4 De Rossi, 5 Cannavaro, 6 Barzagli, 7 Del Piero, 8 Gattuso, 9 Toni, 10 Totti, 11 Gilardino, 12 Peruzzi, 13 Nesta, 14 Amelia, 15 Iaquinta, 16 Camoranesi, 17 Barone, 18 Inzaghi, 19 Zambrotta, 20 Perrotta, 21 Pirlo, 22 Oddo, 23 Materazzi, CT: Lippi
Coppa del Mondo FIFA 2010
Buffon, 2 Maggio, 3 Criscito, 4 Chiellini, 5 Cannavaro, 6 De Rossi, 7 Pepe, 8 Gattuso, 9 Iaquinta, 10 Di Natale, 11 Gilardino, 12 Marchetti, 13 Bocchetti, 14 De Sanctis, 15 Marchisio, 16 Camoranesi, 17 Palombo, 18 Quagliarella, 19 Zambrotta, 20 Pazzini, 21 Pirlo, 22 Montolivo, 23 Bonucci, CT: Lippi
Coppa del Mondo FIFA 2014
Buffon, 2 De Sciglio, 3 Chiellini, 4 Darmian, 5 Motta, 6 Candreva, 7 Abate, 8 Marchisio, 9 Balotelli, 10 Cassano, 11 Cerci, 12 Sirigu, 13 Perin, 14 Aquilani, 15 Barzagli, 16 De Rossi, 17 Immobile, 18 Parolo, 19 Bonucci, 20 Paletta, 21 Pirlo, 22 Insigne, 23 Verratti, CT: Prandelli
Campionato d'Europa UEFA
Campionato d’Europa UEFA 1968
Albertosi, 2 Anastasi, 3 Anquilletti, 4 Bercellino, 5 Burgnich, 6 Bulgarelli, 7 Castano, 8 De Sisti, 9 Domenghini, 10 Facchetti, 11 Ferrini, 12 Guarneri, 13 Juliano, 14 Lodetti, 15 Mazzola, 16 Prati, 17 Riva, 18 Rivera, 19 Rosato, 20 Salvadore, 21 Vieri, 22 Zoff, CT: Valcareggi
Campionato d’Europa UEFA 1980
Zoff, 2 F. Baresi, 3 G. Baresi, 4 Bellugi, 5 Cabrini, 6 Collovati, 7 Gentile, 8 Maldera, 9 Scirea, 10 Antognoni, 11 Benetti, 12 Bordon, 13 Buriani, 14 Oriali, 15 Tardelli, 16 Zaccarelli, 17 Altobelli, 18 Bettega, 19 Causio, 20 Graziani, 21 Pruzzo, 22 Galli, CT: Bearzot
Campionato d’Europa UEFA 1988
Zenga, 2 Baresi, 3 Bergomi, 4 Cravero, 5 Ferrara, 6 Ferri, 7 Francini, 8 Maldini, 9 Ancelotti, 10 De Agostini, 11 De Napoli, 12 Tacconi, 13 Fusi, 14 Giannini, 15 Romano, 16 Altobelli, 17 Donadoni, 18 Mancini, 19 Rizzitelli, 20 Vialli, CT: Vicini
Campionato d'Europa UEFA 1996
Peruzzi, 2 Apolloni, 3 Maldini, 4 Carboni, 5 Costacurta, 6 Nesta, 7 Donadoni, 8 Mussi, 9 Torricelli, 10 Albertini, 11 Baggio, 12 Toldo, 13 Rossitto, 14 Del Piero, 15 Di Livio, 16 Di Matteo, 17 Fuser, 18 Casiraghi, 19 Chiesa, 20 Ravanelli, 21 Zola, 22 Bucci, CT: Sacchi
Campionato d’Europa UEFA 2000
Abbiati, 2 Ferrara, 3 Maldini, 4 Albertini, 5 Cannavaro, 6 Negro, 7 Di Livio, 8 Conte, 9 Inzaghi, 10 Del Piero, 11 Pessotto, 12 Toldo, 13 Nesta, 14 Di Biagio, 15 Iuliano, 16 Ambrosini, 17 Zambrotta, 18 Fiore, 19 Montella, 20 Totti, 21 Delvecchio, 22 Antonioli, CT: Zoff
Campionato d’Europa UEFA 2004
Buffon, 2 Panucci, 3 Oddo, 4 Zanetti, 5 Cannavaro, 6 Ferrari, 7 Del Piero, 8 Gattuso, 9 Vieri, 10 Totti, 11 Corradi, 12 Toldo, 13 Nesta, 14 Fiore, 15 Favalli, 16 Camoranesi, 17 Di Vaio, 18 Cassano, 19 Zambrotta, 20 Perrotta, 21 Pirlo, 22 Peruzzi, 23 Materazzi, CT: Trapattoni
Campionato d’Europa UEFA 2008
Buffon, 2 Panucci, 3 Grosso, 4 Chiellini, 5 Gamberini, 6 Barzagli, 7 Del Piero, 8 Gattuso, 9 Toni, 10 De Rossi, 11 Di Natale, 12 Borriello, 13 Ambrosini, 14 Amelia, 15 Quagliarella, 16 Camoranesi, 17 De Sanctis, 18 Cassano, 19 Zambrotta, 20 Perrotta, 21 Pirlo, 22 Aquilani, 23 Materazzi, CT: Donadoni
Campionato d'Europa UEFA 2012
Buffon, 2 Maggio, 3 Chiellini, 4 Ogbonna, 5 Motta, 6 Balzaretti, 7 Abate, 8 Marchisio, 9 Balotelli, 10 Cassano, 11 Di Natale, 12 Sirigu, 13 Giaccherini, 14 De Sanctis, 15 Barzagli, 16 De Rossi, 17 Borini, 18 Montolivo, 19 Bonucci, 20 Giovinco, 21 Pirlo, 22 Diamanti, 23 Nocerino, CT: Prandelli
Campionato d'Europa UEFA 2016
Buffon, 2 De Sciglio, 3 Chiellini, 4 Darmian, 5 Ogbonna, 6 Candreva, 7 Zaza, 8 Florenzi, 9 Pellè, 10 Motta, 11 Immobile, 12 Sirigu, 13 Marchetti, 14 Sturaro, 15 Barzagli, 16 De Rossi, 17 Éder, 18 Parolo, 19 Bonucci, 20 Insigne, 21 Bernardeschi, 22 El Shaarawy, 23 Giaccherini, CT: Conte
Campionato d'Europa UEFA 2020
Sirigu, 2 Di Lorenzo, 3 Chiellini, 4 Spinazzola, 5 Locatelli, 6 Verratti, 7 Castrovilli, 8 Jorginho, 9 Belotti, 10 Insigne, 11 Berardi, 12 Pessina, 13 Emerson, 14 Chiesa, 15 Acerbi, 16 Cristante, 17 Immobile, 18 Barella, 19 Bonucci, 20 Bernardeschi, 21 Donnarumma, 22 Raspadori, 23 Bastoni, 24 Florenzi, 25 Tolói, 26 Meret, CT: Mancini
FIFA Confederations Cup
FIFA Confederations Cup 2009
Buffon, 2 Santon, 3 Grosso, 4 Chiellini, 5 Cannavaro, 6 Legrottaglie, 7 Pepe, 8 Gattuso, 9 Toni, 10 De Rossi, 11 Gilardino, 12 De Sanctis, 13 Gamberini, 14 Amelia, 15 Iaquinta, 16 Camoranesi, 17 Rossi, 18 Palombo, 19 Zambrotta, 20 Montolivo, 21 Pirlo, 22 Dossena, 23 Quagliarella, CT: Lippi
FIFA Confederations Cup 2013
Buffon, 2 Maggio, 3 Chiellini, 4 Astori, 5 De Sciglio, 6 Candreva, 7 Aquilani, 8 Marchisio, 9 Balotelli, 10 Giovinco, 11 Gilardino, 12 Sirigu, 13 Marchetti, 14 El Shaarawy, 15 Barzagli, 16 De Rossi, 17 Cerci, 18 Montolivo, 19 Bonucci, 20 Abate, 21 Pirlo, 22 Giaccherini, 23 Diamanti, CT: Prandelli
Calcio ai Giochi Olimpici
Calcio ai Giochi Olimpici Estivi 1912
Campelli, D Binaschi, D De Vecchi, D Valle, C De Marchi, C Leone, C Milano, C Morelli di Popolo, A Barbesino, A Berardo, A Bontadini, A Mariani, A Sardi, A Zuffi, CT: Pozzo
Calcio ai Giochi Olimpici Estivi 1920
Campelli, P Giacone, D Bruna, D De Nardo, D De Vecchi, D Rosetta, C Ara, C Badini, C Baloncieri, C Burlando, C De Marchi, C Forlivesi, C Lovati, C Meneghetti, C Parodi, C Reynaudi, A Brezzi, A Ferraris, A Marucco, A Roggero, A Santamaria, A Sardi, CT: Milano
Calcio ai Giochi Olimpici Estivi 1924
Combi, P De Prà, D Bruna, D Caligaris, D De Vecchi, D Martin II, D Rosetta, C Aliberti, C Ardissone, C Baldi, C Barbieri, C Burlando, C Carzino II, C Fayenz, C Janni, C Rosso, A Baloncieri, A Bergamino I, A Calvi, A Conti, A Della Valle, A Levratto, A Magnozzi, A Monti III, CT: Pozzo
Calcio ai Giochi Olimpici Estivi 1928
Combi, P De Prà, P Degani, D Bellini, D Caligaris, D Gasperi, D Pietroboni, D Rosetta, D Viviano, C Baloncieri, C Bernardini, C Ferraris IV, C Genovesi, C Janni, C Pitto, C Rivolta, C Rossetti, A Banchero, A Levratto, A Magnozzi, A Pastore, A Schiavio, CT: Rangone
Calcio ai Giochi Olimpici Estivi 1936
Giani, P Vannucci, P Venturini, D Foni, D Gabriotti, D Marchini, D Petri, D Rava, D Tamietti, C Baldo, C Biagi, C Giuntoli, C Locatelli, C Piccini, C Puppo, C Scarabello, A Bertoni, A Cappelli, A Frossi, A Girometta, A Negro, A Nicolini, CT: Pozzo
Calcio ai Giochi Olimpici Estivi 1948
Casari, P Vanz, D Antonazzi, D Bizzotto, D Giovannini, D Stellin, C Cassani, C Maestrelli, C Mari, C Menegotti, C Neri, C Presca, C Turconi, A Burini, A Caprile, A Cavigioli, A Pandolfini, A Pernigo, CT: Pozzo
  • Nota bene: per le informazioni sulle rose successive al 1948 visionare la pagina della nazionale olimpica.
Coppa Internazionale
Coppa Internazionale 1927-1930
Combi, P De Prà, D Allemandi, D Caligaris, D Monzeglio, D Pietroboni, D Rosetta, D Zanello, C Baloncieri, C Bernardini, C Cevenini, C Colombari, C Costantino, C Ferraris IV, C Genovesi, C Janni, C Pitto, C Rivolta, C Rossetti II, A Conti, A Levratto, A Libonatti, A Magnozzi, A Meazza, A Munerati, A Orsi, A Piccaluga, A Schiavio, CT: RangoneCarcanoPozzo
Coppa Internazionale 1931-1932
Combi, P Gianni, P Sclavi, D Allemandi, D Caligaris, D Gasperi, D Monzeglio, D Rosetta, C Bernardini, C Bertolini, C Colombari, C Costantino, C Dugoni, C Fedullo, C Ferrari, C Ferraris IV, C Pitto, C Sansone, A Banchero, A Cesarini, A Guarisi, A Libonatti, A Magnozzi, A Meazza, A